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L18-PEGASO · Economia Aziendale — Pegaso

Economia Politica L18 Pegaso

Economia Politica è la materia teorica più ambiziosa del percorso L18: copre sia la microeconomia — domanda, offerta, teoria del consumatore, strutture di mercato — sia la macroeconomia — PIL, inflazione, modello IS-LM, politica fiscale e monetaria, crescita economica. Il programma è molto esteso, percepito come impegnativo non per difficoltà concettuale ma per il volume.

Il gruppo WhatsApp dedicato è tra i più attivi del corso L18. Gli studenti la considerano la materia che richiede più tempo di studio, non quella più ostica. Chi ha già studiato economia alle superiori riesce a completarla in 2-3 settimane. Chi parte da zero ha bisogno di quattro o cinque.

Scheda materia
9
CFU
Anno
SECS-P/01
SSD
Indirizzo
Business Management E Consulenza Direzionale Imprese Digitali E Esg Management Management Delle Imprese Turistiche
Questa materia esiste con due codici principali — piano 2025 (9 CFU, 1° anno) e piano 2024 (10 CFU, 3° anno) — con curricoli diversi. Vedi la sezione "Il programma nel tempo".

Obiettivi formativi ufficiali

Dal programma ufficiale Pegaso:

  • Conoscere le principali scuole di pensiero economico e i loro contributi (Smith, Ricardo, Marx, Keynes)
  • Comprendere i meccanismi microeconomici di domanda, offerta e formazione dei prezzi nelle diverse strutture di mercato
  • Analizzare le grandezze macroeconomiche fondamentali (PIL, inflazione, disoccupazione) e i modelli di crescita economica (Solow)
  • Applicare gli strumenti di politica fiscale e monetaria nell'analisi dei sistemi economici (modello IS-LM)

Cosa trovi in questa guida

La materia è organizzata qui secondo la logica del contenuto, non l'ordine del programma: si parte dalle radici storiche del pensiero economico, poi la microeconomia e la macroeconomia una alla volta, con uno schema di sintesi dopo ogni argomento. Il metodo di studio operativo — riassunti, tempi di preparazione, colloquio — è in fondo, nella sezione Metodo di studio.

Di cosa parla (programma 2025)

Il programma 2025 (codice 0602509SECSP01NM) copre due grandi blocchi: la parte storica e teorica — le scuole di pensiero economico — e la parte applicata, divisa tra micro e macro.

  • 1. Le scuole di pensiero economico
    Adam Smith e la scuola classica (divisione del lavoro, vantaggi assoluti). David Ricardo (vantaggi comparati, distribuzione). Karl Marx e la critica al capitalismo. L'economia neoclassica e la teoria quantitativa della moneta. Keynes e la domanda aggregata.
  • 2. Microeconomia del consumatore
    Vincolo di bilancio e sue variazioni. Preferenze e curve di indifferenza. La scelta ottima (punto di tangenza). Effetti di reddito e di sostituzione al variare del prezzo.
  • 3. Domanda, offerta ed elasticità
    Domanda individuale e domanda di mercato. Surplus del consumatore. Elasticità al prezzo (elastica, rigida, unitaria), elasticità del reddito, elasticità incrociata (beni sostituti e complementari).
  • 4. Teoria della produzione e dei costi
    Funzione di produzione nel breve e nel lungo periodo. Prodotto marginale e rendimenti decrescenti. Curve di costo (fisso, variabile, marginale, medio). Combinazione ottima dei fattori produttivi.
  • 5. Strutture di mercato
    Concorrenza perfetta (breve e lungo periodo). Monopolio: potere di mercato, perdita secca, discriminazione di prezzo (primo, secondo, terzo grado). Concorrenza monopolistica. Oligopolio: Cournot, collusione, teoria dei giochi e equilibrio di Nash. Fallimenti di mercato ed esternalità.
  • 6. Macroeconomia: produzione, reddito e prezzi
    Il PIL e le sue componenti (C + I + G + NX). PIL nominale vs reale, deflatore del PIL. Occupazione e disoccupazione, tasso naturale (NAIRU). Inflazione: CPI, deflatore, legge di Okun, curva di Phillips.
  • 7. Il modello keynesiano e IS-LM
    Domanda aggregata e modello reddito-spesa. Moltiplicatore keynesiano e paradosso del risparmio. Mercati finanziari e tasso di interesse. Curva IS (equilibrio mercato dei beni) e LM (equilibrio mercato monetario). Politica fiscale e monetaria nel modello IS-LM.
  • 8. Crescita economica e temi avanzati
    Modello di Solow: funzione di produzione, stato stazionario, regola aurea. Progresso tecnologico e capitale umano. Aspettative razionali e mercati finanziari. Le patologie dei sistemi economici avanzati (Grande Depressione, inflazione elevata, debito pubblico).

Non è necessario seguire questi otto blocchi nell'ordine del programma: il modo più efficace è raggrupparli in due macro-aree — prima la microeconomia (blocchi 2-5), poi la macroeconomia (blocchi 6-8) — con la storia del pensiero economico (blocco 1) come filo conduttore che le collega. È l'ordine che seguiamo anche in questa guida, a partire dalla sezione Argomenti del programma da approfondire.

Riassunti di Economia Politica nel gruppo

Schemi e riassunti condivisi dagli studenti L18 — disponibili nel gruppo WhatsApp dedicato a Economia Politica.

Il programma nel tempo — codici e anni diversi

Il codice materia non si sceglie: è assegnato in base al piano di studi e all'indirizzo del tuo anno accademico di immatricolazione. La differenza principale tra i codici riguarda i CFU (9 vs 10) e il posizionamento nel piano (1° anno vs 3° anno).

Caratteristica Piano 2025
0602509SECSP01NM
9 CFU · PDF →
Piano 2024
0602410SECSP01
10 CFU · PDF →
Anno nel piano di studi 1° anno 3° anno
Indirizzo / Curricolo Tutti gli indirizzi (a.a. 25/26) Curricolo Statutario (a.a. 24/25)
Microeconomia
Macroeconomia (IS-LM, crescita)
SSD SECS-P/01 SECS-P/01
CFU 9 10

Come trovare il tuo codice materia

Il codice non è visibile nella sezione Carriera — vai nella sezione Corsi, dove compare accanto al nome di ogni insegnamento. Se vedi 0602509SECSP01NM sei nel piano 2025 (questa guida, 1° anno). Se vedi 0602410SECSP01 sei nel piano 2024, curricolo statutario — stesso programma di base (micro + macro), ma 10 CFU e posizionato al 3° anno del piano.

L18 Pegaso: i percorsi di studio

Il corso di laurea triennale L-18 di Pegaso si articola in tre percorsi. Economia Politica (SECS-P/01) è presente in tutti e tre — il programma di base (micro + macro) è lo stesso, ma il codice assegnato, il numero di CFU e l'anno di collocazione variano in base all'anno accademico di immatricolazione.

Percorso Materie caratterizzanti (2°–3° anno) Econ. Politica
Statutario Formazione generalista: Economia e Gestione delle Imprese, Marketing, Organizzazione Aziendale, Diritto Tributario, Diritto dell'Impresa 3° anno
CFU → a.a. di iscrizione
Economia dell'Impresa Digitale e Sostenibile Digitalizzazione, innovazione aziendale e rendicontazione ESG — il cap. sulla sostenibilità è particolarmente collegato a questo indirizzo 1° anno
CFU → a.a. di iscrizione
Management delle Imprese Turistiche e Culturali Marketing Turistico, Diritto del Turismo, Economia del Turismo — focus hospitality e turismo culturale Verifica in piattaforma
sezione Corsi → codice
Anno di piano: Economia Politica è al 1° anno nell'a.a. 25/26 (codice NM), al 3° anno nel Curricolo Statutario (a.a. 24/25). Questa è la differenza più importante tra i percorsi — verifica il tuo anno di collocazione nella sezione Corsi prima di pianificare la sessione.

Che tu sia nel percorso statutario, digitale o turistico, studierai questa materia insieme agli studenti degli altri indirizzi. Il gruppo WhatsApp Economia Politica L18 Pegaso raccoglie studenti di tutti e tre i percorsi: è tra i gruppi più attivi del corso L18, il che si traduce in più riassunti condivisi, più confronto prima degli appelli e più probabilità di trovare qualcuno che sta preparando l'esame nello stesso periodo.

Come scegliere il percorso: il percorso statutario è il più flessibile (amministrazione, controllo di gestione, PMI). L'indirizzo digitale e sostenibile è adatto a chi punta a ruoli in grandi aziende o consulenza con focus ESG. Il percorso turistico ha sbocchi specifici in hospitality, gestione alberghi e turismo culturale.

Argomenti del programma da approfondire

Economia Politica copre due mondi — la microeconomia e la macroeconomia — che nascono da una storia comune. Partiamo da lì, poi seguiamo la sequenza logica di ciascuna area, con uno schema di sintesi e un collegamento dopo ogni argomento.

Da Smith a Keynes — perché nasce la distinzione micro/macro

Adam Smith (La ricchezza delle nazioni, 1776) descrive per primo come il mercato coordini gli interessi individuali senza una pianificazione centrale — la "mano invisibile" — grazie alla divisione del lavoro e allo scambio libero: un Paese esporta ciò che produce a un costo minore in termini assoluti rispetto agli altri (vantaggio assoluto).

David Ricardo raffina l'analisi con la teoria dei vantaggi comparati (conviene specializzarsi anche se si è meno efficienti in tutto, purché relativamente più efficienti in qualcosa) e si occupa di come il valore prodotto si distribuisce tra salari, profitti e rendita.

Karl Marx muove una critica radicale al capitalismo: il valore nasce dal lavoro, ma il profitto del capitalista deriva dall'appropriazione del plusvalore prodotto dai lavoratori — e il sistema è per natura soggetto a crisi cicliche di sovrapproduzione.

Alla fine dell'Ottocento la scuola neoclassica (Marshall, Walras) sposta l'attenzione dal valore-lavoro all'utilità marginale: prezzi e quantità si spiegano con le scelte individuali di consumatori e imprese "al margine". È la nascita della microeconomia come disciplina autonoma, con un impianto sempre più matematico. Sul lato monetario si afferma in parallelo la teoria quantitativa della moneta: è la quantità di moneta in circolazione, non la produzione reale, a determinare il livello dei prezzi — un'idea che tornerà al centro del dibattito con Keynes.

John Maynard Keynes, scrivendo dopo la Grande Depressione (Teoria generale, 1936), sposta di nuovo il livello di analisi: non basta guardare il singolo mercato, bisogna guardare l'economia nel suo complesso. È la domanda aggregata — non il solo aggiustamento dei prezzi — a determinare produzione e occupazione. Nasce la macroeconomia come disciplina distinta.

Collegamento: da questa doppia eredità nasce la distinzione che il corso adotta: la microeconomia (eredità neoclassica) studia le scelte individuali, la macroeconomia (eredità keynesiana) studia i risultati aggregati di quelle scelte. Vediamo la mappa completa prima di entrare nel dettaglio di ciascuna.

Microeconomia vs Macroeconomia — la mappa

La micro studia le scelte individuali; la macro studia i risultati aggregati di quelle scelte su un'economia intera. Ecco la sequenza che seguiamo da qui in avanti:

Dimensione Microeconomia Macroeconomia
Oggetto di studio Comportamento di singoli consumatori, imprese e mercati specifici Funzionamento dell'economia di un Paese nel suo complesso
Domande chiave Come si forma il prezzo del pane? Perché il monopolio danneggia il consumatore? Cosa causa l'inflazione? Come si riduce la disoccupazione? Cosa determina la crescita del PIL?
Strumenti principali Vincolo di bilancio, domanda/offerta, costi di produzione, strutture di mercato PIL, inflazione/disoccupazione, IS-LM, politica fiscale/monetaria, modello di Solow

Mappa — la sequenza di questa guida

Microeconomia

  1. Il consumatore
  2. Domanda e offerta
  3. Produzione e costi
  4. Strutture di mercato
  5. Fallimenti di mercato

Macroeconomia

  1. Il PIL
  2. Disoccupazione e inflazione
  3. Il ciclo economico
  4. Modello keynesiano e IS-LM
  5. Politica fiscale e monetaria
  6. Crescita e modello di Solow

Collegamento: iniziamo dal livello più elementare della microeconomia — la singola scelta di un consumatore con un reddito limitato.

Il consumatore: vincolo di bilancio e scelta ottima

Il consumatore ha un reddito limitato: il vincolo di bilancio è la retta che mostra tutte le combinazioni di due beni che può acquistare ai prezzi correnti. Le sue preferenze sono rappresentate dalle curve di indifferenza — combinazioni di beni che danno la stessa soddisfazione. La scelta ottima si trova nel punto di tangenza tra il vincolo di bilancio e la curva di indifferenza più alta raggiungibile. Quando il prezzo di un bene cambia, la scelta si sposta: l'effetto si scompone in un effetto di sostituzione (il bene diventato relativamente più caro viene sostituito con l'altro) e un effetto di reddito (il potere d'acquisto reale cambia). È da questa scomposizione che nasce la curva di domanda individuale del prossimo paragrafo.

Schema — Il consumatore: i concetti chiave

Concetto Cosa significa
Vincolo di bilancio Le combinazioni di due beni acquistabili con un dato reddito, ai prezzi correnti
Curve di indifferenza Combinazioni di beni che danno la stessa utilità (soddisfazione) al consumatore
Scelta ottima Punto di tangenza tra vincolo di bilancio e la curva di indifferenza più alta raggiungibile
Effetto di reddito Variazione della domanda dovuta al cambiamento del potere d'acquisto reale
Effetto di sostituzione Variazione della domanda dovuta al cambiamento del prezzo relativo tra due beni

Collegamento: le scelte di tanti consumatori, aggregate, generano la curva di domanda di mercato. Vediamo ora come si incontra con l'offerta delle imprese.

Domanda e offerta — il modello di base

Il cuore della microeconomia. Il prezzo di equilibrio si forma dove la quantità domandata eguaglia la quantità offerta. La curva si sposta (non si muove lungo la curva) quando cambia uno dei determinanti non-prezzo. Il surplus del consumatore — la differenza tra quanto un consumatore sarebbe disposto a pagare e quanto paga effettivamente al prezzo di equilibrio — misura il beneficio netto che il mercato genera per chi acquista.

Aspetto Domanda (D) Offerta (S)
Relazione col prezzo ↑ Prezzo → ↓ Quantità (inversa) ↑ Prezzo → ↑ Quantità (diretta)
Determinanti (spostano la curva) Reddito · Preferenze · Prezzo beni sostituti/complementari · Aspettative · N. consumatori Costi di produzione · Tecnologia · Prezzo input · N. produttori · Aspettative · Sussidi/Tasse
Spostamento D a destra → Prezzo ↑ e Quantità ↑ → Prezzo ↓ e Quantità ↑
Elasticità al prezzo |ε| |ε| > 1 = elastica (la domanda reagisce molto) · |ε| < 1 = rigida (poca reazione) · |ε| = 1 = unitaria
Beni sostituti ↑ Prezzo bene A → ↑ Domanda bene B (elasticità incrociata positiva)
Beni complementari ↑ Prezzo bene A → ↓ Domanda bene B (elasticità incrociata negativa)
Beni normali vs inferiori Normali: ↑ Reddito → ↑ Domanda (elasticità reddito positiva). Inferiori: ↑ Reddito → ↓ Domanda

Grafico interattivo — l'equilibrio di mercato si sposta

Domanda (D) Offerta (S)
Domanda e offerta: equilibrio di mercato Prezzo Quantità E

Cosa succede se cambia un determinante non-prezzo?

Equilibrio di partenza: prezzo e quantità determinati dall'incrocio tra D e S.

Collegamento: se la domanda nasce dalle scelte dei consumatori, l'offerta nasce da quelle delle imprese. Vediamo come un'impresa decide quanto produrre e a quale costo.

Produzione e costi

Simmetrico al consumatore: l'impresa trasforma input (lavoro, capitale) in output attraverso la funzione di produzione. Nel breve periodo almeno un fattore è fisso (tipicamente il capitale) e l'impresa può variare solo il lavoro; nel lungo periodo può variare entrambi. All'aumentare del lavoro impiegato, il prodotto marginale (l'output aggiuntivo generato dall'ultima unità di lavoro) cresce inizialmente ma poi decresce — è la legge dei rendimenti marginali decrescenti. Da qui derivano le curve di costo, e l'impresa sceglie la combinazione di lavoro e capitale che minimizza il costo per ogni livello di output.

Schema — Le curve di costo dell'impresa

Voce di costo Definizione Andamento tipico
Costo fisso Non dipende dalla quantità prodotta (es. affitto dell'impianto) Costante al variare della produzione
Costo variabile Dipende dalla quantità prodotta (es. materie prime, lavoro) Cresce con la produzione
Costo marginale Il costo dell'ultima unità prodotta Decrescente poi crescente (per i rendimenti decrescenti)
Costo medio Costo totale diviso le unità prodotte A forma di U — minimo dove incrocia il costo marginale

Collegamento: il modello di domanda e offerta assume che nessun singolo attore possa influenzare il prezzo. Le strutture di mercato mostrano cosa cambia quando questa condizione non è rispettata, dal caso ideale della concorrenza perfetta fino al monopolio.

Strutture di mercato — dal perfetto al monopolio

Quattro strutture, un continuum di potere di mercato. La concorrenza perfetta è il benchmark teorico (efficiente ma raro); il monopolio è l'estremo opposto (inefficiente ma redditizio per l'impresa). Le forme ibride più frequenti nella realtà sono la concorrenza monopolistica e l'oligopolio.

Caratteristica Concorrenza perfetta Conc. monopolistica Oligopolio Monopolio
N. imprese Molte Molte Poche Una
Prodotto Omogeneo Differenziato Omogeneo o diff. Unico
Controllo prezzo Nessuno
price-taker
Limitato Elevato Totale
price-maker
Barriere ingresso Assenti Basse Significative Altissime
Profitto lungo periodo = 0
(extraprofitto annullato)
≈ 0
(entrata nuove imprese)
> 0 > 0
(posizione protetta)
Condizione ottima P = Cmg = Cme
(efficienza allocativa)
P > Cmg nel breve Cournot / Nash
collusione
Cmg = Rmg
perdita secca (DWL)
Esempi Borsa, mercati agricoli Ristoranti, abbigliamento Telefonia, auto Ferrovie, utilities

Schema — Strutture di mercato a confronto

Struttura N. imprese e tipo di bene Potere di prezzo Esempi
Concorrenza perfetta Molte imprese; bene omogeneo (indifferenziato); libera entrata/uscita dal settore Nessuno — le imprese sono price-taker; il prezzo è fissato dal mercato Mercati agricoli (grano, mais), mercati finanziari spot
Monopolio Un'unica impresa; bene senza sostituti; barriere all'entrata elevate (legali, tecnologiche, naturali) Massimo — price-maker; il prezzo è superiore al costo marginale (perdita secca di efficienza) Utility pubbliche storiche (energia, ferrovie), brevetti farmaceutici
Oligopolio Poche imprese; bene omogeneo o differenziato; forte interdipendenza strategica tra i player Parziale — il prezzo dipende dalle scelte dei rivali; rischio di collusione (cartelli) e guerre di prezzo Telefonia, automotive, compagnie aeree, grande distribuzione
Concorrenza monopolistica Molte imprese; bene differenziato (per qualità, brand, design); entrata relativamente libera Limitato — ogni impresa ha un micro-monopolio sul proprio prodotto differenziato Abbigliamento, ristorazione, cosmetica, editoria

Il monopolista, non avendo concorrenti, può inoltre praticare la discriminazione di prezzo — far pagare prezzi diversi per lo stesso bene: di primo grado (un prezzo diverso per ogni cliente, il massimo che è disposto a pagare), di secondo grado (prezzi differenziati in base alla quantità acquistata) e di terzo grado (prezzi differenziati per categoria di clienti, es. sconti studenti o abbonamenti).

Collegamento: la domanda naturale a questo punto è cosa succede quando anche la struttura di mercato più efficiente — la concorrenza perfetta — non basta a garantire un risultato ottimale per la collettività. È il tema dei fallimenti di mercato.

Quando il mercato non funziona — i fallimenti di mercato

La concorrenza perfetta è il benchmark teorico, ma in diversi casi il mercato da solo non produce il risultato efficiente previsto dal modello. Il programma individua quattro situazioni tipiche — beni pubblici, esternalità (positive e negative), asimmetrie informative e monopolio naturale — in cui manca almeno una delle condizioni della concorrenza perfetta, e per questo diventa necessario un intervento correttivo (regolazione, tassazione, sussidio).

Schema — Fallimenti del mercato: cause e strumenti correttivi

Tipo di fallimento Meccanismo Strumento di correzione
Beni pubblici Non rivali (il consumo di uno non riduce quello degli altri) e non escludibili (impossibile escludere i free rider) — il mercato li sotto-produce Produzione pubblica diretta o sussidio alla produzione privata (es. difesa, fari marittimi, conoscenza di base)
Esternalità negative Il produttore impone costi a terzi non riflessi nel prezzo di mercato → sovra-produzione rispetto all'ottimo sociale Tassa pigouviana (uguale al danno marginale), limiti regolatori, permessi negoziabili (cap-and-trade)
Esternalità positive Il produttore genera benefici a terzi senza ricevere compenso → sotto-produzione rispetto all'ottimo sociale Sussidio pubblico o finanziamento diretto (es. R&D, vaccinazioni, istruzione pubblica)
Asimmetrie informative Un lato del mercato ha più informazioni dell'altro → selezione avversa (ex ante) e azzardo morale (ex post) Regolamentazione, obblighi di divulgazione, garanzie, assicurazione obbligatoria, certificazioni
Monopolio naturale Settori con elevati costi fissi e bassi costi marginali (economie di scala continue) → un'unica impresa serve il mercato al minor costo Regolazione tariffaria (prezzo = costo medio o costo marginale), concessione pubblica, nazionalizzazione

Collegamento: fin qui abbiamo osservato le scelte di singoli consumatori e imprese. La macroeconomia cambia livello di analisi e guarda al risultato aggregato di tutte queste scelte in un intero Paese — a partire dalla misura più usata per descriverlo, il PIL.

Il PIL e le sue componenti

Il Prodotto Interno Lordo misura il valore totale dei beni e servizi finali prodotti in un Paese in un dato periodo. La formula fondamentale della domanda aggregata:

Y = C + I + G + NX
Simbolo Componente Cosa include Fattori che la influenzano
C Consumi privati Spesa famiglie per beni (durevoli, non durevoli) e servizi Reddito disponibile, ricchezza, aspettative, tasso di interesse
I Investimenti Macchinari, costruzioni, variazione scorte Tasso di interesse reale, aspettative di profitto, incentivi fiscali, credito
G Spesa pubblica Acquisto beni/servizi della PA (esclusi i trasferimenti: pensioni, sussidi) Decisioni di bilancio pubblico, ciclo politico, Patto di Stabilità UE
NX Esportazioni nette Esportazioni − Importazioni (bilancia commerciale) Tasso di cambio, competitività, domanda estera, dazi

PIL nominale vs reale: il nominale misura la produzione ai prezzi correnti; il reale la misura a prezzi di un anno base, eliminando l'effetto inflazione. Il loro rapporto è il deflatore del PIL:

Misura Formula A cosa serve
PIL nominale Σ (Pt × Qt) Valore corrente della produzione
PIL reale Σ (P0 × Qt) Confronto crescita reale tra anni
Deflatore del PIL (PIL nom. / PIL reale) × 100 Misura livello generale dei prezzi

Collegamento: il PIL misura quanto produce un Paese. Ma la produzione si traduce anche in posti di lavoro e influenza il livello dei prezzi — le prossime due variabili da collegare al quadro.

Disoccupazione e inflazione: la curva di Phillips

Occupazione e prezzi sono le altre due variabili che, insieme al PIL, descrivono lo stato di un'economia. La disoccupazione si divide in tre tipi: frizionale (fisiologica, legata al tempo di transizione tra un lavoro e l'altro), strutturale (mismatch tra competenze richieste e offerte) e ciclica (legata alle fasi basse del ciclo economico) — la somma delle prime due definisce il tasso naturale di disoccupazione (NAIRU). L'inflazione si misura con il CPI o con il deflatore del PIL, ed erode il potere d'acquisto se non compensata dalla crescita dei redditi. La curva di Phillips descrive, nel breve periodo, una relazione inversa tra le due variabili: quando la disoccupazione scende, l'inflazione tende a salire (e viceversa) — un compromesso di cui la politica economica deve tenere conto, anche se nel lungo periodo la relazione si indebolisce. La legge di Okun collega invece disoccupazione e PIL: per ogni punto percentuale di PIL sotto il proprio potenziale, la disoccupazione tende ad aumentare in proporzione — un altro modo di leggere il costo economico di una recessione.

Collegamento: PIL, disoccupazione e inflazione non restano fissi nel tempo, ma seguono un andamento ciclico. Il ciclo economico mette insieme queste tre variabili in un unico quadro.

Il ciclo economico — fasi e indicatori

L'economia alterna fasi di espansione a fasi di contrazione intorno al trend di lungo periodo. Gli indicatori anticipatori (leading) precedono il ciclo; gli indicatori ritardati (lagging) lo confermano dopo.

Ripresa
PIL ↑, U ancora ↑
Espansione
PIL ↑↑, U ↓, π ↑
Picco
PIL max, U min
Recessione
PIL ↓ ≥2 trim
Depressione
PIL min, U max
⬆ Indicatori anticipatori (leading)
• Ordini nell'industria
• Permessi edilizi
• Indici borsistici (S&P, FTSE, ecc.)
• Fiducia consumatori e imprese
• Curva dei rendimenti (yield curve)
• Ore di straordinario
⬇ Indicatori ritardati (lagging)
• Tasso di disoccupazione
• PIL definitivo (esce mesi dopo)
• Inflazione salariale nominale
• Tassi sui prestiti a lungo termine
• Rapporto debito-PIL delle imprese
• Investimenti fissi completati

Schema — Il ciclo economico: fasi, caratteristiche e risposta di policy

Fase Caratteristiche (PIL, occupazione, inflazione) Risposta di policy
Ripresa PIL ricomincia a crescere; disoccupazione ancora alta; inflazione bassa; fiducia in miglioramento Stimolo fiscale e/o monetario per sostenere la domanda e accelerare la risalita
Espansione PIL in forte crescita; occupazione in aumento; inflazione che accelera; investimenti crescenti Politica neutrale o lievemente restrittiva per evitare il surriscaldamento (overheating)
Picco PIL al massimo; piena occupazione; inflazione elevata; i tassi di interesse sono tipicamente al massimo del ciclo Politica restrittiva (rialzo tassi, riduzione spesa pubblica) per raffreddare l'economia
Recessione PIL in calo per almeno 2 trimestri consecutivi; disoccupazione in aumento; investimenti e consumi in contrazione Stimolo keynesiano (aumento spesa pubblica, tagli fiscali) e allentamento monetario (taglio tassi, QE)
Depressione Recessione prolungata e grave; crollo del PIL, deflazione, alto tasso di disoccupazione strutturale Intervento straordinario: stimolo fiscale massiccio, politiche monetarie non convenzionali

Schema — Principali indicatori macroeconomici: definizioni e utilizzo

Indicatore Definizione Come si usa / Limiti
PIL nominale Valore monetario di tutti i beni e servizi finali prodotti in un paese in un anno, ai prezzi correnti dell'anno Confronti tra paesi (con PPP); non riflette le variazioni di prezzo nel tempo
PIL reale PIL nominale corretto per l'inflazione usando un anno base fisso; misura la crescita effettiva della produzione Confronti nel tempo; il tasso di crescita del PIL reale è il principale indicatore del ciclo economico
Inflazione (CPI) Variazione percentuale del livello generale dei prezzi; misurata dal Consumer Price Index su un paniere rappresentativo Target BCE: ~2%; inflazione alta erode il potere d'acquisto; deflazione aumenta il valore reale dei debiti
Tasso di disoccupazione % di persone attive (forza lavoro) che cercano lavoro senza trovarlo; non include gli inattivi (scoraggiati) Tipi: frizionale (transizionale), strutturale (mismatch competenze), ciclica (domanda bassa); tasso naturale = NAIRU
Saldo partite correnti Componente principale della bilancia dei pagamenti; include saldo commerciale (beni + servizi) + redditi + trasferimenti Surplus = il paese esporta più di quanto importa; deficit = dipende dai capitali esteri per finanziare la spesa interna

Collegamento: la tabella qui sopra mostra già, fase per fase, come reagiscono in genere le politiche pubbliche. Per capire perché funzionano in quel modo serve il modello che mette in relazione reddito e tasso di interesse: il modello keynesiano e la curva IS-LM.

Il modello keynesiano e la curva IS-LM

Il modello keynesiano ribalta la logica classica: non è l'offerta a creare la propria domanda, ma è la domanda aggregata — la stessa Y = C + I + G + NX vista per il PIL, letta però come determinante del reddito — a stabilire quanto viene effettivamente prodotto e quindi occupato. Un aumento della spesa pubblica o degli investimenti genera un aumento del reddito più che proporzionale, per effetto del moltiplicatore keynesiano: la spesa iniziale genera reddito, parte del quale viene di nuovo consumato, generando altro reddito, e così via — è il cuore del modello reddito-spesa. Da questo stesso meccanismo nasce anche il paradosso del risparmio: se tutti gli individui decidono di risparmiare di più nello stesso momento, il consumo aggregato si riduce, la domanda cala, e il reddito complessivo può finire per diminuire invece di aumentare.

Il modello IS-LM traduce questa logica in due curve: la curva IS rappresenta l'equilibrio nel mercato dei beni (risparmio = investimento — relazione inversa tra reddito e tasso di interesse), la curva LM l'equilibrio nel mercato della moneta (domanda di moneta = offerta — relazione diretta tra reddito e tasso di interesse). Il punto in cui le due curve si incrociano determina simultaneamente il reddito di equilibrio e il tasso di interesse — ed è il punto di partenza per capire come si spostano quando interviene la politica fiscale o monetaria.

Collegamento: il punto di equilibrio tra IS e LM non è fisso: si sposta quando lo Stato o la Banca Centrale intervengono. Vediamo nel dettaglio i due strumenti a loro disposizione.

Politica monetaria vs politica fiscale

Due leve di intervento pubblico sull'economia — strumenti diversi, obiettivi convergenti. Nel modello IS-LM: la politica fiscale sposta la curva IS; la politica monetaria sposta la curva LM.

Profilo Politica Fiscale Politica Monetaria
Chi decide Governo (Ministero Economia) Banca Centrale (BCE in Eurozona)
Strumenti Tassazione · Spesa pubblica (G) · Trasferimenti (sussidi, pensioni) Tasso di interesse · Operazioni mercato aperto · Riserva obbligatoria
Obiettivi Crescita PIL · Riduzione disoccupazione · Redistribuzione · Stabilizzazione ciclo Stabilità prezzi (~2% inflazione) · Crescita · Stabilità sistema finanziario
Politica espansiva ↑ G o ↓ T → ↑ Domanda aggregata → ↑ Y e N
IS si sposta a destra
↓ tasso interesse → ↑ Investimenti → ↑ Y
LM si sposta a destra
Politica restrittiva ↓ G o ↑ T → ↓ Domanda aggregata → contrasta inflazione ↑ tasso interesse → ↓ Inflazione → rischio recessione
Limite principale Tempi lunghi (iter parlamentare) · Crowding-out investimenti privati Zero lower bound · Trappola della liquidità

Collegamento: fiscale e monetaria agiscono sulle fluttuazioni di breve periodo. Resta una domanda aperta: cosa determina la crescita di un'economia nel lungo periodo, quando i cicli si mediano? Chiudiamo con il modello che risponde a questa domanda.

Crescita economica e modello di Solow

Il modello di Solow guarda al lungo periodo: la produzione aggregata dipende da capitale, lavoro e progresso tecnologico. Accumulare capitale fa crescere il PIL, ma con rendimenti decrescenti — ogni unità aggiuntiva di capitale aumenta la produzione meno della precedente — finché l'economia non raggiunge lo stato stazionario (steady state): il punto in cui gli investimenti coprono esattamente l'ammortamento del capitale esistente e il PIL pro capite smette di crescere per questa via. La regola aurea (golden rule) individua il livello di capitale che massimizza il consumo nello stato stazionario. Da qui l'implicazione più importante del modello: nel lungo periodo, solo il progresso tecnologico — non l'accumulazione di capitale in sé — può generare crescita continua del PIL pro capite. Le versioni più recenti del modello aggiungono anche il capitale umano (istruzione e competenze della forza lavoro) come ulteriore motore di crescita accanto al capitale fisico.

Il programma classifica come "temi avanzati" anche le aspettative razionali nei mercati finanziari e le patologie dei sistemi economici maturi — dalla Grande Depressione al peso di un debito pubblico elevato — che completano il quadro dei rischi legati alla crescita di lungo periodo.

Metodo di studio consigliato dai colleghi

Consigli raccolti dalla community L18 Pegaso — dal gruppo WhatsApp Economia Politica L18 Pegaso, tra i più attivi del corso:

  • Nel gruppo sono disponibili due riassunti, uno per codice. Il codice 06024 (piano 2024, 10 CFU) ha un riassunto completo di 262 pagine (by F_OP) che copre l'intero programma. Il codice 06025 (piano 2025, 9 CFU) ha un riassunto di 126 pagine. Abbinati alle dispense messe a disposizione dall'Università forniscono una copertura completa del programma.
  • Dividi la preparazione in due fasi: micro e macro. Il programma è logicamente separabile: affronta prima la microeconomia (consumatore → domanda/offerta → produzione e costi → strutture di mercato → fallimenti di mercato) poi la macroeconomia (PIL → disoccupazione/inflazione → ciclo → IS-LM → politiche → crescita). Mescolare i due blocchi rallenta lo studio.
  • La storia del pensiero economico va capita, non memorizzata. Smith, Ricardo, Marx, Keynes — non serve sapere le biografie ma capire cosa sosteneva ciascuno e in che modo si distacca dai predecessori. La logica narrativa (dal mercantilismo alla sintesi neoclassico-keynesiana) aiuta a costruire un filo conduttore che regge anche all'orale.
  • Il capitolo 44 (Economia del turismo) è specifico per alcuni indirizzi. Verifica nel PDF del tuo codice se è incluso nel tuo programma prima di dedicarci tempo.

"Il riassunto del gruppo abbinato alle dispense mi ha permesso di arrivare all'esame con una copertura completa del programma."

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Domande dalla community

I riassunti del gruppo sono sufficienti o serve studiare anche le dispense?
I due riassunti disponibili nel gruppo — uno per codice, vedi Metodo di studio — coprono il programma in modo completo se abbinati alle dispense messe a disposizione dall'Università. Per la parte di modelli formali (IS-LM, Solow) è comunque utile integrare con le dispense originali per formule e grafici.
Come si studia la parte di macroeconomia e il modello IS-LM?
Il modello IS-LM si capisce meglio costruendo i grafici da zero: IS (curva investimento-risparmio) rappresenta il mercato dei beni, LM (liquidità-moneta) quello monetario. L'equilibrio si trova nell'intersezione. Studia prima le due curve separatamente, poi come si spostano in risposta a politica fiscale (spostamento IS) o monetaria (spostamento LM).
Il capitolo 44 sull'economia del turismo è obbligatorio per tutti?
Dipende dal tuo codice materia e indirizzo. Verifica nel PDF ufficiale del tuo codice se il capitolo 44 è incluso nel programma — alcuni indirizzi L18 lo prevedono, altri no. Non dedicarci tempo prima di aver confermato che sia nel tuo piano specifico.
Come ci si prepara per il colloquio in presenza su Economia Politica?
Il colloquio per Economia Politica si presta ai collegamenti tra teorie: Smith vs Keynes, micro vs macro, breve vs lungo periodo. Prepara un filo narrativo tra i grandi autori (dal mercantilismo alla sintesi neoclassico-keynesiana) — è più utile di memorizzare definizioni in isolamento. La storia del pensiero economico è l'argomento che valorizza di più la comprensione al colloquio.

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve per prepararsi

Dal confronto attivo tra colleghi delle community emerge che molti studenti iniziano con 3-4 settimane di anticipo. La variabile principale è il rapporto pregresso con l'economia.

Con basi di economia (istituto tecnico commerciale, liceo scientifico, percorsi economici): 2-3 settimane. Domanda/offerta, PIL e strutture di mercato sono già familiari — resta da aggiungere il formalismo universitario e i modelli più avanzati (IS-LM, Solow).

Senza basi di economia: inizia almeno 4-5 settimane prima. Settimane 1-2 → microeconomia (vincolo di bilancio, domanda/offerta, strutture di mercato). Settimane 3-4 → macroeconomia (PIL, modello keynesiano, IS-LM, politica fiscale/monetaria). Ultima settimana → crescita economica e ripasso generale.

I riassunti disponibili nel gruppo (vedi Metodo di studio) sono un acceleratore significativo: chi li usa come base riporta tempi di preparazione più brevi rispetto a chi parte solo dalle dispense originali.

Questa materia ti prepara a…

Economia Politica è la base teorica che attraversa tutto il percorso L18. Le materie che la riprendono direttamente:

  • Storia Economica — offre il contesto storico in cui sono nate le teorie studiate qui: il liberismo di Smith e Ricardo, il keynesismo del New Deal, la stagflazione degli anni '70. Studiare le due materie in sequenza ravvicinata aiuta a integrare teoria e storia in un quadro coerente.
  • Economia e Gestione delle Imprese — usa i concetti di strutture di mercato, concorrenza e strategia di prezzo applicandoli alle decisioni manageriali d'impresa.
  • Economia Aziendale — le nozioni di costo, ricavo e massimizzazione del profitto di Economia Politica sono il fondamento concettuale della contabilità aziendale e del controllo di gestione.
  • Diritto Tributario — la politica fiscale studiata qui (tassazione, imposte, trasferimenti) è la base per capire il sistema tributario e le sue implicazioni per le imprese.
  • Statistica — gli indicatori macroeconomici (PIL, tassi, inflazione) si elaborano con strumenti statistici: le due materie si completano a vicenda.

Tutte le materie del piano di studi L18 Pegaso le trovi nell'indice materie L18 Pegaso →

Domande frequenti

9 CFU nel piano 2025 (cod. 0602509SECSP01NM, 1° anno, tutti gli indirizzi a.a. 25/26), 10 CFU nel piano 2024 (cod. 0602410SECSP01, 3° anno, Curricolo Statutario a.a. 24/25). È una delle materie più impegnative per volume di programma — copre sia microeconomia che macroeconomia.

Dipende dal piano di studi. Il codice 2025 (0602509SECSP01NM, tutti gli indirizzi L18 a.a. 25/26) la posiziona al 1° anno. Il codice 2024 (0602410SECSP01, Curricolo Statutario a.a. 24/25) la colloca al 3° anno. Verifica nella sezione Corsi della tua piattaforma il codice del tuo piano specifico.

Il codice 2025 (0602509SECSP01NM, 9 CFU) vale per tutti gli indirizzi L18 dell'a.a. 25/26, al 1° anno. Il codice 2024 (0602410SECSP01, 10 CFU) è per il Curricolo Statutario (a.a. 24/25), al 3° anno. Entrambi coprono microeconomia e macroeconomia — la differenza è nel numero di CFU e nella collocazione nel piano. Verifica sempre il PDF del tuo codice per il programma dettagliato.

Sì, ma con molto meno sforzo. Chi ha già affrontato economia conosce domanda/offerta, PIL e concorrenza perfetta. Il programma universitario approfondisce molto di più — IS-LM, curva di Phillips, modello di Solow, teoria dei giochi — e richiede formalismo maggiore. Usa il riassunto del gruppo per identificare rapidamente i gap e concentrarti solo su ciò che non conosci.

Le dispense del docente (PDF in piattaforma) sono il riferimento principale. In aggiunta: nel gruppo WhatsApp Economia Politica L18 Pegaso trovi due riassunti — 262 pagine (codice 06024, by F_OP) e 126 pagine (codice 06025).

Con basi di economia dalle superiori: 2-3 settimane. Senza basi: 4-5 settimane. La strategia più efficace è dividere la preparazione in due blocchi — prima microeconomia, poi macroeconomia — senza mescolarli. Inizia dal riassunto del gruppo.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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