Lingua inglese è l'esame di inglese di L26 San Raffaele (SSD L-LIN/12). Nel piano di studi dell'A.A. 2026/2027 vale 4 CFU ed è al primo anno; chi segue il piano dell'A.A. 2024/2025 ha invece la versione da 8 CFU, con un codice diverso. L'obiettivo dichiarato dal programma ufficiale è il livello B1/B1+ del QCER: il cuore del corso è la grammatica, con il lessico della vita quotidiana, e poi lo sguardo si allarga a fonetica, formazione delle parole, storia della lingua e inglese specialistico del tuo settore. In un corso di laurea sugli alimenti non è un esame accessorio: l'inglese è la lingua principale della letteratura scientifica internazionale, e molti articoli, linee guida e documenti tecnici che incontrerai negli anni successivi sono scritti in inglese.
Di cosa parla il programma
Obiettivi formativi ufficiali — programma San Raffaele
- Partire dalle principali nozioni della lingua inglese per raggiungere il livello B1/B1+ del Quadro comune europeo di riferimento (QCER)
- Consolidare la grammatica e un lessico generale legato ai diversi aspetti della vita quotidiana
- Approfondire, nelle lezioni sincrone, temi più specifici legati al proprio corso di studi, nell'ottica dell'English for Specific Purposes e del lessico specialistico
- Acquisire consapevolezza dell'evoluzione fonetica, morfologica, storica e sociale della lingua inglese
- Avviare la lettura e l'analisi di testi scientifici del proprio settore di studi
Cosa trovi in questa guida
La guida segue il programma in quattro blocchi: prima i tempi verbali, dal presente al present perfect, con un ripasso d'insieme; poi le strutture della frase, dai comparativi ai periodi ipotetici, dal passivo ai modali; poi lessico e linguistica, cioè phrasal verbs e idioms, formazione delle parole, fonetica e text linguistics; infine i temi delle lezioni sincrone, la storia della lingua e l'inglese delle scienze alimentari. Lungo il percorso trovi un esercizio interattivo su present perfect e past simple, un confronto tra i quattro periodi ipotetici e una linea del tempo della lingua inglese. Il metodo di studio operativo è in fondo, nella sezione Metodo di studio.
Il programma ufficiale distingue due canali. Le videolezioni asincrone seguono una sequenza di unità che abbinano un punto di grammatica a un'area di lessico — present simple e continuous con Food and Cooking, il futuro con la famiglia e gli aggettivi di aspetto e personalità, il reported speech con lo shopping — e si chiudono con idioms, collocations, fonetica e formazione delle parole. Le lezioni sincrone trattano lo sviluppo diacronico dell'inglese e, su proposta degli studenti, temi di English for Specific Purposes legati al proprio corso. Il materiale di riferimento sono i livelli Pre-Intermediate e Intermediate di English File.
Schema — I blocchi del programma
| Blocco | Argomenti | Alla fine sai… |
|---|---|---|
| 1. Tempi verbali | Present simple e continuous, futuro, past simple, continuous e perfect, present perfect simple e continuous, revision of tenses | Scegliere il tempo giusto per abitudini, piani, racconti ed esperienze |
| 2. Strutture | Domande, comparativi e superlativi, gerundio e infinito, periodi ipotetici, passivo, reported speech | Costruire frasi complesse e riferire quello che altri hanno detto |
| 3. Modali e causativi | Obbligo e necessità, abilità, permesso, possibilità, deduzione; have something done | Esprimere obblighi, divieti, ipotesi e deduzioni |
| 4. Lessico | Food and cooking, famiglia, shopping, lavoro, strong adjectives, phrasal verbs, idioms, collocations | Usare combinazioni di parole naturali invece di traduzioni parola per parola |
| 5. Linguistica | Fonetica, fonologia e IPA, morfologia e word formation, text linguistics | Leggere una trascrizione fonetica e analizzare la struttura di parole e testi |
| 6. Lezioni sincrone | Sviluppo diacronico dell'inglese, English for Specific Purposes | Orientarti in un testo scientifico del tuo settore |
Il codice dell'insegnamento non si sceglie: lo assegna il piano di studi con cui ti sei immatricolato. Le due schede ufficiali hanno quasi lo stesso testo di programma, ma elenchi di lezioni e testi consigliati diversi:
| 0262204LLIN12 | 0262208LLIN12 | |
|---|---|---|
| CFU | 4 | 8 |
| Piano e anno | Piano dell'A.A. 2026/2027: 1° anno. Piano dell'A.A. 2025/2026: 3° anno | Piano dell'A.A. 2024/2025: 1° anno |
| Testo del programma | Chiude con English Phonetics and Phonology ed English Morphology and Word Formation; le ultime lezioni trattano argomenti specifici del corso di studi | Stesso elenco di argomenti, chiuso da English Phonetics ed English Word Formation, senza la nota sulle lezioni di indirizzo |
| Lezioni in scheda | 20 titoli: oltre a tempi verbali, modali e strutture, anche causative verbs, phrasal verbs, idioms and proverbs, text linguistics, phonetics, phonology e IPA | 14 titoli, tutti di grammatica, tra cui le quantità indefinite e due lezioni sul periodo ipotetico |
| Testi consigliati | English File Digital Gold, 4ª edizione, livelli A2/B1 e B2 | English File Digital Gold Pre-Intermediate o Intermediate, Practical English Grammar con due volumi di esercizi, Essential Idioms in English |
| Lezioni sincrone | Storia della lingua ed English for Specific Purposes | Identiche |
I CFU doppi del codice da 8 non corrispondono a un programma scritto più lungo: il testo è quasi identico e l'elenco delle lezioni pubblicato è anzi più corto. Questa guida copre l'unione dei due elenchi: la sezione sulle quantità indefinite riguarda la scheda da 8 CFU, quella sulla text linguistics la scheda da 4 CFU. Nel piano dell'A.A. 2025/2026 il codice da 4 CFU è lo stesso del piano più recente, ma si colloca al 3° anno. Verifica sempre in piattaforma il materiale del codice che ti è stato assegnato.
Stai preparando questo esame? Il gruppo raccoglie tutti gli studenti L26 San Raffaele — è ancora piccolo, ma è il punto di partenza per confrontarti con chi segue il tuo stesso corso.
Argomenti del programma da approfondire
Gli argomenti sono ordinati per costruzione progressiva: prima i tempi verbali, perché le strutture successive — periodi ipotetici, passivo, discorso indiretto — sono combinazioni di tempi; poi i modali e il lessico; infine la parte linguistica e quella delle lezioni sincrone, che guardano all'inglese dall'esterno. Per ogni punto trovi la regola, il confronto con l'italiano dove la lingua madre porta fuori strada ed esempi, quando possibile, dal mondo degli alimenti.
Mappa — la sequenza di questa guida
Tempi e strutture
- Le domande e l'ordine delle parole
- Present simple e present continuous
- Le forme del futuro
- Past simple, continuous e perfect
- Present perfect o past simple?
- For, since e present perfect continuous
- Ripasso: i tempi verbali a confronto
- Comparativi, superlativi e modifiers
- Le quantità indefinite (8 CFU)
- Gerund or infinitive?
- I periodi ipotetici
- Il passivo e i verbs + prepositions
Modali, lessico e linguistica
- Reported speech
- Modali di obbligo e necessità
- Modali di abilità, permesso e possibilità
- Modali di deduzione
- Causative verbs
- Phrasal verbs, idioms e collocations
- Morfologia e word formation
- Fonetica, fonologia e IPA
- Text linguistics (4 CFU)
- Lo sviluppo diacronico dell'inglese
- English for Specific Purposes
Le domande e l'ordine delle parole
In una domanda inglese l'ordine è fisso: parola interrogativa + ausiliare + soggetto + verbo. L'ausiliare dipende dal tempo: do/does e did per present e past simple, be per le forme in -ing, have per il present perfect, oppure un modale. Where do you buy your vegetables? · What are you cooking? · How long have you been a vegetarian? · Can you taste the difference? In italiano basta l'intonazione per trasformare un'affermazione in domanda; in inglese You like fish? è possibile solo nel parlato informale. Se il verbo regge una preposizione, questa va in fondo: Who did you go with?, What are you talking about?
Fa eccezione la domanda senza ausiliare (subject question): quando who, what o which sono il soggetto, il verbo segue direttamente. Who cooked dinner? chiede chi ha cucinato; Who did you invite? chiede chi è stato invitato, e lì who è complemento oggetto. Stesso schema per What happened? o Which dish won the prize? Nella stessa unità il programma inserisce le common verb phrases, combinazioni verbo + nome molto frequenti come have lunch, go shopping, do the washing-up, che ritroverai parlando di collocations.
Collegamento: per formare domande e negazioni al presente bisogna prima sapere quale presente usare, simple o continuous.
Present simple e present continuous
Il present simple descrive abitudini, fatti generali e orari (I usually have breakfast at seven, Water boils at 100 °C at sea level); il present continuous (am/is/are + -ing) descrive azioni in corso adesso o situazioni temporanee (I'm making a sauce, She's working in a bakery this summer). Il nodo del programma sono i verbi action e non-action: alcuni verbi esprimono stati, non azioni, e di norma non si usano al continuous — tra questi like, love, want, need, know, believe, remember, prefer, belong, contain. Si dice This yoghurt contains live cultures, non is containing. Alcuni verbi hanno entrambi i significati: This sauce tastes delicious (stato: ha un buon sapore) ma I'm tasting the sauce (azione: la sto assaggiando); I think it's too salty (opinione) ma I'm thinking about a new recipe (attività in corso).
Gli avverbi di frequenza (always, usually, often, sometimes, hardly ever, never) vanno prima del verbo principale ma dopo be e gli ausiliari: I often cook fish, She is never late. Le espressioni di frequenza (every day, once a week, twice a month) vanno in fondo alla frase. Le preposizioni di luogo seguono una logica spaziale: in per uno spazio chiuso o un contenitore (in the fridge), on per una superficie (on the shelf), at per un punto o un luogo visto come funzione (at the market, at home), più under, next to, between, opposite, behind, in front of. Il lessico dell'unità è quello di Food and Cooking, a partire dai verbi di cottura:
Lessico — Food and Cooking: i verbi di cottura
| Verbo | Significato | Esempio |
|---|---|---|
| boil | bollire, lessare | boil the potatoes |
| fry | friggere, anche in padella | fry an egg |
| roast | arrostire in forno (carne, verdure) | roast a chicken |
| bake | cuocere in forno (pane, dolci) | bake a cake |
| grill | cuocere alla griglia | grill the fish |
| steam | cuocere al vapore | steam the vegetables |
Collegamento: il present continuous non parla solo del presente: è anche una delle tre forme principali del futuro.
Le forme del futuro
L'inglese non ha un solo futuro: la forma dipende da come vedi l'evento. Il present continuous indica un impegno già fissato, con data e persone coinvolte: I'm meeting the supplier on Friday. Be going to indica un'intenzione già decisa (We're going to open a restaurant) o una previsione basata su un indizio presente (Look at the milk — it's going to boil over!). Will/won't si usa per decisioni prese sul momento (I'll have the soup, please), previsioni basate su opinioni (I think you'll like this wine), promesse e offerte (I'll help you with the dishes). Con I think, probably e I'm sure la forma naturale è will.
Lo stesso modulo lavora sul lessico della famiglia e sugli aggettivi di aspetto e personalità. Attenzione a due domande che sembrano simili: What does she look like? chiede l'aspetto fisico (She's tall and has curly hair), What is she like? chiede il carattere (She's generous but a bit bossy).
Collegamento: dopo il futuro serve il passato, prima nella forma semplice e poi nelle combinazioni che permettono di raccontare.
Past simple, continuous e perfect: i narrative tenses
Il past simple racconta azioni concluse in un momento passato definito. I verbi regolari aggiungono -ed (cook → cooked), gli irregolari vanno imparati (eat → ate, buy → bought, make → made); domande e negazioni usano did + forma base (Did you buy the flour?, I didn't buy it). Nel racconto si combina con altri due tempi. Il past continuous (was/were + -ing) descrive lo sfondo o un'azione in corso interrotta da un'altra: I was chopping the onions when the phone rang. Il past perfect (had + participio passato) indica un'azione avvenuta prima di un altro momento passato: When we arrived, the kitchen had closed significa che la cucina era già chiusa; When we arrived, the kitchen closed che ha chiuso in quel momento.
Per legare gli eventi servono i time sequencers (first, then, next, after that, finally) e i linkers (when, while, as soon as, because, so, but, although). Un falso amico: eventually significa "alla fine, dopo un po'", non "eventualmente". Il programma abbina qui le preposizioni di tempo: at per l'ora e i momenti precisi (at 8 o'clock, at night), on per giorni e date (on Monday, on 5 June), in per mesi, anni, stagioni e parti del giorno (in May, in winter, in the morning).
Schema — I tre tempi del racconto
| Tempo | Forma | Funzione | Esempio |
|---|---|---|---|
| Past simple | -ed / forma irregolare | Gli eventi principali, in sequenza | She opened the oven and took out the bread. |
| Past continuous | was/were + -ing | Lo sfondo, l'azione in corso | It was raining and the guests were waiting. |
| Past perfect | had + participio passato | Ciò che era già successo prima | She realised she had forgotten the salt. |
Collegamento: il past simple ha un concorrente che per chi parla italiano è la trappola principale del corso: il present perfect.
Present perfect o past simple?
Il present perfect (have/has + participio passato) collega il passato al presente. Si usa per le esperienze nella vita, senza dire quando (Have you ever tried kimchi?, I've never been to Japan), per azioni recenti con effetti presenti, spesso con just, already, yet (I've just finished the report, Have you checked the temperature yet?), e per periodi non ancora conclusi (this week, today). Il past simple si usa appena c'è un momento passato finito, esplicito o implicito: yesterday, last year, three days ago, e nelle domande con when: When did you start the fermentation?, mai When have you started…?
La trappola è il passato prossimo italiano: ieri ho mangiato pesce diventa I ate fish yesterday, non I have eaten. Parlando di esperienze, il programma richiama anche la differenza tra been e gone: She has been to Japan (ci è stata, il viaggio è concluso), She has gone to Japan (è partita ed è ancora lì). Prova a classificare sei frasi:
Present perfect o past simple?
Present perfect
—
Past simple
—
Collegamento: since compare già in uno degli esempi. Con for e since il present perfect esprime la durata, e ha anche una forma continua.
For, since e present perfect continuous
Per dire da quanto dura una situazione ancora in corso, l'inglese usa il present perfect dove l'italiano usa il presente: lavoro qui da tre anni è I've worked here for three years, mai I work here since three years. For introduce la durata (for three years, for a week), since il punto di partenza (since 2019, since Monday, since I was a child). La domanda corrispondente è How long have you…?
Il present perfect continuous (have/has been + -ing) mette l'accento sulla durata di un'attività (I've been studying English for two hours) oppure spiega il risultato visibile di un'attività recente (I'm exhausted — I've been cooking all morning). Il simple, invece, sottolinea il risultato o la quantità: I've made three cakes. Con i verbi di stato resta il simple: I've known her for years, non I've been knowing.
Nella stessa unità ci sono gli strong adjectives, aggettivi che contengono già l'idea di "molto": delicious (very tasty), starving (very hungry), exhausted (very tired), freezing (very cold), boiling (very hot), huge, tiny, awful. Si rafforzano con absolutely o really, non con very: absolutely delicious, non very delicious.
Collegamento: con il present perfect continuous si chiude la serie dei tempi verbali, e il programma prevede a questo punto una revisione d'insieme.
Ripasso: i tempi verbali a confronto
La revision of tenses rimette in fila tutto il sistema. Un modo per memorizzarlo è pensare a due scelte indipendenti: il tempo (presente o passato, più le forme del futuro) e l'aspetto (simple per il fatto in sé, continuous per l'azione in corso, perfect per il collegamento con un momento successivo). Ogni riga della tabella è una combinazione delle due scelte.
Schema — I tempi verbali del programma
| Tempo | Forma | Uso principale | Esempio |
|---|---|---|---|
| Present simple | work / works | Abitudini, fatti generali | Bacteria multiply quickly at room temperature. |
| Present continuous | am/is/are working | Azione in corso, impegno fissato | We're testing a new recipe. |
| Past simple | worked | Azione conclusa, tempo definito | They opened the factory in 1998. |
| Past continuous | was/were working | Azione in corso nel passato | I was weighing the flour when she called. |
| Past perfect | had worked | Azione anteriore a un'altra passata | The dough had risen before we baked it. |
| Present perfect | have/has worked | Esperienza, risultato presente | I've never tasted durian. |
| Present perfect continuous | have/has been working | Durata fino a ora | She's been working here since June. |
| Futuro | will work / am going to work | Decisione, previsione, intenzione | I think it'll rain tomorrow. |
Collegamento: con i tempi in ordine, il programma passa alle strutture che servono per descrivere e confrontare, a cominciare da comparativi e superlativi.
Comparativi, superlativi e modifiers
Gli aggettivi di una sillaba aggiungono -er e -est (cheap, cheaper, the cheapest), raddoppiando la consonante finale dopo una vocale breve (hot, hotter; big, bigger); quelli di due sillabe in -y cambiano la y in i (healthy, healthier, the healthiest); gli altri usano more e the most (more nutritious, the most expensive). Gli irregolari da sapere sono good, better, the best; bad, worse, the worst; far, further, the furthest. Il secondo termine di paragone si introduce con than, l'uguaglianza con as … as (Frozen peas can be as nutritious as fresh ones). Dopo un superlativo il luogo vuole in: the best restaurant in town, non of town.
I modifiers graduano il confronto: much, far, a lot per una differenza grande (much healthier), a bit, slightly, a little per una piccola (slightly more expensive). Very non si usa con i comparativi: very cheaper è un errore. Con i superlativi si usa by far (by far the best option), con gli aggettivi di grado normale a bit, quite, really, incredibly.
Collegamento: per confrontare quantità di cibo, più che aggettivi servono parole che misurano: è il tema di una lezione del codice da 8 CFU.
Nelle videolezioni da 8 CFU: le quantità indefinite
La lezione Le quantità indefinite compare solo nell'elenco del codice 0262208LLIN12, quindi conviene controllarne i contenuti in piattaforma. Il punto di partenza è la distinzione tra nomi numerabili (an egg, two apples) e non numerabili (milk, flour, rice, bread), che non hanno plurale né articolo a/an. Qui l'italiano inganna: information, advice e news sono non numerabili (some advice, a piece of advice). Per contare un non numerabile si usa un contenitore o un'unità: a loaf of bread, a slice of cheese, a bottle of oil.
Con i numerabili si usano many, a few, few; con i non numerabili much, a little, little; con entrambi some, any, a lot of, enough. Some va nelle affermative e nelle offerte (Would you like some tea?), any nelle negative e nelle domande; much e many soprattutto in negative e domande (How much sugar?, How many eggs?), mentre nelle affermative è più naturale a lot of. Attenzione alla sfumatura: a few significa "alcuni", few "pochi, meno del necessario". Too much e too many indicano un eccesso, not enough una mancanza: There's too much salt in this soup.
Collegamento: dopo le quantità, il programma comune riprende con un'altra scelta tra due forme: gerundio o infinito.
Gerund or infinitive?
Quando un verbo segue un altro verbo, la seconda forma può essere il gerundio (-ing) o l'infinito con to, e la scelta dipende dal primo verbo. Il gerundio si usa dopo le preposizioni (I'm interested in working abroad, Wash your hands before touching food), come soggetto (Cooking at home saves money) e dopo verbi come enjoy, avoid, finish, mind, suggest, can't stand. L'infinito con to si usa dopo want, need, decide, hope, plan, promise, learn, manage, would like, dopo molti aggettivi (It's easy to make) e per indicare lo scopo (I went to the market to buy fish): "per comprare" non diventa for buying. L'infinito senza to segue i modali e i verbi make e let.
Alcuni verbi accettano entrambe le forme cambiando significato: remember to buy (ricordarsi di comprare) e remember buying (ricordare di aver comprato); stop eating (smettere di mangiare) e stop to eat (fermarsi per mangiare); try to open the jar (cercare di aprirlo, con fatica) e try adding more salt (provare ad aggiungerne, per vedere l'effetto). Il lessico abbinato è quello del lavoro: apply for a job, CV, interview, salary, full-time, part-time, retire.
Collegamento: gerundio e infinito completano la frase semplice. Per legare due frasi con un rapporto di condizione servono i periodi ipotetici.
I periodi ipotetici: zero, first, second e third conditional
Il programma li tratta tutti e quattro, e il codice da 8 CFU dedica loro due lezioni. La regola che vale per tutti: di norma la frase con if non contiene will né would, per cui "se pioverà" diventa if it rains. L'ordine delle due frasi è libero; se la frase con if viene prima, si separa con una virgola. Unless equivale a if … not: Unless you stir it, the sauce will burn. Nel second conditional, con il verbo be si usa spesso were per tutte le persone: If I were you, I'd read the label. Scegli una dimensione per confrontare i quattro tipi:
Confronta i 4 conditionals
| Dimensione | Zero conditional | First conditional | Second conditional | Third conditional |
|---|---|---|---|---|
| Struttura | If + present simple, present simple | If + present simple, will + forma base | If + past simple, would + forma base | If + past perfect, would have + participio passato |
| Uso | Verità generali e fatti scientifici: quando c'è la condizione, succede sempre | Situazione reale o probabile nel futuro | Situazione ipotetica o improbabile nel presente o nel futuro | Situazione irreale nel passato: le cose sono andate diversamente |
| Esempio | If you mix oil and water, they separate. | If you leave the milk out of the fridge, it will go off. | If I had more time, I would bake my own bread. | If we had checked the temperature, the yoghurt wouldn't have gone off. |
| In italiano | Se + presente, presente: se mescoli olio e acqua, si separano | Se + presente o futuro, futuro: se lasci il latte fuori dal frigo, andrà a male | Se + congiuntivo imperfetto, condizionale presente: se avessi più tempo, farei il pane in casa | Se + congiuntivo trapassato, condizionale passato: se avessimo controllato la temperatura, lo yogurt non sarebbe andato a male |
Il tempo della frase con if arretra di un passo passando dal first al second e dal second al third: presente, passato, past perfect. Nella frase principale compaiono, nell'ordine, will, would e would have.
Collegamento: il third conditional usa had e il participio passato, gli stessi mattoni con cui si costruisce la forma passiva.
Il passivo e i verbs + prepositions
Il passivo si forma con be coniugato nel tempo voluto + participio passato, e il programma lo prevede in tutti i tempi: is made, is being made, was made, has been made, had been made, will be made, can be made. L'agente, se serve, è introdotto da by. Si usa quando chi compie l'azione è ignoto, ovvio o poco importante, e quando conta il processo: Parmigiano Reggiano is made from raw cow's milk, The samples were stored at 4 °C. Per questo è la forma tipica delle descrizioni di processo e della sezione dei metodi negli articoli scientifici. Solo i verbi transitivi hanno il passivo: happen o arrive non lo ammettono.
I verbs + prepositions vanno imparati come blocchi, perché la preposizione spesso non corrisponde a quella italiana: depend on (dipendere da), consist of (essere composto da), belong to, wait for, listen to, pay for, apply for, worry about, arrive in (una città, un paese) e arrive at (un edificio, un luogo preciso).
Collegamento: nel codice da 4 CFU il passivo è nella stessa lezione del discorso indiretto: entrambi trasformano una frase data, spostandone i ruoli o i tempi.
Reported speech
Il discorso indiretto riferisce quello che qualcuno ha detto. Se il verbo introduttivo è al passato, i tempi fanno un passo indietro (backshift), e cambiano anche pronomi ed espressioni di tempo e luogo: today → that day, tomorrow → the next day, yesterday → the day before, here → there. I'll call you tomorrow diventa She said she would call me the next day.
Schema — Il backshift
| Discorso diretto | Discorso indiretto |
|---|---|
| Present simple: "I like fish." | Past simple: she said she liked fish |
| Present continuous: "I'm cooking." | Past continuous: he said he was cooking |
| Present perfect / past simple: "I've finished." / "I finished." | Past perfect: she said she had finished |
| will / can: "I'll help." / "I can help." | would / could: he said he would help / could help |
| must: "You must wait." | had to: she said I had to wait |
Say e tell non sono intercambiabili: tell vuole la persona (She told me that…), say no (She said that…). Nelle domande riferite si usa l'ordine della frase affermativa, senza do/does/did, e le domande sì/no si introducono con if o whether: Where do you work? → He asked me where I worked; Do you like fish? → She asked me if I liked fish. Ordini e richieste diventano tell/ask someone (not) to do: The chef told us not to touch the oven. Il lessico dell'unità è lo shopping: receipt, refund, discount, bargain, checkout, try on, take back.
Collegamento: il backshift ha mostrato che anche i modali cambiano forma, come must che diventa had to. Il programma li affronta in tre lezioni, a partire da obbligo e necessità.
Modali di obbligo e necessità
Must esprime un obbligo sentito da chi parla o una regola scritta (Food handlers must wash their hands); have to un obbligo esterno, imposto da altri o dalle circostanze (I have to wear a hairnet at work). Al passato esiste solo had to. La differenza decisiva è al negativo: mustn't è un divieto, don't have to è assenza di obbligo. Per la necessità si usano need to e don't need to / needn't, per i consigli should e ought to (You should read the label).
Schema — Obbligo, divieto, consiglio
| Forma | Significato | Esempio |
|---|---|---|
| must / have to | devi, è obbligatorio | You must keep raw meat separate from cooked food. |
| mustn't | non devi, è vietato | You mustn't eat it after the use-by date. |
| don't have to | non sei obbligato, non serve | You don't have to peel the carrots. |
| should / ought to | dovresti, è consigliabile | You should check the best-before date. |
Gli esempi sulle date non sono casuali: sulle etichette in inglese use by corrisponde a "da consumarsi entro", la data legata alla sicurezza, mentre best before corrisponde a "da consumarsi preferibilmente entro", il termine legato alla qualità.
Collegamento: l'obbligo è solo uno dei significati dei modali; gli altri riguardano ciò che si può fare: abilità, permesso e possibilità.
Modali di abilità, permesso e possibilità
Per l'abilità si usa can nel presente e could per un'abilità generale nel passato (I could swim when I was five); per gli altri tempi serve be able to (I'll be able to, I've never been able to), perché can non ha infinito né participio. Per un risultato ottenuto in un'occasione specifica si usa was able to o managed to, non could: We managed to save the sauce. Per il permesso ci sono can (informale), could (più cortese), may (formale) e be allowed to, che rimanda a una regola: You aren't allowed to bring food into the lab. Per la possibilità, may, might e could indicano che qualcosa è possibile ma non certo: è la stessa logica dell'avvertenza May contain traces of nuts sulle etichette.
Collegamento: may, might e could servono anche a ragionare a partire da indizi: è il campo dei modali di deduzione.
Modali di deduzione
Con i modali di deduzione si trae una conclusione da ciò che si osserva. Must indica che si è quasi certi che qualcosa sia vero (The oven is hot — someone must be baking), can't che si è quasi certi del contrario (It can't be ready yet: it's only been in the oven for five minutes), might, may, could una semplice possibilità. In questo senso il contrario di must è can't, non mustn't, che resta un divieto. Per le deduzioni sul passato si usa modale + have + participio passato: Someone must have left the fridge open, She can't have eaten all the cake, The delivery might have been delayed.
Collegamento: dai modali il programma passa a un'altra costruzione con have, che non esprime obbligo ma incarico: i causative verbs.
Causative verbs
La struttura have / get + oggetto + participio passato indica che un'azione è svolta da qualcun altro per noi: We had the oven repaired (abbiamo fatto riparare il forno), I'm going to get my hair cut. L'ordine conta: We had repaired the oven è un past perfect e significa che l'abbiamo riparato noi. Get è più informale di have. Un secondo gruppo di causativi ha come oggetto una persona: make someone do (costringere: The chef made us clean the kitchen), let someone do (permettere: They let us taste the cheese), have someone do (incaricare) e get someone to do (convincere). Make, let e have reggono l'infinito senza to, get l'infinito con to.
Collegamento: le strutture grammaticali del programma finiscono qui. L'ultima parte delle videolezioni lavora sul lessico che non si traduce parola per parola.
Phrasal verbs, idioms e collocations
I phrasal verbs sono verbi seguiti da una o due particelle che spesso ne cambiano il significato: give up (smettere), cut down on (ridurre: cut down on sugar), run out of (finire le scorte), find out (scoprire), go off (andare a male, detto del cibo, nell'inglese britannico). Alcuni sono separabili: si può dire turn the oven on o turn on the oven, ma con un pronome l'unica forma è turn it on. Altri sono inseparabili: look after the children, look after them.
Gli idioms sono espressioni il cui significato non si ricava dalle singole parole: a piece of cake (una cosa facilissima), not my cup of tea (non fa per me), spill the beans (spifferare un segreto), the icing on the cake (la ciliegina sulla torta). I proverbs, a cui il codice da 4 CFU dedica una lezione insieme agli idioms, sono frasi fatte con una morale: Too many cooks spoil the broth (troppi cuochi guastano la cucina), The proof of the pudding is in the eating (la prova si fa con i fatti). Le collocations sono combinazioni abituali di parole: si dice strong coffee e heavy rain, make a mistake ma do research, carry out a study, a balanced diet. Una parola corretta nella combinazione sbagliata (powerful coffee, do a mistake) rende il testo innaturale anche se la grammatica è giusta.
Collegamento: phrasal verbs e collocations mostrano come le parole si combinano tra loro; la morfologia studia come sono costruite al loro interno.
Morfologia e word formation
Il morfema è la più piccola unità della lingua dotata di significato. Può essere libero, se è una parola a sé (salt, cook), o legato, se compare solo unito ad altro (un-, -ed): unsalted contiene tre morfemi, un-, salt ed -ed. I morfemi legati si dividono in due famiglie. Quelli flessivi aggiungono informazioni grammaticali senza creare una parola nuova, e in inglese sono solo otto: plurale -s, genitivo -'s, terza persona -s, passato -ed, participio passato -ed/-en, -ing, comparativo -er e superlativo -est. Quelli derivativi creano parole nuove, spesso cambiando categoria: nutrition → nutritional → nutritionist. La word formation descrive i processi con cui nascono le parole:
Schema — I processi di formazione delle parole
| Processo | Come funziona | Esempi |
|---|---|---|
| Derivazione | Prefissi e suffissi aggiunti a una base | undercooked, reheat, defrost, freshness, acidity, fermentation, drinkable, pasteurise (da Louis Pasteur) |
| Composizione | Due parole unite in una nuova | seafood, foodborne, shelf life |
| Conversione | Cambio di categoria senza affissi | a microwave → to microwave, butter → to butter the bread |
| Accorciamento | Si conserva una parte della parola | fridge (refrigerator), lab (laboratory) |
| Blending | Fusione di parti di due parole | brunch (breakfast + lunch) |
| Sigle | Iniziali di più parole | GMO, HACCP |
Un caso utile sul suffisso -er: di solito forma nomi di persona (baker, teacher), ma cooker è la cucina come elettrodomestico. Il cuoco è cook.
Collegamento: la morfologia guarda alla forma delle parole; la fonetica a come suonano, e in inglese le due cose divergono spesso.
Fonetica, fonologia e IPA
La fonetica studia i suoni del linguaggio dal punto di vista fisico: come si articolano, come si trasmettono, come si percepiscono. La fonologia studia come i suoni funzionano in una lingua, cioè quali distinguono significati. La sua unità è il fonema, e il test per riconoscerlo sono le coppie minime, parole che differiscono per un solo suono: ship e sheep, rice e rise, peas e peace. L'inglese britannico standard ha circa 44 fonemi e solo 26 lettere: per questo serve un alfabeto fonetico. L'IPA (International Phonetic Alphabet) assegna un simbolo a ogni suono, indipendentemente dall'ortografia, ed è la notazione dei dizionari. Alcuni suoni non esistono in italiano: le due vocali di ship /ɪ/ e sheep /iː/, i suoni di think /θ/ e this /ð/, e lo schwa /ə/, la vocale più frequente dell'inglese, che compare nelle sillabe non accentate.
Schema — Leggere l'IPA: cinque casi
| Parole | Trascrizione | Cosa osservare |
|---|---|---|
| ship / sheep | /ʃɪp/ · /ʃiːp/ | Coppia minima: una sola vocale cambia il significato |
| banana, chocolate | /bəˈnɑːnə/ · /ˈtʃɒklət/ | Lo schwa /ə/ nelle sillabe non accentate |
| salmon, knife, receipt | /ˈsæmən/ · /naɪf/ · /rɪˈsiːt/ | Lettere mute: l, k, p non si pronunciano |
| dessert / desert | /dɪˈzɜːt/ · /ˈdezət/ | Accento e vocali distinguono il dolce dal deserto |
| cooked, boiled, roasted | /kʊkt/ · /bɔɪld/ · /ˈrəʊstɪd/ | -ed si legge /t/ dopo suoni sordi, /d/ dopo suoni sonori, /ɪd/ dopo /t/ e /d/ |
La stessa logica dell'ultima riga vale per la desinenza -s, che si legge /s/ dopo suoni sordi (cooks), /z/ dopo suoni sonori (eggs) e /ɪz/ dopo sibilanti (sauces).
Collegamento: fonetica e morfologia analizzano le parole singole. La text linguistics sale di livello e guarda al testo intero.
Nelle videolezioni da 4 CFU: text linguistics
La lezione Text Linguistics: An Overview compare nell'elenco del codice da 4 CFU ma non nel testo del programma, quindi conviene controllarne i contenuti in piattaforma. La linguistica testuale studia che cosa rende una sequenza di frasi un testo. Il riferimento classico, de Beaugrande e Dressler, indica sette criteri di testualità: coesione, coerenza, intenzionalità, accettabilità, informatività, situazionalità e intertestualità. I primi due sono i più operativi. La coesione riguarda i legami visibili in superficie: pronomi che rimandano a qualcosa già detto, connettivi, sostituzioni, ellissi, ripetizioni e sinonimi. La coerenza riguarda i legami di senso: un testo può essere coeso ma privo di logica, oppure logico con pochi connettivi.
Un esempio: Yoghurt is produced by fermenting milk. It contains live bacteria. However, heat treatment after fermentation kills them. It rimanda a yoghurt, them ai batteri, However segnala un contrasto: sono gli stessi linkers visti con i narrative tenses, ora usati per costruire un'argomentazione.
Collegamento: la coesione di un testo inglese moderno si regge sull'ordine fisso delle parole e sui connettivi. Non è sempre stato così: è il tema delle lezioni sincrone sulla storia della lingua.
Lo sviluppo diacronico dell'inglese
Le lezioni sincrone guardano all'inglese nel tempo: evoluzione fonetica, morfologica, storica e sociale. L'Old English nasce con l'arrivo di Angli, Sassoni e Iuti in Britannia, dal V secolo: una lingua germanica flessiva, con casi e generi grammaticali, in cui l'ordine delle parole era più libero di oggi. Da questo strato vengono parole di base come bread, water, eat, drink. I Vichinghi aggiungono parole norrene, tra cui egg, steak, knife e i pronomi they, them, their.
Dopo la conquista normanna del 1066 il francese diventa per secoli la lingua della corte e dell'amministrazione. La traccia più nota è nel lessico del cibo: secondo la spiegazione tradizionale, gli animali conservano nomi germanici, quelli usati da chi li allevava (cow, pig, sheep, calf, deer), mentre la carne in tavola prende nomi francesi, quelli di chi la mangiava (beef, pork, mutton, veal, venison). Dal francese arrivano anche dinner, sauce, boil, fry, roast. Nel Middle English le desinenze si riducono e l'ordine soggetto-verbo-oggetto diventa lo strumento principale per indicare chi fa cosa: l'origine delle regole sull'ordine delle parole viste all'inizio.
Tra XV e XVII secolo il Great Vowel Shift sposta la pronuncia delle vocali lunghe: bite, pronunciato prima con una i lunga simile a quella italiana, passa a /baɪt/. Nello stesso periodo la stampa comincia a fissare l'ortografia, che non segue il cambiamento: per questo la grafia inglese riflette spesso una pronuncia che non esiste più. Poi arrivano il lessico latino e greco della scienza, le parole portate dai commerci, i dizionari e le varietà nazionali, come l'inglese americano (flavour/flavor, fibre/fiber).
Old English — le basi germaniche
Angli, Sassoni e Iuti si stabiliscono in Britannia dal V secolo. La loro lingua ha casi e generi grammaticali; da qui vengono parole come bread, water, eat e drink.
Le incursioni vichinghe (dal 793)
Dalle prime incursioni di fine VIII secolo agli insediamenti del IX, il norreno lascia parole di uso quotidiano: egg, steak, knife e perfino i pronomi they, them e their.
La conquista normanna (1066)
Il francese normanno diventa la lingua della corte e dell'amministrazione. A tavola arrivano beef, pork, mutton e veal, accanto ai nomi germanici degli animali: cow, pig, sheep, calf.
Middle English (XII-XV secolo)
Le desinenze si riducono e l'ordine delle parole si fissa. A fine Trecento Chaucer scrive in inglese i Canterbury Tales, mentre comincia il Great Vowel Shift.
William Caxton e la stampa (1476)
Caxton porta la stampa in Inghilterra e contribuisce a fissare l'ortografia. Nel 1490 racconta di non sapere se scrivere eggys o eyren, due forme diverse per dire uova usate in regioni diverse.
Early Modern English (1500-1700)
Si completa il Great Vowel Shift e la lingua di Shakespeare assorbe latino e greco per il lessico colto. Dalle Americhe, attraverso lo spagnolo, arrivano tomato e chocolate, di origine nahuatl.
I dizionari (1755)
Il dizionario di Samuel Johnson fissa ortografia e significati. Nel 1828 quello di Noah Webster codifica l'ortografia americana, con forme come color e flavor.
Global English (XX secolo)
L'inglese diventa la lingua franca di scienza e commercio. Dalla seconda metà del secolo si sviluppa l'English for Specific Purposes, l'insegnamento dell'inglese dei diversi settori professionali.
Collegamento: dalla storia della lingua le lezioni sincrone passano al suo uso specialistico di oggi, l'inglese delle scienze alimentari.
English for Specific Purposes: l'inglese delle scienze alimentari
Il programma chiude le videolezioni del codice da 4 CFU con argomenti specifici del corso di studi e invita a proporre, per le lezioni sincrone, temi di English for Specific Purposes (ESP), l'inglese settoriale che consolida il lessico specialistico e avvia alla lettura di testi scientifici. Un articolo scientifico sugli alimenti segue di solito la struttura IMRaD (Introduction, Methods, Results and Discussion), preceduta da un abstract, e usa in modo sistematico strutture già viste: il passivo nei metodi (The samples were stored at 4 °C for seven days), i modali di possibilità per attenuare le affermazioni, il cosiddetto hedging (The results suggest that rosemary extract may reduce lipid oxidation), la nominalizzazione, che trasforma azioni in nomi (the oxidation of lipids invece di lipids oxidise), e connettivi come however, therefore, whereas, moreover.
Glossario — Inglese per le scienze degli alimenti
| Termine | Significato | Attenzione |
|---|---|---|
| food safety | sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti | Da non confondere con food security |
| food security | accesso a cibo sufficiente, sicuro e nutriente | È il concetto usato dalla FAO |
| shelf life | durata di conservazione di un prodotto | Collocation tipica: extend the shelf life |
| preservative | conservante | Falso amico: il preservativo è condom |
| foodborne illness | malattia trasmessa da alimenti | Composto: food + borne |
| intake | assunzione di un nutriente | daily intake, assunzione giornaliera |
| yield | resa di un processo | Anche verbo: to yield |
| trace | traccia | In etichetta: may contain traces of… |
Collegamento: con l'inglese specialistico si chiude il percorso del programma. Le sezioni che seguono riguardano come organizzare lo studio.
Metodo di studio consigliato
Alcuni criteri utili per organizzare lo studio, in base alla struttura del programma:
- Parti da un controllo del tuo livello. Il corso porta al B1/B1+ partendo dalle nozioni principali: se hai già un B1 solido, il lavoro è di ripasso mirato; se parti da un A2, i tempi verbali richiederanno più tempo di tutto il resto. I descrittori del QCER aiutano a capire dove sei.
- Segui l'ordine dei tempi verbali. Periodi ipotetici, passivo e reported speech sono costruiti sui tempi: una lacuna sul past perfect diventa un problema nel third conditional e nel backshift.
- Studia per contrasto con l'italiano. Present perfect e passato prossimo, "se" seguito dal futuro, mustn't e don't have to, since con il presente: annota in una colonna la frase italiana e nell'altra quella inglese corretta.
- Esercitati con il workbook e le chiavi. La scheda del codice da 4 CFU indica English File con Student's Book, Workbook e Key; quella da 8 CFU aggiunge le grammatiche con esercizi di Thomson e Martinet. La grammatica si consolida facendo esercizi, non rileggendo le regole.
- Tieni un quaderno di lessico per combinazioni. Registra phrasal verbs, collocations e idioms con una frase d'esempio, non con la sola traduzione.
- Controlla la pronuncia sul dizionario. Ogni parola nuova ha una trascrizione IPA: leggerla allena la parte di fonetica del programma e aiuta con le parole che non si pronunciano come si scrivono.
- Partecipa alle lezioni sincrone. Il programma indica che la partecipazione costante offre un primo approccio alla lettura di testi scientifici e invita a proporre temi di English for Specific Purposes legati al proprio corso.
Confrontati con chi sta studiando lo stesso corso. Il gruppo L26 San Raffaele è aperto a tutti gli studenti del corso, per qualsiasi materia.
Come funziona l'esame
Il formato degli esami San Raffaele è spiegato nella guida dedicata, aggiornata quando le modalità cambiano. Prima di ogni appello controlla anche il programma ufficiale dell'insegnamento.
Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:
Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →Quanto tempo serve
Con 4 CFU, cioè circa 100 ore di impegno complessivo calcolando le 25 ore per credito previste di norma, e una ventina di lezioni in elenco, conviene mettere in conto 3-4 settimane: due per i tempi verbali e le strutture, una per modali, causativi e lessico, qualche giorno per fonetica, morfologia e linguistica testuale. Con il codice da 8 CFU l'impegno previsto raddoppia: 5-6 settimane, con più spazio per gli esercizi delle grammatiche consigliate.
In entrambi i casi il punto di partenza conta più dei CFU. Chi ha già un B1 ritrova molti argomenti e può accorciare i tempi; chi non studia inglese da anni farà bene ad aggiungere una o due settimane di ripasso delle basi prima di iniziare.
Questa materia ti prepara a…
Il programma lega il corso al lessico specialistico e alla lettura di testi scientifici del proprio settore: competenze che servono ogni volta che una fonte è disponibile in inglese, dagli articoli di ricerca alle linee guida internazionali. Nel piano di studi L26 le ritrovi soprattutto in Comunicazione gastronomica e nutrizionale, al 3° anno, e nelle materie scientifiche che si appoggiano alla letteratura internazionale. Su questa guida trovi:
- Comunicazione gastronomica e nutrizionale L26 San Raffaele — l'esame del 3° anno dedicato alla comunicazione del cibo e della nutrizione
- Biochimica e chimica degli alimenti L26 San Raffaele — l'esame da 12 CFU del primo anno, dove termini come lipid oxidation, enzyme o carbohydrate sono il lessico di base della letteratura
- Storia della gastronomia L26 San Raffaele — l'altra materia umanistica del primo anno, utile per il contesto storico di molte parole della cucina
- Gruppi studio L26 Scienze dell'Alimentazione e Gastronomia San Raffaele — la pagina di riferimento del corso, con il gruppo WhatsApp e una panoramica del piano di studi
- Gruppi studio LM61 Scienze della Nutrizione Umana San Raffaele — se pensi alla magistrale: anche LM61 prevede un esame di Lingua inglese, al 2° anno
Prepari questa materia in questo periodo? Entra nel gruppo del corso.
Domande frequenti
Dipende dal piano di studi. Nel piano dell'A.A. 2026/2027 vale 4 CFU (cod. 0262204LLIN12) ed è al 1° anno; lo stesso codice compare nel piano dell'A.A. 2025/2026, ma al 3° anno. Nel piano dell'A.A. 2024/2025 vale 8 CFU (cod. 0262208LLIN12), al 1° anno. L'SSD è sempre L-LIN/12.
Il programma ufficiale punta al livello B1/B1+ del QCER. Le videolezioni coprono i tempi verbali, le domande, comparativi e superlativi, gerundio e infinito, periodi ipotetici, passivo, reported speech, modali e causative verbs, poi phrasal verbs, idioms, collocations, fonetica e formazione delle parole. Le lezioni sincrone trattano la storia della lingua inglese e l'inglese specialistico del proprio settore (English for Specific Purposes).
La scheda ufficiale non indica prerequisiti né propedeuticità: il corso parte dalle principali nozioni della lingua per arrivare al livello B1/B1+. Le videolezioni attingono ai livelli Pre-Intermediate e Intermediate di English File, quindi chi parte da un A2 può seguirle, mettendo in conto più tempo per i tempi verbali.
No. Ogni corso San Raffaele ha il proprio insegnamento di inglese, con un codice diverso: per esempio Lingua inglese in L22 Scienze Motorie (5 CFU), in L16 Scienze dell'Amministrazione (8 CFU) e in L1 Patrimonio Culturale (6 CFU), Inglese in L13 Scienze Biologiche (6 CFU) e Lingua inglese nella magistrale LM61 Scienze della Nutrizione Umana (4 CFU). Quello di L26 ha codice 0262204LLIN12 (4 CFU) oppure 0262208LLIN12 (8 CFU), in base al piano.
Il formato degli esami San Raffaele è spiegato nella guida dedicata agli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele, che viene aggiornata quando le modalità cambiano. Controlla sempre anche il programma ufficiale dell'insegnamento prima dell'appello.
La base è il materiale in piattaforma. Per il codice 0262204LLIN12 la scheda ufficiale indica English File Digital Gold, 4ª edizione (Oxford University Press), livelli A2/B1 e B2. Per il codice 0262208LLIN12 indica English File Digital Gold Pre-Intermediate o Intermediate, Practical English Grammar di Thomson e Martinet con i due volumi di esercizi ed Essential Idioms in English di Dixson. Per lo studio autonomo va bene la Third Edition di English File o una successiva.
Il present perfect collega il passato al presente: si usa per esperienze senza un momento preciso (Have you ever tried…?), per azioni recenti con just, already e yet e per situazioni ancora in corso con for e since. Il past simple si usa quando l'azione è collocata in un momento passato concluso, con yesterday, last week, ago o nelle domande con when. Per questo ieri ho mangiato si traduce I ate, non I have eaten.