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L19-PEGASO · Scienze dell'Educazione — Pegaso

Storia delle Istituzioni e dei Servizi Educativi L19 Pegaso

Storia delle Istituzioni e dei Servizi Educativi è una materia del primo anno di L19 Pegaso, con lo stesso programma per entrambi gli indirizzi. È un corso di storia della scuola italiana: dall'antichità al PNRR, attraverso la Legge Casati, il fascismo, la Costituzione del 1948 e le voci critiche del secondo Novecento (Don Milani, Illich, Freire). Il programma conta 30 videolezioni.

Scheda materia
6–7
CFU
Anno
M-PED/02
SSD
Più codici
Indirizzo
Educatore Professionale Socio-Pedagogico

Di cosa parla il programma

Obiettivi formativi ufficiali — programma Pegaso

  • Acquisire conoscenze approfondite sull'evoluzione storica dei modelli e delle istituzioni educative e sviluppare capacità critiche nell'analisi delle problematiche storico-educative e della relativa storiografia
  • Padroneggiare le metodologie della ricerca storico-educativa, sapendo selezionare, analizzare e interpretare criticamente le fonti e la documentazione pertinente, anche digitale
  • Sviluppare abilità comunicative avanzate, scritte e orali, per presentare e discutere temi storico-educativi
  • Sviluppare autonomia di giudizio e capacità di apprendimento continuo nel campo della storia delle istituzioni educative

Cosa trovi in questa guida

La materia è organizzata qui in ordine cronologico, come nel programma ufficiale: dall'antichità alla scuola contemporanea, con una linea del tempo interattiva come panoramica e uno schema di sintesi dopo ogni blocco. Il metodo di studio operativo è in fondo, nella sezione Metodo di studio.

Il corso analizza l'evoluzione storica dei modelli e delle istituzioni educative, con particolare attenzione al contesto italiano, per connettere il passato con il presente e leggere con strumenti storiografici il funzionamento e le sfide dei servizi educativi contemporanei. Il programma si sviluppa in cinque blocchi cronologici:

  • Dall'antichità all'età moderna — le origini della scuola occidentale, fino al Seicento
  • L'Ottocento — la nascita della scuola nazionale italiana e la Legge Casati
  • Dal fascismo alla Costituzione — la Riforma Gentile, l'educazione fascista, la Costituzione del 1948
  • Il secondo Novecento — pedagogia critica (Don Milani, Illich, Freire) e le riforme fino agli anni '90
  • La scuola contemporanea — valutazione di sistema, intercultura, PNRR

Due indirizzi, un solo programma

A differenza di altre materie L19, qui il programma storico è lo stesso per entrambi gli indirizzi — cambiano solo il nome, i CFU e la presenza del laboratorio.

Codice A.A. CFU Indirizzo / Nome completo Gruppo
0902507MPED02INM 2025 7 Educatore Infanzia — Storia delle istituzioni e dei servizi educativi per la prima infanzia (con laboratorio)
0902506MPED02NM 2025 6 Educatore Socio-Pedagogico — Storia delle istituzioni e dei servizi educativi
0902412MPED02 2024 12 Piano 2024 — Storia delle istituzioni educative
0902312MPED02II 2023 12 Piano 2023 e precedenti — Storia delle istituzioni educative (VECCHIO)

Verifica il tuo codice nella sezione Piano di studi della piattaforma: se ti sei immatricolato nel 2025/26 avrai uno dei codici NM; se ti sei immatricolato prima, il programma del tuo codice potrebbe essere più esteso rispetto ai piani NM 2025.

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Argomenti del programma da approfondire

Il programma segue l'ordine cronologico dall'antichità a oggi. Ecco una panoramica delle grandi tappe prima di entrare nel dettaglio di ciascun periodo.

Antichità e Medioevo

Le prime forme organizzate di istruzione nascono nella Grecia e nella Roma antiche. Dal Medioevo fino alla fine del Seicento l'educazione passa soprattutto attraverso le scuole monastiche e cattedrali, in ambito quasi esclusivamente religioso.

Età Moderna (XV-XVIII secolo)

Nascono le prime riflessioni specifiche sulla famiglia, la donna e l'infanzia come categorie autonome. È il periodo in cui si formano le premesse culturali della scuola moderna.

L'Ottocento e la Legge Casati

La pedagogia italiana dell'Ottocento prepara la Legge Casati (1859), prima legge organica sull'istruzione dell'Italia unificata, seguita dal riformismo giolittiano di inizio Novecento.

Guerre mondiali e Riforma Gentile

Tra le due guerre la Riforma Gentile riorganizza il sistema scolastico italiano; il fascismo trasforma poi la scuola in strumento di indottrinamento con la Carta della scuola.

Dalla Luogotenenza alla Costituzione

Dopo la caduta del fascismo, i nuovi programmi del 1945 aprono la ricostruzione. La Costituzione del 1948 sancisce per la prima volta il diritto all'istruzione come principio costituzionale.

Pedagogia critica del secondo Novecento

Don Lorenzo Milani, Ivan Illich e Paulo Freire mettono in discussione il modo stesso di fare scuola, aprendo la strada a modelli scolastici alternativi e alla ricerca pedagogica contemporanea.

Dagli anni di piombo alla Legge 148/90

Le riforme degli anni Settanta e Ottanta portano fino alla Legge 148/90 e al Testo Unico D.lgs. 297/1994, che riordinano l'ordinamento della scuola elementare.

La scuola contemporanea

Valutazione di sistema, intercultura e PNRR sono i tre assi con cui il programma porta la ricostruzione storica fino a oggi.

Dall'antichità all'età moderna: le origini della scuola occidentale

Il corso apre con una riflessione sul metodo: come si fa storia della scuola e delle istituzioni educative, superando l'idea di una "verità storica oggettiva" per confrontare punti di vista storiografici diversi. Da qui il programma ripercorre rapidamente le radici antiche e medievali dell'istruzione occidentale — le prime forme organizzate nella Grecia e nella Roma antiche, poi le scuole monastiche e cattedrali che, dal Medioevo fino alla fine del Seicento, custodiscono e trasmettono il sapere quasi esclusivamente in ambito religioso.

Il vero cambio di passo arriva con l'età Moderna (XV-XVIII secolo): il programma dedica spazio specifico alla famiglia, alla donna e all'infanzia come categorie che iniziano a essere pensate autonomamente, e ricostruisce come cambia concretamente l'educazione nei secoli XV-XVI e XVII-XVIII — un periodo in cui si formano le premesse culturali della scuola come la intendiamo oggi.

Schema — Le grandi tappe pre-moderne

Periodo Cosa cambia
Antichità (Grecia/Roma) Prime forme organizzate di istruzione, riservate a una minoranza
Medioevo (fino al Seicento) L'educazione passa soprattutto attraverso istituzioni religiose (scuole monastiche e cattedrali)
Età Moderna (XV-XVIII sec.) Nascono le prime riflessioni specifiche su famiglia, donna e infanzia come oggetto di attenzione pedagogica

Collegamento: le premesse culturali dell'età Moderna preparano il terreno per il passaggio decisivo: la nascita di un sistema scolastico nazionale, che il programma colloca nell'Ottocento italiano.

L'Ottocento e la nascita della scuola nazionale italiana

Il programma dedica un intero blocco alla costruzione della scuola come istituzione nazionale italiana. Parte dal contesto europeo (educazione e società nel XIX secolo) per poi concentrarsi sull'Italia: la pedagogia e l'educazione nell'Ottocento italiano, il percorso verso la Scuola del Regno d'Italia e infine il momento fondativo — la Legge Casati (1859), che introduce il primo sistema scolastico organico dell'Italia unificata, sostituendo i sistemi frammentati preesistenti negli stati preunitari. Il corso segue poi le conseguenze educative dell'unificazione del Regno e arriva alla stagione del riformismo giolittiano, nei primi del Novecento, quando l'espansione dell'istruzione popolare si inserisce in un più ampio disegno di riforme sociali.

Schema — Verso la scuola nazionale italiana

Evento Cosa introduce
Ottocento italiano L'educazione diventa oggetto di riflessione pedagogica sistematica, legata all'industrializzazione e al cambiamento sociale
Legge Casati (1859) Prima legge organica sull'istruzione dell'Italia unificata — obbligo scolastico elementare
Riformismo giolittiano (inizio '900) Politiche di espansione dell'istruzione popolare nel quadro delle riforme sociali giolittiane

Collegamento: il sistema costruito nell'Ottocento attraversa poi il Novecento tra due guerre mondiali e un ventennio di regime, prima di trovare un nuovo fondamento nella Costituzione repubblicana.

Dal fascismo alla Costituzione repubblicana

Il programma segue l'evoluzione della scuola italiana attraverso la prima metà del Novecento: l'educazione italiana tra guerra e dopoguerra, poi la Riforma Gentile, che riorganizza in profondità il sistema scolastico negli anni Venti. Il corso affronta poi l'educazione fascista e la Carta della scuola — il modo in cui il regime trasforma la scuola in strumento diretto di indottrinamento. Con la caduta del fascismo e la Luogotenenza si apre una fase di ricostruzione, segnata dai nuovi programmi della scuola elementare del 1945, fino al passaggio che il programma indica come punto di svolta: la scuola nell'Italia repubblicana, fondata sulla Costituzione del 1948, che sancisce per la prima volta il diritto all'istruzione come principio costituzionale.

Schema — Dal fascismo alla Costituzione

Evento Cosa cambia
Riforma Gentile (1923) Riorganizzazione complessiva del sistema scolastico italiano
Educazione fascista / Carta della scuola La scuola diventa strumento diretto di indottrinamento del regime
Programmi scuola elementare 1945 Prima ricostruzione dei programmi dopo la caduta del fascismo
Costituzione del 1948 Il diritto all'istruzione diventa principio costituzionale

Collegamento: la cornice costituzionale del 1948 apre la strada, nel secondo Novecento, a un'intera stagione di voci critiche che mettono in discussione il modo stesso di fare scuola.

Il secondo Novecento: pedagogia critica e riforme

Il programma dedica un blocco specifico alle voci critiche del secondo Novecento: l'influenza del dopoguerra sul rapporto tra educazione e società, il pensiero pedagogico di Don Lorenzo Milani (la Scuola di Barbiana e l'idea della lingua come strumento di emancipazione politica), e il contributo di Ivan Illich e Paulo Freire nell'ambito dell'educazione critica e della "comunità educante" — una critica radicale, nel caso di Illich, all'istituzione scolastica stessa. Il corso segue poi i modelli scolastici alternativi e la ricerca pedagogica contemporanea che ne derivano.

Il programma ricostruisce infine, cronologicamente, le tappe politico-istituzionali di questi decenni: la stagione delle grandi aperture e della sovversione, gli anni di piombo e il passaggio dal centro-sinistra alle riforme degli anni Settanta, l'ultima stagione della Prima Repubblica con la scuola cognitivista degli anni Ottanta, fino alla riforma dell'ordinamento della scuola elementare (Legge 148/90) e al Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione (D.lgs. 297/1994) negli anni Novanta.

Schema — Voci critiche del secondo Novecento

Autore / Corrente Idea centrale
Don Lorenzo Milani (Scuola di Barbiana) La scuola tradizionale riproduce le disuguaglianze sociali; istruire i più svantaggiati è un atto politico
Ivan Illich Critica radicale dell'istituzione scolastica in quanto tale ("descolarizzazione")
Paulo Freire Pedagogia critica: l'educazione come pratica di liberazione, non di trasmissione passiva

Collegamento: le riforme degli anni Novanta portano la scuola italiana fino alla soglia della contemporaneità, dove il programma si conclude con le sfide e gli strumenti di oggi.

La scuola contemporanea

L'ultimo blocco del programma porta la ricostruzione storica fino al presente, con tre temi che definiscono la scuola italiana di oggi: la valutazione di sistema e la rendicontazione sociale, come strumenti per monitorare la qualità dell'istruzione; l'intercultura a scuola, come risposta alla pluralità culturale crescente nelle classi; e il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), con le sue linee di intervento sia sul sistema dell'istruzione sia sull'università, che il corso presenta come l'ultima, ancora aperta, tappa di questa storia.

Schema — La scuola oggi: strumenti e sfide

Tema Cosa comporta
Valutazione di sistema Monitoraggio strutturato della qualità dell'istruzione, incluso la rendicontazione sociale
Intercultura La scuola come luogo di gestione della pluralità culturale
PNRR Investimenti e riforme del sistema scolastico e universitario

Didattica interattiva e laboratorio

Oltre alle videolezioni, il percorso include attività di Didattica Interattiva (DI): 2 ore per ogni CFU, in modalità sincrona sulla piattaforma Class, organizzate in almeno due edizioni nel corso dell'anno accademico. La partecipazione matura una premialità fino a 2 punti sul voto finale, sommata solo se l'esame è superato con almeno 18/30. Per accedere alle prove intermedie serve aver seguito almeno il 50% di ogni ora di Didattica Interattiva; le prove si considerano superate rispondendo correttamente ad almeno l'80% delle domande.

Solo per l'indirizzo Educatore Infanzia (7 CFU) la materia include anche 1 CFU di laboratorio in presenza, presso strutture accreditate e convenzionate con l'Ateneo: 25 ore complessive, di cui 7 in presenza e 18 di rielaborazione autonoma. È richiesta la partecipazione al 100% delle attività laboratoriali in presenza, e la valutazione del laboratorio confluisce nel voto finale dell'insegnamento. Per l'indirizzo Socio-Pedagogico (6 CFU) non è previsto.

Metodo di studio

Il programma ha una struttura narrativa cronologica — un buon metodo di studio segue la stessa logica:

  • Segui i 5 blocchi cronologici in ordine. Il programma ha un filo logico preciso: studiare per epoche, invece che per argomento isolato, aiuta a rispondere alle domande che chiedono di collocare un evento o un autore nel suo contesto storico.
  • Fissa le date-chiave di ogni blocco. Legge Casati (1859), Riforma Gentile (1923), Costituzione (1948), Legge 148/90 e D.lgs. 297/1994 sono gli snodi attorno a cui si organizza tutto il resto — un buon punto di partenza per uno schema riassuntivo.
  • Metti in relazione gli autori critici del secondo Novecento. Don Milani, Illich e Freire condividono una critica alla scuola tradizionale ma con angolazioni diverse — confrontarli aiuta a non confonderli tra loro.
  • Usa il questionario di fine videolezione come verifica. È un buon indicatore di comprensione blocco per blocco, prima di affrontare la prova d'esame complessiva.

Domande frequenti dalla community

Serve una base di storia contemporanea prima di affrontare questa materia?
Il programma lo indica come prerequisito consigliato: una conoscenza di base della storia contemporanea italiana aiuta a seguire più agevolmente i blocchi su Ottocento e Novecento.
Storia delle Istituzioni è uguale per i due indirizzi?
Il programma storico è identico; cambia solo il nome, i CFU e la presenza del laboratorio in presenza (solo indirizzo Infanzia). Vedi la sezione "Due indirizzi, un solo programma" più sopra.
Conviene partecipare alla Didattica Interattiva anche se non è obbligatoria per l'esame?
Sì: oltre a valere fino a 2 punti di premialità (se l'esame è superato con almeno 18/30), aiuta a chiarire dal vivo i nessi causali tra gli eventi dei blocchi più densi (Ottocento, secondo Novecento).

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Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve

Il programma di Storia delle Istituzioni conta 30 videolezioni organizzate in 5 blocchi cronologici. Con un ritmo di 5-6 videolezioni a sessione di studio, il percorso completo richiede indicativamente 3 settimane per chi studia con continuità. Chi ha l'indirizzo Infanzia calcola separatamente il tempo per il laboratorio in presenza.

Questa materia ti prepara a…

  • Pedagogia Generale — la storia delle istituzioni offre il contesto storico in cui si collocano i temi teorici della pedagogia generale
  • Pedagogia Speciale — la storia dell'inclusione scolastica è un filo che attraversa entrambe le materie
  • Sociologia — la prospettiva storica si integra con quella sociologica nel leggere le trasformazioni della scuola nel contesto sociale più ampio
  • LM85 Scienze Pedagogiche — la conoscenza della storia delle istituzioni è un prerequisito culturale per il percorso magistrale

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Domande frequenti

7 CFU per l'indirizzo Educatore Infanzia (cod. 0902507MPED02INM, di cui 1 CFU di laboratorio) e 6 CFU per l'indirizzo Educatore Socio-Pedagogico (cod. 0902506MPED02NM) nel piano 2025. Nei piani precedenti (cod. 0902412MPED02) valeva 12 CFU. Verifica il tuo codice nella sezione Piano di studi della piattaforma.

Sì, ma solo per l'indirizzo Infanzia (cod. 0902507MPED02INM): 1 CFU di laboratorio in presenza presso strutture accreditate (25 ore per CFU: 7 in presenza, 18 di rielaborazione autonoma), con partecipazione richiesta al 100% delle attività in presenza. Per l'indirizzo Socio-Pedagogico (6 CFU) non è previsto.

Le videolezioni e le dispense allegate (o i capitoli indicati dell'ebook di riferimento) sono il materiale ufficiale. Il questionario di autoverifica a fine lezione aiuta a fissare date e nessi causali prima di passare al blocco cronologico successivo.

Il programma conta 30 videolezioni organizzate cronologicamente in 5 blocchi. Con un ritmo di 5-6 videolezioni a sessione, il percorso completo richiede indicativamente 3 settimane per chi studia con continuità. Chi ha l'indirizzo Infanzia calcola separatamente il tempo per il laboratorio in presenza.

Segue lo standard 2026 comune a Pegaso, Mercatorum e San Raffaele: prova intermedia online seguita da prova finale obbligatoria in presenza per la verbalizzazione del voto. Le modalità di dettaglio sono nella guida centralizzata e aggiornata, linkata più sopra in questa pagina.

Il programma storico è identico per entrambi gli indirizzi. Cambia solo il nome e i CFU: "per la prima infanzia (con laboratorio)" — 7 CFU (0902507MPED02INM) — per Infanzia, con 1 CFU di laboratorio in presenza in più; senza laboratorio — 6 CFU (0902506MPED02NM) — per Socio-Pedagogico.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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