Pedagogia del Gioco e dello Sport è una materia del terzo anno L22, comune a entrambi gli indirizzi. Il corso contribuisce alla formazione del chinesiologo di base fornendo strumenti teorici e pratici per comprendere come il gioco e lo sport diventino veicoli di sviluppo motorio, cognitivo, relazionale ed emotivo, con un'attenzione specifica alla progettazione di interventi ludico-motori inclusivi e alla riabilitazione funzionale. Il programma segue 30 videolezioni organizzate in sei aree, dalla storia delle attività motorie a scuola fino alla loro applicazione concreta nella scuola dell'infanzia e primaria.
Di cosa parla il programma
Obiettivi formativi ufficiali — programma Pegaso
- Comprendere i principi e le metodologie delle attività motorie da un punto di vista educativo, in prospettiva storico-teorica
- Approfondire l'insegnamento applicato alle attività motorie nei diversi contesti e fasce d'età
- Stabilire connessioni tra l'insegnamento delle attività motorie e la riabilitazione funzionale
Cosa trovi in questa guida
La materia è organizzata qui in ordine didattico: prima le basi storiche e teoriche, poi le teorie dell'apprendimento motorio, il corpo e lo schema corporeo, la didattica della corporeità, l'inclusione e infine l'applicazione concreta nella scuola dell'infanzia e primaria — con uno schema di sintesi dopo ogni area. Il metodo di studio operativo è in fondo, nella sezione Metodo di studio consigliato.
Il programma affronta il tema attraverso sei aree, che qui seguono un ordine didattico e non necessariamente l'ordine di elenco delle videolezioni:
- Basi teoriche e storiche — evoluzione storica delle attività motorie nel contesto scolastico italiano, il ruolo della didattica del movimento nei Programmi didattici della scuola elementare del 1985, i paradigmi scientifici sulla diversa abilità, l'intelligenza corporeo-chinestesica secondo il modello di Gardner
- Teorie dell'apprendimento motorio — le teorie fondative dell'apprendimento motorio e le incidenze del costruttivismo nella pratica formativa e in quella motoria
- Corpo, movimento e schema corporeo — le basi anatomo-funzionali del movimento, la delineazione teorica di movimento e motricità, lo sviluppo dello schema corporeo e delle capacità/abilità motorie
- Didattica e corporeità — il rapporto tra corporeità e apprendimento, gli aspetti educativi della didattica del movimento, le sue prospettive euristiche, la centralità del corpo e del gioco nei processi didattico-educativi
- Attività ludico-motorie e inclusione — corpo, movimento e inclusione, le attività ludico-motorie e sportive nella scuola dell'infanzia e primaria per favorire l'inclusione
- Applicazione nella scuola dell'infanzia e primaria — la programmazione di un'attività motoria a scuola, il ruolo preventivo e compensativo del gioco-motorio, la prevenzione dei rischi legati all'ipocinesia nell'età infantile, l'avviamento alla pratica motorio-sportiva, il gioco-sport, gli effetti benefici dell'attività fisica sul benessere nella scuola primaria
Codice e piano di studi
Pedagogia del Gioco e dello Sport ha un codice unico che vale per entrambi gli indirizzi del terzo anno L22.
| Codice | CFU | Note |
|---|---|---|
| 0502506MPED03INM | 6 | Piano corrente — Statutario e Bio-Sanitario |
Verifica sempre il codice assegnato nella sezione Piano di studi della piattaforma. Il nome è simile a "Pedagogia del Corpo e dello Sport", una materia diversa: non confondere i due programmi.
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Argomenti del programma da approfondire
Il programma segue una progressione precisa: prima le basi storiche e teoriche, poi le teorie dell'apprendimento motorio, il corpo come oggetto di studio pedagogico, la didattica della corporeità, l'inclusione e infine l'applicazione concreta nella scuola dell'infanzia e primaria.
Mappa — la sequenza di questa guida
Le basi
- Basi teoriche e storiche
- Teorie dell'apprendimento motorio
- Corpo, movimento e schema corporeo
L'applicazione
- Didattica e corporeità
- Attività ludico-motorie e inclusione
- Applicazione nella scuola dell'infanzia e primaria
Basi teoriche e storiche
Il corso apre ricostruendo l'evoluzione storica delle attività motorie nel contesto scolastico italiano: come sono cambiati, nel tempo, lo status del movimento come contenuto educativo e il ruolo che gli veniva riconosciuto rispetto alle altre discipline scolastiche. Questo percorso storico arriva fino al ruolo che la didattica delle attività motorie ha avuto nei Programmi didattici della scuola elementare del 1985, un riferimento normativo-pedagogico che colloca storicamente l'ingresso del movimento come contenuto educativo strutturato — e non più solo accessorio — nella scuola primaria italiana. Su questa base storica il programma innesta due chiavi di lettura teoriche. La prima mette a confronto diversi paradigmi scientifici sulla diversa abilità: modi differenti, storicamente succedutisi, di concettualizzare la disabilità e il modo in cui il movimento può inserirsi in un percorso educativo che la riguarda. La seconda è l'intelligenza corporeo-chinestesica secondo il modello delle intelligenze multiple di Howard Gardner, che riconosce al movimento e al controllo del corpo lo status di una forma autonoma di intelligenza, non solo di abilità fisica: una prospettiva che nel corso serve da ponte teorico verso i temi successivi sull'apprendimento motorio.
Schema — Dalla storia alla teoria
| Argomento | Cosa descrive |
|---|---|
| Evoluzione storica delle attività motorie a scuola | Come il movimento è entrato come contenuto educativo nella scuola italiana |
| I Programmi didattici del 1985 | Il riferimento normativo storico per la didattica del movimento nella scuola elementare |
| Paradigmi sulla diversa abilità a confronto | Modelli scientifici diversi per leggere la disabilità attraverso il movimento |
| Intelligenza corporeo-chinestesica (Gardner) | Il controllo del corpo e del movimento come forma autonoma di intelligenza |
Collegamento: se il movimento è anche una forma di intelligenza, la domanda successiva è come questa competenza si costruisce nel tempo — è il tema del blocco seguente, le teorie dell'apprendimento motorio.
Teorie dell'apprendimento motorio
Il programma presenta le teorie fondative dell'apprendimento motorio — i modelli che spiegano come una persona acquisisce, stabilizza e affina un gesto motorio nel tempo, dalle prime prove incerte fino all'automatizzazione del movimento — per poi soffermarsi sulle incidenze del costruttivismo, sia nella pratica formativa in generale sia, più nello specifico, nella pratica motoria. Il costruttivismo legge l'apprendimento non come semplice ricezione passiva di un modello tecnico dimostrato da un insegnante, ma come costruzione attiva della competenza motoria da parte di chi impara, attraverso l'esperienza diretta, il tentativo, l'errore e la sperimentazione guidata. Il programma distingue le fonti teoriche di questa prospettiva applicate al caso generale della pratica formativa da quelle applicate in modo specifico al movimento: nel primo caso il fuoco è sul processo di apprendimento in sé, nel secondo sulle sue implicazioni dirette per chi progetta attività motorie a scuola.
Schema — Apprendimento motorio e costruttivismo
| Argomento | Cosa descrive |
|---|---|
| Teorie fondative dell'apprendimento motorio | I modelli di base su come si acquisisce e stabilizza un gesto motorio |
| Costruttivismo nella pratica formativa | L'apprendimento come costruzione attiva, non ricezione passiva |
| Costruttivismo nella pratica motoria | La stessa prospettiva applicata in modo specifico al gesto motorio |
Collegamento: le teorie dell'apprendimento motorio spiegano come si impara a muoversi — ma per applicarle servono prima le basi su cosa sia, concretamente, il corpo in movimento: è il tema del blocco successivo.
Corpo, movimento e schema corporeo
Il programma dedica un blocco alle basi anatomo-funzionali del movimento e alla delineazione teorica di corpo e movimento, per poi approfondire come il movimento e la motricità vengano definiti e distinti a livello teorico: due termini spesso usati come sinonimi nel linguaggio comune, ma che il programma tratta come concetti distinti — il movimento come atto motorio osservabile, la motricità come sistema più ampio di funzioni che lo rendono possibile. Da qui il corso arriva allo sviluppo dello schema corporeo — la rappresentazione mentale che una persona ha del proprio corpo e della sua collocazione nello spazio, che matura progressivamente nell'infanzia ed è alla base di ogni coordinazione motoria consapevole — e allo sviluppo delle capacità e delle abilità motorie, ovvero il modo in cui competenze motorie di base (come forza, equilibrio, coordinazione) si trasformano, con la pratica e la guida educativa, in abilità specifiche e finalizzate a un compito.
Schema — Dal corpo allo schema corporeo
| Argomento | Cosa descrive |
|---|---|
| Basi anatomo-funzionali del movimento | I fondamenti fisiologici su cui si costruisce ogni gesto motorio |
| Movimento e motricità: delineazione teorica | Come i due concetti vengono definiti e distinti a livello teorico |
| Sviluppo dello schema corporeo | La rappresentazione mentale del proprio corpo e della sua collocazione nello spazio |
| Sviluppo di capacità e abilità motorie | Da competenze motorie di base ad abilità specifiche e finalizzate |
Collegamento: conoscere il corpo e il suo sviluppo motorio è la base per affrontare il tema successivo: come si insegna, concretamente, a partire da questo corpo che si muove — la didattica della corporeità.
Didattica e corporeità
Il corso affronta il rapporto tra corporeità e apprendimento — come il corpo in movimento diventi esso stesso strumento e contesto di apprendimento, non solo oggetto di educazione motoria, in linea con la lettura costruttivista vista nel blocco precedente — per poi approfondire gli aspetti educativi della didattica del movimento e le sue prospettive euristiche, cioè gli approcci che privilegiano la scoperta attiva da parte dello studente rispetto alla trasmissione diretta di un modello tecnico da imitare. Il blocco si chiude con la centralità del corpo e del gioco nei processi didattico-educativi, il principio che riassume l'intera area: nella didattica motoria il gioco non è un intermezzo ricreativo tra un'attività "seria" e l'altra, ma un vero e proprio strumento educativo, capace di veicolare apprendimenti motori, cognitivi e relazionali allo stesso tempo.
Schema — La didattica della corporeità
| Argomento | Cosa descrive |
|---|---|
| Corporeità e apprendimento | Il corpo in movimento come strumento e contesto di apprendimento |
| Aspetti educativi della didattica del movimento | Le finalità pedagogiche, non solo tecniche, dell'insegnamento motorio |
| Didattica del movimento: prospettive euristiche | Approcci basati sulla scoperta attiva più che sulla trasmissione diretta |
| Centralità del corpo e del gioco | Il gioco come strumento educativo, non come intermezzo ricreativo |
Collegamento: se il gioco è uno strumento educativo per tutti, il passo successivo è verificare che lo sia davvero per tutti gli studenti — è il tema del blocco sull'inclusione.
Attività ludico-motorie e inclusione
Il programma dedica un'area specifica al rapporto tra corpo, movimento e inclusione, per poi declinarlo in modo operativo nelle attività ludico-motorie e sportive nella scuola dell'infanzia e primaria pensate esplicitamente per favorire l'inclusione. Il filo che lega i due argomenti è la stessa domanda posta due volte, a un livello teorico e poi applicativo: come si progetta un'attività motoria o un gioco perché sia accessibile a studentesse e studenti con esigenze educative diverse, senza separarli dal gruppo.
Schema — Corpo, movimento e inclusione
| Argomento | Cosa descrive |
|---|---|
| Corpo, movimento ed inclusione | Il livello teorico: come il movimento può includere, non separare |
| Attività ludico-motorie inclusive a scuola | Il livello applicativo: attività concrete nella scuola dell'infanzia e primaria |
Collegamento: l'inclusione è una delle condizioni che ogni attività motoria a scuola deve rispettare. Il programma chiude ora affrontando l'insieme di queste condizioni: come si programma, in pratica, un'attività motoria nella scuola dell'infanzia e primaria.
Applicazione nella scuola dell'infanzia e primaria
L'ultima area del programma porta a sintesi operativa tutto il percorso costruito nei blocchi precedenti: la programmazione di un'attività motoria nella scuola è il tema di cornice, dentro cui si collocano il ruolo preventivo e compensativo delle attività ludico-motorie e sportive nella scuola dell'infanzia e primaria e, in modo più specifico, l'attività motoria come prevenzione dei rischi correlati all'ipocinesia (la ridotta attività motoria, tipica di stili di vita sempre più sedentari anche in età infantile) nell'età infantile. Il programma affronta poi l'avviamento alla pratica motorio-sportiva nel periodo dell'infanzia — il modo in cui un bambino viene introdotto per la prima volta a una pratica sportiva strutturata — e l'inserimento dell'attività motorio-sportiva nella scuola attraverso il gioco-sport, la forma ibrida tra gioco libero e pratica sportiva codificata pensata per la scuola dell'infanzia e primaria. Chiude l'area, e l'intero programma, l'approfondimento sugli effetti benefici dell'attività fisica sul benessere nella scuola primaria: il punto in cui teoria pedagogica, didattica del movimento e finalità di promozione della salute si incontrano esplicitamente, riportando il discorso alla connessione tra educazione motoria e riabilitazione funzionale richiamata fin dagli obiettivi formativi del corso.
Schema — Dalla programmazione al benessere
| Argomento | Cosa descrive |
|---|---|
| Programmazione di un'attività motoria a scuola | Come si progetta, in pratica, un percorso motorio scolastico |
| Ruolo preventivo e compensativo del gioco-motorio | Attività ludico-motorie che prevengono carenze di movimento nell'infanzia e primaria |
| Prevenzione dei rischi da ipocinesia | L'attività motoria come contrasto alla ridotta attività motoria nell'età infantile |
| Avviamento alla pratica motorio-sportiva nell'infanzia | I primi passi strutturati verso la pratica sportiva |
| Il gioco-sport a scuola | Come l'attività motorio-sportiva entra concretamente nella scuola |
| Effetti benefici dell'attività fisica e benessere | Dove teoria pedagogica e finalità di salute si incontrano esplicitamente |
Metodo di studio consigliato
- Tieni distinti i due livelli: teoria e applicazione. Il programma alterna teorie dell'apprendimento motorio (Gardner, costruttivismo) e applicazioni concrete a scuola: è utile marcare per ogni argomento a quale dei due livelli appartiene.
- Segui il filo storico all'inizio. Le prime lezioni sull'evoluzione storica delle attività motorie a scuola danno il contesto per capire perché si è arrivati ai Programmi didattici del 1985 e alle pratiche inclusive attuali.
- Collega sempre gioco-sport e riabilitazione funzionale. È il collegamento esplicitamente richiesto dagli obiettivi formativi: non trattare le due aree come temi indipendenti.
- Usa lo schema corporeo come cerniera tra teoria e didattica. Corpo/movimento/schema corporeo e didattica della corporeità sono due blocchi separati nel programma, ma nello studio conviene ripassarli insieme: il secondo applica concretamente i concetti del primo.
- Non separare inclusione e applicazione a scuola. I due blocchi finali del programma condividono lo stesso obiettivo — attività motorie che funzionino per tutti gli studenti, in contesti reali — anche se il primo lo affronta a livello teorico e il secondo a livello operativo.
Domande frequenti su questo esame
La community di questa materia è ancora poco numerosa: non ci sono ancora abbastanza scambi da riportare come tendenze condivise. Ecco comunque le domande più naturali per chi si avvicina a questo esame:
- Il corso è più pedagogico o più pratico-motorio?
- È principalmente pedagogico: affronta teorie dell'apprendimento e didattica del movimento più che l'esecuzione pratica di attività motorie — la parte tecnico-pratica dello sport è trattata in altre materie del piano di studi.
- Cosa sono i "Programmi didattici del 1985"?
- Sono i programmi ministeriali per la scuola elementare italiana del 1985, un riferimento normativo-pedagogico storico citato nel corso per collocare il ruolo della didattica del movimento nella scuola primaria.
- Bisogna già conoscere la pedagogia generale per seguire questo corso?
- Il programma ufficiale non richiede conoscenze preliminari specifiche. Aver già seguito un corso di pedagogia generale aiuta a inquadrare più rapidamente il linguaggio teorico (costruttivismo, approcci euristici), ma i concetti pedagogici necessari vengono comunque introdotti nel corso stesso.
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Domande frequenti
6 CFU (codice 0502506MPED03INM), comune a entrambi gli indirizzi Statutario e Bio-Sanitario del terzo anno.
Sono due materie diverse del piano di studi L22, con nomi simili ma programmi distinti: verifica sempre il codice assegnato sulla piattaforma.
No. Il programma tratta il gioco-sport sia nella scuola dell'infanzia sia nella primaria, oltre a un focus sulla riabilitazione funzionale.
Prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza. Per i dettagli aggiornati consulta la guida sugli esami Pegaso.
Sei aree: evoluzione storica delle attività motorie a scuola e paradigmi teorici (incluso il modello di Gardner), teorie dell'apprendimento motorio e costruttivismo, corpo/movimento e sviluppo dello schema corporeo, didattica e corporeità, attività ludico-motorie per l'inclusione, e infine programmazione, prevenzione e benessere nella scuola dell'infanzia e primaria.
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