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L18-PEGASO · Economia Aziendale — Pegaso

Marketing Agroalimentare e Turismo Enogastronomico L18 Pegaso

Marketing Agroalimentare e Turismo Enogastronomico è la materia AGR/01 del piano L18 di Pegaso, indirizzo Management delle Imprese Turistiche: applica gli strumenti del marketing a due ambiti collegati dallo stesso territorio — il settore agroalimentare e il turismo enogastronomico. Il programma parte dal marketing del prodotto agroalimentare (mercato, tendenze di consumo, sostenibilità, pricing, distribuzione, packaging) per poi spostarsi sul marketing del territorio e dell'esperienza turistica (destination management, marketing mix del turismo enogastronomico, comunicazione). Trovi lo sviluppo completo di ogni argomento nella sezione Argomenti del programma da approfondire.

Non è una materia "gemella" di altre materie di marketing del piano L18: ha un SSD proprio (AGR/01, economia agroalimentare) e un programma specifico, dedicato interamente al settore agroalimentare e al turismo enogastronomico, senza sovrapposizioni dirette con corsi di marketing generalista.

Scheda materia
9
CFU
Anno
AGR/01
SSD
0602509AGR01NM
Codice 2025
Indirizzo
Management Delle Imprese Turistiche
Esclusivo indirizzo Management delle Imprese Turistiche (2° anno, piano 2025). Se nel tuo piano di studi non trovi questa materia con questo nome, verifica l'indirizzo assegnato nella sezione Corsi della piattaforma.

Obiettivi formativi ufficiali

Dal programma ufficiale Pegaso:

  • Comprendere l'evoluzione e le peculiarità del mercato agroalimentare, analizzando le tendenze di consumo, le strategie di valorizzazione dei prodotti e il ruolo delle tecnologie digitali e dei social media
  • Analizzare le strategie di marketing sostenibile, territoriale e di economia circolare applicate al settore agroalimentare, con attenzione a distribuzione, pricing, packaging, qualità e riduzione degli sprechi
  • Analizzare le dinamiche del turismo enogastronomico: caratteristiche, mercato, profili normativi, comportamento della domanda e organizzazione dell'offerta
  • Progettare e gestire esperienze turistiche enogastronomiche, applicando strumenti di destination management, marketing mix e strategie di comunicazione e vendita

Cosa trovi in questa guida

L'articolo segue l'ordine degli otto blocchi del programma ufficiale: prima il marketing applicato al prodotto agroalimentare, poi il marketing applicato al territorio e al turismo enogastronomico — la stessa sequenza della sezione Argomenti del programma da approfondire qui sotto. Il metodo di studio operativo, con tempi e priorità, è in fondo alla pagina, nella sezione Metodo di studio.

Di cosa parla (programma 2025)

Il programma 2025 (codice 0602509AGR01NM, 9 CFU, 45 videolezioni) si sviluppa in otto blocchi tematici, dal marketing del prodotto agroalimentare fino alla comunicazione delle esperienze enogastronomiche.

  • 1. Marketing agroalimentare: fondamenti ed evoluzione del mercato
    Le definizioni e gli elementi introduttivi del marketing agroalimentare, con i tratti che lo distinguono dal marketing generalista. L'evoluzione del mercato agroalimentare negli ultimi anni. L'orientamento d'impresa nel settore e il rapporto tra innovazione e tradizione nelle strategie di prodotto.
  • 2. Digital food marketing e internazionalizzazione
    Il web marketing e le tecnologie digitali applicate al settore agroalimentare. Il Digital Food Marketing come ambito specifico, che sfrutta i canali online per la valorizzazione dei prodotti alimentari. I percorsi di internazionalizzazione delle imprese agroalimentari italiane sui mercati esteri.
  • 3. Comportamento del consumatore e consumo sostenibile
    Le tendenze di consumo nel settore agroalimentare e i fattori che le determinano. Il consumo alimentare sostenibile e cosa cerca oggi il consumatore in termini di impatto ambientale e sociale. Il ruolo dei social media nell'influenzare i comportamenti alimentari. Le tecniche biometriche applicate al marketing agroalimentare per analizzare le reazioni dei consumatori.
  • 4. Supply chain e marketing sostenibile
    La supply chain agroalimentare, dalla produzione alla distribuzione. Le strategie di marketing sostenibile applicate al settore. Lo sviluppo e l'innovazione dei prodotti agroalimentari. L'innovazione e la digitalizzazione dell'azienda vitivinicola come caso applicativo. Il marketing agroalimentare nell'ottica dell'economia circolare.
  • 5. Pricing, distribuzione, packaging e qualità
    Le strategie di pricing nel food retail e i canali di distribuzione del settore agroalimentare. Il packaging come leva di marketing, oltre che di conservazione. La qualità come elemento di differenziazione e le etichette di sostenibilità che la comunicano. Il tema dello spreco alimentare nelle strategie di marketing, il ruolo dei food influencer nella comunicazione di settore e lo sviluppo dei prodotti ittici come ambito specifico della filiera.
  • 6. Marketing territoriale
    Il territorio inteso come sistema di risorse, attori e relazioni. I fattori che determinano la competitività di un territorio e la sua capacità di attrarre imprese. L'applicazione degli strumenti di marketing al territorio, con la relativa strategia e pianificazione dello sviluppo economico territoriale. Gli strumenti e le strategie di promozione e comunicazione territoriale. I concetti di terroir, milieu, territorio e paesaggio come chiavi di lettura per il passaggio da territorio di produzione a prodotto turistico, fino al destination management e al governo del territorio.
  • 7. Turismo enogastronomico: mercato, domanda e offerta
    Il prodotto turistico e le sue componenti. La domanda turistica della destinazione e il comportamento d'acquisto del turista. Il mercato del turismo enogastronomico e i relativi profili normativi. Il marketing mix applicato al turismo enogastronomico. L'offerta di prodotto turistico enogastronomico, sia dal lato degli operatori sia dal lato dell'organizzazione degli spazi e delle visite. La vendita diretta e i Food & Wine club come canali specifici. La progettazione di un'esperienza enogastronomica.
  • 8. Comunicazione e promozione dell'enogastronomia
    Gli obiettivi e le strategie di comunicazione applicate all'enogastronomia. Il mix della promozione e della comunicazione del settore. La costruzione del messaggio pubblicitario. Il ruolo delle fiere come strumento di promozione e incontro tra domanda e offerta.

Nella sezione Argomenti del programma da approfondire sviluppiamo ciascuno di questi otto blocchi con schemi e collegamenti, nello stesso ordine del programma ufficiale.

Materiali condivisi nel gruppo

Schemi e materiali condivisi dagli studenti L18 — disponibili nel gruppo WhatsApp dedicato.

Argomenti del programma da approfondire

Il programma applica gli stessi strumenti di marketing a due oggetti diversi ma collegati dallo stesso territorio. Nella prima parte (blocchi 1-5, lezioni 1-23, obiettivi formativi Ob.1 e Ob.2) il prodotto è al centro: si analizza il mercato agroalimentare, il comportamento del consumatore, la filiera e le leve operative — prezzo, distribuzione, packaging, qualità. Nella seconda parte (blocchi 6-8, lezioni 24-45, Ob.3 e Ob.4) l'oggetto del marketing cambia: non più il singolo prodotto ma il territorio che lo genera, fino a diventare un'esperienza turistica da progettare, vendere e comunicare. Il blocco sul marketing territoriale (lezioni 24-31) fa da cerniera tra le due parti: parte dagli stessi concetti di qualità e origine visti nella prima metà del programma — le certificazioni DOP e IGP, per esempio — e li trasforma nella base concettuale del turismo enogastronomico.

Schema — Le due macro-aree del programma

Marketing agroalimentare Marketing territoriale e turismo enogastronomico
Oggetto Il prodotto agroalimentare: mercato, consumo, leve operative Il territorio e l'esperienza turistica costruita intorno al prodotto
Obiettivi formativi Ob.1, Ob.2 Ob.3, Ob.4
Blocchi / lezioni Blocchi 1-5 (lezioni 1-23) Blocchi 6-8 (lezioni 24-45)

Mappa — la sequenza di questa guida

Marketing agroalimentare

  1. Fondamenti ed evoluzione del mercato
  2. Digital food marketing e internazionalizzazione
  3. Tendenze di consumo e comportamento alimentare
  4. Supply chain, sostenibilità e innovazione di prodotto
  5. Pricing, distribuzione e packaging
  6. Qualità, spreco e le voci più recenti del mercato agroalimentare

Marketing territoriale e turismo enogastronomico

  1. Il territorio come sistema competitivo
  2. Da territorio a prodotto turistico: terroir, milieu, destination management
  3. Il turista enogastronomico: mercato, domanda e normativa
  4. Il marketing mix del turismo enogastronomico: dall'offerta alla vendita
  5. Comunicare e promuovere l'enogastronomia

Marketing agroalimentare: cos'è e come si è evoluto il mercato

Il programma apre definendo il marketing agroalimentare e collocandolo rispetto al marketing generalista: gli stessi strumenti di analisi del mercato, della domanda e della concorrenza si applicano a un settore con caratteristiche specifiche, che lo rendono un ambito a sé. Le prime tre videolezioni introducono la materia, ricostruiscono l'evoluzione recente del mercato agroalimentare e affrontano il tema dell'orientamento d'impresa — il rapporto tra innovazione e tradizione nelle strategie di prodotto, un tema che il settore agroalimentare vive in modo particolarmente marcato: da un lato la tradizione produttiva e l'origine del prodotto sono spesso il principale elemento di valore, dall'altro l'innovazione (di prodotto, di processo, digitale) è la leva con cui le imprese restano competitive.

Schema — Cosa distingue il marketing agroalimentare dal marketing generalista

Caratteristica Perché conta per il marketing
Deperibilità del prodotto Vincola i tempi di distribuzione e le strategie di conservazione, packaging e comunicazione della freschezza
Legame con il territorio di origine L'origine geografica diventa spesso essa stessa un elemento di valore e di differenziazione del prodotto
Regolamentazione elevata Norme su sicurezza alimentare, etichettatura e tracciabilità condizionano packaging e comunicazione
Componente culturale ed emotiva Il cibo è legato a identità, tradizione e convivialità: la comunicazione lo tratta raramente come un bene puramente funzionale

Collegamento: una volta definito il settore, il programma passa a come le imprese agroalimentari raggiungono oggi il consumatore — attraverso i canali digitali e i mercati esteri.

Digital food marketing e internazionalizzazione

Le videolezioni 4-6 spostano l'attenzione sui canali con cui il marketing agroalimentare raggiunge il consumatore oggi. Il web marketing e le tecnologie digitali si applicano al settore alimentare in un ambito che il programma chiama Digital Food Marketing: l'uso dei canali online — siti, e-commerce, social media, content marketing — per valorizzare i prodotti alimentari, raccontarne l'origine e costruire una relazione diretta col consumatore. Alla dimensione digitale il programma affianca quella dell'internazionalizzazione: i percorsi con cui le imprese agroalimentari italiane si affacciano sui mercati esteri, spesso proprio facendo leva sugli stessi elementi di origine e tradizione visti nel blocco precedente.

Schema — I canali del Digital Food Marketing

Canale Funzione principale
Sito e e-commerce Vendita diretta e presentazione strutturata del prodotto e della sua origine
Social media Racconto del processo produttivo, del territorio e della storia dell'azienda
Marketplace Accesso a nuovi mercati, anche esteri, senza investimenti diretti in distribuzione
Content marketing Contenuti (ricette, abbinamenti, approfondimenti) che aumentano l'engagement senza vendere direttamente

Collegamento: i canali digitali non cambiano solo il modo in cui l'impresa comunica, ma anche il modo in cui il consumatore si informa e decide cosa comprare — è il tema del blocco successivo.

Tendenze di consumo e comportamento alimentare

Le videolezioni 7-10 analizzano il lato della domanda: come cambiano le tendenze di consumo nel settore agroalimentare e quali fattori le determinano. Il programma dedica una lezione specifica al consumo alimentare sostenibile — cosa cerca oggi il consumatore in termini di impatto ambientale e sociale del prodotto che acquista — e una al ruolo dei social media nell'influenzare i comportamenti alimentari, dalle mode virali ai contenuti di settore. Chiude il blocco un tema più tecnico: le tecniche biometriche applicate al marketing agroalimentare, cioè gli strumenti che permettono di osservare le reazioni fisiche o inconsapevoli del consumatore (per esempio davanti a un packaging o a uno scaffale) invece di affidarsi solo a quello che il consumatore dichiara.

Schema — Cosa orienta oggi il consumo alimentare

Fattore Effetto sul comportamento d'acquisto
Sostenibilità Attenzione crescente a impatto ambientale, packaging e filiera del prodotto
Salute e benessere Interesse per ingredienti, valori nutrizionali e processi di produzione
Origine e territorio Preferenza per prodotti con una provenienza riconoscibile e comunicata
Esposizione sui social Contenuti e tendenze online che influenzano scelte e mode alimentari, specie tra i consumatori più giovani

Collegamento: comprendere come si comporta il consumatore serve anche a ripensare la filiera che porta il prodotto dal produttore alla tavola — il tema del blocco successivo.

Supply chain, sostenibilità e innovazione di prodotto

Le videolezioni 11-15 spostano l'attenzione dalla domanda all'organizzazione dell'offerta. La supply chain agroalimentare è la sequenza di fasi che porta il prodotto dalla produzione al consumo, e il programma la collega direttamente alle strategie di marketing sostenibile applicate al settore. Segue un focus sullo sviluppo e l'innovazione dei prodotti agroalimentari, con un caso applicativo specifico — l'innovazione e la digitalizzazione dell'azienda vitivinicola — che mostra come i temi digitali visti nel blocco precedente si declinano in un comparto concreto. Chiude il blocco il marketing agroalimentare letto nell'ottica dell'economia circolare: ridurre gli sprechi, riutilizzare gli scarti di produzione, progettare packaging più facilmente riciclabile.

Schema — Le fasi della filiera agroalimentare

Fase Cosa comprende
Produzione Coltivazione, allevamento o raccolta della materia prima
Trasformazione Lavorazione del prodotto grezzo in prodotto finito o semilavorato
Distribuzione Trasporto e collocamento del prodotto sui canali di vendita
Consumo e post-consumo Acquisto, uso del prodotto e gestione degli scarti — il punto di innesto dell'economia circolare

Collegamento: una filiera più efficiente e sostenibile ha ricadute dirette sulle leve operative del marketing — il prezzo, i canali di distribuzione e il packaging sono il tema del blocco successivo.

Pricing, distribuzione e packaging

Le videolezioni 16-18 affrontano tre leve operative classiche applicate al settore agroalimentare. Le strategie di pricing nel food retail riguardano come si fissa il prezzo di un prodotto alimentare tenendo conto di deperibilità, stagionalità e posizionamento (marca industriale, marca del distributore, prodotto premium). I canali di distribuzione nel settore agroalimentare comprendono la grande distribuzione organizzata, il dettaglio tradizionale, la vendita diretta o a filiera corta e l'e-commerce, ciascuno con logiche diverse di prezzo e margine. Il packaging viene trattato non solo come funzione di conservazione, ma come vera leva di marketing: comunica l'identità del prodotto, il suo posizionamento e — sempre più spesso — la sua sostenibilità.

Schema — I canali di distribuzione del settore agroalimentare

Canale Caratteristiche
Grande distribuzione (GDO) Volumi alti, margini per prodotto contenuti, forte peso della marca del distributore
Dettaglio tradizionale Relazione diretta col cliente, spazio maggiore per prodotti di nicchia o locali
Vendita diretta / filiera corta Contatto diretto produttore-consumatore, margini più alti, volumi più contenuti
E-commerce Copertura geografica ampia, richiede logistica adeguata alla deperibilità del prodotto

Collegamento: il packaging non è solo distribuzione: è anche il primo elemento con cui il consumatore percepisce la qualità del prodotto — il tema del blocco successivo.

Qualità, spreco e le voci più recenti del mercato agroalimentare

Le videolezioni 19-23 chiudono la prima parte del programma con temi più recenti nel dibattito sul marketing agroalimentare. La qualità viene trattata come elemento di differenziazione, comunicata anche attraverso le etichette di sostenibilità che segnalano al consumatore l'impatto ambientale del prodotto. Il programma affronta poi esplicitamente il tema dello spreco alimentare nelle strategie di marketing — ridurlo è ormai anche un argomento di comunicazione e responsabilità d'impresa — e il ruolo dei food influencer nella comunicazione di settore, una figura che affianca i canali digitali visti in apertura di questa sezione. Chiude il blocco lo sviluppo dei prodotti ittici, trattato come ambito specifico della filiera agroalimentare con proprie logiche di stagionalità e tracciabilità.

Schema — I segnali di qualità per il consumatore

Segnale Cosa comunica
Certificazioni (DOP, IGP, biologico) Legame verificato con un territorio o un metodo di produzione specifico
Etichetta di sostenibilità Impatto ambientale del prodotto lungo la filiera
Tracciabilità di filiera Percorso verificabile del prodotto dalla produzione alla vendita
Comunicazione di food influencer Percezione di qualità mediata da chi il prodotto lo racconta online

Collegamento: le certificazioni come DOP e IGP legano il prodotto a un territorio specifico — è il punto di passaggio verso la seconda parte del programma, dove il territorio stesso diventa l'oggetto del marketing.

Il territorio come sistema competitivo

Con la videolezione 24 il programma cambia oggetto: non più il singolo prodotto, ma il territorio inteso come sistema di risorse, attori e relazioni. Le lezioni successive sviluppano questa idea in sequenza: prima i fattori che determinano la competitività di un territorio e la sua capacità di attrarre imprese, poi l'applicazione vera e propria degli strumenti di marketing al territorio, con la relativa strategia e pianificazione dello sviluppo economico territoriale, infine gli strumenti e le strategie di promozione e comunicazione territoriale con cui un territorio si presenta all'esterno.

Schema — Il territorio come sistema: le componenti

Componente Esempi
Risorse Naturali, culturali, produttive (paesaggio, prodotti tipici, saperi locali)
Attori Imprese, istituzioni locali, associazioni di categoria, comunità
Relazioni Reti di filiera, collaborazioni pubblico-privato, consorzi di promozione

Collegamento: una volta capito come si presenta e si comunica un territorio, il passo successivo è definire i concetti con cui questo territorio si trasforma in una destinazione turistica.

Da territorio a prodotto turistico: terroir, milieu e destination management

Le videolezioni 29-31 introducono la terminologia specifica con cui il programma descrive il passaggio dal territorio di produzione al prodotto turistico. Sono quattro concetti vicini ma non identici, che vale la pena distinguere con attenzione:

Schema — Terroir, milieu, territorio e paesaggio: quattro concetti da non confondere

Termine Dimensione Cosa indica
Terroir Fisica / naturale L'insieme di suolo, clima e fattori ambientali che danno al prodotto un carattere distintivo
Milieu Umana / sociale Il saper fare, le tradizioni e le relazioni della comunità che produce
Territorio Sistemica Il sistema più ampio che comprende terroir e milieu insieme alle componenti economiche e istituzionali
Paesaggio Percettiva / estetica Ciò che si vede e si percepisce del territorio — spesso il primo elemento di attrazione per il turista

Da questo passaggio concettuale nasce il tema della lezione successiva — da territorio di produzione a prodotto turistico — e quello del destination management: l'insieme di strumenti con cui una destinazione (non più solo un territorio) viene governata, coordinando attori diversi verso un'offerta turistica coerente.

Collegamento: con il destination management si passa dal descrivere il territorio al gestirlo come prodotto — è il punto in cui il programma si sposta esplicitamente sul turismo enogastronomico, seconda metà del corso.

Il turista enogastronomico: mercato, domanda e normativa

Le videolezioni 32-36 aprono la parte del programma dedicata al turismo enogastronomico partendo dalle stesse domande viste per il prodotto agroalimentare, applicate però al turista: cos'è il prodotto turistico, quali sono le sue componenti, come si comporta la domanda turistica della destinazione e qual è il comportamento d'acquisto del turista enogastronomico. Il blocco prosegue con un'analisi del mercato del turismo enogastronomico e dei relativi profili normativi — il quadro di regole che disciplina attività come la degustazione, la vendita diretta e l'ospitalità in azienda.

Schema — Le componenti del prodotto turistico enogastronomico

Componente Cosa comprende
Attrattive Paesaggio, cantine, aziende agricole, prodotti tipici del territorio
Accessibilità Facilità con cui il turista raggiunge la destinazione e si muove al suo interno
Servizi Ospitalità, degustazioni, visite guidate, ristorazione
Immagine Percezione della destinazione da parte del turista, prima e dopo la visita

Collegamento: una volta inquadrati mercato e domanda, il programma passa alle leve con cui la destinazione costruisce e vende concretamente l'offerta enogastronomica.

Il marketing mix del turismo enogastronomico: dall'offerta alla vendita

Le videolezioni 37-41 applicano il marketing mix al turismo enogastronomico. Trattandosi di un'esperienza — non di un bene fisico — il programma lo estende oltre le classiche 4P, in una logica vicina a quella del marketing dei servizi:

Schema — Il marketing mix del turismo enogastronomico

Leva Declinazione enogastronomica
Product L'esperienza stessa: itinerario, degustazione, visita in cantina o in azienda
Price Prezzo della visita, della degustazione o del pacchetto esperienziale
Place Canali di vendita: diretta in azienda, online, tramite Food & Wine club
Promotion Comunicazione della destinazione e dell'esperienza (vedi blocco successivo)
People Gli operatori che erogano l'esperienza — determinanti per la qualità percepita
Process L'organizzazione degli spazi e delle visite: tempi, percorsi, gestione dei gruppi
Physical evidence Cantina, azienda agricola, paesaggio: gli elementi tangibili dell'esperienza

Il programma sviluppa questa logica lezione per lezione, dalla costruzione dell'offerta alla vendita:

L'offerta di prodotto turistico: gli operatori

Chi costruisce l'offerta enogastronomica: aziende agricole, cantine, consorzi e operatori del territorio che mettono a disposizione il prodotto turistico.

Organizzazione degli spazi e delle visite

Come l'offerta viene resa fruibile: percorsi, tempi delle visite, allestimento degli spazi di accoglienza e degustazione.

La vendita diretta e i Food & Wine club

Come l'esperienza (e il prodotto legato ad essa) viene venduta: in azienda, online, o tramite club dedicati che fidelizzano il cliente nel tempo.

Progettare l'esperienza

La sintesi delle fasi precedenti in un'esperienza coerente per il turista, dal primo contatto al ricordo che se ne porta a casa.

Collegamento: con l'esperienza progettata e venduta, l'ultimo passo del programma è comunicarla e promuoverla verso il pubblico giusto.

Comunicare e promuovere l'enogastronomia

Le ultime quattro videolezioni chiudono il programma sul lato della comunicazione. Il programma parte dagli obiettivi e dalle strategie di comunicazione applicate all'enogastronomia, per poi scendere nel dettaglio del mix della promozione e nella costruzione del messaggio pubblicitario. Chiudono il corso le fiere, trattate come strumento di promozione e, allo stesso tempo, come momento di incontro diretto tra domanda e offerta.

Schema — Il mix della promozione dell'enogastronomia

Strumento Funzione
Pubblicità Costruzione di un messaggio che comunica la destinazione o l'esperienza a un pubblico ampio
Relazioni pubbliche Rapporti con media, influencer e opinion leader del settore enogastronomico
Vendita diretta Contatto personale con il turista, in azienda o durante l'esperienza stessa
Fiere ed eventi Incontro diretto tra domanda e offerta, occasione di promozione collettiva del territorio

Con la comunicazione e le fiere si chiude il percorso aperto in apertura di questa sezione: dal prodotto agroalimentare, al territorio che lo genera, fino all'esperienza turistica progettata, venduta e promossa verso il pubblico giusto.

Metodo di studio consigliato dai colleghi

  • Segui l'ordine delle due macro-aree della guida. Prima il marketing applicato al prodotto agroalimentare (blocchi 1-5, vedi Argomenti del programma), poi il marketing applicato al territorio e al turismo enogastronomico (blocchi 6-8) — il blocco sul marketing territoriale fa da cerniera tra le due parti.
  • Isola i concetti di sostenibilità che tornano più volte. Consumo alimentare sostenibile, economia circolare, riduzione degli sprechi ed etichettatura di sostenibilità compaiono in punti diversi del programma ma si richiamano a vicenda — lo schema "Segnali di qualità" nella sezione Argomenti del programma li riassume in un unico punto.
  • Non confondere terroir, milieu, territorio e paesaggio. Sono quattro concetti vicini ma non identici: usa lo schema dedicato nella sezione Argomenti del programma invece di trattarli come sinonimi.
  • Collega la parte finale al marketing mix del turismo enogastronomico. Comunicazione, promozione e fiere sono l'applicazione pratica delle 7P viste nel blocco precedente — ripassarli insieme aiuta a fissare la logica complessiva della seconda parte del programma.

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Il programma ufficiale di questa materia prevede anche la possibilità di sostenere una prova orale unica sull'intero programma, ma solo nelle sessioni di febbraio e settembre — verifica sul tuo calendario appelli se questa opzione è disponibile nella sessione che ti interessa.

Quanto tempo serve per prepararsi

Per le 9 CFU (45 videolezioni) del corso, chi ha già sostenuto l'esame indica mediamente 3-4 settimane di preparazione. Il tempo tende ad allungarsi leggermente per chi non ha mai affrontato temi di marketing territoriale o turistico, perché il programma copre due ambiti concettualmente distinti: marketing di prodotto nella prima parte, marketing del territorio e dell'esperienza turistica nella seconda. Conviene riservare più margine alla seconda parte, che introduce più terminologia specifica (destination management, terroir, marketing mix del turismo enogastronomico).

Questa materia ti prepara a…

  • Marketing — materia di base del piano L18 su segmentazione, targeting, posizionamento e marketing mix: utile ripassarla prima di affrontare le applicazioni settoriali di questo corso, anche se non è un prerequisito formale.
  • Economia e gestione delle imprese turistiche — stesso indirizzo Management delle Imprese Turistiche: strategia, CSR e filiera turistica si integrano con la parte di marketing territoriale ed enogastronomico vista qui.
  • Marketing manager per aziende agroalimentari, destination manager, food & wine tourism manager — sbocchi professionali diretti per chi segue l'indirizzo Management delle Imprese Turistiche.

Tutte le materie del piano di studi L18 Pegaso le trovi nell'indice materie L18 Pegaso →

Domande frequenti

9 CFU (45 videolezioni), SSD AGR/01, codice 0602509AGR01NM. La materia è al 2° anno dell'indirizzo Management delle Imprese Turistiche di L18 Economia Aziendale Pegaso. Verifica il codice sul tuo piano di studi in piattaforma — se segui un altro indirizzo il tuo piano potrebbe prevedere una materia diversa in questo slot.

Il programma copre due macro-aree: marketing agroalimentare (mercato, tendenze di consumo, digital food marketing, sostenibilità, pricing, distribuzione, packaging, qualità) e marketing del turismo enogastronomico (marketing territoriale, destination management, mercato e domanda turistica, marketing mix, comunicazione e promozione delle esperienze enogastronomiche).

Sono due applicazioni del marketing legate dallo stesso territorio: la prima riguarda il prodotto agroalimentare, la seconda l'esperienza turistica costruita intorno a quel prodotto e al territorio che lo genera. Il programma segue questa logica, passando dal marketing di prodotto (primi blocchi) al marketing territoriale ed esperienziale (blocchi finali).

Non richiede calcoli complessi, ma copre molti argomenti diversi (45 videolezioni) in due ambiti concettualmente distinti. Chi arriva da corsi di marketing generale trova familiari le basi, mentre la parte su turismo enogastronomico e marketing territoriale introduce terminologia specifica (destination management, terroir, milieu) da studiare con attenzione.

Nella scheda materia in cima a questa pagina trovi il pulsante per il gruppo WhatsApp dedicato (se disponibile per il tuo indirizzo) e per la community Telegram generale di L18 Economia Aziendale Pegaso, con topic dedicati per materia.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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