Home › Scienze Motorie — Pegaso › L'analisi del microbiota intestinale nello sportivo: approcci dietetici e integrativi
L22-PEGASO · Scienze Motorie — Pegaso

Analisi del microbiota intestinale nello sportivo L22 Pegaso

L'analisi del microbiota intestinale nello sportivo: approcci dietetici e integrativi è un esame a scelta da 6 CFU (settore MED/49) di Scienze Motorie L22 Pegaso, per gli indirizzi Statutario e Bio-Sanitario, con il codice 0502506MED49NM nell'A.A. 2026/2027. In 30 videolezioni spiega che cos'è il microbiota intestinale, come si analizza e come lo modificano attività fisica, alimentazione, probiotici e altri interventi.

Il corso sta tra fisiologia, biochimica e nutrizione e chiede due cose: conoscere i meccanismi e leggere con spirito critico una letteratura ancora giovane. Questa guida è uno strumento di studio: spiega gli argomenti del programma ufficiale, ma non dà indicazioni mediche o dietetiche personali e non interpreta esami di nessuno. Trovi i codici (esiste anche un programma precedente da 36 lezioni), i blocchi del programma con schemi e confronti interattivi, e le risposte ai dubbi più cercati su esame del microbiota, disbiosi, probiotici e alimentazione.

Scheda materia
6
CFU
A scelta
Anno
MED/49
SSD
0502506MED49NM
Codice
Indirizzo
Biosanitario Statutario

Di cosa parla il programma

Obiettivi formativi ufficiali — programma Pegaso

  • Approfondire struttura e funzioni dell'apparato digerente, per capire i meccanismi fisiopatologici collegati
  • Conoscere l'analisi del microbiota intestinale: definizione, ruolo e importanza di mantenere una condizione di eubiosi
  • Approfondire il ruolo dell'attività fisica nella modificazione del microbiota intestinale
  • Conoscere esempi di approcci dietetici e integrativi di intervento
  • Esaminare e interpretare in modo critico articoli scientifici e distinguere le fonti convalidate tra le informazioni che si trovano sul web
  • Integrare le informazioni sul microbiota nella gestione di un programma di allenamento, spiegarle a colleghi e al pubblico e motivare verso uno stile di vita che favorisca l'eubiosi

Cosa trovi in questa guida

Prima i codici (30 o 36 lezioni), poi gli argomenti in quindici blocchi: dall'apparato digerente e dal microbiota alle tecniche di analisi, poi attività fisica, assi tra intestino e altri organi, interventi (trapianto fecale, probiotici, alimentazione) e approccio personalizzato. Il metodo di studio è in Metodo di studio, come orientarsi sull'esame in Come funziona l'esame.

Il programma è organizzato in tre macro-argomenti e in 30 videolezioni, cinque per ogni CFU:

  • Struttura e funzioni dell'apparato digerente e caratteristiche del microbiota intestinale
  • Metodologie di analisi del microbiota intestinale
  • Ruolo dell'attività fisica e degli approcci dietetici (dieta e supplementi) nella modificazione del microbiota

Le videolezioni, con i titoli del programma ufficiale:

  1. L'organo dimenticato
  2. Apparato digerente - struttura, anatomia, istologia
  3. Il microbiota
  4. Funzioni del microbiota
  5. Variazioni del microbiota intestinale
  6. Variazioni del microbiota intestinale in condizioni patologiche
  7. La disbiosi
  8. Diversi tipi di disbiosi
  9. Tecniche di analisi
  10. Importanza della metagenomica
  11. Nuove scoperte continue
  12. Asse intestino-estrogeni
  13. Il microbiota e l'attività fisica
  14. Microbiota e sport di resistenza
  15. Microbiota cutaneo e sport
  16. Esercizio e microbiota
  17. Asse intestino-cervello
  18. Asse fegato-intestino
  19. Microbiota e obesità
  20. Microbiota e osteoporosi
  21. Trapianto microbiota fecale
  22. Il superdonatore
  23. Idrocolonterapia
  24. Oltre il microbiota intestinale
  25. Allergie e microbiota
  26. Antibiotico resistenza
  27. Terapia probiotica
  28. Alimentazione, probiotici e attività fisica
  29. Probiotici e trattamento di interferenza microbica
  30. Approccio personalizzato

Stai preparando L'analisi del microbiota intestinale nello sportivo? Nel gruppo trovi riassunti, schemi di studio e materiali condivisi dagli studenti.

Codici e piano di studi: 30 o 36 lezioni

Il codice non si sceglie: lo assegna Pegaso in base al piano di studi dell'anno di immatricolazione. Nell'A.A. 2026/2027 questo corso è uno degli insegnamenti a scelta da 6 CFU, per entrambi gli indirizzi, Statutario e Bio-Sanitario, accanto agli altri esami elencati nella guida al corso L22 Pegaso. Sul sito dell'ateneo sono pubblicati due programmi con lo stesso titolo:

Codice CFU Lezioni Cosa contiene
0502506MED49NM 6 30 Piano corrente: il programma descritto in questa guida
0501806MED49 6 36 Programma precedente: stesso titolo e stessi macro-argomenti, con sei lezioni in più

Le trenta lezioni del codice corrente sono quelle del vecchio programma, con una voce riformulata: "Probiotici e MIT" nel vecchio elenco diventa "Probiotici e trattamento di interferenza microbica". Nel programma corrente mancano sei lezioni del vecchio: "Cervello-intestino-microbiota", "Probiotici e asse intestino cervello", "Il microbiota: domande e studi futuri", "Nuove prospettive di studio", "Approccio evidence based" e "L'importanza di lavorare in equipe". Chi ha il codice 0501806MED49 può usare questa guida per i blocchi in comune e prendere le sei lezioni in più dal suo PDF; le dispense e i materiali del tuo codice sono quelli che fanno fede. Il codice esatto è nella sezione Piano di studi della piattaforma.

Argomenti del programma da approfondire

Il programma ha un filo logico: prima si capisce dove vive il microbiota e com'è fatto, poi come si misura, poi come lo influenzano esercizio, alimentazione e integrazione. La guida lo segue in quindici blocchi; tra parentesi le lezioni coperte. Una premessa vale per tutto il corso: la ricerca è giovane e molte relazioni sono associazioni (due fatti compaiono insieme) e non cause (uno determina l'altro). Saperle distinguere è una delle competenze che il programma chiede.

Mappa — la sequenza di questa guida

Il microbiota e come si misura

  1. Apparato digerente e barriera intestinale (1, 2)
  2. Che cos'è il microbiota (3)
  3. Le funzioni del microbiota (4)
  4. Come cambia: età, dieta, malattia (5, 6)
  5. Eubiosi e disbiosi (7, 8)
  6. Come si analizza (9, 10, 11)

Esercizio, organi e interventi

  1. Attività fisica e microbiota (13, 14, 16)
  2. Microbiota cutaneo e sport (15)
  3. Gli assi con estrogeni, cervello e fegato (12, 17, 18)
  4. Obesità e osteoporosi (19, 20)
  5. Trapianto fecale, superdonatore, idrocolonterapia (21, 22, 23)
  6. Oltre l'intestino, allergie, antibiotico resistenza (24, 25, 26)
  7. Probiotici, terapia probiotica, interferenza microbica (27, 29)
  8. Alimentazione, probiotici e attività fisica (28)
  9. Verso l'approccio personalizzato (30)

1. L'apparato digerente e la barriera intestinale (lezioni 1 e 2)

Il corso apre con un'immagine: il microbiota come "organo dimenticato", una comunità che per peso e attività si comporta come un organo ma a lungo è stata ignorata. Per capirla serve conoscere l'ambiente in cui vive. L'apparato digerente è un tubo dalla bocca all'ano, con ghiandole annesse (salivari, fegato, pancreas); la sua parete ha quattro strati: mucosa, sottomucosa, muscolare e sierosa (nell'esofago, l'avventizia). Nell'intestino tenue la mucosa ha pliche, villi e microvilli che moltiplicano la superficie, perché lì avviene l'assorbimento. Nel colon non ci sono villi ma cripte ricche di cellule caliciformi, che producono muco: lì si assorbono acqua ed elettroliti e vive la maggior parte dei batteri.

La barriera intestinale è ciò che separa il contenuto del lume dall'interno dell'organismo: lo strato di muco (nel colon doppio, con uno strato interno denso e quasi privo di batteri e uno esterno più lasso, in cui vivono), l'epitelio con le giunzioni serrate, le molecole antimicrobiche e le IgA secretorie, il tessuto linfoide associato all'intestino (GALT) con le placche di Peyer. Lascia passare nutrienti e acqua e trattiene batteri e tossine; quando funziona peggio si parla di aumentata permeabilità intestinale, concetto che ritroverai a proposito dello sport intenso e degli assi con altri organi.

Schema — I batteri lungo il tubo digerente (ordini di grandezza indicativi)

Tratto Ambiente Batteri
Stomaco e duodeno Acido, bile, transito rapido Pochi: da qualche unità a circa 103-104 per mL
Digiuno e ileo pH meno acido, transito più lento In aumento verso la fine, fino a circa 107-108 per mL
Colon Poco ossigeno, transito lento, fibre da fermentare La gran parte: circa 1011 cellule per grammo di contenuto

Collegamento: chiarito l'ambiente, si può dire chi lo abita e come lo si descrive: il microbiota.

2. Che cos'è il microbiota (lezione 3)

Il microbiota intestinale è la comunità di microrganismi dell'intestino: soprattutto batteri, ma anche archei, funghi, virus (tra cui i batteriofagi, che infettano i batteri) e protozoi. Con microbioma si indica in genere l'insieme dei loro geni o, più in largo, microrganismi, geni e molecole prodotte: i testi non usano sempre i due termini allo stesso modo. Per un adulto di riferimento di 70 kg, una stima del 2016 indica circa 3,8 × 1013 batteri contro 3,0 × 1013 cellule umane: lo stesso ordine di grandezza, non il rapporto di 10 a 1 che per decenni si è letto nei libri.

Per descrivere la comunità si usa la tassonomia (dominio, phylum, classe, ordine, famiglia, genere, specie, ceppo). Nell'adulto sano dominano due phyla, Bacillota (già Firmicutes) e Bacteroidota (già Bacteroidetes); seguono Actinomycetota, Pseudomonadota (che includono le Enterobacteriaceae, come Escherichia coli) e Verrucomicrobiota. I nomi vecchi sono ancora diffusi nella letteratura. La composizione varia molto da persona a persona, le funzioni di base molto meno.

Schema — I gruppi più citati

Phylum Esempi Cosa li caratterizza
Bacteroidota Bacteroides, Prevotella Degradano polisaccaridi complessi e fibre
Bacillota Faecalibacterium prausnitzii, Roseburia, Ruminococcus Includono molti produttori di butirrato
Actinomycetota Bifidobacterium Fermentano oligosaccaridi; prevalgono nel lattante allattato al seno
Verrucomicrobiota Akkermansia muciniphila Vive nello strato di muco e lo degrada

Collegamento: sapere chi c'è non basta; ciò che conta per la salute è che cosa questi microrganismi fanno, cioè le funzioni del microbiota.

3. Le funzioni del microbiota (lezione 4)

La funzione più studiata è metabolica: i batteri del colon fermentano fibre e amido resistente, che l'intestino umano non digerisce, e producono acidi grassi a catena corta (SCFA): acetato, propionato e butirrato, in proporzioni indicative di 60:20:20. Il butirrato è la principale fonte di energia delle cellule del colon, il propionato è captato in gran parte dal fegato, l'acetato arriva in circolo. Gli SCFA acidificano il lume e fanno da segnali, per esempio stimolando ormoni intestinali come il GLP-1. Le altre funzioni sono nello schema.

Schema — Le funzioni principali del microbiota

Funzione In che cosa consiste
Fermentazione Fibre e amido resistente diventano SCFA e gas; anche le proteine non digerite vengono fermentate, con prodotti meno favorevoli come ammoniaca e fenoli
Sintesi di vitamine Vitamina K e alcune vitamine del gruppo B, come biotina e folati
Protezione dai patogeni Competizione per spazio e nutrienti, sostanze antimicrobiche (batteriocine), acidificazione: la cosiddetta resistenza alla colonizzazione
Sviluppo del sistema immunitario Il microbiota "addestra" il tessuto linfoide intestinale e favorisce la tolleranza verso i microrganismi non dannosi
Acidi biliari I batteri trasformano gli acidi biliari primari prodotti dal fegato in acidi biliari secondari, che agiscono anche come molecole segnale

Collegamento: queste funzioni dipendono dalla composizione, e la composizione non è fissa: cambia con l'età, con ciò che si mangia, con i farmaci e con le malattie.

4. Come cambia il microbiota: età, stile di vita, malattia (lezioni 5 e 6)

Il microbiota si costruisce nei primi anni di vita: contano il tipo di parto (vaginale o cesareo), l'allattamento e lo svezzamento, e verso i tre anni circa assume una composizione simile a quella dell'adulto. In età adulta resta dinamico: la dieta è il fattore modificabile più importante; contano anche antibiotici e alcuni farmaci (per esempio inibitori di pompa protonica e metformina), attività fisica, stress e infezioni intestinali. Nell'anziano si descrive spesso una diversità più bassa, associata a fragilità. L'effetto della genetica è piccolo rispetto a quello dell'ambiente.

La lezione sulle condizioni patologiche raccoglie le alterazioni descritte in varie malattie, sempre come associazioni: in molti casi non è chiaro se il microbiota alterato sia causa, conseguenza o entrambe le cose. Nelle malattie infiammatorie croniche intestinali si osservano diversità ridotta, meno produttori di butirrato (Faecalibacterium prausnitzii) e più Enterobacteriaceae. L'infezione da Clostridioides difficile compare spesso dopo antibiotici che riducono la diversità e la resistenza alla colonizzazione. In obesità e diabete di tipo 2 la diversità è spesso ridotta, con funzioni metaboliche diverse. Nell'intestino irritabile le alterazioni descritte sono poco coerenti da uno studio all'altro.

Collegamento: quando lo squilibrio è tale da associarsi a malattia o a rischio si parla di disbiosi, il concetto che il programma affronta subito dopo.

5. Eubiosi e disbiosi (lezioni 7 e 8)

L'eubiosi è la condizione in cui composizione e funzioni del microbiota sono compatibili con la salute e la comunità è resiliente, cioè capace di ritrovare l'equilibrio dopo un disturbo come un ciclo di antibiotici o una gastroenterite. La disbiosi è un'alterazione della composizione, delle funzioni o della distribuzione del microbiota che si associa a una malattia o a un rischio di malattia. Due avvertenze fanno parte della materia. Non esiste una composizione "sana" valida per tutti, perché la variabilità tra persone è grande. E la disbiosi è un concetto descrittivo, non una diagnosi: i sintomi che l'accompagnano, come gonfiore e alterazioni dell'alvo, sono aspecifici e compaiono in molte condizioni.

Nella letteratura si distinguono di solito tre tipi di disbiosi, non esclusivi e spesso compresenti. Il programma dedica loro una lezione, e questa classificazione è un buon schema per orientarsi.

Schema — I tre tipi di disbiosi

Tipo Che cosa succede Esempio descritto
Perdita di microrganismi benefici Diminuiscono batteri con funzioni protettive Meno produttori di butirrato nelle malattie infiammatorie intestinali
Espansione di patobionti Aumentano microrganismi di norma innocui o rari che, in certe condizioni, favoriscono la malattia Espansione di Enterobacteriaceae nell'infiammazione intestinale
Perdita di diversità La comunità è meno varia e meno resiliente Dopo cicli ripetuti di antibiotici ad ampio spettro

Collegamento: per parlare di eubiosi e di disbiosi bisogna poterle misurare; il passo successivo del programma è la parte metodologica.

6. Come si analizza il microbiota (lezioni 9, 10 e 11)

Il campione più usato sono le feci: semplici da raccogliere, ma rappresentano soprattutto il lume del colon distale e non la mucosa né il tenue, per i quali servono biopsie o aspirati, cioè procedure mediche. Conta anche la conservazione: il campione si congela o si raccoglie in un liquido stabilizzante, perché i batteri continuano a crescere o a morire fuori dall'intestino. Poi si estrae il DNA e lo si sequenzia, con due approcci principali.

  • Sequenziamento del gene 16S rRNA. Il gene 16S è presente in tutti i batteri e archei. Ha tratti conservati, usati per amplificarlo con la PCR, e tratti variabili, che servono a distinguere i gruppi. Il risultato è l'elenco dei batteri presenti e della loro abbondanza relativa.
  • Metagenomica shotgun. Il DNA del campione viene frammentato e sequenziato per intero. Si ottiene un dettaglio maggiore su chi c'è e si vede anche quali geni possiedono i microrganismi, cioè quali funzioni sono possibili. È l'"importanza della metagenomica" della lezione 10.

Dai dati si ricavano misure di sintesi. La diversità alfa descrive la varietà dentro un campione (ricchezza, indice di Shannon); la diversità beta confronta campioni diversi (Bray-Curtis, UniFrac). Poiché i dati sono relativi, perché le quote sommano al 100%, l'aumento di un gruppo fa sembrare diminuiti gli altri anche quando non lo sono: è un limite che conviene conoscere. Prova a confrontare i principali metodi:

Confronta tre modi di analizzare il microbiota

Dimensione Sequenziamento 16S Metagenomica shotgun Coltura
Cosa analizza Un solo gene (16S rRNA) amplificato con la PCR Tutto il DNA del campione, frammentato e sequenziato Microrganismi vivi, fatti crescere in laboratorio
Livello di dettaglio Di solito fino al genere Specie e, con sequenziamento profondo, ceppi Isolati singoli, su cui si possono fare altri test
Funzioni Non le misura: si possono solo stimare dalla composizione Descrive i geni presenti (funzioni possibili) Si studiano sull'isolato
Limiti Distorsioni della PCR, dati relativi, non vede funghi e virus Costo e calcolo maggiori; molto DNA umano nei campioni di tessuto Solo una parte dei microrganismi intestinali cresce in laboratorio

Il 16S guarda un solo gene, la shotgun legge tutto il DNA del campione, la coltura lavora su microrganismi vivi: da questa differenza discendono tutte le altre.

La lezione "Nuove scoperte continue" ricorda che il campo cambia in fretta. Progetti come lo statunitense Human Microbiome Project e l'europeo MetaHIT hanno descritto il microbiota di centinaia di persone; la metagenomica permette di ricostruire i genomi di microrganismi che non si riescono a coltivare, per questo l'elenco delle specie note continua ad allungarsi. Accanto al DNA si studiano RNA (metatrascrittomica), proteine (metaproteomica) e molecole prodotte (metabolomica), per sapere che cosa i microrganismi fanno e non solo chi sono.

Collegamento: con gli strumenti di misura chiari, il programma entra nel cuore sportivo del corso: che cosa succede al microbiota di chi si allena.

7. Attività fisica e microbiota (lezioni 13, 14 e 16)

Tre lezioni, "Il microbiota e l'attività fisica", "Microbiota e sport di resistenza" ed "Esercizio e microbiota", sono il cuore sportivo del corso. Il quadro che emerge dalla ricerca è promettente ma meno solido di quanto si legga di solito. Gli studi osservazionali confrontano atleti e sedentari: uno studio del 2014 su giocatori professionisti di rugby li ha trovati più vari dei controlli, ma con una dieta molto diversa, più ricca di proteine, quindi la differenza non si attribuisce all'allenamento da solo. Gli studi di intervento fanno allenare persone prima sedentarie: in uno di sei settimane l'esercizio aerobico ha aumentato gli SCFA nelle feci di persone magre ma non di persone obese, e l'effetto è sparito dopo un periodo di sedentarietà. In sintesi, l'esercizio può modificare composizione e funzioni, con effetti che dipendono dalla persona, dalla dieta e da tipo e quantità di allenamento.

Per lo sport di resistenza la ricerca ha proposto un'ipotesi suggestiva. In uno studio del 2019 su maratoneti l'abbondanza di Veillonella aumentava dopo la gara; questo batterio usa il lattato come substrato e produce propionato, e nei topi la sua somministrazione aumentava il tempo di corsa. L'idea è un circuito in cui il lattato prodotto dal muscolo viene riutilizzato dall'intestino, ma nell'uomo un vantaggio di prestazione non è dimostrato. L'altra faccia è l'esercizio molto intenso e prolungato, soprattutto con il caldo: il flusso di sangue verso l'intestino si riduce, l'epitelio può danneggiarsi, la permeabilità aumenta e componenti batteriche come le endotossine (LPS) possono passare nel sangue. Nausea, crampi e diarrea sono sintomi frequenti nelle gare lunghe.

I meccanismi proposti (più SCFA, cambiamenti del transito e degli acidi biliari, minore infiammazione, miglior barriera) restano ipotesi in verifica, e il rapporto è probabilmente bidirezionale: il microbiota può influenzare a sua volta energia disponibile, infiammazione e recupero.

Collegamento: l'intestino non è l'unica superficie che ospita microrganismi in chi si allena. Subito dopo il programma passa alla pelle, in contatto con sudore, attrezzi e acqua.

8. Il microbiota cutaneo e lo sport (lezione 15)

La pelle ha un suo microbiota, che cambia con la zona del corpo. Nelle zone ricche di sebo, come viso e schiena, prevale Cutibacterium acnes (già Propionibacterium acnes); nelle zone umide, come ascelle e inguine, Corynebacterium e Staphylococcus; sugli avambracci, zona secca, la comunità è più varia. Questi microrganismi contribuiscono alla barriera cutanea, "addestrano" il sistema immunitario e competono con i patogeni, per esempio Staphylococcus epidermidis produce sostanze antimicrobiche.

Lo sport mette alla prova questo equilibrio: sudore, umidità, attrito di abbigliamento e protezioni, piccole abrasioni e superfici condivise (tappeti, spogliatoi, piscine) favoriscono la trasmissione di microrganismi. Nelle attività di contatto sono documentate infezioni della pelle batteriche (compresi ceppi di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina, MRSA), virali (herpes gladiatorum) e da funghi (tinea gladiatorum, tinea pedis). Le misure di prevenzione indicate dalle autorità sanitarie sono semplici: doccia dopo l'allenamento, niente scambio di asciugamani e rasoi, ferite coperte, attrezzi e abbigliamento puliti e asciutti.

Collegamento: si ritorna all'intestino per capire come comunica con altri organi: le lezioni successive trattano i cosiddetti assi.

9. Gli assi tra intestino e altri organi (lezioni 12, 17 e 18)

Con asse si indica una via di comunicazione, nei due sensi, tra l'intestino con il suo microbiota e un altro organo. Il programma ne tratta tre. Nell'asse intestino-estrogeni il fegato coniuga gli estrogeni e li elimina con la bile; alcuni batteri hanno un enzima, la β-glucuronidasi, che li deconiuga e li rende riassorbibili: l'insieme di questi geni è l'estroboloma. Nell'asse intestino-cervello contano nervo vago, sistema immunitario, asse ipotalamo-ipofisi-surrene e metaboliti microbici; circa il 90% della serotonina dell'organismo è prodotta nell'intestino, ma non attraversa la barriera emato-encefalica, quindi il legame con il cervello passa da altre vie. Nell'asse fegato-intestino il sangue dell'intestino arriva al fegato con la vena porta: tutto ciò che si assorbe, prodotti microbici compresi, passa prima da lì. Prova a confrontarli:

Confronta i tre assi

Dimensione Intestino-estrogeni Intestino-cervello Fegato-intestino
Vie di comunicazione Bile e circolo enteroepatico: gli estrogeni coniugati dal fegato arrivano all'intestino e possono essere riassorbiti Nervo vago, sistema nervoso enterico, sistema immunitario, asse ipotalamo-ipofisi-surrene Vena porta (dall'intestino al fegato) e bile (dal fegato all'intestino)
Molecole coinvolte Estrogeni coniugati e deconiugati; enzima batterico β-glucuronidasi (estroboloma) SCFA, derivati del triptofano, serotonina, citochine Acidi biliari, lipopolisaccaridi (LPS) batterici, SCFA
Condizioni studiate Menopausa e salute ossea, condizioni ormono-dipendenti (associazioni) Stress, ansia e umore; disturbi intestinali funzionali come l'intestino irritabile Steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD, già NAFLD)

Ogni asse ha una via fisica: per gli estrogeni la bile, per il cervello i nervi e il sistema immunitario, per il fegato la vena porta.

Collegamento: gli assi mostrano come il microbiota si colleghi a metabolismo e ormoni. Due condizioni in cui questo collegamento è molto studiato sono obesità e osteoporosi.

10. Microbiota, obesità e osteoporosi (lezioni 19 e 20)

Il legame con l'obesità nasce da esperimenti sui topi: il microbiota di topi obesi, trapiantato in topi privi di microrganismi, li faceva ingrassare più di quello di topi magri. Nell'uomo una parte delle persone con obesità mostra una diversità ridotta e funzioni diverse. I meccanismi proposti sono tre: una maggiore capacità di ricavare energia dagli alimenti (gli SCFA possono coprire circa il 5-10% dell'energia giornaliera di un adulto), un'infiammazione di basso grado alimentata dagli LPS che attraversano la barriera, il controllo degli ormoni della sazietà e degli acidi biliari. Per anni il rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes è stato proposto come indicatore di obesità, ma i risultati non sono coerenti tra gli studi e oggi è considerato poco affidabile.

L'osteoporosi è una riduzione della massa ossea con aumento del rischio di frattura, tipica dopo la menopausa, quando calano gli estrogeni. Il microbiota potrebbe incidere in più modi: la fermentazione acidifica il colon e rende più solubili calcio e altri minerali; il microbiota influenza le cellule immunitarie che regolano gli osteoclasti, le cellule che riassorbono l'osso; modula gli estrogeni (l'asse visto prima); produce vitamina K. Nei topi privi di microrganismi la massa ossea è maggiore, e in uno studio su donne anziane un ceppo di Lactobacillus reuteri ha ridotto la perdita di osso nella tibia rispetto al placebo. Resta valido il dato più noto: l'esercizio con carico è uno stimolo fondamentale per l'osso.

Collegamento: dalle associazioni si passa agli interventi: si può "riparare" un microbiota alterato? Il programma presenta tre pratiche molto diverse per solidità.

11. Trapianto di microbiota fecale, superdonatore e idrocolonterapia (lezioni 21, 22 e 23)

Il trapianto di microbiota fecale (FMT) consiste nel trasferire le feci di un donatore sano, selezionato e controllato, nell'intestino di un paziente, per colonscopia, clistere, capsule o sonda, per ricostituire una comunità sana. L'indicazione consolidata è l'infezione ricorrente da Clostridioides difficile: in uno studio del 2013 la guarigione è stata dell'81% dei pazienti dopo la prima infusione, contro il 31% con la sola vancomicina. Per altre condizioni, come le malattie infiammatorie intestinali, l'intestino irritabile o i disturbi metabolici, resta sperimentale e i risultati sono disomogenei. È un trattamento medico, perché senza lo screening del donatore si possono trasmettere infezioni, anche da microrganismi resistenti agli antibiotici.

Il superdonatore è un donatore i cui campioni sembrano funzionare meglio di altri: l'idea nasce da studi sulla colite ulcerosa, dove una parte delle remissioni si concentrava su pochi donatori. Quali caratteristiche lo rendano "super" (una diversità elevata, certi gruppi di batteri) non è chiaro, e il concetto è discusso. L'idrocolonterapia introduce grandi quantità d'acqua nel colon con un tubicino rettale, a scopo "detossificante". Le revisioni disponibili non mostrano benefici dimostrati e segnalano rischi, come perforazione, squilibri di liquidi ed elettroliti, infezioni e alterazioni del microbiota. Non va confusa con la preparazione dell'intestino prima di una colonscopia, che ha un'indicazione medica.

Collegamento: dopo gli interventi sull'intestino, il programma allarga lo sguardo: il microbiota non è solo intestinale e la sua alterazione ha effetti che vanno oltre la digestione.

12. Oltre l'intestino, allergie e antibiotico resistenza (lezioni 24, 25 e 26)

"Oltre il microbiota intestinale" ricorda che anche altri distretti hanno una comunità propria: la bocca, la pelle, la vagina (dove dominano i lattobacilli e il pH è acido), i polmoni, le vie urinarie. Queste comunità scambiano segnali con l'intestino e con il sistema immunitario, e la ricerca sul tema è in rapida espansione.

Sulle allergie il punto di partenza è l'ipotesi dell'igiene (fine anni Ottanta): poche esposizioni microbiche nei primi anni aumenterebbero il rischio di malattie allergiche. Oggi si riformula così: un microbiota ricco nei primi anni favorisce la tolleranza immunitaria, e parto cesareo, mancato allattamento e antibiotici nell'infanzia sono associati a più asma, dermatite atopica e allergie alimentari. Sono associazioni, non cause dimostrate; tra i meccanismi proposti ci sono gli SCFA, che favoriscono le cellule T regolatorie.

L'antibiotico resistenza è la capacità dei batteri di resistere agli antibiotici; l'insieme dei geni di resistenza di un microbiota è il resistoma. L'intestino ne è un serbatoio, perché i geni passano da un batterio all'altro, anche da commensali a patogeni, per coniugazione (contatto diretto, con plasmidi), trasformazione (DNA libero) o trasduzione (tramite batteriofagi). Gli antibiotici riducono la diversità, selezionano i ceppi resistenti e il recupero può richiedere mesi o essere incompleto. L'Organizzazione mondiale della sanità indica la resistenza antimicrobica tra le principali minacce per la sanità globale, ed è uno dei motivi per cui gli antibiotici vanno usati solo su prescrizione medica.

Collegamento: se gli antibiotici impoveriscono il microbiota, si può cercare di arricchirlo con microrganismi utili: i probiotici, la parte più "dietetica e integrativa" del corso.

13. Probiotici, terapia probiotica e interferenza microbica (lezioni 27 e 29)

Le parole di questo blocco si confondono facilmente, quindi conviene fissarle. Un probiotico è, secondo la definizione di FAO e OMS ripresa da un gruppo internazionale di esperti (ISAPP), un microrganismo vivo che, somministrato in quantità adeguata, conferisce un beneficio alla salute. Un prebiotico è un substrato che i microrganismi dell'ospite utilizzano in modo selettivo e che conferisce un beneficio: inulina, frutto-oligosaccaridi (FOS), galatto-oligosaccaridi (GOS). Un simbiotico unisce microrganismi vivi e un substrato selettivo, un postbiotico è una preparazione di microrganismi inattivati o dei loro componenti che dà un beneficio. Prova a classificare alcuni esempi:

Probiotico o prebiotico?

Probiotici

—

—

Prebiotici

—

Per essere chiamato probiotico non bastano genere e specie: servono il ceppo identificato (genere, specie e sigla), una dose adeguata di cellule vive fino alla scadenza, espressa in CFU (unità formanti colonie), e prove di beneficio per quel ceppo e per quell'uso. Gli effetti sono specifici del ceppo e dell'indicazione: un risultato ottenuto con un ceppo non vale per un altro. Uno yogurt con fermenti vivi è un alimento fermentato, non automaticamente un probiotico.

Come terapia probiotica le prove sono migliori per indicazioni e ceppi precisi, per esempio la prevenzione della diarrea associata agli antibiotici con alcuni ceppi e alcune diarree acute dei bambini; le linee guida delle società scientifiche raccomandano i probiotici solo in questi casi specifici, e per molte altre condizioni una raccomandazione manca. Nei soggetti sani sono in genere ben tollerati, ma sono descritte infezioni (batteriemie, fungemie) in persone con difese molto ridotte o con cateteri venosi centrali. La lezione "Probiotici e trattamento di interferenza microbica" parte dall'interferenza batterica: un microrganismo benefico ostacola uno dannoso occupando lo stesso spazio, consumando gli stessi nutrienti o producendo sostanze che lo inibiscono. Gli esempi in letteratura riguardano soprattutto bocca, vie respiratorie alte e vie urinarie; i dettagli applicativi sono nelle dispense.

Collegamento: probiotici e prebiotici sono solo una parte del quadro. Il fattore che più modifica il microbiota è ciò che si mangia ogni giorno, ed è il tema della lezione sull'alimentazione.

14. Alimentazione, probiotici e attività fisica (lezione 28)

Il microbiota risponde alla dieta in pochi giorni: in uno studio, una dieta solo di prodotti animali ha cambiato la composizione in meno di una settimana, con più batteri tolleranti alla bile e meno batteri che fermentano i polisaccaridi vegetali. Le fibre fermentabili (inulina, pectine, β-glucani, amido resistente) alimentano i produttori di SCFA, i polifenoli di frutta, verdura, tè, olio d'oliva e cacao sono trasformati dai batteri in composti attivi, e la dieta mediterranea è associata a più SCFA. Un modello povero di fibre e ricco di cibi ultra-processati si associa a minore diversità: in un ampio studio di popolazione, chi mangiava più di 30 vegetali diversi a settimana aveva un microbiota più vario di chi ne mangiava dieci o meno.

Gli sportivi hanno esigenze particolari: molti carboidrati, spesso molte proteine, e disturbi intestinali in gara. Si discutono due strategie. L'allenamento dell'intestino consiste nell'assumere carboidrati durante gli allenamenti per abituare l'apparato digerente e migliorare tolleranza e assorbimento. La riduzione temporanea di fibre e alimenti fermentabili (FODMAP) prima di una gara lunga limita gonfiore e crampi, ma è una misura di breve periodo, perché ridurre a lungo i substrati fermentabili può impoverire alcuni gruppi, come i bifidobatteri. Sulle integrazioni, una posizione del 2019 della Società internazionale di nutrizione sportiva (ISSN) conclude che alcuni ceppi probiotici possono dare benefici agli atleti, soprattutto su infezioni delle vie respiratorie alte e sintomi gastrointestinali, con effetti che dipendono da ceppo e dose. Gli integratori sono però un mercato più ampio delle prove, e per chi è sottoposto a controlli antidoping ogni prodotto comporta un rischio di contaminazione con sostanze vietate: un motivo in più per sceglierli con un professionista.

Collegamento: se risposte e bisogni cambiano da persona a persona, la domanda finale del corso è se si possa, e fino a che punto, personalizzare l'intervento.

15. Verso l'approccio personalizzato (lezione 30)

Il corso chiude con una domanda: se ogni microbiota è diverso, la stessa dieta o lo stesso integratore dovrebbero funzionare allo stesso modo per tutti? Probabilmente no. Uno studio molto citato ha seguito circa 800 persone per oltre 46.000 pasti: la risposta della glicemia agli stessi alimenti variava molto da persona a persona, e un algoritmo che includeva anche il microbiota la prevedeva meglio del solo conteggio di calorie o carboidrati. Nello sport un approccio personalizzato integra storia clinica, alimentazione, carico di allenamento, sintomi gastrointestinali, esami del sangue e, quando serve, dati sul microbiota.

Oggi mancano però marcatori validati di un microbiota "ottimale", i risultati cambiano da un giorno all'altro e da un laboratorio all'altro, e il mercato dei test promette più di quanto la ricerca sostenga: per questo il programma insiste sul discriminare tra fonti convalidate. Davanti a una notizia su microbiota e integratori, queste sono le domande utili:

Schema — Come leggere una notizia sul microbiota

Domanda Perché conta
Chi lo dice? Contano riviste con revisione tra pari, linee guida di società scientifiche, istituzioni sanitarie; un sito che vende il prodotto ha un interesse
Su chi è stato fatto lo studio? Cellule in laboratorio e topi non sono persone; atleti e popolazione generale possono rispondere in modo diverso
Che tipo di studio è, e su quante persone? Una revisione sistematica o uno studio randomizzato controllato pesa più di una singola osservazione; gli studi piccoli e brevi danno risultati fragili
Associazione o causa? Due fatti che compaiono insieme non dimostrano che uno causi l'altro

Il ruolo di chi lavora nello sport è usare queste conoscenze per informare, motivare e collaborare con medici, dietisti e nutrizionisti: non per diagnosticare né per prescrivere.

Metodo di studio

  • Parti dai tre macro-argomenti. Per ogni lezione scrivi tre righe: che cos'è, quale meccanismo la spiega, quale limite hanno le prove. Così le 30 lezioni diventano 30 schede confrontabili.
  • Costruisci un glossario. Microbiota e microbioma, eubiosi e disbiosi, resilienza, patobionte, resistoma, probiotico, prebiotico, simbiotico, postbiotico: parole vicine che si confondono. Una riga di definizione per ognuna basta.
  • Distingui sempre associazione e causa, topo e persona. Accanto a ogni affermazione annota il tipo di prova: il programma chiede di esaminare in modo critico la letteratura, e questo esercizio lo allena.
  • Fai una tabella per gli assi e una per i metodi di analisi. Per estrogeni, cervello e fegato: via, molecole, condizioni. Per 16S, shotgun, coltura e "omiche": che cosa misura ciascun metodo e che cosa no.
  • Usa le dispense del docente. Il modello didattico si basa su quelle, collegate a ogni videolezione; la bibliografia in calce serve per gli approfondimenti facoltativi.

Domande e dubbi frequenti tra chi si prepara a questo esame

Ho il vecchio codice 0501806MED49: devo studiare cose diverse?
I titoli delle lezioni corrispondono per 30 su 36. Il vecchio programma ha sei lezioni in più, elencate nella sezione sui codici. Fanno fede le dispense e i materiali del tuo codice, che trovi in piattaforma.

Studia con chi sta preparando questo esame ora. Confrontati su lezioni, codici e date d'esame: unisciti al gruppo.

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve

6 CFU corrispondono a circa 150 ore di impegno complessivo, calcolando le 25 ore per credito previste di norma, e le 30 videolezioni durano circa 15 ore: il resto è studio delle dispense, questionari di autoverifica e ripasso. Come indicazione, un piano di 4-6 settimane permette di dedicare circa una settimana a ciascun gruppo di lezioni (1-11, 12-18, 19-26, 27-30) e poi il ripasso. Il tempo reale dipende dalle basi di biologia e fisiologia: chi parte da zero può usare le settimane in più per la prima parte.

Questa materia ti prepara a…

L'analisi del microbiota intestinale nello sportivo è un esame a scelta e non è propedeutico ad altri esami del corso, ma i collegamenti di contenuto sono molti:

Prepari L'analisi del microbiota intestinale nello sportivo in questo periodo? Trova il gruppo della tua materia.

Domande frequenti

6 CFU, settore MED/49, con il codice 0502506MED49NM. È un insegnamento a scelta dell'A.A. 2026/2027 di Scienze Motorie, per entrambi gli indirizzi (Statutario e Bio-Sanitario). Il programma ha 30 videolezioni, cinque per ogni CFU.

Il codice corrente ha 30 videolezioni, il vecchio 36. Mancano sei lezioni: "Cervello-intestino-microbiota", "Probiotici e asse intestino cervello", "Il microbiota: domande e studi futuri", "Nuove prospettive di studio", "Approccio evidence based" e "L'importanza di lavorare in equipe". Il codice lo assegna Pegaso in base al piano di studi: controlla il tuo in piattaforma.

L'esame più usato analizza un campione di feci e descrive quali microrganismi ci sono e in quale proporzione, quanto è varia la comunità (diversità) e, con la metagenomica, quali geni possiede. Sono dati di composizione, non una diagnosi: non esiste una composizione ideale valida per tutti e i risultati cambiano con metodo e laboratorio. L'interpretazione di un esame personale spetta a un medico.

Non esiste un test migliore in assoluto: dipende dalla domanda. Il sequenziamento del gene 16S rRNA è il più diffuso e costa meno, ma di solito arriva al genere e non misura le funzioni. La metagenomica shotgun sequenzia tutto il DNA, può arrivare a specie e ceppi e descrive i geni presenti, ma costa di più. La coltura isola solo i batteri che crescono in laboratorio.

Costo e modalità dipendono dal laboratorio e dal metodo. In generale il campione di feci viene raccolto, spesso con un kit, e analizzato da un laboratorio; richiesta e interpretazione spettano a un medico, perché un test del microbiota non sostituisce gli esami diagnostici e i risultati non sono ancora standardizzati.

Nei testi si indicano fattori associati a minore diversità o a squilibrio: cicli di antibiotici, soprattutto ad ampio spettro, un'alimentazione povera di fibre e ricca di cibi ultra-processati, lo stress cronico, la scarsa attività fisica, alcuni farmaci e le infezioni intestinali. Sono associazioni descritte negli studi, non regole individuali.

Non esiste un aspetto delle feci tipico della disbiosi: si definisce dalla composizione e dalla funzione del microbiota, che si valutano analizzando un campione e non a occhio. Alterazioni di forma, consistenza o frequenza (descritte spesso con la scala di Bristol) e il gonfiore compaiono in molte condizioni e da soli non permettono di riconoscerla. Se i disturbi sono persistenti, il riferimento è il medico.

Il microbiota è uno dei fattori studiati nel rapporto con l'obesità (lezione "Microbiota e obesità"), ma non è una scorciatoia per dimagrire: gli interventi sul microbiota, probiotici compresi, hanno finora effetti modesti e incostanti sul peso. Anche il rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes, spesso citato in passato, non è un indicatore affidabile. Per un percorso personale serve un professionista.

Nessun alimento è buono per la disbiosi in assoluto. Dal punto di vista del microbiota la patata interessa per l'amido resistente: quando è cotta e poi lasciata raffreddare, una parte dell'amido si riorganizza (retrogradazione) e non viene digerita nell'intestino tenue; arriva al colon, dove i batteri lo fermentano producendo acidi grassi a catena corta come il butirrato. Contano però l'intera dieta e la tolleranza individuale: per un'alimentazione mirata ci si affida al medico o al dietista.

Le modalità d'esame di Pegaso cambiano di frequente e sono riportate nel programma ufficiale della materia e nella guida sugli esami Pegaso, che resta il riferimento aggiornato.

Altre materie L22-PEGASO

Tutte le guide Scienze Motorie — Pegaso →

Gruppi L22 Pegaso (75)

Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

Studia con
altri studenti