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L18-PEGASO · Economia Aziendale — Pegaso

Economia Aziendale L18 Pegaso

Economia Aziendale è la materia fondante del corso di laurea L18 Pegaso. È qui che si costruisce il linguaggio e il metodo per tutte le materie degli anni successivi — dalla Contabilità e Bilancio al Marketing, fino alla Governance. Chi la supera bene si ritrova avvantaggiato anche in Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda (2° anno), che riprende gli stessi prospetti di reddito e capitale approfondendoli. Molti la sottovalutano perché sembra teorica: gli argomenti che senti distanti diventano gli argomenti centrali della valutazione.

Scheda materia
9
CFU
Anno
SECS-P/07
SSD
Indirizzo
Business Management E Consulenza Direzionale Imprese Digitali E Esg Management Management Delle Imprese Turistiche
Questa materia esiste con due codici (2025 e 2024) — programmi parzialmente diversi. Vedi la sezione "Il programma nel tempo".

Obiettivi formativi ufficiali

Dal programma ufficiale Pegaso:

  • Comprendere il sistema azienda nei suoi subsistemi organizzativo, gestionale e del controllo
  • Analizzare i meccanismi di formazione del reddito e del capitale d'impresa (cicli, autofinanziamento, equilibri economici e finanziari)
  • Interpretare i documenti di informativa finanziaria (bilancio d'esercizio) e non finanziaria (ESG, sostenibilità aziendale)
  • Acquisire conoscenze di corporate governance, strategia aziendale e sostenibilità d'impresa

Cosa trovi in questa guida

La materia è organizzata qui secondo la logica con cui si costruisce, non l'ordine dei sei moduli del programma: si parte dal linguaggio di base (l'azienda come sistema, le variazioni), poi i due prospetti su cui si concentra la valutazione, poi come l'azienda comunica i risultati e si governa. Il metodo di studio operativo — tempi, riassunti, come affrontare le dispense — è in fondo, nella sezione Metodo di studio.

Di cosa parla (programma 2025)

Il corso si articola in 6 moduli. Il Modulo 5 sulla Sostenibilità Aziendale è nuovo rispetto al piano 2024.

  • Modulo 1 — Introduzione alle discipline economico-aziendali
    Dal sistema azienda in generale, subsistema organizzativo, gestionale e del controllo. Principi parametrici dell'economia aziendale.
  • Modulo 2 — Principi generali di economia aziendale
    Concetto di azienda, gestione aziendale, modello dei circuiti, reddito totale e di periodo, cicli conclusi, equilibrio economico e finanziario, configurazioni di capitale, autofinanziamento.
  • Modulo 3 — Informativa finanziaria e non finanziaria
    Bilancio, documenti che lo compongono, imprese quotate vs. minori, bilancio consolidato, informativa non finanziaria volontaria e obbligatoria.
  • Modulo 4 — Il ruolo delle scienze economiche e la corporate governance
    Economia aziendale vs. economia politica, modalità di collaborazione, corporate governance internazionale, strategia aziendale, funzioni aziendali e marketing mix.
  • Modulo 5 — La sostenibilità aziendale NUOVO 2025
    Società Benefit, concetto di sostenibilità, bilancio di sostenibilità (aspetti operativi e dottrinali), rendicontazione ESG.
  • Modulo 6 — Esercitazioni
    Analisi delle variazioni, prospetti di reddito e capitale, configurazioni di capitale, autofinanziamento — tutto con esercizi pratici.

Non è necessario seguire questi sei moduli nell'ordine del programma: in questa guida li riorganizziamo secondo la logica con cui la materia si costruisce — prima l'azienda come sistema e le sue operazioni, poi i prospetti che le misurano, poi come l'azienda comunica i risultati all'esterno e infine come si governa e si organizza. È l'ordine che segui nella sezione Argomenti del programma da approfondire.

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Schemi e riassunti di Economia Aziendale condivisi dagli studenti L18 — disponibili nel gruppo.

Il programma nel tempo — due codici, un esame diverso

Il codice materia non si sceglie: viene assegnato dall'università in base all'anno accademico del tuo piano di studi. I due codici hanno programmi parzialmente diversi — la differenza che conta è il Modulo 5.

Modulo Piano 2025
0602509SECSP07NM
9 CFU · PDF →
Piano 2024
0602410SECSP07
10 CFU · PDF →
1. Introduzione alle discipline economico-aziendali
2. Principi generali di economia aziendale
3. Informativa finanziaria e non finanziaria
4. Il ruolo delle scienze economiche e la corporate governance
5. ← il modulo che cambia NUOVO 2025
La sostenibilità aziendale
Società Benefit, ESG, bilancio di sostenibilità
Sistemi di pianificazione e controllo
Budget, break-even analysis, analisi delle performance
6. Esercitazioni (modulo separato) integrate nei moduli

Come trovare il tuo codice materia

Il codice non è visibile nella sezione Carriera — vai nella sezione Corsi, dove compare accanto al nome di ogni insegnamento.

Schermata della sezione Corsi della piattaforma Pegaso con il codice materia visibile accanto al nome dell'insegnamento Economia Aziendale
Sezione Corsi → il codice è accanto al nome dell'insegnamento (non in Carriera)

Il resto di questo articolo si concentra sul codice 2025. Se hai il codice 2024, i Moduli 1-4 sono identici — solo il Modulo 5 è diverso.

I tre percorsi di studio L18 Pegaso

Il corso di laurea triennale L-18 di Pegaso si articola in tre percorsi. Economia Aziendale (SECS-P/07) è presente in tutti e tre come materia del 1° anno — il programma di base è identico, ma il codice assegnato varia in base all'indirizzo e all'anno accademico di immatricolazione.

Percorso Materie caratterizzanti (2°–3° anno) Econ. Aziendale
Statutario Formazione generalista: Economia e Gestione delle Imprese, Marketing, Organizzazione Aziendale, Diritto Tributario, Diritto dell'Impresa ✓ comune
Economia dell'Impresa Digitale e Sostenibile Aggiunge materie su digitalizzazione, innovazione aziendale e rendicontazione ESG — il Modulo 5 (Sostenibilità) di Economia Aziendale è particolarmente rilevante per questo indirizzo ✓ comune
Management delle Imprese Turistiche e Culturali Aggiunge Marketing Turistico, Economia del Turismo, Diritto del Turismo — il Diritto Privato diventa "Diritto Privato dei Consumatori e degli Utenti del Turismo" (IUS/10) ✓ comune

Il 1° anno — dove cade Economia Aziendale — è quasi identico per tutti e tre i percorsi. Le differenze principali emergono al 2° e 3° anno, con materie specifiche per il turismo o per la digitalizzazione/ESG.

Come scegliere il percorso: il percorso statutario è il più flessibile (amministrazione, controllo di gestione, PMI). L'indirizzo digitale e sostenibile è adatto a chi punta a ruoli in grandi aziende o consulenza con focus ESG. Il percorso turistico ha sbocchi specifici in hospitality, gestione alberghi e turismo culturale.

Argomenti del programma da approfondire

Economia Aziendale copre sei moduli molto diversi tra loro — dal linguaggio di base ai prospetti di bilancio, dalla governance alla sostenibilità. Li riorganizziamo qui secondo la logica con cui la materia si costruisce: prima il linguaggio e il meccanismo di base (l'azienda come sistema, le variazioni), poi come questo meccanismo produce i due prospetti su cui si concentra la valutazione, poi come l'azienda comunica i risultati all'esterno e infine come si governa e si organizza. Uno schema di sintesi e un collegamento seguono ogni argomento.

Aspetto Finanziario Economico
Cosa misura Cassa, crediti, debiti — la liquidità e gli impegni dell'azienda Costi e ricavi — la formazione del reddito
Variazioni V.F.P. (positiva) / V.F.N. (negativa) V.E.P. (positiva) / V.E.N. (negativa)

Mappa — la sequenza di questa guida

Il linguaggio e il meccanismo

  1. L'azienda come sistema
  2. Soggetto giuridico ed economico
  3. Il modello dei circuiti: le variazioni
  4. Misurazione e compensazione

Dal reddito al bilancio

  1. Reddito totale e di periodo
  2. Ratei, risconti e accantonamenti
  3. I prospetti di reddito e capitale
  4. Le configurazioni di capitale
  5. Equilibrio ed autofinanziamento

Comunicare l'azienda

  1. Il bilancio d'esercizio
  2. Quotate, consolidato, aziende pubbliche
  3. Sostenibilità e informativa non finanziaria

Governare l'azienda

  1. Corporate governance: organi e modelli
  2. Collaborazione tra aziende e strategia
  3. Funzioni aziendali e marketing mix

L'azienda come sistema

L'economia aziendale studia l'azienda come sistema: un insieme di elementi (persone, risorse, operazioni) collegati tra loro e con l'ambiente esterno, orientati verso un obiettivo comune. Il programma scompone questo sistema in tre subsistemi che coesistono in ogni azienda, indipendentemente dal settore o dalla dimensione:

Schema — I tre subsistemi dell'azienda

Subsistema Cosa presidia Esempio concreto
Organizzativo Struttura, ruoli e deleghe che coordinano le persone all'interno dell'azienda Organigramma, mansionario, procedure interne
Gestionale Le operazioni di acquisto, produzione, vendita e finanziamento che generano il reddito Il ciclo acquisti → produzione → vendite → incasso
Del controllo Verifica che la gestione proceda secondo gli obiettivi, correggendo gli scostamenti Budget, reporting periodico, analisi degli scostamenti

Il programma li chiama anche principi parametrici dell'economia aziendale: economicità (l'azienda si autosostiene nel tempo), efficacia (raggiunge gli obiettivi) ed efficienza (usa bene le risorse) sono i tre criteri con cui il subsistema del controllo valuta gli altri due.

L'economia aziendale si distingue dall'economia politica (materia distinta nel piano di studi, vedi Economia Politica) per il livello di analisi: l'economia politica studia i meccanismi del sistema economico nel suo complesso, l'economia aziendale studia il funzionamento della singola azienda dall'interno — è per questo che il programma la definisce come la disciplina che fornisce il linguaggio di base per comprendere i processi aziendali. L'azienda opera inoltre in un ambiente che introduce un elemento di rischio — l'incertezza sui risultati futuri delle proprie scelte — un concetto che ritroviamo più avanti nel calcolo del costo del capitale proprio. Il programma riconosce infine anche il contributo di discipline non strettamente economiche — sociologia, psicologia, etica d'impresa — nella comprensione dei comportamenti organizzativi.

Collegamento: prima di entrare nel subsistema gestionale — il cuore del programma — serve un'altra distinzione di base: chi risponde legalmente delle scelte dell'azienda non è sempre chi le governa davvero.

Soggetto giuridico e soggetto economico

La distinzione è un concetto centrale del programma, trattato in profondità nelle videolezioni. La definizione è semplice — il soggetto giuridico è chi risponde legalmente, il soggetto economico è chi governa — ma il programma richiede di saperla applicare nei tre casi concreti:

Forma Soggetto giuridico Soggetto economico Coincidono?
Impresa individuale Il titolare Il titolare
Società di persone
S.n.c., S.a.s.
I soci
(rispondono anche con il patrimonio personale — "schermo debole")
I soci
Società di capitali
S.p.A., S.r.l.
La società stessa
(i soci rischiano solo la quota sottoscritta)
Chi controlla
(azionisti di controllo/maggioranza)
No

Il punto chiave che il programma approfondisce: nelle società di capitali la separazione tra soggetto giuridico e soggetto economico è alla base del problema della corporate governance — il rischio che chi governa (management) agisca nel proprio interesse invece che in quello degli azionisti. Ci torniamo più avanti, nella sezione dedicata alla governance.

Collegamento: chiarito chi gestisce l'azienda, il passo successivo è capire come si misura quello che fa: ogni operazione di gestione produce un doppio effetto, finanziario ed economico. È il modello dei circuiti della gestione.

Il modello dei circuiti della gestione: le quattro variazioni

Il modello dei circuiti della gestione è il punto su cui gli studenti si bloccano più spesso — ed è la base di tutto il resto del programma. L'immagine è il riferimento visivo delle dispense:

Schema dei circuiti della gestione aziendale: aspetto finanziario (V.F.P. e V.F.N.) e aspetto economico (V.E.N. e V.E.P.) con le rispettive voci
Modello dei circuiti della gestione — aspetto finanziario e aspetto economico

Schema — Variazioni finanziarie ed economiche (V.F.P. / V.F.N. / V.E.N. / V.E.P.)

Sigla Significato completo Effetto sul patrimonio Esempio
VFP Variazione Finanziaria Positiva Aumenta le attività finanziarie (cassa, crediti) o riduce le passività (debiti) Incasso di un credito verso un cliente
VFN Variazione Finanziaria Negativa Riduce le attività finanziarie o aumenta le passività (nuovi debiti) Acquisto di materie prime a credito — nasce un debito verso il fornitore
VEN Variazione Economica Negativa Componente di costo: riduce il reddito del periodo Costo delle materie prime al momento del ricevimento del bene
VEP Variazione Economica Positiva Componente di ricavo: aumenta il reddito del periodo Ricavo al momento della consegna dei prodotti finiti al cliente

Ogni operazione di gestione tocca contemporaneamente l'aspetto finanziario e quello economico — questo è il cuore del Modulo 2.

Collegamento: non tutte le operazioni, però, generano un costo o un ricavo. Alcune muovono solo la parte finanziaria. La distinzione tra le due situazioni si chiama misurazione e compensazione.

Misurazione e compensazione: come si classifica un'operazione

Ogni operazione di gestione esterna crea una relazione tra variazioni. Capire questa distinzione spiega perché certi movimenti di denaro non compaiono nel prospetto del reddito.

Relazione Meccanismo Esempio concreto
Misurazione Una VF misura una VE → si genera un costo o un ricavo Acquisti €50 di materie prime con pagamento a 30 giorni → VFN (+debito verso fornitore) misura VEN (+costo). Il costo nasce al ricevimento del bene. A scadenza il pagamento del debito sarà solo compensazione: VFP (−debito) / VFN (−cassa), senza nuovo costo.
Compensazione Una VF è bilanciata da un'altra VF di segno opposto → nessun costo/ricavo Accendi un mutuo da €20.000 → VFP (+cassa) compensa VFN (+debito di finanziamento). Nessun ricavo: è solo un cambio nella composizione finanziaria.

La regola pratica: le operazioni con i proprietari (apporti e prelievi di capitale) usano la relazione di misurazione — cambiano il capitale netto. L'accensione e il rimborso di prestiti usano la relazione di compensazione — cambiano solo la composizione finanziaria. Attenzione: il pagamento degli interessi passivi è invece misurazione (VFN −cassa misura VEN +costo), non compensazione. Prova a classificare qualche altra operazione tipica:

Prova a classificare un'operazione

Aspetto finanziario

Aspetto economico

Collegamento: una volta capito come si classifica una singola operazione, il passo successivo è capire come le operazioni si accumulano in un periodo. È qui che nasce la differenza tra il reddito di un ciclo concluso e quello di un ciclo ancora in corso.

Reddito totale e reddito di periodo: cicli conclusi e cicli in corso

Il reddito totale (o di impresa) è il risultato economico dell'intera vita dell'azienda, dalla costituzione alla cessazione — si conosce con certezza solo alla fine. Per valutare l'andamento dell'azienda anno per anno, il programma introduce il reddito di periodo: una stima convenzionale del risultato di un singolo esercizio, che richiede di dividere ogni operazione in due categorie:

  • Ciclo concluso — iniziato e terminato nell'esercizio: contribuisce direttamente al reddito, senza bisogno di stime
  • Ciclo in corso di svolgimento — iniziato ma non completato: richiede rettifiche (risconti, ratei, rimanenze, accantonamenti) per attribuire i costi e i ricavi alla competenza corretta

La differenza tra i due è la ragione per cui il Prospetto del Reddito del primo periodo di vita dell'azienda (t₀–t₁) è più semplice di quello dei periodi successivi, come vedremo tra poco nei prospetti.

Collegamento: le rettifiche che servono per i cicli in corso sono tre strumenti tecnici distinti — ratei, risconti e accantonamenti — spesso confusi tra loro.

Ratei, risconti e accantonamenti: le rettifiche di fine periodo

È un punto che crea confusione. La logica di fondo: i ratei sono valori finanziari (crediti o debiti maturati), i risconti sono valori economici (costi o ricavi sospesi in attesa della competenza futura). Gli accantonamenti sono un terzo strumento, diverso dai primi due: non rinviano un costo già certo, ma stimano un costo futuro e ancora incerto nell'ammontare o nella data — una passività presunta, accolta in un fondo per rischi e oneri (es. un fondo per una causa legale in corso, o un fondo per garanzie prestate ai clienti). La prudenza richiede di accantonare il costo stimato già nell'esercizio in cui il rischio si manifesta, non quando l'uscita di cassa diventerà certa.

Voce Cos'è Attività / Passività Sezione nel prospetto
Ratei attivi Crediti maturati ma non ancora incassati Attività Componenti finanziari
Ratei passivi Debiti maturati ma non ancora pagati Passività Componenti finanziari
Risconti attivi Costi già sostenuti ma di competenza futura (sospesi) Attività Componenti economici — voce separata da FFR e FFS
Risconti passivi Ricavi già incassati ma di competenza futura (sospesi) Passività Componenti economici — voce separata dai Ricavi anticipati
Accantonamenti (fondi) Costi futuri stimati, incerti nell'importo o nella data (passività presunte) Passività Componenti finanziari — Fondi per rischi / Fondi per spese future

Collegamento: con queste rettifiche si arriva al risultato finale del periodo. Il programma lo rappresenta in due prospetti — quello del reddito e quello del capitale — che vale la pena saper ricostruire da zero.

I prospetti del reddito e del capitale

Le tabelle che seguono ricreano fedelmente i prospetti delle dispense. Studia fino a che riesci a ricostruirle da zero su un foglio bianco — è il livello di comprensione richiesto dal programma.

Prospetti del primo periodo (t₀ – t₁)

Prospetto del Reddito del periodo t₀ – t₁

Componenti negativi Componenti positivi
a) Costi sostenuti nell'esercizioa) Ricavi conseguiti nell'esercizio
b) Ricavi da rinviare al futurob) Costi da rinviare al futuro
c) Costi integratic) Ricavi integrati
UtilePerdita

Prospetto del Capitale in t₁

Attività (Investimenti) Passività e Capitale di proprietà (Fonti)
Componenti finanziari
Denaro
Banca c/c
Crediti di funzionamento
Crediti di finanziamento
Ratei attivi
Debiti di funzionamento
Debiti di finanziamento
Ratei passivi
Fondi per rischi
Fondi per spese future
Componenti economici
Fattori a fecondità ripetuta (FFR)
Fattori a fecondità semplice (FFS) — materie prime, semilavorati
Prodotti (finiti e in corso di lavorazione)
Risconti attivi
Ricavi anticipati
Risconti passivi
Capitale di proprietà in t₁
Capitale conferito dalla proprietà al tempo t₀
± reddito generato dalla gestione nel periodo t₀ – t₁

Prospetti di un periodo intermedio (tn-1 – tn)

Prospetto del Reddito del periodo tn-1/tn

Componenti negativi Componenti positivi
a) Costi provenienti dal passatoa) Ricavi provenienti dal passato
b) Costi sostenuti nell'eserciziob) Ricavi conseguiti nell'esercizio
c) Ricavi da rinviare al futuroc) Costi da rinviare al futuro
d) Costi integratid) Ricavi integrati
UtilePerdita

Le righe evidenziate in rosso (a) Costi/Ricavi provenienti dal passato) sono la differenza rispetto al primo periodo — compaiono solo nei periodi intermedi perché sono valori che arrivano dagli esercizi precedenti.

Prospetto del Capitale in tn

Attività (Investimenti) Passività e Capitale di proprietà (Fonti)
Componenti finanziari
Denaro
Banca c/c
Crediti di funzionamento
Crediti di finanziamento
Ratei attivi
Debiti di funzionamento
Debiti di finanziamento
Ratei passivi
Fondi per rischi
Fondi per spese future
Componenti economici
Fattori a fecondità ripetuta (FFR)
Fattori a fecondità semplice (FFS) — materie prime, semilavorati
Prodotti (finiti e in corso di lavorazione)
Risconti attivi
Ricavi anticipati
Risconti passivi
Capitale di proprietà in tn
Capitale conferito dalla proprietà (in fase di costituzione e nei momenti successivi fino a tn)
– prelievi di capitale della proprietà (fino a tn)
± redditi generati dalla gestione nel periodo t₀–tn-1, non prelevati/coperti dalla proprietà
± reddito generato dalla gestione nel periodo tn-1/tn

Collegamento: il capitale che emerge da questi prospetti non è un valore unico — cambia a seconda del motivo per cui lo si misura. È il tema delle configurazioni di capitale.

Le configurazioni di capitale e i loro rapporti

Schema — Configurazioni di capitale a confronto

Configurazione Quando si determina Carattere distintivo
Capitale di conferimento Alla costituzione dell'impresa Beni e denaro apportati dalla proprietà — è la base del patrimonio iniziale
Capitale di funzionamento Chiusura di ogni esercizio (bilancio d'esercizio) Valutazione prudenziale in ottica di continuità aziendale (going concern) — quello del bilancio ufficiale
Capitale economico In caso di cessione, fusione o acquisizione (M&A) Valore attuale dei flussi di reddito futuri attesi — spesso superiore al valore contabile per l'avviamento (goodwill)
Capitale di liquidazione In caso di scioglimento e liquidazione Valore realizzabile cedendo i singoli beni in tempi brevi — generalmente inferiore al going concern
Capitale netto (di rischio) In qualsiasi momento (differenza SP: attività − passività) Quota che spetta alla proprietà — cresce con gli utili non distribuiti, decresce con le perdite

Le prime due configurazioni — di conferimento e di funzionamento — si susseguono nel tempo ordinario della gestione. Le altre due sono destini alternativi, non tappe successive: un'azienda o viene ceduta/fusa (capitale economico) o viene liquidata (capitale di liquidazione), mai entrambe. Il capitale di liquidazione è generalmente inferiore al capitale di funzionamento (vendere in fretta singoli beni rende meno che valutarli in ottica di continuità); il capitale economico è spesso superiore, per l'avviamento che il mercato riconosce all'azienda. Il capitale netto, infine, non è una configurazione alternativa alle altre: è la stessa grandezza vista dal lato della proprietà, in un qualsiasi momento.

Capitale di conferimento

Beni e denaro apportati dalla proprietà alla nascita dell'azienda — è la base del patrimonio iniziale, il punto di partenza del prospetto del capitale in t₀.

Capitale di funzionamento

Determinato alla chiusura di ogni esercizio per il bilancio ufficiale, con valutazione prudenziale in ottica di continuità aziendale (going concern).

Capitale economico

Si determina in caso di cessione, fusione o acquisizione (M&A): è il valore attuale dei flussi di reddito futuri attesi, spesso superiore al valore contabile per l'avviamento (goodwill).

Capitale di liquidazione

Destino alternativo alla cessione: in caso di scioglimento, è il valore realizzabile cedendo i singoli beni in tempi brevi — generalmente inferiore al capitale di funzionamento.

Collegamento: la configurazione di funzionamento — quella del bilancio annuale — dipende anche da come l'azienda si finanzia. Il rapporto tra capitale proprio e capitale di debito è il tema dell'equilibrio finanziario, insieme a quello economico.

Equilibrio economico, equilibrio finanziario e autofinanziamento

Un'impresa è in equilibrio economico non quando i ricavi superano i costi — quella è solo una condizione necessaria, non sufficiente. È in equilibrio quando genera un reddito sufficiente a remunerare anche il costo figurativo (o costo opportunità) del capitale proprio.

Il costo figurativo non compare tra i costi contabili, ma è un costo economico reale: è il rendimento a cui il socio rinuncia investendo nell'azienda invece che in un'alternativa con rischio simile (es. titoli di stato + premio per il rischio). La formula:

Ke = tasso privo di rischio (rf) + premio per il rischio (β × premio mercato)

L'azienda crea valore solo se ROE > Ke. Se ROE = Ke, copre il costo del capitale ma non crea valore aggiuntivo. Se ROE < Ke, distrugge valore anche con un utile contabile positivo.

L'equilibrio finanziario è la condizione complementare: l'azienda deve far fronte puntualmente alle proprie uscite (fornitori, dipendenti, banche) con le entrate disponibili, senza ricorrere sistematicamente a nuovo debito. Il rapporto tra capitale proprio e capitale di debito genera un effetto — la leva finanziaria — sulla redditività del capitale proprio (ROE):

  • Leva positiva — quando il ROI supera il tasso di interesse sui debiti: indebitarsi aumenta il ROE
  • Leva negativa — quando il ROI è inferiore al tasso di interesse: l'indebitamento riduce il ROE

Una parte dell'equilibrio finanziario si costruisce dall'interno, con l'autofinanziamento: la quota di reddito che l'azienda non distribuisce alla proprietà e reinveste nella gestione, insieme alle quote di ammortamento (costi già dedotti dal reddito ma che non generano un'uscita di cassa nello stesso periodo). È la fonte di finanziamento più economica per l'azienda, perché non comporta né interessi né restituzione — ma dipende dalla capacità di generare reddito e dalla scelta della proprietà di reinvestirlo invece di prelevarlo.

Un concetto complementare alle configurazioni di capitale, utile per comprenderne le implicazioni pratiche: quando un'attività è valutata al di sotto del suo valore reale (o una passività al di sopra), si forma una riserva occulta — un utile nascosto nel bilancio, che può successivamente emergere (disvelamento), ad esempio con una rivalutazione. Il fenomeno opposto, l'annacquamento di capitale, è la riduzione del valore reale del patrimonio netto senza una corrispondente riduzione formale del capitale nominale.

Collegamento: equilibrio economico e finanziario riguardano la gestione interna. Ma l'azienda deve anche comunicare questi risultati all'esterno — a soci, banche, fornitori, autorità di vigilanza. È il tema del bilancio d'esercizio.

Il bilancio d'esercizio: i documenti obbligatori

Schema — I documenti del bilancio di esercizio

Documento Contenuto Obbligatorio per
Stato Patrimoniale Fotografia del patrimonio aziendale alla data di chiusura: attività, passività e capitale netto Tutte le società (art. 2423 c.c.)
Conto Economico Costi e ricavi del periodo → determina l'utile o la perdita d'esercizio Tutte le società
Nota Integrativa Commento, criteri di valutazione e dettaglio delle voci dello SP e del CE Tutte le società
Rendiconto Finanziario Variazioni di liquidità nel periodo (da attività operative, di investimento e finanziamento) Medie e grandi imprese (D.Lgs. 139/2015)
Relazione sulla Gestione Analisi dell'andamento della società, rischi principali e prospettive — include rendicontazione ESG per le grandi imprese (CSRD dal 2024) Medie e grandi imprese

Collegamento: il contenuto e gli obblighi del bilancio cambiano a seconda delle dimensioni e della natura dell'azienda — quotata, non quotata, gruppo, ente pubblico.

Bilancio delle quotate, bilancio consolidato e aziende pubbliche

Il programma distingue tra imprese di diversa natura e dimensione, ognuna con obblighi informativi diversi:

  • Imprese quotate in borsa — soggette a obblighi di trasparenza rafforzati verso il mercato finanziario; redigono il bilancio secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, emessi dallo IASB (International Accounting Standards Board), obbligatori nell'UE per le quotate e i gruppi consolidati
  • Imprese di minori dimensioni — bilancio in forma abbreviata o micro-imprese, secondo i principi contabili nazionali (OIC), con obblighi informativi più snelli
  • Gruppi di imprese — oltre al bilancio della singola società, redigono il bilancio consolidato: un unico documento che rappresenta la situazione patrimoniale ed economica dell'insieme delle società controllate, come se fossero un'unica entità
  • Aziende pubbliche — hanno un'informativa esterna con logiche parzialmente diverse da quelle privatistiche, orientata anche al rendiconto dell'uso di risorse pubbliche

Collegamento: oltre ai numeri, il bilancio racconta sempre di più anche l'impatto ambientale e sociale dell'azienda — è il tema dell'informativa non finanziaria e della sostenibilità, il Modulo 5 e la novità del piano 2025.

Sostenibilità e informativa non finanziaria

Accanto all'informativa finanziaria tradizionale, il programma tratta l'informativa non finanziaria: come l'azienda comunica il proprio impatto ambientale, sociale e di governance (ESG), sia sul piano operativo (gli standard) sia su quello dottrinale (cosa si intende per creazione di valore sostenibile). Alcuni standard sono di adozione volontaria, altri sono obbligatori per le grandi imprese UE — la tabella qui sotto li mette a confronto, inclusa la novità del piano 2025: le Società Benefit.

Schema — Standard di rendicontazione non finanziaria (ESG)

Standard Emesso da Ambito principale Obbligo UE
GRI — Global Reporting Initiative GRI Foundation (Amsterdam) Impatti ambientali, sociali e di governance — il framework volontario più diffuso globalmente (dal 1997) No*
ESRS — European Sustainability Reporting Standards EFRAG / Commissione UE Doppia materialità: impatto dell'impresa sull'ambiente e impatto ESG sui risultati finanziari; adottati dalla direttiva CSRD (2022)
<IR> Framework IFRS Foundation (ex IIRC) Reporting integrato: come l'impresa crea valore attraverso i 6 capitali (finanziario, produttivo, umano, intellettuale, naturale, relazionale) No
SASB Standards IFRS Foundation (ex SASB) Metriche ESG settore-specifiche (77 settori) — focalizzato sulla materialità finanziaria per gli investitori No
Società Benefit / B Corp B Lab (cert. privata) / L. 208/2015 (status legale Italia) Impresa che persegue per statuto un beneficio comune oltre al profitto — rendiconta l'impatto su lavoratori, comunità e ambiente No

* la direttiva CSRD (2022) obbliga le grandi imprese UE a rendicontare secondo gli ESRS; il GRI è usato come standard di riferimento base per la rendicontazione ESRS.

Collegamento: chi decide come comunicare tutto questo, e a chi risponde delle scelte fatte? È il tema della corporate governance.

Corporate governance: organi e modelli

La corporate governance è l'insieme di regole e organi con cui un'azienda — soprattutto una società di capitali, dove soggetto giuridico e soggetto economico non coincidono (vedi sopra) — è diretta e controllata. Il diritto societario italiano prevede tre modelli alternativi:

Modello Organi Origine
Tradizionale Assemblea, Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale (+ revisore esterno) Modello di default in Italia — quello descritto nello schema qui sotto
Dualistico Assemblea, Consiglio di Sorveglianza (nomina e controlla), Consiglio di Gestione (gestisce) Ispirato al modello tedesco — separa nettamente controllo e gestione
Monistico Assemblea, Consiglio di Amministrazione con al suo interno un Comitato per il controllo sulla gestione Ispirato al modello anglosassone — un solo organo di vertice

Il modello tradizionale — quello su cui si concentra il resto di questa sezione — assegna ruoli distinti a cinque soggetti:

Schema — Soggetti della corporate governance: ruoli e strumenti

Soggetto Ruolo principale Strumento di controllo
Assemblea degli azionisti Approva il bilancio, nomina il CdA, delibera modifiche statutarie e distribuzione dei dividendi Diritto di voto in assemblea (proporzionale alla quota detenuta)
Consiglio di Amministrazione (CdA) Definisce la strategia aziendale, supervisiona il management, risponde all'assemblea Nomina e revoca dell'AD, approvazione del piano industriale e del budget
Amministratore Delegato (CEO) Gestione operativa quotidiana — esegue le direttive del CdA e coordina le funzioni aziendali Delega dal CdA; risponde al CdA e indirettamente agli azionisti
Collegio Sindacale Vigilanza sulla legittimità degli atti sociali e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione Accesso illimitato a informazioni e documenti; segnalazioni all'assemblea o all'autorità giudiziaria
Revisore Legale / Società di Revisione Audit indipendente del bilancio: verifica che rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione aziendale Relazione di revisione: senza rilievi / con rilievi / negativo / impossibilità di esprimere giudizio

Collegamento: la governance non riguarda solo il controllo interno — decide anche con chi l'azienda collabora all'esterno e quale strategia persegue.

Collaborazione tra aziende e strategia aziendale

Nessuna azienda opera in isolamento. Il programma distingue diverse modalità con cui le aziende collaborano tra loro, in ordine crescente di integrazione:

  • Accordi — intese contrattuali (es. fornitura, licenza) tra aziende che restano indipendenti, senza dare vita a una nuova struttura
  • Reti d'impresa — uno strumento giuridico italiano che permette a più aziende di collaborare su progetti comuni (innovazione, export) mantenendo piena autonomia
  • Joint venture — due o più aziende costituiscono una nuova società condivisa per un progetto specifico
  • Gruppi di imprese — una capogruppo controlla altre società (le controllate) tramite la maggioranza del capitale, redigendo il bilancio consolidato visto in precedenza

Queste scelte discendono dalla strategia aziendale, che il programma distingue su due livelli: la strategia corporate (in quali settori/mercati operare) e la strategia competitiva o di business (come competere in un singolo settore — ad esempio puntando sul costo più basso o su un prodotto differenziato).

Collegamento: la strategia si traduce operativamente nelle funzioni interne dell'azienda — in particolare in come l'azienda si presenta al mercato.

Le funzioni aziendali e il marketing mix

Ogni azienda, indipendentemente dal settore, si organizza intorno a un insieme di funzioni che collaborano tra loro: produzione, marketing e vendite, amministrazione e finanza, risorse umane, ricerca e sviluppo. Il programma approfondisce in particolare la funzione marketing attraverso il marketing mix, le quattro leve con cui un'azienda costruisce la propria offerta:

Leva (4P) Riguarda
Prodotto (Product) Caratteristiche, qualità, gamma e brand di ciò che l'azienda offre
Prezzo (Price) Politica di prezzo, sconti, condizioni di pagamento
Distribuzione (Place) Canali attraverso cui il prodotto raggiunge il cliente
Comunicazione (Promotion) Pubblicità, promozione, relazioni pubbliche

Con le funzioni aziendali si chiude il quadro che il programma costruisce: dal sistema azienda (dove siamo partiti) alle operazioni che lo attraversano, dai prospetti che le misurano alla comunicazione esterna, fino a chi governa e organizza tutto questo.

Metodo di studio consigliato dai colleghi

Consigli raccolti direttamente dalla community L18 Pegaso — nel gruppo Telegram Economia Aziendale Pegaso e nei gruppi WhatsApp L18:

  • Le dispense sono il testo d'esame. Sono circa 1000 pagine ma la maggior parte sono slide strutturate — si scorrono rapidamente. Il docente verifica le dispense, non i libri consigliati.
  • Riassunti del gruppo: chi li usa ottiene ottimi risultati. Nel gruppo trovi schemi, riassunti e materiali di studio condivisi dai colleghi che hanno già dato questo esame.

Il riassunto condiviso nel gruppo L18 copre tutti gli argomenti con schemi estesi, esempi numerici e derivazioni passo-passo. Sono 176 pagine costruite dagli studenti che hanno già dato questo esame.

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Domande dalla community

Le dispense sono davvero ~1000 pagine — si studiano tutte?
Sì, le dispense sono il testo d'esame ufficiale. La cifra di ~1000 pagine è vera ma fuorviante: la maggior parte sono slide già strutturate con schemi e tabelle che si scorrono rapidamente. La densità è molto disomogenea — il Modulo 2 (variazioni di patrimonio, prospetti) richiede vera comprensione, il resto è più descrittivo.
Il Modulo 2 è il più difficile — come si affronta?
Il Modulo 2 (variazioni, cicli aziendali, prospetti di bilancio) è la sezione che richiede più tempo e comprensione vera. Chi lo studia dopo aver capito la logica del ciclo acquisto-produzione-vendita-incasso lo trova molto più accessibile. Dedica la seconda settimana interamente a questo modulo, lavorando su esempi pratici piuttosto che sulla sola lettura teorica.
I riassunti del gruppo sono affidabili per prepararsi?
Sì: chi li usa ottiene ottimi risultati nei gruppi L18. I riassunti sono costruiti da studenti che hanno già superato l'esame — verificano che coprano il tuo specifico codice materia, perché il piano 2024 e il 2025 differiscono per alcuni moduli.
Come ci si prepara per il colloquio in presenza su Economia Aziendale?
Il colloquio verifica la comprensione dei concetti, non la memorizzazione. Porta una risposta strutturata: definizione → distinzione → esempio. Per Economia Aziendale, prepara qualche collegamento tra i concetti del programma e situazioni aziendali concrete — ad esempio come un'azienda gestisce il ciclo finanziario o come si legge un prospetto di variazioni.

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve per prepararsi

Economia Aziendale è una materia con un programma lungo — circa 1000 pagine di dispense — ma con una densità disomogenea: la maggior parte sono slide e tavole già strutturate, una parte richiede comprensione vera (soprattutto il Modulo 2). Dal confronto tra gli studenti L18 nel gruppo emerge un'indicazione ricorrente:

Inizia almeno 3–4 settimane prima della prova intermedia. Chi parte con meno di 2 settimane riferisce di arrivare ai prospetti — la parte più impegnativa — con il tempo già esaurito.

Settimana 1–2: Moduli 1 e 3–4 (più descrittivi). Settimana 2–3: Modulo 2 in profondità (variazioni, prospetti, cicli). Ultima settimana: Modulo 5 + Modulo 6 esercitazioni pratiche.

Questa materia ti prepara a…

Economia Aziendale è la base per quasi tutto il secondo anno: Contabilità e Bilancio (approfondisce i prospetti che hai studiato qui), Economia e Gestione delle Imprese (stesso docente, stessi concetti base) e Organizzazione Aziendale. Chi la studia bene risparmia ore di ripasso nelle materie successive.

Al 1° anno si affianca a Storia Economica: il fordismo, il taylorismo e la grande impresa manageriale che studia Storia Economica sono le origini storiche dei modelli organizzativi e dei sistemi contabili trattati qui. Le due materie si integrano naturalmente.

Nel terzo anno, le competenze economico-aziendali servono anche per il Project Work — la prova finale delle università telematiche che richiede di applicare in modo integrato quanto studiato nel corso di laurea.

Tutte le materie del piano di studi L18 Pegaso le trovi nell'indice materie L18 Pegaso →

Domande frequenti

9 CFU nel piano 2025 (era 10 CFU nei piani 2024/2020). È una delle materie più pesanti del 1° anno insieme a Diritto Privato e Statistica.

Gli argomenti del programma su cui vale investire più tempo: prospetto del reddito e del capitale, variazioni finanziarie (V.F.P./V.F.N./V.E.N./V.E.P.), autofinanziamento, differenza tra soggetto giuridico ed economico, configurazioni di capitale. Le tabelle in questa pagina riproducono i prospetti trattati nelle dispense ufficiali del docente.

Al momento della redazione di questo articolo, la bacheca di Economia Aziendale non riporta l'obbligo della calcolatrice. La situazione è diversa da Statistica, dove l'uso della calcolatrice scientifica è esplicitamente richiesto e tutti i calcoli devono essere mostrati alla webcam.

La bacheca varia da codice a codice e può cambiare nel tempo. Prima di ogni esame leggi le istruzioni nella bacheca del tuo specifico codice materia — è lì che troverai le modalità aggiornate e vincolanti.

Il programma di base è lo stesso ma il codice materia cambia tra indirizzi (Business Management, Turismo, Imprese Digitali e ESG…). Verifica quale codice è associato al tuo indirizzo sulla piattaforma. Il Modulo 5 sulla Sostenibilità è specifico del piano NM 2025.

La classificazione viene direttamente dalle tabelle del programma:

  • Ratei attivi → Attività / Componenti finanziari
  • Ratei passivi → Passività / Componenti finanziari
  • Risconti attivi → Attività / Componenti economici (tra i fattori a fecondità ripetuta)
  • Risconti passivi → Passività / Componenti economici (tra i Ricavi anticipati)

La logica: ratei sono valori finanziari (crediti/debiti maturati); risconti sono valori economici (costi/ricavi sospesi in attesa di competenza futura).

Le dispense del docente sono il riferimento principale — il testo consigliato (Paolone/Potito) è facoltativo. In aggiunta: riassunti condivisi nel gruppo WhatsApp L18.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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