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L18-PEGASO · Economia Aziendale — Pegaso

Management for Society L18 Pegaso

Management for Society è la materia SECS-P/08 del piano L18 di Pegaso, indirizzo Imprese Digitali e ESG Management: affronta la gestione d'impresa in una prospettiva integrata di strategia competitiva, marketing management, gestione dell'innovazione e Corporate Social Responsibility.

Rispetto a Economia e Gestione delle Imprese (l'omonimo corso dell'indirizzo Business Management), condivide l'impianto di strategia e marketing, ma dedica due blocchi estesi — su 45 videolezioni totali — a gestione dell'innovazione e CSR, in linea con il taglio ESG dell'indirizzo.

Scheda materia
9
CFU
Anno
SECS-P/08
SSD
Indirizzo
Imprese Digitali E Esg Management
Questa materia esiste con questo nome solo per l'indirizzo Imprese Digitali e ESG Management (cod. 0602509SECSP08IINM). Chi segue Business Management e Consulenza Direzionale trova invece Economia e Gestione delle Imprese (cod. 0602509SECSP08NM); chi segue Management delle Imprese Turistiche trova Economia e gestione delle imprese turistiche (cod. 0602509SECSP08INM) — stesso slot del piano, tre programmi in parte diversi. Verifica il codice sul tuo piano di studi.

Attenzione all'indirizzo: non è "Economia e Gestione delle Imprese". Nel piano 2025 questo stesso slot (2° anno, SECS-P/08, 9 CFU) cambia nome in base all'indirizzo L18: Economia e Gestione delle Imprese (0602509SECSP08NM) per Business Management e Consulenza Direzionale, Management for Society (0602509SECSP08IINM, questa pagina) per Imprese Digitali e ESG Management, Economia e gestione delle imprese turistiche (0602509SECSP08INM) per Management delle Imprese Turistiche. Il nucleo di strategia competitiva (9 videolezioni: la strategia, l'analisi dell'ambiente esterno, l'analisi interna, il vantaggio competitivo di costo e di differenziazione, le strategie di stabilità e contrazione, integrazione, collaborazione e diversificazione) è condiviso testualmente da tutte e tre le versioni. Solo questa versione dedica blocchi estesi a gestione dell'innovazione e CSR; la versione turistica dedica invece blocchi estesi a CSR nel turismo, marketing e comunicazione turistica e filiera turistica. Consulta anche Economia e Gestione delle Imprese e Economia e gestione delle imprese turistiche per confrontare i tre programmi.

Obiettivi formativi ufficiali

Dal programma ufficiale Pegaso:

  • Acquisire strumenti teorici e operativi per analizzare e gestire le funzioni aziendali in una prospettiva integrata di sostenibilità, innovazione e responsabilità sociale
  • Acquisire conoscenze sulle strategie competitive, sulla gestione del marketing e sull'innovazione responsabile
  • Approfondire i modelli di corporate social responsibility, la finanza sostenibile e il management dell'innovazione
  • Comprendere l'evoluzione dei comportamenti aziendali nel contesto dell'economia circolare e della governance responsabile
  • Sviluppare la capacità di proporre soluzioni sostenibili, etiche e innovative ai problemi di gestione d'impresa, interpretare i rating ESG e valutare i fondi eticamente orientati

Cosa trovi in questa guida

La sezione "Argomenti del programma da approfondire" segue l'ordine dei quattro blocchi del programma ufficiale — strategia, marketing, innovazione, CSR — con uno schema per ogni argomento e i collegamenti che uniscono un blocco al successivo. Il metodo di studio operativo — tempi, come sfruttare l'affinità con Teoria e governo dell'impresa, come isolare la terminologia CSR — è in fondo, nella sezione Metodo di studio.

Di cosa parla (programma 2025)

Il programma (codice 0602509SECSP08IINM, 9 CFU, 45 videolezioni) si sviluppa in quattro blocchi: strategia, marketing, innovazione e responsabilità sociale d'impresa.

  • 1. Strategia competitiva e corporate
    La strategia d'impresa, l'analisi dell'ambiente esterno (opportunità e minacce) e l'analisi interna. Il vantaggio competitivo di costo e quello di differenziazione. Le strategie di integrazione, collaborazione, internazionalizzazione e diversificazione. Le matrici di portafoglio e le strategie di stabilità e contrazione per la gestione delle crisi. Fusioni e acquisizioni.
  • 2. Marketing management
    Introduzione alla funzione di marketing, analisi della domanda e segmentazione, strategie di posizionamento. Definizione e analisi del prodotto aziendale, politiche di prodotto e di prezzo, politiche di distribuzione. Le relazioni con il cliente attraverso il Customer Relationship Management. Il marketing mix nella politica di comunicazione, il piano di marketing strategico, la politica di marca. La gestione dei canali di marketing e digital marketing, e la gestione dei servizi.
  • 3. Gestione dell'innovazione
    Definire le strategie per l'innovazione e gestire il processo di sviluppo di un prodotto innovativo. Creare una strategia di distribuzione dei prodotti innovativi e scegliere i progetti innovativi. Strategie di collaborazione per l'innovazione e organizzazione aziendale dedicata. Gestire i team di sviluppo prodotto. L'impatto dell'innovazione sulla società, l'approccio strategico e la creatività — come tradurre la creatività in innovazione attraverso l'innovation network. Le tipologie di innovazione, il design dominante, la multidimensionalità del valore, la modularità e i vantaggi/svantaggi del first mover.
  • 4. Corporate Social Responsibility e sostenibilità
    La dimensione strategica della CSR e il suo rapporto con la corporate governance. I fondi di investimento socialmente responsabili e i doveri fiduciari ad essi collegati. I rating di sostenibilità. Il rapporto tra responsabilità sociale d'impresa ed economia circolare, con approfondimenti su tutela ambientale (environmental safeguard), questioni sociali (social concerns) ed efficacia della corporate governance.

Il modo più efficace per studiarli è nello stesso ordine del programma ufficiale: qui la sequenza ufficiale coincide con quella didattica, perché ogni blocco riprende logiche del precedente. È l'ordine che seguiamo anche in questa guida, a partire dalla sezione Argomenti del programma da approfondire.

Materiali condivisi nel gruppo

Schemi e materiali condivisi dagli studenti L18 — disponibili nel gruppo WhatsApp dedicato.

Argomenti del programma da approfondire

Il programma si sviluppa in quattro blocchi in sequenza: strategia competitiva, marketing management, gestione dell'innovazione e Corporate Social Responsibility. Ogni blocco costruisce sul precedente — per esempio le strategie di collaborazione per l'innovazione riprendono la logica delle strategie di collaborazione viste nel blocco strategia, applicata però ai progetti innovativi. Questa sezione segue lo stesso ordine del programma ufficiale, con uno schema per ogni argomento e un collegamento che spiega perché il blocco successivo segue logicamente da quello appena visto.

Mappa — la sequenza di questa guida

Strategia competitiva

  1. Dall'analisi dell'ambiente al vantaggio competitivo
  2. Le strategie di crescita: integrazione, collaborazione, internazionalizzazione, diversificazione
  3. Matrici di portafoglio, stabilità/contrazione e fusioni e acquisizioni

Marketing management

  1. Dalla domanda al posizionamento
  2. Il prodotto: definizione, prezzo e distribuzione
  3. CRM, marketing mix e piano strategico
  4. Canali digitali e gestione dei servizi

Gestione dell'innovazione

  1. Dalla creatività alla strategia di innovazione
  2. Tipologie di innovazione, design dominante e first mover
  3. Selezionare, sviluppare e distribuire un prodotto innovativo
  4. Organizzarsi per innovare: collaborazione e struttura

Corporate Social Responsibility

  1. La dimensione strategica della CSR e la corporate governance
  2. Finanza sostenibile: fondi SRI, doveri fiduciari e rating ESG
  3. CSR ed economia circolare: ambiente, sociale e governance efficace

Dall'analisi dell'ambiente al vantaggio competitivo

Il programma apre con la strategia d'impresa e due analisi propedeutiche a qualsiasi scelta strategica: l'analisi dell'ambiente esterno, che mappa opportunità e minacce del settore in cui opera l'impresa, e l'analisi interna, che valuta risorse e competenze per capire dove può costruire un vantaggio sostenibile. Solo dopo queste due analisi ha senso scegliere come competere — le videolezioni approfondiscono in dettaglio due strade: il vantaggio di costo e il vantaggio di differenziazione.

Schema — Le due strade del vantaggio competitivo

Strategia Base del vantaggio Rischio principale
Leadership di costo Costi totali più bassi del settore grazie a economie di scala, tecnologia produttiva ed efficienza operativa Guerra di prezzo con i concorrenti; imitazione della struttura di costo; nuove tecnologie che azzerano il vantaggio
Differenziazione Unicità percepita dal cliente (qualità, brand, innovazione, servizio) che giustifica un premium price Il premium price non viene sostenuto dal cliente; i costi di differenziazione superano il ricavo aggiuntivo

Applicate a un segmento ristretto di mercato invece che all'intero settore, le due strategie diventano una focalizzazione di costo o di differenziazione — è la stessa logica, con un campo d'azione più circoscritto.

Collegamento: una volta scelto come competere, l'impresa deve decidere anche quanto e come crescere — è il tema delle strategie di sviluppo.

Le strategie di crescita: integrazione, collaborazione, internazionalizzazione, diversificazione

Quattro videolezioni distinte trattano altrettante strade per far crescere l'impresa oltre il proprio mercato di origine. Sono percorsi alternativi, non sequenziali: un'impresa in genere ne sceglie uno o li combina in base al proprio contesto.

Schema — Le quattro strategie di crescita

Strategia Descrizione Quando si usa
Integrazione Acquisizione di attività a monte (fornitori) o a valle (distribuzione) della catena del valore Per ridurre la dipendenza da fornitori, controllare la qualità o catturare margini aggiuntivi
Collaborazione Joint venture, alleanze strategiche, accordi di licenza, consorzi di ricerca e sviluppo Per accedere a risorse complementari senza acquisirle, condividendo il rischio
Internazionalizzazione Espansione in mercati geografici esteri: export, franchising, joint venture internazionali, investimenti diretti esteri Per sfruttare vantaggi comparati, ampliare il mercato di riferimento, accedere a risorse globali
Diversificazione Correlata (nuovi prodotti in settori contigui) o non correlata (nuovi settori senza sinergie evidenti) Per ridurre il rischio di business o cogliere opportunità in settori diversi

Collegamento: crescere non è però l'unico scenario che un'impresa deve saper gestire. Il programma passa quindi a come allocare le risorse tra business diversi e a cosa fare quando la crescita non è la scelta giusta.

Matrici di portafoglio, stabilità e contrazione, fusioni e acquisizioni

Chiudono il blocco strategia tre videolezioni che affrontano la gestione di un'impresa già diversificata o in difficoltà. Le matrici di portafoglio (BCG, GE/McKinsey) sono strumenti per decidere dove investire, mantenere o disinvestire tra più unità di business. Le strategie di stabilità e contrazione coprono il caso opposto alla crescita: quando conviene mantenere la posizione attuale o ridurre deliberatamente l'attività per proteggere la parte sana del business. Le fusioni e acquisizioni (M&A) chiudono il blocco come strumento per crescere rapidamente acquisendo o fondendosi con un'altra impresa.

Schema — Le tre leve di chiusura del blocco strategia

Leva Funzione
Matrici di portafoglio Allocare risorse tra le unità di business in base a quota di mercato e attrattività/crescita del settore
Stabilità e contrazione Gestire fasi di crisi o incertezza: mantenere la posizione (stabilità) o ridurre l'attività (contrazione/retrenchment) per proteggere il core business
Fusioni e acquisizioni Crescere rapidamente acquisendo o fondendosi con un competitor: quota di mercato, sinergie operative, accesso a nuove risorse

Collegamento: definito come competere, crescere o consolidarsi, il programma passa da "cosa fa" l'impresa sul mercato a "come lo comunica e lo vende" ai propri clienti — il blocco marketing management.

Dalla domanda al posizionamento: le basi del marketing

Il blocco marketing apre con l'introduzione alla funzione di marketing in azienda, poi segue il processo classico di segmentazione, targeting e posizionamento (STP): l'analisi della domanda e segmentazione individua i parametri per suddividere il mercato in gruppi omogenei e selezionare il mercato obiettivo, mentre le strategie di posizionamento definiscono come l'impresa vuole essere percepita rispetto ai concorrenti nella mente del cliente scelto.

Schema — Il processo STP

Fase Cosa risponde
Segmentazione In quali gruppi omogenei si può dividere il mercato?
Targeting Su quale segmento (mercato obiettivo) conviene concentrare le risorse?
Posizionamento Come vuole essere percepita l'impresa da quel segmento, rispetto ai concorrenti?

Collegamento: una volta scelto il segmento e il posizionamento, il programma scende nel dettaglio degli strumenti concreti per realizzarlo: il prodotto, il prezzo e la distribuzione.

Il prodotto: definizione, prezzo e distribuzione

Tre videolezioni sviluppano le leve "transazionali" del marketing mix. La definizione e analisi del prodotto aziendale studia come si caratterizza un'offerta (funzionalità, qualità, packaging, servizi accessori). Le politiche di prodotto e di prezzo trattano le decisioni su gamma di prodotto e criteri di determinazione del prezzo. Le politiche di distribuzione chiudono il gruppo definendo attraverso quali canali il prodotto raggiunge il cliente finale.

Schema — Le tre leve transazionali

Leva Decisione chiave
Prodotto Caratteristiche funzionali, qualità, gamma, packaging e servizi accessori dell'offerta
Prezzo Criteri di determinazione (costo, valore percepito, concorrenza) e politiche di variazione nel tempo
Distribuzione Canali diretti o indiretti attraverso cui il prodotto raggiunge il cliente finale

Collegamento: prodotto, prezzo e distribuzione riguardano la singola transazione. Il programma prosegue con la leva relazionale — il rapporto continuativo con il cliente — e con la comunicazione.

CRM, marketing mix e piano strategico

Quattro videolezioni sviluppano la dimensione relazionale e comunicativa del marketing. Le relazioni con il cliente attraverso il Customer Relationship Management (CRM) trattano la gestione della relazione oltre la singola vendita. Il marketing mix nella politica di comunicazione definisce come l'impresa comunica la propria offerta. Il piano di marketing strategico mette a sistema le decisioni precedenti in un percorso coerente. La politica della marca chiude il gruppo con le decisioni su identità, valore e gestione del brand.

Collegamento: definiti strumenti, relazione con il cliente e piano strategico, il programma chiude il blocco marketing guardando ai canali attraverso cui tutto questo raggiunge il cliente oggi: i canali digitali e i servizi.

Canali digitali e gestione dei servizi

Le ultime due videolezioni del blocco marketing aggiornano gli strumenti visti finora al contesto digitale e ai servizi. La gestione dei canali di marketing e digital marketing tratta la scelta e il coordinamento dei canali online e offline attraverso cui l'impresa raggiunge il cliente. La gestione dei servizi applica invece la logica del marketing a offerte intangibili, dove il momento dell'erogazione coincide con il momento del consumo.

Collegamento: chiuso il blocco marketing, il programma cambia registro: da come vendere ciò che l'impresa già offre a come generare qualcosa di nuovo — la gestione dell'innovazione, uno dei due assi ESG di questo indirizzo insieme alla CSR.

Dalla creatività alla strategia di innovazione

Il blocco innovazione apre chiedendosi da dove nasce l'innovazione, non da come si gestisce: la videolezione sull'impatto dell'innovazione sulla società, l'approccio strategico e la creatività inquadra l'innovazione come fenomeno che parte da un'intuizione individuale o di team. Segue il passaggio dalla creatività — che resta un potenziale — all'innovazione vera e propria, attraverso l'innovation network: le reti di relazioni interne ed esterne all'azienda che permettono di tradurre un'idea in un progetto realizzabile. Solo a questo punto ha senso definire una strategia per l'innovazione: quanto investire, su quali tecnologie, con quale orizzonte temporale.

Collegamento: una volta definita la strategia, il programma classifica che tipo di innovazione si sta perseguendo — una scelta che cambia radicalmente rischio e orizzonte del progetto.

Tipologie di innovazione, design dominante e first mover

Tre videolezioni classificano l'innovazione lungo più dimensioni. Le tipologie di innovazione e il design dominante distinguono innovazione di prodotto/processo e radicale/incrementale, e introducono il design dominante — la configurazione che il mercato adotta come standard de facto dopo una fase di incertezza tecnologica. La videolezione su multidimensionalità del valore, modularità e competizione approfondisce come un'innovazione crei valore su più assi contemporaneamente (prestazioni, costo, esperienza d'uso) e come la modularità di un prodotto influenzi la velocità con cui la competizione si intensifica attorno al nuovo standard. Chiudono vantaggi e svantaggi del first mover: essere il primo a introdurre un'innovazione comporta sia opportunità sia rischi specifici.

Schema — First mover: vantaggi vs svantaggi

Aspetto Vantaggio Rischio
Posizionamento Prima scelta nella mente del consumatore; brand awareness costruita prima dei concorrenti Entrare in un mercato non ancora pronto: educare il mercato è costoso e lungo
Risorse Accesso privilegiato a risorse scarse: brevetti, fornitori chiave, canali distributivi Lock-in su tecnologie che diventano obsolete se emerge un design dominante diverso
Apprendimento Conoscenza del mercato e dei clienti non replicabile facilmente dai follower I follower imparano dagli errori del first mover, con costi di sviluppo più bassi

Collegamento: classificato il tipo di innovazione, il programma passa dalla teoria alla pratica: come si sceglie, sviluppa e distribuisce concretamente un prodotto innovativo.

Selezionare, sviluppare e distribuire un prodotto innovativo

Quattro videolezioni seguono il percorso operativo di un progetto innovativo dall'idea al mercato: non tutte le idee diventano progetti, quindi il programma parte dai criteri per scegliere i progetti innovativi su cui investire. Una volta scelto, la videolezione su come gestire il processo di sviluppo di un prodotto innovativo ne segue le fasi, mentre quella su gestire i team di sviluppo ne affronta la dimensione organizzativa interna. Chiude il gruppo la scelta di come creare una strategia di distribuzione per portare il prodotto innovativo sul mercato.

Scegliere il progetto innovativo

Il programma parte dai criteri per decidere su quali idee investire: potenziale di mercato, fattibilità tecnica e coerenza con le competenze già presenti in azienda.

Gestire il processo di sviluppo

Una volta scelto il progetto, la videolezione dedicata ne segue le fasi che portano dal concept al prodotto pronto per il lancio.

Gestire i team di sviluppo

Il programma tratta la dimensione organizzativa interna: competenze multidisciplinari e coordinamento tra ricerca e sviluppo, produzione e marketing.

Creare la strategia di distribuzione

Chiude il percorso la scelta di come portare il prodotto innovativo sul mercato: i canali e i tempi di lancio incidono quanto il prodotto stesso sul suo successo.

Collegamento: sviluppare un prodotto innovativo raramente è un percorso in solitaria — il programma chiude il blocco innovazione guardando fuori e dentro l'azienda: con chi collaborare e come organizzarsi internamente.

Organizzarsi per innovare: collaborazione e struttura

Le strategie di collaborazione per l'innovazione — alleanze con altre imprese, università, centri di ricerca — permettono di accedere a competenze e tecnologie che l'impresa non possiede internamente, condividendo il rischio del progetto. L'organizzazione aziendale per l'innovazione chiude il blocco chiedendosi come strutturare internamente l'impresa per favorire l'innovazione: team dedicati, unità autonome o innovazione diffusa in tutte le funzioni.

Collegamento: il blocco innovazione chiude la parte "gestionale" del programma. Le ultime nove videolezioni spostano il focus dall'efficienza dell'impresa al suo impatto sulla società — il secondo asse ESG di questo indirizzo: la Corporate Social Responsibility.

La dimensione strategica della CSR e la corporate governance

Il blocco CSR apre inquadrando la responsabilità sociale d'impresa non come iniziativa accessoria ma come scelta strategica: la dimensione strategica della Corporate Social Responsibility ne studia il legame con la strategia competitiva vista in apertura del programma. La videolezione su corporate governance e CSR approfondisce come i meccanismi di governo dell'impresa (composizione degli organi, controlli, responsabilità) si intreccino con gli impegni di sostenibilità dichiarati.

Collegamento: una volta inquadrata la CSR nella governance, il programma affronta il suo aspetto più operativo: come si finanzia e si misura la sostenibilità.

Finanza sostenibile: fondi SRI, doveri fiduciari e rating ESG

Tre videolezioni sviluppano il legame tra CSR e finanza. I fondi di investimento socialmente responsabili (SRI) selezionano le imprese in cui investire anche in base a criteri ambientali, sociali e di governance, non solo di rendimento atteso. I doveri fiduciari dei fondi socialmente responsabili riguardano l'obbligo di questi fondi di agire nell'interesse degli investitori anche quando integrano criteri ESG nelle scelte. I rating di sostenibilità sono gli strumenti con cui agenzie specializzate misurano e comunicano il posizionamento ESG di un'impresa.

Schema — I tre elementi della finanza sostenibile

Elemento Cosa fa
Fondi SRI Selezionano le imprese da finanziare anche in base a criteri ambientali, sociali e di governance
Doveri fiduciari Obbligano il fondo ad agire nell'interesse degli investitori anche integrando criteri ESG nelle scelte
Rating di sostenibilità Misurano e comunicano il posizionamento ESG di un'impresa alle agenzie e agli investitori

Collegamento: dalla finanza sostenibile, il programma allarga lo sguardo al rapporto tra CSR ed economia circolare, chiudendo con le tre dimensioni classiche della responsabilità sociale d'impresa.

CSR ed economia circolare: ambiente, sociale e governance efficace

Le ultime quattro videolezioni chiudono il programma. La responsabilità sociale d'impresa ed economia circolare collega la CSR ai modelli di produzione e consumo che riducono sprechi e prolungano il ciclo di vita delle risorse. Seguono tre videolezioni dedicate ciascuna a una dimensione classica della CSR: environmental safeguard (tutela ambientale), social concerns (questioni sociali) ed effective corporate governance (efficacia della governance).

Schema — Le tre dimensioni della CSR trattate in chiusura

Dimensione Ambito
Environmental safeguard Tutela ambientale: impatto delle attività d'impresa su risorse naturali ed ecosistemi
Social concerns Questioni sociali: condizioni di lavoro, diritti umani, relazioni con le comunità locali
Effective corporate governance Efficacia della governance: trasparenza, controlli, responsabilità degli organi di amministrazione

Per orientarsi nell'insieme, ecco una rilettura sintetica dei quattro blocchi appena visti:

Sintesi — I quattro blocchi del programma a confronto

Blocco Videolezioni Parola chiave
Strategia competitiva 12 Come competere, crescere o consolidarsi
Marketing management 12 Come raggiungere e mantenere il cliente
Gestione dell'innovazione 12 Come generare e portare sul mercato qualcosa di nuovo
Corporate Social Responsibility 9 Come misurare e governare l'impatto dell'impresa sulla società

Metodo di studio consigliato dai colleghi

  • Segui l'ordine del programma: strategia → marketing → innovazione → CSR. Ogni blocco riprende logiche del precedente (es. le strategie di innovazione si appoggiano ai concetti di vantaggio competitivo visti nel blocco strategia).
  • Costruisci una tabella per le tipologie di strategia competitiva. Integrazione, collaborazione, internazionalizzazione e diversificazione si confondono facilmente se studiate isolatamente — una tabella con condizioni di utilizzo e rischi principali per ciascuna aiuta a distinguerle.
  • Isola la terminologia CSR/ESG in un glossario a parte. Rating di sostenibilità, doveri fiduciari, economia circolare sono concetti recenti e meno standardizzati rispetto al resto del programma — un elenco di definizioni aiuta a non confonderli durante il ripasso.
  • Usa i questionari di autoverifica di fine lezione come primo controllo. Ogni videolezione del programma ne include uno dedicato: è un modo rapido per capire se un argomento è stato assimilato prima di passare al blocco successivo.

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Nel gruppo trovi materiali condivisi e confronto con chi ha già sostenuto l'esame.

Come funziona l'esame

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve per prepararsi

Chi ha già sostenuto Teoria e governo dell'impresa indica 3-4 settimane per le 9 CFU e 45 videolezioni del corso, grazie alla familiarità con i concetti strategici di base. Il blocco su CSR e finanza sostenibile richiede in genere qualche giorno aggiuntivo per la terminologia specifica (rating ESG, doveri fiduciari), meno intuitiva del resto del programma.

Questa materia ti prepara a…

  • Teorie e governo dell'impresa — prerequisito consigliato dal programma ufficiale: introduce le teorie dell'impresa richiamate nel blocco strategia
  • Economia e Gestione delle Imprese — stesso slot di piano per l'indirizzo Business Management, utile per confrontare le diverse impostazioni
  • Economia e gestione delle imprese turistiche — stesso slot di piano per l'indirizzo Management delle Imprese Turistiche
  • Sustainability management e innovazione d'impresa — sbocchi professionali diretti per chi segue l'indirizzo Imprese Digitali e ESG Management

Domande frequenti

9 CFU (codice 0602509SECSP08IINM, piano 2025, indirizzo Imprese Digitali e ESG Management). Il codice è assegnato in base all'indirizzo scelto — verificalo sulla piattaforma.

Stesso slot del piano (2° anno, SECS-P/08, 9 CFU), ma nome e programma diversi in base all'indirizzo. Condividono strategia e marketing; questa versione aggiunge blocchi su gestione dell'innovazione e Corporate Social Responsibility.

Strategia competitiva (vantaggio di costo/differenziazione, internazionalizzazione, diversificazione), marketing management, gestione dell'innovazione e Corporate Social Responsibility (rating ESG, fondi socialmente responsabili, economia circolare).

I blocchi su strategia e marketing risultano familiari a chi ha già seguito Teoria e governo dell'impresa. La parte più impegnativa è la terminologia specifica su CSR e finanza sostenibile.

Chi ha già sostenuto Teoria e governo dell'impresa indica 3-4 settimane per le 9 CFU, con qualche giorno aggiuntivo per la terminologia specifica su CSR.

La prova intermedia a distanza ha 24 domande sulla prima parte del programma; la prova finale in presenza ne ha 7 sulla seconda parte (31 in totale), con un minimo di 18/30 per superare l'esame e fino a 2 punti di premialità per la partecipazione alla didattica sincrona e i test di fine lezione. In alternativa è possibile sostenere una prova unica in presenza da 31 domande sull'intero programma, oppure — solo nelle sessioni di febbraio e settembre — una prova orale unica. È richiesta una frequenza minima del 70% e, per svolgere la prova, fogli bianchi, penna e calcolatrice.

No: l'esame verte esclusivamente sulle videolezioni e sulle dispense associate. Il programma segnala comunque tre testi di approfondimento volontario, uno per blocco: Dyer, Godfrey, Jensen, Bryce e Pastore, Strategic Management (Pandora); Kotler, Keller, Chernev, Ancarani e Costabile, Marketing Management (Pearson); Schilling e Izzo, Gestione dell'innovazione (McGraw-Hill).

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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