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L18-PEGASO · Economia Aziendale — Pegaso

Intermediazione Finanziaria e Fintech L18 Pegaso

Intermediazione Finanziaria e Fintech è la materia SECS-P/11 del piano L18 di Pegaso, indirizzo Imprese Digitali e ESG Management: studia il funzionamento dei mercati finanziari e degli intermediari tradizionali, la vigilanza prudenziale (Basilea), e le innovazioni portate dal Fintech — blockchain, open banking, pagamenti digitali e crowdfunding — fino alla politica monetaria della BCE.

Rispetto a Economia degli Intermediari Finanziari (l'omonimo corso dell'indirizzo Business Management), condivide l'impianto su mercati finanziari e normativa di vigilanza, ma non tratta le opzioni finanziarie né i modelli quantitativi di rischio di credito (CreditMetrics, CreditRisk+): al loro posto dedica tre blocchi specifici a Fintech, strumenti/servizi di intermediazione e crowdfunding, temi coerenti con l'indirizzo Imprese Digitali. È percepita come una materia a due velocità: una parte quantitativa (mercati, leva finanziaria, Basilea) e una più discorsiva ma ricca di terminologia nuova (Fintech, crowdfunding, politica monetaria).

Scheda materia
9
CFU
Anno
SECS-P/11
SSD
Indirizzo
Imprese Digitali E Esg Management
Questa materia esiste con questo nome solo per l'indirizzo Imprese Digitali e ESG Management (cod. 0602509SECSP11INM). Chi segue Business Management e Consulenza Direzionale trova invece Economia degli Intermediari Finanziari (cod. 0602509SECSP11NM) — stesso slot del piano, programma in parte diverso. Verifica il codice sul tuo piano di studi.

Obiettivi formativi ufficiali

Dal programma ufficiale Pegaso:

  • Comprendere il funzionamento dei mercati finanziari e degli strumenti di intermediazione, tradizionali e digitali
  • Conoscere i meccanismi di valutazione di obbligazioni, azioni, strumenti derivati e di debito, e i modelli di gestione del rischio
  • Analizzare il quadro regolamentare di riferimento, incluse le normative di Basilea, il controllo prudenziale e la gestione della liquidità
  • Approfondire le nuove tecnologie applicate alla finanza — blockchain, open banking, open finance, soluzioni di pagamento digitali — valutandone rischi, opportunità e regolamentazione
  • Sviluppare competenze per applicare strumenti e piattaforme fintech alla gestione dei servizi finanziari e alla progettazione di modelli innovativi di intermediazione

Cosa trovi in questa guida

La materia è organizzata qui secondo la logica con cui si costruisce, non l'ordine dei sei blocchi del programma: si parte dalla valutazione dei titoli e dal rischio di portafoglio (la base quantitativa), si passa alla vigilanza bancaria — Basilea — poi al blocco che dà il nome alla materia, il Fintech, per chiudere con gli strumenti di intermediazione, il crowdfunding e il sistema dei pagamenti. Il metodo di studio operativo — tempi, ordine consigliato — è in fondo, nella sezione Metodo di studio.

Di cosa parla (programma 2025)

Il programma (codice 0602509SECSP11INM, 9 CFU, 45 videolezioni) attraversa i mercati finanziari tradizionali, la regolamentazione prudenziale e le principali innovazioni Fintech.

  • 1. I mercati finanziari e la valutazione degli strumenti
    Il funzionamento dei mercati finanziari, la valutazione delle obbligazioni e il Valore Attuale delle Opportunità di Crescita. Il rischio di un portafoglio (definizione e misura) e la teoria di portafoglio. Le politiche di distribuzione degli utili. La leva finanziaria: il suo effetto sul valore per gli azionisti e sui rendimenti attesi, con esercitazioni sulla struttura finanziaria.
  • 2. Vigilanza prudenziale: Basilea e la gestione del rischio
    L'Accordo di Basilea I e lo strumento del rating. La quantificazione del market risk e il controllo prudenziale nelle istituzioni finanziarie. La normativa di Basilea III e il rischio di liquidità.
  • 3. Il Fintech: nuovi intermediari e tecnologie
    Le attività Fintech e i nuovi intermediari nati dalla digitalizzazione della finanza. La blockchain nel settore finanziario, l'open banking e l'open finance. Le soluzioni innovative di pagamento e le banche digitali. Rischi e regolamentazione del Fintech, con un caso aziendale dedicato a una piattaforma Fintech italiana (Fabrick).
  • 4. Gli strumenti dell'intermediazione finanziaria
    Gli strumenti finanziari, gli strumenti dell'intermediazione creditizia e gli strumenti di finanziamento. Gli strumenti di debito di mercato e gli strumenti di partecipazione. Gli strumenti di gestione del patrimonio in forma collettiva. I servizi e le attività dell'intermediazione mobiliare e gli strumenti assicurativi, con casi aziendali su finanziamento (Banca Popolare Pugliese) e leasing (Albaleasing).
  • 5. Il crowdfunding
    L'avvento e l'utilizzo del crowdfunding, le sue modalità operative. L'equity crowdfunding e il lending crowdfunding, con i relativi aspetti operativi, e le nuove frontiere di questo strumento di finanziamento alternativo.
  • 6. Moneta, sistema dei pagamenti e politica monetaria
    La moneta e i servizi e strumenti di pagamento, con un caso sull'evoluzione del sistema dei pagamenti (Banca Sella). La politica monetaria come componente della politica economica: fondamenti, strumenti a disposizione della BCE, meccanismo di trasmissione e scelte di politica monetaria, fino alle implicazioni delle decisioni delle banche centrali sui tassi di cambio.

Materiali condivisi nel gruppo

Schemi e materiali condivisi dagli studenti L18 — disponibili nel gruppo WhatsApp dedicato.

Attenzione all'indirizzo: non è "Economia degli Intermediari Finanziari" né "Strumenti Finanziari per le Imprese Turistiche". Nel piano 2025 questo stesso slot (2° anno, SECS-P/11, 9 CFU) cambia nome in base all'indirizzo L18: Economia degli Intermediari Finanziari (0602509SECSP11NM) per Business Management e Consulenza Direzionale, Intermediazione Finanziaria e Fintech (0602509SECSP11INM, questa pagina) per Imprese Digitali e ESG Management, Strumenti Finanziari per le Imprese Turistiche (0602509SECSP11IINM) per Management delle Imprese Turistiche. Il nucleo su mercati e vigilanza è condiviso con Economia degli Intermediari Finanziari, ma solo questa versione dedica un blocco esteso a Fintech e crowdfunding, mentre l'altra approfondisce invece le opzioni finanziarie e i modelli quantitativi di rischio di credito. Con Strumenti Finanziari per le Imprese Turistiche la sovrapposizione è molto più ampia — 39 videolezioni su 45 coincidono — con il blocco su Basilea e vigilanza prudenziale sostituito da 5 videolezioni dedicate agli strumenti finanziari e agevolativi per il turismo. Consulta anche Economia degli Intermediari Finanziari e Strumenti Finanziari per le Imprese Turistiche per confrontare i tre programmi.

Argomenti del programma da approfondire

Il programma passa dai fondamentali della valutazione finanziaria alla vigilanza sulle banche, poi al cuore di questa versione del corso — le tecnologie Fintech — per chiudersi con gli strumenti di intermediazione, il crowdfunding e il sistema dei pagamenti. In questa guida seguiamo questa logica di costruzione, con un solo riordino rispetto alla sequenza ufficiale: l'intermediazione creditizia (trattata nel blocco 4 del programma insieme agli strumenti di finanziamento) viene qui accostata ai servizi di intermediazione mobiliare e assicurativa, per non spezzare in due punti diversi della guida la classificazione degli strumenti e dei servizi finanziari.

Aspetto Finanza tradizionale Fintech e finanza alternativa
Domanda centrale Quanto vale un titolo? Quanto rischia una banca, e come la si vigila? Come cambiano intermediazione, pagamenti e accesso al credito con le tecnologie digitali?
Strumenti/attori tipici Obbligazioni, azioni, portafogli, requisiti di Basilea Blockchain, open banking, piattaforme di crowdfunding, banche digitali
Livello di regolamentazione Consolidato da decenni (Basilea I → III) Più recente, ancora in evoluzione

Mappa — la sequenza di questa guida

Valutare titoli e rischio finanziario

  1. Il valore di un'obbligazione e le opportunità di crescita
  2. Rischio di portafoglio e teoria di portafoglio
  3. Politiche di distribuzione degli utili e leva finanziaria

Vigilanza bancaria

  1. Il rischio bancario e il controllo prudenziale: Basilea I e Basilea III

Le innovazioni Fintech

  1. Fintech: nuovi intermediari e tecnologie digitali

Strumenti e servizi di intermediazione

  1. Gli strumenti finanziari: classificazione e famiglie
  2. Intermediazione creditizia, mobiliare e servizi assicurativi

Finanza alternativa

  1. Il crowdfunding: dall'avvento alle nuove frontiere

Moneta e politica monetaria

  1. Moneta e sistema dei pagamenti
  2. La politica monetaria e il ruolo della BCE

Il valore di un'obbligazione e le opportunità di crescita

Il corso comincia dal funzionamento generale dei mercati finanziari, per poi affrontare il problema più concreto per chi valuta un titolo: quanto vale davvero un'obbligazione o un'azione? Per un'obbligazione, il valore è il valore attuale dei flussi di cassa futuri che promette — le cedole periodiche più il rimborso del capitale a scadenza — scontati al tasso di rendimento richiesto dal mercato. Da questa relazione discende una proprietà su cui il programma insiste: prezzo e tasso di rendimento si muovono in direzione opposta. Se il tasso di mercato sale, il valore attuale dei flussi futuri scende, e con esso il prezzo dell'obbligazione (e viceversa).

Per un'azione, oltre al valore dei flussi attesi dagli utili correnti, il programma introduce il Valore Attuale delle Opportunità di Crescita (VAOC): la parte di prezzo che il mercato attribuisce non agli utili attuali ma alla capacità dell'azienda di reinvestire a un rendimento superiore al costo del capitale, generando valore aggiuntivo nel tempo.

Schema — Obbligazione vs azione: cosa si valuta

Titolo Cosa promette Come si valuta
Obbligazione Flussi di cassa contrattuali (cedole + rimborso a scadenza) Valore attuale dei flussi, scontati al tasso di rendimento richiesto — prezzo e tasso si muovono in direzione opposta
Azione Flussi futuri incerti (utili, dividendi), senza scadenza Valore degli utili correnti + Valore Attuale delle Opportunità di Crescita (VAOC), se l'azienda reinveste a un rendimento superiore al costo del capitale

Collegamento: conoscere il valore di un titolo isolato non basta: un investitore raramente ne detiene uno solo. Il passo successivo è capire come si comporta il rischio quando più titoli vengono combinati in un portafoglio.

Rischio di portafoglio e teoria di portafoglio

Il rischio di un singolo titolo si misura con la variabilità (la deviazione standard) dei suoi rendimenti attesi. Ma il rischio di un portafoglio non è la semplice media dei rischi dei titoli che lo compongono: dipende anche da come i titoli si muovono l'uno rispetto all'altro (la loro correlazione). Combinando titoli che non si muovono in modo identico, parte del rischio si elimina — è il principio della diversificazione, alla base della teoria di portafoglio: per ogni livello di rendimento atteso esiste una combinazione di titoli che minimizza il rischio.

Schema — Le due componenti del rischio di un titolo

Componente Cos'è Si elimina diversificando?
Rischio specifico Legato al singolo titolo/azienda (es. un problema di gestione, un prodotto che fallisce) — si riduce combinando titoli poco correlati tra loro
Rischio sistematico Legato al mercato nel suo complesso (es. un rialzo generale dei tassi, una recessione) No — colpisce tutti i titoli insieme, resta anche in un portafoglio ben diversificato

Collegamento: scelto un portafoglio di titoli, un'azienda deve anche decidere come remunerare i soci e come finanziarsi — con capitale proprio o con debito. È il tema delle politiche di distribuzione degli utili e della leva finanziaria.

Politiche di distribuzione degli utili e leva finanziaria

Le politiche di distribuzione degli utili riguardano la scelta tra distribuire l'utile ai soci (dividendi) o trattenerlo per reinvestirlo in azienda. Nella pratica, imposte, costi di transazione e il segnale informativo che un dividendo trasmette al mercato rendono questa scelta tutt'altro che neutra per il valore percepito dell'azienda.

La leva finanziaria riguarda invece il rapporto tra capitale proprio e capitale di debito, e il suo effetto sul ROE (rendimento del capitale proprio): se il ROI (rendimento operativo dell'azienda) è superiore al tasso di interesse pagato sul debito, indebitarsi amplifica il ROE — è la leva positiva. Se il ROI è inferiore al costo del debito, l'indebitamento riduce il ROE — leva negativa. In entrambi i casi la leva amplifica anche il rischio percepito dagli azionisti: rende i rendimenti attesi più variabili, non solo più alti. Il programma dedica anche un'esercitazione pratica sulla struttura finanziaria per applicare questi concetti a un caso numerico. Prova a classificare qualche scenario:

Prova a classificare uno scenario

ROI (rendimento operativo)

Costo del debito (tasso medio)

Collegamento: la leva finanziaria riguarda le scelte di un singolo emittente. Il programma passa ora dal punto di vista del singolo titolo a quello del sistema bancario nel suo complesso, e alle regole che ne garantiscono la stabilità: la vigilanza prudenziale e Basilea.

Il rischio bancario e il controllo prudenziale: Basilea I e Basilea III

Una banca è esposta a rischi che vanno oltre il singolo titolo: il market risk riguarda le variazioni di prezzi, tassi o cambi sul portafoglio di negoziazione; il rischio di liquidità nasce dalla trasformazione delle scadenze che la banca svolge per natura — raccoglie a breve (depositi, anche ritirabili subito) e presta a lungo (mutui pluriennali). Per stimare l'affidabilità dei debitori le banche usano il rating, uno strumento di classificazione su cui si basa in parte anche la vigilanza esterna.

Il controllo prudenziale è l'attività con cui le autorità di vigilanza verificano che le banche rispettino requisiti patrimoniali e di liquidità adeguati, per evitare che il dissesto di una singola banca si propaghi al resto del sistema. Il programma tratta in modo specifico le due tappe estreme di questo percorso normativo: l'Accordo di Basilea I (1988), che introduce per la prima volta un requisito patrimoniale minimo — l'8% del capitale rispetto alle attività ponderate per il rischio di credito — e la normativa di Basilea III, che dopo la crisi finanziaria del 2008 irrigidisce i requisiti con più qualità del capitale e, per la prima volta, requisiti espliciti di liquidità.

Schema — Il rischio bancario e la sua vigilanza

Elemento Cosa misura o richiede
Rating Classifica l'affidabilità di un debitore o di un emittente — usato anche come riferimento nella vigilanza
Market risk Il rischio da variazioni di prezzi, tassi o cambi sul portafoglio di negoziazione della banca
Controllo prudenziale L'attività di vigilanza che verifica il rispetto dei requisiti patrimoniali e di liquidità
Basilea I (1988) Primo requisito patrimoniale: almeno l'8% di capitale sulle attività ponderate per il rischio di credito
Basilea III Dopo la crisi 2008: capitale di qualità più elevata e, per la prima volta, requisiti espliciti di liquidità
Rischio di liquidità Nasce dalla trasformazione delle scadenze: raccolta a breve (depositi), impieghi a lungo (mutui)

Collegamento: Basilea disciplina gli intermediari tradizionali con regole affinate in decenni. Le nuove piattaforme digitali nate dalla trasformazione tecnologica della finanza offrono spesso servizi simili operando in un quadro normativo ancora meno maturo — è il tema del blocco che dà il nome a questa materia: il Fintech.

Fintech: nuovi intermediari e tecnologie digitali

Il termine Fintech indica le attività finanziarie che nascono dall'applicazione di tecnologie digitali ai servizi bancari e finanziari, spesso a opera di nuovi intermediari che competono o collaborano con le banche tradizionali offrendo servizi solo attraverso piattaforme digitali. La blockchain — un registro distribuito che consente di verificare e registrare transazioni senza un unico intermediario centrale — è la tecnologia più citata in questo ambito. L'open banking e l'open finance riguardano invece la condivisione controllata dei dati finanziari del cliente con soggetti terzi autorizzati, alla base di nuovi servizi integrati (es. app che aggregano conti di banche diverse).

Sul lato operativo, il programma tratta le soluzioni innovative di pagamento e le banche digitali (operative solo via app, senza sportelli fisici), per poi affrontare rischi e regolamentazione del Fintech: la digitalizzazione introduce rischi nuovi (cyber-sicurezza, protezione dei dati) che richiedono un quadro normativo specifico, ancora meno consolidato di quello bancario tradizionale. Il programma chiude questo blocco con un caso aziendale su una piattaforma Fintech italiana, Fabrick.

Schema — Le tecnologie Fintech trattate nel programma

Tecnologia/area Cosa cambia rispetto al modello tradizionale
Nuovi intermediari fintech Operatori digitali che offrono servizi finanziari solo tramite piattaforma, spesso su una singola nicchia (pagamenti, prestiti, investimenti)
Blockchain Registro distribuito che consente transazioni verificabili senza un intermediario centrale unico
Open banking / open finance Condivisione controllata dei dati finanziari del cliente con soggetti terzi autorizzati
Pagamenti digitali e banche digitali Soluzioni di pagamento innovative e banche operative solo via app, senza sportelli fisici
Rischi e regolamentazione Nuovi rischi digitali (cyber, dati) in un quadro normativo ancora in evoluzione rispetto a quello bancario

Collegamento: che siano erogati da una banca tradizionale o da una piattaforma fintech, gli intermediari lavorano comunque con la stessa materia prima: gli strumenti finanziari che il programma classifica nel blocco successivo.

Gli strumenti finanziari: classificazione e famiglie

Il programma classifica gli strumenti finanziari per famiglie. Ogni strumento rappresenta un diritto su un flusso di cassa futuro; le famiglie si distinguono per la natura del diritto (proprietà vs credito) e per il livello di rischio associato. Rientrano qui gli strumenti di finanziamento in senso operativo (risorse fornite a un'impresa con obbligo di restituzione secondo condizioni contrattuali), gli strumenti di debito di mercato, gli strumenti di partecipazione e gli strumenti di gestione del patrimonio in forma collettiva (fondi comuni, gestioni patrimoniali affidate a un gestore professionale).

Schema — Le famiglie di strumenti finanziari

Famiglia Cosa promette
Partecipazione Diritto residuale sul capitale dell'impresa (es. azioni); nessun rimborso garantito
Debito di mercato Diritto a rimborso + cedola (titoli di Stato, obbligazioni corporate); priorità sull'equity in caso di insolvenza
Strumenti di finanziamento Risorse fornite con obbligo di restituzione secondo condizioni contrattuali (prestiti, forme di credito diretto)
Gestione collettiva del patrimonio Raccolta presso più investitori e gestione professionale; diversificazione automatica

Collegamento: oltre agli strumenti negoziati sul mercato, il sistema finanziario include servizi legati direttamente all'attività di intermediazione — il credito bancario, l'intermediazione mobiliare e le assicurazioni.

Intermediazione creditizia, mobiliare e servizi assicurativi

Gli strumenti dell'intermediazione creditizia sono quelli con cui una banca concede credito (prestiti, mutui, leasing) — è la funzione più tradizionale del sistema bancario. I servizi e le attività dell'intermediazione mobiliare — negoziazione, collocamento, consulenza sugli investimenti — sono tipicamente offerti da banche e società di intermediazione mobiliare. Gli strumenti assicurativi permettono infine di trasferire un rischio puro (es. un danno, un evento avverso) a una compagnia di assicurazione dietro pagamento di un premio. Il programma illustra questi temi anche con due casi aziendali: gli strumenti di finanziamento applicati al caso Banca Popolare Pugliese, e il leasing nel caso Albaleasing.

Schema — I servizi di intermediazione

Servizio Cosa fa
Intermediazione creditizia Concede credito (prestiti, mutui, leasing) a imprese e famiglie
Intermediazione mobiliare Negozia, colloca e offre consulenza su strumenti finanziari
Servizi assicurativi Trasferisce un rischio puro dietro pagamento di un premio

Collegamento: oltre ai canali tradizionali di finanziamento appena visti (credito bancario, leasing), il programma introduce un canale alternativo nato dalla stessa trasformazione digitale vista nel blocco Fintech: il crowdfunding.

Il crowdfunding: dall'avvento alle nuove frontiere

Il crowdfunding è una forma di finanziamento alternativo che raccoglie piccole somme da un numero ampio di soggetti (la "folla", da cui il nome), tipicamente attraverso una piattaforma online. Il programma ne ripercorre l'avvento e le modalità operative, per poi distinguere le due forme più rilevanti — che valgono anche come domande d'esame ricorrenti da tenere ben distinte:

Avvento e utilizzo

Il crowdfunding nasce come alternativa ai canali di finanziamento tradizionali (banca, capitale di rischio istituzionale), sfruttando piattaforme online per raggiungere un numero ampio di finanziatori. Il programma ne tratta le modalità operative generali prima di distinguere le forme specifiche.

Equity crowdfunding

Chi finanzia il progetto riceve in cambio quote societarie: diventa socio dell'impresa finanziata, con i diritti e i rischi tipici di chi detiene capitale di rischio (nessun rimborso garantito, ritorno legato al successo del progetto).

Lending crowdfunding

Chi finanzia il progetto presta denaro con obbligo di restituzione, tipicamente a un tasso di interesse concordato: è un prestito, non un investimento in capitale. Il programma ne approfondisce anche gli aspetti operativi con un caso pratico dedicato.

Nuove frontiere

Il programma chiude con le evoluzioni più recenti dello strumento — nuovi modelli e ambiti di applicazione del crowdfunding oltre alle due forme classiche appena viste.

Collegamento: il crowdfunding, come i pagamenti digitali visti nel blocco Fintech, si appoggia comunque sul sistema dei pagamenti e sulla moneta. L'ultimo blocco del programma chiude proprio su questi fondamenti e sulla politica monetaria che li governa.

Moneta e sistema dei pagamenti

Il programma chiude con la moneta come strumento e con i servizi e strumenti di pagamento attraverso cui la moneta si trasferisce (bonifici, carte, addebiti diretti). Un caso aziendale dedicato a Banca Sella illustra concretamente l'evoluzione del sistema dei pagamenti, collegando questo blocco alle innovazioni Fintech viste in precedenza (pagamenti digitali, open banking).

Schema — Le funzioni della moneta

Funzione Cosa significa
Mezzo di scambio Permette di scambiare beni e servizi senza ricorrere al baratto
Unità di conto Fornisce un metro comune per esprimere e confrontare il valore di beni diversi
Riserva di valore Permette di conservare potere d'acquisto nel tempo, per usarlo in un momento successivo

Collegamento: una volta chiarito cos'è la moneta e come circola nel sistema dei pagamenti, il programma chiude spiegando chi ne governa il valore nel tempo: la politica monetaria della BCE.

La politica monetaria e il ruolo della BCE

La politica monetaria è la componente della politica economica con cui la banca centrale — la BCE, per l'area euro — gestisce le condizioni monetarie del sistema per perseguire i propri obiettivi (in primis la stabilità dei prezzi). Il programma ne tratta i fondamenti, gli strumenti a disposizione della BCE (tra cui le operazioni di mercato aperto e i tassi di interesse di riferimento), e il meccanismo di trasmissione: il percorso attraverso cui una decisione della BCE si propaga fino all'economia reale.

Schema — Il meccanismo di trasmissione della politica monetaria

Fase Cosa succede
1. Decisione BCE La BCE modifica i tassi di riferimento o altri strumenti a sua disposizione
2. Tassi bancari e di mercato Le banche adeguano i tassi applicati a prestiti, mutui e depositi
3. Credito, investimenti, consumi Cambia la convenienza a indebitarsi, investire o consumare
4. Tassi di cambio Le decisioni delle banche centrali si riflettono anche sul valore della moneta rispetto alle altre valute

Il programma chiude collegando queste scelte alle loro implicazioni sui tassi di cambio: una decisione di politica monetaria non resta confinata al mercato interno, ma si riflette anche sul valore della moneta rispetto alle altre valute.

Metodo di studio consigliato dai colleghi

  • Consolida la parte quantitativa prima di passare al Fintech. Rischio di portafoglio, leva finanziaria e requisiti di Basilea richiedono di ragionare su numeri e formule — meglio fissare questi concetti con esercizi prima di affrontare la parte più discorsiva su Fintech, strumenti di intermediazione e crowdfunding.
  • Distingui equity crowdfunding e lending crowdfunding fin da subito. Sono le due forme più citate nel programma: nell'equity crowdfunding si acquisiscono quote societarie, nel lending crowdfunding si presta denaro con obbligo di restituzione.
  • Non confondere blockchain, open banking e open finance. Sono tre concetti distinti del blocco Fintech che ricorrono spesso insieme: la blockchain è una tecnologia di registro distribuito, l'open banking/open finance riguarda la condivisione controllata dei dati finanziari del cliente.
  • Costruisci una linea di confronto tra Basilea I e Basilea III. Aiuta a ricordare quali requisiti prudenziali sono stati introdotti in ciascuna fase, invece di trattarli come un blocco normativo indistinto.
  • Il blocco finale (moneta, pagamenti, BCE) è il più descrittivo — va bene studiarlo per ultimo, quando i concetti di rischio e regolamentazione dei blocchi precedenti sono già chiari.

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Nel gruppo trovi materiali condivisi e confronto con chi ha già sostenuto l'esame.

Domande dalla community

Qual è la differenza pratica tra open banking e open finance?
L'open banking riguarda la condivisione dei dati legati a conti correnti e pagamenti; l'open finance estende lo stesso principio a un ventaglio più ampio di prodotti finanziari (risparmio, investimenti, assicurazioni). È un'estensione dello stesso concetto, non due tecnologie diverse.
Equity crowdfunding e lending crowdfunding: come si distinguono in una domanda d'esame?
Il criterio è cosa riceve chi finanzia in cambio: quote societarie (diventa socio, nessun rimborso garantito) nell'equity crowdfunding; restituzione del capitale più interessi (è un prestito) nel lending crowdfunding.
Serve saper fare calcoli finanziari per l'esame?
Il formato ufficiale dell'esame è a risposta multipla, quindi non richiede di sviluppare per esteso i calcoli su carta durante la prova. Serve però riconoscere la logica di un ragionamento quantitativo — ad esempio in che direzione si muove il prezzo di un'obbligazione se sale il tasso, o se uno scenario descrive leva positiva o negativa.
Cosa cambia in pratica tra Basilea I e Basilea III?
Basilea I fissava un unico requisito semplice: l'8% di capitale sulle attività ponderate per il rischio di credito. Basilea III lo rafforza chiedendo capitale di qualità più elevata e — novità introdotta dopo la crisi del 2008 — requisiti espliciti di liquidità che Basilea I non prevedeva.

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Il programma ufficiale di questa materia specifica anche una modalità alternativa: oltre a prova intermedia (24 domande sulla prima parte) + prova finale (7 domande sulla seconda parte), è possibile sostenere una prova unica in presenza (31 domande a risposta multipla sull'intero programma) oppure — solo nelle sessioni di febbraio e settembre — una prova orale unica sull'intero programma. In tutti i casi il voto minimo per superare l'esame è 18/30, con fino a 2 punti bonus per la partecipazione alla didattica sincrona e il corretto svolgimento dei test di fine lezione; il programma indica inoltre di portare fogli bianchi, penna e calcolatrice. Verifica sempre la bacheca del tuo specifico codice materia per le modalità aggiornate.

Quanto tempo serve per prepararsi

Per le 9 CFU e 45 videolezioni, chi ha già basi di economia o statistica indica 4-5 settimane. Il programma è diviso in blocchi di natura diversa, e conviene pianificarli di conseguenza:

Mercati finanziari, rischio di portafoglio e leva finanziaria: è il linguaggio quantitativo di base — richiede più tempo per essere fissato con esercizi, ma torna implicitamente anche nei blocchi successivi.

Basilea e vigilanza prudenziale: più nomi e sigle da tenere distinti (rating, market risk, Basilea I/III) che calcoli da svolgere, dato il formato a risposta multipla dell'esame.

Fintech, strumenti di intermediazione, crowdfunding e moneta/BCE: più discorsivi, ma con molta terminologia nuova (open banking, equity/lending crowdfunding) da tenere distinta — richiedono comunque attenzione, non solo lettura veloce.

Questa materia ti prepara a…

  • Economia degli Intermediari Finanziari — stesso slot di piano per l'indirizzo Business Management, utile per confrontare le diverse impostazioni
  • Strumenti Finanziari per le Imprese Turistiche — stesso slot di piano per l'indirizzo Management delle Imprese Turistiche
  • Economia Politica — i fondamenti di politica monetaria trattati qui si appoggiano ai concetti macroeconomici visti in quella materia
  • Fintech, digital banking e consulenza finanziaria — sbocchi professionali diretti per chi segue l'indirizzo Imprese Digitali e ESG Management

Tutte le materie del piano di studi L18 Pegaso le trovi nell'indice materie L18 Pegaso →

Domande frequenti

9 CFU (codice 0602509SECSP11INM, piano 2025, indirizzo Imprese Digitali e ESG Management). Il codice è assegnato in base all'indirizzo scelto — verificalo sulla piattaforma.

Stesso slot del piano (2° anno, SECS-P/11, 9 CFU), ma nome e programma diversi in base all'indirizzo. Condividono mercati finanziari e Basilea; questa versione aggiunge Fintech, blockchain, open banking e crowdfunding, e non tratta le opzioni finanziarie e i modelli quantitativi di rischio di credito presenti nell'altra versione.

Mercati finanziari e valutazione degli strumenti, vigilanza prudenziale (Basilea I e III), Fintech (blockchain, open banking, pagamenti digitali), strumenti e servizi di intermediazione creditizia e mobiliare, crowdfunding e politica monetaria della BCE.

La parte su mercati finanziari e Basilea richiede familiarità con concetti quantitativi. La parte su Fintech e crowdfunding è più discorsiva ma introduce molta terminologia nuova da tenere distinta.

Per le 9 CFU e 45 videolezioni, chi ha già basi di economia indica 4-5 settimane, dedicando più tempo alla parte quantitativa su rischio di portafoglio e vigilanza prudenziale rispetto al blocco Fintech e crowdfunding, più discorsivo.

Il programma ufficiale prevede due possibilità. La prima: una prova intermedia a distanza (24 domande sulla prima parte del programma) più una prova finale in presenza (7 domande sulla seconda parte), con voto minimo 18/30 e fino a 2 punti bonus per la didattica sincrona. In alternativa, una prova unica in presenza (31 domande sull'intero programma) oppure — solo nelle sessioni di febbraio e settembre — una prova orale unica. Verifica sempre la bacheca del tuo specifico codice materia.

No: il programma ufficiale precisa che il materiale fornito dal docente (videolezioni e dispense) è sufficiente ai fini della preparazione e della valutazione d'esame. Per approfondimenti facoltativi indica come manuale di riferimento Nadotti, Porzio, Previati, Economia degli intermediari finanziari (McGraw-Hill).

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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