Statistica Economica è la materia SECS-S/03 del piano L18 di Pegaso, 2° anno, indirizzo Business Management e Consulenza Direzionale: applica gli strumenti statistici all'analisi dei fenomeni economici. Il programma copre le fonti e la qualità dei dati, il passaggio dalla contabilità aziendale alla contabilità nazionale, le tecniche di campionamento, i numeri indice (inclusi quelli ISTAT) e l'analisi delle serie storiche.
Rispetto a Statistica (SECS-S/01, primo anno) — che introduce i fondamenti del calcolo delle probabilità e dell'inferenza — Statistica Economica applica questi strumenti in modo specifico ai dati economici e aziendali: come si misura la produzione di un paese, come si costruisce un indice dei prezzi, come si individua un trend in una serie storica. Il programma ufficiale lo conferma esplicitamente tra i prerequisiti: prima di affrontare questa materia conviene aver già seguito Statistica.
0602506SECSS03IINM, indirizzo Business Management) e piano 2024 (10 CFU, cod. 0602410SECSS03, piano statutario). Il codice è assegnato automaticamente in base al piano di studi — verifica nella sezione Corsi della piattaforma.
Obiettivi formativi ufficiali
Dal programma ufficiale Pegaso:
- Comprendere i fondamenti della statistica economica, le fonti e la qualità dei dati, con attenzione alle metodologie di campionamento e di raccolta delle informazioni
- Saper misurare e analizzare i principali aggregati economici attraverso indici, rapporti statistici e serie storiche
- Saper utilizzare tecniche di analisi statistica per interpretare fenomeni economici complessi, incluse le variazioni territoriali e temporali, la stagionalità e i trend
- Applicare modelli di previsione per supportare le decisioni in contesti aziendali e macroeconomici, valutando l'affidabilità delle previsioni
Cosa trovi in questa guida
Questa pagina segue l'ordine del programma ufficiale: prima le fonti e i dati, poi la loro misurazione, infine l'analisi nel tempo — la sequenza completa, con la logica che lega un blocco al successivo, è nella mappa dentro Argomenti del programma da approfondire. Il metodo di studio operativo — tempi, ordine di ripasso, consigli pratici — è più in basso, nella sezione Metodo di studio.
Di cosa parla (programma 2025)
Il programma 2025 (codice 0602506SECSS03IINM, 6 CFU, 30 videolezioni) si sviluppa in tre grandi blocchi, nello stesso ordine seguito da questa guida: le basi (fonti e qualità dei dati), la misurazione (contabilità nazionale, campionamento e numeri indice) e l'analisi dinamica (serie storiche).
- 1. Fonti e qualità dei dati economici
Le principali fonti statistiche ufficiali (ISTAT, Banca d'Italia, Eurostat) e i criteri per valutarne l'affidabilità: copertura, tempestività, coerenza. Le informazioni statistiche per l'azienda: dati interni (contabilità aziendale) e dati esterni (indagini di mercato, statistiche settoriali). - 2. Dalla contabilità aziendale alla contabilità nazionale
Come i dati contabili delle singole imprese si aggregano nei conti nazionali. Una visione d'insieme della contabilità nazionale: il sistema dei conti che misura la produzione, il reddito e la spesa di un intero paese (PIL e aggregati collegati). - 3. La produzione dei dati ad hoc: campionamento e questionario
Quando i dati esistenti non bastano, si producono indagini campionarie: schemi di campionamento e la stima della media e della proporzione campionaria. La progettazione del questionario come strumento di raccolta dati. - 4. Misurazione dei principali aggregati economici
La misurazione della produzione: metodi e criticità (doppio conteggio, valore aggiunto). I rapporti statistici come primi strumenti di sintesi per confrontare grandezze economiche. - 5. I numeri indice
Numeri indice semplici (rapporto tra il valore di una grandezza in due periodi) e numeri indice complessi, che sintetizzano l'andamento di più beni ponderandoli con le formule di Laspeyres, Paasche e Fisher. I numeri indice pubblicati dall'ISTAT — tra cui NIC, FOI e IPCA per l'inflazione — e la loro interpretazione (variazioni congiunturali e tendenziali). Gli indici per i confronti territoriali (parità di potere d'acquisto) e i confronti multilaterali tra più paesi o aree. - 6. Le serie storiche
Introduzione alle serie storiche come sequenze di osservazioni nel tempo, scomposte in trend (la tendenza di lungo periodo), ciclo, stagionalità (le oscillazioni regolari legate al calendario) e componente accidentale. I modelli di previsione costruiti su questa scomposizione e i criteri per valutare la qualità della previsione ottenuta.
Materiali condivisi nel gruppo
Nel gruppo trovi anche un riassunto completo del corso, capitolo per capitolo — dalle fonti dei dati alla contabilità nazionale, dai numeri indice alle serie storiche — condiviso gratuitamente dagli studenti L18.
Il programma nel tempo — due codici
Il codice materia non si sceglie: è assegnato in base al piano di studi e all'anno accademico di immatricolazione. Il nucleo tematico (fonti dei dati, numeri indice, serie storiche) è presente in entrambi i codici, ma il piano 2024 raddoppia le videolezioni (60 contro 30) aggiungendo un intero blocco su economia circolare, sostenibilità aziendale e l'uso del software R per l'analisi dei dati.
| Caratteristica |
Piano 20250602506SECSS03IINM6 CFU · PDF → |
Piano 20240602410SECSS0310 CFU · PDF → |
|---|---|---|
| CFU | 6 | 10 |
| Videolezioni | 30 | 60 |
| Fonti, campionamento, contabilità nazionale | ✓ | ✓ |
| Numeri indice e serie storiche | ✓ | ✓ (+ modello autoregressivo) |
| Economia circolare e sostenibilità | — | Modulo dedicato |
| Software R | — | Modulo applicativo dedicato |
Attenzione a non confonderla con "Statistica" (primo anno). Nel piano L18 esiste anche una materia caratterizzante di primo anno chiamata semplicemente Statistica (SSD SECS-S/01), distinta da questa. Statistica Economica (SECS-S/03) è di secondo anno e presuppone le basi della prima. Verifica sempre il codice e l'SSD esatti sul tuo piano di studi.
Attenzione all'indirizzo: non è "Modelli di Analisi dell'Economia Circolare" né "Analisi dei Flussi Turistici". Nel piano 2025 questo stesso slot (2° anno, SECS-S/03, 6 CFU) cambia nome in base all'indirizzo L18: chi segue Imprese Digitali e ESG Management trova Modelli di Analisi dell'Economia Circolare (0602506SECSS03INM), chi segue Management delle Imprese Turistiche trova Analisi dei Flussi Turistici (0602506SECSS03NM). Quest'ultima copre quasi lo stesso terreno di questa pagina — fonti, numeri indice, serie storiche — e aggiunge un blocco finale sulla sostenibilità delle imprese turistiche che qui non è trattato; Modelli di Analisi dell'Economia Circolare condivide invece solo l'apertura sulle fonti statistiche, poi lascia le serie storiche per l'economia circolare.
Argomenti del programma da approfondire
Il programma di Statistica Economica funziona quasi come una filiera: prima si procurano e si valutano i dati, poi si misurano gli aggregati economici che ne derivano, infine si analizza come questi aggregati cambiano nel tempo. Ogni fase usa gli strumenti costruiti nella fase precedente — per questo, a differenza di altre materie, qui l'ordine didattico migliore coincide con l'ordine del programma ufficiale.
Le tre fasi del programma
| Fase | Cosa fa | Strumenti |
|---|---|---|
| Dati | Procurarsi dati affidabili e valutarne la qualità | Fonti ufficiali, campionamento, questionario |
| Misurazione | Sintetizzare i dati in aggregati e indici confrontabili | Contabilità nazionale, rapporti statistici, numeri indice |
| Dinamica | Analizzare come gli indici cambiano nel tempo e prevederne l'evoluzione | Serie storiche, modelli di previsione |
Mappa — la sequenza di questa guida
Dati e misurazione
- Le fonti e la qualità dei dati
- Dalla contabilità aziendale alla contabilità nazionale
- Il campionamento
- Misurare i principali aggregati economici
Numeri indice e serie storiche
- I numeri indice: semplici e complessi
- I numeri indice ISTAT e la loro interpretazione
- Confronti territoriali e multilaterali
- Le serie storiche: trend, ciclo, stagionalità e previsione
Collegamento: partiamo dal punto di partenza di qualsiasi analisi statistica — da dove arrivano i dati, e come si stabilisce se ci si può fidare.
Le fonti e la qualità dei dati
Prima di misurare qualsiasi fenomeno economico serve un dato affidabile. Le fonti statistiche ufficiali — ISTAT, Banca d'Italia, Eurostat — pubblicano dati raccolti con metodologie standardizzate e documentate, il primo criterio che le distingue da una fonte generica. Per l'azienda, le informazioni statistiche si dividono in due famiglie: quelle interne (la contabilità aziendale: fatturato, costi, magazzino) e quelle esterne (indagini di mercato, statistiche settoriali pubblicate da enti terzi). Valutare la qualità di un dato, prima di usarlo, significa verificarne tre proprietà: la copertura (quanto della popolazione di riferimento è effettivamente rilevato), la tempestività (quanto tempo passa tra la rilevazione e la pubblicazione) e la coerenza (se il dato è confrontabile nel tempo e con altre fonti).
Schema — I tre criteri di qualità di un dato
| Criterio | Cosa verifica |
|---|---|
| Copertura | Quanta parte della popolazione di riferimento è effettivamente rilevata dalla fonte |
| Tempestività | Il tempo che passa tra la rilevazione del fenomeno e la pubblicazione del dato |
| Coerenza | Se il dato è confrontabile nel tempo (stessa metodologia) e con altre fonti |
Collegamento: le fonti che abbiamo appena visto alimentano il livello più aggregato di tutti — i conti che misurano un intero Paese. Vediamo come i dati delle singole aziende arrivano fin lì.
Dalla contabilità aziendale alla contabilità nazionale
La contabilità aziendale misura i risultati di una singola impresa (ricavi, costi, patrimonio). La contabilità nazionale fa lo stesso lavoro su scala di un intero Paese: aggrega i dati di milioni di operatori economici — famiglie, imprese, pubblica amministrazione, estero — in un sistema di conti che misura tre grandezze equivalenti tra loro: la produzione, il reddito e la spesa generati in un periodo. Il PIL (prodotto interno lordo) è l'aggregato più noto che nasce da questo sistema, ma non è l'unico: dalla stessa contabilità derivano anche il reddito nazionale e gli aggregati collegati.
Schema — Dal livello azienda al livello Paese
| Contabilità aziendale (micro) | Contabilità nazionale (macro) |
|---|---|
| Fatturato di una singola impresa | Produzione aggregata del Paese |
| Costi e ricavi di un'impresa | Reddito nazionale generato nel periodo |
| Spesa di famiglie e imprese sui propri bilanci | Spesa nazionale (consumi, investimenti, spesa pubblica, estero) |
Collegamento: la contabilità nazionale si basa su dati che esistono già — bilanci, dichiarazioni, archivi amministrativi. Ma non tutti i fenomeni economici hanno già un dato pronto all'uso: a volte va prodotto da zero.
Il campionamento: quando servono dati nuovi
Quando i dati esistenti non bastano — perché il fenomeno non è ancora rilevato da nessuna fonte ufficiale, o serve un dettaglio che le fonti disponibili non offrono — si produce un dato ad hoc attraverso un'indagine campionaria: invece di rilevare l'intera popolazione (il censimento), si osserva un campione, cioè un sottoinsieme, e si stimano su quello la media o la proporzione dell'intera popolazione. Gli schemi di campionamento più comuni — già visti nel corso di Statistica, che è propedeutico a questa materia — sono il campionamento casuale semplice (ogni unità della popolazione ha la stessa probabilità di essere estratta), quello stratificato (la popolazione si divide prima in sottogruppi omogenei, poi si campiona dentro ciascuno) e quello a grappoli (si estraggono interi gruppi già esistenti, es. per area geografica, invece delle singole unità). Il questionario è lo strumento con cui l'indagine raccoglie materialmente le risposte: la sua progettazione — chiarezza delle domande, ordine, tipo di risposta richiesta — condiziona direttamente la qualità del dato che se ne ricava.
Schema — Gli schemi di campionamento
| Schema | Come funziona |
|---|---|
| Casuale semplice | Ogni unità della popolazione ha la stessa probabilità di essere estratta nel campione |
| Stratificato | La popolazione si divide prima in sottogruppi omogenei (strati), poi si campiona dentro ciascuno |
| A grappoli | Si estraggono interi gruppi già esistenti (es. aree geografiche) invece delle singole unità |
Collegamento: che i dati vengano da una fonte già pronta o da un'indagine ad hoc, il passo successivo è lo stesso — usarli per misurare gli aggregati economici che interessano davvero.
Misurare i principali aggregati economici
Misurare la produzione di un'economia sembra un'operazione semplice — sommare il valore di tutto ciò che viene prodotto — ma nasconde un'insidia: il doppio conteggio. Se un'azienda vende grano a un panificio, e il panificio vende pane ai consumatori, sommare entrambi i valori di vendita conta due volte lo stesso grano (prima come grano, poi incorporato nel prezzo del pane). Il metodo corretto è il valore aggiunto: si somma, a ogni stadio della filiera, solo la ricchezza aggiunta rispetto allo stadio precedente. Una volta misurati gli aggregati, i rapporti statistici sono lo strumento più semplice per confrontarli: mettono in relazione due grandezze, per esempio esprimendo una quota come percentuale sul totale, oppure calcolando un valore pro capite (come il PIL diviso per la popolazione) per rendere confrontabili economie di dimensioni diverse.
Schema — Il problema del doppio conteggio
| Metodo | Cosa succede |
|---|---|
| Somma dei valori di vendita | Conta più volte lo stesso valore man mano che attraversa la filiera (doppio conteggio) |
| Somma dei valori aggiunti | Conta a ogni stadio solo la ricchezza aggiunta rispetto allo stadio precedente — evita il doppio conteggio |
Collegamento: i rapporti statistici confrontano due grandezze in un solo periodo. I numeri indice fanno un passo in più: confrontano la stessa grandezza in periodi diversi, o più grandezze insieme ponderandole in un unico valore di sintesi.
I numeri indice: semplici e complessi
Un numero indice semplice è il rapporto tra il valore di una grandezza in due periodi diversi — tipicamente moltiplicato per 100, con il periodo di riferimento (l'anno base) che vale sempre 100. Se il prezzo del pane passa da 2,00 a 2,50 €/kg, l'indice semplice è 2,50/2,00 × 100 = 125: il prezzo è aumentato del 25%.
Un numero indice complesso serve quando bisogna sintetizzare in un solo valore l'andamento di più beni contemporaneamente — è il caso di un paniere di spesa. Il problema è come ponderare i beni tra loro, e le tre formule classiche rispondono in modo diverso: l'indice di Laspeyres pesa i beni con le quantità dell'anno base (il paniere resta fisso, quello di partenza); l'indice di Paasche pesa con le quantità dell'anno corrente (il paniere si aggiorna); l'indice di Fisher è la media geometrica dei due, e viene usato quando si vuole un compromesso tra le due prospettive.
Schema — Un numero indice complesso, passo per passo
| Bene | Prezzo base p₀ | Quantità base q₀ | Prezzo corrente p₁ | Quantità corrente q₁ |
|---|---|---|---|---|
| Pane | 2,00 €/kg | 10 kg | 2,50 €/kg | 8 kg |
| Latte | 1,20 €/l | 20 l | 1,30 €/l | 22 l |
Laspeyres (pesa con le quantità base): Σ(p₁·q₀) / Σ(p₀·q₀) × 100 = 51,00 / 44,00 × 100 = 115,91
Paasche (pesa con le quantità correnti): Σ(p₁·q₁) / Σ(p₀·q₁) × 100 = 48,60 / 42,40 × 100 = 114,62
Fisher (media geometrica dei due): √(115,91 × 114,62) = 115,26
Collegamento: queste tre formule sono lo strumento generale. L'ISTAT le applica in pratica per costruire gli indici che leggiamo ogni mese sui giornali — a partire da quelli sull'inflazione.
I numeri indice ISTAT e la loro interpretazione
Tra i numeri indice pubblicati dall'ISTAT, i più noti sono quelli sui prezzi al consumo, usati per misurare l'inflazione: il NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività), il FOI (indice per le famiglie di operai e impiegati, storicamente legato all'adeguamento di affitti e alcune prestazioni) e l'IPCA (indice armonizzato a livello europeo, usato per confrontare l'inflazione tra i Paesi UE). Leggere questi indici richiede di distinguere due tipi di variazione: la variazione congiunturale, che confronta un periodo con quello immediatamente precedente (es. un mese sul mese prima) e coglie l'andamento di breve termine; e la variazione tendenziale, che confronta un periodo con lo stesso periodo dell'anno precedente (es. lo stesso mese, un anno prima), eliminando l'effetto della stagionalità e mostrando la tendenza di fondo.
Schema — Congiunturale vs tendenziale
| Tipo di variazione | Confronto | Cosa mostra |
|---|---|---|
| Congiunturale | Con il periodo immediatamente precedente | L'andamento di breve periodo |
| Tendenziale | Con lo stesso periodo dell'anno precedente | La tendenza di fondo, al netto della stagionalità |
Collegamento: finora abbiamo confrontato un indice nel tempo, nello stesso luogo. Lo stesso principio si applica confrontando luoghi diversi nello stesso periodo — con un accorgimento in più.
Confronti territoriali e multilaterali
Confrontare direttamente un valore economico tra due territori — per esempio il reddito medio al Nord e al Sud, o tra due Paesi diversi — è fuorviante se non si tiene conto del diverso livello dei prezzi: con lo stesso reddito nominale si acquistano quantità diverse di beni a seconda di dove si vive. Gli indici per i confronti territoriali correggono questa distorsione applicando il principio della parità di potere d'acquisto, per rendere i valori davvero comparabili. Quando i territori da confrontare sono più di due, il problema si complica: servono confronti multilaterali, che devono restare coerenti (transitivi) su tutte le coppie possibili contemporaneamente, non solo confronto per confronto.
Schema — Territoriale vs multilaterale
| Confronto | Tra quanti soggetti | Cosa richiede |
|---|---|---|
| Territoriale | Due aree o due Paesi | Correzione per il diverso livello dei prezzi (parità di potere d'acquisto) |
| Multilaterale | Più di due aree o Paesi contemporaneamente | Coerenza (transitività) tra tutte le coppie di confronto possibili |
Collegamento: fin qui abbiamo confrontato un indice in un solo istante o tra luoghi diversi. L'ultimo passo del programma è osservare come lo stesso indice si muove lungo tanti periodi consecutivi — le serie storiche.
Le serie storiche: trend, ciclo, stagionalità e previsione
Una serie storica è la sequenza di osservazioni di uno stesso fenomeno, rilevate a intervalli di tempo regolari (mensili, trimestrali, annuali). Per capire cosa la muove, si scompone in quattro componenti: il trend, la tendenza di fondo di lungo periodo; il ciclo, le oscillazioni pluriennali legate alla congiuntura economica (espansione, recessione); la stagionalità, le oscillazioni regolari legate al calendario che si ripetono ogni anno (es. le vendite al dettaglio più alte a dicembre); e la componente accidentale (o residuo), le variazioni non spiegate dalle altre tre — eventi imprevisti, shock isolati. Su questa scomposizione si costruiscono i modelli di previsione, che proiettano trend ed eventuale stagionalità sui periodi futuri; la qualità di una previsione si valuta a posteriori, confrontando il valore previsto con quello poi effettivamente osservato.
Schema — Le quattro componenti di una serie storica
| Componente | Cosa rappresenta |
|---|---|
| Trend | La tendenza di fondo, di lungo periodo (es. crescita strutturale del PIL) |
| Ciclo | Oscillazioni pluriennali legate alla congiuntura economica (espansione, recessione) |
| Stagionalità | Oscillazioni regolari legate al calendario, si ripetono ogni anno |
| Componente accidentale | Variazioni residue non spiegate dalle altre tre componenti |
Osservare la serie
Si raccoglie la sequenza di valori dello stesso fenomeno a intervalli regolari — mensili, trimestrali o annuali. È il punto di partenza di qualsiasi analisi dinamica.
Scomporre nelle componenti
Il valore osservato in ogni periodo si scompone in trend, ciclo, stagionalità e componente accidentale, per isolare cosa è strutturale e cosa è rumore o effetto di calendario.
Costruire la previsione
Sulla scomposizione si costruisce un modello che proietta il trend — ed eventualmente la stagionalità — sui periodi futuri della serie.
Valutare la qualità
Una previsione si giudica a posteriori: si confronta il valore previsto con quello poi effettivamente osservato, per stimare l'errore e l'affidabilità del modello.
Con le serie storiche si chiude il percorso aperto in apertura di questa sezione: dai dati grezzi (fase Dati) alla loro sintesi in aggregati e indici confrontabili (fase Misurazione), fino alla lettura del loro andamento nel tempo e alla previsione (fase Dinamica).
Metodo di studio consigliato dai colleghi
- Non limitarti a memorizzare le formule dei numeri indice. Laspeyres, Paasche e Fisher si capiscono meglio con una tabella numerica su 2-3 beni (prezzi e quantità nell'anno base e nell'anno corrente) piuttosto che con la sola formula astratta — chi si esercita con casi numerici riporta più sicurezza nelle domande di calcolo.
- Segui l'ordine del programma: fonti → misurazione → dinamica. Ogni blocco si appoggia al precedente: la contabilità nazionale usa gli stessi criteri di qualità dei dati visti all'inizio, i numeri indice si applicano poi alle serie storiche per individuarne il trend.
- Trend e stagionalità richiedono pratica di lettura grafica. Saper riconoscere a colpo d'occhio una componente di trend da una stagionale in un grafico di serie storica è più utile della sola definizione teorica — utile esercitarsi su grafici reali (es. serie ISTAT).
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Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →Quanto tempo serve per prepararsi
Chi ha già dato Statistica al primo anno indica 2-3 settimane per il piano 2025 (6 CFU), grazie alle basi già acquisite su campionamento e stima. Il piano 2024 (10 CFU), con il blocco aggiuntivo su economia circolare e software R, richiede indicativamente 4-5 settimane. Il consiglio più ricorrente è esercitarsi con calcoli numerici sui numeri indice prima di affrontare le serie storiche, che si basano sugli stessi concetti di ponderazione e confronto temporale.
Questa materia ti prepara a…
- Statistica — le basi di campionamento e stima apprese al primo anno sono il prerequisito diretto per affrontare i numeri indice e le serie storiche di questa materia
- Economia Politica — la lettura dei principali aggregati macroeconomici (PIL, contabilità nazionale) è un tema condiviso tra le due materie
- Modelli di Analisi dell'Economia Circolare — stesso slot di piano per l'indirizzo Imprese Digitali, utile per confrontare le diverse impostazioni
- Analisi dei Flussi Turistici — stesso slot di piano per l'indirizzo Management delle Imprese Turistiche
- Analisi economico-finanziaria in azienda — numeri indice e serie storiche sono strumenti usati concretamente per l'analisi di bilancio e il controllo di gestione
Domande frequenti
6 CFU nel piano 2025 (codice 0602506SECSS03IINM, indirizzo Business Management e Consulenza Direzionale) e 10 CFU nel piano 2024 (codice 0602410SECSS03). Il codice è assegnato in base all'anno di immatricolazione.
No: Statistica (SECS-S/01) è di primo anno e copre le basi della statistica inferenziale; Statistica Economica (SECS-S/03) è di secondo anno e applica la statistica ai fenomeni economici (numeri indice, serie storiche, contabilità nazionale).
Il codice 0602506SECSS03IINM è il piano 2025 (6 CFU, 30 videolezioni), il codice 0602410SECSS03 è il piano 2024 (10 CFU, 60 videolezioni, con un blocco aggiuntivo su economia circolare, sostenibilità e software R).
Applica gli strumenti statistici all'analisi dei fenomeni economici: fonti e qualità dei dati, contabilità nazionale, campionamento, numeri indice (Laspeyres, Paasche, Fisher e quelli ISTAT come NIC, FOI, IPCA) e analisi delle serie storiche (trend, ciclo, stagionalità).
Chi ha già dato Statistica al primo anno trova familiari i concetti di base, ma numeri indice e serie storiche richiedono di padroneggiare formule e interpretazioni specifiche — esercitarsi con esempi numerici concreti aiuta più della sola memorizzazione.
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