Neuropsicologia è un esame da 9 CFU del secondo anno di Scienze e Tecniche Psicologiche L24 Mercatorum, nel settore della psicobiologia e psicologia fisiologica (M-PSI/02). Studia il rapporto tra cervello e processi mentali partendo da una domanda precisa: che cosa succede alla mente quando una parte del cervello è danneggiata? Dai pazienti con lesioni cerebrali la neuropsicologia ha ricavato buona parte di ciò che sappiamo su linguaggio, memoria, attenzione, percezione, controllo del comportamento.
È un esame ampio: 46 lezioni che vanno dalla cellula nervosa alle demenze, con molti termini tecnici, molte sindromi e molti nomi di aree cerebrali. Questa guida mette in fila il programma, divide gli argomenti in venti blocchi con uno schema per ognuno, spiega la differenza tra il programma da 46 lezioni e quello da 54 e come è organizzato l'esame.
Di cosa parla il programma
Cosa trovi in questa guida
Prima il programma ufficiale, i due codici e il gruppo dell'esame. Poi gli argomenti in venti blocchi, nell'ordine delle lezioni: le basi anatomiche e i metodi, le funzioni cognitive e i loro disturbi, lo sviluppo, la plasticità e le malattie del cervello lungo tutta la vita. C'è una linea del tempo da Phineas Gage alla risonanza magnetica funzionale e un esercizio per riconoscere i tipi di afasia. Chi ha il programma da 54 lezioni trova una tabella di raccordo in una sezione dedicata.
Il PDF ufficiale indica l'obiettivo del corso: fornire conoscenze sulla natura dei processi mentali e sui loro correlati neurali, analizzare le differenze tra le diverse patologie, conoscere gli strumenti di valutazione cognitiva adatti alle diverse situazioni cliniche, definire un profilo neuropsicologico e pianificare un trattamento mirato. Il programma del codice più recente ha 46 voci, compresa la presentazione del corso, in un elenco unico senza moduli.
Le 46 lezioni del programma ufficiale (codice 0242509MPSI02)
Basi e metodi
- Presentazione del corso
- Neuropsicologia: nascita e sviluppo
- Il sistema nervoso: anatomia e funzioni
- La sostanza bianca cerebrale
- La circolazione cerebrale
- Struttura e funzione delle cellule nervose
- La comunicazione tra le cellule nervose
- I neurotrasmettitori
- Metodi elettrofisiologici
- Metodi di neuroimaging
- Il metodo neuropsicologico
Linguaggio, movimento, memoria, attenzione
- Il linguaggio
- I disturbi del linguaggio orale: l'afasia
- I disturbi acquisiti del linguaggio scritto
- I disturbi dell'elaborazione dei numeri e del calcolo
- Il movimento
- I disturbi del movimento
- La memoria
- I disturbi della memoria
- L'attenzione e i suoi disturbi
Spazio, tempo, percezione, corpo
- L'eminegligenza spaziale unilaterale
- L'aprassia costruttiva
- Il disorientamento topografico
- Neuropsicologia del tempo
- La percezione: visiva, uditiva e somatosensoriale
- I disturbi del riconoscimento: le agnosie
- La cognizione corporea
- Neuropsicologia della musica
- L'anosognosia
Controllo, emisferi, emozioni
- Le funzioni esecutive
- I disturbi esecutivi
- La lateralizzazione emisferica e la sindrome da disconnessione
- Emozioni e cognizione sociale
- I disturbi emozionali
- I disturbi della cognizione sociale
Sviluppo e plasticità
- Sviluppo del cervello
- Periodi sensibili del neurosviluppo
- Plasticità cerebrale
- Riparazione del danno e recupero funzionale
- I disturbi del neurosviluppo: inquadramento diagnostico e interventi
- Focus su disabilità intellettiva
- Focus su autismo
Psichiatria e invecchiamento
- Neuropsicologia e disturbi psichiatrici
- Neuropsicologia dell'invecchiamento sano
- L'invecchiamento patologico: le demenze
- Disturbi neurodegenerativi del movimento
Con le regole d'esame del 2026/2027 a Mercatorum la prova finale copre le ultime dieci lezioni negli insegnamenti da almeno 5 CFU, come questo: in questo elenco sono quelle dai periodi sensibili del neurosviluppo ai disturbi neurodegenerativi del movimento. All'atto pratico si contano i capitoli, e ogni capitolo può avere una o più videolezioni. I dettagli sono nella sezione Come funziona l'esame.
Stai preparando Neuropsicologia? Nella community trovi riassunti, schemi e confronti su programma, elaborato e tempi di studio.
Codici, programma vecchio e nuovo, gruppo
L'esame esiste con due codici, entrambi da 9 CFU e al secondo anno, ma con programmi diversi. Il codice 0242509MPSI02 è quello del piano di studi 2026/2027 e ha il programma da 46 lezioni descritto in questa guida, organizzato per funzioni cognitive e per fasi della vita. Il codice 0241809MPSI02 compare nel piano 2024/2025 e ha un programma da 54 lezioni, con più spazio per la biologia del comportamento, la valutazione neuropsicologica e la riabilitazione. Il codice esatto del tuo esame, e quindi il programma su cui studiare, è nel piano di studi della piattaforma.
Gli obiettivi del corso e i testi consigliati sono gli stessi per i due codici, e molti argomenti coincidono: afasie, agnosie, disturbi della memoria e dell'attenzione, sindrome frontale, plasticità, autismo e demenze. Riassunti e schemi dell'altro programma possono servire per i temi comuni, ma l'elenco delle lezioni da seguire è quello del tuo codice.
| Codice | CFU | Piano e programma | Gruppo |
|---|---|---|---|
| 0242509MPSI02 | 9 | Secondo anno, piano 2026/2027: 46 lezioni | |
| 0241809MPSI02 | 9 | Secondo anno, piano 2024/2025: 54 lezioni |
Argomenti del programma da approfondire
Il corso si regge su un'idea semplice: per capire come funziona una funzione mentale bisogna sapere quali strutture la sostengono e che cosa succede quando si danneggiano. Per questo parte dall'anatomia e dai metodi di studio, passa in rassegna le funzioni cognitive una per una, ciascuna con i suoi disturbi, e chiude con il cervello che cambia: lo sviluppo, la plasticità, le malattie dell'età evolutiva, della vita adulta e della vecchiaia. I venti blocchi seguono l'ordine delle lezioni.
Mappa — la sequenza di questa guida
Basi e metodi (lezioni 1-11)
- Nascita della neuropsicologia
- Anatomia del sistema nervoso
- Sostanza bianca e circolazione
- Neuroni, sinapsi, neurotrasmettitori
- Metodi di studio
Funzioni e disturbi (lezioni 12-29)
- Linguaggio e afasie
- Lettura, scrittura, calcolo
- Movimento e aprassie
- Memoria e amnesie
- Attenzione e neglect
- Spazio e tempo
- Percezione e agnosie
- Corpo, musica, anosognosia
Controllo ed emozioni (lezioni 30-35)
- Funzioni esecutive
- Lateralizzazione e disconnessione
- Emozioni e cognizione sociale
Il cervello che cambia (lezioni 36-46)
- Sviluppo e plasticità
- Disturbi del neurosviluppo
- Psichiatria e invecchiamento
- Demenze e malattie del movimento
1. Come è nata la neuropsicologia
All'inizio dell'Ottocento Franz Joseph Gall sosteneva con la frenologia che ogni facoltà mentale avesse una sede nel cervello, riconoscibile dalle protuberanze del cranio. Il metodo era sbagliato, ma l'idea della localizzazione delle funzioni si sarebbe rivelata in parte giusta. Pierre Flourens, con esperimenti di ablazione sugli animali, sostenne invece che la corteccia funzionasse come un tutto: è la posizione olistica o dell'equipotenzialità, ripresa nel Novecento da Karl Lashley.
La svolta arriva con lo studio dei pazienti. Nel 1861 Paul Broca descrive un paziente che capiva ciò che gli veniva detto ma riusciva a pronunciare quasi solo la sillaba «tan»: l'autopsia mostra una lesione nella parte posteriore del giro frontale inferiore sinistro. Nel 1874 Carl Wernicke descrive il disturbo opposto, un eloquio fluente ma privo di senso con grave difficoltà di comprensione, legato a una lesione temporale posteriore sinistra. Nel Novecento Aleksandr Lurija propone una sintesi: le funzioni complesse dipendono da sistemi funzionali distribuiti, a cui diverse aree contribuiscono con ruoli diversi. Dagli anni Settanta la neuropsicologia cognitiva usa i pazienti per verificare modelli dell'architettura della mente.
Il caso di Phineas Gage
Una barra di ferro attraversa il lobo frontale di un capocantiere americano: sopravvive, ma il suo carattere cambia. È il caso simbolo del ruolo frontale nel comportamento.
L'area del linguaggio articolato
Paul Broca collega la perdita della produzione verbale a una lesione frontale sinistra: è la prima prova convincente della localizzazione di una funzione.
La comprensione del linguaggio
Carl Wernicke descrive l'afasia con eloquio fluente e comprensione compromessa, legata al lobo temporale, e propone un primo modello del linguaggio a più centri collegati.
La mappa della corteccia
Korbinian Brodmann divide la corteccia in aree numerate in base all'organizzazione delle cellule: i suoi numeri si usano ancora oggi per indicare le regioni cerebrali.
Il paziente che non ricordava
Dopo l'asportazione delle strutture temporali mediali per curare l'epilessia, H.M. non riesce più a formare nuovi ricordi, ma impara nuove abilità motorie.
Il cervello diviso
Roger Sperry e Michael Gazzaniga studiano i pazienti con il corpo calloso sezionato e mostrano che i due emisferi possono elaborare informazioni in modo separato.
Vedere il cervello al lavoro
La risonanza magnetica funzionale, basata sul segnale BOLD, permette di osservare l'attività cerebrale in persone sane mentre svolgono un compito.
Collegamento: per localizzare una lesione bisogna conoscere la mappa del cervello. È il tema delle lezioni sull'anatomia.
2. Anatomia del sistema nervoso
Il sistema nervoso si divide in centrale, cioè encefalo e midollo spinale, e periferico, cioè i nervi che collegano il sistema centrale al corpo. L'encefalo comprende gli emisferi cerebrali, le strutture sottocorticali, il tronco encefalico e il cervelletto. La superficie degli emisferi è la corteccia, la sostanza grigia ripiegata in giri e solchi. Due solchi fanno da confine: il solco centrale (di Rolando) separa lobo frontale e parietale, il solco laterale (di Silvio) separa il lobo temporale dai lobi frontale e parietale.
Schema — I lobi cerebrali e le loro funzioni principali
| Lobo | Funzioni principali | Disturbi tipici dopo una lesione |
|---|---|---|
| Frontale | Movimento volontario (giro precentrale), produzione del linguaggio, funzioni esecutive, controllo del comportamento | Paralisi controlaterale, afasia di Broca, sindrome disesecutiva, disinibizione o apatia |
| Parietale | Sensibilità somatica (giro postcentrale), elaborazione spaziale, integrazione per l'azione, calcolo | Neglect (soprattutto a destra), aprassie, acalculia, disturbi della rappresentazione del corpo |
| Temporale | Udito, comprensione del linguaggio, memoria (strutture mediali), riconoscimento di oggetti e volti | Afasia di Wernicke, amnesia, agnosie, prosopoagnosia |
| Occipitale | Visione: analisi di forma, colore, movimento | Emianopsia, cecità corticale, agnosie visive |
Sotto la corteccia si trovano il talamo, stazione di smistamento delle informazioni sensoriali verso la corteccia; i gangli della base (caudato, putamen, globo pallido, con la sostanza nera), coinvolti nel controllo del movimento e nella selezione delle azioni; le strutture del sistema limbico, come l'ippocampo, centrale per la memoria, e l'amigdala, centrale per le emozioni; l'ipotalamo, che regola fame, sete, temperatura e sistema endocrino. Wilder Penfield, stimolando la corteccia di pazienti operati da svegli, ha disegnato l'homunculus: una mappa del corpo sulla corteccia motoria e somatosensoriale, in cui mani e bocca occupano molto più spazio del tronco. Ogni emisfero controlla e riceve informazioni soprattutto dalla metà controlaterale del corpo.
Collegamento: le aree corticali comunicano attraverso la sostanza bianca e vivono grazie al sangue che le irrora. Sono i temi delle lezioni 4 e 5.
3. Sostanza bianca e circolazione cerebrale
La sostanza bianca è fatta degli assoni rivestiti di mielina, che collegano le aree tra loro. Le fibre si dividono in tre tipi. Le fibre di associazione collegano aree dello stesso emisfero: il fascicolo arcuato, ad esempio, unisce le aree del linguaggio frontali e temporali. Le fibre commessurali collegano i due emisferi, soprattutto attraverso il corpo calloso. Le fibre di proiezione collegano la corteccia con le strutture sottostanti e con il midollo, passando per la capsula interna. Una lesione della sostanza bianca può produrre un disturbo anche se le aree corticali sono intatte: è il principio delle sindromi da disconnessione. Oggi le fibre si possono ricostruire in vivo con la trattografia basata sulla risonanza a tensore di diffusione (DTI).
Il cervello pesa circa il 2% del corpo ma consuma circa un quinto dell'ossigeno: per questo pochi minuti senza sangue bastano a danneggiarlo. Il sangue arriva attraverso le due carotidi interne e le due arterie vertebrali, che si uniscono nell'arteria basilare; alla base del cervello queste arterie formano un anello di collegamento, il poligono di Willis. L'ictus, la causa più frequente di lesioni studiate in neuropsicologia, può essere ischemico, per l'occlusione di un'arteria, nella grande maggioranza dei casi, oppure emorragico.
Schema — Le arterie cerebrali e i deficit tipici
| Arteria | Territorio | Deficit tipici |
|---|---|---|
| Cerebrale media | Faccia laterale degli emisferi: gran parte dei lobi frontale, parietale e temporale | Emiparesi soprattutto di volto e braccio; afasia se a sinistra, neglect se a destra |
| Cerebrale anteriore | Faccia mediale dei lobi frontali e parietali | Deficit motorio della gamba, apatia, riduzione dell'iniziativa |
| Cerebrale posteriore | Lobo occipitale, parte inferiore del temporale, talamo | Emianopsia, agnosie visive, alessia, disturbi di memoria |
Collegamento: dalle grandi strutture si passa alle unità di base: le cellule nervose e il modo in cui comunicano.
4. Neuroni, sinapsi e neurotrasmettitori
Il neurone è composto da un corpo cellulare, dai dendriti, che ricevono i segnali, e dall'assone, che li trasmette. Accanto ai neuroni ci sono le cellule gliali: gli astrociti sostengono e nutrono i neuroni, gli oligodendrociti producono la mielina nel sistema nervoso centrale e le cellule di Schwann in quello periferico, la microglia svolge funzioni immunitarie.
A riposo l'interno del neurone è negativo rispetto all'esterno, circa -70 millivolt: è il potenziale di riposo. Quando la stimolazione supera una soglia, si apre una cascata di canali ionici e parte il potenziale d'azione, un impulso che segue la legge del tutto o nulla e percorre l'assone. Negli assoni mielinizzati l'impulso salta da un nodo di Ranvier all'altro (conduzione saltatoria), molto più velocemente. Arrivato al terminale, il segnale passa al neurone successivo attraverso la sinapsi: nelle sinapsi chimiche, le più diffuse, il neurone presinaptico libera neurotrasmettitori che si legano ai recettori del neurone postsinaptico, producendo potenziali eccitatori o inibitori che il neurone somma tra loro.
Schema — I principali neurotrasmettitori
| Neurotrasmettitore | Ruolo | Collegamenti clinici |
|---|---|---|
| Glutammato | Principale eccitatorio, apprendimento e memoria | Eccitotossicità dopo un ictus |
| GABA | Principale inibitorio | Bersaglio di ansiolitici e antiepilettici |
| Acetilcolina | Contrazione muscolare, attenzione, memoria | Ridotta nella malattia di Alzheimer |
| Dopamina | Movimento, motivazione, ricompensa | Carente nel Parkinson, coinvolta nella schizofrenia e nelle dipendenze |
| Serotonina | Umore, sonno, impulsività | Bersaglio di molti antidepressivi |
| Noradrenalina | Vigilanza, attenzione, risposta allo stress | Coinvolta in ansia, depressione e ADHD |
Collegamento: l'attività elettrica e il consumo di sangue dei neuroni sono ciò che i metodi di studio misurano.
5. I metodi della neuropsicologia
I metodi elettrofisiologici registrano l'attività elettrica del cervello. L'EEG la rileva con elettrodi sul cuoio capelluto e distingue ritmi di frequenza diversa, come l'alfa a occhi chiusi e rilassati o il delta del sonno profondo. Facendo la media dei tracciati registrati dopo molte ripetizioni dello stesso stimolo si ottengono i potenziali evento-correlati (ERP), come la P300, legata all'elaborazione di stimoli rari, o la N400, legata alla violazione di aspettative semantiche. La stimolazione magnetica transcranica (TMS) fa il percorso opposto: interferisce per pochi istanti con un'area e osserva l'effetto sul comportamento, creando una sorta di «lesione virtuale» reversibile.
Schema — Metodi a confronto
| Metodo | Che cosa misura | Punto di forza | Limite |
|---|---|---|---|
| EEG ed ERP | Attività elettrica dei neuroni | Altissima risoluzione temporale (millisecondi) | Bassa precisione spaziale |
| TC e RM strutturale | Anatomia del cervello | Localizzano lesioni e atrofie | Non mostrano l'attività |
| PET | Metabolismo, flusso, recettori con traccianti radioattivi | Studia neurotrasmettitori e depositi di proteine | Invasiva, costosa, lenta |
| fMRI | Variazioni di ossigenazione del sangue (segnale BOLD) | Buona risoluzione spaziale, non invasiva | Misura indiretta e lenta rispetto ai neuroni |
| TMS | Effetto dell'interferenza su un'area | Permette inferenze causali | Solo aree superficiali |
Il metodo neuropsicologico classico studia come una lesione modifica le prestazioni. L'evidenza più forte è la doppia dissociazione: il paziente A è compromesso nel compito X ma non nel compito Y, il paziente B al contrario. Se succede, X e Y dipendono almeno in parte da sistemi diversi. L'esempio classico è quello tra memoria a breve e a lungo termine: H.M. aveva la prima intatta e la seconda compromessa, il paziente K.F., descritto da Tim Shallice ed Elizabeth Warrington nel 1970, il contrario. La neuropsicologia cognitiva studia spesso il caso singolo, perché pazienti con lesioni diverse raggruppati insieme possono nascondere dissociazioni importanti.
Nella pratica clinica la valutazione neuropsicologica comprende anamnesi, colloquio, osservazione e test standardizzati: dai test di screening globale, come il Mini-Mental State Examination, a batterie per singole funzioni. In Italia i risultati sono spesso espressi in punteggi equivalenti, da 0 a 4, che confrontano il punteggio con quello di persone sane della stessa età e scolarità: 0 indica una prestazione patologica, 1 una prestazione al limite, da 2 a 4 una prestazione nella norma.
Collegamento: con questi strumenti si studiano le singole funzioni. La prima è il linguaggio, il tema da cui la neuropsicologia è nata.
6. Il linguaggio e le afasie
L'afasia è un disturbo acquisito del linguaggio dovuto a una lesione cerebrale, di solito nell'emisfero sinistro; non va confusa con la disartria, che è un disturbo dell'articolazione dovuto a problemi motori, con linguaggio integro. Il modello classico, sviluppato da Wernicke e Lichtheim nell'Ottocento e ripreso da Norman Geschwind negli anni Sessanta, collega un centro per la produzione (area di Broca), uno per la comprensione (area di Wernicke) e le vie che li uniscono, come il fascicolo arcuato. Le afasie si classificano osservando tre aspetti: la fluenza dell'eloquio, la comprensione e la ripetizione.
Schema — La classificazione delle afasie
| Afasia | Fluenza | Comprensione | Ripetizione |
|---|---|---|---|
| Di Broca | Ridotta, faticosa, agrammatica | Relativamente conservata | Compromessa |
| Di Wernicke | Fluente, con parafasie e neologismi | Gravemente compromessa | Compromessa |
| Di conduzione | Fluente, con parafasie fonemiche | Conservata | Molto compromessa |
| Globale | Molto ridotta | Gravemente compromessa | Compromessa |
| Transcorticale motoria | Ridotta | Conservata | Conservata |
| Transcorticale sensoriale | Fluente | Compromessa | Conservata |
| Anomica | Fluente, con pause per cercare le parole | Conservata | Conservata |
Prova a riconoscerla: che afasia è?
Afasie non fluenti
—
Afasie fluenti
—
Tra i sintomi da conoscere ci sono le parafasie, cioè la sostituzione di parole o suoni: fonemiche («tavolo» detto «tapolo»), semantiche («sedia» al posto di «tavolo»); i neologismi, parole inesistenti; l'agrammatismo, la perdita delle parole grammaticali e delle flessioni; l'anomia, la difficoltà a trovare le parole, presente in quasi tutte le afasie. Il modello classico è utile in clinica, ma oggi sappiamo che il linguaggio dipende da una rete più estesa, con una via dorsale per l'associazione tra suoni e articolazione e una via ventrale per il significato.
Collegamento: anche lettura, scrittura e calcolo possono essere colpiti in modo selettivo. È il tema delle lezioni 14 e 15.
7. Lettura, scrittura e calcolo
Le dislessie acquisite, da non confondere con la dislessia evolutiva, si spiegano con il modello a due vie della lettura. La via lessicale riconosce le parole conosciute come un tutto e ne recupera pronuncia e significato; la via fonologica converte le lettere in suoni una alla volta, e serve per leggere parole nuove o inesistenti. Se è danneggiata la via lessicale si ha la dislessia superficiale: il paziente legge bene le non-parole ma sbaglia le parole irregolari, che regolarizza; in italiano l'errore tipico riguarda l'accento. Se è danneggiata la via fonologica si ha la dislessia fonologica: le parole note si leggono, le non-parole no. Nella dislessia profonda compaiono errori semantici, come leggere «bosco» al posto di «albero».
Esistono poi le dislessie periferiche, dovute a problemi di analisi visiva: l'alessia pura, o alessia senza agrafia, descritta da Jules Dejerine alla fine dell'Ottocento, in cui il paziente scrive ma non riesce a rileggere ciò che ha scritto e legge lettera per lettera; la dislessia da neglect, in cui si ignora la parte sinistra delle parole. Le disgrafie acquisite seguono una logica analoga: superficiale, fonologica, profonda.
L'acalculia è il disturbo acquisito dell'elaborazione dei numeri e del calcolo. Il modello di Michael McCloskey distingue la comprensione dei numeri, la loro produzione e il sistema del calcolo, con i suoi fatti aritmetici e le sue procedure. Il modello del triplo codice di Stanislas Dehaene descrive tre rappresentazioni: verbale (le parole dei numeri, usate per le tabelline), arabica (le cifre scritte) e analogica, una linea numerica mentale legata alle regioni parietali, in particolare al solco intraparietale. La sindrome di Gerstmann, legata al giro angolare sinistro, associa quattro sintomi: acalculia, agrafia, agnosia digitale e disorientamento destra-sinistra.
Collegamento: scrivere e parlare sono anche movimenti. Le lezioni 16 e 17 spiegano come il cervello controlla l'azione.
8. Il movimento e le aprassie
Il movimento volontario parte dalla corteccia motoria primaria, nel giro precentrale, e scende lungo la via piramidale fino al midollo; la via si incrocia, per cui l'emisfero sinistro controlla la metà destra del corpo. La pianificazione è affidata alla corteccia premotoria e all'area motoria supplementare, il controllo fine e la coordinazione al cervelletto, la selezione e l'avvio delle azioni ai gangli della base. Una lesione della via piramidale produce una paresi o una plegia; una lesione cerebellare produce atassia, cioè movimenti scoordinati; una lesione dei gangli della base produce disturbi come la lentezza del Parkinson o i movimenti involontari della malattia di Huntington.
Le aprassie sono disturbi della programmazione di gesti volontari che non si spiegano con un deficit motorio, sensoriale o di comprensione: il paziente ha la forza per muovere la mano, capisce la richiesta, ma non riesce a eseguire il gesto. Hugo Liepmann, all'inizio del Novecento, ne ha proposto la classificazione classica. Nell'aprassia ideomotoria il paziente sa che cosa fare ma sbaglia l'esecuzione, soprattutto su imitazione o su richiesta, come fare il saluto militare; spesso lo stesso gesto riesce in modo spontaneo. Nell'aprassia ideativa è compromessa la sequenza di azioni con oggetti, come preparare un caffè. L'aprassia bucco-facciale riguarda gesti con bocca e volto, come soffiare o fischiare. Le aprassie sono più frequenti dopo lesioni dell'emisfero sinistro e spesso si associano all'afasia.
Collegamento: imparare un gesto è una forma di memoria. Le lezioni 18 e 19 sono dedicate alla memoria e ai suoi disturbi.
9. La memoria e le amnesie
La memoria non è un sistema unico. Il modello modale di Richard Atkinson e Richard Shiffrin (1968) distingue registri sensoriali, memoria a breve termine e memoria a lungo termine. Alan Baddeley e Graham Hitch (1974) hanno sostituito la memoria a breve termine con la memoria di lavoro, un sistema che mantiene e manipola le informazioni, composto da un circuito fonologico, un taccuino visuo-spaziale e un esecutivo centrale, a cui nel 2000 si è aggiunto il buffer episodico.
Schema — I sistemi di memoria a lungo termine
| Sistema | Che cosa contiene | Strutture principali |
|---|---|---|
| Episodica (dichiarativa) | Eventi personali collocati nel tempo e nello spazio | Ippocampo e lobo temporale mediale, corteccia prefrontale |
| Semantica (dichiarativa) | Conoscenze generali, significato delle parole | Lobi temporali, soprattutto anteriori |
| Procedurale (non dichiarativa) | Abilità motorie e cognitive, abitudini | Gangli della base, cervelletto |
| Priming e condizionamento (non dichiarativa) | Facilitazioni inconsapevoli, associazioni apprese | Cortecce sensoriali, amigdala, cervelletto |
La distinzione tra memoria episodica e semantica si deve a Endel Tulving (1972); quella tra memoria dichiarativa e non dichiarativa a Larry Squire. Il caso di H.M. le illustra entrambe: dopo l'intervento non riusciva a ricordare nulla di nuovo, ma migliorava giorno dopo giorno in un compito di disegno allo specchio, senza ricordare di averlo mai fatto.
L'amnesia anterograda è l'incapacità di formare nuovi ricordi dopo la lesione; l'amnesia retrograda è la perdita dei ricordi precedenti, che di solito colpisce più i ricordi recenti di quelli lontani (gradiente temporale, o legge di Ribot). Le cause principali dell'amnesia sono le lesioni del lobo temporale mediale, come nell'encefalite erpetica, le lesioni del diencefalo, come nella sindrome di Korsakoff legata alla carenza di tiamina negli alcolisti, con le sue confabulazioni, e le malattie neurodegenerative. Nella sindrome amnesica pura la memoria di lavoro, l'intelligenza e la memoria procedurale restano intatte.
Collegamento: per ricordare bisogna prima prestare attenzione. La lezione 20 tratta l'attenzione, la 21 il suo disturbo più studiato.
10. L'attenzione e il neglect
L'attenzione è un insieme di processi che selezionano le informazioni rilevanti. Si distinguono un'attenzione selettiva, che filtra uno stimolo tra molti; sostenuta, che mantiene la concentrazione nel tempo; divisa, che gestisce più compiti insieme. Michael Posner ha studiato l'orientamento dell'attenzione con un paradigma in cui un indizio anticipa dove comparirà uno stimolo, e con Steven Petersen ha descritto tre reti: di allerta, di orientamento e di controllo esecutivo.
L'eminegligenza spaziale unilaterale (neglect) è l'incapacità di prestare attenzione, rispondere o orientarsi verso gli stimoli presentati nella metà dello spazio opposta alla lesione, senza che ci sia un deficit visivo che lo spieghi. È molto più frequente e grave dopo lesioni dell'emisfero destro, in particolare parietali: il paziente mangia solo la metà destra del piatto, si rade solo metà del viso, urta gli ostacoli a sinistra. Si valuta con test di cancellazione, come quello di Albert, con la bisezione di linee, in cui il paziente sposta il centro verso destra, e con la copia di disegni, in cui omette la metà sinistra.
Un esperimento italiano è diventato un classico: nel 1978 Edoardo Bisiach e Claudio Luzzatti chiesero a pazienti milanesi di descrivere a memoria piazza del Duomo, immaginando di guardarla prima dalla facciata e poi dal lato opposto. In entrambi i casi i pazienti descrivevano solo gli edifici a destra del punto di vista immaginato: il neglect colpisce anche lo spazio rappresentato nella mente. Spesso il neglect si accompagna all'estinzione, in cui il paziente percepisce uno stimolo a sinistra se è da solo ma non se ne compare un altro a destra, e all'anosognosia. Tra i trattamenti ci sono l'esplorazione visiva guidata e l'adattamento con lenti prismatiche.
Collegamento: lo spazio è il tema anche delle lezioni 22-24: costruire, orientarsi e, in un senso diverso, percepire il tempo.
11. Aprassia costruttiva, orientamento e tempo
L'aprassia costruttiva è la difficoltà a disegnare o costruire un oggetto organizzando le parti nello spazio, ad esempio copiare un cubo o una figura complessa come quella di Rey, o comporre un modello con dei blocchi. Le lesioni dei due emisferi producono errori diversi: dopo una lesione destra il disegno è frammentato, le relazioni spaziali sono perse e spesso manca la parte sinistra; dopo una lesione sinistra il disegno è semplificato, povero di dettagli ma con una struttura d'insieme corretta.
Il disorientamento topografico è la difficoltà a orientarsi in ambienti familiari o a impararne di nuovi. Può dipendere dalla perdita della rappresentazione dello spazio rispetto al proprio corpo, dall'incapacità di riconoscere i punti di riferimento, come una piazza o un edificio, o di formare nuove mappe di un ambiente. Il ruolo dell'ippocampo nella navigazione è stato chiarito dalla scoperta delle cellule di posizione di John O'Keefe e delle cellule griglia di May-Britt ed Edvard Moser, premiati con il Nobel nel 2014. Uno studio su tassisti londinesi ha mostrato che anni di navigazione si associano a un ippocampo posteriore più grande.
La neuropsicologia del tempo studia come il cervello stima le durate. Non esiste un unico «orologio»: il cervelletto sembra cruciale per intervalli brevissimi, nell'ordine dei millisecondi, utili per il movimento e il linguaggio; i gangli della base, con la dopamina, e la corteccia prefrontale per intervalli di secondi. Per questo i pazienti con Parkinson mostrano spesso alterazioni nella stima e nella riproduzione delle durate.
Collegamento: per orientarsi bisogna riconoscere ciò che si vede. Le lezioni 25 e 26 trattano percezione e agnosie.
12. Percezione e agnosie
L'informazione visiva arriva alla corteccia visiva primaria, nel lobo occipitale, e poi si divide in due vie. Leslie Ungerleider e Mortimer Mishkin (1982) hanno descritto una via ventrale, verso il lobo temporale, per riconoscere che cosa si vede, e una via dorsale, verso il lobo parietale, per sapere dove si trova. David Milner e Melvyn Goodale hanno riletto la via dorsale come via del come, al servizio dell'azione, a partire dalla paziente D.F., che non riconosceva l'orientamento di una fessura ma vi infilava correttamente una lettera.
Le agnosie sono disturbi del riconoscimento che non dipendono da un deficit sensoriale elementare né da un disturbo del linguaggio o della memoria generale: il paziente vede l'oggetto ma non sa che cos'è. Heinrich Lissauer (1890) distinse una forma appercettiva, in cui fallisce la costruzione della percezione e il paziente non riesce nemmeno a copiare l'oggetto, e una forma associativa, in cui la percezione è integra, il paziente copia il disegno, ma non riesce ad accedere al suo significato.
Schema — Alcune agnosie e disturbi percettivi
| Disturbo | Che cosa non si riconosce |
|---|---|
| Prosopoagnosia | I volti, anche quelli familiari, riconosciuti invece dalla voce (giro fusiforme) |
| Acromatopsia | I colori, con una visione in toni di grigio |
| Acinetopsia | Il movimento: il mondo appare come una serie di fotografie |
| Simultanagnosia | Più elementi di una scena insieme (parte della sindrome di Balint) |
| Agnosie uditive | Suoni ambientali, parole (sordità verbale pura) o musica |
| Astereognosia | Gli oggetti toccati senza vederli |
Un fenomeno opposto è la visione cieca (blindsight): pazienti con lesioni della corteccia visiva primaria dicono di non vedere nulla in una parte del campo visivo, ma se costretti a indovinare indicano la posizione o la direzione degli stimoli molto meglio del caso. È una delle prove più chiare di elaborazione percettiva senza consapevolezza.
Collegamento: anche il proprio corpo è un oggetto da percepire e riconoscere. È il tema della lezione 27.
13. Cognizione corporea, musica e anosognosia
La cognizione corporea riguarda il modo in cui il cervello rappresenta il corpo. Si distingue lo schema corporeo, una rappresentazione in gran parte inconsapevole della posizione delle parti del corpo, usata per agire, dall'immagine corporea, l'insieme delle percezioni, conoscenze e atteggiamenti consapevoli verso il proprio corpo. I disturbi sono sorprendenti: nella somatoparafrenia il paziente, di solito con una lesione destra, nega che il braccio sinistro sia suo; nell'autotopoagnosia non sa indicare le parti del corpo su richiesta; dopo un'amputazione molte persone continuano a sentire l'arto fantasma, a volte doloroso. L'illusione della mano di gomma mostra che il senso di appartenenza del corpo si costruisce integrando vista e tatto.
La neuropsicologia della musica studia come il cervello elabora melodia, ritmo e timbro. La musica coinvolge reti di entrambi gli emisferi, con un ruolo importante delle aree temporali destre per l'altezza e la melodia. L'amusia può essere acquisita, dopo una lesione, o congenita: alcune persone, senza alcun altro deficit, non riescono a riconoscere una melodia o a percepire una nota stonata. Le dissociazioni tra musica e linguaggio, come pazienti afasici che cantano le parole che non riescono a dire, sono state usate anche in riabilitazione.
L'anosognosia, termine introdotto da Joseph Babinski nel 1914, è la mancata consapevolezza di un proprio deficit. Il paziente con emiplegia sinistra afferma di poter muovere il braccio, o trova spiegazioni per non farlo; il paziente con afasia di Wernicke non si accorge di non essere capito. È più frequente dopo lesioni destre e ha conseguenze pratiche importanti: chi non riconosce il deficit è meno motivato alla riabilitazione ed è più esposto a cadute e incidenti. Va distinta dalla negazione psicologica, perché ha una base neurologica.
Collegamento: la consapevolezza e il controllo del proprio comportamento dipendono dalle funzioni esecutive, tema delle lezioni 30 e 31.
14. Funzioni esecutive e sindrome frontale
Le funzioni esecutive sono i processi che permettono di pianificare, iniziare, controllare e modificare il comportamento in vista di un obiettivo, soprattutto in situazioni nuove. Akira Miyake e colleghi (2000) ne hanno individuato tre componenti di base: l'inibizione delle risposte automatiche, l'aggiornamento delle informazioni in memoria di lavoro, la flessibilità nel passare da un compito all'altro. Nel modello di Donald Norman e Tim Shallice le azioni abituali sono gestite in modo automatico, mentre un sistema attentivo supervisore interviene quando serve pianificare, correggere errori o resistere a una tentazione.
Schema — Test delle funzioni esecutive
| Test | Compito | Che cosa valuta |
|---|---|---|
| Wisconsin Card Sorting Test | Scoprire la regola con cui ordinare delle carte, che cambia senza preavviso | Flessibilità; il paziente frontale persevera nella regola vecchia |
| Torre di Londra | Spostare palline su pioli per raggiungere una configurazione nel minor numero di mosse | Pianificazione |
| Test di Stroop | Dire il colore dell'inchiostro di una parola che indica un altro colore | Inibizione |
| Trail Making Test B | Unire alternando numeri e lettere in ordine | Flessibilità e velocità |
| Fluenza verbale | Dire più parole possibili con una lettera o di una categoria in un minuto | Iniziativa e strategie di ricerca |
I disturbi esecutivi sono spesso chiamati sindrome disesecutiva, perché non sempre la lesione è frontale. Nella corteccia prefrontale si distinguono tre quadri: dorsolaterale, con difficoltà di pianificazione, flessibilità e memoria di lavoro; orbitofrontale, con disinibizione, impulsività, comportamento socialmente inadeguato, come nel caso di Phineas Gage; mediale, con apatia, riduzione dell'iniziativa e del linguaggio spontaneo. François Lhermitte ha descritto il comportamento d'utilizzazione: il paziente usa gli oggetti che ha davanti anche senza motivo, come se l'ambiente decidesse per lui. Questi pazienti possono avere buoni punteggi nei test e grandi difficoltà nella vita quotidiana.
Collegamento: le funzioni non sono distribuite in modo uguale tra i due emisferi. La lezione 32 spiega la lateralizzazione.
15. Lateralizzazione emisferica e disconnessione
I due emisferi sono simili nella struttura ma non nelle funzioni. In circa il 95% dei destrimani e nella maggioranza dei mancini il linguaggio dipende soprattutto dall'emisfero sinistro, che è dominante anche per il calcolo e per la programmazione dei gesti. L'emisfero destro è più coinvolto nell'attenzione spaziale, nel riconoscimento dei volti, nella prosodia, cioè l'intonazione emotiva della voce, e nella comprensione del linguaggio figurato. Prima di un intervento neurochirurgico la dominanza per il linguaggio si valutava con il test di Wada, che addormenta un emisfero alla volta; oggi si usa soprattutto la fMRI.
Nei pazienti con cervello diviso (split brain), operati con la sezione del corpo calloso per curare un'epilessia grave, i due emisferi non comunicano più. Se un oggetto viene mostrato solo nel campo visivo sinistro, e quindi arriva solo all'emisfero destro, il paziente non sa dire che cosa ha visto, ma lo sa scegliere con la mano sinistra. Michael Gazzaniga ha osservato che l'emisfero sinistro inventa spiegazioni plausibili per comportamenti decisi dal destro: lo ha chiamato l'interprete. Le sindromi da disconnessione, sistematizzate da Norman Geschwind nel 1965, spiegano molti disturbi con l'interruzione delle connessioni: l'alessia senza agrafia, ad esempio, nasce quando l'informazione visiva non raggiunge più le aree del linguaggio.
Collegamento: l'emisfero destro ha un ruolo speciale anche nelle emozioni. Le lezioni 33-35 trattano emozioni e cognizione sociale.
16. Emozioni e cognizione sociale
L'amigdala è centrale per riconoscere il pericolo e apprendere la paura: le persone con lesioni bilaterali dell'amigdala faticano a riconoscere la paura nei volti altrui e si avvicinano senza timore a situazioni rischiose. L'insula è coinvolta nel disgusto e nella percezione degli stati interni del corpo; la corteccia orbitofrontale e quella prefrontale ventromediale integrano le emozioni nelle decisioni. Antonio Damasio, con l'ipotesi del marcatore somatico, ha proposto che le reazioni del corpo associate alle esperienze passate guidino le scelte: i pazienti con lesioni ventromediali, pur con un'intelligenza normale, prendono decisioni svantaggiose nella vita e in compiti di gioco d'azzardo simulato come l'Iowa Gambling Task.
La cognizione sociale comprende i processi con cui comprendiamo gli altri. La teoria della mente è la capacità di attribuire stati mentali, credenze, desideri, intenzioni, a sé e agli altri, e di capire che possono essere diversi dalla realtà: si studia con i compiti di falsa credenza, come il test di Sally e Anne. I neuroni specchio, scoperti a Parma negli anni Novanta dal gruppo di Giacomo Rizzolatti, si attivano sia quando si compie un'azione sia quando la si vede compiere, e sono stati proposti come una base della comprensione delle azioni e dell'empatia.
Schema — Disturbi emozionali e della cognizione sociale
| Disturbo | Caratteristiche |
|---|---|
| Apatia | Riduzione di motivazione, iniziativa e reattività emotiva, frequente nelle lesioni frontali mediali e nelle demenze |
| Disinibizione | Comportamenti impulsivi e socialmente inadeguati, tipici delle lesioni orbitofrontali |
| Labilità emotiva e riso e pianto patologici | Espressioni emotive improvvise, sproporzionate o non corrispondenti a ciò che si prova |
| Alessitimia | Difficoltà a riconoscere e descrivere le proprie emozioni |
| Deficit di teoria della mente ed empatia | Difficoltà a capire intenzioni e sentimenti altrui, nell'autismo, nella demenza frontotemporale e dopo traumi cranici |
Collegamento: con la lezione 36 il corso passa al cervello che cambia: lo sviluppo, i periodi sensibili e la plasticità.
17. Sviluppo del cervello, periodi sensibili e plasticità
Lo sviluppo del cervello segue alcune fasi: la formazione del tubo neurale nelle prime settimane di gravidanza, la proliferazione dei neuroni, la loro migrazione verso la sede definitiva, la differenziazione, la formazione delle sinapsi (sinaptogenesi). Dopo la nascita le sinapsi aumentano rapidamente e poi vengono sfoltite: le connessioni usate si rafforzano, le altre vengono eliminate (pruning). La mielinizzazione procede per anni e si completa per ultima nella corteccia prefrontale, verso i vent'anni: uno dei motivi per cui il controllo degli impulsi matura tardi.
Un periodo critico è una finestra di tempo in cui una certa esperienza è indispensabile perché una funzione si sviluppi; un periodo sensibile è una finestra in cui l'esperienza ha effetti particolarmente forti, ma non esclusivi. David Hubel e Torsten Wiesel hanno mostrato che chiudere un occhio a un gattino nelle prime settimane altera in modo permanente la corteccia visiva: è il principio per cui l'ambliopia, l'occhio pigro, va trattata nei primi anni di vita. Anche l'acquisizione della pronuncia di una lingua è più facile da piccoli.
La plasticità cerebrale è la capacità del sistema nervoso di modificarsi con l'esperienza e dopo un danno. Donald Hebb (1949) ha ipotizzato che quando due neuroni si attivano insieme la loro connessione si rafforzi; il potenziamento a lungo termine (LTP), scoperto nell'ippocampo negli anni Settanta, ne è il correlato. Nell'adulto esiste anche una neurogenesi, limitata ad alcune regioni come l'ippocampo.
Schema — Come si recupera dopo un danno cerebrale
| Meccanismo | Che cosa succede |
|---|---|
| Risoluzione della diaschisi | Aree lontane dalla lesione, temporaneamente depresse perché disconnesse, riprendono a funzionare nelle prime settimane |
| Restituzione | Il tessuto vicino alla lesione recupera la funzione |
| Riorganizzazione (vicarianza) | Altre aree, anche dell'emisfero opposto, assumono la funzione |
| Compensazione | Si raggiunge lo stesso obiettivo con strategie diverse o ausili esterni |
Il recupero è maggiore nei primi mesi dopo la lesione e dipende da sede ed estensione del danno, età, riserva cognitiva e trattamento. L'idea che il cervello giovane recuperi sempre meglio, nota come principio di Kennard, vale solo in parte: in alcuni casi una lesione precoce compromette lo sviluppo di funzioni che non si sono ancora formate. La riabilitazione sfrutta la plasticità, come nella terapia del movimento indotto dal vincolo, che limita l'arto sano per costringere all'uso di quello colpito.
Collegamento: quando lo sviluppo del cervello segue una traiettoria atipica si parla di disturbi del neurosviluppo, tema delle lezioni 40-42.
18. Disturbi del neurosviluppo, disabilità intellettiva e autismo
Il DSM-5 raggruppa tra i disturbi del neurosviluppo le condizioni che compaiono nel periodo dello sviluppo e compromettono il funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo: disabilità intellettiva, disturbi della comunicazione, disturbo dello spettro dell'autismo, ADHD, disturbi specifici dell'apprendimento, disturbi del movimento come il disturbo della coordinazione e i tic. In Italia i disturbi specifici dell'apprendimento sono tutelati dalla legge 170 del 2010.
La disabilità intellettiva è caratterizzata da deficit delle funzioni intellettive, come ragionamento, problem solving e apprendimento, confermati da valutazione clinica e test standardizzati, e da deficit del funzionamento adattivo negli ambiti concettuale, sociale e pratico, con esordio nell'età dello sviluppo. Il DSM-5 ne definisce la gravità, lieve, moderata, grave o estrema, in base al funzionamento adattivo e non più solo al QI. Tra le cause note ci sono condizioni genetiche come la sindrome di Down e la sindrome dell'X fragile.
Il disturbo dello spettro dell'autismo è definito da due gruppi di caratteristiche: deficit persistenti nella comunicazione e interazione sociale, e pattern di comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi, compresa l'iper- o ipo-reattività sensoriale. Il livello di gravità si esprime in base al supporto necessario, dal livello 1 al livello 3. Tre teorie neuropsicologiche hanno cercato di spiegarne le caratteristiche: un deficit di teoria della mente, una debole coerenza centrale, cioè la tendenza a elaborare i dettagli più del significato d'insieme, proposta da Uta Frith, e un deficit delle funzioni esecutive, che spiegherebbe rigidità e comportamenti ripetitivi. Gli interventi più sostenuti dalle prove sono precoci, comportamentali ed evolutivi, e coinvolgono la famiglia.
Collegamento: anche i disturbi psichiatrici dell'età adulta hanno una componente cognitiva. È il tema della lezione 43, che apre l'ultima parte del corso.
19. Disturbi psichiatrici e invecchiamento
Molti disturbi psichiatrici si accompagnano a deficit cognitivi misurabili. Nella schizofrenia i deficit di attenzione, memoria, funzioni esecutive e cognizione sociale sono frequenti, compaiono spesso prima dell'esordio dei sintomi psicotici e influenzano il funzionamento quotidiano più dei sintomi stessi. Nella depressione, soprattutto nell'anziano, i disturbi di concentrazione e memoria possono essere così marcati da sembrare una demenza: si parlava di pseudodemenza depressiva, che migliora con la cura del disturbo dell'umore. La valutazione neuropsicologica serve anche a distinguere queste condizioni.
L'invecchiamento sano non colpisce tutte le funzioni allo stesso modo. Calano la velocità di elaborazione, la memoria episodica, soprattutto nel richiamo libero, e alcune funzioni esecutive; restano stabili o migliorano il vocabolario e le conoscenze generali. È la distinzione di Raymond Cattell tra intelligenza fluida, che diminuisce, e cristallizzata, che si mantiene. Gli anziani con buone prestazioni tendono ad attivare entrambi gli emisferi in compiti in cui i giovani ne usano uno: è il modello HAROLD di Roberto Cabeza, letto come una forma di compensazione. La riserva cognitiva, costruita con istruzione, lavoro complesso, attività sociali e fisiche, spiega perché persone con un danno cerebrale simile possono avere sintomi molto diversi.
Tra invecchiamento normale e demenza si colloca il disturbo neurocognitivo lieve, o mild cognitive impairment: un declino cognitivo superiore all'atteso per età, documentato dai test, ma senza perdita di autonomia nella vita quotidiana. Non tutte le persone con questo disturbo sviluppano una demenza, ma il rischio è più alto.
Collegamento: le ultime due lezioni sono dedicate alle demenze e alle malattie neurodegenerative del movimento.
20. Demenze e malattie neurodegenerative del movimento
La demenza, oggi chiamata disturbo neurocognitivo maggiore, è un declino di una o più funzioni cognitive abbastanza grave da compromettere l'autonomia nelle attività quotidiane. Lo screening si fa spesso con il Mini-Mental State Examination, su 30 punti, o con il Montreal Cognitive Assessment, più sensibile alle forme iniziali; la diagnosi richiede una valutazione completa, esami di neuroimmagine e, quando serve, biomarcatori.
Schema — Le principali demenze
| Demenza | Esordio tipico | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Malattia di Alzheimer | Memoria episodica: dimentica eventi recenti, ripete le domande | La più frequente; placche di beta-amiloide e grovigli di proteina tau, atrofia che parte dall'ippocampo |
| Demenza vascolare | Rallentamento, deficit esecutivi, spesso a gradini | Legata a ictus multipli o a danni dei piccoli vasi |
| Demenza a corpi di Lewy | Fluttuazioni dell'attenzione, allucinazioni visive | Parkinsonismo, disturbi del sonno REM, forte sensibilità ai neurolettici |
| Demenza frontotemporale | Cambiamenti di comportamento o del linguaggio | Esordio spesso prima dei 65 anni; disinibizione, apatia, perdita di empatia o afasia progressiva primaria |
Le malattie neurodegenerative del movimento colpiscono soprattutto i gangli della base. La malattia di Parkinson nasce dalla perdita dei neuroni dopaminergici della sostanza nera: i sintomi motori sono tremore a riposo, rigidità, lentezza dei movimenti (bradicinesia) e instabilità posturale; sul piano cognitivo compaiono spesso rallentamento e deficit esecutivi, e in una parte dei pazienti, negli anni, una demenza. La malattia di Huntington è ereditaria, autosomica dominante, dovuta a un'espansione di triplette CAG; colpisce il nucleo caudato e produce movimenti involontari, la corea, insieme a disturbi cognitivi e psichiatrici. Tra le altre forme ci sono la paralisi sopranucleare progressiva, con difficoltà a muovere lo sguardo in verticale e cadute precoci, e la degenerazione corticobasale, con aprassia asimmetrica e, a volte, il fenomeno dell'arto alieno.
Se hai il programma da 54 lezioni
Il programma del codice 0241809MPSI02 ha 54 lezioni in un elenco unico. Rispetto a quello da 46 dedica più spazio alle basi biologiche del comportamento, come il sonno, gli ormoni e la regolazione degli stati interni, e a tre temi applicativi: i disturbi psichiatrici ad alta compromissione cognitiva, la valutazione neuropsicologica e la riabilitazione. Molti blocchi di questa guida servono anche a chi studia su questo programma.
| Lezioni del programma da 54 | Argomenti | Blocchi utili di questa guida |
|---|---|---|
| 1-9 | Neurofisiologia, anatomia e tecniche di studio, sviluppo ed evoluzione del cervello, lesioni cerebrali | 2, 3, 4, 5, 17 |
| 10-21 | Lateralizzazione e linguaggio, disturbi del linguaggio, movimento, spazio corporeo ed extracorporeo, visione, sistemi sensoriali, agnosie | 6, 7, 8, 10, 11, 12, 13, 15 |
| 22-32 | Biologia di memoria, attenzione ed emozioni, disturbi della memoria, disturbo cognitivo lieve, plasticità e neurogenesi, sonno-veglia, stati corporei, ormoni | 9, 10, 16, 17, 19 |
| 33-43 | Anamnesi e colloquio, sindrome frontale, disturbi psichiatrici ad alta compromissione cognitiva, ereditarietà, umore, sostanze | 5, 14, 18, 19, 20 |
| 44-54 | Valutazione di memoria, attenzione, funzioni esecutive, QI, ansia e disturbi post-traumatici; referto; riabilitazione | 5, 9, 10, 14, 17 |
Restano da studiare a parte alcuni temi. Il ciclo sonno-veglia è regolato dal nucleo soprachiasmatico dell'ipotalamo, l'orologio biologico che risponde alla luce e regola la melatonina; il sonno alterna fasi non REM, sempre più profonde, e fasi REM, con movimenti oculari rapidi, sogni vividi e muscoli rilassati, in cicli di circa 90 minuti. Gli stati corporei interni, come fame, sete e temperatura, sono regolati dall'ipotalamo secondo il principio dell'omeostasi. Il referto neuropsicologico riassume anamnesi, test usati, risultati espressi in punteggi standardizzati, profilo dei punti di forza e di debolezza e indicazioni; la restituzione lo spiega al paziente e ai familiari. La riabilitazione può puntare a ripristinare una funzione con l'esercizio, come nei training attentivi, o a compensarla con strategie e ausili: per la memoria si usano le mnemotecniche, come le immagini mentali e il metodo dei luoghi, l'apprendimento senza errori e ausili esterni come agende e promemoria sullo smartphone.
Lezioni, dispense e testi di riferimento
Secondo il PDF ufficiale ogni ora di didattica asincrona comprende una videolezione registrata, una dispensa con riferimenti bibliografici, tabelle e immagini, un questionario di autovalutazione di dieci domande a quattro opzioni e un file di riepilogo con obiettivi, struttura in paragrafi e parole chiave. La didattica sincrona comprende le webconference e un elaborato, entrambi facoltativi e utili per i punti premiali.
Il PDF indica come testi di riferimento facoltativi:
- Lineamenti di neuropsicologia clinica di Dario Grossi e Luigi Trojano (Carocci), un manuale italiano su sindromi, valutazione e riabilitazione
- Psicologia fisiologica di James Kalat (Edises), per le basi biologiche
- Principi di neuroscienze di Eric Kandel, James Schwartz e Thomas Jessell (Zanichelli), il grande trattato di riferimento delle neuroscienze
Le domande d'esame riguardano i contenuti delle videolezioni e delle dispense: i manuali servono a chiarire un argomento, non vanno studiati per intero. Un atlante del cervello, anche online, è utile per collocare le strutture che le dispense nominano.
Metodo di studio
- Parti dalla mappa del cervello. Lobi, solchi, strutture sottocorticali e arterie ricorrono in tutto il corso. Una pagina con un disegno del cervello, da completare a mano man mano che studi, è il riassunto più utile.
- Per ogni disturbo, fai una scheda con quattro voci. Che cosa non funziona, che cosa resta intatto, dove si trova di solito la lesione, come si valuta. Le domande a risposta multipla giocano spesso proprio su ciò che resta conservato, come la ripetizione nelle afasie transcorticali o la memoria procedurale negli amnesici.
- Studia i disturbi in coppia. Broca e Wernicke, dislessia superficiale e fonologica, aprassia ideomotoria e ideativa, agnosia appercettiva e associativa, amnesia anterograda e retrograda, via ventrale e dorsale: molte domande chiedono di distinguere quadri vicini.
- Associa i casi famosi a ciò che hanno dimostrato. Phineas Gage e il lobo frontale, il paziente di Broca e la produzione del linguaggio, H.M. e la memoria, K.F. e la doppia dissociazione, D.F. e le due vie visive, i pazienti split brain e la lateralizzazione.
- Non lasciare per ultime le lezioni 37-46. Con le regole del 2026/2027 sono la parte della prova finale in presenza: neurosviluppo, plasticità, autismo, psichiatria, invecchiamento e demenze.
- Usa i questionari di autovalutazione come verifica. Servono a controllare se hai capito ogni lezione; da soli lasciano scoperte parti delle dispense.
Domande e dubbi frequenti tra chi si prepara a questo esame
- Quanto tempo serve per prepararlo?
- È la domanda più ricorrente nel gruppo dell'esame. Con 46 o 54 lezioni e molti termini tecnici non è un esame da preparare in pochi giorni: chi l'ha già sostenuto racconta in genere di diverse settimane di studio regolare. Trovi una stima nella sezione Quanto tempo serve.
- Ci sono riassunti o schemi condivisi?
- È una delle richieste più frequenti, e nel gruppo circolano riassunti e schemi delle dispense. Sono utili per ripassare, ma conviene verificarli sulle dispense: un'area cerebrale o un tipo di afasia scambiati cambiano la risposta.
- Devo studiare il programma vecchio o quello nuovo?
- Quello associato al codice del tuo piano di studi, che trovi in piattaforma: 0242509MPSI02 con 46 lezioni, 0241809MPSI02 con 54. Prima di usare materiali condivisi, controlla che seguano l'elenco delle tue lezioni.
- Come funzionano elaborato e webconference?
- Nel gruppo se ne parla spesso, soprattutto delle tracce dell'elaborato. Sono facoltativi e valgono fino a 2 punti premiali in tutto: un punto per le webconference e uno per l'elaborato. Le regole sono nel PDF del programma e nella guida agli esami.
Studia con chi sta preparando questo esame ora. Confrontati su programma, tempi e prove nella community.
Come funziona l'esame
Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.
Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:
Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →Il PDF ufficiale prevede una prova scritta da 31 domande a risposta multipla con quattro opzioni, oppure un orale con almeno tre domande, a scelta dello studente nel rispetto del calendario. La lode spetta a chi risponde correttamente alle prime 30 domande e anche all'ultima. Fino a 2 punti premiali vengono dalla didattica sincrona: un punto per le webconference, ottenuto con due test superati da 0,5 punti ciascuno (almeno quattro risposte corrette su cinque), e un punto per l'elaborato, se giudicato sufficiente, scegliendo tra due tracce. Con le regole del 2026/2027, per cui a Mercatorum la prova finale copre le ultime 10 lezioni negli insegnamenti da almeno 5 CFU, il programma da 46 lezioni si divide così:
| Modalità | Domande | Lezioni |
|---|---|---|
| Prova intermedia (online) | 24 a risposta multipla | 1-36: basi e metodi, linguaggio, movimento, memoria, attenzione, spazio, percezione, corpo, funzioni esecutive, lateralizzazione, emozioni, sviluppo del cervello |
| Prova finale (in presenza) | 7 a risposta multipla | 37-46: periodi sensibili, plasticità, recupero, neurosviluppo, disabilità intellettiva, autismo, psichiatria, invecchiamento, demenze, malattie del movimento |
| Esame scritto unico (in presenza) | 31 a risposta multipla | Tutto il programma |
| Esame orale | Colloquio | Tutto il programma, solo nelle sessioni di febbraio e settembre a Roma |
Per accedere alla finale servono almeno 15 punti su 24 alla prova intermedia, contando gli eventuali punti premiali; l'esame si supera con almeno 18/30. Con il programma da 54 lezioni la finale riguarda le ultime dieci lezioni in piattaforma, che cadono nella parte su valutazione e riabilitazione. In ogni caso l'ordine che conta è quello delle videolezioni del tuo corso, compresa la presenza o meno della lezione di presentazione: verificalo, e controlla la modalità prevista per il tuo appello prima di prenotare.
Quanto tempo serve
Con 9 CFU l'impegno previsto è di circa 225 ore: il PDF del programma da 54 lezioni ne attribuisce 162 allo studio individuale, oltre alle ore di videolezioni e didattica interattiva. Per chi studia con regolarità conviene prevedere 5-6 settimane: una per anatomia, cellule e metodi, due per le funzioni cognitive e i loro disturbi, una per funzioni esecutive, lateralizzazione ed emozioni, una per sviluppo, neurosviluppo, psichiatria e demenze, e qualche giorno di ripasso con le schede dei disturbi. Se prepari prima la prova intermedia, le lezioni 1-36 richiedono circa tre quarti del tempo.
Questa materia ti prepara a…
Neuropsicologia collega la psicologia del primo anno alle basi biologiche del comportamento e si collega a molti altri esami:
- Percezione, attenzione, memoria ed emozioni dal punto di vista cognitivo in Psicologia dei processi cognitivi ed emotivi, lo sviluppo tipico in Psicologia dello sviluppo
- I disturbi psichici e la diagnosi in Psicologia clinica, i test e la misurazione in Metodi di ricerca psicologica
- Le magistrali in neuropsicologia e neuroscienze cognitive e, dopo l'abilitazione, il lavoro di valutazione e riabilitazione neuropsicologica. Gli altri esami del corso sono nella guida al corso L24 Mercatorum; per lo sviluppo e la disabilità nei primi anni di vita, la guida a Psicologia delle disabilità per la prima infanzia di un altro corso
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Domande frequenti
È un esame da 9 CFU del secondo anno di Scienze e Tecniche Psicologiche L24 Mercatorum, settore M-PSI/02. Esiste con due codici: 0242509MPSI02, del piano di studi 2026/2027, con un programma da 46 lezioni, e 0241809MPSI02, del piano 2024/2025, con un programma da 54 lezioni. Il codice del tuo esame è nel piano di studi in piattaforma.
Con le regole Mercatorum del 2026/2027 la prova intermedia, online, ha 24 domande a risposta multipla su tutto il programma tranne le ultime 10 lezioni; la prova finale, in presenza, ha 7 domande sulle ultime 10, che nel programma da 46 vanno dai periodi sensibili del neurosviluppo alle demenze. In alternativa ci sono l'esame scritto unico da 31 domande e l'orale. Fino a 2 punti premiali vengono da webconference ed elaborato, e l'esame si supera con 18/30.
Il programma da 46 lezioni del codice 0242509MPSI02 è organizzato per funzioni cognitive e fasi della vita: basi e metodi, linguaggio, memoria, attenzione, percezione, funzioni esecutive, emozioni, sviluppo, plasticità, neurosviluppo e demenze. Quello da 54 del codice 0241809MPSI02 dà più spazio a biologia del comportamento, disturbi psichiatrici, valutazione neuropsicologica e riabilitazione. Si studia il programma associato al proprio codice.
È la disciplina che studia il rapporto tra il funzionamento del cervello e i processi mentali, come linguaggio, memoria, attenzione, percezione, emozioni e controllo del comportamento. Lo fa soprattutto osservando che cosa cambia nelle persone con una lesione o una malattia cerebrale, e si occupa anche della valutazione dei deficit cognitivi e della loro riabilitazione.
Il neuropsicologo è di solito uno psicologo, con laurea magistrale e iscrizione all'Albo, che ha una formazione specifica in neuropsicologia, ad esempio una magistrale, un master o una scuola di specializzazione. Si occupa di valutare con test standardizzati le funzioni cognitive e di riabilitarle. Non è un medico: il neurologo è invece un medico specialista che diagnostica e cura le malattie del sistema nervoso.
Le afasie si classificano in base a fluenza, comprensione e ripetizione. Le principali sono l'afasia di Broca, con eloquio faticoso e comprensione relativamente conservata; di Wernicke, con eloquio fluente ma povero di senso e comprensione compromessa; di conduzione, con ripetizione molto compromessa; globale; transcorticali motoria e sensoriale, con ripetizione conservata; anomica, con difficoltà a trovare le parole.
Il neglect spaziale unilaterale porta a ignorare gli stimoli nella metà dello spazio opposta alla lesione, di solito la sinistra dopo una lesione parietale destra, senza un deficit visivo che lo spieghi. La persona mangia solo metà del piatto, legge solo la parte destra delle righe, urta gli ostacoli a sinistra, nei test sposta a destra il centro delle linee e omette la metà sinistra dei disegni. Spesso non è consapevole del disturbo.
L'agnosia è un disturbo del riconoscimento: la persona percepisce un oggetto, un volto o un suono ma non riesce a capire che cos'è, pur senza un deficit sensoriale elementare. L'aprassia è un disturbo dell'azione: la persona non riesce a eseguire gesti volontari, come usare un oggetto o imitare un movimento, pur avendo forza, sensibilità e comprensione della richiesta.
Sono i processi che permettono di pianificare, avviare, controllare e modificare il comportamento in vista di un obiettivo, soprattutto in situazioni nuove. Le tre componenti di base più citate sono l'inibizione delle risposte automatiche, l'aggiornamento delle informazioni nella memoria di lavoro e la flessibilità nel passare da un compito all'altro; su di esse si costruiscono pianificazione, ragionamento e problem solving.
Si indica così il cambiamento di personalità dopo una lesione della corteccia prefrontale, in particolare orbitofrontale. Nel 1848 una barra di ferro attraversò il lobo frontale di Phineas Gage, un capocantiere americano: sopravvisse e mantenne linguaggio e memoria, ma da persona affidabile divenne impulsivo, irriverente e incapace di seguire i propri piani. È il caso simbolo del ruolo frontale nel comportamento sociale.
È la capacità del sistema nervoso di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento con l'esperienza, l'apprendimento e dopo un danno. Comprende il rafforzamento o l'indebolimento delle sinapsi, la formazione di nuove connessioni, la riorganizzazione delle mappe corticali e, in alcune regioni come l'ippocampo, la nascita di nuovi neuroni. È la base del recupero e della riabilitazione dopo una lesione.
Si parte da test di screening globale, come il Mini-Mental State Examination o il Montreal Cognitive Assessment, e si approfondisce con test per singole funzioni: memoria, attenzione, linguaggio, abilità visuo-spaziali e funzioni esecutive, ad esempio Stroop, Trail Making Test, Torre di Londra o Wisconsin Card Sorting Test. In Italia i risultati sono spesso espressi in punteggi equivalenti, corretti per età e scolarità.