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L22-PEGASO · Scienze Motorie — Pegaso

Teorie, Metodologie e Didattiche dell'Educazione Motoria L22 Pegaso

Teorie, Metodologie e Didattiche dell'Educazione Motoria è la materia disciplinare fondante di L22 Pegaso — quella che più di tutte definisce l'identità professionale dello studente di Scienze Motorie. Mentre Anatomia e Fisiologia descrivono il corpo come sistema biologico, questa materia si occupa del movimento come apprendimento e come pratica educativa: come si sviluppa nelle varie fasi della vita, come si insegna, come si valuta, come si progetta un percorso educativo motorio. È comune a entrambi gli indirizzi (Statutario e Bio-Sanitario) e si studia nel primo anno. Il programma 2025 conta 45 videolezioni distribuite su aree molto diverse tra loro — teoria, metodologia, valutazione, applicazione — motivo per cui conviene affrontarlo per blocchi tematici piuttosto che in sequenza numerica.

Scheda materia
9
CFU
Anno
M-EDF/01
SSD
0502509MEDF01NM
Codice 2025
Indirizzo
Biosanitario Statutario

Di cosa parla il programma

Obiettivi formativi ufficiali — programma Pegaso

  • Comprendere l'epistemologia e la natura pluridisciplinare dell'educazione motoria e fisica, per le diverse classi d'età, all'interno della Chinesiologia di base
  • Sviluppare le conoscenze e le competenze di insegnamento per favorire l'apprendimento motorio, l'esercizio fisico e l'attività motoria in età evolutiva, adulta e anziana, in contesti formali e non formali
  • Sviluppare le competenze per progettare, condurre e valutare programmi di attività fisico-motoria in risposta ai bisogni educativi e di benessere psicofisico delle diverse fasce d'età e dei gruppi, promuovendo stili di vita corretti
  • Integrare teoria e pratica per progettare, condurre e valutare l'attività fisico-motoria, anche con protocolli di esercizio fisico per la salute e il benessere
  • Sviluppare le conoscenze di base sul testing motorio e sui contesti valutativi qualitativi dell'educazione fisico-motoria, anche in riferimento a standard internazionali

Il programma segue 45 videolezioni organizzate in blocchi tematici, dalle basi teoriche del movimento fino alla progettazione e valutazione di interventi motori per età e bisogni diversi. I principali argomenti:

  • Le basi del movimento umano — epistemologia della disciplina, terminologia dell'attività fisica, piani e assi del corpo, principi dell'esercizio fisico
  • Capacità e abilità motorie — capacità condizionali e coordinative, classificazione delle abilità motorie, schemi motori di base
  • Controllo e apprendimento motorio — come il movimento si programma, si corregge e si stabilizza con la pratica; postura, equilibrio, sensopercezione
  • Metodologia didattica — stili di insegnamento (spettro di Mosston), variabilità della pratica, programmazione dell'unità didattica
  • Valutazione motoria — test antropometrici e batterie standardizzate (Motorfit, ABC Movement, Prove Movit, Protocollo di Bosco)
  • Attività motoria per le diverse età e bisogni — linee guida OMS, attività fisica adattata e per la disabilità, didattica per la terza età
  • Scuola, gioco e contesti applicativi — educazione fisica a scuola, gioco-sport, outdoor education, esports, sport di squadra
  • Temi specialistici — motor imagery, schema corporeo, educazione psicomotoria in età scolastica

Cosa trovi in questa guida

La sezione "Argomenti da approfondire" segue un ordine didattico — prima le basi (terminologia, capacità, schemi motori), poi metodologia e progettazione, infine valutazione e applicazione alle diverse età e ai contesti reali — con uno schema di sintesi per ogni blocco. Il metodo di studio operativo è più avanti, nella sezione Metodo di studio.

Codici e versioni del piano di studi

Questa materia è presente in più versioni a Pegaso L22, con lo stesso SSD (M-EDF/01) e contenuti simili ma codici diversi a seconda del piano assegnato. Il codice non si sceglie — dipende dall'anno di immatricolazione.

Codice A.A. CFU Note
0502509MEDF01NM 2025 9 Piano corrente — 45 videolezioni
0502410MEDF01III 2024 10 Piani 2024 — Ind. Statutario
0501710MEDF01 2017 10 Piani più datati

Stai preparando Teorie Motorie? Nel gruppo trovi riassunti, schemi di studio e materiali condivisi dagli studenti.

Argomenti del programma da approfondire

Gli obiettivi ufficiali parlano di analizzare la materia "in maniera disaggregata" per poi ricomporla "in un unicum sistemico": è esattamente il percorso che segue il programma. Le prime videolezioni introducono il movimento umano come oggetto di studio della Chinesiologia e la sua epistemologia — perché una disciplina che parte dal gesto fisico dialoga necessariamente con la pedagogia, la biologia, la psicologia dello sviluppo. Da questa impostazione pluridisciplinare nasce la struttura del corso: prima si scompongono i singoli aspetti del movimento (terminologia, capacità, schemi, apprendimento), poi li si ricompone in strumenti operativi — stili di insegnamento, programmazione, valutazione — infine si applicano a contesti ed età concrete.

Mappa — i quattro assi del programma

Asse Cosa comprende
Basi teoriche Terminologia, piani del corpo, capacità e abilità motorie, schemi motori, controllo e apprendimento motorio
Metodologia e progettazione Stili di insegnamento, variabilità della pratica, programmazione dell'unità didattica
Valutazione Test antropometrici e batterie standardizzate di valutazione motoria
Applicazione Fasce d'età, adattamento, scuola, contesti non formali, temi specialistici

Le basi

  1. Terminologia, piani e principi dell'esercizio fisico
  2. Capacità e abilità motorie
  3. Gli schemi motori di base
  4. Controllo motorio, apprendimento, postura ed equilibrio
  5. Stili di insegnamento (spettro di Mosston)
  6. Variazione della pratica e interdisciplinarietà
  7. Programmazione dell'attività motoria

Valutazione e applicazione

  1. Valutazione e batterie di test
  2. Bisogni motori nelle diverse età e linee guida OMS
  3. Attività fisica adattata e disabilità
  4. Didattica per la terza età
  5. Scuola e gioco-sport
  6. Contesti non formali e nuove frontiere
  7. Temi specialistici (motor imagery, schema corporeo, psicomotricità)

Il vocabolario di base: terminologia, piani del corpo, principi dell'esercizio fisico

Prima di entrare nel merito delle teorie, il programma fissa il vocabolario tecnico che userà per tutto il corso. Distingue attività fisica (qualsiasi movimento che comporti dispendio energetico), esercizio fisico (attività fisica pianificata e strutturata con un obiettivo) e la sua intensità, generalmente descritta come leggera, moderata o vigorosa. Il carico fisico a cui è sottoposto l'organismo dipende dalla combinazione di intensità, durata e frequenza dello stimolo. A questo si affiancano i principi dell'esercizio fisico che regolano ogni programmazione motoria: sovraccarico progressivo (lo stimolo deve aumentare nel tempo per continuare a produrre adattamento), specificità (l'adattamento è specifico al tipo di stimolo proposto), individualità (la risposta allo stesso stimolo varia da persona a persona) e reversibilità (gli adattamenti regrediscono se lo stimolo si interrompe).

Schema — Piani e assi del corpo

Piano Divide il corpo in Esempio di movimento
Sagittale Destra / sinistra Flessione ed estensione (es. squat, flessione del tronco)
Frontale (coronale) Anteriore / posteriore Abduzione e adduzione (es. slancio laterale della gamba)
Trasversale Superiore / inferiore Rotazione (es. rotazione del tronco)

A ogni piano corrisponde un asse di rotazione perpendicolare: l'asse longitudinale (verticale) per le rotazioni, l'asse sagittale e l'asse trasversale per i movimenti sugli altri due piani.

Collegamento: questo vocabolario serve a descrivere con precisione ciò che il programma affronta subito dopo — le capacità e le abilità che rendono possibile il movimento.

Capacità motorie e abilità motorie

Il programma distingue due concetti spesso confusi. Le capacità motorie sono i prerequisiti fisiologici generali del movimento, allenabili e trasversali a più gesti: si dividono in condizionali (legate al metabolismo energetico e alla struttura muscolare) e coordinative (legate al sistema nervoso centrale e alla propriocezione). Le abilità motorie sono invece pattern di movimento appresi e finalizzati a un compito specifico — il tiro a canestro, il nuoto a rana — che si costruiscono proprio a partire dalle capacità motorie disponibili.

Schema — Capacità motorie: condizionali vs coordinative

Tipo Componenti principali Base fisiologica
Condizionali Forza, Resistenza, Velocità, Flessibilità Metabolismo energetico, struttura muscolare
Coordinative Equilibrio, Orientamento spazio-tempo, Ritmo, Differenziazione, Reazione, Coordinazione oculo-manuale Sistema nervoso centrale, propriocezione

Le abilità motorie, a loro volta, si classificano su tre continuum indipendenti: rispetto all'ambiente (chiuse, in un contesto stabile e prevedibile, come un tiro libero; oppure aperte, in un contesto variabile, come un dribbling in gara), rispetto all'organizzazione temporale (discrete, con inizio e fine definiti; seriali, sequenze di abilità discrete; continue, senza un confine netto, come la corsa) e rispetto alla complessità (semplici o complesse, in base al numero di segmenti corporei coinvolti).

Collegamento: tra le abilità motorie, il programma dedica un approfondimento specifico a quelle che si formano per prime nello sviluppo del bambino — gli schemi motori di base.

Gli schemi motori di base

Gli schemi motori di base sono i pattern fondamentali di movimento che il bambino acquisisce nei primi anni di vita (circa 0-7 anni). Sono il "vocabolario motorio" di base da cui derivano tutte le abilità sportive successive. Il programma li classifica in tre categorie:

Schema — Classificazione degli schemi motori di base

Categoria Definizione Esempi Sviluppo in età
Locomotori Spostamento del corpo nello spazio Camminare, correre, saltare, galoppare, strisciare, arrampicarsi, rotolare Base entro 5-6 anni; consolidamento entro 7-8
Non locomotori (stabilizzazione) Movimenti con il corpo in posizione fissa Equilibrio, oscillare, ruotare, piegare, estendere, spingere, tirare, torcere Fondamentali per la postura e la propriocezione
Manipolativi Controllo di oggetti con mani o piedi Lanciare, ricevere/prendere, calciare, colpire (racchetta/mazza), dribblare, rotolare oggetti Sviluppo più tardivo (4-7 anni); richiedono coordinazione oculo-manuale

Finestra d'oro: il periodo 5-12 anni è quello più favorevole per consolidare gli schemi motori di base (fase sensibile). Un bambino che non consolida questi pattern nella finestra ottimale fa più fatica ad acquisire abilità sportive tecniche in adolescenza.

Collegamento: sapere quali pattern si acquisiscono non basta — il programma affronta poi come il sistema nervoso li programma, li corregge e li rende stabili nel tempo.

Controllo motorio, apprendimento motorio, postura ed equilibrio

Il controllo motorio studia come il sistema nervoso centrale programma, esegue e corregge un movimento, integrando in tempo reale le informazioni sensoriali (feedback) con programmi motori già organizzati (feedforward). L'apprendimento motorio ne è la componente che si modifica in modo relativamente stabile con la pratica: nella letteratura di riferimento della disciplina, questo processo viene spesso descritto attraverso tre fasi successive.

Schema — Le fasi dell'apprendimento motorio

Fase Caratteristiche
Cognitiva Movimento lento e poco fluido, richiede piena attenzione cosciente, errori grossolani
Associativa Il movimento diventa più preciso; l'attenzione si sposta dai singoli dettagli all'esecuzione complessiva
Autonoma Movimento automatico, richiede poca attenzione cosciente, resiste bene alle distrazioni

La postura e l'equilibrio dipendono dallo stesso sistema di controllo: il corpo mantiene una posizione stabile integrando continuamente le informazioni provenienti da diversi analizzatori sensopercettivi.

Schema — Gli analizzatori sensopercettivi

Analizzatore Ruolo nel controllo motorio
Visivo Orienta il movimento nello spazio, anticipa gli ostacoli
Vestibolare Rileva posizione e accelerazione della testa; base dell'equilibrio
Cinestesico (propriocettivo) Informa su posizione e tensione di muscoli e articolazioni
Tattile Segnala il contatto con superfici e oggetti
Uditivo Fornisce riferimenti ritmici e di orientamento

Collegamento: sapere come il movimento si programma e si stabilizza è la base su cui poggia la parte più metodologica del programma — come lo si insegna.

Gli stili di insegnamento: lo spettro di Mosston e Ashworth

Lo spettro di Mosston e Ashworth è il riferimento classico della disciplina per gli stili di insegnamento ed è composto da 11 stili (A-K) che rappresentano un continuum dal controllo totale dell'insegnante all'autonomia totale dello studente. La distinzione fondamentale cade sulla soglia della scoperta: gli stili A-E sono riproduttivi (lo studente riproduce ciò che l'insegnante presenta); gli stili F-K sono produttivi (lo studente scopre, inventa, crea).

Schema — Spettro di Mosston e Ashworth (tutti gli stili)

Stile Nome Chi decide Quando usarlo
A Comando Tutto l'insegnante; studente esegue in sincronia Sicurezza, movimenti tecnici precisi (tuffi, ginnastica)
B Prassi (Practice) Insegnante assegna compiti; studente sceglie ritmo e spazio Esercitazione tecnica individuale (palestra, circuito)
C Reciproco Coppie: un esegue, l'altro osserva e fornisce feedback secondo criteri dell'insegnante Peer assessment; affinamento tecnico in coppie
D Auto-verifica Studente confronta la propria esecuzione con criteri forniti dall'insegnante Autonomia valutativa; sviluppo consapevolezza motoria
E Inclusivo Studente sceglie il livello del compito tra più opzioni offerte dall'insegnante Classi eterogenee, inclusione, differenziazione
▼ SOGLIA DELLA SCOPERTA — da qui stili produttivi ▼
F Scoperta guidata Domande dell'insegnante guidano lo studente verso una risposta predeterminata Comprensione dei principi del movimento (es. perché piegare le ginocchia nel salto)
G Scoperta convergente Studente raggiunge da solo la soluzione "giusta" attraverso il ragionamento Risoluzione di problemi motori con una soluzione ottimale
H Produzione divergente Studente trova molteplici soluzioni corrette a un problema motorio Creatività, gioco libero, improvvisazione motoria
I Programma individuale Studente progetta il proprio programma dentro i criteri dell'insegnante Allievi avanzati; percorsi individualizzati
J Iniziativa dello studente Studente decide quasi tutto; insegnante è risorsa disponibile Alta autonomia; ragazzi maturi con esperienza sportiva
K Auto-insegnamento Studente decide, insegna a sé stesso senza insegnante Studio autonomo; atleti d'élite in auto-allenamento

Collegamento: non tutti gli stili si adattano allo stesso modo a ogni classe o gruppo — il programma affronta poi come variare la pratica in base al contesto.

Variazione della pratica e interdisciplinarietà in educazione fisica

La variabilità della pratica — proporre lo stesso compito motorio in condizioni sempre leggermente diverse, invece di ripeterlo in modo identico — favorisce in genere un apprendimento più trasferibile a situazioni nuove rispetto alla pura ripetizione costante. Il programma affronta anche l'interdisciplinarietà dell'educazione fisica: il suo dialogo necessario con altre discipline (pedagogia, psicologia dello sviluppo, scienze della salute) nella progettazione di percorsi educativi motori efficaci.

Collegamento: stili di insegnamento e variabilità della pratica sono gli strumenti; il passo successivo del programma è usarli per progettare concretamente un intervento educativo motorio.

Programmazione dell'attività motoria: obiettivi, unità didattica, lezione

Gli obiettivi educativi motori si classificano secondo la tassonomia del dominio psicomotorio elaborata da Harrow (distinta dalla più nota tassonomia di Bloom, che riguarda invece il dominio cognitivo): percezione → set (disposizione ad agire) → risposta guidata → meccanismo → risposta complessa → adattamento → creazione. È una progressione dal semplice riconoscimento sensoriale fino alla capacità di creare autonomamente nuovi pattern di movimento.

Schema — Le tre parti di una lezione motoria

Parte Contenuto
Iniziale Presentazione degli obiettivi, riscaldamento
Centrale Attività principale: apprendimento o allenamento
Finale Defaticamento, riepilogo

Il programma dedica anche un approfondimento alle indicazioni metodologiche per la formazione dei futuri docenti di educazione motoria, fisica e sportiva — il ponte tra la progettazione qui descritta e il suo utilizzo concreto nei contesti scolastici, affrontati più avanti in questa guida.

Collegamento: una programmazione efficace si verifica sul campo. Il programma passa quindi a come si valuta l'attività motoria.

Valutazione dei rendimenti e batterie di test standardizzate

Il programma introduce i lineamenti di valutazione dei rendimenti motori partendo dai test antropometrici (peso, altezza, circonferenze, pliche cutanee) come misure di base, per poi presentare batterie di test più strutturate, ciascuna pensata per uno scopo e una fascia d'età specifici.

Confronta le batterie di test motori

Caratteristica Motorfit (TGM/Eurofit) ABC Movement Prove Movit Protocollo di Bosco
Cosa misura Funzioni motorie di base (TGM) e capacità condizionali (Eurofit) Coordinazione motoria globale e fine Competenze motorie di base in età scolare Forza esplosiva degli arti inferiori
Fascia d'età Scuola primaria e secondaria Età evolutiva Età scolare Adolescenti e adulti (contesto sportivo)
Contesto d'uso Scuola, screening motorio di gruppo Scuola e ambito clinico Scuola primaria Palestra, contesto sportivo
Formato Batteria a più prove pratiche Test strutturato con punteggio standardizzato Insieme di prove pratiche Test di salto su pedana (es. squat jump, countermovement jump)

Motorfit ed Eurofit misurano soprattutto le funzioni e le capacità condizionali di base; l'ABC Movement si concentra sulla coordinazione; le prove Movit sulle competenze motorie di base in età scolare; il Protocollo di Bosco è specifico per la forza esplosiva degli arti inferiori.

Accanto a queste batterie, il programma dedica un approfondimento ai test di valutazione delle capacità condizionali in senso più ampio — prove sul campo per stimare forza, resistenza, velocità e flessibilità senza strumentazione da laboratorio.

Collegamento: i test motori diventano uno strumento fondamentale quando si adatta l'attività motoria a bisogni ed età diverse — il tema a cui il programma passa subito dopo.

I bisogni di movimento nelle diverse epoche della vita e le linee guida OMS

Il programma descrive come cambiano i bisogni di movimento dall'infanzia alla terza età, e li mette in relazione con le linee guida dell'OMS sull'attività fisica: bambini e adolescenti dovrebbero svolgere almeno 60 minuti al giorno di attività fisica di intensità da moderata a vigorosa; gli adulti almeno 150-300 minuti a settimana di attività moderata (o l'equivalente vigorosa), più esercizi di rafforzamento muscolare almeno due giorni a settimana; gli anziani seguono lo stesso riferimento degli adulti, con l'aggiunta di attività multicomponente orientate all'equilibrio e alla prevenzione delle cadute.

Schema — Sviluppo motorio per fasce d'età

Fascia d'età Caratteristiche del movimento Implicazioni per l'educazione motoria
Infanzia
0–2 anni
Sviluppo dei riflessi arcaici → controllo posturale → gattonamento → deambulazione Stimolazione sensoriale multisensoriale; libertà di movimento; ambiente sicuro per l'esplorazione spontanea
Prima infanzia
3–6 anni
Acquisizione e consolidamento degli schemi motori di base (locomotori, non-locomotori, manipolativi); periodo sensibile per coordinazione e lateralizzazione Gioco motorio libero e guidato; varietà di esperienze di movimento; no specializzazione sportiva precoce
Fanciullezza
6–12 anni
Finestra d'oro per le capacità coordinative; affinamento degli schemi motori; inizio sviluppo capacità condizionali di base Attività multilaterali (più sport e attività); introduzione a tecniche sportive di base; importanza del feedback
Adolescenza
12–18 anni
Picco sviluppo capacità condizionali (forza, resistenza, velocità); sviluppo morfologico rapido; possibile regressione coordinativa transitoria Allenamento specifico per la disciplina scelta; gestione delle variazioni morfologiche; attenzione al sovraccarico
Adulto e anziano
18+ anni
Mantenimento delle capacità acquisite; progressivo declino delle condizionali; preservazione coordinazione con allenamento continuo Attività motoria adattata; prevenzione delle cadute (anziani); enfasi su mobilità, forza funzionale, equilibrio

Collegamento: alcuni bisogni motori richiedono un adattamento specifico, non solo legato all'età — il programma affronta poi l'attività fisica adattata e per la disabilità.

Attività fisica adattata e per la disabilità

L'attività fisica adattata modifica compiti, attrezzi e regole per renderli accessibili a persone con abilità diverse, mantenendo per quanto possibile il significato educativo e motorio dell'attività originale. Il programma dedica un approfondimento specifico all'attività motoria per la disabilità, con attenzione alla progettazione inclusiva più che a una singola metodologia standardizzata: l'obiettivo è adattare il compito al singolo studente, non il contrario.

Collegamento: la stessa logica di adattamento vale in modo specifico per la terza età, a cui il programma dedica un blocco a parte.

Didattica delle attività motorie per la terza età

Il programma affronta l'invecchiamento attivo e la prevenzione delle cadute come obiettivi centrali dell'attività motoria nella terza età, insieme ai relativi test di valutazione motoria per anziani (in genere test di equilibrio e di deambulazione). Due strumenti pratici ricorrono in questo blocco: la ginnastica dolce, a basso impatto articolare e adatta a chi ha limitazioni motorie, e le pause attive, brevi momenti di movimento inseriti in contesti sedentari (scuola, lavoro) per contrastarne gli effetti.

Collegamento: dall'individuo si passa ora ai contesti collettivi in cui l'educazione motoria si applica concretamente — la scuola e il gioco.

La scuola e il gioco-sport

Il programma dedica un blocco ai progetti di educazione fisica a scuola e alla loro progettazione nella scuola italiana, con riferimento alle indicazioni nazionali per il curriculo relative all'infanzia e al primo ciclo. Un approfondimento specifico riguarda le attività ludico-sportive codificate, cioè il gioco-sport: la fase intermedia tra il gioco libero e lo sport strutturato, in cui regole semplificate introducono gradualmente i principi tattici e tecnici delle discipline sportive.

Collegamento: oltre alla scuola, il programma guarda anche a contesti meno formali e a tendenze più recenti dell'educazione motoria.

Contesti non formali, sport di squadra e nuove frontiere

Il programma distingue la pratica fisico-motoria e sportiva nei contesti formali, informali e non formali — non solo la scuola o il club sportivo strutturato, ma anche i contesti spontanei e destrutturati in cui il movimento si esprime. Rientrano in questo blocco l'outdoor education, l'educazione motoria svolta in ambienti naturali, e gli esports, riconosciuti dal programma come tema emergente con implicazioni motorie e cognitive diverse da quelle dello sport tradizionale. Un approfondimento specifico riguarda l'approccio ecologico alle dinamiche degli sport di squadra: come i giocatori percepiscono lo spazio di gioco e adattano le proprie azioni in base ai vincoli imposti dal compito, dai compagni e dagli avversari, più che eseguire schemi pre-memorizzati. Chiude il blocco un cenno alle figure professionali del settore motorio-sportivo — il chinesiologo e il manager dello sport — come sbocchi collegati a questi contesti applicativi.

Collegamento: il programma chiude con alcuni temi più specialistici, che completano il quadro visto finora.

Temi specialistici: motor imagery, schema corporeo, educazione psicomotoria

Le ultime videolezioni introducono tre temi più specialistici. Il motor imagery (immaginazione motoria) è la capacità di rappresentare mentalmente un movimento senza eseguirlo fisicamente, usata anche in ambito riabilitativo e sportivo come complemento alla pratica reale. Lo schema corporeo è la rappresentazione mentale, in gran parte inconsapevole, della posizione e dei confini del proprio corpo nello spazio — distinta dall'immagine corporea, che ha una componente più consapevole ed emotiva. Chiude il programma l'educazione psicomotoria in età scolastica, che usa il movimento come strumento educativo trasversale — non fine a sé stesso — nella scuola dell'infanzia e primaria.

Metodo di studio consigliato dai colleghi

  • Segui i blocchi tematici, non l'ordine numerico delle 45 videolezioni. Raggruppare per macro-area (basi, metodologia, valutazione, applicazione) aiuta a non perdere il filo tra argomenti molto diversi tra loro.
  • Le batterie di test si confondono facilmente. Una tabella di confronto (età, cosa misura, contesto) aiuta più della semplice lettura sequenziale delle dispense — vedi lo schema di confronto qui sopra.
  • Lo spettro di Mosston si fissa meglio con esempi pratici. Collegare ogni stile a un esempio concreto di lezione motoria (chi decide cosa, in che contesto) aiuta la memorizzazione più della semplice lettura della tabella.
  • Usa il questionario di autoverifica a fine videolezione. È l'indicatore più diretto di comprensione prima di passare al blocco successivo.
  • Non sottovalutarla per il numero di videolezioni. Il programma è ampio (45 videolezioni, 9 CFU): chi comincia tardi fatica a coprire per intero sia la parte teorica sia quella su valutazione e contesti applicativi.

Studia con chi sta preparando questo esame ora — confrontati sui blocchi più densi del programma nel gruppo.

Domande dalla community

Le domande più frequenti degli studenti L22 su Teorie, Metodologie e Didattiche dell'Educazione Motoria:

Devo sapere tutti gli 11 stili di Mosston o solo alcuni?
Il programma li include tutti. La distinzione tra stili riproduttivi e produttivi (la soglia della scoperta) è concettuale e può emergere in qualsiasi domanda, non solo su stili specifici. Costruire una tabella sintetica di tutti gli 11 stili — nome, chi decide, quando si usa — è lo strumento di ripasso più efficace.
Cosa si intende per "approccio ecologico" applicato agli sport di squadra?
È l'idea che i giocatori non eseguano semplicemente schemi pre-memorizzati, ma percepiscano lo spazio di gioco e adattino le proprie azioni in base ai vincoli imposti dal compito (regole, punteggio), dai compagni e dagli avversari. È un tema specifico del programma, distinto dalla progettazione didattica generale vista negli altri blocchi.
Cosa bisogna sapere sulla programmazione di una lezione motoria?
La struttura di una lezione motoria comprende: parte iniziale (presentazione obiettivi, riscaldamento), parte centrale (attività principale, apprendimento o allenamento), parte finale (defaticamento, riepilogo). Gli obiettivi motori si classificano secondo la tassonomia del dominio psicomotorio di Harrow: percezione → set → risposta guidata → meccanismo → risposta complessa → adattamento → creazione.
Le batterie di test (Motorfit, ABC Movement, Movit, Bosco) vanno studiate nel dettaglio tecnico?
Il programma le presenta come strumenti diversi per scopi diversi più che come procedure da eseguire a memoria: utile sapere per ciascuna cosa misura, su chi si usa e in che contesto — la tabella di confronto qui sopra è pensata proprio per questo tipo di ripasso.
Come ci si prepara per il colloquio in presenza su Teorie e Metodologie dell'Educazione Motoria?
Il colloquio può partire da qualsiasi area del programma. Avere chiari i concetti fondamentali di ogni blocco e saperli applicare a un contesto pratico concreto — descrivere uno stile di Mosston in una situazione di palestra, o spiegare come adattare un test a una fascia d'età diversa — è l'approccio più efficace secondo chi lo ha già sostenuto.

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve

Il programma copre 45 videolezioni organizzate in blocchi molto diversi tra loro (teoria, metodologia, valutazione, applicazione): la densità sta nella varietà degli argomenti, non in un singolo argomento particolarmente ostico. Gli studenti L22 consigliano di iniziare almeno 5-6 settimane prima: le prime settimane per le basi teoriche e la metodologia, le successive per valutazione e contesti applicativi, lasciando gli ultimi giorni per ripassare con uno schema riassuntivo le batterie di test e lo spettro di Mosston. Chi ha già esperienza sportiva o educativa può ridurre i tempi sulla parte applicativa, ma non su quella di valutazione, spesso meno intuitiva.

Questa materia ti prepara a…

Domande frequenti

9 CFU nel piano 2025 (cod. 0502509MEDF01NM, 45 videolezioni). Nei piani precedenti valeva 10 CFU con codici diversi (es. 0502410MEDF01III, 0501710MEDF01), legati ai piani più datati. Il codice dipende dall'anno di immatricolazione — verificalo sulla piattaforma.

Sì. Teorie, Metodologie e Didattiche dell'Educazione Motoria è comune a entrambi gli indirizzi (Statutario e Bio-Sanitario) e si studia nel primo anno per tutti gli immatricolati.

Il programma alterna blocchi molto diversi tra loro: quello più teorico (apprendimento e controllo motorio, stili di insegnamento) richiede uno studio concettuale, mentre quello sulle batterie di valutazione (Motorfit, ABC Movement, Prove Movit, Protocollo di Bosco) richiede di tenere distinti più strumenti simili tra loro. Chi ha già esperienza sportiva o educativa trova più immediata la parte applicativa su scuola e progettazione.

Le videolezioni (45 nel piano 2025) e le dispense allegate a ciascuna sono il materiale di riferimento principale, insieme ai testi di approfondimento volontario indicati dal docente. Ogni videolezione include un questionario di autoverifica: è un buon indicatore di comprensione prima di passare al blocco successivo.

Gli esami seguono il formato standard Pegaso (prova intermedia online + prova finale in presenza). Per i dettagli aggiornati leggi la guida sugli esami Pegaso.

Gli schemi motori di base sono i pattern fondamentali del movimento acquisiti nei primi anni di vita (0-7 anni). Si dividono in: locomotori (camminare, correre, saltare, strisciare…), non locomotori (equilibrio, oscillare, ruotare, spingere…) e manipolativi (lanciare, ricevere, calciare…). Sono il "vocabolario motorio" da cui derivano tutte le abilità sportive successive. Il periodo 5-12 anni è la finestra sensibile per il loro consolidamento.

Lo spettro di Mosston e Ashworth ha 11 stili (A-K). La distinzione fondamentale è la soglia della scoperta: gli stili A-E sono riproduttivi (lo studente riproduce ciò che l'insegnante presenta), gli stili F-K sono produttivi (lo studente scopre, diverge, crea).

Sono strumenti diversi per scopi diversi. Motorfit (TGM ed Eurofit) e le prove Movit valutano le competenze motorie di base nella scuola primaria e secondaria; l'ABC Movement misura la coordinazione motoria in età evolutiva, anche in ambito clinico; il Protocollo di Bosco stima con test di salto la forza esplosiva degli arti inferiori in ambito sportivo. Il programma li presenta insieme nel blocco dedicato alla valutazione motoria.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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