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L18-PEGASO · Economia Aziendale — Pegaso

Economia degli Intermediari Finanziari L18 Pegaso

Economia degli Intermediari Finanziari è la materia SECS-P/11 del piano L18 di Pegaso: studia come il sistema finanziario raccoglie il risparmio e lo trasferisce a chi ne ha bisogno. Il programma copre banche (depositi, crediti, bilancio bancario), intermediari non bancari (assicurazioni, fondi comuni, SIM, banche d'investimento), mercati finanziari (monetario, obbligazionario, azionario), strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, derivati, ETF) e vigilanza (Banca d'Italia, Consob, IVASS, BCE/SSM con framework Basilea III).

La materia è percepita come concettualmente densa piuttosto che matematicamente difficile. Chi ha già studiato Economia Politica (micro e macro) affronta meglio la parte su mercati e politica monetaria. Il numero di argomenti è elevato ma ciascuno è trattabile con un metodo sistematico per blocchi tematici.

Scheda materia
9
CFU
SECS-P/11
SSD
Questa materia ha due codici — piano 2025 (9 CFU, cod. 0602509SECSP11NM) e piano 2024 (10 CFU, cod. 0602410SECSP11). Il codice è assegnato automaticamente in base al piano di studi — verifica nella sezione Corsi della piattaforma.

Obiettivi formativi ufficiali

Dal programma ufficiale Pegaso:

  • Conoscere la struttura e le funzioni del sistema finanziario (raccolta del risparmio, allocazione delle risorse, gestione dei rischi, sistema dei pagamenti)
  • Analizzare le principali categorie di intermediari finanziari (bancari, assicurativi, mobiliari) e le loro funzioni economiche
  • Comprendere il funzionamento dei mercati finanziari (monetario, obbligazionario, azionario) e degli strumenti negoziati
  • Conoscere il framework di vigilanza e regolamentazione (Banca d'Italia, Consob, IVASS, BCE/SSM) e i requisiti prudenziali Basilea III
  • Applicare i concetti di rischio finanziario (credito, mercato, operativo, liquidità) alla gestione degli intermediari

Di cosa parla (programma 2025)

Il programma 2025 (codice 0602509SECSP11NM, 9 CFU) si sviluppa in otto blocchi tematici che coprono l'intero ciclo del sistema finanziario — dalla raccolta del risparmio alla vigilanza prudenziale.

  • 1. Il sistema finanziario
    Funzioni del sistema finanziario (mobilizzazione del risparmio, allocazione delle risorse, gestione dei rischi, sistema dei pagamenti). Circuiti di trasferimento delle risorse: circuito diretto (soggetto in surplus → mercato → soggetto in deficit) vs circuito indiretto (intermediario frapposto). Bancocentrismo italiano vs modello anglosassone market-based.
  • 2. Gli intermediari creditizi — le banche
    Funzione di raccolta (depositi a vista, depositi vincolati, obbligazioni bancarie, pronti contro termine) e funzione di impiego (prestiti a breve, mutui ipotecari, leasing, factoring, credito al consumo). Il bilancio bancario: attivo (cassa, crediti verso clienti, titoli in portafoglio) e passivo (depositi, obbligazioni emesse, patrimonio netto). Trasformazione delle scadenze e rischio di liquidità. Banca universale vs banca specializzata.
  • 3. I mercati finanziari
    Mercato monetario (BOT, commercial paper, depositi interbancari, pronti contro termine). Mercato obbligazionario (BTP, CCT, obbligazioni corporate, spread). Mercato azionario (Borsa Italiana/Euronext Milan, FTSE MIB, OPV e OPS). Mercato primario (emissione nuovi strumenti) vs mercato secondario (negoziazione strumenti esistenti). Efficienza informativa dei mercati (forme debole, semiforte, forte — Fama).
  • 4. Gli strumenti finanziari
    Strumenti di equity (azioni ordinarie, privilegiate, di risparmio; warrant e diritti di opzione). Strumenti di debito (obbligazioni a tasso fisso/variabile, convertibili, subordinate; titoli di Stato BOT/CCT/BTP). Strumenti derivati (futures su tassi/indici/valute; options call e put; swap — IRS e currency swap; forward). OICR: fondi comuni aperti e chiusi, SICAV, ETF, hedge fund, fondi pensione.
  • 5. Intermediari non bancari
    Compagnie di assicurazione: ramo vita (risparmio + copertura) e ramo danni (copertura rischi puri); riserve tecniche, premi e Solvency II. SGR (Società di Gestione del Risparmio): fondi comuni di investimento. SIM (Società di Intermediazione Mobiliare): negoziazione e consulenza. Banche d'investimento: IPO, M&A advisory, underwriting. Merchant bank, private equity, venture capital.
  • 6. Vigilanza e regolamentazione
    Banca d'Italia: vigilanza bancaria (ispezioni, autorizzazioni, sanzioni), stabilità del sistema. BCE/SSM: vigilanza prudenziale europea per le banche significative (Single Supervisory Mechanism). Consob: mercati finanziari, emittenti, trasparenza (MiFID II, abuso di mercato, insider trading). IVASS: compagnie di assicurazione. AGCM: antitrust nel settore finanziario.
  • 7. Il rischio negli intermediari finanziari
    Rischio di credito (default del debitore): rating interno/esterno, modelli scoring, collateral, accantonamenti. Rischio di mercato (variazioni prezzi, tassi, cambi): VaR (Value at Risk), stress test, limiti operativi. Rischio operativo (errori umani, frodi, guasti IT). Rischio di liquidità (bank run, trasformazione scadenze). Asimmetria informativa: selezione avversa (ex ante) e azzardo morale (ex post); razionamento del credito (Stiglitz-Weiss).
  • 8. Framework Basilea e requisiti patrimoniali
    Basilea I (1988): requisito minimo 8% sul rischio di credito. Basilea II (2004): Pillar 1 (rischi credito/mercato/operativo), Pillar 2 (ICAAP/SREP), Pillar 3 (trasparenza). Basilea III (2010–2013): CET1 ≥ 4,5%, Tier 1 ≥ 6%, Total Capital ≥ 8%; buffer aggiuntivi (Capital Conservation Buffer); requisiti di liquidità (LCR ≥ 100%, NSFR ≥ 100%); Leverage Ratio ≥ 3%.

Materiali condivisi nel gruppo

Schemi, riassunti e materiali condivisi dagli studenti L18 — disponibili nel gruppo WhatsApp dedicato a Economia degli Intermediari Finanziari.

Il programma nel tempo — due codici

Il codice materia non si sceglie: è assegnato in base al piano di studi e all'anno accademico di immatricolazione. La differenza principale tra i due codici riguarda i CFU (9 vs 10) — il nucleo tematico (sistema finanziario, intermediari, mercati, vigilanza) è presente in entrambi, ma il piano 2024 ha un programma più esteso.

Caratteristica Piano 2025
0602509SECSP11NM
9 CFU · PDF →
Piano 2024
0602410SECSP11
10 CFU · PDF →
CFU 9 10
SSD SECS-P/11 SECS-P/11
Sistema finanziario (basi)
Intermediari creditizi (banche)
Mercati finanziari
Strumenti finanziari
Intermediari non bancari
Vigilanza e Basilea III
Programma esteso +1 CFU

Come trovare il tuo codice

Il codice non è visibile nella sezione Carriera — vai nella sezione Corsi, dove compare accanto al nome di ogni insegnamento. Se vedi 0602509SECSP11NM sei nel piano 2025 (9 CFU). Se vedi 0602410SECSP11 sei nel piano 2024 (10 CFU). Usa il codice che compare nella piattaforma per scaricare il PDF del programma ufficiale e confrontare gli argomenti.

Nota: il vecchio codice del piano precedente al 2024 usava un formato d'esame differente — se hai un piano di studi precedente al 2024, verifica sulla piattaforma il tuo codice specifico e scarica il PDF del programma.

Argomenti del programma da approfondire

Sei schemi per orientarsi nel programma. Economia degli Intermediari Finanziari copre un universo ampio — questi schemi collegano i concetti chiave e aiutano a costruire il quadro d'insieme prima di entrare nei dettagli.

Circuito diretto vs circuito indiretto

La distinzione fondamentale del corso: due modi opposti di trasferire risorse tra chi ha surplus (risparmiatore) e chi ha deficit (investitore). Il circuito indiretto è caratteristico del sistema italiano (bancocentrismo); quello diretto del sistema anglosassone (market-based).

Aspetto Circuito indiretto (banca) Circuito diretto (mercato)
Soggetto frapposto Banca (intermediario) Mercato (nessun intermediario)
Raccolta fondi Depositi, obbligazioni bancarie Azioni, obbligazioni corporate
Chi assume il rischio? La banca (trasformazione del rischio) L'investitore direttamente
Trasformazione scadenze? — raccolta breve → prestiti a lungo No
Asimmetria informativa Ridotta dalla banca (screening e monitoring) A carico dell'investitore (rating, prospetti)
Tipico in... Italia, Germania, Giappone USA, UK

Tipologie di intermediari finanziari

Il sistema finanziario è popolato da tre grandi famiglie di intermediari, ciascuna con funzione economica distinta. La banca è l'intermediario creditizio per eccellenza; le assicurazioni gestiscono il rischio puro; i soggetti mobiliari intermediano nell'investimento in strumenti finanziari.

Categoria Soggetti principali Funzione economica Vigilanza
Intermediari creditizi Banche commerciali, Banche cooperative (BCC), Casse di risparmio Raccolta del risparmio + concessione del credito; trasformazione scadenze e rischio Banca d'Italia / BCE (SSM)
Intermediari assicurativi Compagnie di assicurazione ramo vita, ramo danni Copertura di rischi puri (danni) e risparmi a lungo termine (vita); riserve tecniche IVASS (+ EIOPA in UE)
Intermediari mobiliari SGR, SIM, Banche d'investimento, Private equity, Fondi pensione Gestione portafogli (SGR), negoziazione (SIM), advisory e underwriting (banche d'inv.), accumulo previdenziale (fondi) Consob / Banca d'Italia

Gli strumenti finanziari — quattro famiglie

Ogni strumento finanziario rappresenta un diritto su un flusso di cassa futuro. Le quattro famiglie si distinguono per la natura del diritto (proprietà vs credito) e per la presenza o meno di leva finanziaria (derivati).

Famiglia Strumenti principali Caratteristica Rischio
Equity Azione ordinaria, privilegiata, di risparmio; warrant; diritti di opzione Partecipazione al capitale dell'impresa; dividendo residuale; diritto di voto (ordinaria) Alto
Debito BOT, BTP, CCT (Stato); obbligazioni corporate (tasso fisso/variabile, convertibili, subordinate) Diritto a rimborso + cedola; priorità rispetto all'equity in caso di insolvenza; rating Basso-medio
Derivati Futures (su indici, tassi, valute); options call e put; swap (IRS, currency); forward Valore derivato da un sottostante; elevata leva finanziaria; usati per copertura (hedging) e speculazione Molto alto
OICR Fondi comuni aperti/chiusi; SICAV; ETF; hedge fund; fondi pensione Raccolta presso molti investitori e gestione collettiva; diversificazione automatica; ETF replica indice in Borsa Vario

Autorità di vigilanza finanziaria in Italia

Il sistema di vigilanza è multi-istituzionale: ogni autorità ha un ambito specifico. Con l'Unione Bancaria europea (2014) la vigilanza sulle banche significative è passata alla BCE tramite il meccanismo SSM.

Autorità Campo di vigilanza Strumenti principali
Banca d'Italia Banche e intermediari creditizi (meno significativi); stabilità del sistema Ispezioni, autorizzazioni, sanzioni, requisiti patrimoniali (in collaborazione con BCE)
BCE / SSM Banche significative (con attivo > 30 mld € o sistemiche in UE) Vigilanza prudenziale diretta; SREP (Supervisory Review and Evaluation Process); stress test
Consob Mercati finanziari, emittenti quotati, intermediari mobiliari (SIM, SGR) Trasparenza (prospetti), enforcement insider trading, MiFID II, abuso di mercato
IVASS Compagnie di assicurazione (ramo vita e danni) Solvency II (requisiti patrimoniali), riserve tecniche, tutela assicurati
AGCM Concorrenza in tutti i settori (incluso finanziario) Antitrust, abuso di posizione dominante, controllo delle concentrazioni

Rischi bancari e framework Basilea III

Basilea III ha reso più stringenti i requisiti patrimoniali introdotti con Basilea I e II, aggiungendo buffer di capitale e requisiti di liquidità. La logica di fondo: le banche devono tenere abbastanza capitale per assorbire le perdite inattese senza ricorrere al salvataggio pubblico.

Tipo di rischio Definizione Strumento di gestione
Rischio di credito Il debitore non rimborsa il prestito (default) — è il rischio principale per le banche Rating interno/esterno, scoring, collateral, accantonamenti su crediti deteriorati (NPL)
Rischio di mercato Variazioni sfavorevoli di prezzi (azioni), tassi (obbligazioni) o cambi (valuta) VaR (Value at Risk), limiti operativi, hedging con derivati, stress test
Rischio operativo Perdite da errori umani, frodi, guasti IT, eventi esterni (catastrofi) Procedure interne, assicurazioni, controllo interno, buffer di capitale operativo
Rischio di liquidità Impossibilità di far fronte agli impegni di pagamento (bank run) Buffer di liquidità (riserve), LCR ≥ 100%, NSFR ≥ 100%, linee di credito di emergenza
Elemento Basilea III Contenuto Requisito minimo
CET1 (Common Equity Tier 1) Capitale primario di qualità elevata: azioni ordinarie + riserve + utili non distribuiti ≥ 4,5%
Tier 1 CET1 + Additional Tier 1 (strumenti ibridi, es. AT1/CoCos) ≥ 6%
Total Capital Ratio Tier 1 + Tier 2 (obbligazioni subordinate, riserve di rivalutazione) ≥ 8%
Capital Conservation Buffer Buffer aggiuntivo per assorbire perdite nei periodi di stress + 2,5%
LCR (Liquidity Coverage Ratio) Attività liquide di alta qualità (HQLA) / deflussi netti 30 giorni ≥ 100%
NSFR (Net Stable Funding Ratio) Raccolta stabile disponibile / raccolta stabile richiesta (orizzonte 1 anno) ≥ 100%
Leverage Ratio Tier 1 / Totale attivo (non ponderato per il rischio) ≥ 3%

Asimmetria informativa e razionamento del credito

Il mercato del credito è caratterizzato da asimmetria informativa: la banca non conosce perfettamente il profilo del richiedente. Questo genera due problemi classici studiati nel programma:

Problema Definizione Soluzione adottata dalla banca
Selezione avversa
(ex ante)
Prima del prestito: i richiedenti peggiori sono più incentivati a chiedere credito. ↑ Tasso → ↑ quota richiedenti rischiosi Screening del merito creditizio (scoring, rating, istruttoria), garanzie (collateral), storia creditizia (Centrale Rischi)
Azzardo morale
(ex post)
Dopo il prestito: il debitore può usare i fondi in modo più rischioso di quanto dichiarato, scaricando le perdite sulla banca Monitoring del debitore (covenant, rendiconti periodici), clausole restrittive, garanzie personali/reali
Razionamento del credito
(Stiglitz-Weiss)
La banca preferisce razionare il credito piuttosto che alzare il tasso: alzare il tasso peggiorerebbe la selezione dei richiedenti e aumenterebbe il rischio medio del portafoglio È una conseguenza strutturale, non una disfunzione: il mercato del credito non si "svuota" come un mercato concorrenziale normale

Metodo di studio consigliato dai colleghi

Consigli raccolti dalla community L18 Pegaso — dal gruppo WhatsApp Economia degli Intermediari Finanziari L18 Pegaso:

  • Inizia sempre dal sistema finanziario (cap. 1). Il primo capitolo è la mappa concettuale di tutto il corso: funzioni del sistema, soggetti, circuiti diretti e indiretti. Chi lo salta e parte subito dagli intermediari si trova senza il contesto per collegare le nozioni. Dedica il doppio del tempo che pensi a questo capitolo.
  • Studia gli intermediari nell'ordine giusto: banche prima, non bancari dopo. Le banche sono il modello di riferimento (raccolta + impiego + bilancio); tutti gli altri intermediari si studiano più facilmente in comparazione con la banca. Tratti una banca → comprendi meglio una SGR o una compagnia di assicurazione per differenza.
  • Basilea è un capitolo a sé — affrontalo dopo aver capito il rischio bancario. CET1, Tier 1, LCR, NSFR hanno senso solo se prima hai chiaro perché le banche hanno bisogno di requisiti patrimoniali (e cosa succede senza — vedi crisi 2008). Il framework Basilea senza il contesto del rischio diventa solo mnemonica.
  • Per gli strumenti derivati: concentrati sulla logica, non sulle formule. Il programma L18 (a differenza di un corso di finanza quantitativa) richiede di capire cosa fa un future, un'option e uno swap — non di prezzarli. La distinzione tra hedging e speculazione, e tra opzione call e put, è fondamentale; le formule di Black-Scholes non sono nell'obiettivo formativo.
  • Disegna sempre la struttura del bilancio bancario. Attivo: cassa + crediti clienti + titoli. Passivo: depositi + obbligazioni emesse + patrimonio netto. Chi la tiene chiara in testa durante lo studio trova più facile la sezione su rischio di liquidità, trasformazione scadenze e requisiti Basilea.

Schema — Le tre funzioni chiave degli intermediari finanziari

Funzione Come opera Rischio assunto dall'intermediario
Trasformazione del rischio La banca raccoglie depositi "sicuri" e li investe in prestiti più rischiosi — si assume il rischio di credito al posto del depositante Rischio di credito (il debitore potrebbe non rimborsare)
Trasformazione delle scadenze Raccoglie a breve (depositi a vista, anche ritirati domani) e presta a lungo (mutui 20-30 anni) Rischio di liquidità (se tutti ritirano i depositi in contemporanea — bank run)
Riduzione asimmetria informativa Investe in screening (istruttoria del credito) e monitoring del debitore — cosa che il singolo risparmiatore non potrebbe fare a costi ragionevoli Rischio di selezione avversa e azzardo morale (mitigato dalla relazione di lungo periodo banca-cliente)

Studia con chi sta preparando questo esame adesso

Nel gruppo trovi materiali condivisi e confronto con chi ha già sostenuto l'esame di Economia degli Intermediari Finanziari L18.

Domande dalla community

C'è differenza tra il bilancio di una banca e il bilancio di un'impresa?
Sì, la struttura è diversa. Il bilancio bancario ha all'attivo principalmente crediti verso clienti e titoli in portafoglio (invece di immobilizzazioni e magazzino); al passivo ha depositi e obbligazioni emesse (la raccolta) invece del capitale sociale come voce predominante. L'attivo di una banca è fatto di attività finanziarie — il modello di business è "raccogliere a basso costo e impiegare a rendimento più alto".
Qual è la differenza tra un fondo comune aperto e un ETF?
Entrambi raccolgono denaro da più investitori e lo investono in un portafoglio diversificato. La differenza chiave: un fondo comune aperto si acquista/riscatta al NAV calcolato ogni giorno dalla SGR; un ETF si negozia in Borsa come un'azione, con prezzo che oscilla durante la giornata. Gli ETF tipicamente replicano passivamente un indice (es. FTSE MIB, S&P 500) con costi di gestione molto bassi.
Come funziona esattamente il razionamento del credito di Stiglitz e Weiss?
Il punto chiave: se una banca alza il tasso di interesse per aumentare il rendimento, ottiene un effetto perverso — i richiedenti "buoni" (meno rischiosi) si ritirano perché il costo del debito è troppo alto, mentre restano solo i richiedenti "cattivi" (più rischiosi, perché scommettono su rendimenti alti). La banca razionale preferisce quindi tenere il tasso fermo e selezionare i clienti tramite screening invece di fare della politica dei prezzi — e rifiuta alcune richieste anche a tasso più alto.
L'Unione Bancaria europea ha cambiato chi vigila sulle banche italiane?
Sì, per le banche significative. Dal 2014, con l'istituzione del SSM (Single Supervisory Mechanism), la BCE vigila direttamente sulle banche "significant institutions" (attivo > 30 mld € o sistemiche per il paese). Per le banche meno significative la vigilanza operativa resta alla Banca d'Italia, ma sotto la supervisione della BCE. La Banca d'Italia mantiene le sue funzioni anche sulla stabilità finanziaria e sulla politica macroprudenziale.

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve per prepararsi

Dal confronto attivo tra colleghi delle community, chi ha già sostenuto l'esame indica tempi di preparazione che variano in base al background di partenza.

Con basi di economia (es. Economia Politica già superata, o percorso tecnico commerciale): 3-4 settimane. Il vocabolario finanziario (tassi, rischio, rendimento, bilancio) è già familiare — resta da costruire la tassonomia degli intermediari e il framework Basilea.

Senza basi di finanza: 4-5 settimane. Settimane 1-2 → sistema finanziario + intermediari creditizi (banche). Settimane 3-4 → intermediari non bancari + mercati + strumenti. Ultima settimana → vigilanza + Basilea + rischio + ripasso asimmetria informativa.

I materiali disponibili nel gruppo (schemi e riassunti condivisi dagli studenti) possono ridurre sensibilmente i tempi, specialmente per le sezioni più descrittive (vigilanza, tipologie di strumenti).

Questa materia ti prepara a…

Economia degli Intermediari Finanziari costruisce una base che si collega direttamente ad altre materie del percorso L18 e agli sbocchi professionali in ambito finanziario:

  • Economia Politica — offre il contesto macro (politica monetaria, tassi di interesse, inflazione, IS-LM) che qui si applica concretamente al comportamento degli intermediari e alla politica della Banca Centrale. Studiare le due materie in sequenza ravvicinata aiuta a collegare la teoria macro alla pratica bancaria.
  • Contabilità e Bilancio — la struttura del bilancio bancario (attivo: crediti e titoli; passivo: depositi) è un'applicazione specializzata del bilancio di esercizio studiato qui. Chi ha già una base contabile affronta il bilancio bancario più facilmente.
  • Economia e Gestione delle Imprese — la sezione finanza aziendale di EGI (WACC, leva finanziaria, struttura del capitale) è strettamente collegata ai concetti di intermediazione finanziaria e di accesso al credito bancario studiati in questa materia.
  • Finanza Aziendale / Diritto Tributario — materie che si appoggiano direttamente sulla conoscenza degli strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, derivati) e del sistema bancario per le decisioni di finanziamento e investimento d'impresa.

Tutte le materie del piano di studi L18 Pegaso le trovi nell'indice materie L18 Pegaso →

Domande frequenti

9 CFU nel piano 2025 (cod. 0602509SECSP11NM) e 10 CFU nel piano 2024 (cod. 0602410SECSP11). È una materia specialistica di area finanziaria — copre l'intero sistema degli intermediari, dei mercati e della vigilanza con un programma ampio e articolato.

Il codice 0602509SECSP11NM (piano 2025, 9 CFU) e il codice 0602410SECSP11 (piano 2024, 10 CFU) trattano gli stessi macro-argomenti (sistema finanziario, intermediari, mercati, vigilanza, Basilea), ma il piano 2024 ha un programma più esteso per via del CFU aggiuntivo. Verifica il PDF ufficiale del tuo codice per conoscere i moduli specifici inclusi.

Il corso studia come il sistema finanziario trasferisce risorse tra risparmiatori e investitori. I temi principali: banche (raccolta, credito, bilancio bancario), intermediari non bancari (assicurazioni, fondi comuni, SIM, banche d'investimento), mercati finanziari (monetario, obbligazionario, azionario), strumenti (azioni, obbligazioni, derivati, ETF), vigilanza (Banca d'Italia, Consob, IVASS, BCE/SSM), rischio bancario e framework Basilea I/II/III.

Chi ha già sostenuto l'esame la descrive come densa piuttosto che difficile: il numero di argomenti è elevato ma ciascuno è comprensibile. Non richiede calcoli avanzati (nessuna formula da derivare). La difficoltà principale è la quantità di soggetti, strumenti e normative da tenere distinti. Un metodo per blocchi tematici (sistema → intermediari → mercati → vigilanza) rende il carico gestibile.

Con basi di economia: 3-4 settimane. Senza basi: 4-5 settimane. La strategia più efficace è studiare prima il sistema finanziario (cap. 1) per avere il quadro d'insieme, poi approfondire gli intermediari uno per uno. Basilea e il rischio bancario si capiscono meglio per ultimi — quando si ha già chiaro cosa fa una banca.

Sì, esiste un gruppo dedicato che copre entrambi i codici (0602410SECSP11 e 0602509SECSP11NM) dell'indirizzo L18 Economia Aziendale Pegaso. Trovi il link diretto nella scheda materia in cima a questa pagina.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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