Psicologia Dinamica è una materia del terzo anno L22, comune a entrambi gli indirizzi. Il corso introduce, attraverso un percorso storico-concettuale, i principali modelli della mente e del funzionamento umano elaborati nell'area della psicoanalisi — dal pensiero freudiano classico fino alle applicazioni contemporanee in ambito clinico, relazionale e organizzativo.
Di cosa parla il programma
Obiettivi formativi ufficiali — programma Pegaso
- Conoscere gli orientamenti della psicologia dinamica e le teorie degli autori principali
- Riconoscere i concetti fondamentali della disciplina e utilizzare il lessico specifico con le sue diverse sfumature
- Analizzare le dimensioni applicative di base della psicologia dinamica e i criteri metodologici di intervento
Cosa trovi in questa guida
La materia è organizzata qui secondo la sequenza del programma ufficiale: prima i modelli psicoanalitici classici, poi gli sviluppi interpersonali e psicosomatici, quindi il passaggio verso i concetti cognitivi contemporanei, infine le applicazioni pratiche — con uno schema di sintesi dopo ogni blocco. Il metodo di studio operativo è in fondo, nella sezione Metodo di studio.
Il programma è organizzato in quattro parti, dal pensiero psicoanalitico classico alle applicazioni pratiche:
- Modelli psicoanalitici — il pensiero freudiano e la sua prospettiva genetica, Melanie Klein e il gioco in psicologia dinamica, la psicologia dell'Io, Margaret Mahler, Donald Winnicott e lo sviluppo del sé, la teoria dell'attaccamento e i modelli operativi interni
- Approcci interpersonali e sviluppi teorici — la costruzione della conoscenza, emozioni e affetti, il modello sistemico diadico, la prospettiva semiotico-culturale, psicosomatica e modello bio-psico-sociale, mentalizzazione, pensiero operatorio e alessitimia
- Dalla psicoanalisi alla cognizione — dai modelli operativi interni alle rappresentazioni mentali, mentalizzazione e attribuzioni, teoria della mente (ToM), i sistemi motivazionali interpersonali, la comunicazione, i disturbi dell'attaccamento
- Psicologia dinamica come paradigma di intervento — il modello biopsicosociale nello sviluppo individuale, interventi in psicosomatica, la psicodinamica della relazione di coppia, l'intersoggettività nelle linee evolutive familiari, il counseling, gli interventi psicodinamici nelle organizzazioni, come condurre un colloquio
Stai preparando Psicologia Dinamica L22? Nel gruppo trovi riassunti, schemi di studio e materiali condivisi dagli studenti.
Argomenti approfonditi
Il programma segue una progressione storico-concettuale: dai modelli psicoanalitici classici agli sviluppi interpersonali e psicosomatici, fino ai concetti cognitivi contemporanei e alle applicazioni pratiche. Questa guida rispetta lo stesso ordine, perché è pensato apposta per far capire come ogni modello nasca in dialogo — o in contrasto — con quello precedente.
Mappa — la sequenza di questa guida
I modelli psicoanalitici
- Freud e la prospettiva genetica
- Dopo Freud: Klein, Mahler, Winnicott
- Attaccamento e modelli operativi interni
Dalla relazione alla cognizione
- Dall'individuo alla relazione
- Psicosomatica e modello biopsicosociale
- Dalla psicoanalisi alla cognizione
- Psicologia dinamica come paradigma di intervento
Freud e la prospettiva genetica: le origini della psicologia dinamica
Il corso apre definendo la psicologia dinamica come lo studio dei processi psichici — pulsioni, conflitti, meccanismi di difesa — che agiscono al di sotto della consapevolezza e influenzano il comportamento. Il punto di partenza è il pensiero freudiano: il modello della mente come sistema in conflitto tra istanze diverse, e la sua prospettiva genetica, cioè l'idea che la personalità adulta si costruisca attraverso fasi di sviluppo precoce, ciascuna centrata su un particolare tipo di relazione con l'oggetto. È da questa impostazione — lo sviluppo come sequenza di fasi che lasciano tracce nella struttura psichica adulta — che nascono tutti i modelli successivi del programma, anche quando la contraddicono.
Collegamento: la generazione di psicoanalisti successiva a Freud non abbandona la prospettiva genetica, ma la sposta di oggetto — non più solo le pulsioni, ma la relazione con le figure di accudimento. È il passaggio che il programma affronta con Klein, Mahler e Winnicott.
Dopo Freud: Klein, Mahler, Winnicott e la psicologia dell'Io
Il programma segue tre autori che spostano progressivamente l'attenzione dalle pulsioni alla relazione. Melanie Klein introduce il gioco come strumento clinico: osservando come il bambino gioca, l'analista accede agli stessi contenuti inconsci che nell'adulto emergono con le associazioni libere. In parallelo, il corso presenta la psicologia dell'Io, la corrente che sposta l'attenzione dalle sole pulsioni alle funzioni adattive e difensive dell'Io nel confronto con la realtà. Margaret Mahler descrive poi il processo di separazione-individuazione, la progressiva differenziazione psichica del bambino dalla figura materna. Donald Winnicott chiude il blocco con il concetto di sviluppo del sé, sostenuto da un "ambiente facilitante" — una funzione di accudimento sufficientemente buona, non necessariamente perfetta, che permette al bambino di costruire un senso di identità autentico.
Schema — Gli autori post-freudiani e il concetto chiave
| Autore / corrente | Concetto chiave |
|---|---|
| Melanie Klein | Il gioco come strumento di analisi in psicologia dinamica |
| Psicologia dell'Io | Le funzioni adattive e difensive dell'Io nel confronto con la realtà |
| Margaret Mahler | Processo di separazione-individuazione nello sviluppo del sé |
| Donald Winnicott | Sviluppo del sé sostenuto da un ambiente facilitante |
Collegamento: Winnicott descrive l'ambiente facilitante come base per lo sviluppo del sé — un'intuizione che il programma sviluppa in modo sistematico con la teoria dell'attaccamento, che studia proprio come la qualità di quel legame precoce strutturi la mente.
Attaccamento e modelli operativi interni
La teoria dell'attaccamento descrive il legame biologicamente predisposto tra il bambino e la figura di accudimento come base sicura da cui esplorare il mondo. Da questa relazione il bambino costruisce i modelli operativi interni (Internal Working Models, IWM): rappresentazioni mentali di sé, dell'altro e della relazione stessa, che funzionano da schema di riferimento per le relazioni successive, incluse quelle adulte.
Collegamento: i modelli operativi interni sono rappresentazioni costruite nella relazione — un'idea che il programma riprende più avanti quando il baricentro si sposta dai contenuti inconsci individuali alla costruzione della conoscenza e degli affetti nella relazione tra due persone.
Dall'individuo alla relazione: costruzione della conoscenza, emozioni e modelli diadici
Il programma sviluppa qui il passaggio da una psicologia dinamica centrata sull'intrapsichico a una centrata sulla relazione. La costruzione della conoscenza viene riletta come processo che avviene sempre in un contesto relazionale, non in isolamento. Il corso approfondisce poi emozioni e affetti come segnali che regolano lo scambio tra due persone, prima di introdurre il modello sistemico diadico, che descrive la relazione (per esempio genitore-bambino) come un sistema in cui i comportamenti di entrambi i membri si influenzano reciprocamente, e la prospettiva semiotico-culturale, che inquadra lo sviluppo psichico come mediato da segni e significati condivisi nella cultura di appartenenza. Chiude il blocco una riflessione sui limiti e sugli sviluppi del concetto stesso di psicopatologia alla luce di questi modelli relazionali.
Schema — Dall'intrapsichico al relazionale
| Concetto | Cosa descrive |
|---|---|
| Costruzione della conoscenza | Un processo che avviene sempre in un contesto relazionale |
| Emozioni e affetti | Segnali che regolano lo scambio tra due persone |
| Modello sistemico diadico | La relazione come sistema in cui i comportamenti si influenzano a vicenda |
| Prospettiva semiotico-culturale | Lo sviluppo psichico mediato da segni e significati condivisi nella cultura |
Collegamento: se la relazione regola gli affetti, quando questa regolazione fallisce il corpo può diventare il luogo in cui il disagio psichico si esprime. È il tema che il programma affronta nel blocco sulla psicosomatica.
Psicosomatica e modello biopsicosociale
Il corso introduce lo stress come reazione psicofisiologica a una richiesta ambientale percepita come eccessiva, e la psicosomatica come campo di studio delle malattie in cui fattori psicologici e relazionali concorrono all'insorgenza o al decorso di un disturbo fisico. Il modello bio-psico-sociale inquadra questa prospettiva in una cornice più ampia: salute e malattia dipendono sempre dall'intreccio di fattori biologici, psicologici e sociali, mai da uno solo di essi isolatamente. Il programma collega poi la mentalizzazione — la capacità di riconoscere stati mentali propri e altrui — proprio alla psicosomatica, dove la sua carenza è associata a difficoltà di elaborazione simbolica del disagio. Approfondisce quindi il pensiero operatorio e l'alessitimia, cioè lo stile di pensiero concreto, povero di elaborazione simbolica, e la difficoltà a riconoscere e verbalizzare le proprie emozioni che possono accompagnare il disagio psicosomatico, insieme al ruolo di personalità e comportamento nel modulare il rischio di malattia. Chiude il blocco un richiamo ai contributi della ricerca infantile, che hanno permesso di osservare precocemente questi processi di regolazione psicosomatica fin dalle prime relazioni.
Schema — Dallo stress al modello biopsicosociale
| Concetto | Cosa descrive |
|---|---|
| Stress | Reazione psicofisiologica a una richiesta ambientale percepita come eccessiva |
| Psicosomatica | Fattori psicologici e relazionali che concorrono a un disturbo fisico |
| Modello bio-psico-sociale | Salute e malattia come intreccio di fattori biologici, psicologici e sociali |
| Mentalizzazione (in chiave psicosomatica) | La sua carenza è associata a difficoltà di elaborazione simbolica del disagio |
| Pensiero operatorio e alessitimia | Pensiero concreto e difficoltà a riconoscere/verbalizzare le proprie emozioni |
Collegamento: la mentalizzazione, introdotta qui in chiave psicosomatica, è anche il concetto-ponte tra la tradizione psicoanalitica e la cognizione contemporanea — il tema del blocco successivo del programma.
Dalla psicoanalisi alla cognizione: mentalizzazione, teoria della mente e sistemi motivazionali
Il programma ripercorre qui l'evoluzione dei modelli operativi interni verso le rappresentazioni mentali intese in senso cognitivo, e approfondisce la mentalizzazione — già incontrata in chiave psicosomatica — insieme al processo delle attribuzioni, cioè il modo in cui interpretiamo le cause del comportamento proprio e altrui. Introduce poi la teoria della mente (ToM), la capacità di attribuire stati mentali — intenzioni, credenze, emozioni — agli altri per prevederne e comprenderne il comportamento, collegandola agli affetti e alla mentalizzazione stessa. Il corso affronta quindi la motivazione, riletta al confine tra psicoanalisi e cognizione, e i sistemi motivazionali interpersonali, i diversi registri (attaccamento, accudimento, competizione, cooperazione, sessualità) che orientano il comportamento relazionale. Le emozioni vengono riprese in questa chiave cognitiva, prima di arrivare alla comunicazione — come processo di scambio di significati tra le persone — e alle sue implicazioni cliniche in termini di psicopatologia e orientamenti di intervento, incluso il tema dei disturbi dell'attaccamento, le forme non ottimali del legame precoce che possono avere conseguenze sullo sviluppo successivo.
Schema — Dai modelli operativi interni alla cognizione
| Concetto | Cosa descrive |
|---|---|
| Rappresentazioni mentali | L'evoluzione cognitiva dei modelli operativi interni |
| Mentalizzazione e attribuzioni | Come interpretiamo le cause del comportamento proprio e altrui |
| Teoria della mente (ToM) | Attribuire intenzioni, credenze ed emozioni agli altri per prevederne il comportamento |
| Sistemi motivazionali interpersonali | I registri (attaccamento, accudimento, competizione, cooperazione, sessualità) che orientano il comportamento relazionale |
| Disturbi dell'attaccamento | Forme non ottimali del legame precoce, con possibili conseguenze sullo sviluppo |
Collegamento: tutti i concetti visti finora — dagli autori classici alla mentalizzazione — trovano applicazione concreta nell'ultimo blocco del programma, dedicato agli interventi in contesti diversi: individuale, di coppia, familiare e organizzativo.
La psicologia dinamica come paradigma di intervento
Il programma chiude spostandosi dalla teoria alla pratica. Il modello biopsicosociale, già incontrato a proposito della psicosomatica, diventa qui una cornice per progettare interventi nello sviluppo individuale e in psicosomatica, e per promuovere l'apprendimento affettivo, cioè la capacità di riconoscere ed elaborare le proprie emozioni in un percorso di crescita. Il corso applica poi gli stessi principi alla psicodinamica della relazione di coppia e all'intersoggettività nelle linee evolutive familiari, per poi arrivare al counseling — un intervento di sostegno breve, non necessariamente clinico, che applica il modello biopsicosociale — e alle prospettive di intervento psicodinamico nelle organizzazioni, dove gli stessi concetti relazionali si applicano a gruppi di lavoro e dinamiche istituzionali. Il blocco si conclude con lo sviluppo dell'azione progettuale in ambito psicologico, la comunicazione e gli stili di risposta nella relazione d'aiuto, e infine con la conduzione del colloquio — lo strumento operativo che riunisce ascolto, osservazione e restituzione, applicando concretamente tutto il percorso teorico del corso.
Schema — Dalla teoria all'intervento
| Ambito di intervento | Cosa descrive |
|---|---|
| Sviluppo individuale e psicosomatica | Il modello biopsicosociale applicato alla progettazione dell'intervento |
| Relazione di coppia e famiglia | Psicodinamica della coppia e intersoggettività nelle linee evolutive familiari |
| Counseling | Intervento di sostegno breve che applica il modello biopsicosociale |
| Organizzazioni | Gli stessi concetti relazionali applicati a gruppi di lavoro e dinamiche istituzionali |
| Il colloquio | Lo strumento operativo che riunisce ascolto, osservazione e restituzione |
Schema di sintesi — Dal modello classico al modello contemporaneo
Uno sguardo trasversale su come lo stesso nucleo di problemi — cosa struttura la mente, come si trasmette il disagio, come si interviene — viene letto da prospettive diverse lungo il programma.
| Domanda di fondo | Risposta nei modelli classici | Risposta nei modelli contemporanei |
|---|---|---|
| Cosa struttura la mente? | Le pulsioni e i conflitti intrapsichici (Freud) | La qualità della relazione e i modelli operativi interni (attaccamento) |
| Come si esprime il disagio? | Sintomo come compromesso tra istanze in conflitto | Difficoltà di mentalizzazione, spesso somatizzata |
| Come si interviene? | Interpretazione dei contenuti inconsci | Modello biopsicosociale, applicato a individuo, coppia, famiglia, organizzazioni |
Codice e piano di studi
Psicologia Dinamica ha un codice unico che vale per entrambi gli indirizzi del terzo anno L22.
| Codice | CFU | Note |
|---|---|---|
| 0502509MPSI07NM | 9 | Piano corrente — Statutario e Bio-Sanitario |
Verifica sempre il codice assegnato nella sezione Piano di studi della piattaforma.
Metodo di studio consigliato
- Segui l'ordine cronologico e concettuale del programma. Il corso è costruito come un percorso storico-concettuale: capire Freud aiuta a capire perché Klein, Mahler e Winnicott se ne discostano su punti specifici, e capire l'attaccamento aiuta a capire da dove nasce la mentalizzazione — saltare l'ordine rende più difficile cogliere le differenze.
- Costruisci una scheda per autore e per concetto-ponte. Per ciascun autore è utile annotare: concetto chiave, in cosa si distingue dai predecessori, applicazione pratica associata. Per i concetti-ponte come attaccamento e mentalizzazione, annota anche in quali altri blocchi del programma ricompaiono.
- Non fermarti alla teoria classica. L'ultima parte del programma (counseling, colloquio, intervento nelle organizzazioni) è quella più applicativa e spesso richiede di collegare i modelli teorici a situazioni concrete.
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Domande frequenti su questo esame
La community di questa materia è ancora poco numerosa: non ci sono ancora abbastanza scambi da riportare come tendenze condivise. Ecco comunque le domande più naturali per chi si avvicina a questo esame:
- Bisogna aver studiato Freud in altre materie prima di questo corso?
- No, il corso è pensato per chi si avvicina per la prima volta alla psicologia dinamica: il pensiero freudiano viene introdotto da zero nella prima parte del programma.
- Gli autori vanno studiati in ordine cronologico o per temi?
- Il programma stesso segue un ordine storico-concettuale (dai modelli psicoanalitici classici agli sviluppi contemporanei): rispettarlo nello studio aiuta a capire l'evoluzione delle idee da un autore all'altro.
- Ci sono molti concetti che si ripetono in blocchi diversi del programma?
- Sì, alcuni concetti-ponte (attaccamento, mentalizzazione, modello biopsicosociale) attraversano più blocchi da angolazioni diverse — vale la pena tenerne traccia con una scheda dedicata invece di studiarli come argomenti isolati.
Come funziona l'esame
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- Psicologia dello Sviluppo (primo anno) — condivide gli autori dell'attaccamento (Bowlby, Ainsworth) approfondendone la prospettiva psicodinamica
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Domande frequenti
9 CFU (codice 0502509MPSI07NM), comune a entrambi gli indirizzi Statutario e Bio-Sanitario del terzo anno.
Il corso è pensato per chi si avvicina per la prima volta a questa materia: introduce da zero, con un percorso storico-concettuale, i principali modelli della mente elaborati nell'area della psicoanalisi.
No. Dopo i modelli classici (Freud, Klein, Mahler, Winnicott), il programma passa agli sviluppi interpersonali, alla psicosomatica, al modello biopsicosociale, alla mentalizzazione e infine alle applicazioni pratiche: colloquio, coppia, famiglia, organizzazioni.
Il programma ufficiale prevede due modalità alternative: una prova scritta di 31 domande a risposta multipla (una sola risposta corretta, nessuna penalità per errori o omissioni, lode con tutte le risposte esatte) oppure un colloquio orale con la commissione. Sono previste anche prove intermedie, con una premialità fino a 2 punti sul voto finale legata alla didattica interattiva.
Il percorso parte da Freud, prosegue con Melanie Klein, Margaret Mahler e Donald Winnicott, attraversa la teoria dell'attaccamento e i modelli operativi interni, e arriva ai concetti contemporanei di mentalizzazione e teoria della mente.