Pedagogia della Marginalità e della Devianza è una materia a scelta di L19 Pegaso, comune a entrambi gli indirizzi. Attraversa criminologia, sociologia e pedagogia per comprendere i fenomeni di devianza e marginalità dall'infanzia all'età adulta, fino al ruolo educativo nel contesto detentivo.
Di cosa parla il programma
Obiettivi formativi ufficiali — programma Pegaso
- Inquadrare storicamente e teoricamente la devianza, tra scuole criminologiche e contributi delle neuroscienze
- Analizzare le principali teorie sociologiche della devianza (dinamiche di gruppo, anomia, controllo sociale, etichettamento)
- Approfondire i fattori di rischio evolutivi e relazionali nell'infanzia e nell'adolescenza
- Comprendere l'iter giudiziario e rieducativo dei minori autori di reato e i fondamenti della pedagogia penitenziaria
Cosa trovi in questa guida
La materia è organizzata qui seguendo la sequenza del programma ufficiale: dalle teorie criminologiche e sociologiche della devianza, ai fattori di rischio nell'infanzia e nell'adolescenza, fino agli esiti istituzionali — giustizia minorile e pedagogia penitenziaria — con un confronto interattivo tra le principali teorie sociologiche e uno schema di sintesi dopo ogni blocco. Il metodo di studio operativo è in fondo, nella sezione Metodo di studio.
Il programma (30 videolezioni) è organizzato in sei moduli, raggruppati qui in quattro blocchi tematici:
- Le teorie della devianza — scuole criminologiche, teorie bioantropologiche e neuroscienze, principali teorie sociologiche (Scuola di Chicago, anomia, etichettamento, controllo sociale)
- I fattori di rischio nell'infanzia e nell'adolescenza — fattori biopsicologici, attaccamento, fattori familiari, bullismo e cyberbullismo, hikikomori
- Minori e giustizia — iter dei minori autori di reato, comunità e Istituti Penali Minorili, MSNA, criminalità organizzata
- Pedagogia penitenziaria — rieducazione degli adulti, équipe interdisciplinare, funzionario giuridico pedagogico
Argomenti del programma da approfondire
Il programma segue una progressione dall'infanzia all'età adulta: prima le cornici teoriche per leggere la devianza, poi i fattori di rischio nelle diverse età, infine gli esiti istituzionali — dalla giustizia minorile alla pedagogia penitenziaria. Ecco una mappa dei contenuti prima del dettaglio di ciascun blocco.
Mappa — la sequenza di questa guida
Le cornici teoriche
- Le teorie della devianza: dalle scuole criminologiche alla sociologia
Dall'infanzia all'età adulta
- I fattori di rischio nell'infanzia e nell'adolescenza
- Minori e giustizia: l'iter giudiziario e le comunità
- La pedagogia penitenziaria
Le teorie della devianza: dalle scuole criminologiche alla sociologia
Il programma apre con l'inquadramento storico della criminologia: dalla scuola classica (che vede nella devianza una scelta razionale, punibile in proporzione al reato) alla scuola positiva (che ne cerca le cause in fattori individuali) fino alla terza scuola e ai contributi più recenti delle teorie bioantropologiche e delle neuroscienze. Il modulo si sposta poi sulle teorie sociologiche della devianza, che spostano l'attenzione dall'individuo al contesto sociale: la Scuola di Chicago lega la devianza alla disorganizzazione dei quartieri urbani, la teoria dell'anomia di Merton allo scarto tra mete culturali e mezzi legittimi per raggiungerle, le teorie sulle gang di Cohen, Cloward e Ohlin alle subculture giovanili, l'etichettamento (labeling) all'effetto delle etichette sociali, il controllo sociale al legame — più o meno solido — tra individuo e società convenzionale.
Confronta le principali teorie sociologiche della devianza
| Dimensione | Scuola di Chicago | Anomia (Merton) | Etichettamento (Labeling) | Controllo sociale (Hirschi) |
|---|---|---|---|---|
| Idea centrale | La devianza è legata al contesto urbano e alla disorganizzazione sociale dei quartieri | La devianza nasce dallo scarto tra le mete culturali (es. successo economico) e i mezzi legittimi per raggiungerle | La devianza non è una qualità intrinseca dell'atto, ma l'effetto di un'etichetta sociale attribuita da chi ha potere di definire le norme | Ci si chiede non perché si diventa devianti, ma perché la maggior parte delle persone non lo diventa |
| Causa della devianza | Disorganizzazione sociale nelle aree di transizione della città | Anomia: assenza di norme condivise quando i mezzi legittimi non sono accessibili | Il processo di etichettamento innesca una carriera deviante (devianza secondaria) | Un legame sociale debole — poco attaccamento, impegno, coinvolgimento, credenze condivise |
| Esempio applicativo | Tassi di criminalità più alti nelle zone di transizione della città | Chi non ha accesso a percorsi legittimi di successo ricorre a mezzi illeciti | Un ragazzo etichettato come "delinquente" dopo un primo reato tende a interiorizzare quel ruolo | Adolescenti con legami familiari e scolastici deboli hanno più probabilità di comportamenti devianti |
La Scuola di Chicago guarda al quartiere, l'anomia allo scarto tra mete e mezzi, l'etichettamento all'effetto delle etichette sociali, il controllo sociale al legame con la società convenzionale.
Collegamento: queste cornici teoriche aiutano a leggere i fattori di rischio che il programma affronta subito dopo, nelle diverse età dello sviluppo.
I fattori di rischio nell'infanzia e nell'adolescenza
Il programma passa poi ai fattori di rischio concreti, prima nell'infanzia e poi nell'adolescenza. Nell'infanzia rientrano fattori biopsicologici, la qualità dell'attaccamento, i fattori familiari e le competenze genitoriali (parenting), e le diverse forme di abuso e maltrattamento. In adolescenza il focus si sposta su comportamenti a rischio più tipici di questa fase: bullismo e cyberbullismo, hikikomori e internet addiction, e altri comportamenti devianti frequenti in questa età.
Schema — I fattori di rischio per fascia d'età
| Fascia d'età | Fattori di rischio |
|---|---|
| Infanzia | Fattori biopsicologici, qualità dell'attaccamento, fattori familiari e parenting, forme di abuso |
| Adolescenza | Bullismo e cyberbullismo, hikikomori e internet addiction, altri comportamenti devianti frequenti |
Collegamento: quando questi fattori di rischio sfociano in un reato commesso da un minore, il programma passa a descrivere il percorso istituzionale che ne consegue.
Minori e giustizia: l'iter giudiziario e le comunità
Questo blocco ricostruisce l'iter giudiziario dei minori autori di reato, dal procedimento penale minorile fino agli esiti possibili — tra cui l'inserimento in comunità o negli Istituti Penali Minorili (IPM). Il programma affronta anche situazioni specifiche legate alla marginalità minorile, come i minori stranieri non accompagnati (MSNA), il coinvolgimento in contesti di criminalità organizzata e la tossicodipendenza in età adolescenziale.
Schema — Minori e giustizia: temi principali
| Tema | Contenuto |
|---|---|
| Iter dei minori autori di reato | Procedimento penale minorile, esiti possibili, comunità e Istituti Penali Minorili (IPM) |
| Marginalità minorile | Minori stranieri non accompagnati (MSNA), criminalità organizzata, tossicodipendenza |
Collegamento: lo stesso impianto rieducativo, applicato non più ai minori ma agli adulti, è al centro del modulo finale sulla pedagogia penitenziaria.
La pedagogia penitenziaria
L'ultimo modulo sposta l'attenzione dai minori agli adulti, con la pedagogia penitenziaria: l'ordinamento penitenziario italiano e il principio della rieducazione della pena, il ruolo dell'équipe interdisciplinare (educatori, psicologi, assistenti sociali) nella costruzione del percorso trattamentale, e la figura specifica del funzionario giuridico pedagogico, la professionalità che nel sistema penitenziario italiano si occupa direttamente dell'osservazione e del trattamento rieducativo della persona detenuta.
Stai preparando Pedagogia della Marginalità e della Devianza L19? Nel gruppo trovi studenti che stanno preparando lo stesso esame.
Didattica interattiva e premialità
Oltre alle videolezioni, il percorso include attività di Didattica Interattiva (DI): 2 ore per ogni CFU, in modalità sincrona sulla piattaforma Class, organizzate in almeno due edizioni nel corso dell'anno accademico. Le attività possono includere sessioni live con il docente, webinar con sondaggi in tempo reale, lavori di gruppo in breakout rooms e laboratori virtuali collettivi di analisi di casi.
La partecipazione a queste attività matura una premialità fino a 2 punti sul voto finale, in base alla qualità della partecipazione e all'esito delle prove intermedie. Per accedere alle prove intermedie serve aver seguito almeno il 50% di ogni ora di Didattica Interattiva; le prove si considerano superate rispondendo correttamente ad almeno l'80% delle domande. I punti di premialità si sommano al voto solo se l'esame finale è superato con almeno 18/30, e possono contribuire al conseguimento della lode.
Metodo di studio consigliato
Il programma segue una progressione logica: dalle teorie generali della devianza (moduli 1-2) ai fattori di rischio nelle diverse età (moduli 3-4) fino agli esiti istituzionali (moduli 5-6). Seguire questo ordine aiuta a collegare ogni teoria alla sua applicazione concreta — ad esempio le teorie dell'etichettamento del modulo 2 tornano utili per interpretare l'iter giudiziario del modulo 5.
Studia con chi sta preparando questo esame ora — confrontati sulle teorie più ostiche del programma nel gruppo.
Come funziona l'esame
Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.
Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:
Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →Quanto tempo serve
Per una materia di 6 CFU senza laboratorio ma con sei moduli su ambiti diversi (criminologia, sociologia, psicologia evolutiva, diritto minorile), conviene mettere in conto qualche giorno in più: indicativamente 3 settimane, con un ripasso finale che colleghi le teorie generali (moduli 1-2) ai casi applicativi (moduli 5-6).
Questa materia ti prepara a…
- Pedagogia Speciale — entrambe affrontano l'inclusione di soggetti in condizione di vulnerabilità, con un taglio giuridico-sociale in questa e clinico-normativo nell'altra
- Tirocinio L19 — comprendere i fattori di rischio e le istituzioni della giustizia minorile è utile per chi svolge tirocinio in contesti di comunità o servizi per adolescenti; leggi la nostra guida al tirocinio Pegaso
- Educatore in ambito penale e della giustizia minorile — uno sbocco professionale specifico per cui questa materia fornisce le basi teoriche
Domande frequenti
6 CFU. Codice 0902506MPED01INM, SSD M-PED/01. Materia a scelta comune a entrambi gli indirizzi L19. Non prevede laboratorio.
Sei moduli: inquadramento storico-criminologico della devianza, teorie sociologiche, fattori di rischio nell'infanzia, comportamenti a rischio in adolescenza, iter giudiziario dei minori autori di reato e pedagogia penitenziaria.
Gli esami seguono il formato standard Pegaso (prova intermedia online + prova finale in presenza). Per i dettagli aggiornati leggi la guida sugli esami Pegaso.
Sì, come tutte le materie Pegaso: 2 ore per ogni CFU, sincrone su piattaforma Class, in almeno due edizioni durante l'anno accademico. La partecipazione matura una premialità fino a 2 punti sul voto finale, sommata solo se l'esame è superato con almeno 18/30.
Prepari Pedagogia della Marginalità e della Devianza L19 in questo periodo? Trova il gruppo della tua materia.