Diritto privato comparato è l'esame di Scienze giuridiche L14 Mercatorum (settore IUS/02) che studia il diritto privato confrontando i sistemi giuridici, soprattutto common law e civil law. Si studia al 1° anno: 6 CFU per il profilo P.A. e Sicurezza, 9 CFU per i profili Giurista di impresa e Scienze giuridiche per la criminologia, l'investigazione e la sicurezza.
Il nome ricorda Diritto Privato, ma è un altro insegnamento, con altro settore, altri codici e altro programma: qui non si impara il diritto privato di un solo Paese, ma si mettono a confronto più ordinamenti. Gli argomenti vanno dalla storia del common law inglese a istituti come il trust, la class action, la consideration, il promissory estoppel e il diritto d'autore. Chi ha già studiato Diritto Costituzionale ritrova il tema delle fonti, e per le regole europee sul diritto d'autore serve Diritto dell'Unione Europea.
Stai preparando Diritto privato comparato? Nel gruppo trovi riassunti, schemi di studio e materiali condivisi dagli studenti.
Obiettivi formativi ufficiali
- Conoscere il diritto privato da una prospettiva comparatistica: introduzione allo studio del diritto comparato, evoluzione e obiettivi della comparazione, metodi e classificazioni
- Individuare le principali peculiarità dei più importanti modelli giuridici occidentali (common law e civil law) e non occidentali, mettendo in luce analogie e differenze
- Saper applicare il metodo comparatistico ed essere consapevoli dei risultati raggiunti dalla scienza comparatistica su divergenze e convergenze tra le tradizioni giuridiche
- Cogliere la diversità delle soluzioni date a problemi simili e riflettere criticamente sulle categorie tradizionali dei diversi ordinamenti
- Saper analizzare in chiave comparatistica alcuni istituti del diritto privato, in particolare la responsabilità civile e il contratto
Cosa trovi in questa guida
Prima i due codici e le differenze tra i programmi, poi gli argomenti in dodici blocchi, dalla storia del common law al diritto d'autore, con uno schema dopo ogni blocco, una linea del tempo su common law ed equity, un confronto tra tre tipi di rimedio e un calcolo di analisi economica della responsabilità. Il metodo di studio è in Come lo studiano, le regole dell'esame in Come funziona l'esame.
Codici e programmi: 6 e 9 CFU
Il codice non si sceglie: dipende dal piano di studi. Per Diritto privato comparato i programmi ufficiali del piano A.A. 2026/2027 sono due, dello stesso settore e dello stesso anno ma di ampiezza diversa:
| Codice | Profili | CFU | Lezioni |
|---|---|---|---|
| 0142509IUS02 | Giurista di impresa; Scienze giuridiche per la criminologia, l'investigazione e la sicurezza | 9 | elenco per argomenti |
| 0142506IUS02 | P.A. e Sicurezza | 6 | 30 |
Il programma da 9 CFU ha argomenti che quello da 6 CFU non ha. Rispetto all'elenco da 6 CFU, il programma da 9 CFU aggiunge: «La circolazione dei modelli giuridici», «I disgorgement damages in Inghilterra», «La comparazione con il sistema giuridico nostrano», i punitive damages nel sistema inglese e in quello nordamericano, «L'applicabilità», «Il concorso di colpa nella responsabilità civile» e tutto il blocco sul diritto d'autore. Questa guida segue il programma da 9 CFU, che è il più ampio; la nota «solo nel programma da 9 CFU» segna gli argomenti che qui sopra sono elencati soltanto in quel programma.
Il gruppo WhatsApp della materia è uno solo per tutti e due i codici. Se il tuo codice è diverso da questi due, confronta le lezioni del tuo PDF con gli argomenti di questa guida: il riferimento è sempre il PDF ufficiale del tuo codice.
Argomenti del programma da approfondire
Il diritto comparato non è un elenco di leggi straniere, ma un metodo per capire perché ordinamenti diversi risolvono in modo diverso gli stessi problemi. Il programma lo applica in tre tempi. Prima la storia: come sono nati il common law inglese, l'equity e il trust, e come si sono sviluppati il diritto degli Stati Uniti e i sistemi francese e tedesco. Poi i confronti su alcuni istituti, in particolare la responsabilità civile, con i danni punitivi, la class action e la responsabilità solidale, e il contratto, con la consideration e il promissory estoppel. Infine l'analisi economica del diritto e il diritto d'autore. Qui gli argomenti sono raccolti in dodici blocchi, che seguono i titoli del programma ufficiale; per ogni tema la guida richiama i concetti e le norme utili a capirlo, mentre il contenuto preciso di ogni lezione è nelle dispense.
Mappa del programma — 12 blocchi
1. Introduzione al diritto comparato
Il diritto comparato è lo studio sistematico del confronto tra ordinamenti giuridici. Si distingue la macrocomparazione, che mette a confronto interi sistemi e il loro modo di essere organizzati (fonti, giudici, categorie), dalla microcomparazione, che confronta come ordinamenti diversi regolano uno specifico istituto o problema. Un criterio molto usato è quello funzionale: istituti che hanno nomi e forme diverse possono svolgere la stessa funzione, e il confronto parte dal problema pratico, non dalla definizione. Per orientarsi nella varietà degli ordinamenti si usano le classificazioni in «famiglie» o «tradizioni». Le due che il programma mette al centro sono il civil law, di origine romanistica e fondato sulle codificazioni, e il common law, di origine inglese. Il programma ufficiale parla di evoluzione e obiettivi della comparazione, di metodi e di classificazioni.
Schema — Civil law e common law a confronto
| Dimensione | Civil law | Common law |
|---|---|---|
| Origine | Diritto romano e codificazioni | Decisioni delle corti del re in Inghilterra |
| Fonte principale | La legge scritta e i codici | Le sentenze (precedente), accanto alla legge |
| Ruolo del precedente | Di regola la giurisprudenza non vincola formalmente il giudice | Il precedente vincola i giudici successivi |
| Esempi | Italia, Francia, Germania | Inghilterra, Stati Uniti |
Collegamento: per vedere come si forma un sistema giuridico, il programma parte dal più antico dei due modelli occidentali: il common law inglese, con i suoi strumenti, i writs, e con il suo correttivo, l'equity.
2. Common law ed equity: dalle origini all'Ottocento
Il common law inglese prende il nome dal fatto di essere il diritto «comune» a tutto il regno, applicato dalle corti del re in contrapposizione alle consuetudini locali. Il suo strumento tipico è il writ: un ordine del re, rilasciato dalla cancelleria, con cui si dava avvio a un'azione davanti alle corti reali. Ogni writ corrispondeva a una forma di azione con regole proprie, e chi non trovava il writ adatto non aveva un'azione: per questo si dice che nel common law i rimedi precedono i diritti. Il sistema era tecnico e rigido, e molti casi restavano senza tutela.
A queste lacune rispose l'equity: chi non trovava giustizia nelle corti di common law si rivolgeva al re e, in pratica, al suo Cancelliere, che decideva secondo equità. Dalla Corte di Cancelleria nasce così un corpo di regole e di rimedi propri, come l'ingiunzione e l'esecuzione in forma specifica, che le corti di common law non davano; l'equity agisce sulla persona del convenuto e lascia al giudice una discrezionalità maggiore. I due sistemi entrarono in conflitto, e nel caso del Conte di Oxford (1615) si affermò che, in caso di contrasto, prevale l'equity: è il «compromesso tra equity e common law» del titolo del programma. Le grandi riforme legislative del XIX secolo hanno poi riunito le corti: i Judicature Acts del 1873-1875 hanno fuso in un unico sistema giudiziario le corti di common law e di equity. Hanno unificato l'amministrazione della giustizia, non le regole sostanziali, che restano distinte.
Un diritto comune a tutto il regno
Le corti reali applicano un diritto uguale in tutto il regno, al posto delle consuetudini locali. Da queste decisioni nasce il common law.
L'azione parte da un writ
L'azione si inizia con un writ rilasciato dalla cancelleria. Senza un writ adatto non c'è azione: il sistema è tecnico e rigido.
Il Cancelliere decide secondo equità
Chi non trova tutela si rivolge al Cancelliere del re. La Corte di Cancelleria sviluppa rimedi propri, come l'ingiunzione.
Chi prevale tra common law ed equity
Le due giurisdizioni entrano in conflitto. Nel caso del Conte di Oxford, nel 1615, si afferma che in caso di contrasto prevale l'equity.
Un solo sistema di corti
I Judicature Acts del 1873-1875 riuniscono le corti di common law e di equity in un unico sistema. Si fonde l'amministrazione della giustizia, non le regole sostanziali.
Schema — Common law ed equity
| Dimensione | Common law | Equity |
|---|---|---|
| Giudice | Corti reali di common law | Corte di Cancelleria, presieduta dal Cancelliere |
| Rimedio tipico | Risarcimento in denaro | Ingiunzione, esecuzione in forma specifica |
| Carattere | Tecnico, legato ai writs | Basato sull'equità, con più discrezionalità |
| Dopo il 1873-1875 | Le stesse corti applicano entrambi i corpi di regole, che restano distinti nella sostanza | |
Collegamento: dall'equity nasce l'istituto più caratteristico del diritto inglese, che i sistemi di civil law non hanno in forma diretta: il trust.
3. Il trust
Il trust è il rapporto per cui una persona, il settlor, trasferisce dei beni a un'altra, il trustee, che li amministra nell'interesse di uno o più beneficiaries o per uno scopo determinato. Il trustee ha la titolarità dei beni ma non può usarli a proprio vantaggio; i beneficiari hanno una tutela che i giudici di equity fanno valere anche contro il trustee. I beni in trust formano un patrimonio separato, distinto da quello personale del trustee. La tutela dei beneficiari è un prodotto dell'equity, ed è questa la «peculiarità funzionale» del trust: attribuire a qualcuno un vantaggio che il common law non riconosceva.
Il trust internazionale pone un problema di diritto internazionale privato: quale legge si applica a un trust e se uno Stato lo riconosce. La Convenzione dell'Aja del 1° luglio 1985 sulla legge applicabile ai trust e sul loro riconoscimento è stata resa esecutiva in Italia con la legge 364/1989 ed è in vigore dal 1° gennaio 1992. Si discute da tempo se consenta anche i trust cosiddetti «interni», cioè regolati da una legge straniera ma con elementi soltanto italiani; secondo l'opinione prevalente sì. Nel 2006 l'art. 2645-ter del codice civile ha introdotto la trascrizione degli atti di destinazione di beni a interessi meritevoli di tutela, uno strumento di diritto interno con funzioni vicine a quelle del trust. Il programma accosta al trust il «contratto di affidamento fiduciario»; i dettagli di questa figura sono nelle dispense.
Schema — Il trust: chi è chi
| Figura | Ruolo | Che cosa conta |
|---|---|---|
| Settlor | Trasferisce i beni e ne fissa lo scopo | Crea il trust con l'atto istitutivo |
| Trustee | Titolare dei beni, li amministra | Non può usarli per sé; risponde verso i beneficiari |
| Beneficiary | Destinatario dei vantaggi | È tutelato dall'equity, anche contro il trustee |
| Beni in trust | Patrimonio separato | Distinto dal patrimonio personale del trustee |
Collegamento: dopo aver visto come nasce il common law e uno dei suoi istituti, il programma esamina come questo diritto è fatto, cioè le sue fonti, e come si è sviluppato oltre l'Inghilterra, negli Stati Uniti.
4. Le fonti e il common law negli Stati Uniti
Le fonti del diritto nel common law sono la giurisprudenza, la legge e, in misura minore, la consuetudine. Il tratto distintivo è il precedente: i giudici sono vincolati dalle decisioni dei giudici di grado superiore, e di regola dalle proprie, sullo stesso punto di diritto (stare decisis). Di ogni sentenza si distingue la ratio decidendi, il principio necessario alla decisione, che vincola, dagli obiter dicta, le osservazioni incidentali, che non vincolano. Un giudice può «distinguere» il caso che ha davanti da quello precedente e così far evolvere il diritto. Il Parlamento, invece, può sempre intervenire con una legge, che prevale sul precedente.
Negli Stati Uniti i coloni portarono con sé il common law inglese, che dopo l'indipendenza gli Stati hanno continuato ad applicare e a sviluppare. L'ordinamento è federale: la Costituzione federale, del 1787 e in vigore dal 1789, distribuisce le competenze tra la Federazione e gli Stati, e gran parte del diritto privato, come contratti e responsabilità civile, è diritto dei singoli Stati. La Costituzione è al vertice delle fonti: una legge contraria è invalida e la Corte suprema può dichiararla incostituzionale (judicial review, affermato nel caso Marbury v. Madison, 1803).
Schema — Le fonti del diritto nel common law
| Fonte | Ruolo | Esempio |
|---|---|---|
| Precedente (case law) | Vincola i giudici successivi | La ratio decidendi di una sentenza |
| Legge (statute) | Prevale sul precedente | Le leggi del Parlamento |
| Costituzione (Stati Uniti) | Norma suprema, con controllo di costituzionalità | Costituzione federale del 1787 |
| Equity | Rimedi e principi della Cancelleria | Ingiunzione, trust |
Collegamento: il common law non è l'unico modello occidentale. Il programma lo mette accanto a due sistemi di civil law che hanno seguito strade diverse: quello francese e quello tedesco.
5. I sistemi francese e tedesco
Prima della Rivoluzione il diritto francese era frammentato: nel nord prevalevano le consuetudini locali, nel sud il diritto romano scritto. Con la Rivoluzione del 1789 e poi con l'età napoleonica si arrivò all'unificazione, e il Code civil del 1804 fissò regole uniformi per tutto il Paese. Il Code civil è diventato un modello per molte codificazioni in Europa e fuori d'Europa, e in questa impostazione il giudice applica la legge. Il diritto francese dei contratti è stato riformato dall'ordinanza 2016-131, in vigore dal 1° ottobre 2016, che tra l'altro ha eliminato la nozione di «causa» tra i requisiti del contratto.
Nella Germania dell'Ottocento, ancora divisa in Stati, il diritto fu ripensato dalla scuola storica e dalla pandettistica, che ricostruirono il diritto romano come un sistema di concetti astratti. Questo lavoro scientifico confluì nel Bürgerliches Gesetzbuch (BGB), approvato nel 1896 e in vigore dal 1° gennaio 1900 in tutto l'impero. Il BGB si apre con una parte generale, che contiene i concetti comuni a tutto il diritto privato. Per sintetizzare, il Code civil è figlio di una rivoluzione politica, il BGB del lavoro dei giuristi.
Schema — Francia e Germania a confronto
| Dimensione | Francia | Germania |
|---|---|---|
| Codice civile | Code civil, 1804 | BGB, approvato nel 1896, in vigore dal 1900 |
| Origine | Rivoluzione del 1789 e unificazione napoleonica | Elaborazione scientifica dei giuristi nell'Ottocento |
| Tratto distintivo | Modello di molte codificazioni; contratti riformati nel 2016 | Parte generale con concetti astratti comuni |
Collegamento: conosciuti i modelli, il programma li usa per confrontare gli istituti. Il primo è la responsabilità civile, che l'obiettivo ufficiale del corso indica insieme al contratto come banco di prova della comparazione.
6. Responsabilità civile e circolazione dei modelli
La responsabilità civile è l'obbligo di risarcire un danno. Si distingue la responsabilità contrattuale, che nasce dall'inadempimento di un'obbligazione (in Italia, art. 1218 c.c.), da quella extracontrattuale, o da fatto illecito, che nasce dalla lesione di un interesse altrui senza che vi sia un contratto. Il confronto tra ordinamenti riguarda soprattutto la seconda. In Italia l'art. 2043 c.c. ha una formula generale: qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga a risarcirlo. Il common law inglese ha sviluppato invece singoli illeciti, i torts, come la negligence (la colpa), il nuisance (le immissioni) e la diffamazione, ciascuno con i propri requisiti.
Solo nel programma da 9 CFU. Il programma da 9 CFU aggiunge una lezione su «La circolazione dei modelli giuridici». Gli ordinamenti si influenzano a vicenda: regole e istituti passano dall'uno all'altro per imitazione, per imposizione o per armonizzazione, come avviene nel diritto dell'Unione europea. È un modo per leggere anche i confronti dei blocchi seguenti.
Schema — Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale
| Dimensione | Responsabilità contrattuale | Responsabilità extracontrattuale |
|---|---|---|
| Da dove nasce | Dall'inadempimento di un'obbligazione | Da un fatto illecito che causa un danno ingiusto |
| Norma italiana | Art. 1218 c.c. | Art. 2043 c.c. |
| Common law | Breach of contract | Tort law: negligence, nuisance, diffamazione |
Collegamento: il risarcimento non ha sempre la sola funzione di riparare il danno. Il programma confronta altri due rimedi, uno che toglie i profitti all'autore dell'illecito e uno che punisce.
7. Disgorgement damages e punitive damages
Il risarcimento ordinario ha funzione compensativa: rimette il danneggiato nella situazione in cui sarebbe stato senza l'illecito. In Italia ne definiscono il contenuto gli artt. 1223 e seguenti c.c., che comprendono il danno emergente e il lucro cessante. Altri rimedi hanno una funzione diversa. I disgorgement damages tolgono a chi ha violato un diritto i profitti che ne ha ricavato, anche se il danneggiato non ha subito una perdita corrispondente. In Inghilterra la House of Lords, nel caso Attorney General v Blake (2000), ha ammesso che in circostanze eccezionali chi viola un contratto debba restituire i profitti ottenuti. In Italia l'art. 125, terzo comma, del Codice della proprietà industriale permette al titolare del diritto violato di chiedere la restituzione degli utili realizzati dall'autore della violazione, in alternativa al lucro cessante o per la parte che lo supera. Il programma ha anche una lezione sulla comparazione con il sistema giuridico italiano: per i rimedi di cui si parla qui, i riferimenti italiani sono questi.
I punitive damages hanno funzione sanzionatoria e di deterrenza: la somma è determinata guardando alla gravità della condotta, oltre al danno. In Inghilterra, nel caso Rookes v Barnard (1964), la House of Lords ha limitato i danni esemplari a tre categorie: l'azione oppressiva, arbitraria o incostituzionale di pubblici ufficiali; la condotta calcolata per ricavare un profitto superiore al risarcimento; i casi previsti espressamente dalla legge. Negli Stati Uniti i danni punitivi sono previsti dal diritto di molti Stati, e la Corte suprema ha fissato limiti di ragionevolezza e di proporzione. In Italia le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza 16601 del 2017, hanno escluso che i danni punitivi previsti da una sentenza straniera siano di per sé contrari all'ordine pubblico, e ne hanno ammesso il riconoscimento purché la somma non sia eccessiva.
Solo nel programma da 9 CFU. Le lezioni sui disgorgement damages in Inghilterra, sulla comparazione con il sistema italiano, sui punitive damages nel sistema inglese e in quello nordamericano e su «L'applicabilità» sono elencate soltanto nel programma da 9 CFU.
Confronta i tre rimedi
| Caratteristica | Risarcimento compensativo | Disgorgement | Danni punitivi |
|---|---|---|---|
| Funzione | Riparare il danno subito | Togliere a chi ha violato il diritto i profitti dell'illecito | Punire la condotta e scoraggiarla |
| Come si misura | La perdita del danneggiato | Il profitto di chi ha violato il diritto | La gravità della condotta, oltre il danno |
| Riferimento da ricordare | Art. 1223 c.c. (danno emergente e lucro cessante) | Attorney General v Blake (2000); art. 125 del Codice della proprietà industriale | Rookes v Barnard (1964); Sezioni Unite 16601/2017 |
La funzione è ciò che distingue i tre rimedi: il risarcimento ripara il danno, il disgorgement toglie al responsabile il guadagno dell'illecito, i danni punitivi puniscono la condotta e scoraggiano chi vorrebbe ripeterla.
Collegamento: i rimedi visti finora riguardano il rapporto tra un danneggiato e un responsabile. Quando i danneggiati sono molti, e il danno a ciascuno è piccolo, serve uno strumento di tutela collettiva: la class action.
8. La class action
La class action è l'azione con cui una persona, o pochi soggetti, agiscono in nome di un gruppo numeroso di persone che hanno subito lo stesso tipo di danno. Il programma fa risalire le origini all'Inghilterra, dove i giudici ammettevano azioni proposte da un rappresentante per conto di altri. Lo sviluppo maggiore è negli Stati Uniti: nei giudizi federali la class action è regolata dalla Rule 23 delle Federal Rules of Civil Procedure, che richiede tra l'altro un gruppo così numeroso da rendere impraticabile l'azione di tutti insieme, questioni di fatto o di diritto comuni, domande rappresentative di quelle del gruppo e un rappresentante in grado di tutelarne gli interessi.
In Italia l'azione di classe tutela i diritti individuali omogenei ed è disciplinata dagli artt. 840-bis e seguenti del codice di procedura civile, inseriti dalla legge 31/2019 e in vigore dal 19 maggio 2021. Per le azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori, il decreto legislativo 28/2023 ha attuato la direttiva (UE) 2020/1828. Il programma chiama il percorso «l'evoluzione della tutela collettiva in Italia».
Schema — La tutela collettiva a confronto
| Ordinamento | Strumento | Riferimento |
|---|---|---|
| Inghilterra | Azione proposta da un rappresentante per conto di altri (origine della class action) | Giurisprudenza |
| Stati Uniti | Class action | Rule 23 delle Federal Rules of Civil Procedure |
| Italia | Azione di classe per i diritti individuali omogenei | Artt. 840-bis ss. c.p.c. (l. 31/2019), dal 19 maggio 2021 |
| Unione europea | Azioni rappresentative dei consumatori | Direttiva (UE) 2020/1828, attuata con d.lgs. 28/2023 |
Collegamento: dalla responsabilità e dal processo il programma passa al contratto, e a un'idea del common law che il diritto italiano non ha: la consideration.
9. Consideration e promissory estoppel
La consideration è il requisito del common law per cui una promessa vincola come contratto se è sostenuta da qualcosa che l'altra parte dà o promette in cambio: un corrispettivo, una rinuncia, un impegno. La promessa gratuita, di regola, non è azionabile, a meno che sia fatta con un atto formale (deed). Il tema della «serietà» del programma è la funzione del requisito: distinguere gli impegni che l'ordinamento prende sul serio dalle semplici intenzioni. Le promesse illusorie, che lasciano a chi le fa la libertà di decidere se eseguirle, non costituiscono consideration; lo Statute of Frauds richiede invece la forma scritta per alcuni contratti. Il programma tratta anche le promesse che diventano azionabili attraverso la law of restitution, il ramo del diritto che disciplina l'arricchimento senza giusta causa; l'equivalente italiano è l'azione generale di arricchimento dell'art. 2041 c.c.
Il confronto è con la causa. Il diritto italiano richiede la causa tra i requisiti del contratto (art. 1325 c.c.) e ne esamina la funzione economico-sociale, non solo lo scambio; per questo una donazione, se ha la forma prevista, è valida anche senza corrispettivo, mentre la promessa gratuita in common law di regola non vincola senza deed. Il diritto francese ha eliminato la causa dai requisiti del contratto con la riforma del 2016.
Il promissory estoppel impedisce a chi ha fatto una promessa senza consideration di ritirarla quando l'altra parte ha fatto affidamento sulla promessa e ne subirebbe un danno. In Inghilterra opera di regola come difesa, uno «scudo», e non come fondamento autonomo di un'azione, una «spada». Nel sistema nordamericano il Restatement (Second) of Contracts, al § 90, ammette invece che la promessa su cui si è fatto ragionevolmente affidamento possa essere resa esecutiva nella misura richiesta dalla giustizia. «Alla ricerca del promissory estoppel tricolore» significa cercare nel diritto italiano strumenti con una funzione simile: la buona fede nelle trattative (art. 1337 c.c.) e nell'esecuzione del contratto (art. 1375 c.c.), la responsabilità precontrattuale e la regola dell'art. 1987 c.c., per cui la promessa unilaterale produce effetti obbligatori soltanto nei casi ammessi dalla legge.
Schema — Consideration, causa e promissory estoppel
| Istituto | Ordinamento | Che cosa fa |
|---|---|---|
| Consideration | Common law | Rende vincolante la promessa se c'è uno scambio (o un deed) |
| Causa | Italia (art. 1325 c.c.) | Requisito del contratto: la sua funzione economico-sociale; in Francia eliminata dal 2016 |
| Promissory estoppel | Inghilterra e Stati Uniti | Protegge l'affidamento in una promessa senza consideration (difesa in Inghilterra; Restatement § 90 negli Stati Uniti) |
| Buona fede e responsabilità precontrattuale | Italia (artt. 1337 e 1375 c.c.) | Protegge l'affidamento nelle trattative e nell'esecuzione |
Collegamento: finora i confronti sono stati giuridici. Il programma ne propone uno di metodo: valutare le regole in base ai loro effetti economici, cioè con l'analisi economica del diritto.
10. L'analisi economica del diritto
L'analisi economica del diritto (law and economics, in sigla EAL) applica gli strumenti dell'economia alle norme: chiede quali incentivi creano e quali costi producono. Si sviluppa negli Stati Uniti nel Novecento, con la scuola di Chicago, e si diffonde poi in Europa. Due scritti sono considerati fondativi. Il primo è «The Problem of Social Cost» di Ronald Coase (1960): se non ci fossero costi di transazione, le parti raggiungerebbero con il negoziato la soluzione più efficiente a prescindere da chi sia titolare del diritto; poiché i costi di transazione esistono, l'assegnazione iniziale dei diritti conta. L'espressione «teorema di Coase» si deve a Stigler (1966). Il secondo è l'articolo di Calabresi e Melamed (1972): un diritto può essere protetto da una property rule (nessuno può togliere il bene al titolare senza il suo consenso), da una liability rule (lo si può togliere pagando un risarcimento) o da una regola di inalienabilità (il titolare non può cederlo). Il programma applica queste idee ai casi di usi incompatibili di proprietà, in cui due attività vicine si danneggiano a vicenda, come una fabbrica e le case intorno: si tratta di scegliere tra vietare l'attività e permetterla in cambio di un risarcimento.
La responsabilità civile in chiave di EAL serve soprattutto a incentivare la prevenzione. Uno strumento classico è la formula di Learned Hand (caso United States v. Carroll Towing Co., 1947): una persona è negligente se il costo della precauzione (B) è minore del danno atteso, cioè della probabilità dell'incidente (P) moltiplicata per l'entità del danno (L): B < P × L. Il calcolo guidato usa numeri di fantasia, non dati di un caso reale.
Prova a calcolare: la formula di Hand
La precauzione costa 2.000 euro. L'incidente ha una probabilità dell'1% e un danno di 500.000 euro: il danno atteso è 1% × 500.000 = 5.000 euro. Poiché 2.000 è minore di 5.000, la precauzione conviene e chi non la adotta è negligente.
Schema — Gli strumenti dell'analisi economica del diritto
| Strumento | Idea | Autori |
|---|---|---|
| Teorema di Coase | Senza costi di transazione il negoziato porta alla soluzione efficiente; con i costi, l'assegnazione dei diritti conta | Coase (1960); nome dato da Stigler (1966) |
| Property rule e liability rule | Un diritto può essere protetto vietando ogni interferenza o consentendola dietro risarcimento | Calabresi e Melamed (1972) |
| Formula di Hand | Negligente chi non adotta una precauzione che costa meno del danno atteso (B < P × L) | Learned Hand, Carroll Towing (1947) |
Collegamento: la prevenzione dipende anche da chi paga. Gli ultimi due temi della responsabilità riguardano proprio la ripartizione del danno: tra più responsabili e tra responsabile e danneggiato.
11. Responsabilità solidale e concorso di colpa
Quando più persone causano lo stesso danno ci si chiede se il danneggiato possa chiedere l'intero a ciascuna, e allora la responsabilità è solidale, o solo la quota di ciascuna, e allora è parziaria. In Italia l'art. 2055 c.c. stabilisce che, se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento; chi ha pagato può poi agire in regresso contro gli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall'entità delle conseguenze. Nel common law inglese chi ha causato lo stesso danno risponde di regola per l'intero e può chiedere agli altri un contributo, disciplinato dal Civil Liability (Contribution) Act del 1978; molti Stati americani hanno invece limitato la solidarietà a favore di una responsabilità per quota.
Solo nel programma da 9 CFU. Il programma da 9 CFU elenca anche «Il concorso di colpa nella responsabilità civile». Quando il danneggiato ha contribuito a causare il danno, il risarcimento si riduce. In Italia lo prevede l'art. 1227 c.c.: il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l'entità delle conseguenze, e non è dovuto per i danni che il danneggiato avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza. Nel common law la contributory negligence escludeva in origine ogni risarcimento; in Inghilterra il Law Reform (Contributory Negligence) Act del 1945 ha introdotto la riduzione proporzionale, e negli Stati Uniti la maggior parte degli Stati applica oggi la comparative fault, mentre in pochi Stati la colpa del danneggiato esclude ancora il risarcimento.
Schema — Più responsabili e colpa del danneggiato
| Situazione | Italia | Common law |
|---|---|---|
| Più responsabili | Responsabilità solidale e regresso (art. 2055 c.c.) | Inghilterra: intero con diritto di contributo (1978); in molti Stati americani, quote |
| Colpa del danneggiato | Riduzione del risarcimento (art. 1227 c.c.) | Inghilterra: riduzione dal 1945; Stati Uniti: comparative fault nella maggior parte degli Stati |
Collegamento: l'ultimo tema cambia materia. Il diritto d'autore ripropone il confronto tra tradizioni, quella europea continentale e quella anglo-americana, su un oggetto in cui la tecnologia cambia in fretta le regole.
12. Il diritto d'autore
Solo nel programma da 9 CFU. Tutto questo blocco è elencato soltanto nel programma da 9 CFU. Il diritto d'autore protegge le opere dell'ingegno creative. La prima legge sul copyright è lo Statute of Anne, del 1710, in Inghilterra: riconobbe un diritto agli autori e non più solo agli stampatori, per una durata limitata di 14 anni rinnovabili. Le due tradizioni si distinguono per l'idea di fondo: la tradizione europea continentale, che per la Francia passa dalla storia del droit d'auteur, vede nell'opera un'espressione della persona dell'autore, con diritti morali oltre che patrimoniali; quella anglo-americana lo considera soprattutto un diritto di sfruttamento economico. La Convenzione di Berna del 1886 ha dato al diritto d'autore una dimensione internazionale, con il trattamento nazionale e il divieto di subordinare la protezione a formalità. L'Unione europea ha poi armonizzato alcune parti con direttive, ma tra gli Stati restano differenze.
Sulla nozione di opera e di autore il confronto è tra Italia e Stati Uniti. In Italia la legge 633/1941 protegge le opere dell'ingegno di carattere creativo. Negli Stati Uniti la protezione richiede che l'opera sia originale e fissata su un supporto materiale (fixation); l'originalità, nel caso Feist v. Rural Telephone (1991), è stata definita come creazione indipendente con un minimo di creatività, e non basta la semplice fatica di raccogliere dati.
Il rapporto con l'intelligenza artificiale è oggi la parte più mobile del tema, e riguarda sia chi è autore sia l'addestramento dei modelli. Negli Stati Uniti la Corte d'appello del distretto di Columbia, nel caso Thaler v. Perlmutter (18 marzo 2025), ha confermato che serve un autore umano e che un'opera generata soltanto da un sistema di intelligenza artificiale non può essere registrata. In Italia l'art. 25 della legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, ha aggiunto la parola «umano» all'art. 1 della legge sul diritto d'autore, che tutela le «opere dell'ingegno umano», e ha inserito l'art. 70-septies: la riproduzione e l'estrazione di opere per l'addestramento dei modelli è consentita nei limiti delle eccezioni di text and data mining degli artt. 70-ter e 70-quater. Quanto alla titolarità, di norma i diritti spettano all'autore persona fisica; negli Stati Uniti, per le opere create da un dipendente nell'ambito del rapporto di lavoro (work made for hire), l'autore ai fini della legge è il datore di lavoro.
Schema — Il diritto d'autore a confronto
| Aspetto | Italia ed Europa | Stati Uniti |
|---|---|---|
| Che cosa si protegge | Opere dell'ingegno di carattere creativo (l. 633/1941) | Opere originali fissate su un supporto (fixation) |
| Originalità | Carattere creativo | Creazione indipendente con un minimo di creatività (Feist, 1991) |
| Autore e intelligenza artificiale | Opere dell'ingegno umano (l. 132/2025, art. 25) | Serve un autore umano (Thaler v. Perlmutter, 2025) |
Come lo studiano
- Le dispense del corso, studiate nella loro interezza, sono la base. Il materiale ufficiale comprende le videolezioni da circa 30 minuti, le dispense predisposte dal docente o le slide e un questionario di autovalutazione; il testo di riferimento indicato dal programma è facoltativo.
- Fai una scheda per ogni istituto. Nome inglese, significato, ordinamento di origine e, accanto, l'istituto italiano che svolge una funzione simile: trust e atti di destinazione, consideration e causa, class action e azione di classe. Il metodo funzionale della comparazione è proprio questo.
- Parti dal problema, non dal nome. Chiediti sempre quale problema pratico risolve l'istituto e come lo risolve ciascun ordinamento: i termini inglesi diventano facili quando si collegano a una funzione.
- Tieni il confronto in tre colonne: common law, civil law (Francia e Germania) e Italia. Quasi ogni blocco della guida ha questa forma.
- Controlla la data delle norme italiane ed europee. Azione di classe e diritto d'autore con l'intelligenza artificiale sono materie in cui le regole sono cambiate di recente; confronta sempre gli appunti con il testo aggiornato.
- I riassunti degli studenti sono uno schema, non un sostituto. Possono aiutare a ripassare i passaggi, da affiancare alle dispense fornite.
Domande dalla community
- Quale codice devo guardare, 0142506IUS02 o 0142509IUS02?
- È un dubbio che si ripete. Il codice dipende dal profilo del piano di studi: 0142506IUS02, da 6 CFU, per P.A. e Sicurezza; 0142509IUS02, da 9 CFU, per Giurista di impresa e per il profilo Criminologia. Il riferimento resta il PDF ufficiale del codice che vedi in piattaforma.
- Dove si trovano i materiali per studiare Diritto privato comparato?
- Chi si prepara chiede spesso riassunti e schemi. Il materiale ufficiale della piattaforma comprende le videolezioni, le dispense predisposte dal docente o le slide e il questionario di autovalutazione di ogni lezione: è la base da cui studiare. I riassunti dei colleghi servono come schema di ripasso.
Studia con chi sta preparando Diritto privato comparato ora
Nel gruppo ti confronti con i colleghi del 1° anno su common law, civil law e sugli istituti del programma.
Come funziona l'esame
Le modalità d'esame cambiano nel tempo: numero di domande, forma scritta o orale, punti premialità. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:
Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →Quanto tempo serve
Il programma da 6 CFU ha 30 lezioni da circa 30 minuti: sono circa 15 ore di visione. Con cinque lezioni a settimana la visione si chiude in sei settimane, a cui si aggiunge il tempo per rileggere le dispense e fare le schede; per chi lavora o ha altri insegnamenti da preparare, sei-otto settimane sono una stima realistica. Il programma da 9 CFU elenca più argomenti e richiede il lavoro di una volta e mezza (9 CFU contro 6), quindi nove-dodici settimane è una stima proporzionata. La parte che richiede più tempo non è la quantità di lezioni ma il lessico: istituti con nome inglese, norme di più ordinamenti e confronti da tenere distinti.
Questa materia ti prepara a…
- Diritto Privato — le categorie italiane del contratto e della responsabilità civile sono il termine di confronto di tutta la comparazione
- Diritto Processuale Civile — l'azione di classe è un istituto processuale, disciplinato dal codice di procedura civile
- Diritto dell'Unione Europea — direttive e regolamenti armonizzano parti del diritto d'autore e della tutela collettiva
- Diritto Costituzionale — il tema delle fonti e il rapporto tra Costituzione e legge
- Gli ambiti in cui si incontrano ordinamenti diversi: contratti internazionali, proprietà intellettuale, consulenza giuridica alle imprese
Domande frequenti
6 o 9 CFU, settore IUS/02, al 1° anno. Il programma ufficiale A.A. 2026/2027 ha due codici: 0142506IUS02, da 6 CFU e 30 lezioni, per il profilo P.A. e Sicurezza, e 0142509IUS02, da 9 CFU, per i profili Giurista di impresa e Scienze giuridiche per la criminologia, l'investigazione e la sicurezza.
Confronta il diritto privato di ordinamenti diversi per capire in che cosa sono simili e in che cosa differiscono. Il programma parte dalla storia del common law inglese (writs, equity, trust), passa al diritto degli Stati Uniti e ai sistemi francese e tedesco, poi confronta istituti come la responsabilità civile, la class action, la consideration e il promissory estoppel. Il programma da 9 CFU comprende anche il diritto d'autore.
Il civil law si fonda sul diritto romano e sulle codificazioni, come il Code civil francese del 1804 o il codice civile tedesco (BGB), in vigore dal 1900, e ha come fonte principale la legge scritta. Il common law è nato in Inghilterra dalle decisioni delle corti del re e si è diffuso negli Stati Uniti: si sviluppa attraverso le sentenze dei giudici, e il precedente vincola i giudici successivi.
Si sceglie un problema pratico, per esempio come si risarcisce un danno o quando una promessa vincola, si guarda come lo risolve ogni ordinamento e si confrontano le soluzioni: somiglianze, differenze e ragioni storiche. Secondo il programma ufficiale, l'obiettivo è saper applicare il metodo comparatistico e riflettere criticamente sulle categorie tradizionali dei diversi ordinamenti.
No. Diritto Privato (settore IUS/01) e Diritto privato comparato (IUS/02) sono due insegnamenti distinti del piano di studi, con codici e programmi diversi. Il secondo, come dice il programma ufficiale, affronta il diritto privato da una prospettiva comparatistica: introduzione al diritto comparato, metodi e classificazioni, modelli di common law e di civil law.
0142506IUS02 è da 6 CFU, ha 30 lezioni ed è del profilo P.A. e Sicurezza; 0142509IUS02 è da 9 CFU ed è dei profili Giurista di impresa e Criminologia. Il programma da 9 CFU elenca, oltre a molti argomenti dell'altro, la circolazione dei modelli giuridici, i disgorgement damages in Inghilterra, i punitive damages, il concorso di colpa e il diritto d'autore, compreso il rapporto con l'intelligenza artificiale.
Dipende dal punto di partenza. La materia chiede di imparare istituti stranieri, spesso con nomi inglesi come trust, equity, consideration e class action, e di confrontarli con le categorie italiane. Chi ha già studiato Diritto Privato ha le categorie italiane con cui confrontare; chi parte da zero può procedere per blocchi, come in questa guida.
Le regole seguono il formato degli esami Mercatorum, uguale per tutte le materie, e cambiano spesso. Per i dettagli aggiornati leggi la guida agli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele.
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