Storia contemporanea a L10 Pegaso non si ferma all'Ottocento: il programma copre l'intero arco della disciplina, dalla Rivoluzione americana del 1776 fino alla crisi della Prima Repubblica italiana degli anni '90. Sono 30 videolezioni — rivoluzioni atlantiche, Risorgimento, le due guerre mondiali, i totalitarismi, la guerra fredda, l'Italia repubblicana — che seguono un unico filo cronologico. Con 6 CFU è un programma ampio ma narrativo: la difficoltà non è memorizzare ogni data, ma tenere insieme la sequenza di oltre due secoli di processi storici.
Di cosa parla il programma
Cosa trovi in questa guida
Il programma ufficiale in 30 videolezioni, gli obiettivi formativi, lo sviluppo cronologico completo con timeline interattiva e schemi di confronto, il metodo di studio consigliato dalla community e le domande frequenti sull'esame.
Obiettivi formativi — programma Pegaso
- Collocare correttamente nel tempo e nello spazio gli eventi fondamentali della storia contemporanea, inquadrandoli nei rispettivi contesti storiografici
- Analizzare in modo critico fenomeni complessi (rivoluzioni, guerre, nazionalismi, totalitarismi, globalizzazione)
- Valutare la pluralità delle interpretazioni storiografiche e delle fonti primarie e secondarie
- Utilizzare un linguaggio storico appropriato e padroneggiare la terminologia della disciplina
- Riconoscere la rilevanza della storia contemporanea per la comprensione del mondo attuale
Il programma si articola in 30 videolezioni che seguono un filo cronologico unico, dal Settecento alla fine del Novecento. Il primo modulo introduce il metodo storico; dal secondo in poi si entra nel merito dei processi storici, in quattro grandi fasi:
- Moduli 1–12 — Dalle rivoluzioni atlantiche all'Unità d'Italia: nascita degli USA, Rivoluzione francese, età napoleonica, prima industrializzazione, Restaurazione, Risorgimento, seconda rivoluzione industriale
- Moduli 13–17 — Età giolittiana, Prima guerra mondiale e rivoluzione russa: L'Europa tra due secoli, età giolittiana, Grande Guerra, rivoluzione russa, dopoguerra in Italia
- Moduli 18–25 — Totalitarismi, crisi del '29 e Seconda guerra mondiale: fascismo, crisi degli anni Trenta, Terzo Reich, URSS di Stalin, seconda guerra mondiale, secondo dopoguerra
- Moduli 26–30 — L'Italia repubblicana: la nuova Italia, la società del benessere, gli anni di piombo, la fine dei regimi comunisti, la crisi della Prima Repubblica
Nel gruppo trovi riassunti, schemi di studio e materiali condivisi dagli studenti.
Argomenti del programma da approfondire
Il primo modulo del corso ("Storia e storiografie") non racconta eventi ma insegna il mestiere dello storico: cosa distingue una fonte primaria da una secondaria, come si costruisce la conoscenza storica, quali sono le principali scuole storiografiche (positivismo, scuola delle Annales, storia economica). Non è un capitolo isolato: è la lente con cui il corso chiede di leggere tutti gli eventi che seguono — non solo "cosa è successo" ma "come lo sappiamo e secondo quale interpretazione".
Da qui nasce la struttura cronologica della materia, che seguiamo con una timeline interattiva: nove fasi, dalle rivoluzioni atlantiche alla crisi della Prima Repubblica, ciascuna sviluppata con uno schema di confronto e un collegamento che spiega perché una fase prepara la successiva.
Le rivoluzioni atlantiche
Le tredici colonie americane e la Francia rovesciano i fondamenti dell'antico regime nel giro di pochi decenni, ponendo le basi della politica moderna.
L'Europa di Napoleone
Napoleone esporta con le armi i principi della Rivoluzione francese in tutta Europa, prima di essere sconfitto a Waterloo nel 1815.
Prima industrializzazione e Restaurazione
Mentre l'Inghilterra avvia la prima rivoluzione industriale, le potenze vincitrici su Napoleone ricostruiscono l'ordine europeo al Congresso di Vienna, represso dai moti liberali del 1820-30.
Il Risorgimento e l'Unità d'Italia
Dalla Primavera dei popoli del 1848 a tre guerre d'indipendenza, l'Italia arriva all'unità nel 1861 e completa l'unificazione con Veneto (1866) e Roma (1870).
Età giolittiana e Prima guerra mondiale
L'Italia giolittiana industrializza e allarga il suffragio, prima che la Grande Guerra (1914-18) travolga l'intero ordine europeo prebellico.
La rivoluzione russa e il dopoguerra
Nel 1917 crolla lo zarismo e i bolscevichi prendono il potere in Russia. In Italia il dopoguerra è segnato da crisi economica e tensioni sociali.
I totalitarismi e la crisi del '29
Fascismo, nazismo e stalinismo si affermano tra le due guerre, mentre il crollo di Wall Street del 1929 apre la Grande Depressione mondiale.
La Seconda guerra mondiale e la guerra fredda
Il conflitto 1939-45 ridisegna gli equilibri globali: il mondo si divide in blocchi contrapposti, USA e URSS, per oltre quarant'anni.
L'Italia repubblicana
Dalla Costituzione del 1948 al boom economico, dagli anni di piombo a Tangentopoli, l'Italia repubblicana attraversa fasi profondamente diverse fino alla crisi della Prima Repubblica.
Le rivoluzioni atlantiche e l'età napoleonica (1776–1815)
Il periodo 1776–1815 è definito "età delle rivoluzioni" perché in meno di quarant'anni si rovesciano i fondamenti politici dell'antico regime su entrambe le sponde dell'Atlantico. Nel 1776 le tredici colonie britanniche fondano gli Stati Uniti con la Dichiarazione d'Indipendenza, proclamando i diritti inalienabili di vita, libertà e ricerca della felicità: l'idea che il potere derivi dal consenso dei governati è una rottura radicale con la monarchia assoluta. La Costituzione del 1787 è il primo esempio moderno di costituzione scritta, con separazione dei poteri e repubblica federale presidenziale.
In Francia il 1789 apre un processo più radicale: convocazione degli Stati Generali, presa della Bastiglia il 14 luglio, Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, monarchia costituzionale, Prima Repubblica, il Terrore di Robespierre, il Termidoro e il Direttorio. Napoleone Bonaparte chiude la fase rivoluzionaria trasformando la Francia in Consolato (1799) e poi in Impero (1804): il Codice Napoleonico esporta con le armi i principi della Rivoluzione — uguaglianza civile, proprietà privata, laicità dello Stato — in tutta l'Europa conquistata, fino alla sconfitta di Waterloo nel 1815.
Schema — Le due rivoluzioni atlantiche a confronto
| Aspetto | Rivoluzione americana (1776) | Rivoluzione francese (1789) |
|---|---|---|
| Obiettivo iniziale | Indipendenza da una potenza coloniale | Riforma dell'assetto interno della monarchia |
| Esito istituzionale | Repubblica federale presidenziale (1787) | Monarchia costituzionale → Repubblica → Impero |
| Fase più radicale | Guerra d'indipendenza (1775-83) | Il Terrore (1793-94) |
Collegamento: il Codice Napoleonico non porta solo eserciti in Europa, ma anche le prime industrie moderne e un modello amministrativo centralizzato: proprio dove Napoleone ha imposto riforme, l'Inghilterra sta nel frattempo avviando la prima rivoluzione industriale, e le potenze che lo sconfiggono dovranno decidere come riorganizzare un continente ormai irreversibilmente cambiato.
Prima industrializzazione e Restaurazione (1760–1848)
Il programma tratta sia la prima rivoluzione industriale (Inghilterra, fine '700–metà '800) sia la seconda (Europa e USA, 1870–1900): le vedremo a confronto più avanti, dopo aver ricostruito cosa succede nel mezzo. La prima industrializzazione nasce in Inghilterra con la meccanizzazione del tessile e l'introduzione della macchina a vapore, e comporta la nascita del proletariato industriale e della "questione sociale" — il problema delle condizioni di vita e di lavoro operaie che accompagnerà tutto l'Ottocento.
Sul piano politico, il Congresso di Vienna (1814–1815) riorganizza l'Europa dopo Napoleone secondo il principio della legittimità (ripristino delle dinastie prenapoleoniche) e dell'equilibrio tra le potenze — Austria, Prussia, Russia, Inghilterra e Francia. Metternich è il principale architetto del nuovo ordine conservatore. La Sacra Alleanza (Austria, Prussia, Russia) interviene militarmente per reprimere le insurrezioni liberali e nazionali: i moti del 1820–21 (Spagna, Napoli, Piemonte, con i Carbonari in Italia) e quelli del 1830–31 (riescono in Francia con Luigi Filippo, falliscono in Polonia e Italia) vengono tutti soffocati.
Schema — Prima Restaurazione: moti repressi
| Ondata | Paesi coinvolti | Esito |
|---|---|---|
| 1820–21 | Spagna, Napoli, Piemonte (Carbonari) | Repressi dall'intervento della Sacra Alleanza |
| 1830–31 | Francia (successo), Polonia e Italia (falliti) | Luigi Filippo re in Francia; Austria interviene in Romagna e Modena |
Collegamento: la repressione dei moti liberali non spegne le tensioni ma le accumula — la Primavera dei popoli del 1848 esploderà proprio dove Restaurazione e questione sociale si sovrappongono, aprendo la fase più intensa del processo di unificazione italiana.
Risorgimento e Unità d'Italia (1848–1870)
Schema — Le tre vie all'Unità italiana
| Progetto | Protagonista | Approccio | Esito |
|---|---|---|---|
| Monarchia costituzionale | Cavour (Piemonte) | Alleanza con la Francia, diplomazia, guerra regolare | Vincente — modello adottato nel 1861 |
| Repubblica democratica | Mazzini (Giovine Italia) | Rivoluzione popolare e nazionale | Non realizzato — Mazzini rimane in esilio |
| Federazione neoguelfa | Gioberti | Federazione di Stati sotto guida papale | Non realizzato — Pio IX si oppone nel 1848 |
Tappe fondamentali dell'Unità: nel 1848–49 la Prima guerra d'indipendenza vede Carlo Alberto sconfitto a Custoza e costretto ad abdicare in favore di Vittorio Emanuele II. Nel 1859 la Seconda guerra d'indipendenza, con l'alleanza di Cavour con Napoleone III, porta alle vittorie di Magenta e Solferino; l'armistizio di Villafranca cede la Lombardia ma non il Veneto. Nel 1860 la Spedizione dei Mille di Garibaldi conquista il Sud e lo cede a Vittorio Emanuele II, aprendo la strada alla proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861. L'unificazione si completa con la Terza guerra d'indipendenza (1866, annessione del Veneto) e la presa di Roma (1870, fine del potere temporale del papa).
Collegamento: l'Italia unita nasce con un modello istituzionale — la monarchia costituzionale di Cavour — che deve subito misurarsi con l'industrializzazione che sta trasformando il resto d'Europa: è la seconda rivoluzione industriale che il programma affronta nella fase successiva, insieme al consolidamento dei nuovi Stati nazionali come Germania e Italia.
Età giolittiana e Prima guerra mondiale (1900–1918)
Tra fine Ottocento e inizio Novecento l'Europa vive nuovi equilibri: la Germania di Bismarck completa l'unificazione tedesca (1871) e diventa la potenza continentale dominante, mentre la seconda rivoluzione industriale — acciaio, elettricità, chimica — sposta il traino economico verso Germania, Stati Uniti e, con ritardo, l'Italia. In Italia l'età giolittiana (primi anni del Novecento) è il periodo in cui Giovanni Giolitti guida il decollo industriale del paese, allarga progressivamente il suffragio elettorale e media tra le forze sociali emergenti — movimento operaio, cattolici, nazionalisti — pur senza risolvere la questione meridionale.
Questo equilibrio si spezza nel 1914: la Prima guerra mondiale nasce dall'intreccio di alleanze contrapposte (Triplice Alleanza e Triplice Intesa), nazionalismi e corsa agli armamenti, e si trasforma nella prima guerra di massa della storia — trincee, nuove armi, mobilitazione totale delle economie nazionali. L'Italia entra nel conflitto nel 1915 al fianco dell'Intesa, dopo un dibattito interno tra interventisti e neutralisti.
Schema — Prima vs Seconda rivoluzione industriale
| Aspetto | Prima (1760–1850 ca.) | Seconda (1870–1900 ca.) |
|---|---|---|
| Centro principale | Inghilterra | Germania, USA, Francia, Italia |
| Energia chiave | Vapore, carbone | Elettricità, petrolio |
| Settori trainanti | Tessile, ferro, ferrovie | Acciaio, chimica, elettrotecnica |
| Organizzazione | Manifattura e piccola fabbrica | Grande industria, taylorismo, monopoli |
| Questione sociale | Luddismo, prime leggi sul lavoro | Socialismo, partiti operai, sindacati |
Collegamento: la Grande Guerra logora tutti i regimi che l'hanno combattuta — la Russia zarista collassa già nel 1917, prima ancora della fine del conflitto, aprendo la strada alla rivoluzione bolscevica.
La rivoluzione russa e il dopoguerra (1917–1922)
Nel 1917 due rivoluzioni si susseguono in Russia: quella di febbraio abbatte lo zarismo, quella di ottobre porta al potere i bolscevichi guidati da Lenin, che escono dalla guerra con la pace separata di Brest-Litovsk (1918) e avviano la costruzione di uno Stato comunista, consolidato dopo la vittoria nella guerra civile contro le armate bianche. Nasce così la Terza Internazionale comunista, punto di riferimento per i movimenti socialisti di tutto il mondo.
In Italia il dopoguerra (1918–1922) è segnato da una grave crisi economica e sociale — il cosiddetto "biennio rosso" di scioperi e occupazioni delle fabbriche — a cui si somma la delusione per i risultati diplomatici della "vittoria mutilata". In questo clima di instabilità istituzionale prendono forma i movimenti che porteranno, nel 1922, all'ascesa del fascismo.
Collegamento: la crisi del dopoguerra italiano ed europeo non produce solo la rivoluzione comunista in Russia, ma anche la reazione opposta: i movimenti autoritari e nazionalisti che, tra il 1922 e la fine degli anni Trenta, danno vita ai regimi totalitari.
I totalitarismi e la crisi del '29 (1922–1939)
Tra le due guerre mondiali si affermano in Europa tre regimi che, pur diversi per ideologia, condividono i tratti del totalitarismo: partito unico, culto del capo, controllo pervasivo della società e propaganda di massa. In Italia il fascismo di Mussolini prende il potere nel 1922 (Marcia su Roma) e si consolida con le leggi fascistissime e il Concordato del 1929. In Germania il nazionalsocialismo di Hitler arriva al governo nel 1933, favorito anche dalla crisi economica, e costruisce il Terzo Reich su un impianto razzista e antisemita che porterà alle leggi di Norimberga. In Unione Sovietica Stalin trasforma il potere post-leninista in un regime personale, con collettivizzazione forzata dell'agricoltura, industrializzazione pianificata e repressione del dissenso interno.
A intrecciarsi con l'ascesa dei totalitarismi c'è la crisi economica: il crollo di Wall Street del 1929 apre la Grande Depressione, che colpisce l'intera economia mondiale e alimenta il consenso verso soluzioni autoritarie in diversi paesi europei.
Schema — I tre totalitarismi a confronto
| Regime | Leader | Anno di affermazione | Tratto distintivo |
|---|---|---|---|
| Fascismo | Mussolini | 1922 | Concordato con la Chiesa (1929), Stato corporativo |
| Nazismo | Hitler | 1933 | Ideologia razziale, leggi di Norimberga |
| Stalinismo | Stalin | Fine anni '20 | Collettivizzazione forzata, pianificazione centrale |
Collegamento: l'espansionismo nazista e la politica di alleanze dei tre regimi (Patto d'Acciaio, Patto Molotov-Ribbentrop) trasformano le tensioni degli anni Trenta nel conflitto più distruttivo della storia contemporanea.
La Seconda guerra mondiale e la guerra fredda (1939–1960)
La Seconda guerra mondiale (1939–1945) inizia con l'invasione tedesca della Polonia e coinvolge, in modi diversi, quasi tutti i continenti. L'Italia entra in guerra nel 1940 al fianco della Germania; dopo la caduta del fascismo (1943) e l'armistizio, il paese si divide tra Resistenza al nord e Regno del Sud, in un conflitto che si conclude nel 1945 con la sconfitta di Germania e Giappone (quest'ultimo dopo le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki).
Il secondo dopoguerra ridisegna gli equilibri mondiali: il mondo si divide in due blocchi contrapposti guidati da Stati Uniti e Unione Sovietica — la guerra fredda — con la Germania e Berlino divise come simbolo più visibile della contrapposizione, e la nascita di organizzazioni internazionali (ONU, NATO, Patto di Varsavia) che strutturano il nuovo ordine bipolare.
Collegamento: nel blocco occidentale, l'Italia liberata dal fascismo deve ricostruire le proprie istituzioni da zero: nasce così la Repubblica italiana, con la scelta referendaria del 1946 e la Costituzione del 1948, punto di partenza dell'ultima fase del programma.
L'Italia repubblicana (1946–1994)
La nuova Italia nasce dal referendum istituzionale del 1946 (Repubblica contro Monarchia) e dalla Costituzione entrata in vigore nel 1948. Segue la fase della ricostruzione e del "miracolo economico" (anni '50-'60), che trasforma l'Italia in una moderna società industriale — quella che il programma definisce "società del benessere", con consumi di massa, urbanizzazione e nuovi stili di vita, ma anche con il dualismo Nord-Sud come contraddizione irrisolta.
Gli anni '70 e '80 sono segnati dagli "anni di piombo" — terrorismo di matrice sia di estrema destra sia di estrema sinistra, culminato nel sequestro e nell'omicidio di Aldo Moro (1978) — in un contesto internazionale scosso dalla fine di Bretton Woods e dalle crisi petrolifere. Il programma si chiude con la fine dei regimi comunisti nell'Europa dell'Est (1989, caduta del Muro di Berlino) e con la crisi della Prima Repubblica italiana nei primi anni '90, tra inchieste giudiziarie su corruzione politica (Tangentopoli) e crollo del sistema dei partiti che aveva retto l'Italia dal dopoguerra.
Collegamento: la crisi della Prima Repubblica chiude il programma di Storia contemporanea proprio nel punto in cui inizia la storia più recente — un aggancio naturale con le materie del piano di studi che approfondiscono l'Italia dal Novecento a oggi.
Schemi di sintesi
Schema — Periodizzazione: dal 1776 al 1994
| Periodo | Date | Evento / Processo chiave | Protagonisti |
|---|---|---|---|
| Rivoluzioni atlantiche | 1776–1799 | Indipendenza USA + Rivoluzione francese | Washington, Jefferson; Robespierre, Danton |
| Età napoleonica | 1799–1815 | Consolato, Impero, campagne europee | Napoleone Bonaparte |
| Restaurazione | 1815–1848 | Congresso di Vienna, Sacra Alleanza, moti | Metternich, Carlo Alberto |
| Risorgimento | 1848–1870 | Unificazione italiana in tre guerre | Cavour, Garibaldi, Vittorio Emanuele II |
| Età giolittiana | 1900–1914 | Industrializzazione, allargamento del suffragio | Giovanni Giolitti |
| Prima guerra mondiale | 1914–1918 | Guerra di massa, crollo degli imperi | Lenin (rivoluzione russa, 1917) |
| Totalitarismi e crisi del '29 | 1922–1939 | Fascismo, nazismo, stalinismo, Grande Depressione | Mussolini, Hitler, Stalin |
| Seconda guerra mondiale | 1939–1945 | Conflitto mondiale, Resistenza in Italia | - |
| Guerra fredda | 1945–1989 | Mondo diviso in blocchi contrapposti | USA, URSS |
| Italia repubblicana | 1946–1994 | Costituzione, boom economico, anni di piombo, Tangentopoli | - |
Metodo di studio consigliato dai colleghi
- Linea del tempo per blocchi: disegna una timeline con le nove fasi principali (rivoluzioni atlantiche → napoleonico → industrializzazione/restaurazione → risorgimento → giolittiano/grande guerra → rivoluzione russa → totalitarismi/crisi del '29 → seconda guerra mondiale/guerra fredda → Italia repubblicana) e posiziona ogni evento nel contesto. Con un programma così ampio, il filo cronologico è l'unico modo per non perdersi
- Schema causa-svolgimento-conseguenza: per ogni evento o processo (es. Rivoluzione francese, ascesa del fascismo) costruisci tre colonne: perché scoppia, cosa succede, cosa cambia dopo. Questo schema è più utile di una scaletta di date
- Protagonisti con ruolo: per ogni figura storica (Cavour, Garibaldi, Mazzini, Mussolini, Hitler, Stalin) chiarisci immediatamente il ruolo, il paese e il periodo. Con tanti protagonisti in gioco, confondere fasi ravvicinate è un errore comune
- Le videolezioni sono narrative: prendere appunti sintetici per ogni modulo durante la visione. I concetti si collegano — non saltare i moduli introduttivi (metodo storico, storiografie)
- Non memorizzare tutte le date: le date essenziali sono circa una trentina lungo tutto il programma. L'esame valuta la comprensione dei processi e dei collegamenti tra le fasi, non la memorizzazione pedante di ogni anno
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Domande dalla community
- La storiografia è davvero nel programma?
- Sì, il primo modulo ("Storia e storiografie") introduce il metodo dello storico: cosa sono le fonti primarie e secondarie, come si produce la conoscenza storica, le principali scuole storiografiche (positivismo, scuola delle Annales, storia economica). È un modulo breve ma utile per capire l'approccio del corso. Chi ha già sostenuto l'esame indica che il modulo è relativamente veloce da studiare e che offre un quadro metodologico utile per tutti gli altri.
- Il programma è davvero così lungo, dal Settecento fino agli anni '90?
- Sì. Il codice 2025 (0102506MSTO04NM) elenca 30 videolezioni che vanno dalla Rivoluzione americana del 1776 fino alla crisi della Prima Repubblica italiana degli anni '90 — non si ferma all'Ottocento. Il codice 2020 copre lo stesso arco temporale con una struttura di lezioni per temi anziché per data. Chi ha già sostenuto l'esame indica che, essendo un unico racconto cronologico, la mole è gestibile se si segue l'ordine delle videolezioni senza saltare blocchi.
- Quante date vanno memorizzate?
- Chi ha già sostenuto l'esame indica che le date fondamentali sono circa una trentina lungo tutto l'arco del programma (dal 1776 al 1994). Non vanno memorizzate tutte le date secondarie. La comprensione del perché un evento avviene, cosa cambia e quali conseguenze ha è più importante della data precisa.
Come funziona l'esame
Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.
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Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →Quanto tempo serve
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Domande frequenti
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