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L19-PEGASO · Scienze dell'Educazione — Pegaso

Etica delle Relazioni L19 Pegaso

Etica delle Relazioni è una materia del primo anno di L19 Pegaso, comune a entrambi gli indirizzi. È un corso di filosofia morale: presenta prima i fondamenti teorici dell'etica (cos'è, quali teorie spiegano perché un'azione è giusta), poi li applica a tre relazioni concrete — con l'ambiente, con gli animali non umani, con embrioni e feti. Il programma conta 30 videolezioni.

Scheda materia
6
CFU
Anno
M-FIL/03
SSD
0902506MFIL03NM
Codice 2025
Indirizzo
Educatore Dei Servizi Educativi Per L'infanzia Educatore Professionale Socio-Pedagogico

Di cosa parla il programma

Obiettivi formativi ufficiali — programma Pegaso

  • Acquisire padronanza dei concetti fondamentali, della terminologia e dei metodi della filosofia morale, con competenze sia di etica teorica sia di etica applicata
  • Saper argomentare sulle questioni etiche con rigore logico e chiarezza semantica
  • Sviluppare abilità di analisi e scrittura di testi divulgativi e scientifici, con competenze nella comunicazione specialistica

Cosa trovi in questa guida

La materia è organizzata qui secondo la sequenza del programma ufficiale: prima i fondamenti (cos'è l'etica, le principali teorie morali), poi le tre applicazioni che danno il nome al corso — ambiente, animali non umani, embrioni e feti — con uno schema di sintesi dopo ogni blocco. Il metodo di studio operativo è in fondo, nella sezione Metodo di studio.

Il corso presenta le linee essenziali di un'etica delle relazioni da un punto di vista filosofico: dopo aver analizzato i princìpi morali che regolano i rapporti nel mondo umano, applica quegli stessi princìpi alle relazioni di agenti morali con l'ambiente, con gli animali non umani e con i soggetti a inizio vita. Il programma si sviluppa in cinque macro-aree:

  • Cos'è l'etica — i tre livelli d'indagine: metaetica, etica descrittiva, etica normativa (teorica e applicata)
  • Le principali teorie morali — deontologismo, conseguenzialismo/utilitarismo, pluralismo dei doveri, egoismo etico
  • Etica e ambiente — dal modello antropocentrico all'ecocentrismo
  • Etica e animali non umani — dal modello tradizionale alla liberazione animale di Singer e alla teoria dei diritti di Regan
  • Etica di embrioni e feti — i diversi criteri sullo status morale, l'argomento del violinista di J.J. Thomson

Stai preparando Etica delle Relazioni L19? Nel gruppo trovi altri studenti che stanno preparando lo stesso esame — valido per entrambi gli indirizzi.

Argomenti del programma da approfondire

Il programma si sviluppa in due parti: prima i fondamenti teorici della filosofia morale, poi le tre applicazioni concrete che danno il nome al corso.

Mappa — la sequenza di questa guida

Le basi teoriche

  1. Cos'è l'etica: i tre livelli d'indagine
  2. Le principali teorie morali

Le tre relazioni applicate

  1. Etica e ambiente
  2. Etica e animali non umani
  3. Etica di embrioni e feti

Cos'è l'etica: i tre livelli d'indagine

Il corso apre distinguendo i livelli su cui si può indagare la moralità. La metaetica si chiede cosa significhino davvero i termini morali — "bene", "giusto", "dovere" — e se i valori morali siano oggettivi o dipendano dal punto di vista di chi giudica: un'indagine sul linguaggio e sullo statuto della morale, non sulle azioni concrete. L'etica descrittiva si limita invece a registrare quali valori una società o un gruppo effettivamente professano, senza esprimere un giudizio proprio. L'etica normativa, infine, si chiede direttamente cosa sia giusto fare, distinguendo una parte teorica (quali princìpi generali guidano l'azione giusta) da una parte applicata, che porta quei princìpi dentro problemi concreti — è proprio l'etica applicata il terreno su cui il corso costruirà, più avanti, le sue tre relazioni.

Il programma introduce anche il vocabolario di base della morale — doveri, diritti, virtù, valori — quattro modi diversi di esprimere un giudizio etico che ricorrono in tutte le teorie affrontate più avanti.

Schema — I tre tipi di indagine sull'etica

Tipo Domanda
Metaetica Cosa significano "bene" e "giusto"? I valori morali sono oggettivi o dipendono dal punto di vista?
Etica descrittiva Quali valori professa effettivamente un gruppo o una società, senza esprimere un giudizio su di essi?
Etica normativa (teorica e applicata) Cosa è davvero giusto fare — in generale (teorica) e nel caso concreto (applicata)?

Collegamento: prima di poter applicare princìpi etici a casi concreti — le relazioni con l'ambiente, con gli animali, con i soggetti a inizio vita — il corso passa in rassegna le principali teorie che quei princìpi li forniscono.

Le principali teorie morali

Il corso presenta le grandi famiglie di teorie che rispondono alla domanda "cosa rende giusta un'azione?". Una prima distinzione fondamentale è tra deontologismo (un'azione è giusta o sbagliata in base alla sua natura intrinseca, indipendentemente dalle conseguenze) e conseguenzialismo (un'azione è giusta se produce le migliori conseguenze possibili). Il conseguenzialismo più diffuso è l'utilitarismo: il criterio è massimizzare il benessere complessivo. Il programma ne analizza le diverse varianti e i problemi che solleva, in particolare quelli legati alla giustizia distributiva — un'azione può massimizzare il benessere aggregato anche sacrificando ingiustamente una minoranza, ed è proprio questo il punto più discusso del modello.

Il programma affronta poi la distinzione tra monismo (un solo principio supremo governa la moralità) e pluralismo dei doveri: la posizione di W.D. Ross, secondo cui esistono più doveri "prima facie" (fedeltà, non nuocere, beneficenza, riparazione…) che possono entrare in conflitto tra loro, e vanno bilanciati caso per caso invece che subordinati a un unico principio. Chiude il blocco l'egoismo etico — l'idea che ciascuno debba perseguire il proprio interesse — con le sue principali obiezioni, prima della domanda che chiude la parte teorica: come si sceglie, tra tante teorie plausibili, quella da applicare?

Schema — Le grandi famiglie di teorie morali

Teoria Criterio dell'azione giusta
Deontologismo L'azione è giusta o sbagliata per la sua natura, indipendentemente dalle conseguenze
Conseguenzialismo (utilitarismo) L'azione è giusta se produce le migliori conseguenze aggregate
Pluralismo dei doveri (Ross) Più doveri "prima facie" da bilanciare caso per caso, senza un unico principio supremo
Egoismo etico Ciascuno deve perseguire il proprio interesse

Collegamento: con questo bagaglio di teorie il corso passa alla parte che dà il nome alla materia: applicarle a tre relazioni concrete, a partire dalla più ampia — quella con l'ambiente.

Etica e ambiente

La prima applicazione riguarda il rapporto morale tra l'essere umano e l'ambiente naturale. Il corso presenta uno spettro di modelli che si distinguono per chi o cosa includono nella cerchia di ciò che ha valore morale diretto. Il modello antropocentrico attribuisce valore morale diretto solo agli esseri umani: la natura conta solo in funzione degli interessi umani. Il modello razionalista (o personalista) allarga leggermente il criterio alla razionalità, restando comunque centrato sull'essere umano. I modelli sensiocentrista, biocentrista ed ecocentrista allargano invece progressivamente il cerchio morale: il sensiocentrismo include ogni essere capace di provare sofferenza o piacere; il biocentrismo include ogni forma di vita, senziente o no; l'ecocentrismo attribuisce valore morale diretto anche a interi ecosistemi, non solo ai singoli individui viventi. Il programma chiude la sezione chiedendosi quale di questi modelli offra la prospettiva più equilibrata, senza imporre una risposta univoca.

Schema — Lo spettro dei modelli etico-ambientali

Modello Chi/cosa ha valore morale diretto
Antropocentrico Solo gli esseri umani
Razionalista / personalista Esseri razionali — in pratica ancora centrato sull'uomo
Sensiocentrista Ogni essere capace di provare sofferenza o piacere
Biocentrista Ogni forma di vita, senziente o no
Ecocentrista Anche interi ecosistemi, non solo i singoli individui viventi

Collegamento: il sensiocentrismo — un passaggio chiave nello spettro appena visto — si fonda su un criterio, la capacità di soffrire, che il corso riprende e approfondisce nella relazione successiva: quella con gli animali non umani.

Etica e animali non umani

La seconda applicazione affronta lo status morale degli animali non umani, presentando un percorso di posizioni via via più inclusive. Il modello tradizionale non riconosce agli animali uno status morale diretto: eventuali doveri verso di loro sono solo indiretti (ad esempio evitare crudeltà gratuita), non un vero e proprio diritto dell'animale. I modelli animalista moderato e forte attribuiscono agli animali un peso morale crescente, fino alla posizione di Peter Singer — la liberazione animale — secondo cui gli interessi di ogni essere senziente, capace di provare piacere e dolore, contano quanto gli interessi umani equivalenti (principio di uguale considerazione). Il modello animalista radicale, con la teoria dei diritti di Tom Regan, va oltre: gli animali che soddisfano determinati criteri cognitivi (memoria, preferenze, senso del proprio futuro) sono "soggetti-di-una-vita" con diritti morali propri, non negoziabili in base alle conseguenze.

Confronta i 4 modelli di etica animale

Dimensione Tradizionale Moderato Forte (Singer) Radicale (Regan)
Status morale attribuito Nessuno status diretto Peso morale limitato Interessi equivalenti a quelli umani Diritti morali propri
Criterio usato Razionalità/specie umana Capacità di soffrire, bilanciata con interessi umani Capacità di provare piacere/dolore Essere "soggetto-di-una-vita" (memoria, preferenze, senso del futuro)
Implicazioni pratiche Uso ammesso salvo crudeltà gratuita Uso ammesso con limiti di benessere animale Riduzione delle pratiche che causano sofferenza evitabile Abolizione di ogni uso strumentale degli animali
Autore di riferimento Tradizione filosofica classica Posizioni intermedie contemporanee Peter Singer Tom Regan

Il modello tradizionale non riconosce status morale diretto agli animali; i modelli moderato e forte lo attribuiscono in misura crescente; il modello radicale riconosce diritti morali propri, non negoziabili.

Collegamento: il modello radicale riconosce diritti morali propri a soggetti non umani sulla base di determinate capacità cognitive. Il corso applica ora una domanda simile, ma più delicata, a un'altra categoria di soggetti: gli embrioni e i feti.

Etica di embrioni e feti

L'ultima relazione affrontata dal corso riguarda lo status morale degli embrioni e dei feti — il nucleo del dibattito bioetico sull'inizio della vita umana. Il programma presenta cinque approcci diversi alla domanda "quando un embrione o un feto acquisisce uno status morale rilevante?", ciascuno basato su un criterio differente: l'approccio attualistico-funzionalistico lega lo status morale al possesso attuale di capacità psicologiche rilevanti (come la coscienza), non alla sola appartenenza biologica alla specie umana; l'approccio genetico lo lega invece al patrimonio genetico umano, presente fin dal concepimento; l'approccio embriologico guarda a tappe biologiche precise dello sviluppo; l'approccio neurologico-cerebrale lo lega alla comparsa dell'attività cerebrale, in analogia speculare con il criterio di morte cerebrale usato per la fine della vita; l'approccio gradualistico, infine, non individua un singolo momento netto ma una crescita progressiva dello status morale lungo lo sviluppo.

Il corso presenta poi uno dei più celebri esperimenti mentali della filosofia morale contemporanea: il violinista di J.J. Thomson (1971). Nell'esperimento, ci si immagina collegati contro la propria volontà, tramite i reni, a un violinista famoso in fin di vita: staccarsi lo ucciderebbe, restare collegati per nove mesi lo salverebbe. Thomson lo usa per argomentare che, anche ammettendo che il feto abbia pieno status morale fin dal concepimento, questo non basterebbe da solo a stabilire un obbligo assoluto a usare il proprio corpo per sostenerne la vita — spostando la domanda dal solo status morale del feto al tema più ampio del diritto all'uso del proprio corpo. Il corso chiude riprendendo proprio questo secondo asse: il rapporto tra diritto alla vita e diritto a non dover mettere il proprio corpo a disposizione di un altro essere, anche quando quell'essere ha pieno status morale.

Schema — I cinque approcci allo status morale di embrioni e feti

Approccio Criterio usato
Attualistico-funzionalistico Possesso attuale di capacità psicologiche rilevanti (es. coscienza), non la sola appartenenza biologica
Genetico Patrimonio genetico umano, presente fin dal concepimento
Embriologico Tappe biologiche precise dello sviluppo
Neurologico-cerebrale Comparsa dell'attività cerebrale, in analogia con il criterio di morte cerebrale
Gradualistico Nessun momento netto: crescita progressiva dello status morale lungo lo sviluppo

Didattica interattiva e premialità

Oltre alle videolezioni, il percorso include attività di Didattica Interattiva (DI) in modalità sincrona sulla piattaforma Class. La partecipazione matura una premialità fino a 2 punti sul voto finale, in base alla qualità della partecipazione e all'esito delle prove intermedie. Per accedere alle prove intermedie serve aver seguito almeno il 50% di ogni ora di Didattica Interattiva; le prove si considerano superate rispondendo correttamente ad almeno l'80% delle domande. I punti di premialità si sommano al voto solo se l'esame finale è superato con almeno 18/30, e possono contribuire al conseguimento della lode.

Metodo di studio

Il programma alterna teoria filosofica astratta (metaetica, teorie morali) e applicazioni molto concrete — un buon percorso di studio segue questa stessa progressione:

  • Fissa prima il vocabolario di base. Metaetica/etica descrittiva/etica normativa e i quattro linguaggi della morale (doveri, diritti, virtù, valori) sono il vocabolario che il corso riusa in ogni blocco successivo — vale la pena consolidarlo prima di procedere.
  • Studia le teorie morali per confronto, non isolatamente. Deontologismo, conseguenzialismo/utilitarismo, pluralismo dei doveri ed egoismo etico si capiscono meglio mettendoli a confronto sullo stesso caso, invece di studiarli come blocchi separati.
  • Nelle tre applicazioni, individua sempre il criterio usato. Ambiente, animali ed embrioni/feti sono tre applicazioni della stessa domanda ("chi/cosa ha valore morale e in base a cosa?") — riconoscere il criterio di ciascun approccio (specie, senzienza, capacità cognitive, sviluppo biologico…) aiuta a non confondere le posizioni tra loro.
  • Usa il questionario di fine videolezione come verifica. È un buon indicatore di comprensione blocco per blocco, prima di affrontare la prova d'esame complessiva.

Domande frequenti dalla community

Il programma richiede conoscenze di filosofia pregresse?
No: il corso introduce da zero il vocabolario e le teorie di base (blocchi 1 e 2) prima di applicarle. Chi non ha mai studiato filosofia morale può partire comunque da qui.
Etica delle Relazioni è uguale per i due indirizzi?
Sì — stesso codice, stesso gruppo, stesso programma per Educatore Infanzia e Educatore Socio-Pedagogico.
Conviene partecipare alla Didattica Interattiva anche se non è obbligatoria per l'esame?
Sì: oltre a valere fino a 2 punti di premialità (se l'esame è superato con almeno 18/30), aiuta a chiarire dal vivo i passaggi più teorici del blocco iniziale sulle teorie morali.

Studia con chi sta preparando questo esame ora — confrontati sulle teorie morali e sulle tre applicazioni nel gruppo, valido per entrambi gli indirizzi.

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve

Il programma di Etica delle Relazioni conta 30 videolezioni organizzate in due parti (fondamenti teorici e tre applicazioni). Con un ritmo di 5-6 videolezioni a sessione di studio, il percorso completo richiede indicativamente 3 settimane per chi studia con continuità.

Questa materia ti prepara a…

Etica delle Relazioni offre gli strumenti di ragionamento etico (teorie morali, etica applicata) utili anche fuori dal contesto specifico del corso:

  • Pedagogia Speciale — il ragionamento etico applicato è utile per affrontare le scelte inclusive discusse in questa materia
  • Pedagogia Generale — entrambe le materie condividono l'attenzione alla relazione educativa come oggetto di riflessione teorica
  • Tirocinio L19 — il rigore argomentativo acquisito in questa materia è utile per motivare le scelte osservate in struttura; leggi la nostra guida al tirocinio Pegaso
  • LM85 Scienze Pedagogiche — la filosofia morale è un fondamento trasversale utile per chi prosegue con la magistrale

Domande frequenti

6 CFU. Codice 0902506MFIL03NM, SSD M-FIL/03 (Filosofia morale). È comune a entrambi gli indirizzi L19 (Educatore Infanzia e Educatore Socio-Pedagogico), si studia al primo anno e non prevede laboratorio.

Sì — stesso codice (0902506MFIL03NM), stesso gruppo WhatsApp, stesso programma per entrambi gli indirizzi.

Attività sincrone sulla piattaforma Class che maturano una premialità fino a 2 punti sul voto finale, sommata solo se l'esame è superato con almeno 18/30 — può contribuire anche al conseguimento della lode. Per accedere alle prove intermedie serve aver seguito almeno il 50% di ogni ora di Didattica Interattiva.

Segue lo standard 2026 comune a Pegaso, Mercatorum e San Raffaele: prova intermedia online seguita da prova finale obbligatoria in presenza per la verbalizzazione del voto. Le modalità di dettaglio sono nella guida centralizzata e aggiornata, linkata più sopra in questa pagina.

Le videolezioni e le dispense allegate sono il materiale ufficiale. Il questionario di autoverifica a fine lezione è un buon indicatore di comprensione prima di passare al blocco tematico successivo.

Il programma conta 30 videolezioni organizzate in due parti (fondamenti teorici e tre applicazioni). Con un ritmo di 5-6 videolezioni a sessione, il percorso completo richiede indicativamente 3 settimane per chi studia con continuità.

Il corso parte dai fondamenti della filosofia morale (i tre livelli d'indagine dell'etica, le principali teorie morali — deontologismo, utilitarismo, pluralismo dei doveri) per poi applicarli a tre relazioni: con l'ambiente (dall'antropocentrismo all'ecocentrismo), con gli animali non umani (Singer, Regan) e con embrioni e feti (i diversi criteri sullo status morale, l'argomento del violinista di J.J. Thomson).

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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