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L18-PEGASO · Economia Aziendale — Pegaso

Strategie d'impresa L18 Pegaso

La strategia d'impresa è l'insieme coerente di scelte con cui un'impresa decide dove competere e come ottenere un vantaggio duraturo sui concorrenti. Strategie d'impresa è un esame a scelta da 9 CFU (settore SECS-P/08, codice 0602509SECSP08IIINM) di Economia Aziendale L18 Pegaso: 45 videolezioni che vanno dall'analisi del settore e delle risorse al vantaggio competitivo, dalla diversificazione e dalle fusioni alla strategia di portafoglio e a quella organizzativa.

Il programma consiglia di aver già seguito gli insegnamenti del settore SECS-P/08, come Economia e gestione delle imprese, con cui condivide alcuni temi (analisi strategica, diversificazione, fusioni, matrici) in sole 12 lezioni: qui tutte le 45 parlano di strategia e vanno più a fondo. Questa guida segue l'elenco ufficiale e lo riordina in otto parti, con uno schema per ogni argomento che ne ha bisogno.

Scheda materia
9
CFU
A scelta
Anno
SECS-P/08
SSD
0602509SECSP08IIINM
Codice
Indirizzo
Business Management E Consulenza Direzionale Imprese Digitali E Esg Management
Non va confuso con Economia e gestione delle imprese, che ha lo stesso settore ma solo 12 lezioni di strategia su 45. Vedi Codice, corsi e gruppo.

Di cosa parla il programma

Obiettivi formativi ufficiali — programma Pegaso

  • Analizzare l'ambiente competitivo, il settore e il posizionamento strategico dell'impresa
  • Comprendere e applicare modelli e strumenti per creare e mantenere il vantaggio competitivo, incluse le strategie di integrazione, diversificazione e portafoglio
  • Analizzare e gestire fusioni, acquisizioni e relazioni interaziendali
  • Elaborare e valutare strategie organizzative e di cambiamento, con attenzione all'innovazione e alla gestione delle risorse aziendali
  • Integrare considerazioni economiche, qualitative e quantitative nella gestione strategica e nel processo decisionale
  • Sviluppare una visione critica delle tendenze emergenti e delle sfide strategiche nei diversi settori, con attenzione alle implicazioni organizzative

Cosa trovi in questa guida

Prima il programma e il confronto con Economia e gestione delle imprese. Poi gli argomenti in otto parti: la strategia, il settore, le risorse, l'attuazione, la strategia di gruppo, internazionale e tecnologia, il portafoglio, l'organizzazione. C'è un confronto interattivo sulle cinque forze di Porter, una linea del tempo sul ciclo di vita di un settore e un calcolo della matrice BCG. Il metodo operativo è in Metodo di studio.

Il PDF del codice 0602509SECSP08IIINM elenca 45 videolezioni numerate. Qui le raggruppiamo per area, con i titoli ufficiali abbreviati dove sono lunghi:

  • La strategia (1-4) — La strategia e il successo delle organizzazioni; Dalla pianificazione alla direzione strategica; La creazione di valore; Analisi delle performance
  • Settore e concorrenza (5-8, 15) — L'analisi ambientale e lo schema delle cinque forze competitive di Michael Porter; Il posizionamento dell'impresa e la struttura del settore; L'analisi di settore; La teoria dei giochi; Il ciclo vitale di un settore
  • Risorse e vantaggio competitivo (9-10, 13-14) — Le risorse aziendali; Collegamenti fra risorse, competenze e vantaggio competitivo; La creazione del vantaggio competitivo; Catena del valore e analisi dei costi
  • Dalla strategia all'organizzazione (11-12, 16) — Dalla formulazione all'implementazione della strategia; La progettazione organizzativa; Adattamento organizzativo e cambiamento
  • Strategia di gruppo (17-18, 21-26) — Strategia di gruppo e strategia di business; La natura e la forma delle relazioni verticali; I motivi della diversificazione; Diversificazione e vantaggio competitivo; La gestione del portafoglio di attività; La gestione delle interdipendenze tra diverse attività; Fusioni e acquisizioni; Le motivazioni di fusioni e acquisizioni
  • Internazionale e tecnologia (19-20, 27-30) — Concorrenza internazionale e analisi di settore; Coerenza tra strategia e condizioni nazionali; Tecnologia, concorrenza e rischio sistemico; Nuove tendenze del management strategico; Il vantaggio competitivo nei settori ad alta tecnologia; Scelte alternative per lo sfruttamento dell'innovazione
  • Strategia di portafoglio e matrici (31-42) — Introduzione alla strategia di portafoglio; I confini; La definizione del problema; L'elaborazione; La strategia di portafoglio intenzionale; La gestione strategica del portafoglio; Le caratteristiche delle matrici di portafoglio; Le implicazioni economiche e la matrice B.C.G.; Le matrici basate sulle grandezze economiche; Le matrici costruite su criteri qualitativi; Le matrici che coniugano criteri qualitativi e quantitativi; Le matrici utili a individuare le direttrici di diversificazione
  • Strategia organizzativa (43-45) — Introduzione alla strategia organizzativa; Le componenti hard del contesto organizzativo; Le componenti soft del contesto organizzativo

Stai preparando questo esame? Per Strategie d'impresa non c'è un gruppo dedicato, perché è un esame a scelta: trovi gli altri studenti L18 nella community del corso.

Codice, corsi e gruppo

L'esame ha un solo codice, 0602509SECSP08IIINM, da 9 CFU e 45 videolezioni. In Economia Aziendale L18 compare tra gli insegnamenti a scelta del piano 2026/2027; lo indicano tra gli esami a scelta anche alcuni studenti di Scienze dell'Educazione L19, con lo stesso codice e lo stesso programma. Nell'elenco dei gruppi non c'è un gruppo dedicato al codice, quindi i bottoni di questa pagina portano alla community generale di L18.

Strategie d'impresa o Economia e gestione delle imprese?

Sono i due esami L18 dello stesso settore e della stessa durata, e si scambiano spesso. La differenza è nell'ampiezza: Economia e gestione delle imprese (codice 0602509SECSP08NM, secondo anno) è un corso di management a tutto campo, in cui le prime 12 lezioni sono di strategia e le altre 33 sono di operations, organizzazione, innovazione e responsabilità sociale. Strategie d'impresa è a scelta e le sue 45 lezioni ruotano tutte attorno alla strategia, compresa la sua attuazione organizzativa.

Tema Economia e gestione delle imprese (0602509SECSP08NM) Strategie d'impresa (0602509SECSP08IIINM)
Analisi del settore Ambiente esterno e analisi interna in due lezioni Cinque forze di Porter, struttura del settore, teoria dei giochi, ciclo di vita
Crescita Integrazione, collaborazione, internazionalizzazione, M&A, diversificazione e matrici di portafoglio in una lezione ciascuna Strategia di gruppo, diversificazione, M&A e 12 lezioni su strategia di portafoglio e matrici
Altri blocchi Operations e supply chain (12 lezioni), organizzazione (6), innovazione (12), CSR (3) Innovazione e organizzazione solo come parte della strategia

Non vanno confusi con altri esami dal nome simile: Strategie d'impresa e marketing, un esame di L18 Mercatorum con un altro programma, e Strategie d'impresa del corso L31 di Pegaso (codice 0312506SECSP08INM, 6 CFU), che è un altro insegnamento.

Argomenti del programma da approfondire

Il corso procede dal generale al particolare. Prima la strategia e gli strumenti per capire il settore e le risorse dell'impresa; poi come questa analisi diventa vantaggio competitivo e organizzazione; poi la strategia di chi gestisce più attività insieme, il gruppo, con la diversificazione, le fusioni e il portafoglio. Seguiamo l'ordine ufficiale delle lezioni, con qualche accorpamento, perché è già costruito in questa sequenza.

Mappa — la sequenza di questa guida

La strategia

  1. La strategia e il successo
  2. Dalla pianificazione alla direzione strategica
  3. Valore e performance

Il settore

  1. Le cinque forze di Porter
  2. Struttura e analisi di settore
  3. La teoria dei giochi
  4. Il ciclo di vita del settore

Risorse e vantaggio

  1. Risorse e competenze
  2. Vantaggio competitivo, catena del valore, costi

Dalla strategia all'organizzazione

  1. Formulazione e implementazione
  2. Adattamento e cambiamento

Strategia di gruppo

  1. Gruppo e business
  2. Relazioni verticali
  3. Diversificazione
  4. Portafoglio di attività e interdipendenze
  5. Fusioni e acquisizioni

Internazionale e tecnologia

  1. Concorrenza internazionale
  2. Tecnologia e rischio sistemico
  3. Nuove tendenze
  4. Alta tecnologia e innovazione

Portafoglio e organizzazione

  1. La strategia di portafoglio
  2. Le matrici e la BCG
  3. Le altre matrici
  4. Le matrici per diversificare
  5. Componenti hard e soft

1. La strategia e il successo delle organizzazioni

La strategia è il modo in cui un'impresa impiega le proprie risorse per raggiungere obiettivi di lungo periodo e ottenere risultati migliori dei concorrenti. Non è un elenco di buone intenzioni: è un insieme di decisioni importanti, difficili da rovesciare, che impegnano risorse per anni. Secondo Robert Grant, il cui testo il programma consiglia, le strategie di successo hanno in comune quattro elementi.

Schema — Gli elementi di una strategia di successo

Elemento Che cosa significa
Obiettivi Semplici, coerenti e di lungo periodo
Ambiente Comprensione profonda di clienti, concorrenti e settore
Risorse Valutazione realistica dei punti di forza e di debolezza dell'impresa
Implementazione Organizzazione, sistemi e persone coerenti con la scelta

Collegamento: una strategia di questo tipo non si improvvisa. La domanda successiva è come le imprese hanno imparato a costruirla: dalla pianificazione alla direzione strategica.

2. Dalla pianificazione alla direzione strategica

Fino agli anni Settanta la strategia si fa con la pianificazione: previsioni sul futuro e piani formali a lungo termine, rivisti ogni anno. Gli shock petroliferi e l'instabilità di quel decennio ne mostrano il limite, perché il futuro non si prevede abbastanza bene da fissarlo in un piano. Si passa così alla direzione strategica, che guida l'impresa in modo continuo: analizza l'ambiente, fissa la direzione, decide e corregge. Una distinzione utile, dovuta a Henry Mintzberg, è tra la strategia deliberata, pianificata in anticipo, e quella emergente, che si forma strada facendo da decisioni e apprendimento.

Collegamento: per decidere e correggere servono criteri per capire se la strategia funziona: la creazione di valore e la misura delle performance.

3. La creazione di valore e l'analisi delle performance

L'impresa crea valore quando i ricavi superano il costo di tutte le risorse impiegate, capitale compreso. Un indicatore tipico è il ROIC, il rendimento del capitale investito: utile operativo netto di imposte diviso capitale investito, da confrontare con il costo medio ponderato del capitale (WACC). Se un'impresa ha un utile operativo netto di 12 milioni su 100 di capitale investito, il ROIC è il 12%; con un WACC del 9% crea (12% − 9%) × 100 = 3 milioni di valore. L'analisi delle performance serve a capire se la strategia funziona e perché: confronta i risultati nel tempo e con i concorrenti (benchmarking), scompone gli indici, per esempio redditività come margine per rotazione del capitale, e li collega alle scelte che li hanno prodotti.

Collegamento: la redditività di un'impresa dipende in parte dal settore in cui opera. Per questo l'analisi parte dall'ambiente competitivo e dallo schema delle cinque forze di Porter.

4. L'ambiente e le cinque forze di Porter

Il settore è l'insieme delle imprese che offrono prodotti sostituibili tra loro. Lo schema delle cinque forze competitive di Michael Porter spiega perché alcuni settori sono più redditizi di altri: la redditività media dipende dall'intensità di cinque forze, la rivalità tra concorrenti, la minaccia dei nuovi entranti, quella dei prodotti sostitutivi, il potere dei fornitori e quello dei clienti. Più sono intense, più il profitto del settore è schiacciato. Scegli una forza per vedere quando è forte e come rispondere.

Confronta le 5 forze di Porter

Caratteristica Rivalità Nuovi entranti Sostituti Fornitori Clienti
Quando è forte Concorrenti numerosi e di peso simile, crescita lenta, costi fissi alti, prodotti poco differenziati Barriere basse: poche economie di scala, poco capitale richiesto, canali di vendita accessibili Il sostituto ha un buon rapporto prezzo-prestazioni e passare ad esso costa poco Pochi fornitori, input unici o differenziati, costi di cambio alti Pochi clienti grandi, prodotti standard, costi di cambio bassi
Effetto sul profitto Guerre di prezzo e margini compressi Nuova capacità e prezzi in calo Un tetto ai prezzi che il settore può praticare Costi degli input più alti Pressione sui prezzi e richieste di sconti
Risposta tipica Differenziarsi ed evitare scontri sul prezzo Alzare le barriere: scala, marchio, fedeltà dei clienti Puntare su qualità e servizio Più fornitori, input standard, integrazione a monte Fidelizzare, differenziare, diversificare i clienti

Ogni forza dipende da condizioni diverse: concorrenti numerosi e simili, barriere basse, sostituti convenienti, fornitori o clienti concentrati e con poco da perdere se cambiano controparte.

Collegamento: le cinque forze dicono quanto è attraente un settore. Per capire come sono fatti i settori e dove conviene collocarsi, la lezione successiva guarda la loro struttura.

5. Struttura del settore, posizionamento e analisi di settore

La struttura del settore è l'insieme dei caratteri che decidono come si compete: numero e dimensione delle imprese (concentrazione), differenziazione dei prodotti, barriere all'entrata, struttura dei costi. L'economia distingue forme di mercato a cui corrispondono livelli diversi di redditività.

Schema — Struttura del settore e redditività

Struttura Caratteri Redditività tipica
Concorrenza perfetta Molte piccole imprese, prodotto omogeneo, nessuna barriera Bassa: il prezzo è dato dal mercato
Concorrenza monopolistica Molte imprese con prodotti differenziati Media: dipende dalla differenziazione
Oligopolio Poche grandi imprese che dipendono dalle scelte l'una dell'altra Può essere alta, ma è instabile se la rivalità si accende
Monopolio Un'impresa sola, barriere molto alte Alta, salvo regolazione

Il posizionamento è la scelta di dove collocarsi: la lezione lo collega ai gruppi strategici, imprese dello stesso settore con strategie simili, che si fanno concorrenza tra loro più che con le altre. L'analisi di settore procede per passi: si definiscono i confini del settore, si individuano le forze in gioco e se ne valuta l'effetto sulla redditività, e se ne ricavano i fattori chiave di successo, cioè ciò che serve per vincere in quel settore.

Collegamento: la struttura spiega quanto è redditizio un settore, ma non come si comportano le imprese quando le loro scelte si influenzano a vicenda: è il campo della teoria dei giochi.

6. La teoria dei giochi

La teoria dei giochi studia le decisioni quando il risultato di ciascuno dipende dalle scelte degli altri, come accade ai prezzi di due concorrenti. Il caso classico è il dilemma del prigioniero: due imprese possono tenere il prezzo alto o abbassarlo.

Schema — Il dilemma dei prezzi (profitti di A, di B; valori illustrativi, in milioni)

  B tiene il prezzo alto B abbassa il prezzo
A tiene il prezzo alto 10 ; 10 4 ; 12
A abbassa il prezzo 12 ; 4 6 ; 6

Qualunque cosa faccia l'altra, ciascuna impresa guadagna di più abbassando il prezzo; ma se lo fanno entrambe guadagnano 6 invece di 10. L'esito (prezzo basso, prezzo basso) è un equilibrio di Nash: nessuno ha convenienza a cambiare scelta da solo. Nei giochi ripetuti la cooperazione tacita diventa possibile, perché una guerra di prezzo oggi costa domani. La teoria spiega anche gli impegni credibili, i segnali e la deterrenza dell'entrata di nuovi concorrenti.

Collegamento: anche la struttura di un settore cambia nel tempo, e con essa le mosse sensate: è il ciclo di vita del settore.

7. Il ciclo vitale di un settore

L'idea del ciclo di vita è che un settore attraversi quattro fasi, e che ognuna cambi le forze in gioco e la strategia migliore. Scegli una fase.

Introduzione

Tecnologia e prodotto non sono standardizzati, la domanda è piccola e i prezzi alti. Il vantaggio va a chi innova e sceglie il disegno giusto.

Crescita

La domanda cresce in fretta, il prodotto si standardizza, entrano nuovi concorrenti e i prezzi scendono. Contano capacità produttiva e distribuzione.

Maturità

La crescita rallenta, la domanda è soprattutto di sostituzione e c'è capacità in eccesso. Si compete su costi e prezzo, e il settore si concentra.

Declino

La domanda cala e le imprese lasciano il settore o si ridimensionano. Si sceglie tra difendere una nicchia, raccogliere cassa o cedere l'attività.

Collegamento: finora abbiamo guardato fuori dall'impresa. Il vantaggio competitivo nasce però anche da ciò che l'impresa ha e sa fare: le risorse.

8. Le risorse aziendali, le competenze e il vantaggio competitivo

Le risorse sono ciò che l'impresa possiede: tangibili (impianti, denaro), intangibili (marchio, brevetti, reputazione) e umane. Le competenze, o capacità, sono l'abilità di combinare le risorse per svolgere un'attività; quando sono rare e difficili da imitare diventano competenze distintive. Perché una risorsa dia un vantaggio duraturo deve avere valore per i clienti, essere rara, essere difficile da copiare, e l'impresa deve saperla organizzare: schemi come il VRIO di Barney riassumono questi criteri. La catena che il programma ricostruisce è quindi: risorse, competenze, vantaggio competitivo, profitto.

Collegamento: risorse e competenze danno il vantaggio solo se si traducono in costi più bassi o in un prodotto che i clienti pagano di più: è la creazione del vantaggio competitivo.

9. Il vantaggio competitivo, la catena del valore e i costi

Un'impresa ha un vantaggio competitivo quando ottiene un profitto superiore alla media del settore. Le fonti sono due: costi più bassi, oppure un prodotto differenziato per cui i clienti accettano un prezzo più alto. La catena del valore di Porter scompone l'impresa in attività, per vedere dove si crea valore e dove si sostengono costi.

Schema — La catena del valore

Attività Componenti
Primarie Logistica di approvvigionamento, operazioni, logistica di distribuzione, marketing e vendite, servizi
Di supporto Infrastruttura dell'impresa, gestione delle risorse umane, sviluppo tecnologico, approvvigionamenti

L'analisi dei costi individua poi i fattori che li determinano: economie di scala, curva di apprendimento (i costi scendono con l'esperienza), utilizzo della capacità produttiva, costo dei fattori, tecnologia di processo. Chi punta sul costo agisce su questi fattori; chi punta sulla differenziazione cerca i punti della catena in cui può offrire qualcosa di unico.

Collegamento: scegliere come competere è solo metà del lavoro: la strategia deve essere attuata, e qui entra in gioco l'organizzazione.

10. Dalla formulazione all'implementazione e la progettazione organizzativa

La lezione distingue la formulazione della strategia, cioè scegliere dove e come competere, dall'implementazione, cioè tradurre la scelta in azioni con struttura, sistemi di pianificazione e controllo, incentivi e cultura. Lo storico d'impresa Alfred Chandler ha mostrato che la struttura segue la strategia: le grandi imprese americane adottarono la divisione per prodotto quando si diversificarono. La progettazione organizzativa sceglie come dividere il lavoro e coordinarlo.

Schema — Tre strutture organizzative

Struttura Come funziona Limite
Funzionale Unità per funzione (produzione, vendite, finanza); adatta a un'attività o a poche Difficile coordinare tra funzioni
Divisionale Una divisione per prodotto, mercato o area; adatta a imprese diversificate Duplicazione delle funzioni
A matrice Doppia linea di autorità, per funzione e per prodotto o progetto Conflitti e ambiguità di responsabilità

Collegamento: anche la migliore struttura invecchia quando l'ambiente cambia. La lezione successiva riguarda come le organizzazioni si adattano.

11. Adattamento organizzativo e cambiamento

L'ambiente cambia e l'organizzazione deve adattarsi, ma le organizzazioni tendono all'inerzia: routine consolidate, investimenti già fatti, interessi interni. Il cambiamento arriva spesso a salti, per una crisi, un nuovo vertice o una tecnologia nuova, dopo lunghi periodi di continuità. Si distingue il cambiamento incrementale, fatto di piccoli aggiustamenti, da quello radicale, che ridisegna strategia e struttura. Una sfida frequente è essere efficienti nell'attività attuale e insieme capaci di esplorare attività nuove. Gestire il cambiamento richiede una diagnosi, un obiettivo chiaro, il coinvolgimento delle persone e tempi coerenti con l'urgenza.

Collegamento: fin qui l'impresa è stata vista come un'unica attività. Molte imprese ne gestiscono invece diverse insieme, e per loro serve un livello in più: la strategia di gruppo.

12. Strategia di gruppo e strategia di business

Un'impresa che fa una sola cosa ha una sola domanda: come competere. Un gruppo che gestisce più attività ne ha due. La strategia di business riguarda come competere in un settore; la strategia di gruppo (corporate) riguarda in quali settori essere presenti e come allocare le risorse tra le attività. Il gruppo crea valore solo se, tenendo insieme le attività, ottiene più di quanto otterrebbero separate. Il testo di Invernizzi, che il programma consiglia, è dedicato proprio a questo livello.

Schema — I livelli della strategia

Livello Domanda Strumenti
Gruppo In quali attività investire e come bilanciarle? Integrazione, diversificazione, portafoglio, fusioni e acquisizioni
Business Come ottenere un vantaggio in un settore? Analisi di settore, costo o differenziazione, risorse

Collegamento: la prima scelta di gruppo è quali fasi della filiera svolgere in casa: le relazioni verticali.

13. Le relazioni verticali

Ogni impresa deve decidere quali fasi della filiera svolgere in casa e quali comprare. L'integrazione verticale è produrre internamente fasi a monte (la fornitura) o a valle (la distribuzione). Il criterio è quello dei costi di transazione, studiati da Oliver Williamson: conviene integrare quando comprare sul mercato è rischioso, cioè quando servono investimenti specifici per quella relazione, il futuro è incerto e gli scambi si ripetono spesso. Tra mercato e integrazione ci sono forme intermedie, come i contratti di lungo periodo, le alleanze e le joint venture. Integrare dà più controllo ma riduce la flessibilità e richiede capitale.

Collegamento: la seconda scelta di gruppo non riguarda la filiera ma l'ampliamento verso settori nuovi: la diversificazione.

14. La diversificazione

I motivi per cui un'impresa si diversifica sono la crescita quando il settore è maturo, la riduzione del rischio, l'uso di risorse in eccesso e il potere di mercato. Non tutti sono validi: gli azionisti possono diversificare da soli comprando titoli di imprese diverse, quindi la diversificazione conviene solo se crea un vantaggio. Porter propone tre test: il nuovo settore è attraente? Il costo d'ingresso è inferiore al valore che se ne ricava? L'impresa e la nuova attività si rafforzano a vicenda? Il vantaggio nasce dalle economie di scopo, cioè dal risparmio di produrre insieme più prodotti, dal trasferimento di competenze e dalla condivisione di risorse. Si distingue la diversificazione correlata, in attività legate per mercato o tecnologia, da quella non correlata, il conglomerato.

Collegamento: una volta diversificato, il gruppo ha un portafoglio di attività da gestire, e le attività non sono mai del tutto indipendenti.

15. Il portafoglio di attività e le interdipendenze

Il gruppo gestisce un portafoglio di attività: decide dove investire, dove mantenere, dove uscire, bilanciando quelle che generano cassa e quelle che la consumano. Le attività condividono risorse (impianti, marchio, ricerca), si forniscono a vicenda e si scambiano competenze. La lezione sulle interdipendenze mostra che coordinarle crea valore, le sinergie, ma ha un costo, fatto di burocrazia e di perdita di autonomia. Il centro del gruppo è giustificato solo se aggiunge alle attività più valore di quanto costa.

Collegamento: il portafoglio non si modifica solo dall'interno: si può anche comprare o unire un'altra impresa.

16. Fusioni e acquisizioni

Una fusione unisce due imprese in una sola; un'acquisizione è l'acquisto del controllo di un'altra. Le motivazioni sono economie di scala, ingresso in mercati o tecnologie nuove, riduzione della concorrenza, sinergie e diversificazione. Molte operazioni non creano valore per chi acquista: si paga un premio rispetto al prezzo di mercato e l'integrazione delle due organizzazioni è difficile. Il valore dipende dalle sinergie realmente ottenute meno il premio pagato.

Schema — Tipi di fusioni e acquisizioni

Tipo Chi si unisce Obiettivo tipico
Orizzontale Concorrenti dello stesso settore Scala, quota di mercato
Verticale Fornitore o cliente Controllo della filiera
Conglomerale Imprese di settori non collegati Diversificazione

Collegamento: nelle scelte di gruppo il contesto geografico conta sempre di più. Le lezioni successive allargano lo sguardo alla concorrenza internazionale.

17. Concorrenza internazionale e condizioni nazionali

Competere all'estero cambia l'analisi di settore: i concorrenti vengono da Paesi diversi, con costi, regole e domanda diversi. Perché alcuni Paesi hanno imprese vincenti in certi settori lo spiega il diamante di Porter, che guarda a quattro elementi del Paese d'origine: le condizioni dei fattori (lavoro, capitale, infrastrutture, competenze), le condizioni della domanda (clienti esigenti), i settori correlati e di supporto (una filiera di fornitori), la strategia, struttura e rivalità delle imprese. Caso e politiche pubbliche completano il quadro. La lezione sulla coerenza tra strategia e condizioni nazionali dice che una strategia funziona quando sfrutta ciò che il Paese offre: i distretti italiani della moda o della meccanica ne sono un esempio.

Collegamento: in un contesto globale, a cambiare le regole del gioco è soprattutto la tecnologia.

18. Tecnologia, concorrenza e rischio sistemico

La tecnologia cambia la concorrenza: abbassa le barriere all'entrata, crea sostituti, collega imprese, banche e mercati in reti fitte. Questo crea un rischio sistemico, il rischio che il problema di un'impresa o di un nodo della rete si propaghi a tutto il sistema, come è successo con la crisi finanziaria del 2008 e può succedere con le interruzioni delle catene di fornitura o con attacchi informatici a infrastrutture condivise. Per chi fa strategia vuol dire valutare non solo i concorrenti diretti ma anche la tenuta del sistema in cui l'impresa è inserita.

Collegamento: da qui il programma guarda a come il pensiero strategico stesso si sta evolvendo.

19. Le nuove tendenze del management strategico

La lezione sulle nuove tendenze guarda alle direzioni emergenti della disciplina. Tra queste ci sono le piattaforme e gli ecosistemi di imprese, in cui il vantaggio dipende da una rete di partner; la sostenibilità, che entra tra gli obiettivi strategici accanto al profitto; l'innovazione del modello di business; l'uso dei dati nelle decisioni. In comune hanno il fatto che spostano l'attenzione dal singolo prodotto o settore alla rete di relazioni in cui l'impresa opera.

Collegamento: la tendenza più impegnativa è quella dei settori in cui la tecnologia cambia in fretta: l'alta tecnologia.

20. I settori ad alta tecnologia e lo sfruttamento dell'innovazione

Nei settori ad alta tecnologia il ciclo dei prodotti è breve, i costi di sviluppo sono alti e contano gli effetti di rete (un prodotto vale di più se lo usano in molti) e gli standard: chi impone il proprio può dominare il mercato, come accadde ai videoregistratori tra VHS e Betamax. Un'impresa che ha un'innovazione deve decidere come sfruttarla, e la lezione 30 presenta le scelte alternative.

Schema — Come sfruttare un'innovazione

Scelta Conviene quando Rischio
Sviluppare e vendere da sé L'impresa ha produzione, distribuzione e marchio per portare il prodotto sul mercato Servono capitali e rapidità
Concedere in licenza Mancano le risorse per produrre su larga scala e l'innovazione è protetta Si creano concorrenti
Alleanza o joint venture Si vogliono condividere rischi e risorse complementari Dipendenza dal partner e conflitti

Collegamento: con questa lezione si chiude la parte sul gruppo. Resta la parte più estesa del corso, la strategia di portafoglio, a cui sono dedicate dodici lezioni.

21. La strategia di portafoglio

La strategia di portafoglio è l'insieme delle scelte con cui un gruppo decide quali attività tenere, come allocare le risorse e come bilanciare il rischio. Prima si definiscono i confini: quali attività fanno parte del portafoglio, di solito raggruppate in unità strategiche di business (SBU), parti dell'impresa con un proprio mercato, propri concorrenti e una propria strategia. Poi la definizione del problema: valutare ogni unità e decidere se investire, mantenere, raccogliere cassa o cedere. L'elaborazione costruisce la scelta a partire da analisi, obiettivi e vincoli di risorse; la strategia di portafoglio intenzionale è quella pianificata dal vertice, a differenza di quella che emerge dalle decisioni delle unità. La gestione strategica la tiene viva: monitora le unità, riequilibra le risorse e ridefinisce i confini quando il mercato cambia.

Collegamento: per valutare le unità in modo comparabile servono strumenti di sintesi: le matrici di portafoglio.

22. Le matrici di portafoglio e la matrice BCG

Le matrici di portafoglio sintetizzano la posizione di ogni unità su due dimensioni, di solito l'attrattività del mercato e la forza competitiva dell'unità, e ogni casella suggerisce una strategia. Sono semplici e permettono di confrontare unità diverse, ma semplificano: dipendono da come si definisce il mercato e dalle soglie scelte. La più nota è la matrice BCG, della Boston Consulting Group, che usa la crescita del mercato e la quota relativa di mercato, cioè la quota dell'unità divisa per quella del maggiore concorrente. Le sue implicazioni economiche vengono dalla curva di esperienza: i costi unitari scendono man mano che cresce la produzione cumulata, quindi chi ha la quota maggiore ha costi più bassi e margini più alti, mentre la crescita richiede investimenti e assorbe cassa.

Schema — Le quattro caselle della matrice BCG (soglie convenzionali: quota relativa 1, crescita del mercato 10%)

Casella Mercato e quota Cassa Indicazione
Stella Mercato in crescita, quota relativa alta Genera molta cassa, ne assorbe molta Investire per mantenere la leadership
Vacca da mungere Mercato maturo, quota relativa alta Genera cassa e ne assorbe poca Difendere e usare la cassa per altre unità
Punto interrogativo Mercato in crescita, quota relativa bassa Assorbe cassa Scegliere: investire per crescere o cedere
Cane Mercato maturo, quota relativa bassa Genera e assorbe poca cassa Raccogliere cassa o cedere

Prova a calcolare la quota relativa per quattro unità ipotetiche e vedi in quale casella cade, assumendo la crescita del mercato indicata.

Prova a calcolare la quota relativa

Quota dell'unità 30% ÷ Quota del maggiore concorrente 15% = Quota relativa 2,0

Quota relativa 2,0 in un mercato che cresce del 15% l'anno: è una stella. L'unità è leader in un mercato attraente; la crescita richiede investimenti, ma se mantiene la leadership diventerà una vacca da mungere.

Collegamento: la BCG usa solo due grandezze misurabili. Le lezioni successive passano alle matrici che usano altre variabili.

23. Le matrici economiche, qualitative e miste

Le matrici si distinguono per le variabili che usano. Quelle basate su grandezze economiche adoperano dati misurabili, come crescita, quota di mercato, redditività o flussi di cassa: sono oggettive, ma guardano al passato e dipendono dalla definizione del mercato. Quelle costruite su criteri qualitativi valutano fattori come l'attrattività del settore e la forza competitiva con giudizi dei manager; un esempio noto è la matrice GE-McKinsey, a nove caselle. Le matrici che coniugano criteri qualitativi e quantitativi trasformano i fattori qualitativi in indici con pesi e punteggi e li incrociano con i dati misurabili.

Schema — Le famiglie di matrici

Famiglia Variabili Pregio Limite
Economiche Crescita, quota, redditività, cassa Oggettive e confrontabili Guardano al passato
Qualitative Attrattività del settore, forza competitiva Colgono fattori non numerici Dipendono dai giudizi
Miste Indici con pesi e punteggi, più dati misurabili Bilanciano i due approcci Pesi scelti in modo soggettivo

Collegamento: le matrici viste servono a decidere dove investire tra le attività esistenti. L'ultima lezione sulle matrici riguarda dove andare a cercare attività nuove.

24. Le matrici per la diversificazione

Le matrici utili a individuare le direttrici di diversificazione incrociano prodotti e mercati. La più nota è la matrice di Ansoff: da un'attività esistente si cresce con quattro strade, dalla meno alla più rischiosa.

Schema — La matrice prodotti-mercati di Ansoff

  Prodotti esistenti Prodotti nuovi
Mercati esistenti Penetrazione: vendere di più agli stessi clienti Sviluppo del prodotto: nuovi prodotti per gli stessi clienti
Mercati nuovi Sviluppo del mercato: gli stessi prodotti a clienti nuovi Diversificazione: prodotti nuovi in mercati nuovi

Collegamento: sapere dove investire e dove diversificare non basta. L'ultimo blocco del corso torna all'organizzazione, perché una strategia di portafoglio funziona solo se l'organizzazione la sostiene.

25. La strategia organizzativa: componenti hard e soft

Una strategia riesce solo se l'organizzazione è coerente con essa. Il contesto organizzativo ha componenti hard, formali e modificabili con una decisione, e componenti soft, informali e lente da cambiare. Una classificazione molto usata è quella dei «7S» di McKinsey. Le componenti soft pesano di più nel tempo, perché resistono al cambiamento: copiare la struttura di un concorrente non significa copiarne la cultura.

Schema — Componenti hard e soft (modello dei 7S)

Tipo Componenti
Hard Strategia, struttura, sistemi (di pianificazione, controllo, incentivi)
Soft Valori condivisi, stile di direzione, persone, competenze

Didattica interattiva e testi consigliati

Secondo il programma, ogni CFU comprende 5 videolezioni di circa 30 minuti, ciascuna con una dispensa o i capitoli indicati di un e-book e un questionario di autoverifica, e 2 ore di didattica interattiva sincrona su piattaforma: sessioni live, webinar, lavori di gruppo e laboratori virtuali, in tre edizioni nel corso dell'anno accademico. Come testi consigliati il programma indica due volumi: Grant, L'analisi strategica per le decisioni aziendali (il Mulino), che accompagna le prime lezioni sul settore, sulle risorse e sul vantaggio competitivo, e Invernizzi, La strategia nelle imprese multibusiness (McGraw-Hill), per la strategia di gruppo e di portafoglio. La base dello studio restano le dispense delle 45 lezioni.

Metodo di studio

  • Impara i modelli come strumenti. Cinque forze, catena del valore, BCG, Ansoff, 7S: ogni modello risponde a una domanda. Scrivi la domanda accanto al nome e ricorderai a che cosa serve.
  • Costruisci una tabella per le coppie. Formulazione e implementazione, strategia di gruppo e di business, diversificazione correlata e non correlata, fusione e acquisizione, matrici qualitative e quantitative: il corso ragiona spesso per confronti.
  • Applica ogni modello a un'impresa che conosci. Le cinque forze del suo settore, la catena del valore di un'azienda, la matrice BCG di un gruppo noto: l'esempio fissa la definizione.
  • Dedica tempo alle lezioni 31-42. Sono più di un quarto del corso, con molta terminologia sulle matrici: ricostruirle a mano, con le soglie e le indicazioni di ogni casella, è il modo più rapido per padroneggiarle.
  • Fai i questionari di fine lezione, ma torna alle dispense. Sono un buon controllo sui concetti: dove sbagli, riapri la dispensa.

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Domande e dubbi frequenti tra chi si prepara a questo esame

C'è un gruppo dedicato a Strategie d'impresa?
Nell'elenco dei gruppi non c'è un gruppo per questo codice, perché è un esame a scelta. I bottoni di questa pagina portano alla community generale di L18; questa guida riordina l'elenco delle 45 lezioni del programma ufficiale.
Lo scelgono anche studenti di altri corsi?
Sì, alcuni studenti di Scienze dell'Educazione L19 lo indicano tra gli esami a scelta, con lo stesso codice e lo stesso programma. Come inserirlo e quanti CFU ti servono dipende dal tuo piano di studi: verificalo in piattaforma.
Serve aver dato Economia e gestione delle imprese?
Il programma consiglia di aver seguito gli insegnamenti del settore SECS-P/08. Chi parte da zero può comunque seguire le lezioni, che spiegano i modelli di base, ma chi ha già dato Economia e gestione delle imprese ritrova l'analisi strategica e la diversificazione.

Come funziona l'esame

Come tutti gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele dal 2026: prova intermedia online (Lockdown Browser, da casa) seguita da prova finale obbligatoria in presenza per verbalizzare il voto definitivo.

Le modalità cambiano frequentemente: numero di domande, sessioni in presenza, punti premialità, tablet vs orale. Trovi tutto spiegato nella guida completa, sempre aggiornata:

Come funzionano gli esami Pegaso, Mercatorum e San Raffaele →

Quanto tempo serve

Il corso vale 9 CFU, cioè circa 225 ore di impegno complessivo calcolando le 25 ore per credito previste di norma. Con 45 videolezioni conviene prevedere 5-6 settimane: due per settore, risorse, vantaggio competitivo e organizzazione (lezioni 1-16), due per la strategia di gruppo, la dimensione internazionale e l'innovazione (17-30), una e mezza per portafoglio, matrici e strategia organizzativa (31-45), qualche giorno per il ripasso con gli schemi di questa guida. Chi ha già sostenuto Economia e gestione delle imprese può accorciare la prima parte.

Questa materia ti prepara a…

È un esame a scelta e non è propedeutico ad altri, ma si collega a diverse materie di L18:

  • Economia e gestione delle imprese: è il corso di management a tutto campo dello stesso settore, di cui qui approfondisci le prime 12 lezioni, quelle di strategia.
  • Teorie e governo dell'impresa: le teorie dell'impresa e la governance sono la cornice in cui si colloca la strategia di gruppo.
  • Marketing: segmentazione, targeting e posizionamento sono la traduzione operativa del posizionamento strategico.
  • Organizzazione aziendale: approfondisce strutture e progettazione organizzativa, che qui sono parte dell'attuazione della strategia.

Un altro esame a scelta di area economica, che legge in chiave storica l'innovazione e le imprese italiane, è Storia dell'innovazione e del Made in Italy. Gli altri esami a scelta sono nelle guide ai corsi L18 Pegaso e L19 Pegaso.

Prepari Strategie d'impresa in questo periodo? Trova gli altri studenti L18 nella community del corso.

Domande frequenti

Vale 9 CFU, con il codice 0602509SECSP08IIINM e 45 videolezioni. Nel piano 2026/2027 di Economia Aziendale L18 è un insegnamento a scelta. Lo indicano tra gli esami a scelta anche alcuni studenti di Scienze dell'Educazione L19, con lo stesso codice e lo stesso programma. Il programma consiglia di aver seguito prima gli insegnamenti del settore SECS-P/08.

È l'insieme coerente di scelte con cui un'impresa decide in quali settori competere e come ottenere un vantaggio duraturo sui concorrenti, usando al meglio le proprie risorse. Si articola in livelli: la strategia di gruppo, che decide in quali attività investire, e la strategia di business, che decide come competere in ciascuna, a cui si aggiungono le scelte organizzative che le attuano.

Le 45 videolezioni ruotano tutte attorno alla strategia. Si parte dal concetto di strategia e dalla creazione di valore, poi l'analisi del settore (cinque forze di Porter, teoria dei giochi) e delle risorse, il vantaggio competitivo, la catena del valore e i costi. Seguono strategia di gruppo, diversificazione, fusioni e acquisizioni, concorrenza internazionale e innovazione. Dodici lezioni sono sulla strategia di portafoglio e sulle matrici, come la BCG, e le ultime tre sulla strategia organizzativa.

Hanno lo stesso settore, SECS-P/08, e 9 CFU. Economia e gestione delle imprese (codice 0602509SECSP08NM, secondo anno) è un corso di management a tutto campo: solo le prime 12 delle sue 45 lezioni sono di strategia, le altre riguardano operations, organizzazione, innovazione e responsabilità sociale. Strategie d'impresa è a scelta e le sue 45 lezioni ruotano tutte attorno alla strategia, con più spazio ad analisi di settore, risorse, diversificazione e strategia di portafoglio.

Sono i fattori che determinano la redditività di un settore: la rivalità tra i concorrenti esistenti, la minaccia dei nuovi entranti, la minaccia dei prodotti sostitutivi, il potere contrattuale dei fornitori e quello dei clienti. Più le forze sono intense, più è bassa la redditività media del settore. L'impresa le analizza per scegliere dove e come posizionarsi; nel programma sono nella lezione 5.

Colloca ogni attività su due assi: la crescita del mercato e la quota relativa di mercato, cioè la quota dell'impresa divisa per quella del maggiore concorrente. Le quattro caselle sono le stelle (mercato in crescita, quota alta), le vacche da mungere (mercato maturo, quota alta, generano cassa), i punti interrogativi (mercato in crescita, quota bassa, assorbono cassa) e i cani (mercato maturo, quota bassa). Le lezioni 37 e 38 la spiegano.

La base dello studio sono le dispense delle 45 videolezioni. Il programma indica come testi consigliati Grant, L'analisi strategica per le decisioni aziendali (il Mulino), e Invernizzi, La strategia nelle imprese multibusiness (McGraw-Hill).

Il corso vale 9 CFU, cioè circa 225 ore di impegno complessivo calcolando 25 ore per credito. Con 45 videolezioni conviene prevedere 5-6 settimane: due per settore, risorse e vantaggio competitivo, due per strategia di gruppo, concorrenza internazionale e innovazione, una e mezza per portafoglio, matrici e strategia organizzativa, qualche giorno per il ripasso.

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Nota di trasparenza

I marchi e i nomi di ateneo citati in questa guida (Pegaso, Mercatorum, San Raffaele) sono utilizzati esclusivamente a fini descrittivi e informativi. La guida è realizzata in modo indipendente, senza alcun rapporto di affiliazione o collaborazione con gli atenei citati. Lo studente resta responsabile del rispetto del regolamento didattico e degli obblighi contrattuali del proprio ateneo.

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