Diritto pubblico europeo è un esame a scelta da 9 CFU di Economia Aziendale L18 Pegaso (codice 0602509IUS09NM, settore IUS/09), uguale per i tre indirizzi e scelto anche da studenti di Scienze dell'Educazione L19. Le 45 videolezioni partono dal diritto costituzionale italiano, con Stato, fonti, Costituzione e diritti, e arrivano al diritto dell'Unione europea applicato all'economia: concorrenza, aiuti di Stato, PNRR, ambiente, beni pubblici e beni culturali.
Chi lo sceglie arriva spesso da corsi diversi, con o senza un esame di diritto alle spalle, e chiede soprattutto dov'è il gruppo della materia e quanto è impegnativo rispetto agli altri esami a scelta. Questa guida segue l'elenco ufficiale delle lezioni e lo riordina in dodici blocchi, con uno schema per ognuno e gli articoli della Costituzione e dei Trattati da tenere a mente.
Di cosa parla il programma
Obiettivi formativi ufficiali — programma Pegaso
- Comprendere la struttura dello Stato, le forme di governo e i principi fondamentali della Costituzione italiana
- Analizzare il sistema delle fonti, le gerarchie tra le norme, le antinomie e le tecniche di interpretazione
- Conoscere l'organizzazione e il funzionamento degli organi costituzionali, della pubblica amministrazione e degli organi ausiliari
- Conoscere i diritti e i doveri fondamentali, le libertà civili, politiche, economiche e sociali, e la loro tutela
- Esaminare i principi e le regole del diritto pubblico europeo: concorrenza, mercato interno, beni pubblici e culturali, strategie europee di sviluppo
- Interpretare e applicare le norme europee e nazionali in materia economica, ambientale e sociale
Cosa trovi in questa guida
Prima il programma e chi può sostenere l'esame. Poi gli argomenti in dodici blocchi: nove di diritto costituzionale, dallo Stato ai diritti economici, e tre di diritto europeo dell'economia, dalla concorrenza ai beni culturali. C'è una linea del tempo sul primato del diritto europeo e un confronto interattivo tra intese, abuso di posizione dominante e aiuti di Stato. Il metodo operativo è in Metodo di studio.
Il PDF del codice 0602509IUS09NM elenca 45 videolezioni numerate. Qui le raggruppiamo per area, con i titoli ufficiali:
- Stato, ordinamento e fonti (1-7) — Il concetto di Stato; L'ordinamento giuridico; Il sistema delle fonti; Fonti e pluralità tra ordinamenti: diritto e Ordinamento Internazionale; Fonti e pluralità tra ordinamenti: diritto e Ordinamento UE; Le antinomie; La funzione dell'interpretazione
- Costituzione e forme di governo (8-11) — Dallo Statuto Albertino alla Costituzione del 1948; Forme di governo; Principi fondamentali: artt. 1-6 Cost.; Principi fondamentali: artt. 7-12 Cost.
- Istituti e organi (12-17) — Referendum abrogativo; I regolamenti dell'esecutivo; Lo status di parlamentare; I partiti politici; L'ordinamento giudiziario; Poteri e responsabilità del Presidente della Repubblica
- Situazioni giuridiche e amministrazione (18-19) — Le situazioni giuridiche, diritti soggettivi, interessi legittimi; La Pubblica Amministrazione
- Diritti, libertà e doveri (20-30) — La tutela dei beni culturali e l'istruzione; L'emersione e la tutela dei nuovi diritti: la socializzazione dei disabili; La libertà di iniziativa economica privata; Il principio di laicità; La libertà personale e la libertà di domicilio; I rapporti etico-sociali; I rapporti civili; I doveri del cittadino; La Costituzione economica; I diritti dei lavoratori; Il diritto di proprietà
- Organi ausiliari e autorità (31-32) — Gli organi ausiliari; Le autorità amministrative indipendenti
- Concorrenza nel diritto europeo (33-36) — Diritto pubblico europeo dell'economia; Impresa, mercato rilevante e vigilanza antitrust; Regole di concorrenza applicabili alle imprese; Regole di concorrenza applicabili agli Stati
- Fondi e strumenti europei (37-39) — Strategia europea 2021-2027; Gli strumenti per la ripresa e la resilienza: NGEU e PNRR; Il Fondo per gli Investimenti nell'Unione Europea (InvestEU)
- Ambiente, beni pubblici e beni culturali (40-45) — La tutela del bene ambiente tra diritto pubblico e diritto dell'Unione europea; Accesso alla giustizia e applicazione del diritto UE in materia ambientale; Beni pubblici; Concessioni demaniali marittime; Il sistema giuridico dell'UE; Libera circolazione, valorizzazione e tutela dei beni culturali e paesaggistici
Stai preparando questo esame? Nel gruppo della materia trovi chi lo sta preparando, i materiali condivisi dagli studenti e le date di chi lo prenota con te.
Codice, corsi e gruppo
L'esame ha un solo codice, 0602509IUS09NM, da 9 CFU. È lo stesso per chi lo sostiene da L18 e per chi lo sceglie da L19, e anche il gruppo WhatsApp della materia è uno solo:
| Corso | Come entra nel piano | Gruppo |
|---|---|---|
| Economia Aziendale L18 | Insegnamento a scelta del piano 2026/2027, uguale per Business Management, Imprese Digitali ed ESG e Management delle Imprese Turistiche | |
| Scienze dell'Educazione L19 | Esame preso da un altro corso tra quelli a scelta: stesso codice e stesso programma |
Non va confuso con due esami dello stesso settore che hanno molti argomenti in comune:
- Istituzioni di diritto pubblico, dell'ambiente e dei beni culturali (codice 0602410IUS09, 10 CFU), un esame di piani L18 precedenti, nell'indirizzo turistico. Ha 60 lezioni e, oltre ai temi di questa materia, tratta Parlamento, Governo, decreti legge e legislativi e Corte costituzionale, che nel programma di Diritto pubblico europeo non ci sono. Se ti passano materiale preparato su quel codice, confrontalo con l'elenco delle tue 45 lezioni.
- Lineamenti di diritto pubblico e legislazione dei servizi per l'infanzia (codice 0902506IUS09NM, 6 CFU), esame del terzo anno del curriculum infanzia di L19: stesse basi costituzionali, ma la seconda parte riguarda i servizi 0-6, non l'economia europea.
Argomenti del programma da approfondire
Il corso ha due anime. Le prime 32 lezioni sono un corso di diritto costituzionale: come nasce uno Stato, da quali fonti vengono le regole, come è fatta la Costituzione, quali diritti e doveri riconosce. Le ultime 13 applicano quelle basi all'Unione europea e all'economia: concorrenza, aiuti di Stato, fondi europei, ambiente e beni pubblici. Qui le lezioni sul sistema giuridico dell'Unione (5 e 44) sono spiegate insieme, perché la seconda completa la prima.
Mappa — la sequenza di questa guida
Diritto costituzionale
- Stato, ordinamento e fonti
- Italia, diritto internazionale e Unione europea
- Antinomie e interpretazione
- Dallo Statuto alla Costituzione
- I principi fondamentali
- Istituti e organi
- Situazioni giuridiche e PA
- Diritti, libertà e doveri
- Organi ausiliari e autorità
Diritto europeo dell'economia
- Concorrenza e aiuti di Stato
- Fondi europei, NGEU, PNRR e InvestEU
- Ambiente, beni pubblici e beni culturali
1. Lo Stato, l'ordinamento giuridico e il sistema delle fonti
Lo Stato si definisce con tre elementi: un popolo, un territorio e la sovranità, cioè un potere che non dipende da nessun altro. L'ordinamento giuridico è l'insieme delle norme che organizzano una collettività. Il corso presenta le due teorie classiche: il normativismo di Hans Kelsen, per cui l'ordinamento è un sistema di norme che derivano una dall'altra, e l'istituzionalismo di Santi Romano, per cui ogni organizzazione sociale stabile produce un proprio ordinamento, da cui l'idea che possano esistere più ordinamenti accanto a quello statale. Le fonti del diritto sono gli atti e i fatti che producono norme: si distinguono le fonti-atto (atti voluti da un organo, come la legge) e le fonti-fatto (comportamenti che diventano regole, come la consuetudine); le fonti di produzione creano le norme, quelle di cognizione le fanno conoscere, come la Gazzetta Ufficiale.
Schema — La gerarchia delle fonti nell'ordinamento italiano
| Livello | Fonti |
|---|---|
| Costituzionale | Costituzione e leggi costituzionali |
| Unione europea | Trattati e atti dell'Unione: prevalgono sulle leggi in contrasto (art. 11 e art. 117, comma 1, Cost.) |
| Primario | Leggi ordinarie, decreti legge e decreti legislativi, leggi regionali, referendum abrogativo |
| Secondario | Regolamenti del Governo, dei ministri e degli enti locali |
| Fonti-fatto | Consuetudini, valide solo se richiamate dalla legge o dove la legge manca |
Collegamento: se esistono più ordinamenti, le loro norme possono incontrarsi. Il programma passa subito ai rapporti tra l'ordinamento italiano, quello internazionale e quello dell'Unione europea.
2. L'Italia, il diritto internazionale e l'Unione europea
La Costituzione apre l'ordinamento italiano verso l'esterno con tre articoli. L'art. 10 stabilisce che l'Italia si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute (le consuetudini internazionali), che entrano nell'ordinamento in modo automatico; i trattati invece vanno ratificati dal Presidente della Repubblica, con l'autorizzazione del Parlamento per quelli di natura politica e per gli altri indicati dall'art. 80, e resi esecutivi con un ordine di esecuzione, di solito nella stessa legge di autorizzazione. L'art. 11 consente limitazioni di sovranità a favore di organizzazioni internazionali che assicurino la pace e la giustizia tra le nazioni: è la base su cui l'Italia è entrata nelle Comunità europee. Dal 2001 l'art. 117, comma 1, dice in modo esplicito che la legge, statale e regionale, rispetta i vincoli dell'ordinamento europeo e gli obblighi internazionali.
L'Unione europea è un ordinamento autonomo ma integrato con quelli degli Stati. Il diritto primario sono il Trattato sull'Unione europea (TUE), il Trattato sul funzionamento dell'Unione (TFUE) e la Carta dei diritti fondamentali; il diritto derivato sono gli atti delle istituzioni elencati dall'art. 288 TFUE: i regolamenti, obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili; le direttive, che vincolano gli Stati al risultato e vanno recepite; le decisioni, obbligatorie per i destinatari; le raccomandazioni e i pareri, non vincolanti. La maggior parte degli atti si approva con la procedura legislativa ordinaria: proposta della Commissione, approvazione di Parlamento europeo e Consiglio. La lezione 44 completa il quadro con le istituzioni dell'Unione, l'effetto diretto e il primato, costruiti dalla giurisprudenza in sessant'anni:
Van Gend en Loos (1963)
La Corte di giustizia afferma che le norme dei Trattati chiare, precise e incondizionate attribuiscono diritti ai cittadini, che possono farli valere davanti ai giudici nazionali: è l'effetto diretto.
Costa contro ENEL (1964)
Il diritto comunitario prevale sulle leggi nazionali in contrasto, anche successive: gli Stati, aderendo, hanno limitato la propria sovranità e non possono far valere una legge interna contro le regole comuni.
Frontini (1973)
La Corte costituzionale (sentenza n. 183) accetta le limitazioni di sovranità dell'art. 11, ma fissa i controlimiti: i principi fondamentali della Costituzione e i diritti inalienabili della persona non possono essere violati.
Simmenthal (1978)
Per la Corte di giustizia il giudice nazionale deve applicare subito la norma comunitaria e lasciare da parte la legge interna in contrasto, senza aspettare che la elimini il legislatore o la Corte costituzionale.
Granital (1984)
La Corte costituzionale (sentenza n. 170) si allinea: davanti a un regolamento comunitario il giudice comune non applica la legge italiana in contrasto, che resta valida ma non si applica a quel caso.
Riforma del Titolo V (2001)
La legge costituzionale n. 3 del 2001 riscrive l'art. 117: la potestà legislativa di Stato e Regioni si esercita nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Collegamento: più fonti e più ordinamenti significano norme che si contraddicono. Per scegliere quale applicare servono le regole sulle antinomie e sull'interpretazione.
3. Le antinomie e l'interpretazione
Un'antinomia è il contrasto tra due norme che disciplinano lo stesso caso in modo incompatibile. L'ordinamento la risolve con quattro criteri, ognuno con un proprio effetto sulla norma che cede. Tra norma italiana e norma dell'Unione direttamente applicabile vale invece il primato visto sopra: la norma interna non viene annullata né abrogata, semplicemente non si applica. L'interpretazione serve a ricavare la norma dal testo. Secondo l'art. 12 delle disposizioni preliminari al codice civile si guarda al significato delle parole e all'intenzione del legislatore; se manca una norma precisa si ricorre all'analogia, applicando la disciplina di casi simili (analogia legis) o i principi generali dell'ordinamento (analogia iuris). In base a chi la compie, l'interpretazione è autentica (del legislatore, con una nuova legge), giudiziale (del giudice, vale per il caso deciso) o dottrinale (degli studiosi).
Schema — I quattro criteri per risolvere le antinomie
| Criterio | Regola | Effetto sulla norma che cede |
|---|---|---|
| Cronologico | Tra fonti dello stesso grado prevale la più recente | Abrogazione (art. 15 delle preleggi) |
| Gerarchico | Prevale la fonte di grado superiore | Annullamento, per esempio da parte della Corte costituzionale |
| Specialità | La norma speciale prevale su quella generale | Deroga: la norma generale resta valida per gli altri casi |
| Competenza | Si applica la fonte a cui la materia è affidata | La fonte incompetente non si applica o viene annullata |
Collegamento: al vertice della gerarchia c'è la Costituzione. Il programma racconta da dove viene, a partire dalla carta che l'ha preceduta.
4. Dallo Statuto Albertino alla Costituzione e le forme di governo
Lo Statuto Albertino del 1848 era una costituzione concessa dal re, breve e flessibile: si poteva modificare con una legge ordinaria, e infatti durante il fascismo fu svuotato senza essere abrogato. Dopo la guerra, il referendum del 2 giugno 1946 scelse la Repubblica e l'Assemblea costituente scrisse la Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948: votata da un organo eletto, lunga e rigida, perché si modifica solo con il procedimento aggravato dell'art. 138 e con il controllo della Corte costituzionale sulle leggi. Le forme di governo descrivono come si distribuisce il potere tra gli organi dello Stato: l'Italia ha una forma di governo parlamentare, in cui il Governo deve avere la fiducia delle Camere.
Schema — Le forme di governo
| Forma | Come funziona | Esempio |
|---|---|---|
| Parlamentare | Il Governo nasce dalla fiducia del Parlamento e cade se la perde | Italia, Germania, Regno Unito |
| Presidenziale | Il Presidente, eletto dal popolo, è capo dello Stato e del Governo; non c'è rapporto di fiducia con il Parlamento | Stati Uniti |
| Semipresidenziale | Presidente eletto dal popolo con poteri effettivi, e un Governo che ha bisogno della fiducia del Parlamento | Francia |
| Direttoriale | Un organo collegiale eletto dal Parlamento per un periodo fisso, che non può essere sfiduciato | Svizzera |
Collegamento: la Costituzione si apre con dodici articoli che reggono tutti gli altri. Sono il blocco successivo.
5. I principi fondamentali (artt. 1-12)
I primi dodici articoli servono a interpretare tutto il resto e contengono principi supremi che, secondo la Corte costituzionale, nemmeno una legge costituzionale può sovvertire; il testo si può però integrare, come è successo all'art. 9 nel 2022. Il programma li divide in due lezioni. Tra i primi sei contano soprattutto il principio democratico (la sovranità appartiene al popolo), i diritti inviolabili e i doveri di solidarietà dell'art. 2, che la Corte costituzionale legge come una clausola aperta a nuovi diritti, e l'eguaglianza dell'art. 3, formale (tutti uguali davanti alla legge) e sostanziale (la Repubblica rimuove gli ostacoli che la limitano di fatto). Tra gli altri sei, il principio di laicità, ricavato dagli artt. 7 e 8 e dalla libertà religiosa, che la Corte costituzionale ha definito principio supremo nella sentenza n. 203 del 1989, e la tutela della cultura, del paesaggio e, dal 2022, dell'ambiente nell'art. 9.
Schema — I dodici principi fondamentali
| Art. | Principio |
|---|---|
| 1 | Repubblica democratica fondata sul lavoro; sovranità popolare |
| 2 | Diritti inviolabili e doveri inderogabili di solidarietà |
| 3 | Eguaglianza formale e sostanziale |
| 4 | Diritto e dovere al lavoro (principio lavorista) |
| 5 | Repubblica una e indivisibile che riconosce le autonomie locali |
| 6 | Tutela delle minoranze linguistiche |
| 7 | Stato e Chiesa cattolica indipendenti e sovrani; Patti Lateranensi |
| 8 | Uguale libertà di tutte le confessioni religiose; intese con lo Stato |
| 9 | Cultura, ricerca, paesaggio, patrimonio storico e artistico; dal 2022 ambiente, biodiversità ed ecosistemi |
| 10 | Adeguamento al diritto internazionale; condizione dello straniero e diritto d'asilo |
| 11 | Ripudio della guerra; limitazioni di sovranità per la pace e la giustizia tra le nazioni |
| 12 | Il tricolore come bandiera |
Collegamento: la sovranità popolare dell'art. 1 si esercita "nelle forme e nei limiti della Costituzione". Le lezioni seguenti mostrano alcune di queste forme e gli organi che le esercitano.
6. Istituti e organi: referendum, regolamenti, parlamentari, partiti, giudici e Presidente della Repubblica
Il programma sceglie sei temi, senza un corso completo su Parlamento e Governo. Il referendum abrogativo (art. 75) permette agli elettori di cancellare in tutto o in parte una legge. I regolamenti dell'esecutivo sono fonti secondarie del Governo, disciplinate dall'art. 17 della legge 400 del 1988: esecutivi, attuativi, indipendenti, di organizzazione e di delegificazione, che sostituiscono una legge nelle materie in cui la legge lo autorizza. Lo status di parlamentare ruota intorno al divieto di mandato imperativo (art. 67) e alle prerogative dell'art. 68: nessuna responsabilità per le opinioni e i voti espressi, autorizzazione della Camera per perquisizioni, arresti e intercettazioni. I partiti politici sono associazioni libere con cui i cittadini concorrono a determinare la politica nazionale (art. 49), con il divieto di ricostituire il partito fascista. L'ordinamento giudiziario si basa sull'indipendenza della magistratura, che ha nel Consiglio superiore della magistratura il suo organo di autogoverno, sull'inamovibilità dei giudici e sul divieto di istituire giudici straordinari o speciali (art. 102). Il Presidente della Repubblica, eletto dal Parlamento in seduta comune con i delegati regionali per sette anni, rappresenta l'unità nazionale; i suoi atti sono controfirmati dai ministri, che ne assumono la responsabilità, e lui risponde solo per alto tradimento e attentato alla Costituzione (artt. 89 e 90).
Schema — Il referendum abrogativo in sintesi
| Aspetto | Regola (art. 75 Cost. e legge 352/1970) |
|---|---|
| Chi lo chiede | 500.000 elettori o cinque Consigli regionali |
| Leggi escluse | Leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali |
| Controlli | Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione (regolarità) e Corte costituzionale (ammissibilità) |
| Validità | Deve votare la maggioranza degli aventi diritto e vincere la maggioranza dei voti validi |
Collegamento: gli organi dello Stato agiscono nei confronti dei cittadini. Per capire che cosa il cittadino può pretendere servono le situazioni giuridiche e le regole della pubblica amministrazione.
7. Situazioni giuridiche e pubblica amministrazione
Le situazioni giuridiche soggettive descrivono la posizione di un soggetto rispetto a una norma. Il diritto soggettivo è un interesse protetto in modo pieno e diretto, tutelato di regola dal giudice ordinario; l'interesse legittimo è l'interesse del privato a che la pubblica amministrazione eserciti il proprio potere in modo legittimo, tutelato dal giudice amministrativo (art. 113 Cost.). Dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 500 del 1999 anche la lesione di un interesse legittimo può dare diritto al risarcimento del danno. La pubblica amministrazione è guidata dall'art. 97: legalità (agisce solo nei casi e nei modi previsti dalla legge), imparzialità e buon andamento; agli impieghi pubblici si accede per concorso, e i pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della Nazione (art. 98) e devono adempiere le funzioni con disciplina e onore (art. 54).
Schema — Diritto soggettivo e interesse legittimo
| Aspetto | Diritto soggettivo | Interesse legittimo |
|---|---|---|
| Cosa protegge | Un bene della vita, in modo diretto | La correttezza dell'azione amministrativa che incide su quel bene |
| Davanti a chi | Un altro soggetto, anche pubblico, senza poteri autoritativi | La pubblica amministrazione che esercita un potere |
| Giudice | Ordinario | Amministrativo (TAR e Consiglio di Stato) |
Collegamento: i diritti più importanti sono scritti nella prima parte della Costituzione. È il blocco più lungo del programma.
8. Diritti, libertà e doveri
Undici lezioni percorrono la prima parte della Costituzione. Tra i rapporti civili spiccano la libertà personale (art. 13), che si può limitare solo con un atto motivato del giudice e nei casi previsti dalla legge (riserva di legge e di giurisdizione): in casi eccezionali di necessità e urgenza può intervenire l'autorità di pubblica sicurezza, ma il provvedimento va comunicato al giudice entro 48 ore e convalidato nelle 48 successive; con le stesse garanzie è inviolabile il domicilio (art. 14). Nei rapporti etico-sociali ci sono la famiglia, la salute come diritto fondamentale (art. 32), l'arte e la scienza libere, l'istruzione (artt. 33 e 34) e, nella lezione 20, la tutela dei beni culturali collegata all'art. 9. La lezione 21 tratta la socializzazione delle persone con disabilità come esempio di nuovo diritto: nasce dall'art. 2 letto come clausola aperta, insieme all'eguaglianza sostanziale e all'art. 38, ed è rafforzata dalla strategia europea sui diritti delle persone con disabilità 2021-2030 e dagli interventi del PNRR. Nella Costituzione economica (artt. 35-47) ci sono i diritti dei lavoratori (retribuzione proporzionata e sufficiente, libertà sindacale, sciopero), la proprietà riconosciuta e garantita dalla legge ma con una funzione sociale e la possibilità di espropriazione per interesse generale con indennizzo (art. 42), e la libertà di iniziativa economica dell'art. 41. Chiudono i doveri: difesa della Patria (art. 52), concorso alle spese pubbliche secondo la capacità contributiva con un sistema tributario progressivo (art. 53), fedeltà alla Repubblica (art. 54).
Schema — Come è organizzata la prima parte della Costituzione
| Titolo | Articoli | Temi del programma |
|---|---|---|
| I. Rapporti civili | 13-28 | Libertà personale e di domicilio, corrispondenza, religione, manifestazione del pensiero, capacità giuridica e cittadinanza, diritto di difesa |
| II. Rapporti etico-sociali | 29-34 | Famiglia, salute, libertà di insegnamento, istruzione |
| III. Rapporti economici | 35-47 | Lavoro e sicurezza sociale, sindacati e sciopero, iniziativa economica, proprietà |
| IV. Rapporti politici | 48-54 | Partiti politici e doveri del cittadino |
L'art. 41 è il ponte verso la seconda parte del corso. Dice che l'iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana; la legge può indirizzarla a fini sociali e ambientali. Salute e ambiente sono entrati nel testo con la legge costituzionale n. 1 del 2022, la stessa che ha modificato l'art. 9.
Collegamento: per controllare e regolare l'economia lo Stato non usa solo le leggi. Il programma presenta gli organi che consigliano e controllano il Governo e le autorità che vigilano sui mercati.
9. Organi ausiliari e autorità amministrative indipendenti
Gli organi ausiliari previsti dalla Costituzione affiancano Parlamento e Governo con funzioni di consulenza e controllo. Le autorità amministrative indipendenti sono invece nate per legge dagli anni Novanta, per regolare settori tecnici o delicati senza dipendere dal Governo: hanno membri nominati con procedure che ne garantiscono l'autonomia e poteri di regolazione, vigilanza e sanzione. Il loro rapporto con il mercato europeo è stretto, perché molte sono state create o rafforzate per applicare direttive dell'Unione.
Schema — Organi ausiliari e principali autorità indipendenti
| Organo | Fonte | Funzione |
|---|---|---|
| CNEL | Art. 99 Cost. | Consulenza a Camere e Governo su economia e lavoro; iniziativa legislativa |
| Consiglio di Stato | Art. 100 Cost. | Consulenza giuridico-amministrativa e, come giudice, appello sulle sentenze dei TAR |
| Corte dei conti | Art. 100 Cost. | Controllo sulla legittimità degli atti del Governo e sulla gestione del bilancio; giurisdizione sulla contabilità pubblica |
| AGCM (Antitrust) | Legge 287/1990 | Tutela della concorrenza e del consumatore; applica anche gli artt. 101 e 102 TFUE |
| Altre autorità | Leggi di settore | Consob (mercati finanziari), ARERA (energia, reti e ambiente), AGCOM (comunicazioni), Garante privacy, ANAC (anticorruzione e contratti pubblici) |
Collegamento: l'Antitrust italiana applica anche le regole europee. Con la lezione 33 il corso passa al diritto pubblico europeo dell'economia.
10. Concorrenza e aiuti di Stato nel diritto europeo
Il diritto pubblico europeo dell'economia studia come l'Unione regola il mercato interno: liberalizzazione dei settori un tempo chiusi, regolazione affidata ad autorità tecniche e tutela della libertà d'impresa, riconosciuta dall'art. 16 della Carta dei diritti fondamentali. Il cuore sono le regole di concorrenza del TFUE. Per il diritto europeo è impresa qualsiasi entità che svolge un'attività economica, a prescindere dalla forma giuridica e dal modo in cui è finanziata, quindi anche un ente pubblico quando offre beni o servizi sul mercato. Per sapere se un comportamento restringe la concorrenza bisogna prima individuare il mercato rilevante: i prodotti che il consumatore considera sostituibili (mercato del prodotto) e l'area in cui le condizioni di concorrenza sono omogenee (mercato geografico).
Le regole per le imprese sono due. L'art. 101 vieta le intese, cioè accordi, decisioni di associazioni e pratiche concordate che restringono la concorrenza, come fissare i prezzi o spartirsi i clienti; sono nulle, salvo l'esenzione dell'art. 101, paragrafo 3, per quelle che migliorano la produzione o il progresso tecnico lasciando ai consumatori una parte dei benefici. L'art. 102 vieta l'abuso di posizione dominante: essere dominanti è lecito, sfruttare quel potere no. Dal regolamento 1/2003 le applicano la Commissione, le autorità nazionali come l'AGCM e i giudici nazionali. La regola per gli Stati è il divieto di aiuti di Stato (artt. 107-109): vantaggi selettivi concessi con risorse pubbliche che falsano la concorrenza. Gli aiuti nuovi vanno notificati alla Commissione e non si possono concedere prima della sua decisione; se un aiuto illegittimo risulta incompatibile, la Commissione ne ordina il recupero, e i giudici nazionali fanno rispettare il divieto di concederlo prima della decisione.
Confronta le tre regole di concorrenza
| Caratteristica | Intese | Abuso di posizione dominante | Aiuti di Stato |
|---|---|---|---|
| Norma | Art. 101 TFUE | Art. 102 TFUE | Artt. 107-109 TFUE |
| A chi si rivolge | Due o più imprese, o associazioni di imprese | Una o più imprese in posizione dominante | Stati membri ed enti pubblici che danno risorse pubbliche |
| Cosa vieta | Accordi e pratiche concordate che restringono la concorrenza: prezzi fissati insieme, spartizione di mercati o clienti | Lo sfruttamento abusivo del potere di mercato: prezzi iniqui, discriminazioni, rifiuto di fornire, vendite abbinate | Vantaggi selettivi a determinate imprese con risorse pubbliche, che falsano la concorrenza |
| Eccezioni | Esenzione dell'art. 101, par. 3, anche per categorie di accordi | Nessuna esenzione, solo giustificazioni oggettive | Aiuti compatibili dell'art. 107, par. 2 e 3; aiuti de minimis e aiuti esentati dalla notifica |
| Chi la applica | Commissione, autorità nazionali come l'AGCM, giudici nazionali | Commissione, autorità nazionali come l'AGCM, giudici nazionali | Commissione, dopo la notifica preventiva; i giudici nazionali per il divieto di esecuzione e il recupero |
| Conseguenze | Nullità dell'accordo (art. 101, par. 2) e sanzioni fino al 10% del fatturato | Sanzioni fino al 10% del fatturato e obbligo di cessare il comportamento | Recupero dell'aiuto con gli interessi presso l'impresa che l'ha ricevuto |
Le prime due regole stanno nella sezione del TFUE sulle imprese, la terza in quella sugli Stati: il programma le divide allo stesso modo, una lezione per le imprese e una per gli Stati.
Collegamento: se gli Stati non possono aiutare le imprese a piacimento, il sostegno all'economia passa in buona parte dall'Unione. Le tre lezioni successive presentano i suoi strumenti finanziari.
11. Fondi europei 2021-2027, NGEU, PNRR e InvestEU
La strategia europea 2021-2027 si regge sul bilancio pluriennale dell'Unione e sulla politica di coesione. Il programma distingue i finanziamenti diretti, gestiti dalla Commissione con bandi rivolti a imprese ed enti, dai finanziamenti indiretti, cioè i fondi strutturali (come il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo plus) assegnati agli Stati e gestiti da ministeri e Regioni attraverso programmi; il corso guarda anche alle azioni finanziabili per la competitività delle imprese e per il turismo. Dopo la pandemia l'Unione ha aggiunto Next Generation EU, approvato dal Consiglio europeo nel luglio 2020: oltre 800 miliardi di euro raccolti sui mercati, che passano soprattutto dal dispositivo per la ripresa e la resilienza (regolamento UE 2021/241). L'Italia lo usa con il PNRR, costruito sui tre assi di digitalizzazione, transizione ecologica e inclusione sociale e diviso in sei missioni e sedici componenti (con la revisione del 2023 si è aggiunta una settima missione, REPowerEU); ogni intervento deve rispettare il principio DNSH, cioè non arrecare un danno significativo a nessuno dei sei obiettivi ambientali del regolamento europeo sulla tassonomia, e il regolamento prevede controlli contro frodi e corruzione. InvestEU (regolamento UE 2021/523) non dà contributi a fondo perduto: offre una garanzia del bilancio europeo di circa 26,2 miliardi di euro ai partner finanziari, come la Banca europea per gli investimenti e, in Italia, Cassa depositi e prestiti, che la usano per finanziare progetti.
Schema — I tre strumenti europei del programma
| Strumento | Come funziona | Chi lo gestisce |
|---|---|---|
| Fondi strutturali 2021-2027 | Contributi per la coesione e lo sviluppo, con cofinanziamento nazionale, attraverso programmi pluriennali | Stati e Regioni (gestione indiretta); la Commissione per i programmi a gestione diretta |
| NGEU e PNRR | Sovvenzioni e prestiti legati a riforme e investimenti, con traguardi e obiettivi da raggiungere e il principio DNSH | Le amministrazioni titolari degli interventi, con controlli nazionali ed europei |
| InvestEU | Garanzia del bilancio UE (circa 26,2 miliardi) che sostiene i finanziamenti dei partner; ha anche un polo di consulenza e un portale dei progetti | Commissione con la BEI e i partner esecutivi, come CDP in Italia |
Collegamento: il principio DNSH porta l'ambiente dentro le scelte economiche. Le ultime lezioni del corso trattano l'ambiente e i beni che appartengono a tutti.
12. Ambiente, beni pubblici, concessioni balneari e beni culturali
Con la legge costituzionale n. 1 del 2022 la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni, è entrata nell'art. 9; a livello europeo l'ambiente è una politica dell'Unione (artt. 191-193 TFUE) e il Green Deal punta alla neutralità climatica entro il 2050. L'accesso alla giustizia in materia ambientale riguarda come i cittadini e le associazioni possono far valere in giudizio il diritto europeo dell'ambiente: gli Stati scelgono le proprie regole processuali, ma con due limiti, l'equivalenza (non meno favorevoli di quelle per i casi interni simili) e l'effettività (non devono rendere impossibile o troppo difficile la tutela); sul tema pesa anche la Convenzione di Aarhus del 1998, firmata dall'Unione. I beni pubblici sono regolati dagli artt. 822 e seguenti del codice civile: i beni demaniali, come il lido del mare, le spiagge, i fiumi e le opere di difesa nazionale, sono inalienabili; i beni del patrimonio indisponibile, come le foreste o le caserme, non possono essere sottratti alla loro destinazione; quelli del patrimonio disponibile si gestiscono come beni privati.
Le concessioni demaniali marittime sono il caso in cui diritto interno ed europeo si sono scontrati di più. Le concessioni balneari sono state prorogate più volte, mentre il diritto europeo (direttiva 2006/123, detta Bolkestein, e la giurisprudenza della Corte di giustizia) chiede che risorse scarse come le spiagge siano assegnate con procedure imparziali e trasparenti. Nel 2021 l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha dichiarato le proroghe automatiche in contrasto con il diritto dell'Unione. Il decreto legge n. 131 del 2024, convertito dalla legge n. 166 del 2024, ha fissato una proroga fino al 30 settembre 2027, l'obbligo di avviare le gare entro giugno 2027 e un indennizzo per il concessionario uscente, pagato da chi subentra. L'ultima lezione riguarda i beni culturali e paesaggistici: il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) distingue la tutela, cioè la protezione e conservazione, affidata allo Stato, dalla valorizzazione, materia concorrente con le Regioni; la libera circolazione delle merci nel mercato europeo ammette limiti per proteggere il patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale (art. 36 TFUE).
Schema — I beni pubblici
| Categoria | Esempi | Regime |
|---|---|---|
| Demanio necessario | Lido del mare, spiagge, porti, fiumi, laghi, opere di difesa | Solo dello Stato; inalienabile; uso dei privati solo con concessione |
| Demanio accidentale | Strade, acquedotti, immobili di interesse storico e artistico, se appartengono a enti pubblici territoriali | Demaniali solo se di proprietà pubblica; inalienabili |
| Patrimonio indisponibile | Foreste, miniere, caserme, edifici destinati a un pubblico servizio | Non possono essere sottratti alla loro destinazione |
| Patrimonio disponibile | Altri beni degli enti pubblici, come immobili non destinati a servizi | Regole del diritto privato |
Didattica interattiva e testi consigliati
Secondo il programma, ogni CFU comprende 5 videolezioni di circa 30 minuti, ciascuna con una dispensa o i capitoli indicati di un e-book e un questionario di autoverifica, e 2 ore di didattica interattiva sincrona su piattaforma: sessioni live, webinar, lavori di gruppo e laboratori virtuali, in almeno due edizioni nel corso dell'anno accademico. Come testi consigliati il programma indica una raccolta di scritti di diritto pubblico europeo dell'economia (ESI, 2023), un volume sull'ordinamento giudiziario (La democrazia giurisdizionale, 2021), uno sulle clausole sociali tra strategia economica e diritti dei lavoratori (2025) e uno sul costituzionalismo (Costituzionalismo tra tradizione e prassi, 2025). La base dello studio restano le dispense delle 45 lezioni.
Metodo di studio
- Studia con la Costituzione aperta. Le prime 32 lezioni citano decine di articoli: leggerli nel testo originale mentre segui la lezione aiuta a ricordare le parole esatte, che contano più delle parafrasi.
- Costruisci una tabella degli articoli. Una riga per articolo con il tema e una parola chiave: 1-12 principi, 13-14 libertà personale e domicilio, 41-43 economia e proprietà, 67-68 parlamentari, 75 referendum, 89-90 Presidente, 97-98 amministrazione, 99-100 organi ausiliari. Per la seconda parte fai lo stesso con il TFUE: 101, 102, 107-109, 288.
- Impara le coppie di concetti. Costituzione flessibile e rigida, fonti-atto e fonti-fatto, abrogazione e annullamento, diritto soggettivo e interesse legittimo, intese e abuso, demanio e patrimonio indisponibile: il corso ragiona spesso per confronti.
- Collega le date. 1848, 1948, 1964, 1984, 2001, 2020, 2022, 2024: ogni data corrisponde a una svolta del programma, dallo Statuto Albertino alla riforma delle concessioni balneari.
- Fai sempre i questionari di fine lezione. Sono il modo più rapido per capire se un argomento è chiaro e contano per i punti premiali.
Domande e dubbi frequenti tra chi si prepara a questo esame
- C'è un gruppo WhatsApp per Diritto pubblico europeo?
- Sì. Il gruppo della materia è nato a fine ottobre 2026 ed è uno solo per chi viene da L18 e da L19: lo apri dai bottoni di questa pagina.
- Vengo da L19: posso sceglierlo come esame a scelta?
- Diversi studenti L19 lo indicano tra gli esami a scelta presi da altri corsi, con lo stesso codice e lo stesso programma. Come inserirlo e quanti CFU ti servono dipende dal tuo piano: verificalo in piattaforma prima di compilare le scelte.
- Serve aver già dato un esame di diritto?
- Il programma consiglia di avere le basi dell'ordinamento giuridico italiano, ma le prime lezioni ripartono da Stato, ordinamento e fonti. Chi ha già sostenuto Diritto privato o, in L19, Lineamenti di diritto pubblico ritrova parte dei concetti; chi parte da zero fa bene a dedicare più tempo al primo blocco.
- Tra gli esami a scelta di L18 è uno dei più leggeri?
- Non ci sono calcoli, ma 45 lezioni ricche di articoli, norme e sentenze da ricordare con precisione. Per chi ha già familiarità con il diritto è un esame lineare; per chi non ne ha mai studiato, conviene confrontarlo con gli altri esami a scelta guardando l'elenco delle lezioni di ciascuno.
Studia con chi sta preparando questo esame ora. Confrontati su date, prove e argomenti nel gruppo della materia.
Come funziona l'esame
Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online seguita da prova finale obbligatoria in presenza, oppure le modalità alternative previste per l'anno accademico.
Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:
Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →Quanto tempo serve
Il corso vale 9 CFU, cioè circa 225 ore di impegno complessivo calcolando le 25 ore per credito previste di norma. Conviene prevedere 4-5 settimane: due e mezza o tre per le prime 32 lezioni di diritto costituzionale, dove la difficoltà sta nella quantità di articoli e istituti da ricordare; una e mezza per le ultime 13 di diritto europeo dell'economia, più tecniche ma meno numerose; qualche giorno di ripasso con la tabella degli articoli e le coppie di concetti. Chi non ha mai studiato diritto aggiunga una settimana.
Questa materia ti prepara a…
È un esame a scelta e non è propedeutico ad altri esami, ma si collega a diverse materie:
- In L18 riprende le situazioni giuridiche e la proprietà di Diritto privato e prepara il terreno a Diritto amministrativo, che sviluppa la pubblica amministrazione, le concessioni e i contratti pubblici
- La parte su concorrenza e mercato rilevante dialoga con le forme di mercato di Economia politica; le stesse regole europee applicate allo sport sono in Diritto europeo dello sport di L22
- In L19, nel curriculum infanzia, le basi costituzionali sono le stesse di Lineamenti di diritto pubblico e legislazione dei servizi per l'infanzia. Gli altri esami a scelta sono nelle guide ai corsi L18 Pegaso e L19 Pegaso
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Domande frequenti
Vale 9 CFU, con il codice 0602509IUS09NM e 45 videolezioni. Nel piano 2026/2027 di Economia Aziendale L18 è uno degli insegnamenti a scelta, uguale per tutti e tre gli indirizzi. Lo scelgono anche studenti di Scienze dell'Educazione L19, con lo stesso codice e lo stesso programma.
È la parte del diritto che regola l'organizzazione dello Stato e degli enti pubblici e i loro rapporti con i cittadini, nei quali il soggetto pubblico agisce con poteri che il privato non ha. Il diritto privato regola invece i rapporti tra soggetti che stanno sullo stesso piano. Il diritto pubblico europeo studia queste regole insieme a quelle dell'Unione europea, che fanno parte dell'ordinamento italiano e prevalgono sulle leggi nazionali in contrasto.
Le branche principali sono il diritto costituzionale, il diritto amministrativo, il diritto tributario, il diritto penale, il diritto processuale e il diritto internazionale pubblico. Il diritto dell'Unione europea e il diritto pubblico dell'economia, che regola l'intervento pubblico nel mercato, si studiano spesso come materie a sé. Il corso di Diritto pubblico europeo di Pegaso unisce il diritto costituzionale con una parte di diritto europeo dell'economia.
È la regola per cui, in caso di conflitto, la norma dell'Unione europea prevale su quella nazionale, anche se la legge nazionale è successiva. L'ha affermata la Corte di giustizia nella sentenza Costa contro ENEL del 1964. In Italia il giudice comune non applica la norma interna in contrasto con una norma europea direttamente applicabile (Corte costituzionale, sentenza Granital, n. 170 del 1984). Il limite sono i controlimiti: i principi fondamentali della Costituzione e i diritti inalienabili della persona.
È il contrasto tra due norme dello stesso ordinamento che regolano lo stesso caso in modo incompatibile. Si risolve con quattro criteri: cronologico (la norma successiva abroga la precedente), gerarchico (prevale la fonte di grado superiore), di specialità (la norma speciale deroga a quella generale) e di competenza (si applica la fonte a cui è affidata quella materia). Tra norma italiana e norma dell'Unione si applica invece il primato del diritto europeo.
Sono vantaggi concessi dallo Stato, o con risorse pubbliche, a determinate imprese o produzioni, in qualsiasi forma: contributi, sgravi fiscali, garanzie, prestiti a condizioni di favore. Se falsano o minacciano di falsare la concorrenza e incidono sugli scambi tra Stati membri sono vietati dall'art. 107 TFUE, salvo le deroghe previste dallo stesso articolo. I nuovi aiuti vanno notificati alla Commissione europea e non si possono concedere prima della sua decisione (art. 108 TFUE); quelli di piccolo importo, detti de minimis, sono esclusi dall'obbligo di notifica.
Next Generation EU è lo strumento europeo per la ripresa dopo la pandemia, approvato dal Consiglio europeo nel luglio 2020, con oltre 800 miliardi di euro raccolti dall'Unione sui mercati. La parte più grande passa dal dispositivo per la ripresa e la resilienza (regolamento UE 2021/241). Il PNRR è il piano con cui l'Italia usa le risorse di quel dispositivo: riforme e investimenti divisi in missioni, da realizzare senza arrecare danno significativo all'ambiente (principio DNSH).
Sì, diversi studenti L19 lo indicano tra gli esami a scelta presi da altri corsi, con lo stesso codice 0602509IUS09NM da 9 CFU e lo stesso programma degli studenti L18. Come inserirlo e quanti CFU ti servono dipende dal tuo piano di studi: verificalo in piattaforma prima di compilare le scelte.
Il corso vale 9 CFU, cioè circa 225 ore di impegno complessivo calcolando 25 ore per credito. Conviene prevedere 4-5 settimane: le prime 32 lezioni sono diritto costituzionale, con molti articoli della Costituzione da conoscere; le ultime 13 sono diritto europeo dell'economia, ambiente e beni pubblici, più tecniche ma meno numerose.