Home › Scienze Giuridiche — Mercatorum › Diritto tributario, tutela degli asset e indagini patrimoniali
L14-MERCATORUM · Scienze Giuridiche — Mercatorum

Diritto tributario, tutela degli asset e indagini patrimoniali L14 Mercatorum

Diritto tributario, tutela degli asset e indagini patrimoniali è un insegnamento da 6 CFU (settore IUS/12) del piano di studi L14 Scienze giuridiche di Mercatorum, al 3° anno del profilo Scienze giuridiche per la criminologia, l'investigazione e la sicurezza. Unisce due cose: il diritto tributario, cioè le regole con cui lo Stato preleva i tributi e controlla chi li deve, e le indagini patrimoniali, cioè le tecniche con cui si ricostruisce che cosa possiede e che cosa guadagna una persona o un'impresa.

Il nome è facile da confondere. Non è Diritto Tributario, l'insegnamento da 6 CFU degli altri profili (codice 0142506IUS12, senza la parte investigativa), e non è Indagini patrimoniali e tutela degli asset, l'insegnamento da 9 CFU del 1° anno per il profilo P.A. e Sicurezza. I programmi ufficiali di questa materia sono due, uno per ogni piano di studi, e non coincidono: questa guida segue quello dell'A.A. 2026/2027 e spiega a parte che cosa cambia per chi ha quello dell'A.A. 2024/2025.

Scheda materia
6
CFU
3°
Anno
IUS/12
SSD
0142506IUS12I
Codice più recente (30 lezioni)
Indirizzo
Profilo Scienze Giuridiche Per La Criminologia, L'investigazione E La Sicurezza

Stai preparando Diritto tributario, tutela degli asset e indagini patrimoniali? Nel gruppo trovi riassunti, schemi di studio e materiali condivisi dagli studenti.

Obiettivi formativi ufficiali

  • Sviluppare competenze avanzate per gestire e proteggere gli asset in conformità con le normative fiscali e legali, in vista di ruoli che richiedono competenze insieme giuridiche, fiscali e investigative
  • Conoscere le normative fiscali e i principi fondamentali del diritto tributario, a livello nazionale e internazionale, per garantire la compliance fiscale e prevenire le violazioni
  • Condurre indagini patrimoniali, con le tecniche di raccolta e analisi delle informazioni sugli asset, per valutare la situazione patrimoniale di clienti o aziende e individuare anomalie o rischi
  • Comprendere le normative antifrode e di compliance fiscale e saper adottare misure preventive e correttive contro le frodi fiscali e finanziarie
  • Redigere rapporti chiari su questioni fiscali e patrimoniali e progettare strategie di protezione degli asset con strumenti legali come trust, fondazioni e assicurazioni

Gli obiettivi sono quelli del programma 0142006IUS12I: il PDF del codice 0142506IUS12I riporta soltanto l'elenco delle lezioni.

Cosa trovi in questa guida

Prima i due codici e le differenze tra i programmi, poi gli argomenti in tredici blocchi, dalle fonti del diritto tributario alla valutazione degli immobili, e in quattro blocchi a parte per le lezioni che esistono solo nel programma più vecchio. Dopo ogni blocco c'è uno schema; in più un calcolo guidato dell'IRPEF e un confronto interattivo tra le categorie di reddito. Il metodo di studio è in Come lo studiano, le regole dell'esame in Come funziona l'esame.

Codici e programmi: 30 e 36 lezioni

Sul sito dell'ateneo questo insegnamento compare con due codici, uno per piano di studi, e solo nel profilo Scienze giuridiche per la criminologia, l'investigazione e la sicurezza. I due programmi ufficiali hanno lo stesso numero di crediti e lo stesso settore, ma un titolo scritto in un ordine diverso e un elenco di lezioni diverso.

Codice Titolo nel piano di studi Piano CFU Lezioni
0142506IUS12I Diritto tributario, tutela degli asset e indagini patrimoniali A.A. 2026/2027 6 30
0142006IUS12I Diritto tributario, indagini patrimoniali e tutela degli asset A.A. 2024/2025 6 36

Non sono due versioni dello stesso programma. Il codice più recente ha lezioni che il precedente non ha: le fonti europee e internazionali, la capacità contributiva, l'efficacia delle norme nel tempo e nello spazio, l'interpretazione, le indagini finanziarie e le presunzioni bancarie, gli istituti deflativi e tre lezioni sull'IVA. Il codice precedente ha lezioni che il più recente non ha: gli illeciti amministrativi e penali tributari, il processo tributario in tre lezioni, i redditi transnazionali, la tassazione dei gruppi di società, la tutela degli asset, le fonti delle indagini patrimoniali e due studi di caso. Se hai il codice 0142006IUS12I, nella guida trovi quattro blocchi segnati «solo programma A.A. 2024/2025». Per ogni lezione fa fede il PDF del tuo codice.

Schema — I due programmi a confronto, per argomento

Argomento 0142506IUS12I (A.A. 2026/2027) 0142006IUS12I (A.A. 2024/2025)
Fonti e principi Lezioni 1-5: fonti nazionali e riserva di legge, fonti europee, capacità contributiva, efficacia nel tempo e nello spazio, interpretazione Lezione 1: «Il diritto tributario»
Elusione, soggetti, obbligazione Lezioni 6-8 Lezioni 2, 3 e 9
Dichiarazione, istruttoria, accertamento Lezioni 9-14, compresa una lezione su indagini finanziarie e presunzioni bancarie Lezioni 4-8, senza la lezione sulle indagini finanziarie
Istituti deflativi Lezioni 15-16: adesione, adesione ai verbali, definizione delle sole sanzioni, acquiescenza, conciliazione, interpello, ravvedimento, autotutela Non ci sono
Riscossione e rimborso Lezione 17, «Lineamenti» Lezioni 10 e 11, una per argomento
Sanzioni, reati tributari, processo Non ci sono Lezioni 12-16: illeciti amministrativi, illeciti penali, processo, primo grado, impugnazioni
IRPEF Lezioni 18-21 Lezioni 17-21
IRES Lezioni 22-24 Lezioni 22-24
IVA Lezioni 25-27 Non c'è
Redditi transnazionali, gruppi Non ci sono Lezioni 25 e 26
Indagini patrimoniali Lezioni 28-30: scopo, beni immobili, valutazione degli immobili Lezioni 27-30 sugli stessi temi, più 31-36: tutela degli asset, fonti pubbliche e private, due casi

Argomenti del programma da approfondire

Il programma del codice 0142506IUS12I segue un ordine preciso: le regole generali del diritto tributario (lezioni 1-8), il procedimento con cui l'amministrazione controlla e accerta (9-14), gli strumenti per evitare o chiudere la lite (15-16), la riscossione e il rimborso (17), le imposte sui redditi e l'IVA (18-27) e, da ultime, le indagini patrimoniali (28-30). Qui gli argomenti sono raccolti in tredici blocchi, più quattro blocchi per le lezioni che esistono solo nel programma A.A. 2024/2025; i numeri tra parentesi sono le lezioni del codice 0142506IUS12I.

Mappa del programma — 13 blocchi (+ 4 solo per il programma A.A. 2024/2025)

1. Fonti, riserva di legge e capacità contributiva
2. Le norme nel tempo e nello spazio, l'interpretazione
3. Elusione fiscale e abuso del diritto
4. Soggetti passivi e obbligazione tributaria
5. Procedimento, dichiarazione e controlli formali
6. Istruttoria, indagini finanziarie e presunzioni bancarie
7. Metodi di accertamento e avviso
8. Istituti deflativi, interpello, ravvedimento, autotutela
9. Riscossione e rimborso
10. L'IRPEF e le categorie di reddito
11. L'IRES
12. L'IVA
13. Le indagini patrimoniali
Solo A.A. 2024/2025: sanzioni e reati tributari
Solo A.A. 2024/2025: il processo tributario
Solo A.A. 2024/2025: redditi transnazionali e gruppi
Solo A.A. 2024/2025: tutela degli asset, fonti e casi

1. Fonti, riserva di legge e capacità contributiva

Il diritto tributario è la parte del diritto che regola i tributi, cioè i prelievi con cui lo Stato e gli altri enti pubblici ottengono risorse dai contribuenti. Il programma lo apre con le sue fonti (lezioni 1 e 2) e con il principio che sta sopra tutte le altre (lezione 3). In cima c'è la Costituzione. L'art. 23 stabilisce che «nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge»: è la riserva di legge, e vuol dire che un tributo non si crea con un atto dell'amministrazione ma con una legge. L'art. 53 dice che «tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva» e che «il sistema tributario è informato a criteri di progressività». La capacità contributiva è l'idoneità a contribuire, misurata da indici di forza economica come il reddito, il patrimonio o il consumo; la progressività riguarda il sistema nel suo insieme: l'IRPEF, come mostra il calcolo guidato più avanti, ha aliquote che crescono per scaglioni di reddito.

Sotto la Costituzione stanno le fonti nazionali di rango legislativo, dove si trovano le regole di ciascuna imposta: per le imposte sui redditi il Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR, d.P.R. 917/1986), per l'accertamento il d.P.R. 600/1973, per l'IVA il d.P.R. 633/1972. Le fonti europee e internazionali contano soprattutto per le imposte che derivano dal diritto dell'Unione: la lezione sull'IVA si apre proprio con la sua «origine comunitaria».

Schema — I due principi costituzionali del programma

Principio Norma Domanda a cui risponde
Riserva di legge Art. 23 Cost. Con quale fonte si può imporre un tributo?
Capacità contributiva Art. 53, primo comma, Cost. In ragione di che cosa si contribuisce alle spese pubbliche?
Progressività Art. 53, secondo comma, Cost. Come cresce il carico fiscale al crescere della ricchezza, nel sistema tributario?

Collegamento: una norma tributaria costruita nel rispetto di questi principi vale però solo in un certo periodo e per certi fatti. È il tema delle lezioni 4 e 5.

2. Le norme nel tempo e nello spazio, l'interpretazione

La lezione 4 («L'efficacia della norma tributaria nel tempo e nello spazio») pone due domande. La prima è quando una norma tributaria si applica: da quando entra in vigore e se può regolare fatti già avvenuti. La seconda è per quali fatti l'Italia può applicare le proprie imposte quando entrano in gioco altri Stati; i criteri di collegamento sono la residenza del contribuente e il luogo in cui il reddito è prodotto. Quando due Stati tassano lo stesso reddito si parla di doppia imposizione. Il tema del tempo si lega a un principio costituzionale analogo, ma riferito alle sanzioni penali: l'art. 25, secondo comma, Cost. stabilisce che nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso.

La lezione 5 è intitolata «L'interpretazione e l'analogia nel diritto tributario». L'interpretazione è l'attività con cui si stabilisce il significato di una norma; l'analogia è l'applicazione di una norma a un caso che la legge non prevede espressamente, ma simile a quello previsto. Il punto del corso è se e fino a che punto questo sia possibile in materia di tributi, e va letto insieme alla riserva di legge della lezione 1: se è la legge a dover dire quando un tributo è dovuto, estendere le norme a casi non previsti è una questione da affrontare con cautela.

Schema — Tempo, spazio e interpretazione

Tema Lezione Domanda
Efficacia nel tempo 4 Da quando e per quali fatti vale la norma?
Efficacia nello spazio 4 Quali fatti collegati ad altri Stati può tassare l'Italia?
Interpretazione e analogia 5 Come si legge la norma e si può estendere a casi non previsti?

Collegamento: leggere una norma significa anche capire quando un comportamento che la rispetta soltanto in apparenza ne tradisce lo scopo. È la lezione 6.

3. Elusione fiscale e abuso del diritto

Tre comportamenti vanno tenuti distinti. L'evasione viola direttamente la norma tributaria. Il risparmio d'imposta lecito è la scelta, tra le strade che la legge consente, di quella meno onerosa. L'elusione, che la legge chiama abuso del diritto, sta in mezzo: l'art. 10-bis dello Statuto del contribuente (legge 212/2000) la definisce come l'insieme di una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. Non c'è abuso se le operazioni sono giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali, anche di natura organizzativa o gestionale. Prima di contestare un abuso l'amministrazione deve chiedere chiarimenti al contribuente.

Schema — Evasione, elusione e risparmio d'imposta

Comportamento Rapporto con la norma
Evasione Violazione diretta della norma tributaria
Elusione (abuso del diritto) Rispetto formale della norma, ma operazioni senza sostanza economica che producono vantaggi fiscali indebiti
Risparmio d'imposta lecito Scelta consentita dalla legge o sostenuta da valide ragioni extrafiscali non marginali

Collegamento: chi deve il tributo e come nasce il debito sono le domande successive: soggetti passivi e obbligazione tributaria, lezioni 7 e 8.

4. Soggetti passivi e obbligazione tributaria

La soggettività passiva (lezione 7) riguarda chi può essere obbligato a un tributo. Il contribuente è chi realizza il presupposto, cioè il fatto che la legge sceglie per far nascere il tributo (per esempio percepire un reddito). Accanto a lui la legge può chiamare altri soggetti: il sostituto d'imposta, che paga l'imposta al posto del contribuente e poi si rivale su di lui, come il datore di lavoro che trattiene l'imposta dalla retribuzione e la versa all'erario, e il responsabile d'imposta, un terzo che risponde del debito altrui perché lo prevede la legge. Più soggetti possono essere obbligati in solido: ciascuno può essere chiamato a pagare per intero.

L'obbligazione tributaria (lezione 8) è il rapporto per cui il contribuente deve all'ente una somma di denaro. Nasce quando si verifica il presupposto. Le sue «vicende» sono ciò che accade dopo la nascita: il pagamento, la compensazione con crediti verso l'erario e le altre cause che la modificano o la estinguono.

Schema — Chi può essere obbligato

Figura Chi è Esempio
Contribuente Chi realizza il presupposto del tributo Il lavoratore che percepisce la retribuzione
Sostituto d'imposta Chi paga l'imposta al posto del contribuente, con diritto di rivalsa Il datore di lavoro che trattiene e versa l'imposta
Responsabile d'imposta Un terzo che risponde del debito altrui per legge Un soggetto che la legge, in casi tassativi, rende responsabile accanto al contribuente

Collegamento: l'obbligazione esiste già quando nasce il presupposto, ma l'amministrazione la conosce solo se il contribuente la comunica. Il programma passa quindi al procedimento e alla dichiarazione.

5. Procedimento, dichiarazione e controlli formali

Il procedimento tributario d'imposizione (lezione 9) è la sequenza di atti con cui l'imposta viene determinata e fatta valere: in generale il contribuente dichiara, l'amministrazione controlla e, se non è d'accordo con quanto dichiarato, accerta. La dichiarazione dei redditi (lezione 10) è l'atto con cui il contribuente comunica all'amministrazione i dati rilevanti per l'imposta. Sulla dichiarazione l'amministrazione svolge i controlli formali: verifiche sui dati presentati e sulla loro coerenza, che sono cosa diversa dall'accertamento, il quale rettifica o ricostruisce l'imponibile e segue un'istruttoria.

Schema — Le tre fasi del procedimento

Fase Chi agisce Lezione
Dichiarazione Il contribuente 10
Controllo formale L'amministrazione, sui dati della dichiarazione 10
Istruttoria e accertamento L'amministrazione, con indagini e atti di accertamento 11-14

Collegamento: quando il controllo formale non basta, l'amministrazione raccoglie informazioni. Le lezioni 11 e 12 sono dedicate a come lo fa, con una lezione specifica sui conti bancari.

6. Istruttoria, indagini finanziarie e presunzioni bancarie

L'attività istruttoria (lezione 11) è la raccolta di informazioni con cui l'amministrazione verifica quanto il contribuente ha dichiarato: richieste di dati e documenti, inviti a comparire, accessi presso la sede del contribuente. È il passaggio che distingue il controllo sui numeri della dichiarazione dall'accertamento vero e proprio.

La lezione 12 è dedicata alle indagini finanziarie, cioè all'acquisizione dei dati sui rapporti del contribuente con banche e altri intermediari, e alle presunzioni bancarie, il punto del programma che più si avvicina al tema delle indagini patrimoniali. La regola, contenuta nell'art. 32 del d.P.R. 600/1973, è che i versamenti sul conto sono considerati ricavi o compensi se il contribuente non dimostra di averne già tenuto conto nel reddito soggetto a imposta o che non hanno rilevanza fiscale; la presunzione riguarda tutti i contribuenti e per i versamenti spetta a lui fornire la prova. Per i prelevamenti la regola è più stretta. Nel 2014 la Corte costituzionale (sentenza 228/2014) ha dichiarato illegittima la presunzione per i lavoratori autonomi, eliminando le parole «o compensi»; oggi i prelevamenti sono presunti ricavi solo per chi produce reddito d'impresa e, dopo l'art. 7-quater del d.l. 193/2016, solo oltre 1.000 euro al giorno e comunque oltre 5.000 euro al mese.

Schema — Le presunzioni sui conti bancari

Movimento A chi si applica la presunzione Limiti
Versamenti A tutti i contribuenti, imprenditori e lavoratori autonomi Nessuna soglia di importo
Prelevamenti Solo a chi produce reddito d'impresa (Corte cost. 228/2014) Oltre 1.000 euro al giorno e oltre 5.000 euro al mese (d.l. 193/2016)

Collegamento: informazioni e dati bancari servono all'ufficio per scegliere come ricostruire il reddito. I metodi di accertamento sono l'argomento delle lezioni 13 e 14.

7. Metodi di accertamento e avviso di accertamento

L'accertamento è l'attività con cui l'amministrazione determina il reddito o l'imposta dovuti quando non accetta quanto il contribuente ha dichiarato. La lezione 13 presenta i metodi di accertamento, che si distinguono per quanto si allontanano dalle scritture contabili. Nel metodo analitico l'ufficio rettifica singole voci su elementi certi. Nel metodo analitico-induttivo (art. 39, primo comma, lettera d, del d.P.R. 600/1973) l'ufficio parte dalla contabilità e può desumere ricavi non dichiarati da presunzioni, purché gravi, precise e concordanti. Nel metodo induttivo (art. 39, secondo comma) l'ufficio si può discostare dalle scritture quando sono presenti le gravi violazioni indicate dalla norma, per esempio quando le scritture non sono state tenute.

La lezione 14 riguarda l'avviso di accertamento, l'atto con cui l'ufficio comunica la pretesa. Deve spiegare su quali fatti e su quali ragioni giuridiche si basa. Prima di emetterlo opera il contraddittorio preventivo introdotto dall'art. 6-bis dello Statuto del contribuente (d.lgs. 219/2023): l'amministrazione comunica al contribuente uno schema di atto e il contribuente può presentare osservazioni entro sessanta giorni. Vi sono casi esclusi, per i quali la norma va letta nel testo vigente.

Schema — I metodi di accertamento

Metodo Punto di partenza Strumento
Analitico La contabilità, rettificata voce per voce Elementi certi
Analitico-induttivo La contabilità, di cui si contesta l'attendibilità Presunzioni gravi, precise e concordanti
Induttivo Anche elementi fuori dalle scritture Possibile solo nei casi di gravi violazioni previsti dalla norma

Collegamento: davanti all'avviso il contribuente non deve per forza arrivare al giudice. Il programma dedica le lezioni 15 e 16 agli strumenti per chiudere o evitare la lite.

8. Istituti deflativi, interpello, ravvedimento e autotutela

Gli istituti deflativi (dal termine «deflazione» del contenzioso) servono a evitare o chiudere una controversia con un accordo o con l'accettazione dell'atto. La lezione 15 li elenca: l'accertamento con adesione, cioè l'accordo con l'ufficio sul valore da assoggettare a imposta; l'adesione ai processi verbali di constatazione (PVC), cioè agli atti con cui si chiude una verifica; la definizione delle sole sanzioni; l'acquiescenza, cioè l'accettazione dell'atto senza ricorso; la conciliazione giudiziale, cioè l'accordo raggiunto durante il processo. Un dato di cui tenere conto: la presentazione dell'istanza di accertamento con adesione sospende per 90 giorni il termine per impugnare l'atto (art. 6, comma 3, d.lgs. 218/1997). Le riduzioni delle sanzioni previste da ciascun istituto vanno studiate sul testo aggiornato della legge, perché cambiano con le riforme.

La lezione 16 riguarda tre strumenti con cui il contribuente, o l'amministrazione, interviene senza passare dal giudice. L'interpello è la domanda con cui il contribuente chiede all'amministrazione, prima di comportarsi in un certo modo, come applicherà una norma. Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente un errore o un'omissione pagando le somme dovute con sanzioni ridotte. L'autotutela è il potere dell'amministrazione di annullare o riformare un proprio atto che ritiene illegittimo o infondato.

Schema — Che cosa si può fare e quando

Strumento Momento Chi prende l'iniziativa
Interpello Prima di compiere l'operazione Il contribuente
Ravvedimento operoso Dopo un errore, prima che sia contestato Il contribuente
Accertamento con adesione, acquiescenza Dopo l'atto, prima del processo Contribuente e ufficio
Autotutela Quando l'atto è già stato emesso L'amministrazione
Conciliazione giudiziale Durante il processo Le parti, davanti al giudice

Collegamento: chiusa la fase dell'accertamento, il tributo va incassato; e se il contribuente ha pagato più del dovuto, deve poter riavere la somma. È la lezione 17.

9. Riscossione e rimborso

La lezione 17 («Lineamenti di riscossione e rimborso») ha un titolo che dichiara un taglio introduttivo. La riscossione è la fase in cui il credito tributario viene effettivamente incassato: il contribuente può versare spontaneamente quanto dichiarato; se non lo fa, o se l'ufficio ha accertato un importo maggiore, interviene la riscossione coattiva svolta dall'agente della riscossione. Il rimborso è il percorso inverso: la restituzione di somme che il contribuente ha versato in più o senza che fossero dovute. Le regole sui termini e sulle modalità, soggette a riforme recenti, vanno studiate nel testo aggiornato.

Schema — Riscossione e rimborso

Fase Direzione del denaro Chi agisce
Riscossione Dal contribuente all'ente Il contribuente, poi, se non paga, l'agente della riscossione
Rimborso Dall'ente al contribuente Il contribuente chiede, l'amministrazione restituisce

Collegamento: finite le regole generali, il programma entra nelle imposte. La prima è quella che riguarda i redditi delle persone fisiche: l'IRPEF.

10. L'IRPEF e le categorie di reddito

L'IRPEF è l'imposta sul reddito delle persone fisiche. La lezione 18 ne presenta i principi generali: si paga sul reddito complessivo, cioè sulla somma dei redditi che la persona ha ottenuto in un anno e che rientrano in sei categorie, e con aliquote che crescono per scaglioni. Per il 2026 gli scaglioni sono tre, dopo che la legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) ha portato dal 35% al 33% l'aliquota del secondo: 23% fino a 28.000 euro, 33% sulla parte da 28.000 a 50.000 euro, 43% sulla parte oltre 50.000 euro. L'aliquota più alta si applica solo alla quota di reddito che supera la soglia, non a tutto il reddito. Il calcolo qui sotto mostra come si arriva all'imposta lorda, cioè prima di detrazioni e addizionali.

Prova a calcolare: l'IRPEF lorda per scaglioni (esempi con valori di fantasia)

Fino a 28.000 € (23%) 4.600 € + Da 28.000 a 50.000 € (33%) 0 € + Oltre 50.000 € (43%) 0 € = Imposta lorda 4.600 €

Reddito imponibile di 20.000 euro: tutto rientra nel primo scaglione, quindi 20.000 × 23% = 4.600 euro di imposta lorda.

Le sei categorie di reddito sono quelle dell'art. 6 del TUIR: redditi fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, d'impresa e redditi diversi. Il programma le distribuisce su tre lezioni: la 19 tratta i redditi fondiari, di capitale e diversi, la 20 i redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo, la 21 i redditi d'impresa. Ogni categoria ha regole proprie per stabilire quanta parte di ciò che la persona ha incassato diventa reddito imponibile; il confronto qui sotto serve a tenerle distinte.

Confronta le sei categorie di reddito

Caratteristica Fondiari Di capitale Lavoro dipendente Lavoro autonomo D'impresa Diversi
Che cosa comprende Redditi di terreni e fabbricati Redditi che derivano dall'impiego di un capitale Redditi di un lavoro prestato alle dipendenze e sotto la direzione altrui Redditi di arti e professioni esercitate in modo abituale Redditi dell'esercizio di imprese commerciali Redditi che la legge elenca a parte, tra cui alcune plusvalenze e i redditi occasionali
Un esempio Il reddito di un appartamento Gli interessi di un conto o i dividendi di una società Lo stipendio di un impiegato Il compenso di un professionista L'utile di un negozio gestito in forma d'impresa Il compenso di un'attività svolta in modo occasionale
Lezione del programma 19 19 20 20 21 19

Le categorie si distinguono per la fonte del reddito: un bene (terreni e fabbricati), un capitale impiegato, un lavoro svolto alle dipendenze di altri, un'attività professionale, un'attività d'impresa; la categoria dei redditi diversi raccoglie quelli che la legge elenca a parte.

Collegamento: l'IRPEF colpisce le persone fisiche. Le società e gli altri enti sono soggetti a un'altra imposta sul reddito, l'IRES, a cui il programma dedica tre lezioni.

11. L'IRES

L'IRES (imposta sul reddito delle società) è l'imposta che colpisce il reddito delle società di capitali e degli altri enti. La lezione 22 ne dà i principi generali; secondo l'art. 77 del TUIR l'imposta è commisurata al reddito complessivo netto con l'aliquota del 24%. Per le società il punto di partenza per calcolare il reddito imponibile è il risultato del bilancio, cioè l'utile o la perdita dell'esercizio, che si corregge con le variazioni fiscali: in aumento, per i costi che la normativa fiscale non riconosce o riconosce solo in parte, in diminuzione, per i ricavi che non concorrono o concorrono in parte al reddito.

La lezione 23 riguarda i componenti positivi del reddito, cioè le voci che lo aumentano (ricavi delle vendite e delle prestazioni, plusvalenze, altri proventi); la lezione 24 i componenti negativi, cioè i costi che si possono dedurre. Per i costi valgono criteri generali, cioè che siano di competenza dell'esercizio, certi e collegati all'attività da cui derivano i ricavi (il requisito dell'inerenza), accanto a regole specifiche per voci come gli ammortamenti o gli accantonamenti.

Schema — Dal bilancio al reddito imponibile IRES

Passaggio Che cosa si fa Lezione
Partenza Si prende l'utile o la perdita del bilancio 22
Componenti positivi Si verifica quali ricavi e proventi concorrono al reddito e in quale misura 23
Componenti negativi Si verifica quali costi sono deducibili (competenza, certezza, inerenza) 24
Imposta Si applica l'aliquota del 24% al reddito complessivo netto 22

Collegamento: IRPEF e IRES colpiscono il reddito. L'ultima imposta del programma ha una logica diversa: colpisce lo scambio di beni e servizi. È l'IVA.

12. L'IVA

L'imposta sul valore aggiunto è un'imposta sui consumi di origine europea: la lezione 25 si apre proprio con la sua «origine comunitaria». È un'imposta plurifase, perché viene applicata a ogni passaggio della catena commerciale, ma il suo costo finale grava sul consumatore, perché ogni soggetto passivo sottrae dall'IVA che incassa quella che ha pagato sugli acquisti. Le aliquote sono quattro: 22% quella ordinaria, 10%, 5% e 4% quelle ridotte, che si applicano soltanto alle categorie di beni e servizi indicate dalla legge.

La lezione 25 spiega anche il presupposto dell'imposta, che riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti passivi (e le importazioni), la rivalsa, cioè l'addebito dell'IVA in fattura al cliente, e la detrazione, cioè il diritto del cliente soggetto passivo di sottrarre l'IVA pagata sugli acquisti da quella dovuta sulle vendite. La lezione 26 si occupa degli elementi che rendono un'operazione soggetta a IVA e del momento di effettuazione, cioè del momento in cui l'operazione si considera fatta ai fini dell'imposta.

La lezione 27 distingue le categorie di operazioni e spiega gli adempimenti formali: emissione e registrazione delle fatture, liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale. Le categorie contano perché cambiano il diritto alla detrazione.

Schema — Le categorie di operazioni IVA

Categoria IVA in fattura Detrazione sugli acquisti
Imponibile Sì, con l'aliquota dovuta Spetta
Non imponibile No Spetta
Esente No Di regola non spetta per gli acquisti collegati

Una novità da conoscere: il Testo unico IVA (d.lgs. 10/2026), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2026, riordina la disciplina dell'imposta e si applica dal 1° gennaio 2027. Fino a quella data resta in applicazione il d.P.R. 633/1972.

Collegamento: le imposte descrivono quanto una persona o un'impresa deve pagare. Le ultime lezioni rovesciano la domanda: che cosa possiede e che cosa guadagna davvero chi dichiara quei redditi? Sono le indagini patrimoniali.

13. Le indagini patrimoniali

Le ultime tre lezioni del programma A.A. 2026/2027 sono dedicate alle indagini patrimoniali. Secondo gli obiettivi del programma, servono a raccogliere e analizzare le informazioni sugli asset per valutare la situazione patrimoniale di una persona o di un'azienda e individuare anomalie o rischi. La lezione 28 ne spiega lo scopo: sapere che cosa possiede un soggetto e come si compone il suo patrimonio, in modo da valutare se quanto emerge è coerente con i redditi dichiarati.

La lezione 29 riguarda i beni immobili. Per sapere quali immobili appartengono a un soggetto si consultano i registri dell'Agenzia delle Entrate: il Catasto, che descrive gli immobili e indica a chi sono intestati, e la pubblicità immobiliare (la Conservatoria dei registri immobiliari), che raccoglie gli atti trascritti e le iscrizioni, come le ipoteche.

La lezione 30 tratta i metodi di valutazione degli immobili. Nella prassi di stima si usano tre approcci: il confronto con immobili simili compravenduti (approccio comparativo), la capitalizzazione del reddito che l'immobile produce (approccio del reddito) e il costo di ricostruzione al netto del deprezzamento (approccio del costo). Come punto di riferimento, l'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate pubblica due volte l'anno quotazioni minime e massime al metro quadro per zona e tipologia: sono valori di stima, non prezzi di vendita effettivi.

Schema — I tre approcci di stima di un immobile

Approccio Su che cosa si basa Quando è naturale usarlo
Comparativo Prezzi di immobili simili, venduti di recente nella stessa zona Quando ci sono compravendite comparabili
Del reddito Reddito netto annuo diviso per un saggio di capitalizzazione Per immobili che producono un canone
Del costo Costo di ricostruire l'immobile, meno il deprezzamento Quando mancano dati di mercato o di reddito

Collegamento: per il programma A.A. 2026/2027 gli argomenti finiscono qui. Il programma A.A. 2024/2025 ha invece quattro blocchi in più, che seguono; l'insegnamento da 9 CFU del 1° anno sviluppa le stesse indagini con più lezioni nella pagina Indagini patrimoniali e tutela degli asset.

Solo programma A.A. 2024/2025: sanzioni e reati tributari

Nel codice 0142006IUS12I le lezioni 12 e 13 sono dedicate agli illeciti amministrativi tributari, cioè alle violazioni punite con sanzioni pecuniarie applicate dall'amministrazione, e agli illeciti penali tributari, cioè ai reati previsti dal d.lgs. 74/2000. Tra questi ci sono la dichiarazione fraudolenta, la dichiarazione infedele, l'omessa dichiarazione, l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, l'occultamento o la distruzione di documenti contabili, l'indebita compensazione e la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Quest'ultimo reato è il più vicino al tema degli asset: punisce chi, per sottrarsi al pagamento di imposte, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri beni o su beni altrui, ed è previsto quando le imposte, con interessi e sanzioni, superano i 50.000 euro.

Solo programma A.A. 2024/2025: il processo tributario

Le lezioni 14-16 del codice 0142006IUS12I (il processo tributario, il giudizio di primo grado e le impugnazioni) trattano la difesa del contribuente davanti al giudice. Il giudice tributario è la Corte di giustizia tributaria, di primo e di secondo grado; contro la sentenza di secondo grado si può ricorrere in Cassazione. Il ricorso contro un atto dell'amministrazione, come l'avviso di accertamento, si propone entro sessanta giorni dalla notifica; se il contribuente ha presentato istanza di accertamento con adesione, a questo termine si aggiunge la sospensione di 90 giorni. Il Testo unico della giustizia tributaria, che riordina le norme del processo, si applica dal 1° gennaio 2027.

Schema — I gradi del processo tributario

Grado Giudice
Primo grado Corte di giustizia tributaria di primo grado
Secondo grado Corte di giustizia tributaria di secondo grado
Legittimità Corte di cassazione

Solo programma A.A. 2024/2025: redditi transnazionali e gruppi di società

La lezione 25 riguarda i redditi transnazionali, cioè quelli che hanno elementi di collegamento con più di uno Stato: la domanda è quale Stato li tassa e come si evita che siano tassati due volte. La lezione 26 riguarda la tassazione dei gruppi di società, cioè il modo in cui il fisco considera più società collegate tra loro, per esempio con il consolidato fiscale nazionale (artt. 117-129 del TUIR), un regime in cui l'imposta è versata dalla società controllante anche sul reddito prodotto dalle controllate.

Solo programma A.A. 2024/2025: tutela degli asset, fonti e casi di studio

Le lezioni 31-36 del codice 0142006IUS12I completano le indagini patrimoniali. La lezione 31 è dedicata alla tutela degli asset: gli obiettivi del programma parlano di strategie di protezione degli asset con strumenti legali come trust, fondazioni e assicurazioni; per una descrizione di questi strumenti e di altri, come il fondo patrimoniale, vedi la pagina Indagini patrimoniali e tutela degli asset. Le lezioni 32-34 passano alle fonti delle indagini: le fonti pubbliche, cioè i registri e le banche dati accessibili secondo le regole di ciascuno (Catasto, pubblicità immobiliare, Registro delle imprese, PRA), e due tipi di fonti private, quelle che informano sui redditi e quelle che informano sul patrimonio. Le lezioni 35 e 36 applicano il metodo a un caso su persone fisiche, con l'analisi dei redditi e l'analisi del patrimonio in caso di separazione tra coniugi.

Schema — Le lezioni 31-36 del codice 0142006IUS12I

Lezione Argomento
31 Tutela degli asset
32 Le fonti pubbliche delle indagini patrimoniali
33-34 Le fonti private reddituali e le fonti private patrimoniali
35-36 Studio di un caso su persone fisiche: analisi reddituale e analisi patrimoniale in caso di separazione tra coniugi

Come lo studiano

  • Parti dall'elenco delle lezioni del tuo codice. I due programmi non coincidono: confronta il PDF che vedi in piattaforma con i blocchi di questa guida e, se hai il codice 0142006IUS12I, considera parte del tuo programma anche i quattro blocchi segnati «solo programma A.A. 2024/2025».
  • Leggi gli articoli 23 e 53 della Costituzione. Sono due frasi brevi e reggono i primi blocchi: la riserva di legge e la capacità contributiva tornano in tutte le altre lezioni.
  • Costruisci una mappa del rapporto tributario. Presupposto, obbligazione, dichiarazione, controllo, accertamento, difesa: ogni lezione sta in un punto di questa catena, e chi sa in quale punto si trova confonde meno gli istituti dai nomi simili (acquiescenza e adesione, ravvedimento e autotutela, elusione ed evasione).
  • Per ogni imposta impara prima tre cose. Presupposto, base imponibile, aliquota; le eccezioni vengono dopo. Vale per IRPEF, IRES e IVA.
  • Controlla la data delle fonti che usi. Appunti scritti prima del 2024 possono descrivere un contraddittorio, un sistema sanzionatorio o aliquote diversi da quelli in vigore: confronta sempre con il testo aggiornato della legge.
  • Il materiale ufficiale. Il PDF del codice 0142006IUS12I indica come materiale didattico le videolezioni e le dispense o le slide del docente; i riassunti degli altri studenti possono servire da schema, da affiancare ai materiali del corso e non da sostituire.

Domande dalla community

Questo esame è diviso in due parti, tributario e indagini patrimoniali?
No: è un unico insegnamento da 6 CFU. Il programma 0142506IUS12I ha 30 lezioni: le prime 27 sono di diritto tributario (regole generali, accertamento, IRPEF, IRES, IVA) e le ultime tre di indagini patrimoniali. Non va confuso con Diritto Tributario, che è l'insegnamento degli altri profili, né con Indagini patrimoniali e tutela degli asset, che è un insegnamento da 9 CFU del 1° anno.
Questa materia è «il diritto tributario con un altro nome»?
Per la maggior parte delle lezioni sì, nel senso che gli argomenti sono quelli del diritto tributario. Ma è un insegnamento diverso da Diritto Tributario: ha l'IRPEF, le indagini finanziarie e le indagini patrimoniali, e non ha IRAP, processo tributario e sanzioni (nel programma A.A. 2026/2027). Per questo vale il programma del tuo codice.
Bastano i riassunti o servono le dispense?
È una domanda frequente, soprattutto in una materia tecnica fatta di sigle e di articoli. I riassunti servono come schema di sintesi; il materiale ufficiale, secondo il programma, sono le videolezioni e le dispense o le slide del docente. Usa gli schemi per ripassare e le dispense per capire come si arriva a ogni istituto.

Studia con chi sta preparando questa materia ora

Nel gruppo ti confronti con i colleghi del profilo Criminologia sul programma del tuo codice.

Come funziona l'esame

Le modalità d'esame cambiano nel tempo: numero di domande, forma scritta o orale, punti premialità. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve

Il programma 0142506IUS12I ha 30 lezioni; il programma 0142006IUS12I ne ha 36, e il suo PDF indica videolezioni da 30 minuti, cioè 18 ore di visione. Con cinque lezioni a settimana, 30 lezioni sono sei settimane di sola visione e 36 lezioni poco più di sette; a questo tempo vanno aggiunti lo studio delle dispense e il ripasso. La parte che richiede più attenzione è la precisione: le regole su accertamento, sanzioni e testi unici sono cambiate di recente, e per scaglioni, aliquote e articoli conviene sempre controllare il testo aggiornato.

Questa materia ti prepara a…

  • Diritto Tributario — gli stessi principi e le stesse imposte (fonti, accertamento, IRES, IVA) in un insegnamento da 6 CFU degli altri profili, con processo tributario e sanzioni e senza indagini patrimoniali
  • Indagini patrimoniali e tutela degli asset — l'insegnamento da 9 CFU del 1° anno che riprende gli stessi argomenti tributari e sviluppa di più le indagini
  • Economia Aziendale — il lessico del bilancio serve per capire l'IRES, il cui reddito parte dall'utile del bilancio

Domande frequenti

6 CFU, settore IUS/12, al 3° anno del profilo Scienze giuridiche per la criminologia, l'investigazione e la sicurezza. Ha due codici: 0142506IUS12I (A.A. 2026/2027, 30 lezioni) e 0142006IUS12I (A.A. 2024/2025, 36 lezioni, con il titolo «Diritto tributario, indagini patrimoniali e tutela degli asset»).

È la parte del diritto che regola i tributi, cioè i prelievi con cui lo Stato e gli altri enti pubblici ottengono risorse dai contribuenti: le regole per stabilire quanto è dovuto, i controlli dell'amministrazione e gli strumenti per difendersi. Si fonda su due articoli della Costituzione: l'art. 23, che richiede una legge per imporre prestazioni patrimoniali, e l'art. 53, che collega il concorso alle spese pubbliche alla capacità contributiva e prevede un sistema tributario informato a criteri di progressività.

No. Diritto tributario (codice 0142506IUS12) è un insegnamento da 6 CFU degli altri profili, con 30 lezioni che comprendono IRAP, processo tributario e sanzioni e non comprendono le indagini patrimoniali. Questo insegnamento è del profilo Scienze giuridiche per la criminologia e comprende l'IRPEF, le indagini finanziarie e, nel programma A.A. 2026/2027, tre lezioni di indagini patrimoniali.

No. Indagini patrimoniali e tutela degli asset (codice 0142509IUS12I) vale 9 CFU, si studia al 1° anno nel profilo P.A. e Sicurezza e ha 45 lezioni. Le prime lezioni hanno gli stessi argomenti di questo insegnamento, ma il programma è più ampio.

Sono i programmi di due piani di studi (A.A. 2026/2027 e A.A. 2024/2025) con lo stesso numero di crediti ma elenchi di lezioni diversi. Il più recente ha fonti europee, capacità contributiva, interpretazione, indagini finanziarie, istituti deflativi e IVA; il precedente ha illeciti amministrativi e penali, processo tributario, redditi transnazionali, gruppi di società, tutela degli asset, fonti delle indagini e due casi di studio.

Nel programma 0142506IUS12I: fonti e principi costituzionali del diritto tributario, elusione e abuso del diritto, soggetti e obbligazione tributaria, dichiarazione e controlli, istruttoria, indagini finanziarie e metodi di accertamento, istituti deflativi, interpello, ravvedimento e autotutela, riscossione e rimborso, IRPEF, IRES, IVA e, nelle ultime tre lezioni, le indagini patrimoniali (scopo, beni immobili e loro valutazione).

Sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% sulla parte da 28.000 a 50.000 euro e 43% sulla parte oltre 50.000 euro. Il secondo scaglione è sceso dal 35% al 33% con la legge di bilancio 2026 (legge 199/2025).

Le regole seguono il formato degli esami Mercatorum, uguale per tutte le materie, e cambiano spesso. Per i dettagli aggiornati leggi la guida agli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele.

Prepari Diritto tributario, tutela degli asset e indagini patrimoniali in questo periodo? Trova il gruppo della tua materia.

Altre materie L14-MERCATORUM

Tutte le guide Scienze Giuridiche — Mercatorum →

Gruppi L14 Mercatorum (60)

Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

Studia con
altri studenti