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L18-PEGASO · Economia Aziendale — Pegaso

Diritto Amministrativo L18 Pegaso

Diritto Amministrativo è la materia IUS/10 del piano L18 di Pegaso: studia il rapporto tra la Pubblica Amministrazione e i privati. Il programma copre le fonti del diritto e la loro gerarchia, i principi costituzionali della PA (artt. 97-98 Cost.), il procedimento amministrativo (L. 241/1990), il provvedimento e i suoi vizi, l'accesso agli atti nelle tre forme (documentale, civico, FOIA), i contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) e la giustizia amministrativa (TAR, Consiglio di Stato).

Rispetto al Diritto Privato — che regola i rapporti tra privati in posizione di parità — il Diritto Amministrativo si occupa di come la PA esercita i suoi poteri e di come i privati possono tutelarsi. La logica è quella del potere pubblico temperato da garanzie procedurali: la PA può imporre obblighi, ma solo seguendo regole precise e con possibilità di ricorso.

Scheda materia
9
CFU
IUS/10
SSD
Questa materia ha due codici — piano 2025 (9 CFU, cod. 0602509IUS10NM) e piano 2024 (10 CFU, cod. 0602410IUS10). Il codice è assegnato automaticamente in base al piano di studi — verifica nella sezione Corsi della piattaforma.

Obiettivi formativi ufficiali

Dal programma ufficiale Pegaso:

  • Conoscere i principi costituzionali che regolano l'attività della Pubblica Amministrazione (imparzialità, buon andamento, legalità)
  • Comprendere le fasi e le garanzie del procedimento amministrativo ai sensi della L. 241/1990
  • Analizzare il provvedimento amministrativo, i suoi elementi essenziali e i vizi di legittimità (incompetenza, eccesso di potere, violazione di legge)
  • Conoscere le forme di accesso agli atti della PA e il regime della trasparenza amministrativa
  • Applicare le regole fondamentali in materia di contratti pubblici e responsabilità della Pubblica Amministrazione
  • Orientarsi nel sistema della giustizia amministrativa: TAR, Consiglio di Stato e rimedi alternativi

Di cosa parla (programma 2025)

Il programma 2025 (codice 0602509IUS10NM, 9 CFU) si sviluppa in blocchi che coprono l'intera architettura del diritto amministrativo: dall'organizzazione della PA fino alla tutela giurisdizionale del privato.

  • 1. Le fonti del diritto e la loro gerarchia
    La Costituzione come fonte suprema (art. 97: imparzialità e buon andamento; art. 98: funzionari al servizio della Nazione). Leggi ordinarie e atti aventi forza di legge (decreti legge e decreti legislativi). Regolamenti statali, regionali e comunali. Principio di legalità: la PA può fare solo ciò che la legge le autorizza (al contrario dei privati, che possono fare tutto tranne ciò che la legge vieta).
  • 2. Organizzazione della Pubblica Amministrazione
    Ministeri e apparato centrale dello Stato. Enti pubblici istituzionali (INPS, INAIL, Università). Autorità amministrative indipendenti (AGCM, AGCOM, CONSOB, ANAC): poteri regolatori, sanzionatori e di vigilanza senza dipendere dal Governo. Autonomie locali: Regioni (potestà legislativa concorrente, art. 117 Cost.), Province, Comuni (potestà regolamentare e autonomia finanziaria). Organi collegiali e monocratici.
  • 3. Il procedimento amministrativo (L. 241/1990)
    Le fasi: iniziativa (d'ufficio o su istanza), istruttoria (raccolta dei fatti rilevanti), decisione (il provvedimento o il silenzio), integrazione dell'efficacia (eventuale). Il Responsabile del Procedimento (RUP): nomina obbligatoria, funzioni di coordinamento e comunicazione. Partecipazione dei privati: preavviso di rigetto, memorie scritte, audizione. Motivazione obbligatoria del provvedimento (art. 3). Termine del procedimento (30 giorni salvo diversa disposizione). Silenzio inadempimento (ricorribile al TAR) vs silenzio assenso (art. 20: vale accoglimento in materia non vincolata).
  • 4. Il provvedimento amministrativo
    Tipi principali: autorizzazioni (rimozione di un limite preesistente), concessioni (trasferimento di un diritto o potere), ordini e divieti, sanzioni amministrative (da distinguere da quelle penali). Caratteri del provvedimento autoritativo: esecutività (obbligatorio senza necessità di un giudice), esecutorietà (coercibile dalla PA), tipicità (solo i tipi previsti dalla legge). Invalidità: nullità (vizi radicali, es. mancanza di elemento essenziale) vs annullabilità (vizi di legittimità — impugnabile entro 60 giorni). Irregolarità: vizio formale che non incide sulla validità.
  • 5. I vizi di legittimità del provvedimento
    Incompetenza: il provvedimento è adottato da un organo che non aveva la competenza per farlo (relativa: sanabile; assoluta: causa di nullità). Eccesso di potere: la PA utilizza il potere per uno scopo diverso da quello previsto dalla legge — figure sintomatiche (disparità di trattamento, motivazione incongrua, contraddittorietà). Violazione di legge: il provvedimento contrasta con una norma di legge o di regolamento. I vizi rendono il provvedimento annullabile — l'annullamento può avvenire in autotutela dalla PA stessa (art. 21-nonies) o per via giurisdizionale.
  • 6. Accesso agli atti e trasparenza
    Accesso documentale (L. 241/1990, artt. 22-28): titolari di un interesse qualificato e diretto possono accedere ai documenti amministrativi — possibile diniego per segreto d'ufficio, riservatezza, sicurezza. Accesso civico semplice (D.Lgs. 33/2013, art. 5 co. 1): chiunque può richiedere documenti che la PA aveva obbligo di pubblicare ma non ha pubblicato. Accesso generalizzato / FOIA (D.Lgs. 33/2013, art. 5 co. 2): chiunque, senza dimostrare un interesse, può accedere a qualsiasi atto non esplicitamente escluso — con limiti (sicurezza, riservatezza, segreti commerciali).
  • 7. Contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023 — Nuovo Codice degli Appalti)
    Ambito di applicazione: appalti di lavori, servizi e forniture sopra le soglie comunitarie (e procedure semplificate sotto soglia). Stazione appaltante e ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione): funzioni di regolazione, vigilanza e prevenzione della corruzione. RUP (Responsabile Unico del Progetto): coordina l'intero ciclo dell'appalto. Principi fondamentali: concorrenza, trasparenza, proporzionalità, non discriminazione. Procedure di gara: procedura aperta (chiunque può partecipare), ristretta (prequalifica), negoziata (invito diretto). Criteri di aggiudicazione: prezzo più basso vs offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV).
  • 8. Responsabilità della PA e giustizia amministrativa
    Responsabilità extracontrattuale (art. 2043 cc): la PA risponde per danni causati ai privati con atti illeciti — dal 1999 (Cass. 500/1999) comprende anche la lesione di interessi legittimi. Responsabilità erariale: la Corte dei Conti giudica i funzionari pubblici che arrecano danno all'erario con dolo o colpa grave. Sistema della giustizia amministrativa: TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) in primo grado, Consiglio di Stato in appello — giurisdizione esclusiva su alcune materie (appalti, urbanistica, immigrazione). Ricorso gerarchico (al superiore gerarchico — prima del TAR). Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (alternativo al TAR, in unica istanza). Azioni davanti al TAR: impugnatoria (annullamento del provvedimento), risarcitoria, di adempimento (la PA deve provvedere).

Materiali condivisi nel gruppo

Schemi, riassunti e materiali condivisi dagli studenti L18 — disponibili nel gruppo WhatsApp dedicato a Diritto Amministrativo.

Il programma nel tempo — due codici

Il codice materia non si sceglie: è assegnato in base al piano di studi e all'anno accademico di immatricolazione. Il nucleo tematico (procedimento, provvedimento, accesso, contratti pubblici, giustizia amministrativa) è presente in entrambi i codici, ma il piano 2024 ha un programma più esteso per via del CFU aggiuntivo.

Caratteristica Piano 2025
0602509IUS10NM
9 CFU · PDF →
Piano 2024
0602410IUS10
10 CFU · PDF →
CFU 9 10
SSD IUS/10 IUS/10
Procedimento amministrativo (L. 241/1990)
Provvedimento e vizi di legittimità
Accesso agli atti (3 forme)
Contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023)
Responsabilità della PA
Giustizia amministrativa
Programma esteso +1 CFU

Come trovare il tuo codice

Il codice non è visibile nella sezione Carriera — vai nella sezione Corsi, dove compare accanto al nome di ogni insegnamento. Se vedi 0602509IUS10NM sei nel piano 2025 (9 CFU). Se vedi 0602410IUS10 sei nel piano 2024 (10 CFU). Usa il codice per scaricare il PDF del programma ufficiale e verificare gli argomenti inclusi nel tuo piano.

Argomenti del programma da approfondire

Sei schemi per orientarsi nel programma. Diritto Amministrativo è una materia normativa e sistematica: la sfida è tenere distinte le norme applicabili a ciascun istituto e ricostruire la logica che le collega.

Gerarchia delle fonti del diritto

Il diritto amministrativo si fonda sul principio di legalità: la PA può esercitare solo i poteri che la legge le attribuisce espressamente. La gerarchia delle fonti stabilisce quale norma prevale in caso di contrasto.

Livello Fonte Contenuto/Esempi Vincolo sulla PA
1 Costituzione Artt. 97-98 (principi PA), 113 (tutela giurisdizionale), 117 (ripartizione competenze) Vincolo massimo: nessuna legge può violarla — la Corte Costituzionale ne è custode
2 Leggi ordinarie e atti con forza di legge Leggi del Parlamento, Decreti Legge (d.l.), Decreti Legislativi (d.lgs.) — es. L. 241/1990, D.Lgs. 36/2023 La PA deve rispettarle integralmente; i regolamenti non possono derogarle
3 Regolamenti Governativi (DPR), ministeriali, regionali, comunali — atti normativi secondari Vincolano la PA ma non possono derogare alla legge; il privato può impugnarli al TAR
4 Atti amministrativi generali e individuali Circolari, provvedimenti, concessioni, autorizzazioni — non hanno forza normativa Applicano la legge nel caso concreto; impugnabili al TAR entro 60 giorni

Il procedimento amministrativo (L. 241/1990) — fasi e garanzie

Il procedimento è la sequenza di atti attraverso cui la PA arriva al provvedimento finale. La L. 241/1990 impone garanzie procedurali a tutela del privato: senza rispettarle, il provvedimento è illegittimo.

Fase Contenuto Garanzie per il privato
1. Iniziativa D'ufficio (la PA parte da sola) o su istanza del privato — comunicazione di avvio obbligatoria Il privato deve sapere che un procedimento lo riguarda — comunicazione scritta con oggetto, RUP e termine
2. Istruttoria Il RUP raccoglie e valuta i fatti rilevanti — accertamenti, perizie, acquisizione documenti Partecipazione: il privato può presentare memorie scritte e documenti (art. 10); può chiedere audizione
3. Preavviso di rigetto Se la PA intende rigettare l'istanza, deve comunicarlo prima (art. 10-bis) — il privato ha 10 giorni per controdedurre Contraddittorio preventivo: il privato può evitare il rigetto intervenendo sui motivi ostativi
4. Decisione Provvedimento espresso con motivazione obbligatoria (art. 3) — entro il termine di 30 giorni salvo eccezioni Silenzio inadempimento se la PA non provvede: ricorribile al TAR per condannare la PA ad agire
Silenzio assenso Art. 20: in alcune materie, se la PA non risponde entro il termine, l'istanza si intende accolta Non si applica a materie sensibili (ambiente, sicurezza, immigrazione, patrimonio culturale)

I tre tipi di accesso agli atti a confronto

Il legislatore ha introdotto nel tempo tre forme di accesso agli atti con presupposti e limiti diversi. Tenerle distinte — per soggetto legittimato, oggetto e limiti — è uno dei punti più testati nel programma.

Schema — Accesso agli atti: tre forme a confronto

Tipo Fonte Chi può chiederlo Oggetto Limiti principali
Accesso documentale L. 241/1990 artt. 22-28 Chi ha un interesse diretto, concreto e attuale connesso a una situazione giuridicamente protetta Documenti amministrativi in possesso della PA Segreto di Stato, riservatezza terzi, attività ispettiva, sicurezza pubblica
Accesso civico semplice D.Lgs. 33/2013 art. 5 co. 1 Chiunque, senza dimostrare alcun interesse Solo documenti che la PA aveva obbligo di pubblicare ma non ha pubblicato Limitato ai dati oggetto di pubblicazione obbligatoria
Accesso generalizzato (FOIA) D.Lgs. 33/2013 art. 5 co. 2 Chiunque, senza dimostrare alcun interesse Qualsiasi atto, dato o documento detenuto dalla PA (anche non soggetto a pubblicazione) Eccezioni tassative: sicurezza nazionale, difesa, riservatezza, segreto commerciale, indagini penali

I vizi di legittimità del provvedimento

Quando la PA adotta un provvedimento in violazione delle norme, il privato può impugnarlo al TAR. I tre vizi di legittimità sono distinti ma possono coesistere nello stesso provvedimento.

Vizio Definizione Esempi
Incompetenza Il provvedimento è adottato da un organo che non ha la competenza per farlo. Relativa (organo della stessa branca): il provvedimento è annullabile. Assoluta (organo di branca diversa): il provvedimento è nullo. Un dirigente adotta un atto di esclusiva competenza del Ministro. Un Comune legifera su materia di competenza statale.
Eccesso di potere La PA usa il potere per uno scopo diverso da quello previsto dalla legge (sviamento) o in modo irragionevole. Figure sintomatiche: disparità di trattamento, contraddittorietà, motivazione illogica o carente. Un bando di gara formulato in modo da favorire un concorrente specifico. Un provvedimento sanzionatorio sproporzionato rispetto alla violazione.
Violazione di legge Il provvedimento contrasta con una norma di legge o regolamento (di forma o di sostanza). Include la mancanza di motivazione obbligatoria e il mancato rispetto del termine. Un provvedimento adottato senza la motivazione richiesta dall'art. 3 L. 241/1990. Un'autorizzazione rilasciata senza le verifiche obbligatorie.

Sistema della giustizia amministrativa

Il privato che subisce un provvedimento illegittimo ha più rimedi. La scelta del rimedio dipende dal tipo di vizio, dal termine e dal tipo di provvedimento impugnato.

Rimedio Organo Termine Note
Ricorso al TAR Tribunale Amministrativo Regionale (primo grado) 60 giorni Azione principale — annullamento, risarcimento, adempimento. Appello al Consiglio di Stato entro 30 giorni dalla notifica della sentenza.
Ricorso al Consiglio di Stato Consiglio di Stato (secondo grado) 30 giorni Anche organo consultivo del Governo (pareri obbligatori su decreti legislativi e regolamenti). Giurisdizione esclusiva su appalti, immigrazione, pubblico impiego.
Ricorso gerarchico Superiore gerarchico dell'organo che ha emesso il provvedimento 30 giorni Rimedio amministrativo (non giurisdizionale) — alternativo o propedeutico al TAR. Meno usato perché il superiore non è imparziale.
Ricorso straordinario al PdR Presidente della Repubblica (su parere vincolante del CdS) 120 giorni Alternativo al TAR — in unica istanza, non appellabile. Utilizzato per evitare il TAR, ma la controparte può "trasporre" il ricorso al TAR.
Autotutela (da parte della PA) Stessa PA che ha emanato il provvedimento 18 mesi Annullamento d'ufficio (art. 21-nonies) se emergono vizi — bilanciamento con affidamento del privato. Revoca (art. 21-quinquies) per sopravvenuti motivi di interesse pubblico — indennizza il privato.

Responsabilità della PA

La PA può essere chiamata a rispondere per i danni causati ai privati in tre distinti regimi di responsabilità. La distinzione è rilevante sia per la competenza del giudice sia per i presupposti dell'azione.

Tipo di responsabilità Fondamento Giudice competente Nota chiave
Responsabilità extracontrattuale Art. 2043 cc — danno ingiusto da atto illecito della PA (anche illecito da atto illegittimo dopo Cass. 500/1999) TAR (se da provvedimento illegittimo) o Tribunale civile La sentenza n. 500/1999 della Cassazione ha esteso la risarcibilità anche alla lesione di interessi legittimi — svolta fondamentale del diritto amministrativo
Responsabilità erariale Danno all'erario causato da funzionari pubblici con dolo o colpa grave nell'esercizio delle funzioni Corte dei Conti Non richiede un danno al privato — tutela le risorse pubbliche. Il funzionario risponde personalmente.
Responsabilità da atto lecito dannoso La PA provvede legittimamente ma il provvedimento causa un danno al privato (es. espropriazione per pubblica utilità) TAR o Tribunale civile a seconda della materia Non è un illecito — ma la legge prevede un indennizzo (non risarcimento) per il privato che subisce il sacrificio

Metodo di studio consigliato dai colleghi

Consigli dalla community L18 Pegaso — dal gruppo WhatsApp Diritto Amministrativo L18 Pegaso:

  • Studia per istituti, non in ordine lineare. Il programma ha una logica interna: procedimento → provvedimento → vizi → rimedi. Chi parte dal procedimento (L. 241/1990) e comprende come si svolge, trova più facile capire cosa succede quando qualcosa va storto (vizi) e come il privato si tutela (giustizia amministrativa). Chi studia gli argomenti nell'ordine delle dispense senza questa mappa rischia di fare fatica a collegare gli istituti.
  • I tre tipi di accesso agli atti vanno studiati in parallelo. Accesso documentale, civico semplice e generalizzato (FOIA) si confondono se studiati separatamente. Costruisci una tabella con tre righe e quattro colonne (fonte normativa, chi può chiederlo, oggetto, limiti) — è la visualizzazione che i colleghi segnalano come più efficace per ricordarli all'esame.
  • I tre vizi del provvedimento: associa sempre un esempio. Incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge rimangono astratti senza un caso concreto. Per ognuno dei tre, ricorda un esempio specifico (es. per l'eccesso di potere: un bando scritto per favorire un concorrente). Gli esempi concreti aiutano a riconoscere il vizio anche quando la domanda d'esame lo presenta in forma non convenzionale.
  • Il diritto amministrativo dialoga con il diritto privato. Chi ha già sostenuto Diritto Privato L18 si trova in vantaggio: molti concetti (nullità vs annullabilità, responsabilità extracontrattuale, buona fede) ritornano in chiave pubblicistica. Non ignorare queste connessioni — aiutano a memorizzare le differenze invece di studiarle da zero.
  • La L. 241/1990 e il D.Lgs. 36/2023 sono i testi normativi centrali. Leggerli direttamente — anche solo gli articoli chiave — aiuta a radicare i concetti. La L. 241/1990 è breve e ben organizzata; gli articoli più citati all'esame sono: 3 (motivazione), 10 (partecipazione), 10-bis (preavviso di rigetto), 20 (silenzio assenso), 21-nonies (annullamento d'ufficio), 21-quinquies (revoca).

Studia con chi sta preparando questo esame adesso

Nel gruppo trovi materiali condivisi e confronto con chi ha già sostenuto l'esame di Diritto Amministrativo L18.

Domande dalla community

Diritto Amministrativo è più difficile di Diritto Privato?
I due insegnamenti hanno logiche diverse. Diritto Privato studia rapporti tra privati in posizione di parità — contratti, responsabilità civile, obbligazioni. Diritto Amministrativo studia il rapporto asimmetrico tra PA (che ha il potere) e privato (che deve tutelarsi). Chi viene da Diritto Privato trova utile il raccordo su alcuni istituti (nullità/annullabilità, responsabilità extracontrattuale), ma deve acquisire la nuova logica pubblicistica. Il programma di Diritto Amministrativo include più istituti normativi distinti da tenere separati — la sfida è sistematica più che concettuale.
I tre tipi di accesso agli atti si chiede frequentemente all'esame?
La distinzione tra accesso documentale (L. 241/1990), accesso civico semplice e accesso generalizzato FOIA (D.Lgs. 33/2013) è un tema cardine del programma sulla trasparenza. Le domande d'esame tendono a verificare che lo studente sappia differenziare chi può richiedere cosa e quali limiti si applicano — non solo citare le norme. Il consiglio più ricorrente è costruire una tabella comparativa durante lo studio e non studiare le tre forme in ordine separato, perché è proprio il confronto che chiarisce la distinzione.
Un riassunto valido per il piano 2025 copre anche il piano 2024?
I nuclei tematici principali sono condivisi da entrambi i piani. Il piano 2024 (10 CFU) ha un programma più esteso rispetto al 2025 (9 CFU): prima di affidarti a qualsiasi materiale di studio, verifica confrontando il PDF ufficiale del tuo codice con gli argomenti trattati nel materiale. Per trovare il PDF: piattaforma Pegaso → sezione Corsi → clicca sul nome della materia → scarica il programma.
Cos'è il silenzio assenso e quando non si applica?
Il silenzio assenso (art. 20, L. 241/1990) è il meccanismo per cui, se la PA non risponde all'istanza del privato entro il termine previsto, l'istanza si intende accolta. È una deroga alla regola generale (silenzio inadempimento). Non si applica in materie dove prevale l'interesse pubblico: patrimonio culturale e paesaggistico, ambiente, difesa, sicurezza, immigrazione, asilo, salute pubblica. In queste materie il mancato risposta resta silenzio inadempimento (ricorribile al TAR).

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve per prepararsi

Dal confronto tra colleghi delle community, chi ha già sostenuto l'esame indica tempi di preparazione che variano in base al background giuridico di partenza e al codice del piano di studi.

Piano 2025 (9 CFU, cod. 0602509IUS10NM): 3-4 settimane. Il programma copre tutti i blocchi principali — procedimento, provvedimento, accesso, contratti pubblici, responsabilità, giustizia amministrativa — in modo completo ma in un numero di CFU gestibile.

Piano 2024 (10 CFU, cod. 0602410IUS10): 4-5 settimane. Il programma aggiuntivo richiede un approfondimento ulteriore in alcune aree.

Il punto critico segnalato da chi ha già sostenuto l'esame è la fase iniziale: chi dedica tempo a costruire la mappa degli istituti (procedimento → provvedimento → vizi → rimedi) nelle prime settimane riporta una fase di ripasso finale molto più rapida. Le norme chiave da tenere sempre a portata sono: L. 241/1990 (procedimento) e D.Lgs. 36/2023 (appalti).

Questa materia ti prepara a…

Diritto Amministrativo costruisce basi che si collegano direttamente ad altre materie del percorso L18 e agli sbocchi professionali in ambito aziendale e gestionale:

  • Diritto dell'Impresa — la distinzione tra diritto pubblico (Diritto Amministrativo) e diritto privato commerciale (Diritto dell'Impresa) è fondamentale per operare in contesti che richiedono autorizzazioni, concessioni o partecipazione a gare pubbliche. La conoscenza dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) e dei requisiti ANAC è direttamente applicabile.
  • Diritto Commerciale — il raccordo tra diritto privato e diritto pubblico è continuo: le imprese che operano con la PA (fornitori, concessionari, enti in house) vivono all'intersezione tra i due regimi. La distinzione tra atto amministrativo e contratto privato è una delle competenze pratiche più rilevanti.
  • Economia e gestione delle imprese — le imprese che interagiscono con enti pubblici (appalti, partenariati pubblico-privato, concessioni di servizi) devono conoscere il quadro normativo. La sezione su responsabilità sociale e governance pubblica di EGI dialoga con i principi di trasparenza e buon andamento studiati qui.
  • Sbocchi professionali — chi punta a ruoli in aziende che lavorano con la PA (consulenza, appalti pubblici, concessioni), in enti pubblici o in contesti che richiedono autorizzazioni amministrative (settore bancario, assicurativo, energetico) trova in Diritto Amministrativo una base indispensabile. Il SSD IUS/10 è anche prerequisito per concorsi pubblici e abilitazioni professionali.

Tutte le materie del piano di studi L18 Pegaso le trovi nell'indice materie L18 Pegaso →

Domande frequenti

9 CFU nel piano 2025 (cod. 0602509IUS10NM) e 10 CFU nel piano 2024 (cod. 0602410IUS10). È una materia dell'area giuridica che studia il rapporto tra PA e privato — fondamentale per chi lavora in contesti con interfaccia pubblica (appalti, autorizzazioni, concessioni).

Il codice 0602509IUS10NM (piano 2025, 9 CFU) e il codice 0602410IUS10 (piano 2024, 10 CFU) coprono gli stessi macro-argomenti (procedimento, provvedimento, accesso, contratti pubblici, giustizia amministrativa), ma il piano 2024 ha un programma più esteso. Verifica il PDF ufficiale del tuo codice per conoscere i moduli specifici del tuo piano.

Il corso studia il rapporto tra la Pubblica Amministrazione e i privati. I temi principali: fonti del diritto e gerarchia (Costituzione, leggi, regolamenti), organizzazione della PA (Ministeri, enti pubblici, autorità indipendenti, autonomie locali), procedimento amministrativo (L. 241/1990), provvedimento e suoi vizi di legittimità (incompetenza, eccesso di potere, violazione di legge), accesso agli atti nelle tre forme (documentale, civico semplice, FOIA), contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), responsabilità della PA e giustizia amministrativa (TAR, Consiglio di Stato).

Chi ha una preparazione giuridica di base (Diritto Privato o Diritto dell'Impresa) trova utile il raccordo con concetti già noti. La difficoltà principale è la quantità di istituti distinti da padroneggiare — tre forme di accesso, tre vizi, più tipi di ricorso — e la logica pubblicistica (PA come soggetto con poteri speciali) che va acquisita separatamente da quella civilistica. Chi studia per istituti e costruisce schemi comparativi tende a trovare il percorso più ordinato.

Con il piano 2025 (9 CFU): 3-4 settimane. Con il piano 2024 (10 CFU): 4-5 settimane. Chi parte dal procedimento amministrativo come nucleo e costruisce la mappa degli istituti collegati (provvedimento → vizi → rimedi) riporta una fase di ripasso finale più rapida. La L. 241/1990 è il testo normativo da tenere sempre vicino durante lo studio.

Sì, esiste un gruppo dedicato che copre entrambi i codici (0602410IUS10 e 0602509IUS10NM) del piano L18 Economia Aziendale Pegaso. Trovi il link diretto nella scheda materia in cima a questa pagina.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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