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L18-PEGASO · Economia Aziendale — Pegaso

Modelli di Analisi dell'Economia Circolare L18 Pegaso

Modelli di Analisi dell'Economia Circolare è la materia SECS-S/03 del piano L18 di Pegaso, 2° anno, indirizzo Imprese Digitali e ESG Management: applica gli strumenti statistici di base alla misurazione della sostenibilità e dell'economia circolare. Il programma copre le fonti dei dati, i numeri indice e i confronti territoriali, per poi dedicarsi alla sostenibilità delle imprese, alla critica del modello di sviluppo lineare e all'economia circolare — origini, modelli di business e indicatori come l'impronta ecologica.

Rispetto a Statistica Economica (l'omonimo corso dell'indirizzo Business Management), condivide quasi integralmente la prima metà del programma — fonti dei dati, campionamento, numeri indice, confronti territoriali — ma da metà corso in poi lascia da parte le serie storiche per dedicarsi interamente a sostenibilità ed economia circolare, in linea con il taglio ESG dell'indirizzo.

Scheda materia
6
CFU
Anno
SECS-S/03
SSD
Indirizzo
Imprese Digitali E Esg Management
Questa materia esiste con questo nome solo per l'indirizzo Imprese Digitali e ESG Management (cod. 0602506SECSS03INM). Chi segue Business Management e Consulenza Direzionale trova invece Statistica Economica (cod. 0602506SECSS03IINM); chi segue Management delle Imprese Turistiche trova Analisi dei Flussi Turistici (cod. 0602506SECSS03NM) — stesso slot del piano, tre programmi in parte diversi. Verifica il codice sul tuo piano di studi.

Obiettivi formativi ufficiali

Dal programma ufficiale Pegaso:

  • Comprendere le fonti, la qualità e l'elaborazione dei dati utili per misurare la sostenibilità e l'impatto ambientale delle imprese
  • Analizzare i concetti di sostenibilità, economia circolare e modelli di business circolari, individuandone limiti, opportunità e indicatori di performance
  • Confrontare diversi modelli di sviluppo, evidenziando il passaggio da economie lineari a sistemi circolari e rigenerativi
  • Applicare metodi e indicatori — come l'impronta ecologica e gli indicatori di benessere — per valutare strategie e strumenti di transizione verso la sostenibilità

Cosa trovi in questa guida

Questa pagina segue la logica del programma: prima gli strumenti statistici di base, poi la loro applicazione alla sostenibilità e all'economia circolare — la sequenza completa, con la logica che lega un blocco al successivo, è nella mappa dentro Argomenti del programma da approfondire. Il metodo di studio operativo — tempi, ordine di ripasso, consigli pratici — è più in basso, nella sezione Metodo di studio.

Di cosa parla (programma 2025)

Il programma (codice 0602506SECSS03INM, 6 CFU, 30 videolezioni) parte dagli strumenti statistici di base e li applica interamente alla misurazione della sostenibilità nella seconda metà del corso.

  • 1. Statistica applicata all'economia e all'azienda
    Le fonti dei dati e la loro qualità, le informazioni statistiche per l'azienda e il passaggio dalla contabilità aziendale a quella nazionale. La produzione dei dati ad hoc e gli schemi di campionamento, con il questionario come strumento di raccolta. I rapporti statistici e i numeri indice, semplici e complessi. L'interpretazione degli indici sintetici e la loro variazione nel tempo, fino agli indici per i confronti territoriali.
  • 2. Sostenibilità e modelli di sviluppo
    La sostenibilità delle imprese e il profilo delle imprese "verdi". La critica a un'economia non a misura d'uomo e la tesi per cui l'attuale modello di sviluppo è insostenibile. I limiti alla crescita economica, il confronto tra diversi modelli di sviluppo e il sentiero verso lo sviluppo sostenibile.
  • 3. Economia circolare: modelli, strumenti e indicatori
    Le origini e la definizione di economia circolare, la sua declinazione industriale e i modelli di business circolari. Lo spazio dell'economia circolare nel sistema produttivo, i nuovi limiti dello sviluppo e la dinamica della crescita. Gli strumenti per la transizione verso la sostenibilità, fino agli indicatori del benessere umano e dell'impronta ecologica.

Materiali condivisi nel gruppo

Nel gruppo trovi riassunti, schemi di studio e materiali condivisi dagli studenti che seguono l'indirizzo Imprese Digitali e ESG Management.

Attenzione all'indirizzo: non è "Statistica Economica" né "Analisi dei Flussi Turistici". Nel piano 2025 questo stesso slot (2° anno, SECS-S/03, 6 CFU) cambia nome in base all'indirizzo L18: Statistica Economica (0602506SECSS03IINM) per Business Management e Consulenza Direzionale, Modelli di Analisi dell'Economia Circolare (0602506SECSS03INM, questa pagina) per Imprese Digitali e ESG Management, Analisi dei Flussi Turistici (0602506SECSS03NM) per Management delle Imprese Turistiche. Con Statistica Economica le prime 14 videolezioni — fonti, campionamento, numeri indice, confronti territoriali — coincidono quasi interamente; da metà corso, questa versione lascia le serie storiche per l'economia circolare. Con Analisi dei Flussi Turistici combaciano invece solo l'apertura e il blocco finale sulla sostenibilità, mentre nel mezzo quella versione approfondisce numeri indice e serie storiche del turismo. Consulta anche Statistica Economica e Analisi dei Flussi Turistici per confrontare i tre programmi.

Argomenti del programma da approfondire

Il programma di Modelli di Analisi dell'Economia Circolare funziona in due fasi collegate: prima costruisce gli strumenti statistici per procurarsi e leggere dati affidabili, poi li mette al servizio di un problema specifico — misurare quanto un'impresa, o un intero sistema economico, sia sostenibile, e capire come il paradigma dell'economia circolare prova a risolvere i limiti del modello di sviluppo attuale. La seconda fase è quella che dà il nome alla materia ed è trattata con il maggiore livello di dettaglio in questa guida.

Le due fasi del programma

Fase Cosa fa Strumenti
1. Strumenti statistici Procurarsi dati affidabili e sintetizzarli in indici confrontabili Fonti, campionamento, rapporti statistici, numeri indice
2. Sostenibilità ed economia circolare Applicare quegli strumenti a un problema specifico: misurare e ripensare la sostenibilità Indicatori di sostenibilità, modelli di sviluppo, economia circolare

Mappa — la sequenza di questa guida

Fase 1 — Strumenti statistici

  1. Le fonti dei dati e la loro qualità
  2. Dalla contabilità aziendale alla contabilità nazionale
  3. Il campionamento e la costruzione di dati ad hoc
  4. I rapporti statistici e i numeri indice
  5. Interpretare gli indici nel tempo e nello spazio

Fase 2 — Sostenibilità ed economia circolare

  1. La sostenibilità delle imprese
  2. La crisi del modello di sviluppo lineare
  3. Origini, definizione e modelli di business dell'economia circolare
  4. Lo spazio dell'economia circolare nel sistema produttivo
  5. Strumenti per la transizione e indicatori di sostenibilità

Collegamento: partiamo dal punto di partenza di qualsiasi analisi statistica — da dove arrivano i dati, e come si stabilisce se ci si può fidare.

Le fonti dei dati e la loro qualità

Prima di misurare qualsiasi fenomeno economico — incluso quanto un'impresa è sostenibile — serve un dato affidabile. Le fonti statistiche ufficiali raccolgono dati con metodologie standardizzate e documentate: è il primo elemento che le distingue da una fonte generica. Per l'azienda, le informazioni statistiche arrivano da due canali diversi: quelle prodotte internamente (la contabilità aziendale) e quelle raccolte all'esterno (indagini di mercato, statistiche settoriali di enti terzi). La qualità di un dato non si dà per scontata: va valutata prima di usarlo, controllando quanto è aggiornato, quanto è coerente nel tempo e quanto rappresenta davvero il fenomeno che si vuole misurare.

Schema — Le due famiglie di dati per l'azienda

Tipo di dato Da dove arriva
Interno Contabilità aziendale — fatturato, costi, magazzino
Esterno Indagini di mercato e statistiche settoriali pubblicate da enti terzi

Collegamento: le fonti che alimentano la singola azienda alimentano, aggregate, anche il livello più ampio di tutti — i conti che misurano un intero Paese.

Dalla contabilità aziendale alla contabilità nazionale

La contabilità aziendale misura i risultati di una singola impresa. La contabilità nazionale fa lo stesso lavoro su scala di un intero Paese: aggrega i dati di milioni di operatori economici — famiglie, imprese, pubblica amministrazione, estero — in un sistema di conti che misura produzione, reddito e spesa generati in un periodo. È lo stesso principio della contabilità d'impresa applicato a un soggetto molto più grande, con un obiettivo diverso: non valutare la singola azienda, ma leggere lo stato di salute dell'intero sistema economico in cui l'azienda opera.

Schema — Dal livello azienda al livello Paese

Contabilità aziendale (micro) Contabilità nazionale (macro)
Fatturato di una singola impresa Produzione aggregata del Paese
Costi e ricavi di un'impresa Reddito nazionale generato nel periodo
Spesa di famiglie e imprese sui propri bilanci Spesa nazionale (consumi, investimenti, spesa pubblica, estero)

Collegamento: la contabilità nazionale si basa su dati che esistono già. Ma non tutti i fenomeni hanno un dato pronto all'uso: a volte va prodotto da zero.

Il campionamento e la costruzione di dati ad hoc

Quando i dati esistenti non bastano — perché il fenomeno non è ancora rilevato da nessuna fonte ufficiale, o serve un dettaglio che le fonti disponibili non offrono — si produce un dato ad hoc attraverso un'indagine campionaria: invece di rilevare l'intera popolazione, si osserva un campione e si stimano su quello i valori dell'intera popolazione. Gli schemi di campionamento più comuni, già visti nel corso di Statistica propedeutico a questa materia, sono il campionamento casuale semplice, quello stratificato (la popolazione si divide prima in sottogruppi omogenei) e quello a grappoli (si estraggono interi gruppi già esistenti, es. per area geografica). Il questionario è lo strumento con cui l'indagine raccoglie materialmente le risposte: la sua progettazione condiziona direttamente la qualità del dato che se ne ricava.

Schema — Gli schemi di campionamento

Schema Come funziona
Casuale semplice Ogni unità della popolazione ha la stessa probabilità di essere estratta
Stratificato La popolazione si divide prima in sottogruppi omogenei, poi si campiona dentro ciascuno
A grappoli Si estraggono interi gruppi già esistenti (es. aree geografiche) invece delle singole unità

Collegamento: che i dati vengano da una fonte già pronta o da un'indagine ad hoc, il passo successivo è sempre lo stesso — sintetizzarli in strumenti che permettano di confrontarli.

I rapporti statistici e i numeri indice

Il rapporto statistico è lo strumento più semplice per confrontare due grandezze: mette in relazione un valore parziale con un totale, o due periodi diversi. Il numero indice fa un passo in più: è un rapporto statistico standardizzato, che confronta il valore di una grandezza in due periodi diversi rispetto a un periodo base che vale sempre 100 — quando aumenta del 25%, l'indice passa da 100 a 125. Quando bisogna sintetizzare in un solo valore l'andamento di più beni contemporaneamente, serve invece un numero indice complesso: si ottiene ponderando gli indici semplici dei singoli beni, e la scelta di quali quantità usare come peso — quelle del periodo base o quelle del periodo corrente — è alla base delle formule classiche degli indici composti, tra cui quelle di Laspeyres e di Paasche.

Schema — Indice semplice vs indice complesso

Tipo Cosa confronta
Numero indice semplice Il valore di una singola grandezza in due periodi diversi rispetto al periodo base (=100)
Numero indice complesso L'andamento ponderato di più grandezze insieme, sintetizzato in un solo valore

Collegamento: un indice serve a poco se non si sa leggerlo correttamente — nel tempo, e confrontando luoghi diversi.

Interpretare gli indici nel tempo e nello spazio

Interpretare correttamente un indice sintetico significa prima di tutto seguirne la variazione nel tempo — capire se un aumento è consistente o marginale, e rispetto a quale periodo di confronto. Lo stesso principio si applica confrontando territori diversi nello stesso periodo, con un accorgimento in più: confrontare direttamente un valore economico tra due aree — per esempio tra due Paesi — è fuorviante se non si tiene conto del diverso livello dei prezzi. Gli indici per i confronti territoriali correggono questa distorsione, per rendere i valori davvero comparabili tra loro.

Schema — Due letture dello stesso indice

Lettura Cosa richiede
Nel tempo Confrontare lo stesso indice in periodi diversi, individuando la variazione
Nello spazio Confrontare territori diversi correggendo per il diverso livello dei prezzi

Collegamento: con gli indici per i confronti territoriali si chiude la cassetta degli attrezzi statistici. Da qui in poi il programma li mette al servizio di un problema specifico: misurare quanto un'impresa è sostenibile.

La sostenibilità delle imprese

Applicata all'impresa, la sostenibilità non è un'etichetta ma un insieme di pratiche misurabili: come l'azienda usa le risorse, gestisce l'impatto ambientale della produzione e si posiziona rispetto ai propri stakeholder. Il programma inquadra questo tema attraverso il profilo delle imprese "verdi" — le aziende che integrano la sostenibilità nella strategia, non solo nella comunicazione — e lo usa come primo banco di prova per gli strumenti statistici visti nella prima fase: senza dati affidabili su consumi ed emissioni, valutare la sostenibilità di un'impresa resta un'affermazione, non una misura.

Schema — Cosa rende misurabile la sostenibilità di un'impresa

Dimensione Cosa osserva
Uso delle risorse Quanta materia prima ed energia consuma l'attività produttiva
Impatto ambientale Emissioni e rifiuti generati dal processo produttivo
Strategia Se la sostenibilità è integrata nelle scelte aziendali o solo comunicata

Collegamento: la sostenibilità della singola impresa è un caso particolare di una domanda più ampia — se l'intero modello di sviluppo su cui si basa l'economia contemporanea sia sostenibile.

La crisi del modello di sviluppo lineare

Il programma affronta esplicitamente la tesi per cui l'attuale modello di sviluppo — basato su un uso crescente di risorse ed energia per sostenere la crescita economica — non è a misura d'uomo e non è sostenibile nel lungo periodo: è un'economia che cresce, in sostanza, "prendendo, producendo e gettando", senza considerare che le risorse naturali non sono infinite. Da qui nasce il tema dei limiti alla crescita, un dibattito consolidato in economia ambientale (reso celebre già negli anni Settanta dal rapporto del Club di Roma "I limiti dello sviluppo"), che confronta diversi modelli di sviluppo alternativi a quello lineare — dalla crescita zero a percorsi di sviluppo sostenibile che provano a conciliare crescita economica e limiti ambientali.

Schema — Modelli di sviluppo a confronto

Modello Impostazione
Sviluppo lineare Crescita economica legata a un uso crescente di risorse ed energia
Crescita zero Stabilizzazione della produzione per non superare i limiti ambientali
Sviluppo sostenibile Un sentiero che prova a conciliare crescita economica e vincoli ambientali

Collegamento: l'economia circolare è la risposta più concreta a questa critica — non un modello teorico alternativo, ma un paradigma applicabile ai processi produttivi reali.

Origini, definizione e modelli di business dell'economia circolare

L'economia circolare nasce come alternativa operativa al modello lineare appena descritto: invece di estrarre, produrre, usare e gettare, punta a mantenere le risorse in circolo il più a lungo possibile, attraverso la riduzione dei materiali impiegati, il riuso dei prodotti e il riciclo di ciò che a fine vita diventerebbe rifiuto. La sua declinazione industriale applica questo principio ai processi produttivi delle imprese: dalla progettazione dei prodotti — pensati fin dall'inizio per essere riparati o smontati — alla gestione degli scarti di produzione come materia prima per un nuovo ciclo. Su questa base nascono i modelli di business circolari: dalla vendita del prodotto al servizio (l'azienda resta proprietaria del bene e ne gestisce l'intero ciclo di vita), dalla proprietà individuale alla condivisione, dallo smaltimento alla rigenerazione di prodotti già usati.

Il modello lineare in crisi

Il punto di partenza è la critica al modello "prendi-produci-usa-getta": una crescita economica che consuma risorse non infinite senza reintrodurle nel sistema.

Origini e definizione

L'economia circolare nasce come risposta a questa critica: un paradigma che punta a mantenere le risorse in circolo il più a lungo possibile, tramite riduzione, riuso e riciclo.

La declinazione industriale

Il paradigma si applica ai processi produttivi: prodotti progettati per essere riparati o smontati, scarti di produzione trattati come materia prima per un nuovo ciclo.

I modelli di business circolari

Le imprese traducono il paradigma in modelli concreti: dal prodotto al servizio, dalla proprietà individuale alla condivisione, dallo smaltimento alla rigenerazione.

Collegamento: non tutta l'economia può diventare circolare allo stesso ritmo — il programma affronta esplicitamente quanto spazio ha davvero questo paradigma nel sistema produttivo attuale.

Lo spazio dell'economia circolare nel sistema produttivo

Il programma pone anche una domanda più critica: quanto del sistema produttivo attuale può realisticamente diventare circolare, e quali nuovi limiti dello sviluppo emergono anche in un'economia circolare — non tutte le risorse si prestano a un riciclo infinito, e non tutti i processi produttivi si prestano a essere riprogettati. Da qui la questione della dinamica della crescita in un'economia circolare: la crescita economica può continuare a esistere, ma va scollegata (l'economia della sostenibilità la chiama "disaccoppiamento") dal consumo di risorse naturali, invece di dipendere direttamente da esso come nel modello lineare.

Schema — Crescita nel modello lineare vs nel modello circolare

Modello Rapporto tra crescita e risorse
Lineare La crescita economica dipende direttamente da un uso crescente di risorse
Circolare La crescita punta a scollegarsi (disaccoppiamento) dal consumo di risorse naturali

Collegamento: se la crescita va scollegata dal consumo di risorse, serve anche un modo diverso di misurarla — non solo con gli aggregati economici, ma con indicatori pensati per la sostenibilità.

Strumenti per la transizione e indicatori di sostenibilità

Il programma chiude tornando agli strumenti statistici della prima fase, applicati questa volta a misurare la sostenibilità stessa. L'impronta ecologica stima la superficie di terra e mare biologicamente produttiva necessaria per rigenerare le risorse consumate e assorbire i rifiuti prodotti da un'attività o da una popolazione: più l'impronta è ampia rispetto alla superficie realmente disponibile, meno il modello è sostenibile. Accanto a questo, gli indicatori di benessere — in Italia il riferimento è il framework BES (Benessere Equo e Sostenibile) dell'ISTAT — affiancano al PIL misure che includono anche dimensioni sociali e ambientali, proprio perché un aggregato di produzione da solo non dice se la crescita che rappresenta è sostenibile.

Schema — Due indicatori, due angolazioni

Indicatore Cosa misura
Impronta ecologica La superficie biologicamente produttiva necessaria per rigenerare le risorse consumate e assorbire i rifiuti prodotti
Indicatori di benessere (es. BES) Dimensioni sociali e ambientali che il solo PIL non cattura

Messi in fila, questi due blocchi — gli strumenti statistici della prima fase e la loro applicazione alla sostenibilità nella seconda — restituiscono il filo conduttore dell'intero corso: passare dalla critica al modello lineare a un paradigma alternativo, e avere gli strumenti per misurarlo davvero, non solo per descriverlo.

Sintesi — Dal modello lineare al modello circolare

Dimensione Economia lineare Economia circolare
Uso delle risorse Estrazione crescente di materie prime, spesso non rinnovabili Riduzione dell'estrazione, riuso e riciclo di materiali già in circolo
Fine vita del prodotto Diventa rifiuto una volta usato Rientra nel ciclo produttivo come nuova risorsa
Rapporto con la crescita La crescita dipende dal volume di produzione e consumo La crescita punta a scollegarsi (disaccoppiamento) dal consumo di risorse
Indicatore di riferimento Aggregati di produzione e consumo (es. PIL) Impronta ecologica e indicatori di benessere

Metodo di studio consigliato dai colleghi

  • Non limitarti a memorizzare le formule dei numeri indice. Come per qualsiasi corso di statistica, si capiscono meglio con esempi numerici concreti (es. un indice dei prezzi su 3-4 beni) piuttosto che con la sola formula astratta.
  • Tratta la seconda metà del corso come una materia a sé, non come "statistica applicata". Sostenibilità, modelli di sviluppo ed economia circolare sono concetti discorsivi ed economico-politici, non tecniche di calcolo — richiedono un metodo di studio più simile a economia politica che a statistica.
  • Studia gli indicatori di sostenibilità con esempi applicati. Impronta ecologica e indicatori di benessere si fissano meglio collegandoli a casi concreti (un paese, un settore) piuttosto che studiandone solo la definizione.

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Come funziona l'esame

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve per prepararsi

Chi ha già dato Statistica al primo anno indica 2-3 settimane per le 6 CFU del corso, grazie alle basi già acquisite su campionamento e numeri indice nella prima metà del programma. La seconda metà, su economia circolare e sviluppo sostenibile, richiede un approccio più discorsivo e meno esercizi di calcolo rispetto alla prima.

Questa materia ti prepara a…

  • Statistica — le basi di campionamento e stima apprese al primo anno sono il prerequisito diretto per i numeri indice di questa materia
  • Financial Accounting e Bilancio di Sostenibilità — la rendicontazione ESG riprende gli stessi temi di misurazione della sostenibilità affrontati qui, applicati al bilancio d'impresa
  • Management for Society — la Corporate Social Responsibility approfondisce, dal punto di vista strategico, la sostenibilità delle imprese vista qui dal punto di vista statistico
  • Statistica Economica — stesso slot di piano per l'indirizzo Business Management, utile per confrontare le diverse impostazioni
  • Analisi dei Flussi Turistici — stesso slot di piano per l'indirizzo Management delle Imprese Turistiche

Domande frequenti

6 CFU (codice 0602506SECSS03INM, piano 2025, indirizzo Imprese Digitali e ESG Management, 2° anno). Il codice è assegnato in base all'indirizzo scelto — verificalo sulla piattaforma.

Sono lo stesso slot del piano (2° anno, SECS-S/03, 6 CFU) con nome e programma diversi in base all'indirizzo: Statistica Economica (0602506SECSS03IINM) per Business Management e Consulenza Direzionale, Modelli di Analisi dell'Economia Circolare (0602506SECSS03INM) per Imprese Digitali e ESG Management, Analisi dei Flussi Turistici (0602506SECSS03NM) per Management delle Imprese Turistiche. Con Statistica Economica le prime 14 delle 30 videolezioni — fonti dei dati, campionamento, numeri indice, confronti territoriali — coincidono quasi del tutto; da metà corso in poi, questa versione lascia le serie storiche per dedicarsi interamente a sostenibilità ed economia circolare. Con Analisi dei Flussi Turistici combaciano invece solo l'apertura sulle fonti statistiche e il blocco finale sulla sostenibilità: nel mezzo quella versione dedica più lezioni a numeri indice e serie storiche del turismo, qui assenti.

Il corso parte dagli strumenti statistici di base per l'analisi economica (fonti dei dati, campionamento, numeri indice, confronti territoriali) e li applica alla misurazione della sostenibilità: la sostenibilità delle imprese, la critica al modello di sviluppo lineare, origini e definizione dell'economia circolare, i modelli di business circolari, gli strumenti per la transizione e gli indicatori — impronta ecologica e indicatori di benessere.

La prima metà del corso (numeri indice, campionamento) richiede di esercitarsi con esempi numerici concreti, come per qualsiasi corso di statistica. La seconda metà, su sostenibilità ed economia circolare, è più discorsiva ma introduce concetti e indicatori specifici — impronta ecologica, indicatori di benessere, modelli di business circolari — da studiare con esempi applicati piuttosto che a memoria.

Per le 6 CFU e 30 videolezioni, chi ha già dato Statistica al primo anno indica 2-3 settimane, grazie alle basi già acquisite su campionamento e numeri indice; la parte su economia circolare richiede un approccio più discorsivo e meno formule.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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