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L19-PEGASO · Scienze dell'Educazione — Pegaso

Lineamenti di Diritto Pubblico e Legislazione dei Servizi per l'Infanzia L19 Pegaso

Lineamenti di diritto pubblico e legislazione dei servizi per l'infanzia è un esame da 6 CFU del terzo anno di Scienze dell'Educazione L19 Pegaso, nel curriculum per educatori dei servizi educativi per l'infanzia. È spesso l'unico esame di diritto del percorso: in 24 lezioni ricostruisce le basi del diritto pubblico italiano, dalla Costituzione agli organi dello Stato, e nelle ultime 6 applica quelle basi alle regole che governano nidi, sezioni primavera e servizi per la prima infanzia.

Per chi viene da studi pedagogici e psicologici il linguaggio giuridico è la prima difficoltà: articoli, maggioranze, termini, procedure. Questa guida mette in fila il programma, divide gli argomenti in diciannove blocchi con uno schema per ognuno e spiega perché la parte sulla legislazione dell'infanzia riguarda direttamente il lavoro che il corso prepara a fare.

Scheda materia
6
CFU
3
Anno
IUS/09
SSD
0902506IUS09NM
Codice
Indirizzo
Educatore Dei Servizi Educativi Per L'infanzia

Di cosa parla il programma

Cosa trovi in questa guida

Prima il programma ufficiale e il codice, con il gruppo dell'esame. Poi gli argomenti in diciannove blocchi, nell'ordine delle lezioni: l'ordinamento e la Costituzione, le fonti del diritto, gli organi dello Stato, l'Unione europea, la giustizia, l'amministrazione e, per finire, la legislazione dei servizi per l'infanzia. C'è una linea del tempo dalla Costituente al sistema zerosei e un esercizio per distinguere decreto legge e decreto legislativo. Il metodo operativo è in Metodo di studio.

Il PDF ufficiale indica tre obiettivi: capire il sistema giuridico pubblico italiano, il valore vincolante dei principi costituzionali e il modo in cui gli istituti giuridici si collegano tra loro; e, sul piano dei contenuti, i principi fondamentali, i diritti, l'ordinamento della Repubblica ed elementi di legislazione dei servizi per l'infanzia, letti anche alla luce dell'integrazione europea e della giurisprudenza costituzionale. Le videolezioni sono 30, in un elenco unico senza moduli.

Le 30 videolezioni del programma ufficiale

Stato, Costituzione, diritti

  1. L'ordinamento giuridico
  2. Forme di Stato e forme di governo
  3. La Repubblica italiana e la sua organizzazione costituzionale
  4. La genesi della Costituzione italiana e i suoi contenuti
  5. I principi fondamentali della Costituzione
  6. Le libertà e i diritti: diritti civili e sociali
  7. Le libertà e i diritti: diritti economici e politici

Le fonti del diritto

  1. Il sistema delle fonti del diritto
  2. Il livello costituzionale delle fonti
  3. La legge e gli atti aventi forza di legge dello Stato
  4. Decreti legislativi, decreti legge e altri decreti con forza di legge
  5. Il referendum abrogativo e gli altri istituti di democrazia diretta
  6. I regolamenti governativi
  7. Le Regioni, gli enti locali e le loro fonti

Gli organi dello Stato

  1. Il Parlamento: struttura, funzionamento e funzioni
  2. Il Governo: formazione, struttura e funzioni
  3. La pubblica amministrazione
  4. Il Presidente della Repubblica
  5. Gli altri organi dello Stato, le autorità amministrative indipendenti, gli enti del Terzo settore

Europa, giustizia, amministrazione

  1. L'Unione europea e le sue fonti
  2. Il potere giudiziario
  3. La giustizia costituzionale
  4. Gli atti e i provvedimenti amministrativi
  5. Il sistema delle responsabilità

Legislazione dei servizi per l'infanzia

  1. La legislazione sui servizi per l'infanzia tra Stato e Regioni
  2. Il sistema dell'offerta dei servizi per l'infanzia
  3. I requisiti strutturali, organizzativi e gestionali dei servizi
  4. Il personale per i servizi per l'infanzia
  5. L'accessibilità e le caratteristiche dei frequentanti
  6. Educazione e cura dell'infanzia: politiche e pratiche in Europa

Con le regole d'esame del 2026/2027 le ultime dieci lezioni, dalla 21 alla 30, formano la parte della prova finale: comprendono tutta la legislazione dei servizi per l'infanzia, come spiegato nella sezione Come funziona l'esame.

Stai preparando Lineamenti di diritto pubblico? Nella community trovi riassunti, schemi e materiali condivisi dagli studenti.

Codice, anno e gruppo

L'esame ha un solo codice, 0902506IUS09NM, da 6 CFU, settore IUS/09 (diritto pubblico). Compare al terzo anno del curriculum infanzia nei piani di studio pubblicati per il 2025/2026 e per il 2026/2027; nel curriculum socio-pedagogico non è previsto. Il codice esatto del tuo esame è nella sezione del piano di studi della piattaforma.

Non va confuso con Legislazione scolastica, un esame da 9 CFU dello stesso settore presente in piani L19 meno recenti (codice 0901709IUS09), che si concentra sulle leggi della scuola: riforme, autonomia scolastica, organi collegiali, inclusione. Le basi di diritto costituzionale sono simili, la seconda parte è diversa.

Codice CFU Piano Gruppo
0902506IUS09NM 6 Terzo anno, curriculum infanzia, piani 2025/2026 e 2026/2027

Argomenti del programma da approfondire

Il corso risponde a una domanda: in quale cornice di regole lavora un educatore dei servizi per l'infanzia? Per capire chi decide che un nido deve avere certi spazi, un certo numero di educatori per bambino, personale con un certo titolo, bisogna sapere come funziona lo Stato, chi fa le leggi, che rapporto c'è tra Stato, Regioni e Comuni, quali diritti la Costituzione garantisce ai bambini e alle famiglie. I diciannove blocchi seguono l'ordine delle lezioni.

Mappa — la sequenza di questa guida

Stato e Costituzione (lezioni 1-7)

  1. Ordinamento giuridico e norma
  2. Forme di Stato e di governo
  3. Dalla Costituente alla Costituzione
  4. I principi fondamentali
  5. Diritti e libertà

Fonti (lezioni 8-14)

  1. Il sistema delle fonti
  2. Leggi e atti con forza di legge
  3. Referendum e regolamenti
  4. Regioni ed enti locali

Organi (lezioni 15-19)

  1. Il Parlamento
  2. Il Governo e la pubblica amministrazione
  3. Il Presidente della Repubblica
  4. Altri organi, autorità indipendenti, Terzo settore

Europa e giustizia (lezioni 20-24)

  1. L'Unione europea
  2. Magistratura e Corte costituzionale
  3. Atti amministrativi e responsabilità

Servizi per l'infanzia (lezioni 25-30)

  1. Stato, Regioni e sistema zerosei
  2. Requisiti, personale, accesso
  3. L'infanzia nelle politiche europee

1. L'ordinamento giuridico e la norma

Ogni società organizzata ha regole che ne disciplinano la convivenza: gli antichi giuristi lo riassumevano con la formula ubi societas, ibi ius, dove c'è una società c'è il diritto. L'ordinamento giuridico è l'insieme di queste regole e delle istituzioni che le producono e le fanno rispettare. Sulla sua natura si confrontano due grandi teorie del Novecento. Per la teoria normativista di Hans Kelsen l'ordinamento è un sistema di norme disposte a gradi, in cui ogni norma trae validità da una norma superiore. Per la teoria istituzionalista di Santi Romano, esposta nel libro L'ordinamento giuridico (1918), l'ordinamento è prima di tutto un'istituzione, un corpo sociale organizzato; da qui l'idea che esistano più ordinamenti, non solo quello dello Stato.

La norma giuridica si distingue dalle regole morali o di cortesia per alcuni caratteri: è generale, perché si rivolge a tutti i soggetti che si trovano in una certa situazione; astratta, perché riguarda casi ipotetici e non un fatto specifico; obbligatoria e accompagnata da una sanzione che lo Stato può imporre anche con la forza. Il diritto si divide tradizionalmente in diritto privato, che regola i rapporti tra privati in posizione di parità, come contratti, famiglia, proprietà, e diritto pubblico, che regola l'organizzazione dello Stato e degli enti pubblici e i loro rapporti con i cittadini, in cui l'ente pubblico esercita un potere. Il diritto costituzionale, che studia la Costituzione e gli organi supremi dello Stato, è il nucleo del diritto pubblico.

Schema — Gli elementi dello Stato

Elemento Che cos'è Nella Costituzione
Popolo L'insieme dei cittadini, legati allo Stato dalla cittadinanza Art. 1: la sovranità appartiene al popolo
Territorio Lo spazio su cui lo Stato esercita il suo potere: terraferma, acque, spazio aereo Art. 5 e 114: Repubblica una e indivisibile, articolata in enti territoriali
Sovranità Il potere originario e indipendente di darsi regole e farle rispettare Esercitata dal popolo nelle forme e nei limiti della Costituzione

Collegamento: gli elementi dello Stato si combinano in modi diversi nella storia. È il tema delle forme di Stato e di governo.

2. Forme di Stato e forme di governo

Le due espressioni sembrano simili ma rispondono a domande diverse. La forma di Stato riguarda il rapporto tra chi detiene il potere e i cittadini: quanto potere ha lo Stato, quali libertà riconosce, quali fini persegue. La forma di governo riguarda il modo in cui il potere è distribuito tra gli organi costituzionali, soprattutto Parlamento, Governo e capo dello Stato, e i loro rapporti reciproci.

Schema — Le forme di Stato

Forma di Stato Caratteri
Stato assoluto Il sovrano concentra tutti i poteri e non è soggetto alla legge; i sudditi non hanno diritti garantiti
Stato liberale Nasce con le rivoluzioni di fine Settecento: separazione dei poteri, libertà civili, Stato di diritto; voto ristretto
Stato totalitario Partito unico, negazione delle libertà, controllo della società: fascismo, nazismo
Stato socialista Proprietà collettiva dei mezzi di produzione e ruolo guida del partito comunista
Stato democratico-sociale Suffragio universale, pluralismo, diritti sociali e intervento pubblico per ridurre le disuguaglianze: è la forma dell'Italia repubblicana

Rispetto alla distribuzione territoriale del potere, uno Stato può essere unitario, federale, come gli Stati Uniti o la Germania, o regionale, come l'Italia, che riconosce alle Regioni un potere legislativo proprio senza farne Stati membri. Le principali forme di governo democratiche sono quattro. Nella parlamentare, adottata dall'Italia, il Governo deve avere la fiducia del Parlamento e il capo dello Stato ha un ruolo di garanzia. Nella presidenziale, tipica degli Stati Uniti, il Presidente è eletto dal popolo, è capo dello Stato e del Governo e non dipende dalla fiducia del Parlamento. Nella semipresidenziale, come in Francia, il Presidente eletto dal popolo convive con un Governo che deve avere la fiducia del Parlamento. Nella direttoriale, propria della Svizzera, il Governo è un organo collegiale eletto dal Parlamento per una durata fissa.

Collegamento: l'Italia è diventata una repubblica democratico-sociale e parlamentare con la Costituzione del 1948. Le lezioni 3 e 4 ne raccontano la nascita.

3. Dalla Costituente alla Costituzione

Il 2 giugno 1946 gli italiani, e per la prima volta a livello nazionale le italiane, votarono in un referendum istituzionale per scegliere tra monarchia e repubblica, e contemporaneamente elessero l'Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la nuova Costituzione. Vinse la repubblica. L'Assemblea affidò la stesura del testo a una commissione di 75 membri, poi discusse e votò articolo per articolo. La Costituzione fu approvata il 22 dicembre 1947, promulgata il 27 dicembre ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. È il frutto di un compromesso tra le grandi culture politiche dell'epoca, cattolica, socialista e comunista, liberale, unite dall'antifascismo.

Repubblica e Costituente

Con il suffragio universale gli italiani scelgono la repubblica ed eleggono l'Assemblea Costituente, che scriverà la nuova Costituzione.

Entra in vigore la Costituzione

Il 1° gennaio la Costituzione entra in vigore: Repubblica democratica fondata sul lavoro, diritti inviolabili, uguaglianza, Costituzione rigida.

La scuola materna statale

La legge 444 istituisce la scuola materna statale per i bambini dai tre ai sei anni, accanto a quelle comunali e private.

Il piano degli asili nido

La legge 1044 lancia un piano quinquennale di asili nido comunali con il concorso dello Stato, definiti servizio sociale di interesse pubblico.

La riforma del Titolo V

La legge costituzionale 3 ridisegna i rapporti tra Stato, Regioni ed enti locali: nuove competenze legislative regionali e principio di sussidiarietà.

Il nido è educazione

Con la sentenza 370 la Corte costituzionale riconosce la funzione educativa dei nidi e li collega alla materia dell'istruzione, a competenza concorrente.

Il sistema integrato zerosei

Il decreto legislativo 65 unisce servizi educativi per l'infanzia e scuola dell'infanzia in un sistema integrato dalla nascita ai sei anni.

La Costituzione italiana ha 139 articoli, divisi in principi fondamentali (articoli 1-12), una prima parte sui diritti e doveri dei cittadini (13-54), una seconda parte sull'ordinamento della Repubblica (55-139), e 18 disposizioni transitorie e finali. I costituzionalisti la descrivono con alcuni aggettivi: scritta; votata, perché approvata da un'assemblea eletta e non concessa da un sovrano come lo Statuto albertino; lunga, perché non si limita a organizzare i poteri ma enuncia principi e diritti; rigida, perché si modifica solo con un procedimento aggravato, e le leggi ordinarie che la violano possono essere annullate dalla Corte costituzionale; programmatica, perché indica obiettivi che il legislatore deve realizzare. La lezione 3 descrive l'organizzazione costituzionale della Repubblica, cioè gli organi che le lezioni successive analizzano uno per uno.

Collegamento: i primi dodici articoli sono la parte più citata della Costituzione e la chiave per interpretare tutto il resto.

4. I principi fondamentali

I principi fondamentali esprimono i valori su cui si fonda la Repubblica. Secondo la Corte costituzionale, i principi supremi dell'ordinamento non possono essere modificati nemmeno con una legge costituzionale: sono un limite anche alla revisione della Costituzione, insieme alla forma repubblicana, che l'articolo 139 dichiara immodificabile.

Schema — I dodici principi fondamentali

Articolo Principio
1Repubblica democratica fondata sul lavoro; sovranità popolare
2Diritti inviolabili dell'uomo, singolo e nelle formazioni sociali; doveri di solidarietà (principio personalista e pluralista)
3Uguaglianza formale davanti alla legge e uguaglianza sostanziale: la Repubblica rimuove gli ostacoli che limitano libertà e uguaglianza
4Diritto e dovere di lavorare
5Repubblica una e indivisibile, che riconosce le autonomie locali e il decentramento
6Tutela delle minoranze linguistiche
7-8Rapporti con la Chiesa cattolica (Patti lateranensi) e libertà delle altre confessioni religiose
9Sviluppo della cultura e della ricerca, tutela del paesaggio e del patrimonio; dal 2022 anche ambiente, biodiversità, ecosistemi e animali
10Adeguamento al diritto internazionale; condizione dello straniero e diritto d'asilo
11Ripudio della guerra come strumento di offesa; limitazioni di sovranità per la pace e la giustizia tra le nazioni
12La bandiera tricolore

Tre articoli sono decisivi per chi lavora nell'educazione. L'articolo 2 riconosce i diritti della persona anche nelle formazioni sociali, come la famiglia, la scuola, le associazioni. L'articolo 3, nel secondo comma, chiede alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona: è il fondamento costituzionale dei servizi educativi come strumento di pari opportunità fin dalla nascita. L'articolo 11, con le limitazioni di sovranità, è la base della partecipazione dell'Italia all'Unione europea.

Collegamento: dai principi la prima parte della Costituzione passa ai diritti concreti, che le lezioni 6 e 7 dividono in quattro gruppi.

5. Le libertà e i diritti

La prima parte della Costituzione è divisa in quattro titoli, che corrispondono ad altrettanti tipi di rapporti: civili, etico-sociali, economici e politici. Le lezioni 6 e 7 li presentano a coppie. I diritti di libertà proteggono la persona dall'ingerenza dello Stato; i diritti sociali chiedono allo Stato di intervenire, con prestazioni e servizi.

Schema — I quattro gruppi di diritti

Rapporti Articoli Esempi
Civili 13-28 Libertà personale (13), domicilio (14), corrispondenza (15), circolazione (16), riunione (17), associazione (18), religione (19), manifestazione del pensiero (21), difesa in giudizio (24)
Etico-sociali 29-34 Famiglia (29-31), salute (32), libertà dell'arte e della scienza e dell'insegnamento (33), scuola aperta a tutti, obbligatoria e gratuita per almeno otto anni (34)
Economici 35-47 Tutela del lavoro (35), retribuzione e riposo (36), lavoro delle donne e dei minori (37), previdenza e assistenza (38), sindacati (39), sciopero (40), iniziativa economica (41), proprietà (42)
Politici 48-54 Voto personale, uguale, libero e segreto (48), partiti (49), accesso agli uffici pubblici (51), dovere tributario (53), fedeltà alla Repubblica (54)

Per il corso sono centrali gli articoli sulla famiglia e sull'infanzia. L'articolo 30 stabilisce il dovere e il diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli; l'articolo 31 impegna la Repubblica ad agevolare la formazione della famiglia e a proteggere la maternità, l'infanzia e la gioventù, «favorendo gli istituti necessari a tale scopo». L'articolo 37 chiede condizioni di lavoro che permettano alla donna l'adempimento della sua funzione familiare. Nidi e servizi per la prima infanzia nascono proprio all'incrocio tra questi diritti: tutela del bambino, sostegno alla famiglia, conciliazione tra lavoro e cura. Molti diritti di libertà sono protetti da una riserva di legge, cioè possono essere limitati solo da una legge, e da una riserva di giurisdizione, cioè solo con un atto motivato di un giudice, come per la libertà personale.

Collegamento: per capire che cosa significa «riserva di legge» bisogna sapere quali sono le fonti del diritto e come si ordinano.

6. Il sistema delle fonti del diritto

Le fonti del diritto sono gli atti e i fatti da cui nascono le norme giuridiche. Si distinguono le fonti di produzione, cioè gli atti che creano norme, come le leggi, e le fonti di cognizione, cioè gli strumenti con cui le norme si conoscono, come la Gazzetta Ufficiale. Si distinguono anche le fonti-atto, prodotte da un organo con una procedura, e le fonti-fatto, come la consuetudine, che nasce da un comportamento ripetuto nel tempo con la convinzione che sia obbligatorio.

Schema — La gerarchia delle fonti

Livello Fonti
Costituzionale Costituzione, leggi costituzionali e di revisione costituzionale; i principi supremi sono un limite anche per esse
Unione europea Trattati, regolamenti, direttive: prevalgono sulle leggi interne in contrasto, salvo i principi supremi della Costituzione
Primario Leggi ordinarie, decreti legislativi, decreti legge, referendum abrogativo; leggi regionali nelle materie di competenza
Secondario Regolamenti del Governo, dei ministri, delle Regioni e degli enti locali
Fonti-fatto Usi e consuetudini, validi solo se richiamati dalla legge o nelle materie non regolate

Quando due norme sono in contrasto si usano quattro criteri. Il gerarchico: prevale la fonte di grado superiore. Il cronologico: tra fonti dello stesso grado prevale la più recente, che abroga la precedente. Il criterio di competenza: prevale la fonte a cui la Costituzione riserva quella materia, per esempio la legge regionale nelle materie regionali. Il criterio di specialità: la norma speciale prevale su quella generale. La lezione 9, sul livello costituzionale, spiega il procedimento dell'articolo 138 per modificare la Costituzione: due deliberazioni di ciascuna Camera a distanza di almeno tre mesi, con la maggioranza assoluta nella seconda votazione; se non si raggiungono i due terzi, si può chiedere un referendum, che non richiede quorum. Le riforme recenti più note sono il nuovo Titolo V del 2001, la riduzione del numero dei parlamentari del 2020 e la tutela dell'ambiente nel 2022.

Collegamento: il livello primario è il più affollato. Le lezioni 10 e 11 distinguono la legge dagli atti del Governo che hanno la stessa forza.

7. La legge e gli atti con forza di legge

La legge ordinaria è l'atto approvato dalle due Camere nello stesso testo e promulgato dal Presidente della Repubblica. Il procedimento ha quattro fasi: iniziativa, che spetta al Governo, a ciascun parlamentare, a 50.000 elettori, ai consigli regionali e al CNEL; esame e approvazione, in commissione e in aula, in ciascuna Camera; promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, che può rinviare la legge alle Camere con un messaggio motivato una sola volta; pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Di regola la legge entra in vigore dopo quindici giorni dalla pubblicazione, la cosiddetta vacatio legis.

La Costituzione affida il potere legislativo al Parlamento, ma ammette due eccezioni in cui il Governo adotta atti con la stessa forza della legge. Il decreto legislativo (articolo 76) è emanato dal Governo su delega del Parlamento: una legge delega fissa oggetto, tempo limitato, principi e criteri direttivi. Il decreto legge (articolo 77) è adottato dal Governo di sua iniziativa in casi straordinari di necessità e urgenza: entra subito in vigore, ma va presentato lo stesso giorno alle Camere e perde efficacia fin dall'inizio se non è convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione. Il decreto legislativo 65 del 2017, che ha creato il sistema zerosei, è un esempio del primo tipo: è nato dalla delega contenuta nella legge 107 del 2015, la cosiddetta Buona scuola.

Prova a riconoscerlo: decreto legislativo o decreto legge?

Decreto legislativo

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Decreto legge

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Tra gli «altri decreti aventi forza di legge» la lezione 11 ricorda i decreti adottati in caso di guerra, con poteri conferiti dalle Camere (articolo 78), e i decreti di attuazione degli statuti delle Regioni speciali. Da non confondere con questi sono i decreti ministeriali e i DPCM, che sono atti amministrativi o regolamentari, di grado inferiore alla legge.

Collegamento: le leggi possono essere cancellate anche dal popolo, con il referendum, e attuate dal Governo con i regolamenti.

8. Il referendum e i regolamenti

Il referendum abrogativo (articolo 75) permette agli elettori di cancellare in tutto o in parte una legge o un atto con forza di legge. Lo chiedono 500.000 elettori o cinque consigli regionali. Non è ammesso per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali; la Corte costituzionale ne valuta l'ammissibilità, la Corte di cassazione la regolarità delle firme. La proposta è approvata se partecipa al voto la maggioranza degli aventi diritto, il cosiddetto quorum, e se i sì superano i no. Gli altri istituti di democrazia diretta sono la petizione alle Camere (articolo 50), l'iniziativa legislativa popolare con almeno 50.000 firme (articolo 71), il referendum costituzionale dell'articolo 138, che non richiede quorum, e i referendum sulle modifiche territoriali di Regioni e Comuni (articolo 132).

Schema — Referendum abrogativo e referendum costituzionale

Aspetto Abrogativo (art. 75) Costituzionale (art. 138)
Oggetto Una legge o un atto con forza di legge in vigore Una legge di revisione costituzionale non ancora in vigore
Chi lo chiede 500.000 elettori o 5 consigli regionali Un quinto dei membri di una Camera, 500.000 elettori o 5 consigli regionali
Quorum Sì: deve votare la maggioranza degli aventi diritto No
Effetto del sì La norma è cancellata La riforma entra in vigore

I regolamenti governativi sono fonti secondarie: non possono contrastare con le leggi. La legge 400 del 1988 ne disciplina i tipi principali: regolamenti esecutivi, che danno esecuzione alle leggi; attuativi, che le completano; indipendenti, nelle materie non regolate dalla legge e non riservate a essa; di organizzazione degli uffici pubblici; e regolamenti di delegificazione, autorizzati da una legge a regolare una materia prima disciplinata da leggi. Sono deliberati dal Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, ed emanati con decreto del Presidente della Repubblica.

Collegamento: non solo lo Stato produce norme. La lezione 14 guarda alle Regioni e agli enti locali, decisivi per i servizi all'infanzia.

9. Le Regioni e gli enti locali

Secondo l'articolo 114 la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Le Regioni sono 20: 15 a statuto ordinario e 5 a statuto speciale, cioè Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, con le Province autonome di Trento e Bolzano, e Friuli-Venezia Giulia, che hanno più autonomia per ragioni storiche, geografiche e linguistiche. La riforma del Titolo V, con la legge costituzionale 3 del 2001, ha cambiato il riparto delle competenze legislative dell'articolo 117.

Schema — Chi fa le leggi dopo il 2001 (articolo 117)

Competenza Chi legifera Esempi
Esclusiva dello Stato Solo lo Stato Politica estera, difesa, moneta, ordinamento civile e penale, norme generali sull'istruzione, livelli essenziali delle prestazioni (LEP)
Concorrente Lo Stato fissa i principi fondamentali, le Regioni la disciplina di dettaglio Istruzione (salva l'autonomia scolastica), tutela della salute, tutela e sicurezza del lavoro
Residuale delle Regioni Le Regioni, in tutte le materie non elencate Servizi sociali e assistenza, formazione professionale, turismo, commercio

L'articolo 118 attribuisce le funzioni amministrative in primo luogo ai Comuni, secondo il principio di sussidiarietà verticale: una funzione va esercitata dal livello di governo più vicino ai cittadini, salvo che serva un livello superiore. Il quarto comma introduce la sussidiarietà orizzontale: gli enti pubblici favoriscono l'iniziativa dei cittadini e delle loro associazioni per attività di interesse generale. Per i servizi per l'infanzia il quadro è tipico: lo Stato fissa principi e livelli essenziali, le Regioni dettano i requisiti, i Comuni gestiscono o autorizzano i servizi, e molti nidi sono gestiti da cooperative e privati in convenzione. La legge 86 del 2024 sull'autonomia differenziata, che regola il trasferimento di ulteriori competenze alle Regioni che lo chiedono, è stata in parte dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nello stesso anno.

Collegamento: chiarite le fonti, la seconda parte del corso passa agli organi dello Stato, a partire dal Parlamento.

10. Il Parlamento

Il Parlamento italiano è composto da due Camere con gli stessi poteri: è il bicameralismo perfetto o paritario. Dopo la riforma confermata dal referendum del 2020, la Camera dei deputati ha 400 membri e il Senato della Repubblica 200 membri elettivi, a cui si aggiungono i senatori a vita: gli ex Presidenti della Repubblica e fino a cinque cittadini nominati dal Presidente per altissimi meriti. Entrambe le Camere sono elette ogni cinque anni a suffragio universale; dal 2021 anche per il Senato votano tutti i maggiorenni. Per essere eletti servono 25 anni alla Camera e 40 al Senato.

Le funzioni del Parlamento sono tre: la funzione legislativa, descritta nel blocco 7; la funzione di indirizzo politico, che si esprime soprattutto nel rapporto di fiducia con il Governo e nell'approvazione del bilancio; la funzione di controllo, con interrogazioni, interpellanze e commissioni d'inchiesta. Il Parlamento si riunisce anche in seduta comune per eleggere il Presidente della Repubblica, eleggere un terzo dei giudici costituzionali e un terzo dei membri del Consiglio superiore della magistratura, e mettere in stato d'accusa il Presidente della Repubblica. I parlamentari rappresentano la Nazione ed esercitano le funzioni senza vincolo di mandato (articolo 67), e godono di alcune garanzie: non rispondono delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle funzioni (articolo 68).

Collegamento: in una forma di governo parlamentare il Parlamento dà vita al Governo, che a sua volta guida la pubblica amministrazione.

11. Il Governo e la pubblica amministrazione

Il Governo è composto dal Presidente del Consiglio, dai ministri e dal Consiglio dei ministri (articolo 92). La sua formazione segue una sequenza consolidata: dopo le consultazioni con i gruppi parlamentari, il Presidente della Repubblica conferisce l'incarico; l'incaricato accetta e propone i ministri; seguono la nomina e il giuramento; entro dieci giorni il Governo si presenta alle Camere per ottenere la fiducia (articolo 94). Il Parlamento può revocarla con una mozione di sfiducia, firmata da almeno un decimo dei componenti di una Camera e discussa non prima di tre giorni. Il Presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile; i ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio e individualmente di quelli dei loro dicasteri.

La pubblica amministrazione è l'insieme degli enti e degli uffici che curano in concreto gli interessi pubblici: ministeri, Regioni, Comuni, scuole, aziende sanitarie, enti pubblici. L'articolo 97 fissa due principi: il buon andamento, cioè efficienza ed efficacia, e l'imparzialità, cioè nessun favoritismo; e stabilisce che agli impieghi pubblici si accede per concorso. L'articolo 98 aggiunge che i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione. La legge 241 del 1990 sul procedimento amministrativo ha tradotto questi principi in regole: ogni procedimento ha un responsabile, deve concludersi entro un termine con un provvedimento motivato, e gli interessati possono partecipare e accedere agli atti.

Schema — I principi dell'azione amministrativa

Principio Significato
LegalitàL'amministrazione può agire solo nei modi e per i fini previsti dalla legge
Buon andamentoEfficienza, efficacia ed economicità
ImparzialitàParità di trattamento, nessun favoritismo
TrasparenzaAccesso agli atti e conoscibilità delle decisioni
PartecipazioneGli interessati possono intervenire nel procedimento

Collegamento: sopra le parti, con un ruolo di garanzia, c'è il Presidente della Repubblica.

12. Il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale (articolo 87). È eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato da tre delegati per ogni Regione, uno solo per la Valle d'Aosta: nei primi tre scrutini serve la maggioranza dei due terzi, dal quarto basta la maggioranza assoluta. Può essere eletto chi ha compiuto 50 anni e gode dei diritti civili e politici; il mandato dura sette anni, più della legislatura, proprio per sottrarre la carica alle maggioranze del momento.

Schema — I poteri del Presidente

Rispetto a Poteri principali
ParlamentoIndice le elezioni, può sciogliere le Camere (non negli ultimi sei mesi del mandato, salvo coincidenza con la fine della legislatura), invia messaggi, promulga le leggi o le rinvia una volta
GovernoNomina il Presidente del Consiglio e, su sua proposta, i ministri; emana decreti legge, decreti legislativi e regolamenti
MagistraturaPresiede il Consiglio superiore della magistratura; concede la grazia e commuta le pene
AltroNomina cinque giudici costituzionali e fino a cinque senatori a vita; comanda le Forze armate e presiede il Consiglio supremo di difesa; ratifica i trattati

Il Presidente non è politicamente responsabile, salvo per alto tradimento e attentato alla Costituzione (articolo 90), per i quali è messo in stato d'accusa dal Parlamento e giudicato dalla Corte costituzionale. Per questo nessun suo atto è valido senza la controfirma del ministro proponente, che se ne assume la responsabilità (articolo 89).

Collegamento: accanto agli organi costituzionali principali ci sono altri organi e soggetti che la lezione 19 mette insieme.

13. Altri organi, autorità indipendenti e Terzo settore

La Costituzione prevede tre organi ausiliari, che assistono gli organi di indirizzo politico. Il CNEL, Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, è un organo di consulenza con iniziativa legislativa. Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa del Governo e, insieme, giudice amministrativo d'appello. La Corte dei conti controlla la gestione delle finanze pubbliche e giudica la responsabilità contabile di chi gestisce denaro pubblico.

Le autorità amministrative indipendenti sono nate dagli anni Novanta per regolare settori delicati in modo neutrale rispetto al Governo: tra le più note l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, il Garante per la protezione dei dati personali, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e l'Autorità nazionale anticorruzione. Gli enti del Terzo settore sono organizzazioni private senza scopo di lucro che svolgono attività di interesse generale: associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, imprese sociali, fondazioni. Il Codice del Terzo settore, decreto legislativo 117 del 2017, ne ha riordinato la disciplina e ha creato un registro unico nazionale. Sono l'applicazione concreta della sussidiarietà orizzontale e una presenza importante nella gestione dei servizi educativi, nidi compresi.

Collegamento: molte regole che valgono in Italia nascono a Bruxelles. La lezione 20 spiega come.

14. L'Unione europea e le sue fonti

L'Unione europea nasce dalle Comunità europee degli anni Cinquanta: i Trattati di Roma del 1957 istituiscono la Comunità economica europea; il Trattato di Maastricht del 1992 crea l'Unione europea; il Trattato di Lisbona, in vigore dal 2009, ne ridisegna le istituzioni e rende vincolante la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione. Oggi l'Unione si basa su due trattati: il Trattato sull'Unione europea e il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Schema — Istituzioni e fonti dell'Unione

Istituzione o fonte Ruolo
Parlamento europeoEletto dai cittadini; approva le leggi europee insieme al Consiglio
Consiglio europeoCapi di Stato o di governo: indirizzi politici generali
Consiglio dell'UEMinistri degli Stati membri: co-legislatore con il Parlamento
Commissione europeaIniziativa legislativa, esecuzione, controllo sul rispetto dei trattati
Corte di giustiziaInterpreta il diritto dell'Unione e ne garantisce l'applicazione uniforme
RegolamentoObbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati
DirettivaVincola al risultato; ogni Stato sceglie forma e mezzi per recepirla
Decisione, raccomandazione, parereLa decisione è vincolante per i destinatari; raccomandazioni e pareri non sono vincolanti

Il rapporto con il diritto italiano si fonda sull'articolo 11 e, dal 2001, sull'articolo 117, primo comma, che vincola il legislatore al rispetto degli obblighi europei. Il diritto dell'Unione ha il primato sulle leggi nazionali in contrasto: il giudice italiano non applica la norma interna incompatibile, come ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza Granital del 1984. Il limite sono i controlimiti, cioè i principi supremi della Costituzione e i diritti inviolabili, che non possono essere sacrificati. In materia di infanzia l'Unione non ha competenza legislativa piena, ma orienta le politiche nazionali con raccomandazioni e obiettivi comuni, come mostra la lezione 30.

Collegamento: le regole hanno bisogno di qualcuno che le applichi quando nasce una controversia. È il compito del potere giudiziario.

15. La magistratura e la Corte costituzionale

La magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (articolo 104), e i giudici sono soggetti soltanto alla legge (articolo 101). Si distinguono la giurisdizione ordinaria, civile e penale, articolata in tre gradi: primo grado, appello e Corte di cassazione, che garantisce l'uniforme interpretazione della legge; e le giurisdizioni speciali: amministrativa, con i TAR e il Consiglio di Stato, che decidono sulle controversie con la pubblica amministrazione; contabile, con la Corte dei conti; tributaria. L'autonomia dei magistrati ordinari è garantita dal Consiglio superiore della magistratura, presieduto dal Presidente della Repubblica, che decide su assunzioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari. La Costituzione fissa inoltre alcuni principi del processo: il giudice naturale precostituito per legge (articolo 25), il diritto di difesa (24), il giusto processo e la motivazione dei provvedimenti (111), l'obbligatorietà dell'azione penale (112).

La Corte costituzionale, attiva dal 1956, è il giudice delle leggi. È composta da 15 giudici: un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo eletti dal Parlamento in seduta comune, un terzo dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative. Restano in carica nove anni e non sono rieleggibili.

Schema — Le competenze della Corte costituzionale

Competenza Come funziona
Legittimità delle leggiIn via incidentale, quando un giudice solleva un dubbio durante un processo; in via principale, quando lo Stato impugna una legge regionale o una Regione una legge statale o di un'altra Regione
Conflitti di attribuzioneTra poteri dello Stato e tra Stato e Regioni, su chi ha la competenza a fare un atto
Accuse contro il PresidentePer alto tradimento e attentato alla Costituzione, con l'aggiunta di 16 giudici estratti da un elenco eletto dal Parlamento
Ammissibilità del referendumVerifica che la richiesta non riguardi materie escluse dall'articolo 75

Le sentenze di accoglimento dichiarano illegittima una norma, che smette di avere efficacia dal giorno dopo la pubblicazione; quelle di rigetto respingono la questione. La Corte ha sviluppato anche sentenze interpretative, che indicano l'interpretazione conforme alla Costituzione, e additive, che dichiarano illegittima una norma nella parte in cui non prevede qualcosa. È per questa via che la giurisprudenza costituzionale ha contribuito a definire anche il ruolo dei nidi, come nella sentenza 370 del 2003.

Collegamento: le ultime due lezioni di diritto pubblico riguardano gli atti con cui l'amministrazione agisce e le responsabilità di chi lavora per essa.

16. Atti amministrativi e responsabilità

L'amministrazione agisce con atti amministrativi; tra questi il provvedimento è l'atto con cui decide e produce effetti nella sfera giuridica dei destinatari: un'autorizzazione al funzionamento di un nido, una graduatoria di ammissione, una concessione di contributi. Il provvedimento ha caratteri tipici: è imperativo, cioè produce effetti anche senza il consenso del destinatario; esecutorio, cioè l'amministrazione può eseguirlo direttamente nei casi previsti; diventa inoppugnabile se non viene impugnato entro i termini, di regola 60 giorni davanti al TAR.

Schema — Vizi e autotutela del provvedimento (legge 241/1990)

Istituto Che cosa significa
NullitàVizi gravissimi, come la mancanza di elementi essenziali o il difetto assoluto di attribuzione: l'atto non produce effetti
AnnullabilitàViolazione di legge, incompetenza, eccesso di potere: l'atto produce effetti finché non è annullato
Annullamento d'ufficioL'amministrazione elimina un proprio atto illegittimo, entro un termine ragionevole e per ragioni di interesse pubblico
RevocaL'amministrazione ritira un atto legittimo perché non è più opportuno, per nuovi motivi di interesse pubblico
Silenzio assenso e SCIAStrumenti di semplificazione: in certi casi il silenzio vale accoglimento, o un'attività può iniziare con una segnalazione

La lezione sul sistema delle responsabilità distingue diversi tipi. La responsabilità civile obbliga a risarcire un danno: secondo l'articolo 2043 del codice civile, chiunque causa ad altri un danno ingiusto con dolo o colpa deve risarcirlo. Quella penale nasce da un reato ed è personale (articolo 27 della Costituzione). Quella amministrativa e contabile riguarda i dipendenti pubblici che causano un danno all'erario, ed è giudicata dalla Corte dei conti. Quella disciplinare deriva dalla violazione dei doveri del rapporto di lavoro. L'articolo 28 della Costituzione stabilisce che funzionari e dipendenti pubblici sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti, e che la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici. Per chi lavora con i bambini conta in particolare la responsabilità per i danni che i minori causano o subiscono durante la vigilanza: l'articolo 2048 del codice civile la attribuisce a chi ha in custodia l'allievo, che si libera solo provando di non aver potuto impedire il fatto.

Collegamento: con le basi del diritto pubblico si può leggere la legislazione dei servizi per l'infanzia, oggetto delle ultime sei lezioni.

17. I servizi per l'infanzia tra Stato e Regioni: il sistema zerosei

Per decenni in Italia i servizi per i bambini sotto i tre anni e la scuola per quelli dai tre ai sei hanno avuto storie separate. La scuola materna statale nasce con la legge 444 del 1968; gli asili nido comunali con la legge 1044 del 1971, che li definisce servizio sociale di interesse pubblico e finanzia un piano quinquennale di costruzione, affidando alle Regioni le norme generali e ai Comuni la gestione. Il nido è stato a lungo considerato un servizio assistenziale, a domanda individuale, più che educativo. Dopo la riforma del 2001, con la sentenza 370 del 2003 la Corte costituzionale ne riconosce la funzione educativa e lo collega alla materia dell'istruzione, a competenza concorrente, oltre che alla tutela del lavoro.

La svolta è il decreto legislativo 65 del 13 aprile 2017, attuativo della legge 107 del 2015, che istituisce il sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni. L'idea è la continuità educativa: dalla nascita all'ingresso nella scuola primaria il bambino attraversa un percorso unico, con un progetto pedagogico coerente, invece di due mondi separati. Il decreto fissa obiettivi strategici, tra cui raggiungere almeno il 33% di copertura dei bambini sotto i tre anni, a livello nazionale; diffondere i servizi educativi in almeno il 75% dei Comuni; generalizzare la scuola dell'infanzia; qualificare il personale con una formazione universitaria e la formazione in servizio; promuovere il coordinamento pedagogico territoriale. Prevede un Piano di azione nazionale pluriennale e i poli per l'infanzia, che riuniscono in uno stesso edificio o in edifici vicini più servizi per bambini da zero a sei anni. Il quadro pedagogico è stato completato dalle Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei del 2021 e dagli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l'infanzia del 2022.

Schema — L'offerta del sistema integrato zerosei

Servizio Età Caratteristiche
Nido e micronido 3-36 mesi Servizio educativo e di cura, con pasto e riposo; il micronido ha dimensioni ridotte
Sezione primavera 24-36 mesi Sezioni aggregate di solito a una scuola dell'infanzia, ponte verso i tre anni
Spazio gioco 12-36 mesi Servizio integrativo per alcune ore al giorno, senza pasto né riposo
Centro per bambini e famiglie Dai primi mesi Il bambino frequenta con un genitore o un adulto di riferimento: socialità e sostegno alla genitorialità
Servizio educativo domiciliare 3-36 mesi Piccoli gruppi di bambini in un'abitazione, con personale qualificato
Scuola dell'infanzia 3-6 anni Statale, comunale o paritaria; parte del sistema di istruzione

Nella divisione dei compiti lo Stato indirizza, coordina e finanzia il sistema con un fondo nazionale; le Regioni programmano e definiscono gli standard; i Comuni gestiscono direttamente i servizi o li affidano, autorizzano e controllano quelli privati. La legge di bilancio per il 2022 ha trasformato l'obiettivo del 33% in un livello essenziale delle prestazioni da raggiungere entro il 2027, e il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha finanziato la costruzione di nuovi nidi.

Collegamento: un servizio per l'infanzia, per poter aprire e funzionare, deve rispettare requisiti precisi. È il tema delle lezioni 27-29.

18. Requisiti, personale e accesso ai servizi

I requisiti strutturali, organizzativi e gestionali sono fissati soprattutto dalle leggi e dai regolamenti regionali, e per questo variano da una Regione all'altra. Riguardano gli spazi, con metri quadrati minimi per bambino, spazi esterni, servizi igienici adeguati all'età e cucina; l'organizzazione, con il rapporto numerico tra educatori e bambini, più basso per i lattanti, il numero massimo di iscritti, gli orari, il progetto pedagogico; la gestione, con la carta dei servizi, la partecipazione delle famiglie, la valutazione della qualità. Per aprire un servizio serve un'autorizzazione al funzionamento rilasciata dal Comune; i servizi privati che vogliono lavorare con il pubblico, per esempio in convenzione, devono ottenere anche l'accreditamento, che richiede standard di qualità ulteriori.

La lezione sul personale è quella che riguarda più direttamente chi frequenta questo corso. Il decreto legislativo 65 del 2017 ha stabilito che dall'anno educativo 2019/2020 per lavorare come educatore nei servizi educativi per l'infanzia serve la laurea triennale L-19 a indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l'infanzia, cioè proprio il curriculum infanzia di questo corso, oppure la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria integrata da un corso di specializzazione, per complessivi 60 crediti. Restano validi i titoli conseguiti in precedenza secondo le norme regionali. Per insegnare nella scuola dell'infanzia serve invece la laurea in Scienze della formazione primaria.

Schema — Chi lavora nei servizi zerosei

Figura Dove Titolo richiesto
Educatore Nidi, sezioni primavera, servizi integrativi L-19 indirizzo infanzia, oppure Scienze della formazione primaria con specializzazione (60 CFU in tutto)
Insegnante Scuola dell'infanzia Laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria
Coordinatore pedagogico Servizi e reti territoriali Definito dalle norme regionali, di norma una laurea magistrale in ambito pedagogico
Personale ausiliario Tutti i servizi Pulizia, cucina, supporto all'organizzazione, secondo i requisiti regionali

La lezione sull'accessibilità guarda a chi frequenta davvero i servizi. L'offerta di nidi in Italia è ancora sotto l'obiettivo del 33% secondo i dati ISTAT, con forti differenze tra Centro-Nord e Mezzogiorno e tra grandi e piccoli Comuni; i bambini di famiglie con redditi bassi o di origine straniera frequentano meno, proprio quelli per cui il nido avrebbe più valore compensativo. Gli strumenti per ridurre le barriere sono criteri di accesso che danno priorità alle situazioni di fragilità e ai bambini con disabilità, tariffe legate all'ISEE e il bonus nido dell'INPS. Dal 2017, con il decreto legge 73 convertito dalla legge 119, le vaccinazioni obbligatorie sono requisito di accesso ai servizi educativi e alle scuole dell'infanzia.

Collegamento: l'ultima lezione allarga lo sguardo all'Europa, dove l'Italia si confronta con obiettivi e modelli diversi.

19. Educazione e cura dell'infanzia in Europa

In ambito europeo i servizi zerosei si chiamano ECEC, early childhood education and care: educazione e cura della prima infanzia, un'espressione che tiene insieme le due funzioni. Nel 2002 il Consiglio europeo di Barcellona aveva fissato l'obiettivo di offrire un posto al 33% dei bambini sotto i tre anni e al 90% di quelli dai tre anni all'obbligo scolastico. Nel 2022 una raccomandazione del Consiglio ha rivisto gli obiettivi al 2030, portando quello per i più piccoli al 45%. La raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2019 su sistemi di educazione e cura di alta qualità ha proposto un quadro di qualità comune in cinque aree, utile anche per leggere le riforme italiane.

Schema — Il quadro europeo di qualità per l'ECEC (2019)

Area Che cosa chiede
AccessoServizi disponibili e sostenibili economicamente per tutte le famiglie, con attenzione ai gruppi svantaggiati
PersonalePersonale qualificato, formazione iniziale e continua, buone condizioni di lavoro
CurricoloUn curricolo che unisca educazione e cura, gioco e apprendimento, benessere del bambino
Monitoraggio e valutazioneRaccolta di dati e valutazione della qualità per migliorare il sistema
Governance e finanziamentoRuoli chiari tra livelli di governo, finanziamenti adeguati, tendenza al diritto a un posto

Le analisi della rete europea Eurydice mostrano due grandi modelli. Nei sistemi unitari, come nei Paesi nordici, un unico servizio accoglie i bambini da uno a sei anni, con un unico ministero responsabile e personale con lo stesso livello di formazione. Nei sistemi separati, tradizionalmente come in Italia, i servizi per i più piccoli e la scuola dell'infanzia dipendono da autorità diverse e hanno regole diverse. Il sistema zerosei del 2017 è un passo verso un modello più integrato. Molti Paesi garantiscono inoltre per legge un diritto a un posto in un servizio da una certa età. La Garanzia europea per l'infanzia, adottata nel 2021, chiede agli Stati di assicurare ai bambini a rischio di povertà l'accesso gratuito ed effettivo a servizi essenziali, tra cui l'educazione e cura della prima infanzia.

Lezioni, dispense e testi di riferimento

Ogni videolezione dura circa 30 minuti ed è accompagnata da una dispensa in PDF, oppure dall'indicazione di capitoli o paragrafi di un ebook consultabile in piattaforma, e da un questionario a risposta multipla di autoverifica. Il programma è organizzato in un elenco unico di 30 lezioni. Le domande d'esame riguardano i contenuti delle videolezioni e delle dispense; nel 2026/2027 i test di fine lezione svolti correttamente e le lezioni sincrone fanno maturare anche i punti premiali, come spiegato nella guida agli esami Pegaso.

Il PDF ufficiale non indica un manuale. Per studiare il diritto pubblico gli strumenti più utili sono gratuiti:

  • Il testo della Costituzione, da tenere sempre aperto: sul sito del Senato e su quello della Presidenza della Repubblica
  • Il decreto legislativo 65 del 2017 e le altre leggi, in versione aggiornata, sul portale pubblico Normattiva
  • Le Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei e gli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l'infanzia, pubblicati dal Ministero
  • Le leggi della tua Regione sui servizi per l'infanzia, per capire come i principi nazionali diventano requisiti concreti

Nessuno di questi testi va studiato per intero: servono a verificare un articolo o un passaggio delle dispense.

Metodo di studio

  • Leggi gli articoli della Costituzione insieme alle dispense. Il diritto si capisce meglio sul testo: quando una lezione cita un articolo, aprilo e leggilo. I principi fondamentali e gli articoli sugli organi dello Stato vanno conosciuti per contenuto, non a memoria parola per parola.
  • Costruisci una tabella dei numeri. Le domande a risposta multipla amano i dettagli: 400 deputati e 200 senatori, 15 giudici costituzionali per nove anni, sette anni per il Presidente, 60 giorni per convertire un decreto legge, 500.000 firme e il quorum per il referendum, 50.000 firme per l'iniziativa popolare. Una tabella da ripassare ogni giorno funziona meglio di molte riletture.
  • Studia gli istituti in coppia. Forma di Stato e forma di governo, decreto legge e decreto legislativo, referendum abrogativo e costituzionale, nullità e annullabilità, revoca e annullamento d'ufficio, regolamento e direttiva europea: molte domande chiedono di distinguere istituti vicini.
  • Collega ogni organo alle sue funzioni. Per Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica e Corte costituzionale fai uno schema con composizione, durata, modo di elezione o nomina e poteri.
  • Leggi l'ultima parte pensando al lavoro al nido. Le lezioni 25-30 parlano del lavoro che farai: chiediti chi decide il rapporto numerico nel nido della tua città, quale titolo ti serve, come si accede al servizio. È la parte più vicina all'esperienza e quella più facile da ricordare.
  • Usa i test di fine lezione come verifica, non come unico strumento. Servono a controllare se hai capito e contano per i punti premiali; da soli lasciano scoperte parti delle dispense.

Domande e dubbi frequenti tra chi si prepara a questo esame

Non ho mai studiato diritto: è un esame difficile?
Per chi viene da studi pedagogici la difficoltà principale è il linguaggio, non i concetti. Chi ha già sostenuto la prova consiglia di partire dalla Costituzione e di costruirsi schemi e mappe degli organi dello Stato: una volta capita la struttura, gli argomenti si collegano tra loro. L'ultima parte, sui servizi per l'infanzia, è la più familiare.
Ci sono riassunti o schemi condivisi?
È una delle richieste più frequenti nel gruppo dell'esame, dove gli studenti si scambiano schemi e riassunti delle dispense. Sono utili per ripassare, ma conviene verificarli sulle dispense e sul testo della Costituzione: nel diritto un numero o un termine sbagliato cambia la risposta.
Bastano i test di fine lezione?
No. I test servono a verificare la comprensione di ogni lezione e contano per i punti premiali, ma l'esame riguarda tutti i contenuti delle videolezioni e delle dispense. Conviene studiare sulle dispense e usare i test come controllo.
Perché un educatore di nido deve studiare diritto pubblico?
Perché i servizi per l'infanzia sono servizi pubblici o autorizzati dal pubblico: requisiti, titoli del personale, rapporti numerici, criteri di accesso e responsabilità sono fissati da leggi statali e regionali. Conoscerle serve a lavorare in sicurezza, a dialogare con il Comune e con le famiglie e a capire i propri diritti come professionista.

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Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Il PDF ufficiale descrive le modalità aggiornate: prova scritta da 31 domande a risposta multipla, senza penalità per le risposte sbagliate e con la lode a chi risponde correttamente a tutte, oppure orale, e fino a 2 punti premiali legati alla didattica interattiva e alle prove intermedie. Con la regola per cui la prova finale copre gli ultimi 10 capitoli, il programma si divide così:

Modalità Domande Lezioni
Prova intermedia (online) 24 a risposta multipla 1-20: ordinamento, Costituzione, diritti, fonti, organi dello Stato, Unione europea
Prova finale (in presenza) 7 a risposta multipla 21-30: magistratura, Corte costituzionale, atti amministrativi, responsabilità, legislazione dei servizi per l'infanzia
Prova unica (in presenza) 31 a risposta multipla Tutte e 30
Prova unica orale Colloquio Tutte e 30, solo nelle sessioni di febbraio e settembre

Per accedere alla finale servono almeno 15 punti su 24 alla prova intermedia, contando gli eventuali punti premiali; l'esame si supera con almeno 18/30. La parte sulla legislazione dell'infanzia cade quindi nella prova finale: conviene non lasciarla per ultima. In ogni caso l'ordine che conta è quello delle videolezioni in piattaforma: verificalo, e controlla la modalità prevista per il tuo appello prima di prenotare.

Quanto tempo serve

Con 6 CFU l'impegno previsto è di circa 150 ore, calcolando le 25 ore per credito previste di norma. Per chi non ha mai studiato diritto conviene prevedere 3-4 settimane a ritmo regolare: una per Costituzione, diritti e fonti, una per gli organi dello Stato e l'Unione europea, una per giustizia, amministrazione e servizi per l'infanzia, e qualche giorno di ripasso con la tabella dei numeri e gli schemi degli organi. Se prepari prima la prova intermedia, le lezioni 1-20 richiedono circa due terzi del tempo.

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Lineamenti di diritto pubblico e legislazione dei servizi per l'infanzia chiude il percorso del curriculum infanzia dal lato normativo e si collega a molti altri esami:

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Domande frequenti

È un esame da 6 CFU del terzo anno di Scienze dell'Educazione L19, curriculum per educatori dei servizi educativi per l'infanzia, settore IUS/09, con il codice 0902506IUS09NM. Compare con lo stesso codice nei piani 2025/2026 e 2026/2027; nel curriculum socio-pedagogico non è previsto.

È nel PDF ufficiale del codice 0902506IUS09NM, sul sito di Pegaso: 30 videolezioni. Le prime 24 sono un corso di base di diritto pubblico, dall'ordinamento giuridico alla Costituzione, dalle fonti del diritto agli organi dello Stato, dall'Unione europea alla giustizia costituzionale; le ultime 6 riguardano la legislazione dei servizi per l'infanzia, in Italia e in Europa.

Con le regole Pegaso del 2026/2027 la prova intermedia, online, ha 24 domande a risposta multipla sulle lezioni 1-20, dall'ordinamento giuridico all'Unione europea; la prova finale, in presenza, ha 7 domande sulle lezioni 21-30: magistratura, Corte costituzionale, atti amministrativi, responsabilità e legislazione dei servizi per l'infanzia. Per accedere alla finale servono almeno 15 punti su 24, compresi gli eventuali premiali, e l'esame si supera con 18/30.

Istituisce il sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni, che riunisce in un unico percorso i servizi educativi per l'infanzia, come nidi, sezioni primavera e servizi integrativi, e la scuola dell'infanzia. Fissa obiettivi come la copertura del 33% dei bambini sotto i tre anni, prevede i poli per l'infanzia e il coordinamento pedagogico territoriale e richiede una laurea specifica per gli educatori.

Dall'anno educativo 2019/2020 il decreto legislativo 65 del 2017 richiede la laurea triennale L-19 con indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l'infanzia, oppure la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria integrata da un corso di specializzazione, per complessivi 60 crediti. Restano validi i titoli riconosciuti in precedenza dalle norme regionali.

Secondo il decreto legislativo 65 del 2017 sono i nidi e micronidi, per i bambini da 3 a 36 mesi; le sezioni primavera, da 24 a 36 mesi; i servizi integrativi, cioè spazi gioco, centri per bambini e famiglie e servizi educativi in contesto domiciliare. Insieme alla scuola dell'infanzia, da 3 a 6 anni, formano il sistema integrato zerosei.

La forma di Stato descrive il rapporto tra chi governa e chi è governato, cioè tra autorità e cittadini: Stato assoluto, liberale, democratico-sociale, totalitario. La forma di governo descrive come il potere è distribuito tra gli organi costituzionali, soprattutto Parlamento, Governo e capo dello Stato: parlamentare, presidenziale, semipresidenziale, direttoriale. L'Italia è uno Stato democratico-sociale con forma di governo parlamentare.

Sono i primi 12 articoli della Costituzione: il principio democratico e il lavoro come fondamento della Repubblica, i diritti inviolabili e la solidarietà, l'uguaglianza formale e sostanziale, il diritto al lavoro, le autonomie locali, la tutela delle minoranze linguistiche, i rapporti con le confessioni religiose, la cultura, l'ambiente e il paesaggio, il diritto internazionale, il ripudio della guerra e la bandiera.

Al vertice ci sono la Costituzione e le leggi costituzionali. Seguono le fonti primarie, cioè le leggi ordinarie, i decreti legislativi, i decreti legge e le leggi regionali, nei limiti delle rispettive competenze. Sotto ci sono le fonti secondarie, come i regolamenti, e infine gli usi o consuetudini. Le norme dell'Unione europea prevalgono sulle leggi interne in contrasto, nei limiti dei principi supremi della Costituzione.

Il decreto legislativo è emanato dal Governo su delega del Parlamento, che con una legge delega fissa oggetto, tempi, principi e criteri direttivi. Il decreto legge è adottato dal Governo di sua iniziativa in casi straordinari di necessità e urgenza, entra subito in vigore e perde efficacia fin dall'inizio se il Parlamento non lo converte in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione.

Serve a cancellare in tutto o in parte una legge o un atto con forza di legge. Lo chiedono 500.000 elettori o cinque consigli regionali; non è ammesso per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. La proposta è approvata se vota la maggioranza degli aventi diritto e prevalgono i sì.

È composta da 15 giudici: cinque nominati dal Presidente della Repubblica, cinque eletti dal Parlamento in seduta comune e cinque dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative. Restano in carica nove anni e non sono rieleggibili. La Corte giudica la legittimità costituzionale delle leggi, i conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato e tra Stato e Regioni, le accuse contro il Presidente della Repubblica e l'ammissibilità dei referendum abrogativi.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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