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L14-MERCATORUM · Scienze Giuridiche — Mercatorum

Diritto Penale L14 Mercatorum

Diritto Penale è, per lo Statutario e la maggior parte dei profili, la materia con il maggior numero di CFU del 1° anno L14: 12 CFU, 60 unità didattiche. Il programma parte dai principi costituzionali del diritto penale, costruisce la teoria generale del reato (fatto tipico, antigiuridicità, colpevolezza) e arriva a una parte speciale ampia, che copre i reati contro la pubblica amministrazione, il patrimonio, l'ambiente, il riciclaggio, i reati economici e la responsabilità degli enti. Chi ha già studiato Diritto Costituzionale riconosce i principi degli artt. 25 e 27 Cost. sin dalle prime unità. Nel gruppo WhatsApp e nella community Telegram L14 trovi chi sta seguendo lo stesso corso, con domande e confronto sugli argomenti più complessi.

Scheda materia
12
CFU
Anno
IUS/17
SSD
0142512IUS17
Codice (Statutario)
Indirizzo
Profilo Consulenza Del Lavoro Profilo Enti Locali Profilo Giurista Di Impresa Profilo P.a. E Sicurezza Profilo Scienze Giuridiche Per La Criminologia, L'investigazione E La Sicurezza Statutario

Community L14 Scienze Giuridiche — Mercatorum

Nel gruppo trovi riassunti, schemi di studio e materiali condivisi dagli studenti.

Programma ufficiale

Obiettivi formativi

Il corso fornisce una preparazione teorica sulla parte generale del diritto penale — principi costituzionali, categorie penalistiche classiche, metodo di analisi costituzionalmente orientato, sistematico ed esegetico — e sulla parte speciale, con lo studio delle principali fattispecie incriminatrici del codice penale e della legislazione complementare. Al termine lo studente è in grado di riconoscere gli elementi caratteristici delle figure criminose analizzate, applicare le categorie della teoria generale del reato a un caso concreto e sviluppare un'autonoma capacità di analisi critica delle disposizioni di legge e della giurisprudenza in materia penale.

Questa guida segue il programma ufficiale (12 CFU, codice 0142512IUS17): prima la parte generale (principi, struttura del reato, colpevolezza, tentativo, concorso, sistema sanzionatorio), poi la parte speciale (PA, patrimonio, ambiente, riciclaggio, reati economici, responsabilità degli enti). Il metodo di studio operativo è in Come lo studiano.

Parte generale

  • Introduzione al diritto penale: caratteristiche e funzioni della sanzione penale, fonti, principio di legalità e suoi corollari, principi di materialità, offensività, colpevolezza, personalità della responsabilità penale
  • Applicazione della legge penale nel tempo e nello spazio; successione di leggi penali
  • Struttura del reato e sue classificazioni; elementi essenziali del fatto tipico nei reati commissivi; il rapporto di causalità
  • Antigiuridicità: cause di giustificazione (consenso dell'avente diritto, legittima difesa, stato di necessità, adempimento di un dovere, esercizio di un diritto)
  • Colpevolezza: imputabilità, dolo, colpa, preterintenzione, dolo eventuale e colpa cosciente, aberratio ictus e reato aberrante
  • Il reato omissivo (proprio e improprio); il tentativo; delitti di attentato, reati a dolo specifico e reato impossibile
  • Concorso di persone nel reato; circostanze; concorso di reati e concorso apparente di norme
  • La punibilità e le condizioni obiettive di punibilità; sistema sanzionatorio, pene, misure di sicurezza; commisurazione ed estinzione della pena

Parte speciale

  • Reati contro l'amministrazione della giustizia; reati in materia di false dichiarazioni e informazioni
  • Reati contro la pubblica amministrazione: qualifiche soggettive, peculato, malversazione a danno dello Stato, concussione, induzione indebita, corruzione (per l'esercizio della funzione e per un atto contrario ai doveri d'ufficio), traffico di influenze illecite, turbata liceità degli incanti
  • Reati contro il patrimonio: profili generali, aggressione unilaterale (furto, rapina), cooperazione con la vittima (truffa, estorsione)
  • Contrasto al riciclaggio e delitto di autoriciclaggio
  • Tutela penale dell'ambiente: profili generali, d.lgs. 152/2006, ecodelitti del codice penale
  • Reati economici e di mercato: la scriminante atipica del rischio consentito, frode sportiva, insider trading, aggiotaggio, manipolazione del mercato
  • La responsabilità da reato degli enti (d.lgs. 231/2001): profili generali e comparatistici

Codici — profili e CFU

Diritto Penale L14 Mercatorum non ha un "piano vecchio" e uno "nuovo": per l'a.a. in corso coesistono due programmi ufficiali distinti, assegnati in base al profilo di immatricolazione, non alla data di iscrizione.

Profilo Codice materia CFU Unità Gruppo
Statutario, Consulenza del Lavoro, Enti Locali, Giurista di Impresa, Scienze Giuridiche per la Criminologia 0142512IUS17 12 60
P.A. e Sicurezza 0142506IUS17 6 30

La versione a 6 CFU (profilo P.A. e Sicurezza) è un programma più corto, non una parte del programma a 12 CFU: copre la parte generale, i reati contro l'amministrazione della giustizia, i reati contro il patrimonio e i reati economici e di mercato (rischio consentito, frode sportiva, insider trading, aggiotaggio, manipolazione del mercato), ma non tratta i reati contro la pubblica amministrazione, il riciclaggio/autoriciclaggio, la tutela penale dell'ambiente né la responsabilità degli enti. Verifica sempre sulla piattaforma quale codice ti è stato assegnato prima di seguire questa guida.

Argomenti del programma da approfondire

Il programma a 12 CFU è organizzato in due grandi blocchi: la parte generale, che costruisce gli strumenti concettuali per analizzare qualunque reato, e la parte speciale, che applica quegli strumenti a categorie di reato specifiche. La sequenza che segue rispetta l'ordine didattico: prima i principi, poi la struttura del reato elemento per elemento, poi le forme di manifestazione (omissione, tentativo, concorso), poi il sistema sanzionatorio, infine la parte speciale.

Mappa della sezione

1. Principi costituzionali e legalità

2. Struttura del reato: fatto tipico e causalità

3. Antigiuridicità: le scriminanti

4. Colpevolezza: dolo, colpa, preterintenzione

5. Reato omissivo e tentativo

6. Concorso di persone e concorso di reati

7. Sistema sanzionatorio

8. Reati contro la PA

9. Reati contro il patrimonio, riciclaggio, ambiente, mercato

10. Responsabilità da reato degli enti

1. Principi costituzionali e legalità

Il diritto penale è la branca dell'ordinamento che collega a un fatto la sanzione più grave, la pena. Per questo la Costituzione lo circonda di garanzie che non valgono per le altre branche del diritto. Il principio cardine è quello di legalità (art. 25, 2° c. Cost., art. 1 cp), riassunto nella formula nullum crimen, nulla poena sine lege: nessun fatto può essere punito se non è previsto come reato da una legge. A questo si affiancano il principio di materialità (il reato richiede un fatto esteriore, non un semplice pensiero), il principio di offensività (il fatto deve ledere o mettere in pericolo un bene giuridico) e il principio di colpevolezza (art. 27, 1° c. Cost.): la responsabilità penale è personale, non si risponde per fatto altrui né per il solo verificarsi di un evento senza un legame soggettivo con la propria condotta.

Schema — I quattro corollari del principio di legalità

Corollario Significato
Lex scripta Il reato deve essere previsto da una norma scritta (riserva di legge)
Lex stricta Divieto di analogia in malam partem: non si può estendere per analogia una norma incriminatrice a un caso simile ma non previsto
Lex certa La norma deve descrivere il fatto con sufficiente determinatezza
Lex praevia Irretroattività della norma penale sfavorevole; la legge più favorevole successiva si applica invece retroattivamente (favor rei, art. 2 cp)

Collegamento: questi principi sono le regole del gioco entro cui si muove ogni singolo reato. Il passo successivo è capire come un reato è strutturato internamente — cioè quali elementi devono essere tutti presenti perché un fatto sia penalmente rilevante.

2. Struttura del reato: fatto tipico e causalità

La teoria generale del reato lo scompone in tre elementi che devono ricorrere tutti: fatto tipico, antigiuridicità, colpevolezza. Il fatto tipico è la condotta (azione o omissione) descritta dalla norma, insieme all'eventuale evento e al nesso causale che li collega. Nei reati omissivi impropri l'art. 40, 2° c. cp stabilisce che "non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo" — chi ha una posizione di garanzia risponde come se avesse causato l'evento con un'azione. Il nesso causale si accerta con la teoria condizionalistica (eliminazione mentale: se, eliminando la condotta, l'evento non si sarebbe verificato, c'è causalità), corretta dal criterio della causalità adeguata per evitare di risalire all'infinito nella catena delle cause.

Schema — Struttura del reato (teoria tripartita)

Elemento Contenuto
Fatto tipico Condotta (azione/omissione) + nesso causale + evento, conforme alla fattispecie descritta dalla norma
Antigiuridicità Il fatto tipico non è scriminato da una causa di giustificazione
Colpevolezza Imputabilità + elemento soggettivo (dolo/colpa/preterintenzione) + assenza di cause di esclusione della colpevolezza

Collegamento: un fatto può essere tipico e tuttavia non costituire reato, se chi lo compie agisce coperto da una causa di giustificazione. È il secondo elemento della struttura: l'antigiuridicità.

3. Antigiuridicità: le scriminanti

Un fatto tipico non è punibile se ricorre una causa di giustificazione (scriminante): il consenso dell'avente diritto (art. 50 cp, solo per diritti disponibili), la legittima difesa (art. 52 cp — pericolo attuale, difesa necessaria e proporzionata all'offesa), lo stato di necessità (art. 54 cp — pericolo attuale non altrimenti evitabile, proporzione tra fatto e pericolo, ma qui l'offesa ricade su un terzo estraneo, non sull'aggressore), l'adempimento di un dovere e l'esercizio di un diritto (art. 51 cp).

Schema — Legittima difesa vs stato di necessità

Dimensione Legittima difesa (art. 52 cp) Stato di necessità (art. 54 cp)
Chi subisce l'offesa reattiva L'aggressore Un terzo estraneo al pericolo
Requisito comune Pericolo attuale, non volontariamente causato Pericolo attuale, non altrimenti evitabile
Proporzione Tra difesa e offesa Tra fatto commesso e pericolo

Collegamento: anche un fatto tipico e antigiuridico non è punibile se manca il legame soggettivo tra l'autore e il fatto — è il terzo elemento della struttura, la colpevolezza, che distingue tra chi ha voluto l'evento e chi lo ha causato per negligenza.

4. Colpevolezza: dolo, colpa, preterintenzione

La colpevolezza richiede innanzitutto l'imputabilità (art. 85 cp — capacità di intendere e volere) e poi una delle tre forme dell'elemento soggettivo previste dall'art. 43 cp. Il dolo è la forma piena: rappresentazione e volontà del fatto tipico, che può essere intenzionale, diretto o eventuale a seconda di quanto l'evento sia voluto o solo accettato come rischio. La colpa è la violazione di regole di diligenza, prudenza o perizia senza volere l'evento. La preterintenzione è una forma intermedia: si vuole un evento meno grave e se ne verifica uno più grave non voluto (es. omicidio preterintenzionale, art. 584 cp). L'aberratio ictus (art. 82 cp) riguarda invece l'errore nell'esecuzione: chi vuole colpire una persona ma per errore ne colpisce un'altra risponde comunque come se avesse realizzato il fatto voluto.

Schema — Forme di colpevolezza

Forma Definizione (art. 43 cp) Criterio chiave
Dolo intenzionale Il soggetto vuole l'evento come scopo della propria condotta Il risultato è il fine perseguito
Dolo diretto Il soggetto prevede l'evento come conseguenza certa o quasi certa e lo accetta L'evento è previsto come effetto collaterale inevitabile
Dolo eventuale Il soggetto prevede l'evento come possibile e accetta il rischio Formula di Frank: "anche se l'evento si verificasse, agirei ugualmente"
Colpa cosciente Il soggetto prevede l'evento ma confida di poterlo evitare Confine con il dolo eventuale: qui l'agente esclude l'evento, non lo accetta
Colpa incosciente Il soggetto non prevede l'evento per violazione di regole di diligenza/prudenza/perizia Colpa generica (regole non scritte) o specifica (norme scritte)
Preterintenzione Atti dolosi diretti a un evento meno grave; si verifica un evento più grave non voluto Es. omicidio preterintenzionale (art. 584 cp)

Collegamento: dolo, colpa e preterintenzione descrivono un fatto già concluso. Il programma studia anche cosa succede quando l'azione resta incompiuta — il tentativo — o quando manca del tutto un'azione attiva — il reato omissivo.

5. Reato omissivo e tentativo

Il reato omissivo può essere proprio (la norma punisce direttamente il non fare, es. omissione di soccorso) o improprio (l'omissione di chi ha una posizione di garanzia equivale, per l'art. 40, 2° c. cp, a cagionare l'evento). Il tentativo (art. 56 cp) punisce chi compie atti idonei e univocamente diretti a commettere un delitto, quando il reato non si consuma per cause indipendenti dalla sua volontà — con pena ridotta da un terzo a due terzi. Se il fatto compiuto non potrebbe mai ledere il bene giuridico (mezzo assolutamente inidoneo o oggetto assolutamente inesistente), si parla di reato impossibile (art. 49 cp), non punibile. I delitti di attentato e i reati a dolo specifico sono figure particolari in cui la legge anticipa la soglia di punibilità rispetto al normale schema del tentativo.

Collegamento: tentativo e reato omissivo riguardano un singolo autore. Il programma prosegue con le ipotesi in cui più persone concorrono nello stesso reato, o in cui un solo soggetto commette più violazioni.

6. Concorso di persone e concorso di reati

Il concorso di persone (artt. 110-119 cp) si ha quando più soggetti contribuiscono, anche solo moralmente (istigazione, determinazione), alla realizzazione dello stesso reato: rispondono tutti dello stesso titolo di reato, salve le circostanze aggravanti o attenuanti personali. Diverso è il concorso di reati: quando un solo soggetto, con un'unica azione, viola più norme (concorso formale, art. 81, 1° c. cp) o commette più violazioni collegate da un medesimo disegno criminoso (reato continuato, art. 81, 2° c. cp), la pena si calcola su quella del reato più grave con un aumento, non sommando le pene dei singoli reati. Le circostanze (aggravanti e attenuanti, artt. 61-62 cp) modificano la pena base senza cambiare il titolo di reato, e vengono bilanciate tra loro dal giudice (art. 69 cp).

Collegamento: una volta accertati reato, concorso e circostanze, il programma passa al sistema che traduce tutto questo in una pena concreta.

7. Sistema sanzionatorio

Le pene principali (artt. 17, 22-26 cp) si dividono in detentive (reclusione, arresto) e pecuniarie (multa, ammenda); a queste si affiancano le misure di sicurezza (artt. 199-240 cp), applicabili a soggetti pericolosi anche quando non imputabili. La punibilità può essere esclusa da condizioni obiettive di punibilità previste dalla singola norma, e la pena può estinguersi per prescrizione del reato (artt. 157-161 cp, con termini diversi in base alla gravità) o essere sospesa condizionalmente (art. 163 cp).

Collegamento: con la teoria generale e il sistema sanzionatorio completi, il programma passa alla parte speciale: le singole categorie di reato, a partire da quelli commessi nell'esercizio di una funzione pubblica.

8. Reati contro la pubblica amministrazione

Questa sezione richiede prima di tutto la distinzione tra le qualifiche soggettive di pubblico ufficiale ed esercente un servizio di pubblica utilità, perché da questa dipende chi può commettere questi reati. Il criterio che distingue le principali figure è il ruolo del privato: vittima, complice o del tutto estraneo.

Schema — Delitti dei pubblici ufficiali contro la PA

Reato Art. Condotta Ruolo del privato
Peculato 314 cp Il PU si appropria di denaro o cosa altrui che ha in disponibilità per ragioni d'ufficio Non coinvolto
Malversazione a danno dello Stato 316-bis cp Chi ha ottenuto un contributo pubblico non lo destina alle finalità per cui era stato erogato Beneficiario del contributo, non necessariamente PU
Concussione 317 cp Il PU costringe, con abuso di qualità o poteri, il privato a dare o promettere utilità Vittima — non punibile
Induzione indebita 319-quater cp Il PU induce, senza costrizione, il privato a dare o promettere utilità Punibile (pena ridotta) — accordo con margine di scelta
Corruzione per l'esercizio della funzione 318 cp Il PU riceve o accetta la promessa di utilità per l'esercizio delle sue funzioni Punibile come corruttore attivo (art. 321 cp)
Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio 319 cp Il PU riceve o accetta la promessa di utilità per compiere un atto contrario ai propri doveri Punibile come corruttore attivo (art. 321 cp)
Traffico di influenze illecite 346-bis cp Chi, vantando relazioni con un PU, si fa dare o promettere denaro come prezzo della propria mediazione illecita Punibile (entrambe le parti dell'accordo)

Il programma include anche i delitti di turbata liceità degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, che tutelano la regolarità delle gare pubbliche.

Collegamento: dai reati commessi da chi esercita una funzione pubblica, il programma passa ai reati contro il patrimonio dei privati.

9. Reati contro il patrimonio, riciclaggio, ambiente, mercato

Il programma distingue i reati contro il patrimonio in due famiglie: quelli ad aggressione unilaterale, dove la vittima subisce senza cooperare (furto, art. 624 cp — impossessamento della cosa altrui mediante sottrazione; rapina, art. 628 cp — la stessa condotta con violenza o minaccia), e quelli a cooperazione con la vittima, dove è la vittima stessa a compiere un atto di disposizione patrimoniale indotto dall'agente (truffa, art. 640 cp — artifizi e raggiri, profitto per sé e danno altrui; estorsione, art. 629 cp — violenza o minaccia per costringere a dare o fare qualcosa).

Un blocco distinto riguarda il contrasto al riciclaggio e il delitto di autoriciclaggio (art. 648-ter.1 cp): puniscono chi reimmette nel circuito economico legale denaro o beni di provenienza illecita, anche quando l'autore del reimpiego è lo stesso autore del reato presupposto. La tutela penale dell'ambiente combina il d.lgs. 152/2006 e gli ecodelitti introdotti nel codice penale, con una prospettiva che il programma sviluppa anche in chiave storica ed evolutiva. Infine i reati economici e di mercato — frode sportiva, insider trading, aggiotaggio, manipolazione del mercato — condividono lo stesso bene giuridico protetto: la correttezza e la trasparenza di un sistema competitivo (sportivo o finanziario), e si collegano alla scriminante atipica del cd. rischio consentito, che delimita il confine tra rischio economico lecito e condotta penalmente rilevante.

Collegamento: l'ultimo blocco del programma sposta il baricentro dalla responsabilità della persona fisica a quella dell'ente collettivo nel cui interesse il reato è stato commesso.

10. Responsabilità da reato degli enti

Il d.lgs. 231/2001 introduce, accanto alla responsabilità penale della persona fisica che ha materialmente commesso il reato, una responsabilità amministrativa da reato dell'ente (società, associazione) nel cui interesse o vantaggio il fatto è stato realizzato. Il programma ne studia i profili generali e comparatistici, chiudendo il percorso su un tema di forte attualità nel diritto penale dell'impresa.

Come lo studiano

  • Studia la parte generale prima della parte speciale. La struttura del reato (fatto tipico → antigiuridicità → colpevolezza) è il quadro dentro cui si inseriscono tutti i singoli delitti della parte speciale. Chi conosce bene la parte generale trova la parte speciale molto più gestibile, perché sa già come analizzare una fattispecie.
  • Il principio di legalità e i suoi corollari sono tra i più testati all'inizio. "Lex scripta, stricta, certa, praevia" è una delle formule fondamentali del programma — utile fissarla presto, perché torna implicitamente in molti ragionamenti successivi.
  • Dolo eventuale vs colpa cosciente è il confine concettuale più delicato. La formula di Frank descrive il dolo eventuale; nella colpa cosciente il soggetto confida di evitare l'evento. È un concetto chiave del programma, utile fissarlo con esempi propri prima di passare oltre.
  • Per la parte speciale, tieni una mappa dei ruoli. Nei reati contro la PA e nei reati contro il patrimonio, la variabile che distingue le fattispecie è quasi sempre il ruolo del privato (vittima, complice, estraneo) o il modo in cui la vittima è coinvolta (aggressione unilaterale vs cooperazione indotta) — gli schemi di questa guida seguono lo stesso criterio.
  • Le dispense del corso studiate nella loro interezza restano il riferimento principale, in particolare per la parte generale, che è la più concettualmente densa.

Domande dalla community

Diritto Penale è considerato un esame impegnativo?
Chi lo ha già sostenuto riporta che richiede uno studio costante delle dispense ufficiali, non solo dei quiz di autovalutazione — soprattutto per la parte generale (principi, struttura del reato, forme di colpevolezza), che è la più concettualmente densa dell'intero programma.
La riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022) è nel programma?
Dipende dalla versione delle dispense sulla tua piattaforma: la riforma, in vigore dal 2023, ha modificato pene sostitutive e procedura penale. Verifica sulle dispense aggiornate se il tuo codice le include.
L'abrogazione dell'art. 323 cp (abuso d'ufficio) è rilevante per il programma?
La l. 114/2024 ha abrogato l'art. 323 cp. Se le dispense sulla piattaforma sono aggiornate a questa riforma, l'abuso d'ufficio non è più trattato come reato autonomo; se le dispense sono precedenti, verifica sulla tua versione del materiale.

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve

Con 12 CFU e 60 unità, Diritto Penale è tra le materie più lunghe del 1° anno L14 per chi ha lo Statutario o la maggior parte dei profili (30 unità per il profilo P.A. e Sicurezza). Il carico di visione delle videolezioni è di diverse decine di ore; la preparazione complessiva richiede in genere 8-12 settimane di studio attivo per la versione a 12 CFU. La parte generale (principi, struttura del reato, colpevolezza, tentativo, concorso, sistema sanzionatorio) è concettualmente più densa e richiede più tempo di sedimentazione rispetto alla parte speciale, che è più estesa ma più descrittiva.

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Questa materia ti prepara a

La teoria generale del reato e il metodo di analisi delle fattispecie costruiti in Diritto Penale tornano, con declinazioni diverse, nelle materie giuridiche successive del percorso:

  • Diritto Privato — le categorie di responsabilità e di fatto giuridico costruite in privato si intrecciano con quelle penalistiche, in particolare sul terreno della responsabilità civile da reato
  • Diritto Costituzionale — i principi di legalità, colpevolezza e rieducazione della pena studiati qui hanno fondamento negli artt. 25 e 27 Cost.
  • Diritto Commerciale e Diritto Processuale Penale (anni successivi) — approfondiscono rispettivamente la responsabilità da reato degli enti e le regole del processo che accerta i reati studiati in questo corso

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Domande frequenti

Dipende dal profilo: 12 CFU (60 unità, codice 0142512IUS17) per lo Statutario e per i profili Consulenza del Lavoro, Enti Locali, Giurista di Impresa, Scienze Giuridiche per la Criminologia; 6 CFU (30 unità, codice 0142506IUS17) per il solo profilo P.A. e Sicurezza. Sono due programmi ufficiali distinti per lo stesso anno accademico, non un piano vecchio e uno nuovo — verifica il tuo codice in bacheca.

È il principio di legalità penale (art. 25 Cost., art. 1 cp): nessun fatto può essere considerato reato e nessuna pena può essere inflitta se non è prevista da una legge scritta, in vigore prima del fatto, sufficientemente determinata, e non applicabile per analogia a casi non previsti.

Nel dolo eventuale il soggetto prevede l'evento come possibile e lo accetta come rischio (formula di Frank: "agisco comunque anche se si verificasse"). Nella colpa cosciente il soggetto prevede l'evento ma confida di poterlo evitare — non c'è accettazione del rischio.

Concussione (art. 317 cp): il pubblico ufficiale costringe il privato con abuso di qualità o poteri — il privato è vittima e non è punibile. Corruzione (artt. 318-321 cp): accordo bilaterale tra PU e privato — entrambi sono punibili (il PU per corruzione passiva, il privato per corruzione attiva art. 321).

Il tentativo (art. 56 cp) si ha quando il soggetto compie atti idonei e univocamente diretti alla commissione di un delitto ma il reato non si consuma per cause indipendenti dalla sua volontà. La pena è ridotta da un terzo a due terzi rispetto a quella del reato consumato.

Sì, nella versione a 12 CFU: il programma dedica unità al contrasto al riciclaggio e all'autoriciclaggio, alla tutela penale dell'ambiente e ai reati economici e di mercato (frode sportiva, insider trading, aggiotaggio, manipolazione del mercato). La versione a 6 CFU (profilo P.A. e Sicurezza) copre i reati economici e di mercato ma non riciclaggio, ambiente né reati contro la PA.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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