Geografia Economica del Turismo è la materia M-GGR/02 del piano L18 di Pegaso, esclusiva dell'indirizzo Management delle Imprese Turistiche (3° anno): applica gli strumenti della geografia economica alla lettura del fenomeno turistico contemporaneo, dai concetti di base sullo spazio e il paesaggio fino all'organizzazione dello spazio turistico, al marketing territoriale e alla comunicazione digitale delle destinazioni.
0602509MGGR02NM, piano 2025): nessuna materia con questo nome è presente negli altri indirizzi del piano L18. Verifica comunque il codice sul tuo piano di studi in piattaforma.
Obiettivi formativi ufficiali
Dal programma ufficiale Pegaso:
- Conoscere lo statuto epistemologico della geografia e le metodologie per l'analisi spaziale di temi e fenomeni, anche in chiave interdisciplinare
- Sviluppare competenze avanzate in geografia economica del turismo, con focus su spazio geo-economico, sviluppo sostenibile e locale, mobilità e impatti ambientali
- Analizzare i processi di antropizzazione attraverso i principali temi sociodemografici e socioeconomici della disciplina, per realizzare analisi territoriali
- Analizzare obiettivi e strategie dell'organizzazione territoriale del turismo e le relazioni tra processi politici e settore turistico
- Sviluppare capacità di raccolta e analisi di fonti geografiche e abilità comunicative per l'elaborazione e l'esposizione di argomenti in contesti specialistici e non
Cosa trovi in questa guida
La pagina segue quasi sempre l'ordine del programma: dai fondamenti della disciplina (spazio geo-economico, paesaggio, città, popolazione) alle forme del turismo, dall'organizzazione dello spazio turistico alla narrazione e comunicazione digitale delle destinazioni, fino ai temi di chiusura su cibo e geopolitica. Un'unica eccezione: l'excursus sulla scuola geografica napoletana del Settecento è trattato in blocco subito prima dell'organizzazione dello spazio turistico, invece di restare spezzato in tre punti diversi della sequenza. Il metodo di studio operativo — tempi, ordine di ripasso — è in fondo, nella sezione Metodo di studio.
Di cosa parla (programma 2025)
Il programma (codice 0602509MGGR02NM, 9 CFU, 45 videolezioni) si sviluppa in sette blocchi: dai fondamenti della disciplina fino alle applicazioni più recenti di comunicazione e narrazione dei territori turistici.
- 1. Fondamenti di geografia e spazio geo-economico
Che cos'è la geografia e come si definisce lo spazio geo-economico (territorio, regioni, reti). L'introduzione al concetto di paesaggio e il caso specifico del paesaggio agrario. - 2. Città, popolazione e dinamiche geo-economiche
La città nella storia e la città contemporanea. Geografia della popolazione e concetti chiave della mobilità umana. I processi geo-economici e l'indice di sviluppo umano, con due casi di studio. La geografia politica, con i suoi concetti chiave e un caso di studio, e la geografia della comunicazione. - 3. Forme e pratiche del turismo
Viaggiatori di oggi e di ieri, per introdurre il tema. L'enoturismo come strategia di sviluppo, l'ecoturismo, il turismo termale per il wellness e il turismo della memoria e della fede: quattro forme di turismo lette in chiave geo-economica. - 4. Organizzazione dello spazio turistico e geografia storica napoletana
La geografia politica ed economica applicata al turismo e l'organizzazione dello spazio turistico. La destinazione turistica e il marketing territoriale. Una parte del corso ripercorre la stagione della geografia a Napoli nel Settecento, con figure come Antonio Genovesi, Luigi Maria Galanti e Giuseppe De Luca, e le relazioni di viaggio lette come monografie regionali (il caso Longano). - 5. Sviluppo locale, territorio e sostenibilità
La crisi demografica italiana e la questione Mezzogiorno introducono il concetto di sviluppo, il sistema locale territoriale e lo sviluppo locale, con il caso delle aree interne dei Monti Dauni e del Comune di Biccari. Le energie rinnovabili, l'educazione ambientale e la mitigazione dei rischi completano il blocco sul rapporto tra territorio e sostenibilità. - 6. Narrazione, placetelling e comunicazione turistica digitale
Narrazione e territorializzazione, placetelling, heritage tourism e il concetto di autenticità. Comunicazione e immagine turistica, dal digital storytelling al digital placetelling, con i casi del comune di Aielli e del progetto Borghi narranti. La pianificazione strategica del turismo nel caso della Grecìa salentina. - 7. Cibo, geopolitica e linguaggi visivi del territorio
Le geografie del cibo e il cibo come leva strategica per lo sviluppo turistico. Una complessa questione geopolitica applicata al caso dell'Ucraina. La comunicazione musicale legata al territorio e, per chiudere, comics e geografia, con le pratiche di fumettizzazione per una narrazione orientativa dei territori.
Non è necessario seguire questi sette blocchi nell'ordine del programma: in questa guida li sviluppiamo mantenendo quasi sempre la stessa sequenza, con l'unica eccezione della stagione geografica napoletana del Settecento — spezzata in tre punti diversi del programma ufficiale — che qui raccogliamo in un unico approfondimento. È l'ordine che segui nella sezione Argomenti del programma da approfondire.
Materiali condivisi nel gruppo
Nel gruppo trovi riassunti, schemi di studio e materiali condivisi dagli studenti L18.
Argomenti del programma da approfondire
Il programma di Geografia Economica del Turismo attraversa 45 videolezioni molto eterogenee tra loro: dai fondamenti della geografia come disciplina alle forme concrete del turismo, da un excursus storico sulla Napoli del Settecento fino agli strumenti più recenti di comunicazione digitale dei territori. Li sviluppiamo qui seguendo quasi sempre l'ordine del programma. Uno schema e un collegamento seguono ogni argomento.
Mappa — la sequenza di questa guida
Fondamenti e popolazione
- Lo spazio geo-economico e il paesaggio
- La città, la popolazione e la mobilità
- Processi geo-economici e indice di sviluppo umano
Politica, comunicazione e turismo
- Geografia politica e geografia della comunicazione
- Le forme del turismo
- Le origini a Napoli nel Settecento
Organizzare e sviluppare il territorio
- Organizzazione dello spazio turistico e marketing territoriale
- Sviluppo locale e aree interne
- Sostenibilità del territorio
Raccontare e comunicare il territorio
- Narrazione, placetelling e turismo dell'autenticità
- La comunicazione digitale delle destinazioni
- Cibo, geopolitica e linguaggi visivi del territorio
Lo spazio geo-economico e il paesaggio
Il corso apre con la domanda di fondo della disciplina: che cos'è la geografia. Non solo la descrizione di dove si trovano le cose, ma lo studio delle relazioni tra l'uomo e lo spazio che abita, modifica e organizza. Da qui il programma introduce lo spazio geo-economico, letto attraverso tre concetti che tornano in tutto il resto del corso.
Schema — Tre modi di leggere lo spazio
| Concetto | Cosa mette a fuoco |
|---|---|
| Territorio | Uno spazio delimitato, con confini amministrativi o fisici riconoscibili |
| Regione | Un'area accomunata da caratteristiche fisiche, economiche o culturali omogenee, a prescindere dai confini amministrativi |
| Rete | L'insieme di relazioni e flussi (persone, merci, informazioni) che collegano luoghi anche molto distanti tra loro |
Il programma applica poi questi strumenti a un oggetto concreto: il paesaggio, cioè l'insieme degli elementi naturali e antropici percepibili in un luogo. Il caso specifico approfondito è il paesaggio agrario: il paesaggio che nasce dal lavoro dell'uomo sulla terra nel tempo, e che per questo è insieme fatto naturale e documento storico delle scelte economiche di una comunità.
Schema — Paesaggio naturale e paesaggio agrario
| Paesaggio naturale | Paesaggio agrario | |
|---|---|---|
| Chi lo forma | Processi fisici e ambientali, senza intervento umano diretto | L'attività agricola dell'uomo, accumulata nel tempo |
| Cosa racconta | La geologia, il clima, la vegetazione spontanea di un'area | Le scelte economiche, le tecniche colturali e l'organizzazione sociale di chi ha lavorato quella terra |
Collegamento: gli stessi strumenti — territorio, regione, rete, paesaggio — si applicano a un oggetto geografico privilegiato: la città, che è insieme territorio delimitato, paesaggio costruito e nodo centrale di molte reti.
La città, la popolazione e la mobilità
Il programma affianca la città nella storia alla città contemporanea: due modelli con funzioni e logiche insediative diverse, utili per capire come cambia il ruolo di un centro urbano nel tempo.
Schema — La città nella storia e la città contemporanea
| Città nella storia | Città contemporanea | |
|---|---|---|
| Funzione dominante | Difensiva, religiosa, commerciale e politica, spesso concentrate in un unico centro | Nodo di reti globali — finanziarie, produttive, turistiche, digitali |
| Forma dello spazio | Centro compatto, spesso murato, con confine netto tra dentro e fuori | Aree metropolitane diffuse, senza un confine netto con il territorio circostante |
A questo si affianca la geografia della popolazione, che studia come gli abitanti si distribuiscono nello spazio e come cambia questa distribuzione nel tempo (densità, natalità, invecchiamento, migrazioni), e i concetti chiave della mobilità umana: gli spostamenti — quotidiani, come il pendolarismo, o di più lungo periodo, come le migrazioni — che collegano tra loro i territori descritti dalla rete vista in apertura. La mobilità turistica, su cui si concentra il resto del corso, è un caso specifico di questa mobilità più generale: uno spostamento temporaneo, motivato dal tempo libero più che dal lavoro o dalla residenza.
Collegamento: le stesse dinamiche di popolazione e mobilità, lette in chiave applicata, diventano gli strumenti con cui la geografia economica misura lo sviluppo di un territorio — il passo successivo del programma.
Processi geo-economici e indice di sviluppo umano
I processi geo-economici riguardano il modo in cui le attività economiche si organizzano e si distribuiscono nello spazio: dove si concentra la produzione, quali territori si specializzano in quali settori, come cambiano questi equilibri nel tempo. Per misurare lo sviluppo che ne risulta, il programma introduce l'Indice di Sviluppo Umano (ISU), un indicatore composito che non si limita al reddito ma combina tre dimensioni:
Schema — Le tre dimensioni dell'Indice di Sviluppo Umano
| Dimensione | Cosa misura |
|---|---|
| Salute | Speranza di vita alla nascita |
| Istruzione | Anni di scolarizzazione attesi e già completati |
| Reddito | Reddito nazionale lordo pro capite |
Il programma affianca alla teoria due casi di studio concreti, utili per vedere come lo stesso indice cambi lettura a seconda del contesto territoriale a cui si applica.
Collegamento: un indice come l'ISU descrive lo sviluppo a scala nazionale o regionale. La geografia studia però anche come lo spazio è organizzato politicamente e come viene raccontato — i due filtri successivi del programma.
Geografia politica e geografia della comunicazione
La geografia politica studia le relazioni tra potere politico e organizzazione dello spazio: confini, sovranità statale, articolazione amministrativa di un territorio. Il programma affianca ai concetti chiave un caso di studio concreto per vedere questi meccanismi all'opera. La geografia della comunicazione guarda invece a come i mezzi di comunicazione — dai media tradizionali al digitale — modificano la percezione e la rappresentazione dei luoghi: un tema che il corso riprenderà più avanti, applicato specificamente alla comunicazione delle destinazioni turistiche.
Schema — Due letture dello spazio
| Ambito | Cosa studia |
|---|---|
| Geografia politica | Come il potere organizza, delimita e governa lo spazio |
| Geografia della comunicazione | Come i media costruiscono e diffondono la rappresentazione di un luogo |
Collegamento: questi due filtri — il potere sul territorio e la comunicazione del territorio — torneranno più avanti applicati a un oggetto specifico, la destinazione turistica. Prima, però, il programma introduce l'argomento centrale del corso: le forme del turismo.
Le forme del turismo
Il blocco si apre con un confronto tra viaggiatori di oggi e di ieri: come sono cambiate nel tempo le motivazioni e le modalità dello spostamento turistico. Da qui il programma sviluppa quattro forme di turismo, ciascuna legata a una leva di attrattività e a un tipo di territorio diverso:
Schema — Quattro forme di turismo a confronto
| Forma | Leva di attrattività | Territorio tipico |
|---|---|---|
| Enoturismo | Il vino come prodotto e come strategia di sviluppo del territorio produttore | Aree vitivinicole, cantine, strade del vino |
| Ecoturismo | La natura e la sostenibilità ambientale dell'esperienza | Parchi, aree naturali protette, territori a bassa densità antropica |
| Turismo termale | Il benessere psicofisico (wellness) | Aree con risorse termali naturali |
| Turismo della memoria e della fede | Il valore storico, religioso o commemorativo di un luogo | Santuari, luoghi di pellegrinaggio, siti della memoria storica |
Collegamento: ognuna di queste forme di turismo ha bisogno di un territorio organizzato per accoglierla. Prima di arrivare all'organizzazione contemporanea dello spazio turistico, il programma fa un passo indietro nel tempo: come si è formato, storicamente, lo sguardo geografico e descrittivo sui territori che oggi chiamiamo destinazioni.
Le origini a Napoli nel Settecento
Una parte del corso ripercorre la stagione della geografia a Napoli nel Settecento — un blocco che nel programma ufficiale è spezzato in tre punti diversi (le opere di Galanti e il pensiero di De Luca subito dopo l'organizzazione dello spazio turistico, il caso Longano qualche videolezione più avanti). Qui lo raccogliamo in un unico approfondimento, perché è la stessa stagione culturale a legare le quattro figure.
Al centro c'è Antonio Genovesi, che nel 1754 tiene a Napoli la prima cattedra di economia politica d'Europa. Il programma lo colloca come figura di riferimento — il "ruolo nevralgico" — di una generazione di allievi che, nella seconda metà del Settecento, applicano un metodo empirico e osservativo alla descrizione economica e sociale dei territori del Regno di Napoli: una premessa diretta della moderna geografia regionale.
Antonio Genovesi
Titolare a Napoli, dal 1754, della prima cattedra di economia politica d'Europa. Il programma lo presenta come il riferimento culturale di un'intera generazione di allievi impegnati nella descrizione economica e sociale del Regno di Napoli.
Luigi Maria Galanti
Le sue opere geografiche proseguono, nello stesso ambiente culturale napoletano, il lavoro di descrizione sistematica del territorio: raccolta e organizzazione di informazioni su economia, popolazione e risorse delle diverse province del Regno.
Giuseppe De Luca
Il suo pensiero si inserisce nello stesso filone di riflessione sul rapporto tra territorio, economia e società che caratterizza la scuola napoletana di fine Settecento.
Longano
Le sue relazioni di viaggio sono lette dal programma come "monografie regionali": resoconti che descrivono in modo sistematico economia, società e territorio di un'area, anticipando il metodo della moderna geografia regionale.
Collegamento: quelle relazioni di viaggio settecentesche sono lontane antenate di un'attività molto attuale — la costruzione della destinazione turistica come oggetto di analisi, organizzazione e marketing.
Organizzazione dello spazio turistico e marketing territoriale
Applicando al turismo i concetti di geografia politica ed economica visti in apertura, il programma affronta l'organizzazione dello spazio turistico: come un territorio si struttura — fisicamente e funzionalmente — per accogliere il turismo. Da questa organizzazione nasce il concetto di destinazione turistica: un'unità percepita e promossa come meta di viaggio, che non coincide necessariamente con un confine amministrativo. Il marketing territoriale è l'insieme delle strategie con cui un territorio costruisce e comunica la propria immagine per attrarre visitatori, investimenti e nuovi residenti — lo stesso tema che ritorni, applicato all'impresa, in Marketing.
Schema — Le componenti di una destinazione turistica
| Componente | Cosa comprende |
|---|---|
| Attrattori | Risorse naturali, culturali o storiche che motivano lo spostamento |
| Infrastrutture e servizi | Ricettività, trasporti, accessibilità del territorio |
| Immagine e percezione | Come la destinazione viene comunicata e percepita dal potenziale visitatore |
| Governance territoriale | Gli attori pubblici e privati che coordinano la strategia della destinazione |
Collegamento: organizzare e promuovere un territorio turistico ha senso solo se il territorio si mantiene nel tempo. È il tema dello sviluppo locale sostenibile, il blocco successivo del programma.
Sviluppo locale e aree interne
Il blocco parte da un dato strutturale: la crisi demografica italiana e la questione Mezzogiorno, che introducono il concetto di sviluppo — non solo crescita economica, ma capacità di un territorio di offrire condizioni di vita e opportunità durature a chi lo abita. Da questo concetto il programma sviluppa il sistema locale territoriale e lo sviluppo locale: un modello che punta a valorizzare le risorse specifiche di un territorio — paesaggio, prodotti tipici, identità culturale — invece di dipendere da un unico grande investimento esterno.
Il caso concreto trattato dal programma sono le aree interne dei Monti Dauni e del Comune di Biccari, in Puglia: territori periferici rispetto ai grandi poli urbani e costieri, a rischio di spopolamento, per cui lo sviluppo locale passa spesso proprio dalla valorizzazione turistica delle risorse che possiedono già — lo stesso legame tra paesaggio, identità e attrattività turistica visto nel blocco sulle forme del turismo.
Collegamento: il rilancio di questi territori passa anche dalla sostenibilità ambientale — il tema che il programma affronta subito dopo.
Sostenibilità del territorio
Il programma chiude il blocco sullo sviluppo locale con tre temi legati alla sostenibilità ambientale del territorio:
Schema — Tre leve della sostenibilità territoriale
| Tema | Cosa riguarda |
|---|---|
| Energie rinnovabili | Le fonti energetiche pulite come leva di sviluppo territoriale, alternative ai combustibili fossili |
| Educazione ambientale | La formazione di comportamenti e conoscenze utili a un uso consapevole delle risorse del territorio |
| Mitigazione dei rischi | Le strategie di prevenzione e riduzione dei rischi ambientali e territoriali (es. dissesto idrogeologico) |
Collegamento: il rapporto tra territorio e sostenibilità è anche una storia da raccontare. Da qui il programma passa dagli strumenti di analisi del territorio a quelli di narrazione.
Narrazione, placetelling e turismo dell'autenticità
Il programma introduce qui tre concetti strettamente collegati. La narrazione e territorializzazione è il processo per cui uno spazio generico diventa un "luogo" carico di significato, attraverso il racconto della sua identità e della sua storia. Il placetelling è l'applicazione di questa narrazione al racconto turistico di un territorio: tecniche narrative usate per comunicare l'identità di un luogo a chi non lo conosce. L'heritage tourism, infine, porta con sé il tema dell'autenticità: la tensione tra un'esperienza turistica che rispecchia davvero l'identità storica e culturale di un luogo e una rappresentazione costruita per il visitatore.
Schema — Tre concetti della narrazione territoriale
| Concetto | Cosa indica |
|---|---|
| Territorializzazione | Uno spazio diventa "luogo" attraverso il racconto della sua identità |
| Placetelling | Le tecniche narrative applicate alla comunicazione turistica di un territorio |
| Autenticità (heritage tourism) | Il grado in cui l'esperienza turistica rispecchia l'identità storico-culturale reale del luogo |
Collegamento: questi strumenti narrativi trovano oggi il loro campo di applicazione più immediato nel digitale, dove la narrazione del territorio si costruisce e si diffonde online.
La comunicazione digitale delle destinazioni
Il programma passa dalla comunicazione e immagine turistica in generale al passaggio specifico dal digital storytelling al digital placetelling: dal racconto generico online al racconto costruito appositamente attorno all'identità di un luogo, tramite siti, social media e contenuti geolocalizzati.
Schema — Digital storytelling e digital placetelling
| Digital storytelling | Digital placetelling | |
|---|---|---|
| Oggetto del racconto | Una storia, un prodotto, un brand — non necessariamente legato a un luogo | Un luogo specifico, la sua identità e il suo territorio |
| Strumenti tipici | Video, social media, contenuti multimediali generici | Contenuti geolocalizzati, percorsi narrativi sul territorio, QR code, app di visita |
Il programma illustra il concetto con due casi di piccoli centri: il comune di Aielli e il progetto Borghi narranti, esempi di territori che usano il digital placetelling per raccontare la propria identità e attrarre visitatori. Chiude il blocco la pianificazione strategica del turismo nel caso della Grecìa salentina, l'area del Salento caratterizzata dalla minoranza linguistica e culturale grika: un caso in cui la pianificazione turistica si costruisce esplicitamente attorno a un'identità culturale e linguistica distintiva del territorio.
Collegamento: dalla narrazione del territorio il programma chiude tornando a temi più concreti — il cibo — e allargando lo sguardo alle implicazioni geopolitiche ed espressive del territorio.
Cibo, geopolitica e linguaggi visivi del territorio
Il corso si chiude con tre temi che allargano gli strumenti visti finora ad ambiti meno scontati. Le geografie del cibo e il cibo come leva strategica per lo sviluppo turistico riprendono la logica già vista per l'enoturismo: il cibo, come il vino, è espressione dell'identità di un territorio e può diventare motore di attrattività turistica (l'enogastronomia).
Il programma inserisce anche una complessa questione geopolitica, applicata al caso dell'Ucraina come territorio conteso: un esempio di come il controllo di un territorio abbia ripercussioni dirette sui flussi economici globali — in questo caso, dato il peso dell'Ucraina come produttore ed esportatore di cereali, sulla sicurezza alimentare internazionale. È un caso che collega direttamente la geografia politica vista in apertura con i temi economici del cibo appena introdotti.
Chiudono il corso due linguaggi visivi alternativi per raccontare il territorio: la comunicazione musicale legata al territorio — la musica come veicolo di identità e branding territoriale — e comics e geografia, con le pratiche di fumettizzazione come strumento di narrazione orientativa: mappe e itinerari raccontati attraverso il linguaggio del fumetto, un'estensione visiva degli strumenti di placetelling visti in precedenza.
Con questi ultimi linguaggi si chiude il percorso costruito in questa guida: dai fondamenti della geografia come disciplina, attraverso le forme del turismo e le loro radici storiche, fino agli strumenti più concreti — organizzazione dello spazio, sviluppo locale, narrazione digitale — con cui un territorio si racconta e si promuove come destinazione.
Metodo di studio consigliato dai colleghi
- Usa la tabella delle quattro forme di turismo come mappa mentale. Enoturismo, ecoturismo, turismo termale e turismo della memoria e della fede sono facili da confondere se studiati in sequenza: tenere a mente leva di attrattività e territorio tipico di ciascuna aiuta a non mescolarle.
- Segui il filo che collega il territorio al racconto del territorio. Il programma si muove dai fondamenti geografici (spazio, paesaggio, città) fino alla comunicazione digitale delle destinazioni (placetelling, digital storytelling) — tenere collegati questi due poli aiuta a dare senso ai casi di studio (Aielli, Borghi narranti, Grecìa salentina).
- Non limitarti a memorizzare i nomi della scuola napoletana. Genovesi, Galanti, De Luca e Longano contano meno come elenco da ripetere e più come contributi distinti da saper collegare ciascuno alla propria descrizione nel programma.
- Usa i casi di studio come verifica finale. I casi trattati nel corso (aree interne, comuni, progetti di narrazione digitale) permettono di controllare se le teorie sono state comprese, non solo ricordate.
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Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →Quanto tempo serve per prepararsi
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Domande frequenti
9 CFU (codice 0602509MGGR02NM, piano 2025, SSD M-GGR/02). La materia è al 3° anno dell'indirizzo Management delle Imprese Turistiche di L18 Economia Aziendale Pegaso, senza equivalenti in altri indirizzi. Verifica comunque il codice sul tuo piano di studi in piattaforma.
Il corso applica gli strumenti della geografia economica al fenomeno turistico: dai concetti di base (spazio geo-economico, paesaggio, città, popolazione) alle diverse forme di turismo (enoturismo, ecoturismo, turismo termale, turismo della memoria e della fede), fino all'organizzazione dello spazio turistico, al marketing territoriale, allo sviluppo locale sostenibile e alla comunicazione digitale delle destinazioni (placetelling, digital storytelling).
Il programma alterna parti più teoriche (fondamenti di geografia, teorie dello sviluppo) a parti più applicate e concrete, basate su casi di studio reali (aree interne, comuni, progetti di narrazione digitale dei territori) — utile per fissare i concetti con esempi pratici piuttosto che con sola memorizzazione.
Per le 9 CFU e 45 videolezioni, chi ha già sostenuto altri esami di area geografica o economica indica 3-4 settimane, dedicando più tempo alla prima parte sui fondamenti geografici prima di affrontare i temi applicati al turismo.
Il programma ufficiale indica due testi: Bagnoli, Manuale di geografia del turismo (UTET, 2022, V edizione) e Gavinelli-Zanolin, Geografia del turismo contemporaneo. Pratiche, narrazioni e luoghi (Carocci, 2019). Ogni videolezione è comunque affiancata da una dispensa PDF o da capitoli di un e-book indicato dal docente — è il materiale di riferimento primario per la preparazione.
Sì, il corso fornisce strumenti utili per ruoli di destination management, marketing territoriale e comunicazione turistica — competenze richieste nel comparto turistico e nella valorizzazione dei territori, coerenti con l'indirizzo Management delle Imprese Turistiche.
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